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In memoria dell''Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia Nerio Fischione, ucciso a Brescia durante tentativo di evasione nel 1974


Polizia Penitenziaria - In memoria dell''Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia Nerio Fischione, ucciso a Brescia durante tentativo di evasione nel 1974

Notizia del 05/08/2016

in Memoria del Corpo

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Scritto da: Redazione

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Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia - nato a S. Nicola Tornimparte (AQ) il 15/09/1932, Fischione era entrato nel Corpo degli Agenti di Custodia a 18 anni ed era arrivato a Brescia nel 1959, dopo esser stato inviato a Venezia e Cagliari. Il 5 agosto 1974, catturato come ostaggio da tre detenuti armati, riusciva a liberarsi scatenando la reazione di uno di loro che lo feriva cagionandone la morte alcuni giorni dopo. il 13 agosto. La coraggiosa azione contribuiva al fallimento del tentativo d'evasione. 

Appuntato Agenti di Custodia Nerio Fischione  

 

DALL'ARTICOLO DE LA STAMPA DEL 6 AGOSTO 1974

Tutto iniziato verso le 14:20, quando gran parte dei 300 detenuti di Canton Mombello, un edificio che sorge nel cuore di una zona residenziale della città stavano dormendo nelle celle, sotto una cappa di calore soffocante. La temperatura a Brescia, oggi, ha raggiunto i 38 gradi. I tre armati, protestando per il caldo si sono fatti aprire la cella della guardia graduata Pasquale Di Gennaro che poi trattenevano come ostaggio. Poi hanno avanzato lungo il braccio di detenzione ed hanno catturato un secondo graduato il Vice Brigadiere Salvatore Gabulla, e infine il geometra Vittorio Ferraroli che stava dirigendo i lavori ricostruzione di un tetto danneggiato nel marzo scorso durante una rivolta durata due giorni. Spingendo i tre ostaggi e ripetendo la minaccia di sparare i tre rivoltosi hanno superato i vari sbarramenti ed hanno raggiunto il cortile sul quale si apre il cancello che da verso l'esterno.

Erano ormai a pochi passi dall'ultimo ostacolo alla fuga quando è intervenuto coraggiosamente un Agente di Custodia, l’Appuntato Nerio Fischione, di 42 anni sposato e padre di tre figli, che si è gettato addosso ad uno dei tre cercando di disarmarlo. Gli altri due detenuti hanno reagito e mentre uno teneva sotto tiro gli ostaggi terrorizzati, l’ altro ha sparato diversi colpi addosso a Fischione raggiungendolo al torace. Il poveretto è caduto. Poco dopo è stato portato in infermeria: è grave. A questo punto, visto precluse le vie della fuga, i tre ribelli sono scesi in uno scantinato costringendo gli ostaggi a seguirli. Sono intervenuti direttore del carcere e due magistrati, il sostituto procuratore della Repubblica, Enzo Giannini, e il giudice Besson. I detenuti hanno liberato una delle guardie di geometra. Poi, per circa un'ora è proseguita la trattativa. I rivoltosi rifiutavano di uscire dallo scantinato e di liberare il terzo ostaggio. Altre trattative alle quali hanno partecipato anche due cronisti alla stampa locale, Roberto Mirtetto e Giorgio Piglia, e finalmente la liberazione dell'ultimo ostaggio e la resa.

 

GLI ARTICOLI DEL QUOTIDIANO "LA STAMPA"

Tentano d'evadere con tre ostaggi feriscono un agente: si arrendono

Trasferiti i detenuti del carcere di Brescia dopo il drammatico tentativo d'evasione

Morto l'appuntato ferito dagli evasi

 

Medaglia d'Argento al Valor Militare alla memoria

In data 14 maggio 1975 il Ministero della Difesa gli conferiva la Medaglia d'Argento al Valor Militare alla memoria, con la seguente motivazione:

Appuntato del Corpo degli Agenti di Custodia in servizio presso uno stabilimento di pena, catturato come ostaggio nel corso di un tentativo di evasione da tre detenuti armati di pistola ed utilizzato da uno di questi per aprirsi la strada fino all’esterno del carcere, riusciva, dando prova di grande sangue freddo e di sprezzo del pericolo, a chiudere un cancello interno nei locali del carcere così da suddividere il gruppo dei rivoltosi.
Si esponeva in tal modo alla rabbiosa reazione di uno di costoro che gli esplodeva contro un colpo di pistola.
Incurante della grave ferita riportata che doveva pochi giorni dopo causarne la morte, non desisteva dal suo coraggioso comportamento tentando di inseguire il rivoltoso e contribuendo così al fallimento della criminosa impresa. 
Esempio spinto fino al supremo sacrificio di attaccamento al dovere e di consapevole audacia. 
Carceri Giudiziarie di Brescia 5 agosto 1974.

 

Nerio Fischione è stato riconosciuto "Vittima del Dovere" ai sensi della Legge 466/1980 dal Ministero dell'Interno.

 

All'Appuntato Nerio Fischione è stato intitolato il Carcere di Brescia Canton Mombello (1 marzo 2016)

 


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