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Il marchio di qualità.


Polizia Penitenziaria - Il marchio di qualità.

Notizia del 15/02/2012

in Nuvola Rossa

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Scritto da: Nuvola Rossa

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Gli pseudonimi usati da tanti sappisti e non, ospitati nel miglior blog della Polizia Penitenziaria, da molto fastidio. Dà fastidio a mezze cartucce assurte a sindacalisti provinciali, regionale ed europei, da fastidio ai dirigenti del DAP, dava fastidio al fu Capo del Dipartimento, di cui non ricordo più nemmeno il nome, da fastidio agli addetti all’ufficio stampa del DAP.

Ma credetemi, non sono gli pseudonimi, dietro i quali si celano le migliori menti della Polizia Penitenziaria, ma sono i contenuti quelli che fanno male, è l’ironia intelligente e tagliente che da fastidio, sono le verità nude e crude e il seguito di contatti tra la Polizia Penitenziaria che da fastidio.

Nel passato, grandi nomi della politica si sono celati dietro uno pseudonimo per scrivere editoriali su quotidiani nazionali e quindi per spiattellare la propria opinione, senza essere vincolati dal nome altisonante che altrimenti avrebbe richiesto prudenza o avrebbe scontentato una parte politica o l’altra.

Pertanto, l’uso dello pseudonimo, al di la delle offese gratuite ricevute via web e su tutti i piccolissimi altri siti sindacali, e sui profili facebook di nicchia, dove uno scrive due righe di cazzate, tipo aforisma offensivo dei confronti del Sappe e dei suoi componenti (manco fosse Oscar Wilde e ha subito dietro un numero esiguo di commenti, la claque dei piccoli dirigenti sindacali locali e di provincia) diventa quasi necessario in una Amministrazione e in mezzo a tanti sindacalisti lupi famelici, pronti eventualmente a vendicarsi e a studiare strategie per far saltare questo o quell’appartenente che si arroga il diritto di scrivere su problematiche del Corpo.

E’ chiaro che se un appartenente scrivesse con il proprio nome e cognome, decantando le virtù del Capo del Dipartimento, di questo o di quel dirigente generale, di quanto sono bravi i direttori e di quanto sono preparati i Commissari della nostra Amministrazione, non avrebbe difficoltà a convivere con questa Amministrazione; ma al momento in cui, non si ha una tutela sindacale né si ha il titolo per parlare ed esprimere le proprie opinioni come può fare l’ultimo dei sindacalisti, ecco che diventa impossibile scrivere con il proprio nome a meno che non ci si voglia misurare con una spietata caccia all’uomo, da parte di quelle persone che non fanno altro che insultarci, via web, come vigliacchi ed altri epiteti, che io personalmente rimando al mittente, o frasi minacciose del tipo (ma chisti i cugghiuna un ci l’hannu? Ovvero: ma questi -quelli che scrivono con pseudonimo – i coglioni ce li hanno?

Io vorrei rassicurare i nostri ex amici sindacalisti avversi, che gli attributi li abbiamo e siamo anche in grado di poterne prestare qualche etto a qualche segretario.

Se io fossi segretario generale, anche di un piccolo sindacato, come lo sei tu, non avrei difficoltà a firmarmi con nome e cognome, tanto avrei la tutela sindacale, non farei servizio nelle carceri e quindi al riparo di rappresaglie, mi crogiolerei ogni giorno tra le stanze del DAP facendomi amico qualche dirigente sindacale, ogni tanto darei una leccata a destra e a sinistra a qualche politico, un po’ di demagogia nei comunicati, qualche citazione di frase tratta da canzoni degli Alunni del Sole e qualche aforisma tratto dai mitici films di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, e potrei andare anche in pensione tra dieci anni da quella comoda posizione.

E’ bene invece che, anzi di blaterare, qualora qualcuno si senta offeso e denigrato dagli scritti che vada per via legale, al di la di chi sia l’estensore dell’articolo, tanto esiste un direttore responsabile, mal che vada.

Fin quando il Sappe mi darà la possibilità di esprimere le mie idee, continuerò a farlo, usando sempre lo stesso pseudonimo che ormai è diventato un marchio di qualità.

 


Scritto da: Nuvola Rossa
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Commenti Commenti dei lettori

n. 3


Finalmente qualcuno dice quello che pensa. Lo sapete come si firmava l'On. Bettino Craxi sull'Avanti? Ghino di Tacco. per anni ha firmato editoriali al vetriolo senza scandalizzare nessuno. Bene così Nuvola Rossa ....
Per l'amico Dubbioso ma Positivo: sono contento che hai colto il DIVIDE ET IMPERA, i Latini ne facevano una questione di vitale importanza.
Io per questo aforisma, a dire il vero anche per altro, sono stato tacciato di sapientismo .... lungi da me apparire tale .... DIVIDE ET IMPERA. Se permetti Nuvola Rossa un modestissimo consiglio: non cadete in queste trappole, il Corpo, noi appartenenti abbiamo bisogno di certezze, di unità e non di beghe da bar dello sport; il mondo sindacale deve ritrovare la compattezza ...... loro (elle volutamente minuscola) fanno il bello e il cattivo tempo appunto per queste divisioni che ci portiamo dietro ormai da troppo tempo. Compatti si raggiungono obbiettivi che potrebbero porre fine ai mali del Corpo. DIVIDE ET IMPERA.
A.B.

Di  A.B.  (inviato il 16/02/2012 @ 09:21:51)


n. 2


Condivido in pieno tutto quanto riportato N. RossA, la liberta' di pensiero , anche se per qualcuno scomoda , deve essere manifestata , e nessuno , dico nessuno , puo' impedire di manifestare un dissenso , un apprezzamento , o una critica costruttiva , anche tramite questo blog .
E se poi la verita' fa male , la colpa non e' di chi scrive su questo blog .

Di  sappone  (inviato il 15/02/2012 @ 17:25:40)


n. 1


nuvola rossa centri sempre l'obbiettivo. "Divide et impera"---

Di  dubbioso ma positivo  (inviato il 15/02/2012 @ 15:49:49)




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