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In memoria di Francesco Rucci, Brigadiere degli Agenti di Custodia ucciso da terroristi di Prima linea il 18 settembre 1981


Polizia Penitenziaria - In memoria di Francesco Rucci, Brigadiere degli Agenti di Custodia ucciso da terroristi di Prima linea il 18 settembre 1981

Notizia del 18/09/2016

in Memoria del Corpo

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Scritto da: Redazione

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Francesco Rucci, Brigadiere degli Agenti di Custodia. Nato a Giovinazzo (BA) l’8 luglio 1956.

Il 18 settembre 1981 poco prima delle ore 8, mentre si recava in macchina per raggiungere la Casa circondariale di Milano San Vittore dove prestava servizio al primo raggio, il Brigadiere Francesco Rucci rimase vittima di un attentato rivendicato da “Nuclei comunisti”, un nucleo riconducibile a “Prima Linea". All'omicidio parteciparono almeno quattro terroristi, che prima costrinsero il Brigadiere a fermarsi e poi gli spararono. L’attentato fu collegato al clima di tensione allora esistente nell'istituto penitenziario milanese. La validità della pista seguita venne confermata anche da un volantino nel quale si diceva che il brigadiere era stato "giustiziato" per l’attività «al primo raggio di San Vittore ... braccio famigerato per le torture a cui i boia costringono le avanguardie comuniste prigioniere». Il primo raggio di “massima sicurezza” di San Vittore era utilizzato durante lo svolgimento dei processi per tenere i detenuti provenienti dalle carceri speciali.

A bordo della sua Fiat 128 il sottufficiale ha percorso Via Merula, dove abitava, fino all’incrocio con via Ludovico il Moro. Un’Alfetta azzurra lo ha stretto sulla destra costringendolo a fermarsi. Forse tre gli assassini. Uno è rimasto in macchina, gli altri due sono scesi per sparare. I primi colpi sono giunti dalla parte del guidatore, ma non sono andati a bersaglio. Francesco Rucci ha trovato una via di fuga dall’altro lato dell’auto, ma ad attenderlo c’era l’altro terrorista che lo ha raggiunto. Il Poliziotto cadde a terra subito, ma i terroristi gli spararono ancora sette colpi in tutto al torace, ma anche al volto. Non volevano solo uccidere ma anche infierire sul cadavere.

Francesco Rucci ha lasciato sua moglie conosciuta proprio nel carcere di San Vittore dove lavorava come assistente sociale nel settore dei detenuti tossicodipendenti. La moglie era in attesa del primo figlio per la metà di ottobre. Il Brigadiere era in una lista ritrovata nel parlatorio del carcere contenente quattro Brigadieri e tre Guardie degli Agenti di Custodia da eliminare. Rucci aveva fatto richiesta di essere trasferito lontano da Milano ma era stato trasferito a Bergamo. Era ritornato in servizio a Milano propio per stare più vicino alla moglie perché tanto stare a Bergamo o Milano “è lo stesso” aveva detto

Brigadiere Agenti di Custodia Francesco Rucci Brigadiere Agenti di Custodia Francesco Rucci
Brigadiere Agenti di Custodia Francesco Rucci Brigadiere Agenti di Custodia Francesco Rucci

 

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LE CONDANNE AGLI ASSASINI

Nel giugno del 1985 la Corte d’Assise di Milano ha condannato il latitante Massimo Carfora all’ergastolo per l’uccisione di Francesco Rucci. Condannati a 28 anni e dieci mesi di reclusione anche Sergio Segio, Diego Forastieri e Rosario Schettini.

 

MEDAGLIA D’ORO AL MERITO CIVILE ALLA MEMORIA

Mentre si recava presso la Casa Circondariale dove prestava servizio, rimaneva vittima di un vile attentato terroristico, sacrificando la vita ai più nobili ideali di coraggio e di spirito di servizio. 18 settembre 1981 - Milano

 

VITTIMA DEL DOVERE

Riconosciuto “Vittima del Dovere”, il 12 settembre 2007.

 

INTITOLAZIONI.

A Francesco Rucci è intitolata la Casa Circondariale di Bari.

 

 


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