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Il Dap prossimo venturo. Riorganizzazione: gruppo di lavoro contro gruppo di lavoro. Le manovre dei dirigenti.


Polizia Penitenziaria - Il Dap prossimo venturo. Riorganizzazione: gruppo di lavoro contro gruppo di lavoro. Le manovre dei dirigenti.

Notizia del 19/09/2015

in Dal buco della serratura

(Letto 7315 volte)

Scritto da: Giulio Raimondo Mazzarino

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E’ ricominciato a Largo Daga, anzi direi che è al culmine, il lavorìo dei dirigenti penitenziari per cercare di mettere le bandierine sui decreti attuativi per la riorganizzazione del dipartimento.

Persa la battaglia del DPCM, la pletora di dirigenti dipartimentali (parliamo di almeno una sessantina) si è consociata allo scopo di ottenere il massimo dei benefici dal nuovo assetto organizzativo del Dap.

All’uopo, secondo nostre fonti confidenziali, si sarebbe costituito un primo gruppo di lavoro in seno alla Direzione Generale del Personale (Ignarra, Cimini, Di Gregorio) che “inaspettatamente” avrebbe concluso i lavori proponendo 28 (ventotto) uffici in seno alla “propria” direzione generale e solo 5 (cinque) Uffici di Staff.

Insoddisfatto, e forse anche un pò contrariato, il Capo Dap – sempre secondo le nostre fonti confidenziali – avrebbe costituito un nuovo gruppo di lavoro, questa volta in seno alla Segreteria Generale (Cecconi, Costantino, Pasquini) che “altrettanto inaspettatamente” sarebbe arrivato alla conclusione dei lavori proponendo 15 (quindici) Uffici di Staff e 7 (sette) uffici in seno alla Direzione Generale del Personale.

Ovviamente, la procedura potrebbe continuare ancora per molto con ulteriori gruppi di lavoro che sarebbero in grado di arrivare ad altrettanti “conclusioni”, ciascuna delle quali pro domo al proprio ufficio di provenienza.

Non è necessaria un laurea in scienze della pubblica amministrazione per comprendere che i nostri cari dirigenti seguono lo schema NPN (quasi un algoritmo):

Numero dei dirigenti = Posti di funzione = Numero degli uffici.

Detto questo, va aggiunto, però, che sono trapelate altre indiscrezioni su ulteriori proposte, sempre di chiaro stampo utilitaristico per i dirigenti penitenziari, che sono gravemente penalizzanti per la Polizia Penitenziaria soprattutto per quanto attiene l’organizzazione e la funzionalità dei reparti operativi.

La prima riguarda il tentativo (già più volte azzardato in passato e che ha in Massimo De Pascalis il primo ispiratore) di non considerare la dirigenza della Polizia Penitenziaria come legittima destinataria dei posti di funzione dipartimentali.

La seconda (che guarda caso pare provenire direttamente dal Cons. Falzone, Magistrato della DGD) riguarda il tentativo di incardinare il GOM (Gruppo Operativo Mobile) nella direzione generale detenuti.

Per quanto assurde possano sembrare le due proposte, la seconda in particolare (il Gom nella DGD, peraltro sostenuta anche da Di Gregorio, dirigente nostalgico del modello Parma) sfugge ad ogni logica di buona amministrazione e confligge apertamente con ogni proposta circa la necessità di far convergere tutti gli uffici e servizi della Polizia Penitenziaria in un’unica unità organizzativa.

Non è certo la prima volta che gli interessi economici e carrieristici dei dirigenti penitenziari penalizzano la funzionalità della Polizia Penitenziaria ma, in questo momento storico, potrebbe essere arrivato il momento di ammettere, una volta per tutte, la perniciosa dannosità di questa dirigenza penitenziaria nell’organizzazione del Dap, determinata dal suo corporativismo lobbistico, funzionale soltanto ad autoaccreditarsi benefici economici e di carriera.

Qui e adesso, dobbiamo ragionare “davvero” in termini di unificazione della dirigenza, che potrebbe confluire in un unico ruolo dirigenziale penitenziario. Meglio se della Polizia Penitenziaria.

Senza nulla togliere a chi è contrario, per il quale vanno fatti ponti d’oro verso la dirigenza del pubblico impiego.

Questa, e solo questa, è la strada maestra da percorrere per arrivare ad una riorganizzazione veramente efficace ed efficiente dell’amministrazione penitenziaria.

Altrimenti ci troveremo sempre a fare i conti con i gruppi di lavoro autoreferenziali che propongono espedienti per accrescere i privilegi di se stessi e della propria categoria.

Per nostra fortuna, come è già successo per il DPCM di riorganizzazione del Ministero, l’ultima parola (nella forma, nella sostanza e nel merito) sarà del Capo di Gabinetto Giovanni Melillo che, magari non sarà un Illuminato, ma almeno è scevro da tutte quelle logiche utilitaristiche e carrieristiche che ispirano ogni atto proposto dall’establishment del DAP.

Ci deve pur essere un Giudice a Berlino …

 


Scritto da: Giulio Raimondo Mazzarino
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n. 7


ottima osservazione quella del commento n. 5, che apre gli occhi.

Di  Antonio  (inviato il 22/09/2015 @ 13:48:53)


n. 6


Secondo fonti confidenzali, appare evidente che chi è incaricato di lavorare alla riorganizzazione, non prende in considerazione alcun posto dirigenziale pr il corpo di polizia penitenziaria.
lavorano incessantemente per farsi assimilare alla carriera prefettizia.
Una valutazione obiettiva, lascia due ipotesi:
Ipotesi a)
Restiamo figli di un Dio minore;

Ipotesi b)
Per altri canali prende corpo la riforma Gratteri/Ardita/Davigo.

A voi le dovute considerazioni......

Di  PASQUINO  (inviato il 21/09/2015 @ 15:19:16)


n. 5


Il DPCM di Riorganizzazione è stato adottato in ossequio alla legge 95/2012 con la finalità della riduzione dei posti di funzione di dirigenza generale e non generale, la cd. spending review.
A tal proposito, nella Relazione Illustrativa Tecnica, di cui allo Schema di DPCM, era specificato come le riduzioni di personale previste dal decreto legge n.95/12 sono da effettuarsi solo sul personale addetto all’amministrazione centrale.
Ebbene, nei fatti sono stati soppressi 5 Provveditorati Regionali.
Ora si prosegue, se è vero il gossip che circola, prospettando un ampliamento dei posti di funzione dirigenziale al DAP anziché ridurli: ovviamente ciò comporterà una riduzione di quelli periferici…..e come, se la dotazione è ben prefissata ed invalicabile? accorpando gli Istituti penitenziari.
Ma non doveva esserci spending review e efficientamento dell'amministrazione pubblica?

Di  dirigente contrattualizzato  (inviato il 21/09/2015 @ 14:50:11)


n. 4


ma costoro degli istituti/scuole/servizi senza direttori non si interessano?
Ci sono più direttori (e commissari) al dap che in periferia.
Assurdo

Di  Mauro  (inviato il 20/09/2015 @ 17:51:12)


n. 3


siamo uomini o caporali.

Di  ca' nisciun e fess.  (inviato il 19/09/2015 @ 18:57:41)


n. 2


Sono anni e anni che subiamo l'arrivismo dei direttori ...
Si sono presi tutti i benefici possibili dalla NOSTRA riforma, poi dal comparto sicurezza e infine siccome non gli bastava si sono fatti la Meduri
Quanto dovremo ancora subire da questa categoria?
P.S.
Per onestà intellettuale debbo dire che ci sono anche direttori che hanno le palle ... ma quelli sicuramente vorrebbero passare nel corpo e vestire la nostra divisa.
E non sono certo quelli che stanno al ministero

Di  Marione  (inviato il 19/09/2015 @ 13:22:26)


n. 1


Che dire......
Cosa aggiungere...
Cosa aspettarsi....
A chi aggrapparsi?
Spero solo che prima o poi si faccia avanti un valoroso legionario, capace di gestire questa guarnigione di Uomini e Donne valorosi

Di  Pasquale  (inviato il 19/09/2015 @ 13:03:16)




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