Novembre 2016
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Interrogazioni parlamentari sul carcere.


Polizia Penitenziaria - Interrogazioni parlamentari sul carcere.

Notizia del 05/06/2010

in Dal Parlamento.

(Letto 1917 volte)

Scritto da: Damiano Bellucci

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ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07438
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 330 del 01/06/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 01/06/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
01/06/2010
PARTITO DEMOCRATICO
01/06/2010
PARTITO DEMOCRATICO
01/06/2010
PARTITO DEMOCRATICO
01/06/2010
PARTITO DEMOCRATICO
01/06/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07438
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 1 giugno 2010, seduta n.330

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - Premesso che:

un detenuto del carcere di Sanremo, Giovanni Bonafé, di 44 anni, è morto la mattina del 25 maggio 2010 nella cella in cui si trovava;

secondo il sindacato Uil-pa Penitenziari, due detenuti avrebbero visto l'uomo cadere dal letto a castello;

ildirettore del penitenziario smentisce quanto dichiarato dai compagni di cella dell'uomo e parla di morte per «cause naturali» in un soggetto con AIDS conclamato;

il direttore del carcere riferisce che l'uomo si sarebbe alzato dal letto verso le 5,30 del mattino cercando di prendere una boccata d'ossigeno mentre era in atto un infarto. Sceso dal letto, sempre secondo la ricostruzione del carcere, l'uomo si sarebbe accasciato a terra. Soccorso dai compagni di cella e poi dagli agenti, il detenuto è spirato dopo pochi istanti;

il medico legale ha effettuato una perizia dalla quale risulterebbe che il detenuto, trovato girato sul fianco sinistro, segno caratteristico di chi ha subito un infarto, sarebbe spirato per cause naturali. Il direttore del carcere, Francesco Frontirré, ha pertanto smentito il sindacato di polizia penitenziaria dichiarando quanto segue. «Il medico legale attribuisce la morte a un'insufficienza cardio-respiratoria acuta, in un soggetto affetto da Aids conclamato. La conclusione, dunque, è che può trattarsi di causa naturale. Il suo corpo non presentava ecchimosi o ferite che possano far pensare a una caduta»;

il sindacato di polizia penitenziaria però ribatte: «Il detenuto è stato visto cadere dal letto da altri due detenuti extracomunitari che hanno così riferito agli agenti penitenziari» -:

di quali informazioni disponga il Ministro sui fatti riferiti in premessa e, in particolare, se non intenda avviare un'indagine amministrativa interna volta a verificare: a) l'esatta dinamica che ha condotto alla morte il signor Giovanni Bonafé; b) eventuali responsabilità amministrative o disciplinari dell'amministrazione penitenziaria in ordine a quanto avvenuto all'interno del carcere di Sanremo, ciò anche alla luce, e tenendo conto, della forte carenza di personale che limita inevitabilmente le possibilità di vigilanza sui detenuti;

in che modo Giovanni Bonafé era seguito dal servizio sanitario per la sua grave patologia e quali controlli di tipo diagnostico erano stati fatti negli ultimi tre mesi;

se siano state effettuate segnalazioni volte a valutare se le condizioni di detenzione di Giovanni Bonafé fossero compatibili con lo stato di salute del detenuto, quale sia stata, in tal caso, la pronuncia del magistrato di sorveglianza e sulla base di quale motivazione. (4-07438)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07423
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 330 del 01/06/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 31/05/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07423
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 1 giugno 2010, seduta n.330

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ANSA del 24 maggio 2010, nel centro clinico Buoncammino di Cagliari vi sarebbe un detenuto 67enne in gravissime condizioni di salute, a letto con le bombole di ossigeno che sole gli consentono di respirare;

l'incredibile fatto è stato denunciato dalla presidente dell'Associazione socialismo diritti e riforme, dottoressa Maria Grazia Caligaris, la quale riferisce che il predetto detenuto è stato dichiarato dai medici incompatibile con il carcere proprio a causa delle sue gravi condizioni di salute;

l'uomo sarebbe affetto da un carcinoma polmonare non trattabile chirurgicamente e, quindi, a rischio della vita;

nel caso di specie il centro clinico del carcere di Buoncammino non è idoneo alla ossigenoterapia, non essendo in grado di gestire, in piena sicurezza, la dotazione di bombole di ossigeno, garantirne il trasporto e la loro sostituzione, sicché il detenuto, che ha bisogno di assumere ossigeno durante la giornata, versa in condizioni di estremo disagio personale -:

quali iniziative di competenza intendano intraprendere, negli ambiti delle loro rispettive competenze, affinché vengano verificate le condizioni in cui è costretto il detenuto indicato in premessa e, nel caso, quali provvedimenti intendano adottare per rimuovere le gravissime anomalie denunciate in ordine alla palese violazione dei suoi diritti fondamentali di detenuto, in primis quello alla salute.(4-07423)
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07422
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 330 del 01/06/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 31/05/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07422
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 1 giugno 2010, seduta n.330

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ANSA del 25 maggio 2010, Antonio Smacchia, 44enne assistente capo della polizia penitenziaria del carcere della città di Pesaro, si è tolto la vita nella sua abitazione sparandosi con la pistola di ordinanza;

la scoperta è stata fatta intorno alle 11 dalla postina che, giunta alla casa per consegnare una lettera, ha visto del sangue uscire dalla porta. Quando i soccorsi sono giunti sul posto hanno trovato l'uomo ancora agonizzante: è spirato durante il trasporto in ospedale dopo i casi di Frosinone, Brescia e Sulmona, questo è il quarto caso di un agente di polizia penitenziaria che nel giro di nemmeno 30 giorni si è tolto la vita; indice evidente di un disagio sociale che avvalora ancora una volta la necessità di una riforma organica del nostro sistema carcerario;

l'assistente capo della polizia penitenziaria si trovava da qualche settimana in convalescenza per un incidente stradale, sarebbe dovuto rientrare in servizio proprio oggi;

le condizioni di vita degli agenti di polizia penitenziaria sono a tal punto insostenibili da aver indotto l'amministrazione penitenziaria ad allestire una consulenza di psicologi che hanno aperto punti di ascolto;

la situazione è da considerarsi ormai drammatica e l'utilizzo della figura dello psicologo è un palliativo che comunque non rimuove le cause del malessere;

implementare l'organico e quindi organizzare ragionevoli turni di lavoro risolverebbe il problema alla radice e renderebbe totalmente inutile il servizio di sostegno psicologico;

ad avviso dell'interrogante, per scongiurare questi gesti estremi occorre por mano seriamente al problema delle condizioni di lavoro in cui si vedono costretti ad operare gli agenti di polizia penitenziaria, problema risolvibile attraverso il rientro negli istituti di pena di tutti i distaccati presso il dipartimento amministrazione penitenziaria e il Ministero della giustizia e il significativo aumento dell'organico che consenta ai dirigenti di organizzare turni di lavoro che non abbiano il carattere della bestialità -:

se i fatti corrispondano al vero e se siano state avviate eventuali indagini amministrative sul caso;

se le autorità fossero a conoscenza del disagio psicologico dell'agente di custodia e se fossero state avviate tutte le procedure di precauzione per prevenire l'atto suicidale;

se nel carcere al quale era assegnato l'uomo sia mai stato istituito un punto di ascolto con la presenza di psicologi;

cosa intenda fare per aumentare significativamente l'organico degli agenti di polizia penitenziaria.(4-07422)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07420
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 330 del 01/06/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 31/05/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07420
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 1 giugno 2010, seduta n.330

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ANSA del 28 maggio 2010, un extracomunitario detenuto presso il carcere di Sanremo si è abbandonato ad alcuni gesti autolesionistici per protestare contro un provvedimento di "sorveglianza particolare" che gli rendeva ancora più restrittiva la sua custodia in carcere;

l'uomo ha reperito una graffetta a clip con la quale si è trafitto le labbra cucendosi la bocca;

gli angenti della polizia penitenziaria lo hanno subito soccorso e portato all'ospedale. I medici lo hanno curato e dimesso;

il detenuto ha protestato in quanto gli è stata applicata una particolare misura di sicurezza che gli impedisce di usufruire di tutti i benefici concessi agli altri detenuti, tipo la privazione del televisore e altre piccole punizioni -:

quali provvedimenti intenda adottare al fine di evitare il ripetersi di episodi di questo genere, che grave turbamento provocano nelle coscienze civili e democratiche dei cittadini italiani;

quali atti concreti intenda urgentemente compiere allo scopo di dare sostegno e sollievo ai detenuti, soprattutto in questa congiuntura di grave e perdurante sovraffollamento delle strutture penitenziarie e di conseguente aumento dei rischi di depressione e di fatti tragici come quelli descritti in premessa, tutto ciò in attesa di provvedimenti normativi finalmente capaci di dare risposte certe e definitive ai problemi delle carceri italiane.(4-07420)
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07419
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 330 del 01/06/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 31/05/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07419
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 1 giugno 2010, seduta n.330

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ANSA del 28 maggio 2010, un detenuto tossicodipendente e sieropositivo è morto nel carcere cagliaritano di Buoncammino;

sulla vicenda la presidente dell'Associazione socialismo diritti riforme, Maria Grazia Caligaris, sottolineando che «quando una persona muore in carcere è chiaramente una sconfitta per le istituzioni e per chi opera dentro e fuori gli Istituti penitenziari. Sarà l'autopsia disposta, dal pubblico ministero Guido Pani, ad accertare le cause del decesso. Il detenuto, nonostante fosse affetto da diverse patologie e stesse facendo accertamenti per una sospetta neoplasia, aveva rifiutato il ricovero nel Centro clinico. I medici però lo seguivano con particolare attenzione per la delicatezza del suo quadro clinico generale. Avrebbe dovuto tuttavia essere ospitato, come tutti coloro che fanno uso di sostanze stupefacenti e finiscono in carcere per reati comuni, in un'apposita struttura a custodia attenuata»;

a giudizio della prima firmataria del presente atto, sorprende che in Sardegna, nonostante l'alto numero di detenuti con doppia diagnosi, non ci sia l'opportunità di essere ospitati in un'apposita struttura a custodia attenuata, e che il ricovero nelle comunità terapeutiche sia sempre complicato;

il 12 gennaio la Camera dei deputati ha parzialmente approvato, su espresso parere favorevole del Governo, la mozione sulle carceri presentata dalla interrogante e sottoscritta da 93 deputati appartenenti a quasi tutte le forze politiche presenti in Parlamento;

la mozione approvata prevede, tra l'altro, alla lettera g), «la creazione di istituti "a custodia attenuata" per tossicodipendenti, realizzabili in tempi relativamente brevi anche ricorrendo a forme di convenzioni e intese con il settore privato e del volontariato che già si occupa dei soggetti in trattamento» -:

se e quali urgenti iniziative di carattere normativo il Governo intenda adottare al fine di implementare la creazione di istituti "a custodia attenuata" per tossicodipendenti, realizzabili in tempi relativamente brevi anche ricorrendo a forme di convenzioni e intese con il settore privato e del volontariato che già si occupa dei soggetti in trattamento, così come previsto dalla mozione n. 1-00288 approvata dalla Camera dei deputati il 12 gennaio 2010;

quali urgenti iniziative di carattere amministrativo intenda adottare al fine di rendere più rapido e facilmente fruibile il ricovero dei detenuti tossicodipendenti presso le comunità terapeutiche.(4-07419)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07418
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 330 del 01/06/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 31/05/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
31/05/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07418
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 1 giugno 2010, seduta n.330

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

sul quotidiano Il Trentino del 26 maggio 2010 è apparso un articolo intitolato: «Trento: il nuovo carcere è pronto ma non ci sono abbastanza agenti per farlo funzionare»;

l'articolo dà conto della situazione in cui versa il carcere di Gardolo - formato da otto bracci con una capienza di 244 detenuti;

struttura penitenziaria all'avanguardia sotto molti profili, sia tecnologici che ambientali: ampie celle con angolo cottura, pareti chiare e luminose, sale lettura, laboratori, un campo con erba sintetica; le aperture delle celle sono controllate da un sistema elettronico, un sistema di telecamere interne (283) tiene sottocchio ogni angolo; i vetri sono antiproiettile e tutti a risparmio energetico; al suo interno vi è anche una legatoria, una falegnameria e persino una serra per la coltivazione di piante e fiori; due gli spazi di culto: uno per i cattolici, il secondo dedicato a tutte le altre religioni. E ancora: ambulatori in ogni braccio, un'infermeria per le degenze, una cucina per l'intera struttura e spazi in una serie di celle per riscaldare le vivande, un teatro-cinema, aule e laboratori, una palestra e un campo da calcetto;

la struttura penitenziaria Spini di Gardolo è stata ultimata con un anno di anticipo rispetto ai tempi previsti, ciononostante il nuovo carcere rischia di restare una cattedrale nel deserto, atteso che per funzionare a pieno regime la nuova struttura avrebbe bisogno dell'opera di circa 350 agenti di polizia penitenziaria ma al momento a disposizione ce ne sono nemmeno un centinaio -:

quali spiegazioni intenda dare il Ministro a proposito dello stato di apparente abbandono in cui versa il nuovo carcere di Trento;

quali provvedimenti siano previsti nel «piano carceri» formulato dal Ministro interrogato e dal DAP per sanare la situazione del carcere di Trento garantendo la sua immediata apertura e, quindi, per impedire che ulteriore denaro pubblico sia speso inutilmente;

se non intenda armonizzare l'impiego e/o aumentare gli organici degli agenti di polizia penitenziaria in modo da garantire nel più breve tempo possibile l'apertura e/o un migliore utilizzo dei circa 40 istituti di pena già costruiti ma mai aperti o non pienamente utilizzati a causa del mancanza degli agenti di custodia.(4-07418)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07456
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 331 del 03/06/2010
Firmatari
Primo firmatario: TIDEI PIETRO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 03/06/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07456
presentata da
PIETRO TIDEI
giovedì 3 giugno 2010, seduta n.331

TIDEI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

con il suicidio di Aldo Caselli, avvenuto il 19 maggio 2010 nel carcere di Reggio Emilia, salgono a 76 i detenuti morti da inizio anno;

dei 78 decessi, 21 si sono impiccati, 6 sono morti per avere inalato gas, 49 per malattia;

dall'inizio del 2010 sono trascorsi circa 130 giorni: in questo periodo 21 detenuti si sono impiccati, altri 6 sono morti dopo aver inalato del gas dalla bomboletta da camping (potrebbe trattarsi di suicidi, ma più probabilmente si tratta di «incidenti» accaduti mentre il detenuto ricercava lo «sballo») e 49 sono morti per malattia: in totale 76 persone decedute in cella, con una media superiore a 1 ogni due giorni, così come le associazioni del settore possono confermare;

tra i 21 suicidi «certi» 5 avevano meno di 30 anni, 8 tra i 30 e i 40 anni, 4 tra i 40 e i 50 anni, 3 tra i 50 e i 60 anni, 1 più di 60 anni (39 anni l'età media), mentre 17 erano italiani e 4 cittadini stranieri;

statistiche pubblicate dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e dalle associazioni del settore confermano il dato che nel 2009, dal 1o gennaio al 20 maggio i detenuti suicidi furono 22, nello stesso periodo dei 2008 furono 15, nel 2007 furono 13, nel 2006 furono 20, nel 2005 furono 18;

i dati pervenuti sono allarmanti e testimoniano una inversione di tendenza, in quanto le morti in carcere per suicidio anziché diminuire aumentano vistosamente;

le associazioni del settore suggeriscono l'istituzione di un osservatorio permanente sulle morti in carcere affinché chi ci lavora dentro e chi le guarda da fuori possa convincersi che le carceri sanno e soprattutto devono essere trasparenti, poiché una società civile, in quanto tale, quando punisce, sa anche essere attenta e rispettosa dei diritti dei condannati;

il problema delle carceri e del sovraffollamento non si risolve soltanto svuotandole, ma rendendole vivibili, dignitose, costruendone di nuove con la certezza delle pene -:

se il Ministro non intenda prendere provvedimenti affinché la «bomba carceri» non esploda provocando danni irreparabili, poiché non è ammissibile che in un Paese civile come l'Italia avvengano ancora decessi di questo tipo.(4-07456)
 

Scritto da: Damiano Bellucci
(Leggi tutti gli articoli di Damiano Bellucci)






 

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