Maggio 2018
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Il piano del Governo per svuotare le carceri: benefici anche per reati gravi e senza il parere della Direzione Nazionale Antimafia


Polizia Penitenziaria - Il piano del Governo per svuotare le carceri: benefici anche per reati gravi e senza il parere della Direzione Nazionale Antimafia

Notizia del 20/02/2018

in Attualità

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Scritto da: Redazione

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Ottomila detenuti oltre la capienza, sprint per approvare la riforma prima dell'insediamento del nuovo governo. Più misure alternative e tutele sanitarie: "Atto di civiltà". Le associazioni delle vittime protestano. Queste le novità.

Il premier Paolo Gentiloni ha annunciato che entro la fine della legislatura sarà approvata la riforma dell'ordinamento penitenziario voluta dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Un passaggio quasi epocale, poiché è previsto l'allargamento della platea di chi può ottenere benefici anche se condannato per reati gravi, mentre saranno aumentate le tutele sanitarie in carcere. L'insorgenza di "gravi problemi psichici" durante la detenzione è equiparata a quella d'importanti menomazioni fisiche, con possibilità di sospendere la pena dietro le sbarre.

E per le donne con figli piccoli si apriranno più strade per l'esecuzione alternativa della condanna. L'obiettivo è coniugare diritti umani, diminuzione dei detenuti e dei tassi di recidiva, spesso più elevati fra chi ha affrontato un percorso soltanto punitivo.

Il 31 gennaio erano presenti nelle 190 prigioni per adulti del Paese 58.087 persone, a fronte d'una capienza di poco superiore a 50 mila, e il trend non cala con regolarità. Va inoltre ricordato che l'Italia nel 2010 aveva dichiarato lo stato d'emergenza per il sovraffollamento (si rasentavano le 70 mila presenze), nel 2013 è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo per le condizioni delle celle (980 suicidi dal 2000) e nel novembre 2017 l'Onu ha chiesto delucidazioni sulla durezza del regime 41 bis applicato a mafiosi e terroristi.

I decreti attuativi sono in agenda per il consiglio dei ministri di giovedì, quando si dovrà decidere se recepire le osservazioni delle commissioni giustizia di Camera e Senato. La seconda ha chiesto modifiche restrittive, accogliendo le forti perplessità di alcuni magistrati antimafia. Molto critiche le associazioni delle vittime, mentre le Camere penali (avvocati) guidano il gruppo di chi definisce il testo "un atto di civiltà".

 

Niente cella se la condanna è inferiore ai quattro anni

In carcere non entrerà più chi ha riportato condanne inferiori ai quattro anni o ne deve scontare poco meno, combinando riforme del codice penale e dell'ordinamento penitenziario: "Viene innalzato da 3 a 4 anni - si legge nell'ultima versione dello schema di decreto legislativo - il limite massimo di pena inflitta o residua entro cui sono consentite misure alternative", parificando così la soglia per i domiciliari a quella per l'affidamento in prova ai servizi sociali.

Cruciale sarà la valutazione del giudice di sorveglianza in primis sui casi di stalking (le condanne oscillano sovente fra i 3 e i 4 anni), mentre la penuria di risorse fa saltare gli investimenti per incrementare le opportunità di lavoro dei detenuti e per la rieducazione dei minori. Novità nella disciplina della Polizia Penitenziaria, che dovrà verbalizzare in modo più sistematico l'attività di perquisizione e indagine dentro le celle.

Il Sappe, sindacato maggioritario fra i 30 mila agenti in servizio, pur riconoscendo la necessità di alleggerire istituti dove negli ultimi vent'anni sono stati sventati 18 mila suicidi, ribadisce che il testo andava approvato nel cuore della legislatura per consentire una fase di rodaggio, e non in extremis.

 

Pena all'esterno per chi ha figli e assistenza ai malati psichici

Alcuni passaggi fondamentali riguardano le mamme detenute spesso con figli al seguito. Viene prevista la possibilità "per le madri di prole non superiore ai sei anni, di espiare la pena negli istituti a custodia attenuata (Icam) subordinando l'assegnazione al consenso della donna o, in assenza, al tribunale di sorveglianza".

Non proprio un automatismo, ma quasi. Si prevede poi la facoltà, per accudire figli che abbiano compiuto i dieci anni, di chiedere misure alternative alla detenzione domiciliare. Il giudice dovrà coniugare "l'interesse del minore e la tutela della collettività", nonché "l'affidabilità della detenuta in riferimento al concreto pericolo di fuga".

Importanti gli aggiornamenti in materia sanitaria. La "grave infermità psichica" viene equiparata a quella fisica "ai fini del possibile rinvio dell'esecuzione della pena e del possibile accesso alle misure alternative", anche quando la malattia subentra durante l'espiazione. Saranno create apposite sezioni per detenuti malati "di esclusiva gestione sanitaria", all'interno delle quali entreranno soltanto i medici e i loro assistenti. Sì ai colloqui via Skype, più protezione a chi rischia discriminazione sessuale.

 

Benefici anche dopo reati gravi restano esclusi boss e terroristi

Il tema più spinoso riguarda la concessione di benefici come lavoro esterno, permessi premio, affidamento in prova e detenzione domiciliare a una serie di detenuti inquadrati secondo l'articolo 4 bis (diverso dal 41 bis) dell'ordinamento penitenziario. I bonus saranno preclusi ai condannati per associazione mafiosa o terrorismo, ma al contrario di prima accessibili a chi ha riportato pene per riduzione in schiavitù, prostituzione minorile, tratta di persone, violenza sessuale di gruppo, pornografia minorile e associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga.

Un ergastolano (in Italia sono oltre 1.000) potrà chiedere la semilibertà in anticipo sui vent'anni minimi di espiazione fissati fino ad oggi, se in precedenza ha fruito senza problemi per almeno cinque anni dei permessi che gli vengono concessi dal decimo di reclusione.

Ogni caso sarà valutato singolarmente, l'ultima parola spetta sempre al giudice di sorveglianza. Il procuratore aggiunto di Catania Sebastiano Ardita, molto accreditato fra i colleghi, ascoltato al Senato ha contestato le nuove norme, sostenendo che produrranno un boom di richieste e contenziosi e renderanno ancora meno "certa" la pena.

 

Fuori dalla lista nera anche senza l'ok dell'antimafia

Viene sottratto al vertice della Direzione nazionale antimafia il potere di stoppare l'uscita dalla lista nera in cui non si possono ottenere benefici. Il via libera, con il quale va certificata l'assenza di collegamenti con associazioni mafiose del detenuto che sta per ottenere agevolazioni, sarà concesso dalla Procura del distretto in cui era avvenuta la condanna.

Sul punto è stato critico il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho. Secondo il magistrato solo un pool centralizzato ha un quadro completo dei possibili agganci alle cosche; mentre le varie articolazioni territoriali dispongono sì d'informazioni capillari, ma su un'area più ristretta. Un altro dubbio sulle garanzie antimafia, oltre a quello sui maggiori margini per le donne-boss, riguarda la visione più parcellizzata delle singole condanne, laddove ci sia da decidere se sottoporre o meno un detenuto a un regime restrittivo.

Scomponendo il suo percorso criminale, senza contemplare nel "cumulo" le pene già espiate, si rischierebbe in astratto di escludere dalla super-sorveglianza persone che invece lo meritano. Nell'opinione di De Raho, tuttavia, non dovrebbe cambiare nulla per i 730 detenuti sottoposti al 41 bis, il carcere duro riservato ad alcuni capiclan e terroristi.

di Matteo Indice - La Stampa, 19 febbraio 2018

 

Le osservazioni del Cons. Ardita sulla riforma ordinamento penitenziario: il testo integrale audizione Commissione Giustizia del Senato


Scritto da: Redazione
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n. 15


Meno 1 domenica finalmente si vota

Di  Appuntato degli agenti di custodia  (inviato il 02/03/2018 @ 08:05:54)


n. 14


Qualcuno dice che buona parte dei giovani prima di partecipare ai concorsi della polizia penitenziaria avevano partecipato ai concorsi in polizia di stato carabinieri finanza forestale e polizia municipale VVFF .

Di  Anonimo  (inviato il 24/02/2018 @ 17:25:09)


n. 13


CHIUDERE GLI ISTITUTI PICCOLI .
COSA BUONA E GIUSTA.
UNO SPRECO LASCIARLI APERTI.
RECUPERO PERSONALE ,RECUPERO FONDI.
RECUPERO SU TUTTO.
SBRIGATEVI.
GIA' DA DOMANI STILATE IL VOSTRO PROGRAMMA.
SU QUESTO POTRESTE RECUPERARE RISORSE PER GLI ISTITUTI DOVE C'E' MANCANZA DI PERSONALE.
NON DIMENTICATE CHE AVETE CHIUSO TANTI ISTITUTI PICCOLI,DOVE VI ERANO APERTI ANCHE I TRIBUNALI?


Di  XXX  (inviato il 24/02/2018 @ 15:12:54)


n. 12


Sarebbe stato un bene lo svuota carceri un peccato non sia stato approvato dal consiglio dei ministri

Di  Anonimo  (inviato il 23/02/2018 @ 12:29:49)


n. 11


Politici criminali libertà in cambio di voti non andrete lontano presto succederà qualcosa

Di  Big gim  (inviato il 20/02/2018 @ 22:43:15)


n. 10


Liberateli tutti così anche la Polizia Penitenziaria sarà più libera!

Di  Liberateli  (inviato il 20/02/2018 @ 22:37:54)


n. 9


Almeno un lavoro fisso lo tenete e sarà bene lo tenete stretto stretto, voi siete i nuovi benestanti italiani come possibile non vi accorgete di nulla sul mondo lavorativo degli operai.
Non vi lamentate voi del comparto sicurezza difesa e soccorso e non piangetevi addosso . Molti padri di famiglia e molti ragazzi vorrebbero stare al vostro posto pur d8 avere una certezza di lavoro una certezza economica un avvenire .
Il mio rispetto per le forze dell'ordine restano incondizionati immutati.



Di  Operaio in cassa integrazione  (inviato il 20/02/2018 @ 16:54:55)


n. 8


il sindacato risponda. riporto un pensiero di un collega vincitore vice ispettore bandito da 11 anni. ho perso ogni entusiasmo. Oltre ad essere sovrintendente da 10 anni e combattere in prima linea da tanti anni mi sento letteralmente disconosciuto da questa amministrazione a cui ho dato forse troppo. Speravo di riprendere un po' di energia in questo concorso ma sinceramente sta diventando un calvario. Penso di non meritare tutta questa indifferenza visto che ogni giorno il nostro lavoro ci chiede sempre di più senza mezzi e risorse

Di  Senza futuro  (inviato il 20/02/2018 @ 15:03:12)


n. 7


Se svuotano i carceri abbiamo finito di stare bene , non ci si potrà più rilassarsi al nostro Lido Marino di Ostia .
Quasi quasi mi trasferisco in Portogallo almeno starò tranquillo in più la pensione la prenderei tutta intera senza tasse e cavilli vari .
Signori deciso ci vediamo nella magnifica costa marina del Portogallo.

Di  Anonimo  (inviato il 20/02/2018 @ 13:49:43)


n. 6


W l'Italia, ...tanto loro hanno la scorta e nessuno li tocca, se poi i cittadini vengono depredati, violentati, vivono nell'insicurezza più totale...chi se ne frega!!... basta che resistano una legislatura e scatti il vitalizio e si magna a vita, ...alla faccia degli italiani che nel frattempo vanno in pensione a 70 anni e i ragazzi iniziano a lavorare a 35 se gli va bene.
Vergogna disgusto.

Di  dario  (inviato il 20/02/2018 @ 12:07:32)


n. 5


Liberateli tutti. Almeno lavoriamo bene. Tanto più che galera è un residence tanto vale tenere il bestiame fuori

Di  Emidio  (inviato il 20/02/2018 @ 11:23:52)


n. 4


Ma a noi nessuno ci pensa?
Quasi quasi… Lavoro remunerato molto bene, assistenza sanitaria garantita senza liste d'attesa, ecc...
In uno Stato civile è giusto pensare ai più deboli (inteso come posizione di svantaggio nella società) ma in questo caso nessuno si accorge chi è il più debole nel sistema carcerario?
Negli ultimi anni questo Stato "emancipato" sta cercando di emendarsi verso i diversamente liberi … solo che io ho dovuto sostenere una prova per esserlo!
Quando mi sono arruolato come Agente di Custodia, negli anni 80, mica era medio evo, non avevo scelta, o questo oppure chi sa cosa! Lo Stato non mi sembrava tanto civile nell'offrire alternative.
Di questo passo i prossimi bandi di concorso per il sistema carcerario saranno “per diversamente liberi” e includeranno posti vacanti in Polizia Penitenziaria e posti liberi come detenuto. ops! Scusate “diversamente libero”.

Di  Gianmarco  (inviato il 20/02/2018 @ 10:14:45)


n. 3


Meno detenuti stanno in carcere e meglio sta la Polizia Penitenziaria!
Avanti tutta!!!

Di  Uno che lavora in galera  (inviato il 20/02/2018 @ 09:43:04)


n. 2


Fare il delinquente, in Italia conviene. Bravi vi voto nuovamente.

Di  Piermattia  (inviato il 20/02/2018 @ 09:38:11)


n. 1


Quando si presentano in televisione per chiedere voti e fiducia, non sia mai che abbiano il coraggio di raccontare lo scempio compiuto....
Ecco, facciamo girare questi articoli

Di  PASQUINO  (inviato il 20/02/2018 @ 08:25:21)




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