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Ilaria Cucchi contro tutti


Polizia Penitenziaria - Ilaria Cucchi contro tutti

Notizia del 03/11/2014

in Il Commento

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Scritto da: Cesare Cantelli

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In una delle tante (troppe) apparizioni televisive, Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ha dichiarato: “Per fermarmi mi dovranno uccidere!”, riferendosi evidentemente alla vicenda giudiziaria della sua famiglia.

Ilaria Cucchi ha fatto della vicenda giudiziaria la sua ragione di vita. Lei è diventata portavoce della famiglia ed opinion maker processuale. Dal 2009 ad oggi si è dedicata solo a questo. E con notevoli risultati.

Pur avendo sempre dichiarato di volere solo giustizia per suo fratello, nel frattempo, ha chiuso una causa civile con l’Ospedale Pertini per un indennizzo di un milione trecentomila euro e, proprio in questi giorni, ha preannunciato una causa analoga contro il Ministero della Giustizia.

Nel 2013 si è candidata alle elezioni politiche con la lista di Ingroia (non ce l’ha fatta soltanto perché Rivoluzione Civica non è riuscita a raggiungere il quorum).

Sembra essere stata pervasa da un tale furore civico da sentirsi in dovere di vestire i panni del Defensor Civitatis …

Quest’estate,infatti, è riuscita a salire alle cronache giornalistiche “denunciando” un presunto pestaggio ad opera di poliziotti penitenziari (che coincidenza) su un inerme cittadino.

Grande risalto sulla stampa all’indomani, nessuna notizia qualche giorno dopo sul fatto che non era vero quello che lei aveva raccontato, tanto da essere stata querelata per diffamazione.

L’ultima iniziativa, in ordine di tempo, della Cucchi è stata quella di chiedere al Procuratore Capo di Roma Pignatone la “riapertura” delle indagini sulla morte del fratello perché quelle svolte fino ad oggi “non sono state fatte bene”.

Anche le sentenze, a parere di Ilaria Cucchi, non “hanno reso giustizia”.

Pochissimi organi di informazione hanno evidenziato il fatto che entrambe le sentenze (primo e secondo grado) sono state emesse in Corte d’Assise e, cioè, da una Giuria Popolare composta da semplici cittadini scelti a caso.

In altre parole, le due sentenze del processo Cucchi non sono state emesse da Giudici togati ma da semplici cittadini: sei per la Corte d’Assise, sei per la Corte d’Assise d’Appello.

I giudici popolari sono estratti a sorte tra i cittadini italiani iscritti in apposito albo, senza alcuna distinzione di sesso, di età compresa tra i 30 e i 65 anni, in possesso del diploma di licenza media inferiore per la Corte d'Assise, del diploma di licenza media superiore per la Corte d'Assise d'Appello.

(A puro titolo di cronaca, nessun appartenente alle forze armate o di polizia può far parte delle giurie popolari).

Ebbene, nonostante tutto ciò Ilaria Cucchi, ostinatamente (… per fermarmi mi dovranno uccidere …), non accetta in alcun modo il processo, le sentenze e le indagini e vuole che si ricominci tutto da capo.

Mi domando se è un processo o il gioco dell’oca?

Un certo Yami Yumè sosteneva che  “Al mondo esistono tre verità: la mia, quella degli altri e la Verità”.

Evidentemente ad Ilaria Cucchi non piacciono né la mia, né la Verità.

Da un’agenzia di poco fa:

“(ANSA) - ROMA, 3 NOV - "Abbiamo vinto, Stefano. Abbiamo vinto! Mi parlavano di morte naturale. Mi parlavano di te che ti eri spento. Abbiamo vinto. Hanno perso loro. Non noi. Non ci siamo arresi ed abbiamo vinto. Sono loro ad aver perso. Loro che non sono nemmeno capaci di dirci chi è stato a ridurti così. La giustizia non è per te. Non è per noi. Ma oramai tutti sanno e tutti hanno capito. Abbiamo vinto". Questo il messaggio pubblicato su Facebook da Ilaria Cucchi, che oggi alle 14:30 sarà a piazzale Clodio.”

Più che una vicenda processuale, a questo punto, sembra più una battaglia “Ilaria Cucchi contro tutti”

Peccato che (Ilaria consapevole o inconsapevole) nel frattempo i nostri colleghi (pur tutti assolti) sono finiti nel tritacarne mediatico che li ha “sbattuti in prima pagina”.

E per questo chi pagherà?

 


Scritto da: Cesare Cantelli
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Commenti Commenti dei lettori

n. 12


secondo me, la signora cucchi da parte mia dovrebbe essere ignorata visto il comportamento che ha verso la polizia penitenziaria. Purtroppo i figli si curano da piccoli.

Di  poliziotto penitenziario  (inviato il 07/11/2014 @ 20:55:00)


n. 11


@ INCAZZATA FURIA
Non credo sia legittimo e opportuno entrare nei rapporti personali e familiari.
Qualunque cosa lui abbia fatto, la vicenda merita verità e giustizia, anche per tutte le persone coinvolte a vario titolo.
Non è semplicemente giusto che una morte resti impunita, e non è parimenti giusto che degli onesti lavoratori vengano additati come mostri o carnefici.

Di  g.a.  (inviato il 06/11/2014 @ 09:30:47)


n. 10


io vorrei che in TV accanto alle foto del Cucchi "geometra" che abbraccia amorevolmente i familiari qualcuno avesse il coraggio di mostrare le relazioni di servizio degli agenti delle volanti in servizio a Roma chiamati dalla sua famiglia quando al "geometra" venivano le crisi di astinenza e devastava casa.
CHE SUA MADRE LO AVEVA CACCIATO DI CASA NON LO DICE LA SORELLA CHE MOSTRA SOLO POSTER CHE GLI FANNO COMODO?

Di  INCAZZATA FURIA  (inviato il 05/11/2014 @ 19:33:54)


n. 9


@joris cinquetti
Cosa intende per "miglior preparazione psicologica e senso della responsabilità democratica" ?
Ogni suggerimento potrebbe essere utile, altrimenti diventa troppo semplice screditare, giudicare e buttar li quattro frasi preconfezionate senza poi esporre in modo costruttivo un pensiero.

Di  g.a.  (inviato il 05/11/2014 @ 11:04:23)


n. 8


Il processo alle intenzioni è quanto di più antico e utilizzato in questo paese che sovente dimentica sia i diritti che i doveri di ogni suo individuo.
Leggo ovunque di sentenze già scritte, non dai tribunali ma dai media tutti e da simpatizzanti più o meno attivi verso una o l'altra parte.
Ma vi chiedo, quali sono fondamentalmente le parti in causa? In fondo non lo sapete neanche voi..non sapete davvero dove stia la verità, chi ha fatto o omesso qualcosa.
E di conseguenza ci si trova a simpatizzare per quella versione della verità che più ci si addice.
Non condanno ne denuncio nessuno, ma forse una equidistanza emotiva da parte di tutti servirebbe innanzitutto a rispettare la memoria di chi non c'è più e poi contribuirebbe a dare molta più serenità a chi indaga, che in questo momento si vede sommerso dagli spifferi infatuati di chi vorrebbe condanna o assoluzione ad ogni costo.
Vi invito, poi, a mettervi nei panni di chi in questa fase del giudizio è stato assolto poichè "davvero" innocente.....come ci si può sentire quando una parte del paese ti vorrebbe condannato senza che ci siano davvero (allo stato) gli elementi per tale condanna? Campagne pubblicitarie che offendono chi è morto, che feriscono chi sta lottando per la verità e che destabilizzano chi cerca di far valere le proprie ragioni.
Troppo semplice cliccare un "mi piace" sui social o sbraitare contro persone che in fondo non conosciamo; molto più difficile (e serio) è desistere e confidare nella parte buona delle istituzioni, che ancora esiste e quotidianamente si trova contrapposta a tutte le contraddizioni che questo paese presente.
Abbiate tutti un pò di rispetto, la sindrome da palcoscenico è invitante, ma desistete dal volervi rendere protagonisti a tutti i costi commentando, condannando o sbraitando...pensate per un attimo se, tra chi non c'è più o tra chi è indagato, ci fosse un vostro caro...non vorreste per lui un pò di serenità?
Un ultimo appello alla sorella di Stefano...Ilaria, non si faccia condizionare, le sedi (serie e silenziose) per far emergere la verità ci sono, i modi legittimi sono scritti e inconfutabili. Non si faccia condizionare da chi, è storia risaputa, accende e spegne la lanterna del garantismo/giustizialismo a suo piacimento.

Di  g.a.  (inviato il 05/11/2014 @ 10:32:53)


n. 7


Da ex tossicodipendente,ormai libero dalla malattia da 5 anni,dopo 12 anni di una vita fasulla in cui consapevolmente mentivo a me stesso, senza mai prendere una decisione degna di un uomo..Da semplice libero cittadino vi invio la mia vicinanza,la speranza che il tempo alla fine porti alla luce gli interessi personali che stanno dietro al teatrino infame di chi specula ancora sulla fine di questo povero ragazzo..E i miei migliori auguri alle forze di polizia tutte,che a me hanno provato con umanità a darmi una mano..

Di  Emiliano Cambi  (inviato il 04/11/2014 @ 11:56:41)


n. 6


@ Joris Cinquetti
Io provo ribrezzo a constatare che atteggiamenti come il suo, e come quello di tre idioti (Celentano, Fedez e Jovanotti), contribuisca a nascondere ulteriormente:
Verità ed eventuali colpevoli.

Provo ribrezzo perché la morte di un giovane tossicodipendente sia strumentalizzata ad hoc per trarne beneficio;
Provo ribrezzo perché si vuole a tutti i costi un colpevole e, poco importa se quel colpevole è di fatto un innocente.
Provo ribrezzo, perché persone oneste, estranee ai fatti, nonostante due gradi di giudizio, abbiano dimostrato ampiamente l’estraneità ai fatti, e quindi siano stati scagionati dalle accuse, c'è ancora qualcuno che si ostina a chiamarli mostri;
Provo ribrezzo, perché poco importa se questi innocenti accusati ingiustamente hanno avuto le loro vite rovinate ed insieme a loro è stata rovinata la vita delle rispettive famiglie, bambini compresi, additati a scuola come figli di assassini.
Provo ribrezzo, perché in un Paese civile, ci sono ancora soggetti come Lei e come tanti altri, che parlano per sentito dire e, poco importa se le menzogne che riportano senza aver verificato la fonte, siano degne di nota o se debbano per onestà intellettuale essere cestinate di default.
Provo ribrezzo, perché gente come lei, per sputare accuse si nasconde dietro nomi di fantasia senza avere il coraggio di affrontare una eventuale querela per diffamazione.
Provo ribrezzo, perché l’atteggiamento meschino che Lei denuncia, è estraneo a questa Sigla Sindacale, la quale da più di venti anni, si batte perché il carcere sia un luogo con muri di vetro, a tutela di tutti, nessuno escluso.
Provo ribrezzo, per persone come lei, che assolutamente distante dalla realtà del carcere, di chi ci lavora e di chi suo malgrado ci deve soggiornare (a spese della comunità), si permette di “sentenziare” che necessitiamo di: di miglior preparazione psicologica e senso della responsabilità democratica, presumibilmente senza conoscere i fatti, gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria, e principalmente le difficoltà che tutti i giorni affrontiamo, per garantire l’ordine e la sicurezza democratica anche per persone ingrate come Lei.
Cordiali saluti.
Daniele Papi
Ispettore del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Di  Daniele Papi  (inviato il 04/11/2014 @ 10:33:25)


n. 5


Cara Signora Joris, nessuno si è mai sognato neanche minimamente di deridere la famiglia Cucchi. Almeno non il SAPPE che rappresenta la maggior parte dei Poliziotti Penitenziari. Quello che dice questa sentenza lo leggeremo a tempo debito (oppure Lei ne ha già una copia?), per ora la sentenza ha detto che il fatto non sussiste e la invito a cercare su internet cosa questo significhi in termini giurisprudenziali. Siamo sempre stati solidali con la Famiglia Cucchi per la perdita del loro familiare, ma anche fieri del nostro lavoro quotidiano e della nostra abnegazione al servizio del Paese. Sono convinto che il SAPPE proseguirà la battaglia in difesa dei colleghi e dell'intero Corpo di Polizia Penitenziaria che in questa vicenda è attaccato da molti come Lei che forse è in possesso di una verità che conoscete solo voi. Spero che un giorno Lei abbia il coraggio e la forza di riflettere prima che di sentenziare a caccia di una "strega" qualsiasi da porre sul rogo.

Di  Poliziotto Penitenziario&Cittadino italiano  (inviato il 03/11/2014 @ 17:41:35)


n. 4


Ma è mai possibile che, ogni volta che il personale del Corpo viene denigrato non intervenga mai nessuno, ma solo ed esclusivamente Donato Capece! Ma il Ministero della Giustizia con la sua Avvocatura strapagata perché non si costituisce nei confronti della Famiglia Cucchi! E' avvilente appartenere ad un Corpo di Polizia e non sentirsi tutelati nel semplice espletamento del proprio lavoro. Ma i vertici del DAP, Magistrati, Direttori Generali cosa fanno oltre a prendersi il cospicuo stipendio? Cara Sig. Cucci ma se suo fratello era senza fissa dimora come mai oggi ha tutto questo interesse nel difendere il povero Stefano, che poi tutti chiamano ragioniere invece che tossico dipendente, come se realmente lavorasse in uno studio di ragionieri, solo perché sul giornale se scrivi tossico il 90% delle persone non gli darebbe il giusto peso! Più di due sentenze hanno constatato l'estraneità del personale di Polizia implicato ingiustamente nella vicenda ma niente La Signora ancora insiste nonostante il super risarcimento! Posso solo dire al Povero Stefano che oggi non c'é più non sò per quale motivo tu sia morto e ti auguro di trovare la felicità che meriti, ma se esiste qualcosa altre la vita.... vai da tua sorella e spiegagli che se ma i ci sarà un altro caso simile ( Cosa di cui mi auguro non succeda mai), di amare con lo stesso fervore la persona quando è in vita e non dopo la morte!

Di  Agente Furioso  (inviato il 03/11/2014 @ 17:36:51)


n. 3


provo ribrezzo nel vedere come deridete la sorella di un detenuto dato in custodia alla polizia penitenziaria, percosso e lasciato morire. E' infatti capibile che voglia difendere la memoria del fratello e scoprire la verità fattuale e processuale anche utilizzando tono esasperati.
Le sentenze si rispettano scrivete; e la sentenza non nega questi fatti, solamente riporta che non si è stati in grado di individuare i responsabili certi ed aggiungo vista anche la connivenza dei presenti innocenti restii a denunciare colleghi di fatto colposamente assassini (cosa vista purtroppo più volte anche in altri ambiti). Non c'è da essere fieri della incapacità dello stato nel fare giustizia e la difesa dei propri iscritti non dovrebbe farvi comunque perdere il senso di umanità . Avreste dovuto solidarizzare con la famiglia nella ricerca della verità e non solo difendere corporativamente i vostri iscritti. E' difficile non provare disagio davanti ad un atteggiamento meschinamente arrogante perché, drogato o meno, quello ammazzato o lasciato/aiutato a morire in un modo degno dei lager nazisti era comunque un essere umano. Mi auguro di vedervi combattere battaglie migliori di questa per gli agenti penitenziari che, da quello che leggo, hanno bisogno di moderna condizioni di lavoro, stipendi adeguati ma, forse e senza offesa, anche di miglior preparazione psicologica e senso della responsabilità democratica.

Di  joris cinquetti  (inviato il 03/11/2014 @ 17:17:43)


n. 2


Ho letto la lettera scrtta da quel IGNORANTE di Celentano, avevano ragione in molti, questo è proprio un cretino ignorantone.
Cosa si aspetta a denunciarlo dopo le gravi affermazioni a mezzo stampa?

Di  Poliziotto Penitenziario  (inviato il 03/11/2014 @ 16:20:07)


n. 1


E' ora di dire davvero BASTA a tutto questo, il SAPPE dovrebbe querelare ogni qualvolta la Signora Cucchi parli della Polizia Penitenziaria in termini acusatori e diffamatori. Una querela al giorno e leviamoci questa di torno.

Di  Poliziotto Penitenziario  (inviato il 03/11/2014 @ 16:15:26)




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