Novembre 2016
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Il paradosso del “separato”


Polizia Penitenziaria - Il paradosso del “separato”

Notizia del 28/07/2014

in Houston abbiamo un problema

(Letto 4570 volte)

Scritto da: Baldo degli Ubaldi

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Tanti anni di lotte sindacali per far rispettare i diritti degli appartenenti al Corpo hanno creato una serie di garanzie di equità tra tutti gli appartenenti, nella fruizione dei diritti. Uno tra i più importanti e più equi è ad esempio la fruizione  del periodo di ferie estive, rispettando un’alternanza annuale e quindi se il 1° anno fruirò delle ferie dal 15 al 30 giugno, il secondo anno fruirò delle ferie dal 1° al 15 luglio e così via.

Ma, a fronte di tante lotte, di infinite contrattazioni sindacali, di vertenze, basta una sentenza di separazione per annullare quel principio di equità ricercato e ottenuto dopo anni di lotte. Il giudice nell’emanare una sentenza di separazione prevede il diritto per il padre separato di fruire di 3 settimane di ferie estive da passare con il figlio o la figlia, alternativamente nel mese di luglio o nel mese di agosto (di solito il padre opta per agosto). Di fatto, con questa sentenza si crea una disparità di trattamento tra gli appartenenti al Corpo (pur rispettando la tragicità di una separazione familiare), si creano paradossalmente dei privilegi. Io non andrò mai in ferie a giugno o settembre, ho una sentenza che sancisce il mio diritto ad andare sempre nello stesso periodo. Credetemi, non ho niente contro i separati o divorziati – e ciò a scanso di equivoci e facili strumentalizzazioni - è solo la pura constatazione di chi lavora in uno dei tanti uffici servizi agenti di un qualsiasi carcere d’Italia e che ascolta giornalmente le riflessioni e gli sfoghi dei colleghi.

Di fatto oggi abbiamo, purtroppo, un esercito di privilegiati che antepongono  il diritto a stare con i propri figli, pretendendo orari agevolati in servizio, l’esenzione dai turni notturni, l’esenzione dalle prime e soprattutto farsi le ferie così come disposto in sentenza e quindi non sottoponendosi a nessuna rotazione anche se nel frattempo i figli hanno compiuto la maggiore età o anche se il nostro “separato” nel frattempo si è sposato o convive con un’altra.

Nel nostro Corpo, si è creata, paradossalmente, nel tempo una casta di persone che a fronte di una triste vicenda familiare, gode di privilegi non più sopportabili, da parte di chi separato o divorziato non è (per sua fortuna), che dovrà invece continuare a farsi le prime di sabato e domenica, il periodo di ferie come da contrattazione e quindi 15 giorni ad agosto (rispetto alle 3 settimane dei separati) ogni 4 anni!!! 

 


Scritto da: Baldo degli Ubaldi
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Commenti Commenti dei lettori

n. 25


Un saluto a tutti. Caro Baldo, nelle tue parole noto una rassegnazione. Come dire che tanto l'amministrazione vince sempre. Ricordati che le battaglie esistono per tentare di tutto per vincerle con tutti i mezzi che si hanno a disposizione. Se non si vogliono mettere in campo i mezzi legali allora è inutile perdere tempo a scrivere contro chi ha capito che il proprio avversario ha le armi spuntate. Se la norma esiste e con la dicitura " salvo esigenze di servizio" non l'abbiamo firmata noi della base, ma voi che fate sindacato a determinati livelli. Ribadisco quindi che i diritti devono essere rispettati in toto. Se manca personale è un problema voluto dall'alto, Se un diritto non viene riconosciuto dovete agire voi sindacati. Sennò che esistete a fare? Un saluto a tutti e a te in particolare caro Baldo.
P.S. mi sono iscritto perchè ritengo di vitale importanza l'unità sindacale per far sbattere l'amministrazione nel muro dei diritti e dell'unione della Polizia Penitenziaria.
Un abbraccio.

Di  SECONDINO  (inviato il 06/08/2014 @ 00:09:15)


n. 24


Amici separati avete tutta la mia comprensione. Avete ragione. Solo nel mio istituto esistono queste cose. Negli altri istituti non succedono. I separati si accontentano di fare le ferie a giugno

Di  baldo degli ubaldi  (inviato il 29/07/2014 @ 21:41:08)


n. 23


AmCaro Degli Ubaldi,sai che esiste una legge che vale per i dipendenti pubblici e privati che esenta il genitore affidatario ai turni notturni fino al compimento del dodicesimo anno del minore,la smetti di accanirti contro i separati,e dici falsità che tutti i colleghi separati vanno in ferie ad agosto,non generalizzare,le tue conoscenze sono relative alla tua realtà locale,ti consiglio di leggere il bellissimo articolo l altra faccia del paradosso dei separati,e non ti fossilizzare sempre con continue accuse,apri un pò la mente e pensa alla drammaticità dell argomento

Di  Anonimo  (inviato il 29/07/2014 @ 18:16:28)


n. 22


Caro secondino ( ti firmi cosi provocatoriamente) il.problema è nostro e all'amm.ne non gliene frega niente se tutti i separati e ti assicuro che purtroppo sono tanti debbano andare in ferie nello stess periodo di agosto. Non gliene i manderà nessuno in sostituzione e i cinquantenni continueranno a fare le notti perche c'è sempre quella parolina , leggi bene. Salvo esigenze di servizio, quindici l'esenzione non e automatica. Le sentenze devono essere rispettate anche se incidono negativamente sui diritti degli altri? Parliamone

Di  baldo degli ubaldi  (inviato il 29/07/2014 @ 17:01:23)


n. 21


Non sono ancora un iscritto a questa sigla, non sono, fortunatamente, separato, e personalmente sono restio ad accettare commenti su questioni particolarmente importanti. Io sono fermamente convinto che se in un istituto di 200 unità di P.P. vi sono 150 unità come nel caso evidenziato da Ubaldo, ritengo che le sentenze vanno rispettate e il problema deve essere risolto dalla Amministrazione. Ripeto si tratta di una sentenza. La legge va rispettata anche nel caso in cui nello stesso istituto tutti abbiano raggiunto il 50° anno di età, non devono essere adibiti ad effettuare turni notturni ed essere esentati da quanto previsto dall'art. 42 del regolamento di servizio. Anche in questo caso il problema deve essere risolto dall'Amministrazione assumendo nuove forze bandendo nuovi concorsi. E' in questi frangenti che il sindacato deve fare sentire la sua voce con tutta la sua forza per fare si che vengano rispettati gli accordi che egli stesso ha siglato. Contrariamente non avrebbe motivo di esistere. Scusate lo sfogo ma ho l'impressione che questa incisività attualmente visibile solo su carta non è ponderatamente marcata. Caro Ubaldo dici che giornalmente i colleghi degli uffici servizi ascoltano giornalmente gli sfoghi e le riflessioni di tutti gli altri colleghi. Con questa tua riflessione non avvalori altro che il pensiero di tanti P.P. Cioè che essi ricoprono una posizione di supremazia rispetto a tutti, in quanto le riflessioni, gli sfoghi, le paure, i consigli,un cambio turno, vanno riportate solo ai nostri comandanti.
Un fraterno abbraccio a te Ubaldo e un buon lavoro a tutti.
P.S. a riguardo l'art. 21 e 42 del regolamento di servizio è necessario una sua rimodulazione nella scrittura perchè è da intendere esteso anche nei turni mattinali e pomeridiani.

Di  SECONDINO  (inviato il 29/07/2014 @ 00:40:42)


n. 20


Qui critichiamo Ubaldo e altri commentatori dimenticando che al post n. 9 leggendolo bene sembra quasi un grido di aiuto. Leggiamo lo con attenzione e riflettiamo...anche
Perche di suicidi tra le nostre fila ne abbiamo abbastanza e il DAP non fa nulla x prevenirli. Una separazione comporta oltre il disagio personale ma anche nella sfera lavorativa...riflettiamo colleghi e finiamola con accuse sterili.

Di  Maurizio  (inviato il 29/07/2014 @ 00:33:58)


n. 19


Io invece mi chiedo, tralasciando la questione "privilegio": ma è mai possibile che una persona separata possa inficiare i diritti altrui alla richiesta di un periodo di ferie specifico o alla necessità di turni particolari? Credo che la questione potrebbe assumere considerevole rilevanza solo in presenza di più unità nella stessa situazione e nello stesso Reparto... Alla faccia dello spirito di Corpo!!! Ovviamente, escludo dal contesto di "favore" i furbetti che approfittano della condizione di separato per essere agevolati, pur potendo optare per soluzioni diverse...

Di  Giovanni Altomare  (inviato il 28/07/2014 @ 23:47:20)


n. 18


Gentilmente cercate sul vocabolario la parola paradosso....

Di  Baldo degli ubaldi  (inviato il 28/07/2014 @ 22:19:07)


n. 17


Premetto che il Sappe è un grande sindacato e ha fatto e farà tanto per gli uomini e donne della Polizia Penitenziaria,,ma dissento dalla articolo del Sig,De Ubaldi,che definisce i separati un esercito di privilegiati..Sarebbe stato più utile scrivere sulle problematiche e difficoltà che affrontano quotidianamente gli uomini e donne della Polizia Penitenziaria separati a conciliare lavoro e figli..L articolo parla di pretese dis non fare le notti,ma non sono pretese,ma leggi dello stato che tutelano il minore che vanno rispettate.Ci sono padri che vanno in maternità,donne che appena vengono a conoscenza di essere incinte spariscono dal lavoro per anni,ma niente da dire la legge sulla maternità è Chiara..Quindi e concludo i separati non è un esercito di privilegiati,ne tanto meno pretende nulla,chiede che le leggi vengano eseguite e rispettate,il resto sono solo chiacchere o meglio parole al vento.

Di  Anonimo  (inviato il 28/07/2014 @ 22:10:36)


n. 16


Cari colleghi, con tutto rispetto rispondo alla lettere in modo del tutto inusuale. E vero che chi è Separato può usufruire di tale trattamento, ma vi dico che c'è anche di peggio. Infatti nn so lo sono separato, ma ho anche l affidamento di un bambino di dodici anni, e vi dico che non è facile gestire la cosa. Ricordo che come tutto ho il diritto di ferie e forse a differenza di altri istituti nel nostro u si mette d'accordo prima. Nn recriminare sul fatto che uno e separato, nessuno lo vorrebbe, ma forse ha ragione il collega che parla della 104 che durante l inverno viene usata di meno e durante l'estate di più. Comunque nn me ne vogliate ma questa legge vale x tutti i lavori. Quando si hanno dei figli minori. Preferirei che vengano guardati gli assenteisti cronici che i separati. Ciao Gianni

Di  Gianni Pau  (inviato il 28/07/2014 @ 17:48:24)


n. 15


Non è mio interesse attaccarla,non la conosco,ma ho letto il suo articolo e sembra ma sicuramente succede solo nella sua realtà lavorativa,che i colleghi separati non vogliono lavorare i sabati e le domeniche,come se fossero degli imprenditori che possono decidere se o non andare al lavoro,questo le assicuro che non avviene nel resto d Italia,dove come ho scritto prima il senso del dovere dei colleghi separati è raddoppiato,poteva usare un sinonimo e non privilegiati,e premettendo che tale situazione per fortunanon coinvolge tutti gli operatori penitenziari d Italia..Distinti saluti

Di  Matteo Di Fiore  (inviato il 28/07/2014 @ 16:59:26)


n. 14


Buongiorno Sig.Ubaldo degli Ubaldi,personalmente ho sempre fatto il mio dovere e da separato non ho mai chiesto dei come li definisce lei privilegi..non so in quale realtà lavorativa lei presta servizio,ma non credo che valga per tutti.Sono convinto,che lei è una persona integerrima,e sono convinto che lei pensa che i separati non è una categoria privilegiata,ma il problema è che non lo pensa ma lo scrive

Di  Anonimo  (inviato il 28/07/2014 @ 16:34:53)


n. 13


Io non ho mai sostenuto che un separato è un privilegiato. Purtroppo è quello che sento dei colleghi che si lamentano apertamente del fatto che tizio o caio vadano sempre in ferie in quel periodo solo perché lo ha disposto il giudice rispetto ad una contrattazione sindacale, ed è da questo che nasce una riflessione e il "paradosso" ovvero vuoi vedere che separato (secondo l'immaginario collettivo) è un privilegiato in confronto a chi non lo è? Perché la maggior parte dei separati non vogliono fare le prime di sabato e di domenica o turni pomeridiani? Questi turni disagiati vengono spalmati sugli altri che fanno tutti i turni. Io non voglio fare polemiche con nessuno però non è nemmeno giusto che il signor Matteo Di Fiore si senta toccato "nell'ala" e attacchi frontalmente un libero pensatore e un grande sindacato che da spazio alle opinioni dei poliziotti penitenziari (cosa che non fanno0 gli altri sindacati) ma non per questo avalla le opinioni. Piuttosto parliamone e apriamo un dibattito.

Di  Baldo degli Ubaldi  (inviato il 28/07/2014 @ 16:14:24)


n. 12


Luca,coraggio,sono dalla tua parte,noi padri separari e privileggiati come ci definisce il collega degli ubaldi,abbiamou alto senso del dovere,forse raddoppiato,verso la nostra amministrazione e il dovere e diritto di essere genitori..I falsi moralisti non ci appartengono.Ciao Luca

Di  Anonimo  (inviato il 28/07/2014 @ 16:06:23)


n. 11


Un papà separato scambierebbe molto volentieri i suoi " privilegi" con la possibilità di avere sempre accanto i suoi bambini e la sua famiglia. Magari il collega dell'ufficio servizi potrebbe provare a chiedere, ai suoi numerosi avventori che mugugnano, quanti di loro sono disposti a scambiare le loro condizioni familiari. Vuoi mettere avere una famiglia ed i propri bimbi vicini con le ferie a luglio o ad agosto? Accetteranno tutti, vedrai.

Di  Oscar  (inviato il 28/07/2014 @ 15:33:17)


n. 10


Discutere,non significa attaccare,discutere significa confrontarsi e porre le fondamenta perchè tutti gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria abbiano gli stessi diritti.Ma definire i separati una categoria di privilegiati,come si evince dalla articolo,non corrisponde alla realtà.MODIFICATE LE LEGGI DELLO STATO,ma prima di allora tutti dovremo rispettare la normativa vigente.......

Di  Matteo Di Fiore  (inviato il 28/07/2014 @ 15:29:10)


n. 9


Un saluto a tutti Voi. Intervengo in quanto in prima persona sto vivendo da piu' di anno il difficile ruolo di equilibrista e poi neo separato in atto. Credevo come molti altri e pensavo come tanti altri che a "Me" nn poteva mai succedere. Eccomi qui, a subire un disagio mentale, fisico e anche lavorativo. Qui si affronta solo marginalmente il problema delle ferie. Certo l'omologa del tribunale chiarisce che in caso di consensuale ci sia almeno teoricamente un periodo. Vi porto la mia esperienza che e recentissima. Io avevo indicato come periodo per le ferie le ultime due di luglio ovvero attuali. Bene al momento di indicare testè programmazione, era ancora in piedi la mia famiglia, poi e successo quel che e successo ( alla mente umana non si puo comandare) e mi sono ritrovato in una condizione di disagio. Bene ho fatto richiesta di modifica, ma è stata respinta in toto, e trovandomi in questa condizione e rispettando i colleghi di riflesso del programmato delle ferie allora ho deciso non da meno senza rabbia di prendere il periodo scelto in origine. Questo cosa comporta per me ora, un disagio perchè non ho potuto ottemperare quanto richiesto e dovuto dall'omologa giudiziaria e sopratutto le varie angherie che una volta si chiamava consorte. A chi afferma che il separato è un privilegiato, allora mi dica se essere privilegiato significa gestire un figlio di sei anni con tutte le conseguenze che porta un bambino che cresce, senza che nessuno ti aiuti ma sopratutto la controparte che applica alla lettera l'omologa dei sig. giudici ( soldi, casa e la pelle propria oltre che la mente). Mai e poi Mai avrei immaginato di finire cosi...con il disagio che vivo e sto facendo vivere ai miei colleghi purtroppo! Allora cari colleghi che affermate ciò ...Io sono un privilegiato, tanto privilegiato che non trovo nemmeno il coraggio di farla finita!! Un saluto a tutti - Il Moro -

Di  Luca Il Moro  (inviato il 28/07/2014 @ 14:58:18)


n. 8


Invece noi siamo convinti che si possa e si debba discutere su ogni questione che riguardi tutti i colleghi di quello che (non a caso) è un CORPO di Polizia Penitenziaria. Arroccarsi su questioni più vantaggiose per il "singolo", peggiorerà la situazione di tutti e l'interesse generale. Le questioni prettamente sindacali sono su www.sappe.it

Qui si discute di tutto, con tutti.

Di  Redazione  (inviato il 28/07/2014 @ 14:55:36)


n. 7


Sono dell avviso che il Sig.Ubaldi nei suoi articoli dovrebbe limitarsi solo ed esclusivamente a questioni prettamente sindacali,evitando considerazioni personali,finendo a riflessioni puramente tautologiche

Di  Matteo Di Fiore  (inviato il 28/07/2014 @ 14:38:37)


n. 6


Libertà: una parola che non significa niente e che per questo piace a tutti”

Il classico di sempre “la libertà finisce dove inizia quella degli altri”.
In questa affermazione, da esaminare in modo anche analitico, si evita accuratamente di dire cosa è la libertà, ma si dice, con sicurezza, dove inizia e dove finisce.
Si intende, forse, la libertà di fare quello che si vuole, perché se ognuno fa quello che vuole in qualche modo (da capire quale) si toglie la libertà altrui.
In pratica la libertà è usata in questa situazione nel seguente modo: “la libertà esiste se esistono delle regole che la limitano e le regole hanno ragione di esistere nella misura che rendono possibile la libertà stessa dei soggetti che la praticano”.
Fermo restando il principio sacrosanto di un genitore di poter fare il genitore, indipendentemente dalla propria situazione personale, è anche sacrosanto, il diritto di ogni lavoratore di godere di pari opportunità in ambito lavorativo.

Analizzati entrambi i principi, basterebbe il buon senso a regolare il tutto.

Tra l’altro, quella tipologia di sentenza, è evidente che regoli i rapporti tra due singoli soggetti, verso i quali è stato risolto un contenzioso di genere privato.
Giuridicamente è opinabile che possa e debba influenzare la possibilità di godere del diritto alle ferie con pari opportunità di soggetti terzi, i quali hanno diritti regolati dal medesimo ordinamento.

La questione, andrebbe rivalutata ed analizzata con un approfondimento analitico e neutrale.-

Di  PASQUINO  (inviato il 28/07/2014 @ 14:28:03)


n. 5


Per fortuna non è il collega che decide sulle ferie dei separati,ma anche lui come tutti deve rispettare le leggi e le sentenze piaccia o non piaccia

Di  Matteo Di Fiore  (inviato il 28/07/2014 @ 14:10:52)


n. 4


Sono d accordo con la redazione,confrontarsi è un oppurtinitá,ma per favore non si definiscano privilegiati come si legge nell articolo i padri separati.Grazie per l attenzione.

Di  Matteo Di Fiore  (inviato il 28/07/2014 @ 13:27:26)


n. 3


Il Sappe non sta "sostenendo" questa tesi a priori. Questo è il blog della Polizia Penitenziaria e della sua Rivista mensile dove qualunque collega può inviarci le sue riflessioni, commenti, argomenti di discussione. La Redazione della Rivista ha ritenuto di interesse generale l'apertura di una discussione su questo delicatissimo tema. Discuterne è un'opportunità. Per le questioni prettamente sindacali: www.sappe.it

Di  Redazione  (inviato il 28/07/2014 @ 12:29:20)


n. 2


Il paradosso del separato è che ci siano dei colleghi che scrivono tali articoli su un grande sindacato,per fortuna le leggi si rispettano e tutte le considerazioni fatte dal collega lasciano il tempo che trovano.Si ci dovrebbe scandalizzare,per le condizioni di lavoro che ogni giorno uomini e donne della polizia Penitenziaria affrontano,per le disparità economiche,per i mancati aumenti contrattuali,,che per i separati sarebbe una manna dal cielo.Nonostante tutto a testa alta si lavora con dignità e onesta.Evviva la Polizia Penitenziaria

Di  Matteo Di Fiore  (inviato il 28/07/2014 @ 12:11:09)


n. 1


Rispondo al collega dell ufficio gestione personale,che sicuramente non ha famiglia e figli.Sono un collega e padre separato,faccio tanti sacrifici,lotte per crescere e stare con mia figlia,non trascurando il mio lavoro.Il collega si scandalizza,dovrebbe scandalizzarsi per le 104,per i edistacchi dati alla legera.Noi separati,non siamodeieprivelegiati,ma facciamo i salti morta li.Mi chiedo quante prime o notti faccia il collega dell ufficio gestione personale,sono altri i privilegi.E mi dispiace che il Sappe sostenga questa tesi

Di  Matteo Di Fiore  (inviato il 28/07/2014 @ 11:55:43)




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