Novembre 2016
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Novembre 2016  
  Archivio riviste    
In memoria dell''Appuntato Pasquale De Santis, ucciso da un detenuto durante un tentativo di evasione dal carcere di Porto Azzurro l''11 settembre 1943


Polizia Penitenziaria - In memoria dell''Appuntato Pasquale De Santis, ucciso da un detenuto durante un tentativo di evasione dal carcere di Porto Azzurro l''11 settembre 1943

Notizia del 11/09/2016

in Memoria del Corpo

(Letto 3743 volte)

Scritto da: Redazione

 Stampa questo articolo


Pasquale De Santis, Appuntato degli Agenti di Custodia. Nato a Teramo il 21 gennaio 1904, in servizio alla Casa di reclusione di Porto Azzurro, comandato di turno alla portineria, l’11 settembre 1943, all’indomani dell’Armistizio dell’8 settembre, veniva aggredito da un ergastolano che, nel tentativo di impossessarsi delle chiavi per tentare un’evasione di massa, lo colpì ripetutamente con un’arma da taglio. Nonostante le gravi ferite riportate, De Santis ingaggiò una impari lotta con l’aggressore riuscendo ad aprire il cancello interno e consentire così ai colleghi, che avevano assistito impotenti all’aggressione, di intervenire e impedire l’evasione di oltre 800 detenuti.

 

Appuntato degli Agenti di Custodia Pasquale De Santis Appuntato degli Agenti di Custodia Pasquale De Santis
Appuntato degli Agenti di Custodia Pasquale De Santis Appuntato degli Agenti di Custodia Pasquale De Santis

 

8 SETTEMBRE 1943: L'ARMISTIZIO

L’11 settembre 1943, nell’ergastolo di Porto Longone, poi Porto Azzurro, sull’isola d’Elba, l’appuntato (allora guardia scelta) Pasquale De Santis è di servizio in portineria. Si era arruolato nel Corpo degli agenti di custodia nel 1927 e prima di giungere nella casa penale elbana aveva svolto servizio a Pianosa fino al 1930. Pasquale De Santis ha 39 anni, è nato a Teramo il 21 gennaio 1907, è sposato con Linda Gori di sette anni più giovane ed è padre di quattro bambini. Sono circa 1200 in detenuti presenti nella casa penale, in gran parte ergastolani. Gli agenti in servizio invece sono solo 45, un rapporto di 1 a 25. Agenti non più giovanissimi, alcuni sono stati richiamati in servizio per sostituire i più giovani partiti per il fronte.

Il detenuto Gualtiero Pinzi, condannato all’ergastolo per omicidio, rapina, tentato omicidio e furto, apprezzato per la buona condotta e ritenuto detenuto esemplare, si era conquistato la fiducia della direzione e godeva di libertà di movimento all’interno del carcere dove era impiegato nel laboratorio di legatoria.

Come ogni sabato, intorno alle 13,00 si reca in portineria per depositare dei libri da consegnare al proprietario che aveva commissionato il lavoro di rilegatura. La portineria del carcere immetteva in un atrio, compreso tra due cancelli, uno sbarrava l’accesso all’interno dell’istituto e l’altro separava l’atrio dal portone principale di ingresso del carcere. In questo spazio era collocata l’armeria, chiusa da un massiccio portoncino, la cui chiave era custodita in un mobiletto posto in portineria. Gli agenti da tempo temevano possibili azioni dei detenuti che, approfittando del sovraffollamento e dei pochi agenti in servizio, pianificavano piani di rivolte e di evasioni.

 

IL PIANO DELL'EVASIONE DI MASSA

Il piano scattato l'11 settembre fu pianificato nei particolari: impossessarsi delle armi custodite in portineria e compiere una carneficina tra gli agenti che, nelle sezioni, oggi come allora, non sono dotati di armi da fuoco. A quel punto sarebbe stato semplice per gli ottocento ergastolani abbandonare il penitenziario, mettere a ferro e a fuoco la comunità dell’isola, complice l’isolamento e la difficoltà che il paese viveva dopo l’armistizio, quindi impadronirsi di alcune imbarcazioni per raggiungere la terra ferma.

Approfittando della libertà di movimento di cui godeva, l’ergastolano Pinzi aveva ricevuto l’incarico di sopprimere l’appuntato Pasquale De Santis, impossessarsi delle chiavi dell’armeria, esplodere alcuni colpi di pistola per avvisare i detenuti che avevano il via libera, aggredire i quaranta agenti in servizio e mettere a segno l’evasione di massa.

Pinzi è al secondo cancello, bussa e De Santis apre lo spioncino, quindi lo fa passare e richiude il cancello. Entrambi restano in quel piccolo spazio, isolati tra il primo e secondo cancello. Pinzi porge i libri a De Santis che gli volta le spalle per poggiarli sul tavolo. L’ergastolano fulmineamente estrae una lima lunga e acuminata e lo pugnala alle spalle. De Santis, colto di sorpresa non ha il tempo per difendersi, ferito all’altezza del cuore, barcolla e cade a terra ma le sue grida richiamano l’attenzione dei colleghi. Questi accorrono ma sono costretti a fermarsi, impotenti, davanti al cancello chiuso a chiave, ancora in possesso di De Santis. Pinzi sa che le chiavi dell’armeria sono in un mobiletto e, credendo di avere ucciso il capo posto, cerca di forzarlo.

De Santis, benché gravemente ferito, ha la forza di sollevarsi e afferra il detenuto per la vita nel disperato tentativo di allontanarlo. Pinzi sferra altri colpi all’agente che, stremato e sanguinante, si abbatte a terra. Con la lima sporca di sangue l’ergastolano comincia ad armeggiare fino a che lo sportello del mobiletto cede e riesce ad afferrare le chiavi. Gli agenti che guardano impotenti la scena sanno che sta per compiersi l’irreparabile. L’armeria custodisce circa settanta tra fucili e mitragliatori, pistole, bome a mano, mitragliette. Sanno che il piano dell’ergastolano è quello di impossessarsi delle armi, rientrare all’interno delle sezioni e liberare gli 800 ergastolani.

 

IL SACRIFICIO DI PASQUALE DE SANTIS SVENTA L'EVASIONE

L’evasione più grande della storia sta per compiersi, ma De Santis, ormai in fin di vita, in un ultimo disperato tentativo, con uno sforzo sovrumano riesce ancora una volta a lanciarsi sull’uomo prima che questo riesca ad aprire la porta dell’armeria. Ha il corpo trafitto dai colpi, il volto è una maschera di sangue, ma Pasquale De Santis afferra il detenuto per le gambe e lo trascina vicino al cancello d’ingresso, riesce ad aprire il secondo cancello e consente ai colleghi di intervenire. Con loro c'è il detenuto Angelo Franchi, capo calzettaio, che beneficiava anch’egli di libertà di movimento per buona condotta, che soccorre De Santis e lo adagia su una branda, mentre il sottocapo Riccio e l'agente Canino bloccano Pinzi, gli sottraggono si la pistola e lo colpiscono al capo con un bastone che il detenuto ha nell'altra mano. Viene chiamato il sanitario ma Pasquale De Santis, ormai in fin di vita, si rivolge ai colleghi e pronuncia le ultime parole “Proteggete i miei bambini”.

Il Dr. Bianchi, medico chirurgo della casa penale, alle 14,25, constata l'avvenuta morte di De Santis “in seguito a molteplici ferite da punta e taglio, di cui 2 all'emitorace  sinistro, 1 all'emitorace destro e 2 al cranio. Dette lesioni inferte con arma (presumibilmente lima) sono penetrate in cavità ed hanno provocato la morte per emorragia interna.”.

 

LA TARGA APPOSTA ALL'INGRESSO DEL CARCERE DI PORTO AZZURRO

Nel 1955 la Direzione Generale degli Istituti di prevenzione e pena comunica alla direzione di Porto Azzurro che il Ministero ha disposto di apporre nella casa penale una lapide per ricordare il sacrificio di De Santis, recante la seguente motivazione:

MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA - Direzione Generale per gli Istituti di Prevenzione e di Pena - alla memoria dell’agente di custodia pasquale DE SANTIS Pasquale - da Teramo.
Agente di servizio alla portineria pugnalato a morte da un detenuto tra il cancello interno e quello esterno del penitenziario. Contendeva a lungo al suo feritore l’Ingresso all’armeria per impedire la preordinata evasione degli ergastolani. Raggiunto con disperata volontà il cancello interno riusciva ad aprirlo ai suoi commilitoni, spettatori impotenti della selvaggia aggressione. Si abbatteva al suolo. Esempio mirabile di volontario sacrificio. P.A. 11 settembre 1943.

Il 12 aprile 1956 la direzione di Porto Azzurro comunica alla DGIIPP che la cerimonia dello scoprimento della lapide si terrà il 2 giugno “ricorrenza della proclamazione della Repubblica”. Alla cerimonia sono presenti la vedova e i figli, In rappresentanza del Ministero della Giustizia fu designato il 1° Cap. Vincenzo Gabrielli.

 

INTITOLAZIONE DELLA SCUOLA DI TERAMO

Il 23 gennaio 1957, il sindaco di Teramo, città natale di De Santis, comunica al direttore di Porto Azzurro che il consiglio comunale ha deliberato l’intitolazione del costruendo edificio scolastico, sito nella frazione Miano, per “onorare la memoria dell’eroico concittadini Pasquale De Santis”.

 

MEDAGLIA D'ORO AL MERITO CIVILE ALLA MEMORIA

Il 3 giugno 2005 Pasquale De Santis è stato insignito di Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Memoria.

 

INTITOLAZIONE DELLA CASA DI RECLUSIONE DI PORTO AZZURRO ALL'APPUNTATO PASQUALE DE SANTIS

A marzo 2016 il Capo del Dipartimento ha decretato l’intitolazione della Casa di reclusio-ne di Porto Azzurro alla memoria all'appuntato Pasquale De Santis.

 

 


Scritto da: Redazione
(Leggi tutti gli articoli di Redazione)






 

Ultime Notizie Le ultime foto pubblicate
Rivolta nel carcere di Velletri: Polizia Penitenziaria sul limite di usare la forza
Il carcere di Sala Consilina rimarrà chiuso: il Consiglio di Stato ha accolto provvisoriamente il ricorso del Ministero contro il TAR
Condannato per aver aggredito Poliziotti penitenziari nel carcere di Sanremo. Arrestato e riportato in carcere
Quattro detenuti evadono dal carcere minorile di Monteroni di Lecce: allarme dato in mattinata
Agente Penitenziario si spara in bocca con pistola d''ordinanza mentre era in sala di attesa dell''ospedale. E'' in coma
Santi Consolo: senza la Magistratura di Sorveglianza potremmo spostare tutte le madri detenute in pochi giorni
Indagini nel carcere di Padova per capire chi ne ha disposto il declassamento da detenuti alta sicurezza a detenuti comuni
La nuova Legge che obbliga i Poliziotti a riferire ai propri superiori le indagini giudiziarie


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 Foto della Polizia Penitenziaria Inviaci le tue!

Più di 1.300 ricevute in un anno!

 


Commenti Commenti dei lettori
Nessun commento trovato.



Scrivi un commento Scrivi un commento

Testo (max 1000 caratteri)

Nome

Link (Visibile a tutti)


Email (Visibile solo dall'amministratore)


Salva i miei dati per futuri commenti

Ricevi in email la notifica di nuovi commenti

I commenti sono moderati. Il tuo commento sarà visibile solo quando approvato.
Il seguente campo NON deve essere compilato.



Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.

54.205.8.87


Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Le tristi notti del poliziotto penitenziario cinquantenne

2 La vecchia Zimarra di Regina Coeli a cena intorno al proprio Comandante Francesco Ventura

3 Tre buoni motivi per cui la Polizia Penitenziaria non può essere sciolta come la Forestale

4 Un lutto improvviso: ci lascia Andrea Accettone, collega, segretario, come un fratello

5 Commozione per la morte di due detenuti, ma la stampa omette di dire che uno aveva stuprato una bambina disabile e l''altro ucciso i genitori adottivi

6 I veri nemici della Polizia Penitenziaria

7 Come mi mancano gli Agenti di Custodia … allora non c’erano suicidi tra di noi … perché?

8 Bologna: poliziotto penitenziario di 44 anni lotta tra la vita e la morte dopo essersi sparato un colpo di pistola alla testa

9 La protesta dei poliziotti di Rebibbia e gli starnuti del RE

10 La sanzione disciplinare nei confronti del poliziotto penitenziario





Tutti gli Articoli
1 Agente Penitenziario si spara in bocca con pistola d''ordinanza mentre era in sala di attesa dell''ospedale. E'' in coma

2 Assunzioni in Polizia Penitenziaria e scorrimento graduatorie: Governo rifiuta gli emendamenti Ferraresi (M5S)

3 Quindici colpi di pistola contro il Poliziotto penitenziario: le prime indagini dei Carabinieri

4 Informativa DAP: ai mujaheddin kosovari è arrivato ordine di attaccare l''Italia

5 La nuova Legge che obbliga i Poliziotti a riferire ai propri superiori le indagini giudiziarie

6 Rivolta nel carcere di Velletri: Polizia Penitenziaria sul limite di usare la forza

7 Morì sotto il furgone della Polizia Penitenziaria: per la Procura responsabili autista e gli operai del cantiere

8 Quattro detenuti evadono dal carcere minorile di Monteroni di Lecce: allarme dato in mattinata

9 Detenuto in permesso premio sequestra, rapina e violenta una ragazza in un ufficio pubblico

10 Sparatoria tra Poliziotto penitenziario e macedone: lite scoppiata per motivi sentimentali


  Cerca per Regione