Novembre 2016
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Interrogazioni parlamentari sul carcere 12 - 17 luglio 2010.


Polizia Penitenziaria - Interrogazioni parlamentari sul carcere 12 - 17 luglio 2010.

Notizia del 20/07/2010

in Dal Parlamento.

(Letto 2697 volte)

Scritto da: Damiano Bellucci

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ATTO SENATO
INTERPELLANZA 2/00249
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 406 del 15/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: BURGARETTA APARO SEBASTIANO
Gruppo: MISTO - MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE - ALLEATI PER IL SUD
Data firma: 15/07/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
MISTO - MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE - ALLEATI PER IL SUD
15/07/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 15/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interpellanza 2-00249
presentata da
SEBASTIANO BURGARETTA APARO
giovedì 15 luglio 2010, seduta n.406
BURGARETTA APARO, OLIVA - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
dai dati diffusi dalla segreteria provinciale di Siracusa del Sindacato autonomo Polizia penitenziaria (Sappe) e come constatato dalla relazione della Commissione speciale sulla situazione carceraria della provincia di Siracusa del 24 aprile 2010, è emerso in data 28 maggio 2010 che erano presenti nei tre istituti della provincia circa 1.450 detenuti, a fronte di una capienza regolare pari a 760 posti;
molto alta è la percentuale di detenuti stranieri (tra il 35 e il 45 per cento) e di tossicodipendenti (circa il 35 per cento) complessivamente presenti negli istituti penitenziari del siracusano;
queste evidenti criticità sono aggravate ulteriormente, secondo il Sappe, anche dalle gravi carenze negli organici del personale di Polizia penitenziaria (408 unità in meno rispetto al previsto); mancano 110 unità a Noto, 165 unità a Siracusa, 133 unità ad Augusta;
gli appartenenti al Corpo della Polizia penitenziaria lavorerebbero nei tre carceri al di sotto dei livelli minimi di sicurezza e con serie problematiche al piano ferie estive per la gravissima carenza di personale; devono quindi far fronte a carichi di lavoro particolarmente delicati e stressanti, anche senza la possibilità della remunerazione del lavoro straordinario, carichi aggravati dalla crescita esponenziale della popolazione detenuta;
la funzione rieducativa della pena, prevista dall'art. 27 della Costituzione, non si può svolgere pienamente, nonostante l'impegno quotidiano e i notevoli sforzi di tutti gli operatori penitenziari, in tre istituti sovraffollati come quelli della provincia di Siracusa;
a giudizio degli interpellanti, il provvedimento di indulto, adottato con la legge n. 241 del 2006, si è dimostrato fallimentare, dal momento che in breve tempo il problema del sovraffollamento è tornato grave;
oltre un terzo di coloro che hanno beneficiato dell'indulto è incorso nella recidiva, facendo rientro in carcere e contribuendo quindi ad aumentare il numero delle presenze negli istituti penitenziari del nostro Paese;
la maggiore sigla sindacale della Polizia penitenziaria (Sappe) ha denunciato una carenza nazionale di 6.000 unità di poliziotti penitenziari a fronte di una popolazione ristretta di 67.600 detenuti, di cui quasi 25.000 stranieri, prospettando la possibilità che questi stranieri scontino la pena nelle carceri del proprio Paese d'origine; in alternativa o contemporaneamente, la possibilità, qualora il Ministro in indirizzo lo ritenga fattibile, di fare scontare, in affidamento ai servizi sociali, con contestuale impiego in lavori socialmente utili, il residuo di pena ai detenuti italiani con pene inferiori ai tre anni, anche al fine di sostenere la finanza penitenziaria a supporto della grave crisi in cui versa il nostro Paese,
si chiede di sapere con quali azioni di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda intervenire per superare la situazione evidenziata, per ripristinare adeguate condizioni infrastrutturali e logistiche negli istituti penitenziari della provincia di Siracusa, nonché per sanare le carenze dei reparti di Polizia Penitenziaria, facendo proprie le richiamate proposte sindacali.
(2-00249)
ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01422
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 403 del 13/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: PINOTTI ROBERTA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 13/07/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 13/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01422
presentata da
ROBERTA PINOTTI
martedì 13 luglio 2010, seduta n.403
PINOTTI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
la situazione del carcere di Marassi, a Genova, è da tempo critica a causa del sovraffollamento dei detenuti che superano di numero la massima quota prevista per la struttura (sono ospitate all'interno 780 persone contro una capienza prevista di 430);
nelle scorse settimane si sono registrati, a poche ore di distanza l'uno dall'altro, due fatti di grave violenza tra gli "ospiti" della casa circondariale che hanno dato vita a una rissa sedata dagli agenti di polizia penitenziaria uno dei quali è rimasto ferito ed è stato ricoverato all'ospedale con una prognosi di 15 giorni;
altri episodi di violenta protesta si sono verificati nel penitenziario del capoluogo ligure: i detenuti hanno dato fuoco agli arredi e lenzuola e alcuni di loro si sono barricati dentro una cella;
questi episodi e numerosi altri che non è possibile elencare in questa sede, ma che sono stati denunciati ripetutamente dalle organizzazioni sindacali, mettono drammaticamente in evidenza le gravi condizioni di lavoro del personale che a Marassi ha una carenza in organico di ben 155 unità;
gli agenti devono far fronte a carichi di lavoro particolarmente delicati e stressanti, aggravati da una popolazione detenuta sempre più spesso aggressiva, ogni giorno in crescita esponenziale;
può essere considerato solo un palliativo temporaneo l'assegnazione per soli tre mesi di 5 agenti che hanno concluso il 161° corso;
nel corso di un recente sopralluogo dell'interrogante, sia da parte del personale che dei detenuti è stato evidenziato come la possibilità di lavorare sia una delle condizioni essenziali per la vivibilità del carcere stesso, oltre che un'occasione di riscatto personale;
grave è, quindi, la preoccupazione per il taglio, tra gli altri operati dal Governo, alle risorse destinate a questo settore: una riduzione del 30 per cento delle risorse destinate all'impiego dei detenuti in lavori di pubblica utilità a livello nazionale, che si traduce in una riduzione del 50 per cento con riferimento al carcere di Marassi,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo intenda attivarsi per ripristinare i fondi per il lavoro dei detenuti;
perché al carcere di Marassi risulti una decurtazione più alta di questi fondi rispetto al livello nazionale.
(3-01422)
ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03456
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 406 del 15/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: BEVILACQUA FRANCESCO
Gruppo: IL POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 15/07/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 15/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03456
presentata da
FRANCESCO BEVILACQUA
giovedì 15 luglio 2010, seduta n.406
BEVILACQUA - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
nei giorni scorsi un'operazione di Polizia all'interno dell'istituto penitenziario di Vibo Valentia ha portato al ritrovamento di due cellulari nel reparto di media sicurezza, appartenenti, sembrerebbe, a due detenuti napoletani;
tale vicenda ha destato allarme tra il personale e nel territorio vibonese perché a nessuno sfugge l'uso distorto che può esserne fatto;
tale situazione è aggravata dal fatto che nell'istituto penitenziario di Vibo Valentia, rispetto a 210 posti disponibili, i detenuti sono 426, mentre gli agenti sono 175 (rispetto alle 201 unità previste in pianta organica), dei quali 40 distaccati a prestare servizio in altre sedi;
le condizioni di lavoro del personale di Polizia penitenziaria diventano sempre più insopportabili anche per il fatto che, a fronte di un continuo aumento dei reclusi, si registra una continua diminuzione del personale in servizio,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga di dover intervenire con apposite iniziative al fine di garantire adeguati controlli;
se non si ritenga di dover prevedere l'aumento dell'organico;
quali urgenti iniziative intenda attuare al fine di riportare ad una situazione di normalità il sovraffollamento dell'istituto che sta rendendo invivibile il carcere non solo ai detenuti ma anche agli stessi operatori carcerari.
(4-03456)
ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03453
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 405 del 14/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: DE ECCHER CRISTANO
Gruppo: IL POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 14/07/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
IL POPOLO DELLA LIBERTA'
14/07/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 14/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03453
presentata da
CRISTANO DE ECCHER
mercoledì 14 luglio 2010, seduta n.405
DE ECCHER, SANTINI - Al Ministro della giustizia - Premesso che agli interroganti risulterebbe che:
la nuova Casa circondariale di Spini di Gardolo, nel Comune di Trento, sia già stata dichiarata formalmente agibile;
la citata struttura carceraria, costruita con i sistemi tecnologici più avanzati, sia stata eretta per sostituire il carcere di Trento che, pur pregevole dal punto di vista architettonico, appare oggi inadeguato e da molti anni, anche in ragione dell'imminente chiusura, in stato di sostanziale abbandono;
la potenziale ricettività del nuovo complesso sia notevolmente superiore rispetto a quella del vecchio carcere, al punto che il provveditore di Padova, competente per il Triveneto, avrebbe stimato (sentite anche le rappresentanze sindacali) l'organico necessario per una gestione corretta e sicura della casa circondariale in 350 agenti di polizia penitenziaria;
considerato che:
allo stato il personale in servizio presso il carcere di Trento sarebbe di sole 105 unità, di cui 12 assenti per distacchi, 10 per malattia di lungo periodo, 2 per adesione gruppo sportivo, 23 per cariche fisse e 9 per piantonamenti e nucleo traduzioni;
conseguentemente, il personale in servizio effettivo presso le sezioni detentive sarebbe di circa 50 poliziotti che, per assicurare adeguata copertura dei turni di lavoro, sarebbero costretti a svolgere lavoro straordinario di otto e più ore;
i detenuti presenti presso la casa circondariale di Trento oscillerebbero già oggi tra i 155 e i 170;
considerato, infine, che, come ebbe a dire lo scrittore Giovannìno Guareschi, gli 'agenti di custodia' sono le persone che realmente patiscono in modo ingiusto le difficoltà e le limitazioni della vita carceraria,
gli interroganti chiedono di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto sopra riportato e, in particolare:
a) se risulti che il numero degli agenti di polizia penitenziaria effettivamente in servizio presso la casa circondariale di Trento sia di circa 50 unità;
b) se siano state attivate le procedure per garantire l'incremento del personale di polizia penitenziaria in servizio che si rende oggettivamente necessario ed improcrastinabile.
(4-03453)
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08052
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 353 del 15/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 15/07/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
15/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
15/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
15/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
15/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
15/07/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 15/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08052
presentata da
RITA BERNARDINI
giovedì 15 luglio 2010, seduta n.353

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'Osservatorio permanente sulle morti in carcere, composto da Radicali Italiani, Redazione Radiocarcere, Redazione Ristretti Orizzonti, Associazione «Il Detenuto Ignoto», Associazione «Antigone», Associazione «A Buon Diritto», il pomeriggio del 14 luglio 2010, Antonio Spada, trentacinquenne, detenuto nella casa circondariale delle Vallette (Torino), arrestato nel 2005, originario di Aversa, esponente di secondo piano dei Casalesi, si è suicidato; l'uomo, che doveva scontare ancora nove anni di condanna all'interno del penitenziario «Lorusso e Cotugno» aveva già tentato di impiccarsi in cella la domenica precedente. In quella circostanza, il detenuto era stato subito soccorso dagli agenti di polizia penitenziaria che l'avevano trasferito all'ospedale Maria Vittoria. Spada che si trovava nella settima sezione-blocco A del carcere delle Vallette era sottoposto a regime di alta sicurezza;

dall'inizio del mese, oltre al suicidio di Antonio Spada, l'Osservatorio sulle morti in carcere ha raccolto segnalazioni di altri tre detenuti morti nelle carceri italiane: al nuovo complesso di Rebibbia, Roma, il 3 luglio è morto Hugo Cidade, 47 anni, argentino. Aveva una cirrosi epatica, patologia già ampiamente diagnosticata e per cui pare i medici del carcere avessero già da tempo dichiarato l'incompatibilità con il regime carcerario. Nonostante questo è rimasto in cella e vi è morto. Tra il 7 e l'8 luglio, nel carcere di Napoli Secondigliano sono morti due detenuti italiani, sembra a causa di gravi malattie di cui erano affetti. Non si sa altro su di loro, né i nomi né l'età; Con questi ultimi 4 casi salgono così a 101 i detenuti morti da inizio anno: 30 si sono impiccati, 7 sono morti per avere inalato del gas (4 di loro si sono suicidati, per gli altri 3 probabilmente si è trattato di un «incidente» nel tentativo di sballarsi), mentre 64 detenuti sono morti per malattia, o per cause ancora da accertare. In 10 anni i detenuti morti sono stati 1.699, di cui 591 per suicidio; dal 1o gennaio 2000 ad oggi nelle carceri italiane sono morti 1.688 detenuti: 586 per suicidio, 7 uccisi da altri carcerati, 84 stroncati da overdose di sostanze stupefacenti. Le restanti 1.011 morti in cella sono da attribuire quasi tutte a «malori improvvisi», oppure a malattie non diagnosticate, o sottovalutate, o curate in maniera inadeguata. L'ordinamento penitenziario (legge n. 354 del 1975) prevede che un detenuto in condizioni di salute critiche sia ricoverato in ospedale, per essere curato e, quando non c'è cura possibile, per consentirgli di morire da persona libera, ma, evidentemente, in almeno 100 casi l'anno questo non viene fatto;

ogni anno più di 150 detenuti muoiono in cella, di questi 50 o 60 si suicidano: numeri drammatici che da almeno 20 anni sono pressoché stabili;

a giudizio della prima firmataria del presente atto, il numero dei suicidi potrebbe essere drasticamente diminuito se solo si rispettasse quanto previsto dall'ordinamento penitenziario nella parte in cui viene previsto che un detenuto debba rimanere in cella soltanto la notte in quanto nel corso dell'intera giornata allo stesso l'amministrazione penitenziaria dovrebbe offrire l'opportunità di lavorare, studiare, fare attività sportive e ricreative. Al contrario, oggi le predette disposizioni non vengono rispettate per mancanza di spazi, di soldi e di personale, al punto che, tranne in alcuni istituti di pena, i detenuti arrivano a trascorrere anche 20-22 ore al giorno chiusi in una cella, spesso sovraffollata, dove è possibile soltanto stare in branda ad aspettare che il tempo passi -:

nel rispetto e a prescindere dalla inchiesta avviata dalla magistratura quali siano gli intendimenti del Governo e quali siano gli esiti, allo stato, dell'inchiesta avviata nell'ambito dell'amministrazione penitenziaria al fine di accertare modalità ed eventuali responsabilità in ordine al suicidio di Antonio Spada;

di quali informazioni disponga il Ministro in ordine ai due decessi avvenuti tra il 7 e l'8 luglio 2010 nel carcere di Napoli Secondigliano e se intenda avviare una indagine amministrativa interna in proposito;

se il Governo non ritenga che l'alto tasso di atti di autolesionismo e di suicidi in carcere dipenda anche dalle condizioni di sovraffollamento degli istituti di pena e dalle aspettative frustrate di migliori condizioni di vita al loro interno;

quali iniziative intenda porre in essere affinché gli indirizzi di gestione del sistema penitenziario siano conformi ai princìpi del nuovo regolamento penitenziario in ordine agli interventi di trattamento del detenuto;

quali siano gli intendimenti del Governo in ordine all'esigenza di riforma della legge n. 354 del 26 luglio 1975 e dunque dell'ordinamento penitenziario e dei criteri di esecuzione delle pene e delle altre misure privative o limitative della libertà. (4-08052)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08051
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 353 del 15/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 15/07/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
15/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
15/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
15/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
15/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
15/07/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 15/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08051
presentata da
RITA BERNARDINI
giovedì 15 luglio 2010, seduta n.353

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

l'interrogante, assieme alla segretaria dell'Associazione Radicale Il Detenuto Ignoto, Irene Testa, e a Cristiano Scardella militante dei diritti umani di Cagliari, il giorno 10 luglio 2010 ha effettuato una visita ispettiva presso la casa circondariale Buoncammino di Cagliari;

sotto la guida del comandante dottoressa Michela Cangiano, l'interrogante ha potuto parlare tanto con i detenuti quanto con gli agenti e il personale sanitario, verificando le condizioni di esecuzione della pena;

nell'istituto, a fronte di una capienza regolamentare di 330 persone, sono accalcati 535 detenuti di cui 127 in attesa di 1o giudizio, 84 ricorrenti, 56 ricorrenti, 265 definitivi, 1 internato provvisorio e 1 internato definitivo; nel 2009 si è registrato un forte turn over di presenze: nell'anno, infatti, ben 2.000 sono i detenuti transitati nella struttura;

fra i 535 detenuti, 167 sono tossicodipendenti e 17 alcoldipendenti mentre, secondo quanto riferito dal dottor Matteo Papoff, le diagnosi psichiatriche riguardano ben 160 ristretti; 40 detenuti hanno un'infezione da HIV, mentre coloro che sono affetti a epatite C sono 215;

a fronte di un quadro sanitario così compromesso, il personale sanitario è del tutto insufficiente e, ad aggravare la situazione, c'è da sottolineare il fatto che ancora non è stato effettuato il passaggio dalla sanità penitenziaria a quella del Servizio sanitario nazionale; ciò determina un quadro di incertezza anche su come nel 2011 avverrà il finanziamento di tutto il settore sanitario del carcere, personale compreso;

i detenuti stranieri sono circa il 10 per cento e, paradossalmente, proprio il carcere è la prima istituzione che si occupa di loro dal punto di vista sanitario; i servizi sul territorio, infatti, sono assolutamente carenti per tutti i cittadini disagiati per cui il carcere - come ha confermato il dottor Papoff - è divenuta una vera e propria discarica del disagio sociale;

i detenuti passano chiusi in celle sovraffollate 20 ore al giorno senza svolgere alcun tipo di attività; la presenza all'aperto prevista dalle 9 alle 11 e dalle 13 alle 15 (anche con il solleone estivo) si svolge in passeggi squallidi e angusti, giustamente definiti «cubicoli», cioè gli spazi sepolcrali delle antiche catacombe;

nelle celle del piano terra, ciascuna di circa 8 metri quadrati e perciò destinate in origine ad ospitare una persona, convivono dai 2 ai tre detenuti; considerata la superficie occupata dal letto a castello, dal tavolo, dagli sgabelli e dai miseri mobiletti, non c'è lo spazio fisico per muoversi; dato lo scarso rifornimento da parte dell'amministrazione di stracci e detersivi, le celle - già fatiscenti - sono sporche e maleodoranti; la presenza di scarafaggi è all'ordine del giorno e, non di rado, circolano anche topi;

dopo l'ulteriore taglio delle mercedi, sono veramente pochissimi i ristretti che hanno la fortuna di poter lavorare e i pochi che hanno questa opportunità, che riguarda esclusivamente impieghi che non offrono alcuna opportunità di imparare un mestiere utile per l'esterno, lo fanno per pochi spiccioli al mese: un rumeno che aveva lavorato per 5 mesi ha ricevuto 100 euro al mese dai quali l'amministrazione sottrae circa 60 euro per il mantenimento e per la quota INPS; un altro detenuto, per un mese di piantonamento ha ricevuto 60 euro che, sottratto il mantenimento e la quota INPS, si sono ridotti a 27 euro;

fa parte dello sfascio gestionale dell'istituto - privato dall'amministrazione centrale dei mezzi indispensabili di sussistenza - anche la sensibile carenza dell'organico degli agenti di polizia penitenziaria, degli educatori e degli psicologi;

nel quadro sopra descritto, è facile che accadano (e accadono) episodi di inqualificabile disfunzione burocratica che pesano in modo insopportabile dal punto di vista umano sulle già disperate condizioni di vita dei detenuti:

Riccardo Brunella, per esempio, da una parte si è visto autorizzare dal magistrato le telefonate alla sorella ma dall'altra gli sono state negate dall'Ufficio Comando «perché il numero telefonico non compare nelle pagine bianche»;

Stefano Carmignani, detenuto in carrozzina, è stato inviato da Sassari a Buoncammino perché nel carcere di San Sebastiano ci sono barriere architettoniche; da Cagliari è stato però assegnato a Poggioreale, ma le udienze dei suoi processi si svolgono tutte in Sardegna;

Efisio Gerina, è stato operato per due volte al retto per un tumore e sta in cella con la sacca per defecare; è inoltre affetto da aneurisma dell'aorta addominale sottorenale e molti familiari, padre compreso, sono morti a seguito di questa patologia; continua a rimanere in prigione nonostante che il suo stato di salute sia stato riconosciuto incompatibile con lo stato di detenzione in carcere;

due sale colloqui hanno ancora l'illegale muretto divisorio; l'area verde per gli incontri con i figli o parenti minori non esiste;

il nuovo carcere di Uta, secondo le più ottimistiche previsioni, entrerà in funzione tra il 2011 e il 2012, avrà 800 posti, anche se ancora non si sa con quale personale verrà gestito e se saranno realizzate le infrastrutture necessarie ad assicurare il trasporto del personale e dei parenti in visita -:

quali provvedimenti si intendano adottare per riportare nella legalità costituzionale il carcere di Buoncammino e per porre fine ai trattamenti disumani e degradanti ai quali sono sottoposti i detenuti;

cosa si intenda fare per colmare la carenza di organico del personale: agenti, educatori e psicologi;

cosa si intenda fare per fronteggiare la gravissima situazione sanitaria, per accelerare il passaggio della sanità penitenziaria al Servizio sanitario nazionale e per garantire finanziamenti adeguati per l'anno prossimo;

in che modo si pensi di poter affrontare - nella situazione igienico-sanitaria sopra descritta del carcere di Buoncammino e, in particolare, nell'attuale periodo estivo - il rischio di diffusione di malattie infettive;

in particolare, quali iniziative immediate si intendano mettere in atto per aumentare gli spazi di vivibilità delle celle, fino a farli divenire degni di un essere umano; per fare in modo che i detenuti non siano costretti a trascorrere nell'ozio e nella sporcizia 20 ore della loro giornata; per stanziare i fondi necessari almeno per la manutenzione ordinaria delle celle, delle docce, dello spazio wc in pessime condizioni igieniche, dei passeggi e delle caserme degli agenti; per mettere l'aria condizionata nelle sale dei colloqui, per togliere immediatamente il muretto che ancora persiste in due sale colloqui; per realizzare l'area verde per l'incontro dei detenuti con i loro bambini;

quali informazioni sia in grado di fornire sul nuovo carcere di Uta specificando quale sarà l'organico previsto per le diverse funzioni e se si stiano realizzando le infrastrutture necessarie ad assicurare il trasporto del personale e dei parenti in visita nel piccolo comune in provincia di Cagliari.(4-08051)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08031
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 352 del 14/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 14/07/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 14/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08031
presentata da
RITA BERNARDINI
mercoledì 14 luglio 2010, seduta n.352

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il giorno 8 luglio è uscito un lancio dell'agenzia di stampa ANSA nel quale si dà conto della situazione in cui si trovano costretti a vivere i ragazzi reclusi nel carcere minorile Beccaria;

nell'istituto di pena in questione i lavori in corso stanno comportando una riduzione notevole degli spazi per le persone ivi recluse, tra cui anche la chiusura della piscina, e, soprattutto con l'arrivo della stagione estiva, il sovraffollamento rende il carcere un inferno rovente per i giovanissimi che vi sono rinchiusi; anche perché l'inizio delle ferie degli operatori ha in parte ridotto le attività, il che costringe i detenuti a trascorrere le giornate a 40 gradi nel completo ozio;

sulla vicenda il cappellano del carcere, don Gino Rigoldi, ha dichiarato quanto segue: «I ragazzi sono una quindicina in più di quello che dovrebbero essere e ogni giorno ne arrivano altri. I lavori è vero tolgono spazi, si sta stretti. Diciamo che la situazione non è al limite, ma di grosso disagio»;

in pratica i detenuti sono stipati tutti in un'ala del carcere, mentre la seconda è un cantiere. Per questo già il 23 aprile 2010 ci fu un principio di rivolta dei detenuti, che appiccarono un incendio;

secondo la direttrice del carcere, Daniela Giustiniani, quella del 23 aprile non fu una protesta ma «solo dabbenaggine, cecità e imprudenza»; mentre il sindacato della polizia penitenziaria ha parlato apertamente di rivolta per il disagio da sovraffollamento patito dai giovanissimi detenuti -:

quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di risolvere le criticità del carcere minorile Beccaria meglio descritte in premessa;

se il Ministro intenda aumentare gli organici di coloro che prestano servizio di ordine, di rieducazione e di sostegno psicologico presso la struttura carceraria minorile Beccaria;

quali misure il Ministro intenda adottare per attuare in tutte le strutture carcerarie minorili italiane, sull'esempio di ciò che accade a Bollate, dei percorsi rieducativi e di reinserimento nella società, che possano preservare i ragazzi, una volta usciti dal carcere, da contatti con ambienti criminali o malavitosi.
(4-08031)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08029
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 352 del 14/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 14/07/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 14/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08029
presentata da
RITA BERNARDINI
mercoledì 14 luglio 2010, seduta n.352

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il giorno 8 luglio 2010 è uscito un lancio dell'agenzia di stampa DIRE nel quale si dà conto del decesso di un detenuto 32enne avvenuto nel carcere bolognese della Dozza;

il giovane è stato trovato morto nel suo letto. Tossicodipendente e in carcere dal settembre 2009 per scontare una condanna definitiva, R.M. non era la prima volta che si trovava dietro le sbarre: aveva infatti alle spalle diversi precedenti;

secondo quanto emerso dall'autopsia, eseguita l'altro ieri dal medico legale Eva Montanari su ordine della procura, l'uomo sarebbe morto il 5 luglio 2010 per una intossicazione da sostanze psicotrope;

solo l'esito degli esami tossicologici potrà dire se l'intossicazione sia dovuta a sostanza stupefacente o a psicofarmaci, oppure a un mix di entrambi;

il pubblico ministero, Luca Tampieri, che si occupa della vicenda, ha aperto un fascicolo, contro ignoti, con le ipotesi di omicidio colposo e morte in conseguenza di altro reato;

se gli esami tossicologici rivelassero che a uccidere il 32enne è stata la droga, occorrerà chiarire come tale sostanza sia arrivata all'interno del carcere e da chi l'abbia avuta il detenuto; mentre, se l'intossicazione è stata causata da psicofarmaci, andrà fatta una serie di approfondimenti, a partire dal tipo di terapia che il 32enne, essendo tossicodipendente, stava seguendo-:

se quanto esposto in premessa corrisponda al vero e se il Ministro non intenda chiarire, ricorrendo ai suoi poteri ispettivi presso il carcere, i motivi che hanno provocato la morte del 32enne R.M.;

se nel carcere il detenuto sia stato seguito adeguatamente dal presidio medico lì presente;

se e come intenda procedere qualora siano accertate eventuali responsabilità del direttore del carcere in questione, anche alla luce delle modalità e delle circostanze in cui è venuta maturando la morte del detenuto. (4-08029)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08022
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 352 del 14/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 14/07/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 14/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08022
presentata da
RITA BERNARDINI
mercoledì 14 luglio 2010, seduta n.352

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

accade sempre più spesso che malati terminali di Aids vengano prelevati dalle loro abitazioni dalle autorità competenti per essere rinchiusi negli istituti di pena al fine di scontare un residuo di pena;

nel corso degli ultimi anni sono aumentati i casi di malati gravi detenuti nelle carceri italiane nonostante la recente legge sull'incompatibilità -:

quali iniziative intenda intraprendere per accertare lo stato di applicazione della legge sull'incompatibilità carceraria per i malati gravi di Aids. (4-08022)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08021
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 352 del 14/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 14/07/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 14/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08021
presentata da
RITA BERNARDINI
mercoledì 14 luglio 2010, seduta n.352

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

su La Gazzetta di Mantova del 10 luglio 2010 è apparso un articolo di Umberto Persegati intitolato: «A Mantova sono stati spesi 6 miliardi di lire per un carcere che non è mai stato aperto»;

l'articolo dà conto della costruzione dell'edificio reverese, ultimata anni or sono. L'edificio non è mai stato utilizzato, ed è in completo abbandono. Per ostacolare il saccheggio degli infissi (già arrivato a buon punto) è stato costruito un fossato. Tutti i tentativi (compreso quello a mezzo televisivo, in connessione con la denuncia del sovraffollamento carcerario) per saperne di più, non hanno prodotto visibili risultati;

la costruzione in questione è già costata 6 miliardi delle vecchie lire, oltre a tutti i soldi necessari per riparare i danni provocati dal saccheggio e dall'incuria -:

se il Governo intenda intervenire, e come, sul penitenziario di Mantova costruito e mai utilizzato e ignorato dal piano carceri, e se non ritenga di considerarlo una risorsa concreta ed immediata per fronteggiare l'emergenza annunciata. (4-08021)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08014
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 352 del 14/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 14/07/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 14/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08014
presentata da
RITA BERNARDINI
mercoledì 14 luglio 2010, seduta n.352

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il 6 luglio 2010 è stata presentata a Roma l'ANREL (Agenzia nazionale reinserimento e lavoro) avente il meritorio ed encomiabile scopo sociale del reinserimento lavorativo dei detenuti;

secondo quanto affermato nel corso della conferenza stampa tenuta dal Ministro della giustizia e dal capo del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Ionta, l'agenzia sarà finanziata dalla Cassa delle ammende con il cospicuo stanziamento di 4,8 milioni di euro;

a gestire l'ANREL sarà la fondazione «Monsignor Di Vincenzo» e a guidare il progetto il movimento ecclesiale «Rinnovamento nello Spirito Santo», in collaborazione con altre realtà, tra cui la Caritas italiana, le Acli, la Coldiretti e Prison Fellowship International;

Repubblica online del 6 luglio 2010 specificava che il progetto partirà in 5 regioni pilota (Sicilia, Campania, Lazio, Lombardia e Veneto) e che l'obiettivo è quello «di dare un'alternativa a circa 1.800 ex detenuti: di questi avviati al lavoro, 1100 dovrebbe essere collocati in cooperative sociali, 550 come dipendenti e 150 avvieranno nuove imprese o si aggregheranno a progetti esistenti. Cento in totale le imprese che - stimano i promotori - potranno essere costituite dai detenuti. Sarà creata una banca dati dove inserire i curriculum (circa seimila) dalla quale i datori di lavoro possano attingere informazioni e, eventualmente, risorse. Tra gli obiettivi, la presa in carico delle famiglie dei detenuti con la creazione di Cittadelle su territori confiscati alle mafie»;

nel contempo, secondo i dati diffusi dalla rivista Ristretti Orizzonti, la regione Veneto sta procedendo a poderosi tagli in bilancio, penalizzando molte delle associazioni di volontariato che da tempo si occupano del percorso riabilitativo e lavorativo di detenuti ed ex detenuti; in particolare, risultano fortemente decurtati quattro fondi che direttamente o indirettamente sono stati destinati in passato a sostenere il percorso riabilitativo dei soggetti che hanno vissuto l'esperienza della carcerazione:

azioni regionali per il potenziamento dei servizi destinati alle persone che versano in situazioni di povertà estrema e senza fissa dimora (legge 328 del 2000 articolo 28);

fondo regionale per le politiche sociali - trasferimenti alle amministrazioni pubbliche per il sostegno e le iniziative volte alla soluzione di situazione di emergenza sociale;

interventi regionali in materia penitenziaria;

interventi a tutela e promozione della persona per contrastare l'abuso e lo sfruttamento sessuale (legge regionale 41/97);

tali fondi sono passati da 2.774.000 euro del 2008 a 1.900.000 del 2009 fino ad arrivare quest'anno a solo un milione di euro;

inoltre, se guardiamo direttamente agli istituti e alla risorse destinate dal Ministero della Giustizia al lavoro in carcere, queste sono talmente ridotte all'osso che solo ad un'estrema minoranza dei detenuti viene data l'opportunità di lavorare durante il periodo della reclusione con percentuali che si aggirano intorno al 10 per cento;

quanto all'approccio dell'Agenzia nella realizzazione del progetto, il sito online terranews, riporta le dichiarazioni del coordinatore del rinnovamento nello Spirito Santo, Salvatore Martinez, che spiega: «si tratta di rimuovere le cause del male, riconciliarsi con se stessi proprio quando i valori dello spirito sono stati traditi dall'atto criminale»; non è un caso, scrive ancora terranews, che tra le attività previste nel progetto, compare la dicitura «formazione spirituale» -:

con quale procedura si sia giunti all'assegnazione del cospicuo finanziamento alla fondazione «Monsignor Di Vincenzo» e al Movimento Ecclesiale «Rinnovamento nello Spirito Santo»;

quali credenziali abbiano presentato le associazioni che gestiranno l'ANREL nel settore lavorativo dei detenuti;

con quali modalità intenda dar conto ai cittadini del modo in cui verranno spesi i fondi destinati al progetto e in che modo i cittadini potranno verificare l'efficacia dei risultati;

come intenda far fronte, anche tramite la Cassa delle ammende, all'ulteriore decurtazione che le regioni - e, in particolare la regione Veneto - hanno fatto dei fondi in passato destinati al volontariato sociale che, con pochi spiccioli ma con grande efficacia, si è occupato del reinserimento lavorativo dei detenuti;

come intenda far fronte alla scandalosa riduzione che rasenta l'azzeramento dei fondi destinati alle mercedi per il lavoro che i detenuti dovrebbero svolgere dentro il carcere. (4-08014)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08006
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 351 del 13/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: MOLTENI NICOLA
Gruppo: LEGA NORD PADANIA
Data firma: 13/07/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 13/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08006
presentata da
NICOLA MOLTENI
martedì 13 luglio 2010, seduta n.351

NICOLA MOLTENI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

un articolo del Giornale (pubblicato il 26 giugno 2010) riferisce in merito ad una sentenza emessa recentemente dalla Corte costituzionale, che consentirebbe ai detenuti comunitari di poter scontare la pena in Italia anche se hanno commesso reato e sono stati condannati nel loro Paese;

per scontare la pena in Italia sarebbe sufficiente la semplice residenza o dimora, onde evitare ogni forma di discriminazione e favorire il reinserimento sociale dei detenuti all'uscita dal carcere;

gli stranieri avrebbero tutto l'interesse a scontare la pena nel nostro Paese, anche perché nel 2009 una sentenza della Corte di Cassazione ha affermato che anche ai comunitari sarebbe applicabile lo sconto di pena di 3 anni concesso dall'indulto del 2006;

la pronuncia della Consulta, che si riferisce al mandato d'arresto europeo e alle procedure di consegna dei ricercati tra gli Stati dell'Unione europea, ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l'articolo 18 della legge n. 69 del 2005, nella parte in cui stabilisce che i magistrati d'appello possano decidere che la pena sia scontata nel nostro Paese solo se la persona ricercata è cittadino italiano;

una volta pubblicata, la sentenza sarà immediatamente esecutiva e produrrà i suoi effetti con riferimento alla cancellazione di questa parte della norma, mentre, qualora i giudici costituzionali avessero dichiarato l'incostituzionalità dell'articolo, sarebbe stato compito del Parlamento stabilire nuove regole;
la pronuncia prende le mosse dalla vicenda di un polacco, condannato nel suo Paese a 3 anni e 6 mesi, ma scomparso dopo pochi mesi di carcere;

emesso nei suoi confronti un mandato d'arresto europeo, l'uomo era stato catturato in Italia e nel 2009 la corte d'appello di Roma ha deciso di consegnarlo alle autorità polacche, affermando che la legge escludeva che uno straniero residente nel nostro Paese potesse espiare qui la pena;

a questo punto c'è stato il ricorso in Cassazione, sulla base di un'interpretazione della legge europea che assimilerebbe l'immigrato dell'Unione europea al cittadino di uno stato membro dell'Unione;

già in passato una serie di sentenze della Corte suprema ha escluso l'applicabilità allo straniero residente in Italia della norma che prevede, per il destinatario di un mandato d'arresto europeo, la possibilità di scontare la pena nel nostro Paese;

questa volta la Cassazione si è rivolta alla Consulta, sollevando la questione di legittimità costituzionale della norma in questione, ritenuta in contrasto con un atto dell'Unione europea;

viene sottolineato come la Corte di giustizia della Comunità europea abbia già affrontato il tema del rifiuto della consegna di un ricercato nella sentenza Wolzenburg, sostenendo che esso si basa sulla possibilità di favorire il reinserimento sociale del condannato una volta scontata la pena;

paradossalmente, il cittadino polacco nel frattempo ha dichiarato alla corte d'appello di Ancona di non opporsi alla consegna ai giudici del suo Paese, dove vive la sua famiglia, dimostrando così che le sue radici rimangono in patria, preannunciando di voler rinunciare all'eventuale udienza di fronte alla Consulta;

la Corte costituzionale prende atto del fatto che il polacco ha residenza in Italia e stabilisce che non ci può essere discriminazione tra cittadini europei;

ne consegue che anche per i condannati da un altro Paese membro a seguito di reato commesso in patria e non in Italia, i magistrati italiani potranno opporre il rifiuto della consegna legato al mandato d'arresto europeo;
nel nostro Paese sono oltre 67 mila i detenuti, con oltre 24 mila stranieri (un recluso ogni 161 immigrati), circa 21 mila in custodia cautelare (36,4 per cento), 37 mila con condanna definitiva e oltre 1500 detenuti colpiti da HIV, anche se nella realtà questo "numero dovrebbe essere molto più elevato, dato che il test Hiv è facoltativo e almeno due terzi dei detenuti tossicodipendenti rifiutano di sottoporsi all'analisi -:

se il Ministro non ritenga di attivarsi con urgenza, promuovendo una modifica della normativa europea ovvero concludendo accordi in via bilaterale con i singoli Paesi membri dell'Unione europea, nel rispetto del diritto comunitario, per impedire che detenuti stranieri, seppur condannati nel Paese, possano essere ammessi a scontare la pena negli istituti penitenziari italiani, usufruendo oltretutto del condono concesso con la legge n. 241 del 2006, anche quando viene eseguita in Italia una pena inflitta con sentenza di altro Stato dell'Unione europea. (4-08006)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07995
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 351 del 13/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 12/07/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
12/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
12/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
12/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
12/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
12/07/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 12/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07995
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 13 luglio 2010, seduta n.351

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il 6 luglio 2010, secondo quanto riportato da numerosi organi di informazione, diversi imprenditori e funzionari pubblici fra i quali il direttore del carcere di Massa, dottor Salvatore Iodice, sono stati arrestati per reati che vanno dalla corruzione alla turbativa d'asta, dalla truffa aggravata alla concussione, dall'abuso di atti d'ufficio al peculato;


secondo il procuratore Federico Manotti, in cambio dell'assegnazione di lavori da eseguire all'interno dell'istituto penitenziario - per lo più mascherati da somma urgenza per evitare gare di appalto, e che in alcuni casi non sono neppure stati compiuti - gli imprenditori «ringraziavano con mazzette, cene, regali e lavoretti di ristrutturazione nelle case private di chi li aveva facilitati»;

secondo un articolo del Secolo XIX online del 6 luglio, «Le indagini sono partite nella primavera del 2009, da una segnalazione interna al carcere; la prima intercettazione è stata ambientale, ricavata da una conversazione privata nell'ufficio di Iodice; a questa è susseguito un fitto utilizzo di intercettazioni telefoniche; gli inquirenti hanno analizzato le gare di appalto riguardanti il carcere di Massa a partire dal 2005. Nell'ambito dell'inchiesta il direttore del carcere Iodice è accusato anche di truffa e peculato: pare che fosse solito timbrare il cartellino e recarsi invece in piscina o a compiere altre faccende private; anche l'utilizzo dell'auto blu per viaggi non istituzionali è una delle possibili accuse che gli inquirenti stanno valutando contro Iodice»;


l'esperienza che l'interrogante ha fatto nelle visite di sindacato ispettivo effettuate in questa legislatura nelle carceri italiane, la porta ad affermare che nella quasi totalità degli istituti sono state eseguite o sono in corso opere di riparazione e di ristrutturazione in considerazione della fatiscenza delle strutture -:

quali forme di controllo abbia esercitato il Ministero della giustizia sulle opere oggetto dell'inchiesta e, in generale, sulle riparazioni e ristrutturazioni degli edifici penitenziari;


quali siano le opere in corso di riparazione e di ristrutturazione delle strutture carcerarie italiane, per quali somme e quale sia l'elenco delle imprese coinvolte e per ciascuna di essa quale sia il costo dell'opera finanziata;


quante e quali delle opere in corso di realizzazione, compresi eventuali «ampliamenti», rientrino nel cosiddetto «piano carceri»;


quali garanzie e procedure di trasparenza il Ministro intenda adottare al fine di evitare che con la futura realizzazione del «piano carceri» abbiano a ripetersi vicende analoghe a quelle verificatisi in occasione del cosiddetto scandalo «carceri d'oro». (4-07995)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07989
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 351 del 13/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: LAGANA' FORTUGNO MARIA GRAZIA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 09/07/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 09/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07989
presentata da
MARIA GRAZIA LAGANA' FORTUGNO
martedì 13 luglio 2010, seduta n.351

LAGANÀ FORTUGNO. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il 2 di luglio 2010 alcune agenzie di stampa hanno riportato la notizia che a seguito di una operazione effettuata, all'interno del carcere di Vibo Valentia, dal personale della polizia penitenziaria, coadiuvata dagli uomini in servizio al provveditorato regionale della Calabria, sono stati scoperti due telefoni cellulari ed i relativi dispositivi carica batterie;

se è pur vero che l'istituto carcerario di Vibo è caratterizzato da una presenza di carcerati più che doppia rispetto ai posti previsti e che , invece, gli organici effettivi delle guardie carcerarie, considerando anche gli agenti distaccati presso altre sedi, ammontano all'87 per cento di quelli previsti, non è comunque accettabile che un simile evento si debba verificare senza che siano messi in atto dei seri ed efficaci provvedimenti correttivi. Non bisogna dimenticare, infatti, che per tutelare la collettività, uno degli scopi della reclusione è proprio quello di evitare che coloro che hanno commesso dei crimini possano continuare impunemente a reiterarli. Ne consegue che, per tutti coloro che hanno a cuore il rispetto della legalità e della giustizia, è molto preoccupante il fatto che dei detenuti, che possono anche appartenere ad associazioni criminali organizzate, possano scambiare notizie, informazioni, ovvero fornire disposizioni a familiari e ad altri componenti dell'associazione, al fine di proseguire, senza soluzioni di continuità, lo svolgimento delle attività criminali;

il ritrovamento in questione fa scaturire, peraltro, un altro inquietante interrogativo, in quanto, se si riescono ad introdurre in carcere dei telefoni, potrebbero essere introdotte anche armi ed altro materiale pericoloso;

infine, si deve evidenziare che deve essere posta una particolare attenzione alle condizioni di tutti gli istituti di pena, e ancor di più di quelli laddove vengono custoditi personaggi che per i crimini commessi possono rappresentare maggiori rischi per la comunità, dotandoli del personale e di tutte le altre risorse necessarie -:

se, premessa la gratitudine nei confronti delle forze della polizia penitenziaria per l'impegno quotidiano posto nello svolgimento del loro delicato incarico e, in particolare, quelle di Vibo per il senso di responsabilità e la disponibilità evidenziati operando efficacemente anche in condizioni così difficili, non sia il caso di ripianare prontamente le carenze organiche del carcere in questione e di provvedere a verificare se esistono altre esigenze di mezzi e materiali da soddisfare;

se non ritenga necessario effettuare dei controlli a tappeto e molto accurati soprattutto presso le carceri dove sono detenuti rappresentanti di spicco della criminalità organizzata, reiterandoli nel tempo se pur con tempistiche non predeterminate. (4-07989)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/03244
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 353 del 15/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: MOTTA CARMEN
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 15/07/2010
Commissione assegnataria
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 15/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 15/07/2010
Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-03244
presentata da
CARMEN MOTTA
giovedì 15 luglio 2010, seduta n.353

MOTTA. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il sistema penitenziario della regione Emilia-Romagna ha una capienza regolamentare di 2.393 detenuti a fronte di una previsione organica di 2.401 agenti di polizia penitenziaria e 552 unità di personale dirigenziale e tecnico (direttori, contabili, educatori, assistenti sociali, e altri);

oggi nelle carceri della regione sono detenute 4.539 persone (+189 per cento) a fronte di una presenza organica di soli 1.746 agenti di polizia penitenziaria (- 28 per cento) e 290 tra personale dirigenziale e tecnico (- 48 per cento);

grave, in particolare, risulta essere la carenza di organico nel carcere di Parma dove le unità in difetto rispetto alla dotazione organica sono 131 a fronte di una popolazione carceraria che è al 140 per cento della capienza consentita;

rispondendo ad una precedente interrogazione (n. 5-01170, a prima firma dell'odierno interrogante) il Governo aveva assicurato «un piano straordinario di assunzioni in modo tale da consentire al personale, chiamato a svolgere un'attività estremamente impegnativa, delicata e rischiosa, condizioni lavorative meno stressanti»;

notizie riportate dalla stampa locale in data 13 luglio 2010 riferiscono al contrario che nei prossimi giorni prenderanno servizio presso le carceri dell'Emilia-Romagna soli 15 agenti, nessuno dei quali risulterebbe assegnato al carcere di Parma;

la gravità di tale situazione è confermata dal fatto che dall'inizio dell'anno è stato registrato, in regione, il ferimento, con prognosi superiore ai cinque giorni, di dieci agenti, di cui otto a Parma;

il cosiddetto «piano carceri» prevede l'aumento della capienza regolamentare del sistema carcerario dell'Emilia-Romagna di 1.240 posti entro il 2012 per far fronte al sovraffollamento;

tale aumento di capacità, benché auspicabile, rischia tuttavia di aggravare la già precaria situazione qualora non si provvedesse alla completa copertura delle posizioni in organico attualmente scoperte e ad un loro ampliamento in vista dell'aumento della popolazione carceraria -:

quali azioni il Ministro interrogato intenda attuare al fine di intervenire sul grave sovraffollamento del sistema carcerarlo della regione Emilia-Romagna e in particolare dell'istituto di Parma;

se e in che termini l'amministrazione penitenziaria abbia provveduto alle assunzioni annunciate nella risposta alla precedente interrogazione n. 5-01170 a cui il Governo ha risposto in II Commissione il 2 dicembre 2009;

se, a fronte della persistente carenza di organico, il Governo non ritenga di prevedere all'ulteriore messa in servizio di personale tecnico (educatori, assistenti sociali, e altri) e di polizia penitenziaria al fine di ottemperare alle attuali previsioni organiche;

quali Interventi e con che tempistica, con il cosiddetto «piano carceri», si preveda di attuare sul carcere di Parma al fine di ovviare all'attuale, insostenibile, sovraffollamento. (5-03244)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/03209
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 351 del 13/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: MOLTENI NICOLA
Gruppo: LEGA NORD PADANIA
Data firma: 09/07/2010
Commissione assegnataria
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 09/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 13/07/2010
Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-03209
presentata da
NICOLA MOLTENI
martedì 13 luglio 2010, seduta n.351

NICOLA MOLTENI -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:
da tempo la casa circondariale «Bassone» di Como vive una condizione di forte disagio a causa di problemi riguardanti sia l'elevato numero di detenuti, 553 presenti contro una capienza regolamentare di 421 e una massima tollerabile di 581 unità, sia la grave carenza di organico della polizia penitenziaria, stimata in 75 unità rispetto alla pianta organica prevista di 308 agenti, che determina un insopportabile carico di lavoro e responsabilità;
le condizioni di vivibilità problematica della casa circondariale, così come la mancata assegnazione di un numero adeguato di unità di personale per fronteggiare la grave carenza, sono oggetto di preoccupazione a livello istituzionale e sindacale e si collocano ben oltre quanto auspicato dal direttore della casa circondariale, Mariagrazia Bregoli;
a fronte dei rappresentati problemi della struttura carceraria, si aggiunge la necessità del rifacimento dell'impianto idro-termo-sanitario fino ad oggi alimentato a gasolio che, oltre all'inadeguato funzionamento, ha determinato costi di gestione alquanto onerosi, posto che nel 2009 sono stati spesi all'incirca 292 mila euro, mentre nell'anno in corso la predetta spesa solo nel primo trimestre ha raggiunto la somma di oltre 200 mila euro;
sarebbe auspicabile la trasformazione della centrale termica da gasolio a metano con allacciamento alla rete di distribuzione cittadina, considerato che nella città di Como è in funzione il servizio del teleriscaldamento, di cui si avvalgono molte strutture pubbliche;
tale ipotizzata trasformazione si tradurrebbe in un evidente vantaggio economico, in un aumento del rendimento energetico con riduzione dei consumi e garanzia di risparmio, oltre che in una scelta razionale, importante e significativa sotto il profilo dell'inquinamento atmosferico e della sicurezza degli impianti -:

quali iniziative il Ministro intenda assumere, per la parte di propria competenza, al fine di realizzare gli interventi pertinenti. (5-03209)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/03226
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 352 del 14/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: SCHIRRU AMALIA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 14/07/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010
PARTITO DEMOCRATICO
14/07/2010

Commissione assegnataria
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 14/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 14/07/2010
Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-03226
presentata da
AMALIA SCHIRRU
mercoledì 14 luglio 2010, seduta n.352

SCHIRRU, MELIS, CALVISI, FADDA e FERRANTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il 12 luglio 2010, la sottoscritta interrogante, accompagnata da un rappresentante della Polizia penitenziaria, dal direttore e dal comandante di reparto, ha visitato la casa di reclusione di Isili;

nella suddetta casa di reclusione gli internati sono 243 (tutti uomini) mentre la capienza regolamentare prevede al massimo 192 reclusi e quella tollerabile 197; solo 26 sono le celle;

tra le persone attualmente recluse, la maggioranza è rappresentata da stranieri (per i quali non risulta essere attivo nessun presidio di mediazione culturale) e il 30 per cento circa, sono tossicodipendenti;

l'obsoleta struttura carceraria, risalente all'800, nonostante la consueta manutenzione e i recenti restauri, appare inadeguata: vecchi gli impianti elettrici ed idrici; le celle sono scarsamente illuminate; le celle le cui dimensioni variano da circa tre metri e mezzo per due metri e mezzo accolgono dai quattro ai sei internati, quelle da sei metri per tre, ospitano dai sedici ai diciotto internati; i letti, nella maggior parte dei casi, sono di tre piani; assenti le docce nelle celle della prima sezione, che sono collocate nel corridoio e che risultano essere a dir poco fatiscenti, alcune non funzionanti e in gravissime e discutibili condizioni igienico-sanitarie. I bagni delle celle (alcuni alla turca), nella maggior parte dei casi non hanno finestre e sicuramente sono troppo piccoli e inadeguati per il numero di persone che ne deve usufruire. I lavatoi con docce sono insufficienti con servizi sanitari obsoleti. La persona per fare una doccia è costretto a fare un ora di attesa. Nelle celle è consentito fumare (non si distingue tra fumatori e non) e non sono presenti aspiratori. Non sono presenti impianti di aereazione, né di condizionamento che possano favorire il riciclo dell'aria, con gravi conseguenze sulla salute dei detenuti e dello stesso personale. Da qualche mese ai detenuti non viene più fornito il vino, limitando così gli episodi di renitenza;

sconcertante e grave che in una diramazione della casa di reclusione, alcune celle siano collocate a fianco della porcilaia, una situazione insostenibile per i reclusi e per gli stessi agenti di Polizia penitenziaria, costretti a convivere con il fetore degli animali, le esalazioni del letame, gli insetti, situazione che ovviamente si aggrava nei mesi estivi, a causa della forte calura e dell'afa;

come riferito da alcuni detenuti, ma confermato dagli stessi operatori, i contatti personali tra detenuti e familiari sono difficili, poiché, come sostenuto in premessa, la maggior parte dei detenuti è straniero e ha i familiari lontani. Inoltre, risulta difficile raggiungere la colonia, a causa della difficile posizione geografica e degli scarsi collegamenti pubblici;

analogamente a quanto denunciato per le altre case di reclusione sarde, anche per quella di Isili è difficile distinguere la stessa da un carcere vero e proprio poiché sono pochi i detenuti che lavorano e se lavorano lo fanno per periodi limitati; i detenuti che hanno dato prova di buona condotta, possono svolgere attività lavorative retribuite e socialmente sostenute; alcuni detenuti possono svolgere, per poche ore al mese, attività lavorativa scarsamente qualificata, come in mensa, al bar, per le pulizie, alle dipendenze dell'amministrazione penitenziaria. Ovviamente, i detenuti trascorrono il resto del loro tempo (talvolta 20 ore) stipati e ammassati nelle proprie celle;

troppo poche le ore d'aria consentite giornalmente, tra l'altro in un cortile interno molto simile a quello di un carcere, come rari sono i momenti di socialità o sportivi; anche la semplice attività di passeggio è messa in discussione dal sovraffollamento con grave pregiudizio per la sicurezza degli agenti e dei detenuti;

gli educatori in servizio sono solo tre, un solo medico incaricato, un medico e psicologo del sert per soli 2 giorni alla settimana, i poliziotti penitenziari 102, costretti a ricoprire più mansioni e ai doppi turni, come denunciato dalle organizzazioni sindacali. Un numero evidentemente insufficiente vista anche la crescita della popolazione detenuta nell'ultimo anno. L'area sanitaria, l'infermeria e la «sala dentistica», risultano essere inadeguate e poco confortevoli per favorire un adeguato rapporto tra l'operatore e il detenuto; anche in questo caso sono assenti le finestre, gli aeratori per il ricambio dell'aria e discutibili sono anche gli apparecchi di igienizzazione degli strumenti;
tuttavia, la casa di reclusione di Isili rappresenta un centro piuttosto avanzato per quanto riguarda lo svolgimento di attività lavorative, con la possibilità di effettuare laboratori (per 12 detenuti è stato attivato un corso di macellazione delle carni), un macello, un caseificio, l'azienda agricola e gli allevamenti di ovini, polli, maiali, anche se difficile resta l'occupazione della maggioranza dei detenuti, commercializzare i prodotti agricoli, le carni e i derivati -:

quali urgenti iniziative si intendano assumere per garantire normali condizioni di vita ai detenuti ed agli operatori casa di reclusione di Isili ed entro quali tempi si intende intervenire per garantire che si rientri nei posti previsti;

se non intenda provvedere con urgenza ad immediati interventi per migliorare la funzionalità della casa di reclusione di Isili, considerata, allo stato attuale, in condizioni di insostenibile degrado, obsoleta e pericolosa per la salute dei detenuti e degli stessi operatori;

se non ritenga opportuno adottare con urgenza iniziative volte ad aumentare l'organico degli agenti penitenziari, degli educatori, e, per quanto di competenza, degli psicologi e degli assistenti sociali in servizio presso la casa di reclusione di Isili;

se non ritenga opportuno assumere iniziative volte a destinare maggiori fondi e risorse al potenziamento delle misure alternative al carcere, per tutti i condannati a pene inferiori ai tre e cinque anni di reclusione. (5-03226)
 
 Damiano Bellucci
 
 

Scritto da: Damiano Bellucci
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