Settembre 2017
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Settembre 2017  
  Archivio riviste    
In memoria di Pasquale Di Lorenzo, Sovrintendente di Polizia Penitenziaria ucciso dalla mafia il 13 ottobre 1992


Polizia Penitenziaria - In memoria di Pasquale Di Lorenzo, Sovrintendente di Polizia Penitenziaria ucciso dalla mafia il 13 ottobre 1992

Notizia del 13/10/2017

in Memoria del Corpo

(Letto 12728 volte)

Scritto da: Redazione

 Stampa questo articolo     Leggi i Commenti Commenti dei lettori


Pasquale Di Lorenzo, nato 1947 a Spiciano di Galluccio (CE) il 1° giugno 1947 era Sovrintendente di Polizia Penitenziaria presso il carcere di San Vito, il vecchio monastero che all' epoca fungeva da carcere di Agrigento prima del trasferimento a Petrusa. Svolgeva la funzione di Comandante reggente del carcere e da tutti veniva considerato “persona dotata di forte carattere, non incline a compromessi e considerato dai detenuti un duro e consapevole del ruolo delicato che svolgeva in un istituto penitenziario con una forte presenza di detenuti per reati di mafia. Viveva a Porto Empedocle con la moglie Angela Cillis, Ilenia e Doriana, le figlie, che all’epoca avevano 18 e 16 anni.

Sovrintendente di Polizia Penitenziaria Pasquale Di Lorenzo  

 

L'OMICIDIO

Il 13 ottobre Pasquale Di Lorenzo si trovava in campagna, in contrada Durruelli di Porto Empedocle, dove possedeva un appezzamento di terra che utilizzava per l’addestramento di cani da difesa, una passione cui Di Lorenzo si dedicava nelle ore libere dal lavoro. In campagna era andato alle 10 e vi era rimasto per l’intera giornata. Calata la sera, Di Lorenzo non aveva ancora fatto ritorno a casa, ma la signora Angela non era preoccupata perché sapeva che, come era solito fare, Pasquale si sarebbe trattenuto fino a tardi. Quella sera, però, il ritardo si era protratto oltre il consueto e la signora Angela trascorse la notte insonne, attenta a ogni rumore di macchina che potesse farle sperare che l’uomo stesse per rientrare a casa. Alle prime luci dell’alba ebbe un brutto presentimento e chiamò il vicino di casa, in campagna, pregandolo di verificare se il marito fosse ancora sul posto. Il vicino uscì e scorse la macchina di Di Lorenzo, un'Alfa Romeo Giulietta, fuori del cancello che immette nella proprietà, si avvicinò e vide il corpo dell’uomo disteso supino sul terreno. La macchina era rimasta con il finestrino aperto, sul sedile posteriore c’era il suo cane un pastore tedesco. L’uomo rientrò in casa e telefonò alla signora Di Lorenzo, poi chiamò la Polizia. Pasquale Di Lorenzo era morto, era stato ucciso con quattro colpi d’arma da fuoco ed era rimasto a terra in una pozza di sangue e fanghiglia dopo una nottata di pioggia.

La Polizia comincia le indagini, ma archivia il caso attribuendo l'omicidio ad una controversia legata a questioni personali. Sarà necessario attendere sette anni per poter finalmente dare un senso a quel tragico episodio. Nel 1999, infatti, il collaboratore di giustizia Alfonso Falzone si autoaccusò del delitto e, davanti ai giudici della Prima Sezione della Corte di Assise di Agrigento, svelò il movente, fece i nomi dei mandanti e il nome del complice che, insieme a lui, fu l’esecutore materiale del delitto (in quel processo. Falzone rivelò anche i nomi dei mandanti e il nome degli esecutori materiali dell’omicidio di Luigi Bodenza). Al processo le dichiarazioni del collaborante Falzone convergeranno con quelle rese da Giovanni Brusca, che confermerà la seguente tesi: l’omicidio di Di Lorenzo è maturato nell’ambito di una strategia terroristica portata avanti dagli appartenenti a Cosa Nostra nei confronti di operatori della Polizia Penitenziaria, a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 41-bis dell'Ordinamento Penitenziario.

Pasquale Di Lorenzo cominciò ad essere pedinato, in un primo momento gli assassini pensarono di ucciderlo nei pressi dell’abitazione, progetto accantonato perché il Sovrintendente abitava in una cooperativa dove vivevano altri colleghi e questo avrebbe potuto comportare dei rischi, così, venendo a sapere della casa in campagna, si decise che l’agguato poteva essere portato a termine in quel luogo appartato e solitario. 

Quel 13 ottobre, i killer eseguirono gli ordini di Riina appostandosi di fronte al canile di Di Lorenzo. Verso le 23,00 Di Lorenzo uscì dall’abitato, chiuse il cancello e si avviò verso la macchina; a questo punto partirono due colpi dal fucile a canne lunghe esplosi da Alfonso Falzone appostato nei pressi del canile. Pasquale Di Lorenzo cade a terra; a quel punto Gerlando Messina, complice di Falzone, finisce l’uomo con quattro colpi di pistola.

Sarebbero bastate poche ore per risparmiare quella vita. Da Palermo infatti era arrivato il contrordine, per Di Lorenzo però era ormai troppo tardi.

 

IL MOVENTE

Siamo nel 1992, sono passati pochi mesi dalle stragi di Capaci e Via d'Amelio e lo Stato reagisce alle incalzanti guerre di mafia approvando una serie di provvedimenti di emergenza, meglio conosciuti come “carcere duro” a cui venivano sottoposti i boss negli istituti di massima sicurezza di Pianosa e dell'Asinara. 

La mafia in quei mesi ha paura; teme che l’isolamento e la durezza possano riportare all’umanità gli affiliati in stato di detenzione, il rischio di una valanga di pentimenti è più che mai concreto. Totò Riina decide di inviare un chiaro messaggio alle istituzioni: uccidere un poliziotto penitenziario per ogni carcere della Sicilia. Progetto scellerato che, fortunatamente, non fu attuato, perché le menti strategiche della mafia temettero che il piano avrebbe comportato un’attenzione troppo forte da parte delle Forze dell’Ordine. La vita del Sovrintendente, però, era ormai tragicamente segnata e il contrordine non fece in tempo ad arrivare ai sicari di Di Lorenzo.

Di Lorenzo fu scelto come obiettivo simbolo della vendetta mafiosa perché era un Poliziotto integerrimo e per nulla incline al compromesso. Il giornalista Alfonso Bugea nel libro “Cosa muta - Agrigento, la forza del silenzio” ha riportato le dichiarazioni in aula l’Ispettore Giuseppe Plano: "Con Di Lorenzo o era “si”, od era “no”. Non c’erano mezze misure. Così quando, a causa dell’assenza del comandante, per qualche tempo ricoprì la carica di Comandante, avrà sicuramente aumentato la sua schiera di nemici per i suoi modi così decisi ed energici."

 

ANNO 1992

L'anno 1992 non è stato un anno qualsiasi.

30 Gennaio -  la La Prima Sezione della Corte Suprema di Cassazione pronuncia la sentenza definitiva che chiude il Maxiprocesso di Palermo con 360 condannati su 474 imputati. Le condanne ammontano a 2665 anni di carcere, 11 miliardi e mezzo di lire di multe e 114 assoluzioni; vengono comminati anche 19 ergastoli ai principali killer e boss mafiosi tra cui Michele Greco, Giuseppe Marchese, Salvatore Riina, Giuseppe Lucchese Miccichè e Bernardo Provenzano.

29 Gennaio - Il Giorno prima, il 29 gennaio la relazione della commissione parlamentare stragi su Gladio definisce l'organizzazione clandestina una struttura illegittima, coinvolta nella strategia della tensione; la relazione verrà approvata il 15 aprile da PDS, Verdi, PSI e PRI.

17 Febbraio - A Milano, il socialista Mario Chiesa, direttore del Pio Albergo Trivulzio, viene arrestato dopo aver ricevuto una tangente di 7 milioni di lire. È il primo atto dell'inchiesta Mani pulite che segna l'inizio di Tangentopoli.

12 MArzo - A Palermo viene ucciso da Cosa Nostra Salvo Lima, deputato della Democrazia Cristiana al Parlamento europeo, ex sindaco di Palermo e capo della locale corrente andreottiana.

5 Aprile - Si svolgono le Elezioni politiche in Italia.

25 aprile - Quirinale: attraverso un videomessaggio, il presidente della Repubblica Italiana Francesco Cossiga annuncia che formalizzerà le proprie dimissioni anticipate il 28 aprile.

23 Maggio - Strage di Capaci. Alle ore 17.58, sull'autostrada Palermo - Punta Raisi esplode una carica di tritolo che uccide il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta Antonio MontinaroRocco DicilloVito Schifani.

25 Maggio - Due giorni dopo, il 25 maggio, Oscar Luigi Scalfaro viene eletto presidente della Repubblica Italiana.

19 LuglioStrage di via D'Amelio. Palermo. Alle ore 16.58, il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta Emanuela LoiWalter Eddie CosinaClaudio TrainaAgostino Catalano e Vincenzo Li Muli, rimangono uccisi dall'esplosione di un'autobomba in Via D'Amelio.

8 Giugno. Il Consiglio dei Ministri approva il Decreto Legge n. 306 "Modifiche urgenti al nuovo codice di procedura penale e provvedimenti di contrasto alla criminalità mafiosa" che prevede il carcere duro per i mafiosi e maggiori benefici ai pentiti (Claudio Martelli è Ministro della Giustizia, Vincenzo Scotti Ministro dell'Interno).

Il Decreto venne convertito nella legge 7 agosto 1992, n. 356. Mentre si discuteva la proroga della Legge, Leoluca Bagarella, in teleconferenza durante un processo a Trapani, legge un comunicato contro il 41-bis, in cui accusa i politici di non aver mantenuto le promesse. Viene resa pubblica una lettera firmata da 31 boss mafiosi, con alcuni avvertimenti ai loro avvocati che, diventati parlamentari, li hanno dimenticati.

Il Decreto prevedeva anche l'aumento di 2.000 unità nell'organico del Corpo di Polizia Penitenziaria nel ruolo degli Agenti-Assistenti. Vennero soprattutto introdotti due articoli, il 19 e il 20 che qui riportiamo integralmente:

Art. 19. Sospensione delle normali regole di trattamento penitenziario

All'articolo 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente: " 2. Quando ricorrano gravi motivi di ordine e di sicurezza pubblica, anche a richiesta del Ministro dell'interno, il Ministro di grazia e giustizia ha altresì la facoltà di sospendere, in tutto o in parte, nei confronti dei detenuti per taluno dei delitti di cui al comma 1 dell'articolo 4-bis, l'applicazione delle regole di trattamento e degli istituti previsti dalla presente legge che possano porsi in concreto contrasto con le esigenze di ordine e di sicurezza.".

Art. 20. Collegamento tra i centri elaborazione dati dell'Amministrazione penitenziaria e del Dipartimento della pubblica sicurezza.

Con decreto del Ministro di grazia e giustizia di concerto con quello dell'interno sono stabilite modalità e criteri per il collegamento tra il centro elaborazione dati del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria e quello del Dipartimento della pubblica sicurezza, al fine di rendere immediatamente disponibili i dati, per il personale autorizzato all'accesso, secondo le modalità e per i fini stabiliti dai rispettivi ordinamenti.

7 Agosto - Viene ucciso l'Agente Michele Gaglione, in servizio presso il carcere di Napoli Secondigliano. L'omicidio è stato ricondotto alla strategia mafiosa di costringere lo Stato ad ammorbidire il trattamento verso i detenuti sottoposti al regime art. 41-bis.

13 Ottobre - Viene ucciso il Sovrintendente Pasquale Di Lorenzo, Comandante reggente del carcere di Agrigento. La mafia aveva progettato di uccidere un poliziotto penitenziario per ogni carcere della Sicilia per alleggerire il 41-bis.

 

INTITOLAZIONI 

Il 16 giugno 2003 il Sovrintendente Pasquale Di Lorenzo è stato insignito di Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Memoria con la seguente motivazione:

"In servizio presso una Casa Circondariale, assolveva il proprio compito con alto senso del dovere e con incondizionata, totale dedizione. Barbaramente trucidato in un vile agguato di stampo mafioso, sacrificava la vita a difesa dello Stato e delle istituzioni. 14 ottobre 1992 - Porto Empedocle (AG)".

Il Sovrintendente Di Lorenzo è stato riconosciuta”Vittima del Dovere” ai sensi della Legge 466/1980.

Il piazzale antistante il carcere di Agrigento in contrada Petrusa è intitolato a Pasquale Di Lorenzo.

 


Scritto da: Redazione
(Leggi tutti gli articoli di Redazione)






 

Ultime Notizie Le ultime foto pubblicate
Sentenza della Cassazione: Marcello Dell''Utri non ha diritto alla liberazione anticipata. Concorso esterno in associazione mafiosa è reato troppo grave per concedergliela
E'' stato dimesso dall''ospedale il Poliziotto penitenziario ferito gravemente alla testa con uno sgabello da un detenuto
Via la Polizia Penitenziaria dai Tribunali: vigilanza affidata a ditte private per recuperare un centinaio di Poliziotti dall''organico delle carceri, ma la Madia ne ha tagliati seimila
Tentativo di evasione dal carcere di Biella: i cancelli restano aperti, sono fuori uso
Gherardo Colombo nominato Presidente della Cassa delle Ammende
Il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece in visita al carcere di Trapani: non al carcere contenitore di qualunque problema
Carcere di Alba? Il Garante afferma che sicuramente non riaprirà nel 2018
Vice Capo DAP Del Gaudio parla della sorveglianza dinamica e celle aperte: commissione per valutarne l''attuazione


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 Foto della Polizia Penitenziaria Inviaci le tue!

Più di 1.300 ricevute in un anno!

 


Commenti Commenti dei lettori

n. 2


Onore al collega e tutti i colleghi che hanno sempre onorato il corpo e la divisa.
R.I.P.

Di  Agente di custodia  (inviato il 15/10/2017 @ 08:21:17)


n. 1


Onore a te e tutti i colleghi che hanno sempre onorato il corpo e la divisa.
Nessuno ti ha scritto una frase,pero' il pensiero anche se fatto ed espresso da una sola persona vale per tutti.

Di  Un futuro poeta  (inviato il 13/10/2017 @ 22:10:04)




Scrivi un commento Scrivi un commento

Testo (max 1000 caratteri)

Nome

Link (Visibile a tutti)


Email (Visibile solo dall'amministratore)


Salva i miei dati per futuri commenti

Ricevi in email la notifica di nuovi commenti

I commenti sono moderati. Il tuo commento sarà visibile solo quando approvato.
Il seguente campo NON deve essere compilato.



Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.

54.198.143.210


Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 In memoria di Pasquale Di Lorenzo, Sovrintendente di Polizia Penitenziaria ucciso dalla mafia il 13 ottobre 1992

2 Dichiarazioni Andrea Orlando: caserme gratuite per la Polizia Penitenziaria e Decreto trasferimenti sedi extra moenia

3 Il piano per azzerare la memoria della Polizia Penitenziaria con la scusa del decreto trasferimenti

4 Carceri, SAPPE: “Questo Governo toglie il pacco dono dell’Epifania ai poliziotti penitenziari per pagare l’aumento di stipendio dell’83% ai detenuti che lavorano: vergognoso!”

5 Gennaro De Angelis, Agente di Custodia ucciso dalla camorra il 15 ottobre 1982

6 Decreto Orlando sulla mobilità del personale: ma perchè il Ministro invece di perder tempo coi videomessaggi non istituisce la direzione generale del Corpo?

7 In memoria di Ignazio De Florio, Agente di Custodia ucciso in un agguato camorristico l''11 ottobre 1983

8 Dopo la circolare sul pacco dell''Ente Assistenza e Carità, i dubbi sulla nuova circolare: pagamenti vitto uniformi e armi

9 Scomparso stamattina a Roma il Professor Lionello Pascone, generale in congedo del Corpo di Polizia Penitenziaria

10 Riforma penitenziaria di fine legislatura, che forse favorisce solo il solito Gattopardo





Tutti gli Articoli
1 Via la Polizia Penitenziaria dai Tribunali: vigilanza affidata a ditte private per recuperare un centinaio di Poliziotti dall''organico delle carceri, ma la Madia ne ha tagliati seimila

2 Quanto guadagna un poliziotto penitenziario?

3 Poliziotto penitenziario ferito alla testa da un detenuto: è in gravi condizioni

4 Ministro Orlando annuncia nuove assunzioni: 48 poliziotti in più nel 2017 e 57 come anticipo 2018

5 Condannato a tre anni e due mesi ex Agente penitenziario: vendeva droga e telefonini nel carcere di Aosta

6 Consegnava droga nel carcere di Brescia: arrestato Poliziotto penitenziario ora rinchiuso nel carcere militare

7 Detenuto autorizzato a lavorare all''esterno non rientra in carcere, il Garante: sono sorpresa

8 Invitati per un pranzo con Papa Francesco: due detenuti si danno alla fuga poco prima di arrivare

9 Al via il concorso per agenti di Polizia Penitenziaria: 197 posti disponibili

10 Detenuti ottenevano misure alternative per lavorare, ma le ditte erano false e il lavoro inesistente


  Cerca per Regione