Novembre 2016
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Il dibattito sulla vigilanza dinamica: poliziotti penitenziari a favore e poliziotti penitenziari contro


Polizia Penitenziaria - Il dibattito sulla vigilanza dinamica: poliziotti penitenziari a favore e poliziotti penitenziari contro

Notizia del 23/11/2015

in Houston abbiamo un problema

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CONTRO LE "STANZE" APERTE

Vi sono reparti detentivi che sono diventate realmente zone franche. Non parliamo poi delle infrazioni disciplinari e relativi provvedimenti adottati!

Il segnale che il personale percepisce è molto sgradevole. Da una parte i detenuti si accorgono del polso morbido, tutta questa libertà, come una manna caduta dal cielo, dall’altra il personale mortificato da questa straordinaria inefficacia, e (dalla perdita di terreno).
Esiste all'atto una questione legata alla territorialità degli ambienti detentivi. Ed è una cosa serissima per uno come me che opera in sezione. Mi sento spesso, un intruso a casa di altri.

Una volta la sezione era più "ordinata".

E ci credo!!

Le celle, sono diventate appendice del corridoio e viceversa, annessi i locali comuni, quali ad esempio salette ricreative, barberia ecc….EVVAII….l’America è sempre più vicina!!!

In una sola parola, la sezione è diventato “quasi” territorio indiscusso dei detenuti, (vedi controlli e perquisizioni). I detenuti (com’è giusto che sia), si sono già adeguati, adattati da tempo. La pattuglia è quasi sempre anticipata in sezione da coloro che fungono da sentinelle, giusto il tempo per dare l'allarme, con gesti o fischi e farsi trovare calmini ed in ordine, fino all’uscita dal reparto.

Il pericolo reale, a questa nuova tipologia di operatività, è dato soprattutto dalla repentina trasformazione e soppressione di vecchie metodologie di lavoro. Lasciare aperti i detenuti per otto ore, non giova nemmeno a loro. Sono gli stessi detenuti a dirlo. Larga parte della popolazione detenuta preferirebbe stare chiusa, SOPRATTUTTO quella grande fetta ritenuta DEBOLE e per nulla incline a voler fare strada, imparando e mettendo in pratica i dettami della malavita. Anche i vecchi lupi che di galera preferiscono stare chiusi e godere solo dell'ora d'aria o dei corsi. 

Il fatto stesso di stare aperti rappresenta "malavita....=vivere male. 

Ci sono realtà, in cui i detenuti di origine italiana, sono messi letteralmente sotto scacco dagli extracomunitari o comunque non italiani.

Sembrerà strano ai non addetti ai lavori, ma le cose che i detenuti riferiscono sono proprio queste.

Per questo occorrerebbe una sana riflessione, sull’escalation di eventi critici, soprattutto sui numerosi casi di sopraffazione.

L’entusiasmo con cui è iniziato tutto, ha finito per stremare definitivamente le forze dei colleghi più anziani, i quali hanno a loro volta abdicato passivamente il campo di battaglia ai più giovani.

Credete veramente che si potrà andare da qualche parte di questo passo? Non ci scommetterei un centesimo del mio stipendio.

L’OSSERVAZIONE scientifica del detenuto, può essere fatta seriamente (un tempo lo era), solo attraverso un monitoraggio fisico attento e continuo, e non mediante una telecamera sgranata, mal posizionata e con uno schermo da 14”.

Giusto per fare un esempio.

Art. 10 O.P. permanenza all’aperto. 

Perché controllare i detenuti che si recano al passeggio, uno ad uno, con scrupolo e zelo affinché non occultino oggetti non consentiti, se poi però apriamo tutte le celle contemporaneamente di una sezione? Il controllo sugli stessi, equivarrebbe a farsi prendere per stupidi….”cosa che i detenuti purtroppo già pensano”. Allora la risposta che mi do è la seguente. 

Cosa li controlli a fare, se poi hanno a disposizione la cella aperta e la possibilità di fare ciò che vogliono nei corridoi ed in tutti gli altri ambienti a loro destinati?

Buon fine settimana, qui c'è già molto freddo. 

Non vedo l'ora che passino queste 5 settimane per tornare dai miei.

 

A FAVORE DELLE "STANZE" APERTE

Mi dispiace contraddirvi, ma credo che vi sbagliate di grosso. Questo nuovo sistema di sorveglianza per chi non lo ha ancora capito è il futuro. Lo posso affermare perchè con i miei 30 anni di esperienza mi rendo conto che una guardia che sa gestire i detenuti, lo sa fare sia in una singola cella con 5 o 6 detenuti che in una sezione affollata di detenuti che pascolano avanti e dietro. Il collega in una sezione aperta deve essere ancora più diplomatico e sveglio per entrare e sventare i proggetti che ogni giorno si inventano.

E se questa guardia lavora in un gruppo di colleghi e superiori compatti. Ottiene migliori risultati e sicuramante più soddisfazione peri un servizio svolto, che è sicuramente migliore a quello di aprire e chiudere le celle per tutto il turno di servizio e che dopo aver fatto tanti Km in una sezione non ha neanche la forza per andare a prendere la sua auto nel parcheggio.

Ma chi deve stare meglio in un carcere. La guardia o i Carcerati?

Volete che la guardia faccia il portiere o credete che sia capace di fare anche altro?

Bisogna solo che la guardia in una sezione aperta debba essere esonerato dalle responsabilita che i signori Magistrati danno puntualmente al custode.

Poi in fine vi invito a fare una semplice riflessione. Secondo voi chi può essere più aggressivo, una persona che e chiusa in una stanza H24 con compagni che casomai non gradisce neanche, o chi e liberodi muoversi anche se in un solo spazio ristretto di una sezione?

 

 

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C'era una volta il muro di cinta con le sentinelle e le garitte ... Ma poi vennero le idee geniali!

 

 

Enciclica di Tamburino: accusa il SAPPE di disinformare e "spiega" il significato del concetto di sicurezza all'interno delle carceri

 

 

 


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Commenti Commenti dei lettori

n. 5


Mi spiace per chi è a favore delle delle aperte. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non ci si inventa una metodologia di lavoro in quattro e quattro otto. È pur vero che non bisogna stare aggrappati al passato, ma ricordate che il passato non sempre significa condizione dalla quale prendere le distanze in toto. Il problema vero sono le leggi Europee e chi le ha imposte di riflesso a tutta la categoria. Spero tanto che lo scienziato di turno ci risparmi e privi del linguaggio forbito e della ramanzina del futuro e di tutte le baggianate a cui siamo costretti ad adeguarci, piaccia o no.
Preferirei che qualcuno mi spiegasse seriamente perché è meglio così. Del resto in questo ultimo anno si sono registrati casi anche gravisimi ed il solito idiota dirà: lasciate che i detenuti si abituino alle nuove regole!
Infatti si vede...si sono talmente abituati che oramai coloro che riescono a tenere testa, sono solo coloro i quali negli anni sono stati e sono ancora caparbi e consentitemi anche un po duri. Osservo alcuni turni di servizio, ci sono volte che la composizione delle unità è talmente poco variegata...nel senso operativo che vengonoi brividi. Sappiamo bene tutti cosa pensano i detenuti (tutti nessuno escluso)...vediamo chi è stasera il capoposto, vediamo chi c'è di unità operativa....
Sapete bene che è cosi, quindi non nascondiamoci dietro parole belle e commiserevoli, o peggio compiacenti. Questo Corpo ha bisogno dei laureati, degli emancipati, di quelli che preferiscono stare in ufficio. Ma ciò che manda avanti la baracca, sono coloro che si sporcano e si impregnano le mani di quel vomitevole odore delle chiavi ottonate. Adesso sto ancora peggio, soprattutto se penso di avere dato tutta la mia giovinezza al servizio di uno Stato che forse non mi ha mai considerato un vero servitore di questa Istituzione. Purtroppo siamo e rimarremo retaggio di coloro i quali, e sono tantissimi che nella loro carriera politica o Istituzionale hanno poco o niente messo piede in galera.
Personalmente ho le scatole piene di tutte queste frottole scientifiche fantasmopolitiche. Fra qualche anno saremo ancora qui a parlare del potere indiscusso di taluni direttori e dell'angosciante (purtroppo) situazione della categoria dei bravi, seri e preparati Comandanti. Staremo ancora qui a crogiolarsi quando ancora una volta le maglie si stringeranno per via della naturale evoluzione o implosione del sistema carcere e della recrudescenza di molti reati.o comportamenti disciplinarmente rilevanti. A quel punto si chiederà, come è sempre stato...ragazzi allineati e coperti....Reparto appostoooo....Repartoo....at...ttenti!!!

Di  Egi  (inviato il 23/11/2015 @ 20:24:02)


n. 4


Per la redazione.

Grazie come sempre, per lo spazio che mi/ci dedicate.
Pensate sono quasi commosso.


Di  Pur latente, ma presente.  (inviato il 23/11/2015 @ 16:32:05)


n. 3


continuo......se le cose devono restare cosi, perché non togliere il collega dalla sezione e approntare un sistema di video sorveglianza con registrazione h24?? Diamo la sezione "in comodato ai detenuti" e nel caso accade qualcosa, interviene la "volante" come se stessimo in un quartiere all'esterno delle mura. Nella mia esperienza, moltissimi detenuti davvero meritevoli, anche su loro espressa richiesta, vorrebbero starsene chiusi e vivere tranquilli, senza essere ostaggio di bande, fazioni e peggio ancora sotto scacco di fantomatici e fanatici dell'islam!!!

Di  Marco  (inviato il 23/11/2015 @ 14:52:03)


n. 2


ASSOLUTAMENTE QUOTO! Io Assistente Capo di Polizia penitenziaria, con ben 20 anni trascorsi a vigilare e osservare la popolazione detenuta, dopo 5 anni di sorveglianza dinamica, sono giunto alla conclusione di affermare che tutto cio' non giova a nessuno, in particolare modo ai detenuti. Prima una sezione composta da 25 celle vi erano ubicati circa 3 detenuti per cella per un totale di nr 75 detenuti. La "sezione" funziona bene. Era molto ordinata, orari di apertura, chiusura, orario per passeggio, saletta ricreativa, orario doccia. se il detenuto voleva poteva starsene fuori dalla cella ben 8 ore tranquillamente senza oziare. Lo staff "Direzione-Polizia" era ben coordinato e nonostante il lavoro pesante e sacrificato, il tutto si svolgeva nella normalità. Il detenuto sapeva cosa doveva e cosa non poteva fare, se trasgrediva (art 77 o.p. vari commi) il collega relazionava, e poi la direzione faceva il SUO con i relativi provvedimenti disciplinari fino "all'isolamento" e la perdita della liberazione anticipata. Eventi critici pochi, qualche caso isolato. Adesso, nonostante in sezione vi sono all'incirca manco la meta dei detenuti che venivano ospitati fino al 2011 circa, la sezione è diventata UN GHETTO. Vige la legge del più forte. Ogni giorno un evento critico, aggressione ai danni di noi operatori e tutto quello che dico non è pura fantasia (vedi EMILIA-ROMAGNA). In conclusione io da servitore dello stato devo eseguire ed eseguo i i DIKTAT del legislatore, ma da cittadino sono indignato e penso che vada rivisto il tutto.

Di  Marco  (inviato il 23/11/2015 @ 14:48:08)


n. 1


ahaaa...bene, finalmente c'è qualcuno che ne parla in maniere esplicita e dettagliata. Io l'ho passato sulla mia pelle e posso dire che lavoravo meglio con 150 tutti chiusi e non con 50 tutti aperti!!! Siamo passati da fare la guardia noi ad essere guardati da loro, facendoci erroneamente credere di lavorare di meno con la chiave in mano. Il vero dato di fatto è che abbiamo perso potere ed è stata sminuita la nostra figura di Agenti|

Di  p.l.  (inviato il 23/11/2015 @ 14:45:47)




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