Gennaio 2017
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In dirittura di arrivo la nuova Legge di stabilità per il 2017


Polizia Penitenziaria - In dirittura di arrivo la nuova Legge di stabilità per il 2017

Notizia del 16/11/2016

in L''Osservatorio Politico

(Letto 2692 volte)

Scritto da: Giovanni Battista Durante

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Il 27 settembre 2016 il Consiglio dei Ministri ha delineato la nota di aggiornamento del Documento Economico Finanziario 2016 che costituisce il principale strumento di programmazione, indica la strategia economica e di finanza pubblica nel medio termine, riporta gli indicatori strutturali, da concordare con l’Unione Europea, nonché le risorse finanziarie disponibili.

Il documento originario di aprile prevedeva una crescita del PIL dell’1,2%, mentre crescerà dello 0.8, in base a quanto previsto dalla nota di aggiornamento.

Per il 2017 il Pil tendenziale, ovvero in vigenza dell’attuale normativa, sarà dello 0.6% in più, mentre l’obiettivo fissato dal governo, sempre per il 2017, è dell’1%, valore da conseguire con nuovi interventi, ma giudicato ambizioso dalla Banca d’Italia.

La nota di aggiornamento fissa al 2% il tetto del rapporto fra deficit e Pil per il 2017, cioè 2 decimali in più rispetto all’1,8% previsto nel documento di aprile 2016 e condiviso dall’Unione europea che aveva autorizzato una flessibilità pari allo 0,4% sulla base di un tendenziale dell’1,4%.

Nella definizione del rapporto deficit/PIL il governo prevede un ulteriore margine di flessibilità pari allo 0,4%. Il rapporto Deficit/PIL del 2,4% determinerebbe una dote di 7 miliardi aggiuntivi. Il governo ha motivato tale richiesta con l’emergenza terremoto e il flusso dei migranti.

Il debito pubblico, quindi, passa da una previsione di 132,4% al livello attuale del 132,8%. Ciò dovrebbe determinare l’aumento dell’IVA, come clausola di salvaguardia, per un gettito di 15 miliardi nel 2017.

Le risorse per disattivare le clausole di salvaguardia dovrebbero arrivare dal contrasto all’evasione, per 4,5 miliardi, dalla spending review, per altri 4,5 miliardi e dalla tassazione del rientro dai capitali dall’estero, voluntary disclosure.

In  particolare, le misure di maggior impatto sociale contenute nella legge di stabilità, riguarderanno:

INVESTIMENTI: 13 miliardi di risorse pubbliche fino al 2020, per incentivare gli investimenti privati;

PRODUTTIVITA’: detassazione dei premi di produttività;

PENSIONI: il pacchetto previdenza prevederà l’anticipo pensionistico (Ape) che si potrà applicare agli over 63, attraverso un prestito bancario assicurato, con la preventiva certificazione dell’Inps. Riguarderà i lavoratori nati fra il 1951 e il 1953. Si parla di Ape Volontaria che consiste in un anticipo pensionistico fino a 3 anni e 7 mesi sui requisiti di vecchiaia standard, con prestito bancario assicurato e rimborso ventennale che opera con la pensione ordinaria. Il provvedimento riguarda tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati, nonché gli autonomi. L’onere a carico dei lavoratori sarà del 5/6% dell’assegno pensionistico, per un massimo del 20/25%, nel caso di assegno massimo di 3 anni e 7 mesi. Viene invece definito Ape Social l’anticipo pensionistico a costo zero. Attraverso un bonus fiscale si annulla l’onere dell’ammortamento del prestito. L’accesso all’Ape Social riguarda i lavoratori svantaggiati quali i disoccupati, ovvero coloro che hanno determinati requisiti soggettivi come inabilità, invalidità, presenza di disabili in famiglia. L’Ape Aziendale riguarda i lavoratori coinvolti in ristrutturazioni di aziende, il cui accesso verrà finanziato in tutto o in parte dal datore di lavoro.

SPENDING REVIEW: La fase 3 della spending review dovrebbe garantire risparmi di bilancio per 4,5 miliardi.

FISCO: è prevista la riduzione dal 27,5% al 24% dell’imposta sul reddito delle società (IRES), oltre all’attivazione della voluntary disclosure.

PUBBLICO IMPIEGO: nel documento si legge che dopo sette anni di blocco del contratto degli statali si procederà al rinnovo con l’obiettivo di valorizzare il merito e favorire l’innalzamento della produttività. E’ allo studio anche un intervento legislativo per ridare spazio ed autonomia alle trattative contrattuali, ammorbidendo così la rigidità imposta dalla riforma Brunetta.

Tale normativa pubblicistica, attualmente in vigore, prevede, a partire dalla prossima tornata contrattuale, la destinazione della quota prevalente delle risorse decentrate ai premi di produttività in base a 3 fasce di merito: al 25% dei dipendenti deve andare la metà delle risorse, al 50% dei dipendenti l’altra metà, mentre il 25% dei dipendenti non potrà accedere alle risorse, azzerando così i premi per un quarto dei dipendenti.

LA NO TAX AREA: si tratta dell’allargamento della platea dei pensionati beneficiari della no tax area. Attualmente detta esenzione fiscale comprende i pensionati under 75 con un reddito fino a 7.750 euro annui e quelli over 75 con assegni annuali fino a 8.000 euro. Si propone di aumentare la detrazione di imposta per tutti i pensionati in modo da uniformare la no tax area degli stessi pensionati con quella dei lavoratori dipendenti pari a 8.125 euro annui.

LA QUATTORDICESIMA: il provvedimento prevede di allargare la platea dei pensionati over 64 anni che hanno un reddito inferiore ad una determinata soglia ai quali viene riconosciuta la quattordicesima mensilità. Il reddito annuale di riferimento passa da 1,5 a 2 volte il trattamento minimo, estendendo così la platea dei beneficiari con ulteriori 1,2 milioni di soggetti interessati, che passano da 2,1 a 3,3 milioni.

I LAVORATORI PRECOCI: il provvedimento riguarda i lavoratori precoci penalizzati dalla riforma Fornero e consta del riconoscimento di un bonus contributivo compensativo di 3-4 mesi per ogni anno di lavoro svolto prima dei 19 anni. E’ previsto l’accesso alla pensione con 41 anni di contributi per disoccupati senza ammortizzatori sociali e disabili.

I LAVORATORI IMPEGNATI IN LAVORI USURANTI: si prevede di facilitare l’accesso alla pensione ai lavoratori che svolgono un’attività particolarmente pesante o sono impegnati di notte. Questi lavoratori potrebbero andare in pensione con il sistema delle quote, cioè con il meccanismo della somma di anni di età e di anni contributivi.

LE RICONGIUNZIONI: il provvedimento del governo mira a rendere la ricongiunzione dei contributi gratuita, sia per il trattamento di vecchiaia che per quello anticipato.

Per quanto il Comparto Sicurezza il governo ha stabilizzato gli 80 euro dal 2017, il rinnovo contrattuale dovrebbe prevedere risorse complessive per 900 milioni di euro per tutto il pubblico impiego e, infine, dovrebbe essere approvato nella legge di stabilità uno stanziamento di 390 milioni di euro, che si vanno ad aggiungere ai 119+28 già stanziati, per il riordino delle carriere.

 


Scritto da: Giovanni Battista Durante
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