Gennaio 2017
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Interrogazioni parlamentari sul carcere 20 - 24 dicembre 2010.


Polizia Penitenziaria - Interrogazioni parlamentari sul carcere 20 - 24 dicembre 2010.

Notizia del 27/12/2010

in Dal Parlamento.

(Letto 1891 volte)

Scritto da: Damiano Bellucci

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ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10145
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 411 del 21/12/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 21/12/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
21/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
21/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
21/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
21/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
21/12/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 21/12/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10145
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 21 dicembre 2010, seduta n.411

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

Salvatore Coci, nato a Sant'Agata di Militello (Messina) il 10 novembre 1950, è detenuto dal 27 novembre 2010 nel carcere di Messina Gazzi, in esecuzione di una pena di 1 anno, 1 mese e 25 giorni;

nel notificare la pena da scontare, per le gravi condizioni di salute del signor Coci, il tribunale di Patti sospendeva la sua esecuzione in carcere e chiedeva al tribunale di sorveglianza di Messina di applicare una misura alternativa;

a tal fine il tribunale di sorveglianza incaricava l'ufficio di esecuzione penale esterna (Uepe) di Messina di produrre la relazione utile a fornire i dati occorrenti per l'applicazione della misura alternativa, ma le assistenti sociali dell'Uepe non ottemperavano alla richiesta del tribunale perché il signor Coci era lontano da Messina, cioè a Manduria, in provincia di Taranto, dove veniva assistito da una famiglia che aveva deciso di ospitarlo;

il Coci attendeva quindi a Manduria, secondo accordi telefonici, di essere contattato dall'Uepe di Taranto ma il tribunale di sorveglianza di Messina non si sarebbe preoccupato, neanche dopo il sollecito dell'Uepe di Messina, di incaricare per la relazione gli assistenti sociali di Taranto;

sta di fatto che, infine, il caso del signor Coci è stato discusso davanti al tribunale di sorveglianza di Messina senza alcuna relazione da parte degli assistenti sociali e con tutti i certificati delle malattie del Coci esibiti dal suo avvocato difensore e comprovanti gli alti rischi di mortalità, per evitare i quali il paziente è completamente allettato;

in base ai certificati medici, il Coci risulta affetto da: angina instabile post infartuata trattata con intervento di rivascolarizzazione miocardica mediante stent; ipertensione arteriosa; broncopneumopatia cronica ostruttiva; artrosi generalizzata con netta diminuzione della funzionalità dell'apparato locomotore; lombosciatalgie; esiti di discectomia microchirurgica per ernia discale lombare; ernia discale con compressione sul sacco durale; sindromi comiziali post traumatiche in terapia farmacologica; immunodeficienza HCV correlata; microangiopatia generalizzata; sindrome depressiva maggiore in terapia con psicofarmaci; pregresso intervento di rivascolarizzazione arti inferiori con intervento di by-pass axillo-bifemorale per claudicatio intermittens di gamba bilaterale a stretto intervallo libero secondaria ad occlusione dell'aorta addominale e delle articolazioni iliache bilateralmente (da evidenziare che questo tubo di 8 mm che parte dal cuore fino alle gambe, se dovesse infettarsi, il rischio di morte del paziente è immediata, e il detenuto vive in condizioni precarie di pulizia); formazioni nodulari NDD polmonari;

nonostante le numerose certificazioni esibite, secondo le quali il paziente sarebbe incompatibile con qualsivoglia stato detentivo, il tribunale di sorveglianza di Messina ha disposto la sospensione della sospensione pena richiesta dal tribunale ordinario, ordinando la carcerazione del Coci;

il detenuto è stato prelevato dalla sua residenza nel messinese - dove era stato nel frattempo portato nella speranza che le assistenti sociali dell'Uepe di Messina lo andassero a trovare - e trasportato fino al carcere di Messina Gazzi, su un'autoambulanza e con la necessità dell'ossigeno che già aveva nel momento in cui è stato prelevato;

attualmente è ristretto insieme ad altre 5 persone in una cella del centro clinico, dove le condizioni igieniche e le cure non sarebbero adeguate al suo stato e dove recentemente si sarebbe sentito male con il cuore, sarebbe caduto a terra e il medico sarebbe arrivato solo dopo tre ore;

nell'interrogazione del 26 luglio 2010 n. 4-08158 la prima firmataria del presente atto faceva presente che il centro clinico era in condizioni di abbandono e degrado -:

se corrisponda al vero quanto su descritto; se intenda effettuare accertamenti preliminari presso il tribunale di sorveglianza e l'ufficio di esecuzione penale esterna di Messina in relazione a quanto riportato in premessa; cosa intenda fare perché siano garantiti al paziente detenuto suoi diritti fondamentali e sia, innanzitutto, scongiurato il rischio che il signor Coci muoia in carcere.
(4-10145)
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10129
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 411 del 21/12/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 20/12/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 20/12/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10129
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 21 dicembre 2010, seduta n.411

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

giovedì 16 dicembre 2010 un cittadino magrebino di 35 anni condannato in primo grado per spaccio di sostanze stupefacenti con il fine pena nel 2011, si è suicidato nel carcere di Sollicciano aspirando il gas di una bomboletta nel gabinetto della cella;

nella cella in cui si è consumato il suicidio erano ubicate sei persone e secondo quanto dichiarato dalla direzione dell'istituto di pena, il soccorso dei compagni, della polizia penitenziaria e dei medici è stato immediato ma non c'è stato niente da fare;

questo suicidio è il 63o consumatosi all'interno di un istituto di pena dall'inizio dell'anno -:

se e come il 16 dicembre 2010 fosse garantita la sorveglianza nel carcere di Sollicciano;

quanti detenuti dovrebbe ospitare e quanti in effetti ne ospiti il carcere di Sollicciano;

quanti siano, nell'istituto di pena in questione, gli agenti di polizia penitenziaria e quanti, invece dovrebbero essercene secondo le leggi e le disposizioni vigenti, ciò anche in relazione alla possibilità di rendere disponibili, proprio perché sorvegliati, spazi di socializzazione e di lavoro, di formazione e di impegno del tempo in attività formative;

quante siano le unità dell'equipe psico-pedagogica e se e come possano coprire o coprano le esigenze dei detenuti del carcere di Sollicciano;

se il Ministro non intenda intervenire, in questo come in altre carceri, perché siano garantite a chi sconta una pena tutte le condizioni previste dalla legge perché la pena sia tale e non un aggravamento derivato da condizioni strutturali e ambientali del carcere stesso. (4-10129)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10128
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 411 del 21/12/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 20/12/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 20/12/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10128
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 21 dicembre 2010, seduta n.411

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'agenzia ANSA del 18 dicembre, Fabrizio Bruzzone, quarantenne, ex maresciallo dei carabinieri, attualmente detenuto nel carcere di Genova Pontedecimo perché accusato di aver ucciso la moglie, avrebbe tentato il suicidio nella sua cella nel pomeriggio del 17 dicembre;

Fabrizio Bruzzone è stato salvato grazie all'attenzione e alla professionalità della Polizia penitenziaria posto che la stessa, non appena accortasi che il detenuto stava inalando gas dalla bomboletta che tutti i reclusi detengono per cucinarsi il cibo, è immediatamente intervenuta scongiurando il decesso dell'uomo -:

di quali informazioni disponga circa i fatti riferiti in premessa;

se e quali misure di cautela e di controllo siano state disposte dalla direzione dell'istituto di pena nei confronti dell'uomo che ha tentato di togliersi la vita;

se lo stesso usufruisca di un adeguato supporto psicologico;

se non ritenga che l'alto tasso dei suicidi e dei tentati suicidi dipenda anche - se non soprattutto - dall'elevato tasso di sovraffollamento degli istituti di pena dove attualmente sono ristretti quasi 70.000 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 43.000 posti;

se ritenga necessario assumere iniziative normative volte a modificare il regolamento sull'ordinamento penitenziario al fine di assicurare, attraverso una maggiore personalizzazione del trattamento, una «detenzione giusta», rispettosa del diritto alla vita e degli altri diritti fondamentali degli individui, se del caso, istituendo in ogni carcere degli appositi presidi specializzati per prevenire il rischio-suicidi e le altre emergenze legate ai disagi psicologici.(4-10128)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10122
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 411 del 21/12/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 20/12/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 20/12/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10122
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 21 dicembre 2010, seduta n.411

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dal quotidiano Il Tirreno, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria lamenta come, nonostante in passato sia stata più volte denunciata la presenza di topi nella casa circondariale di Pistoia, la direzione del carcere non abbia intrapreso alcuna iniziativa tesa a scongiurare i pericoli igienico-sanitari che la presenza dei roditori potrebbe causare al personale di polizia penitenziaria e a quello civile, nonché ai detenuti stessi;

sulla vicenda Pasquale Salemme, segretario nazionale del Sappe, riferisce quanto segue: «La presenza dei roditori comporta dei seri rischi igienico-sanitari: il topo è vettore di malattie ed infezioni (virus di rabbia, afta, eccetera o batteri di salmonellosi, colera ed altro) che risultano essere pericolose per l'uomo. Inoltre non è da escludere il pericolo di attacco all'uomo. È paradossale affermare che il personale di Pistoia debba svolgere una vera e propria «caccia al topo»;

il Sappe, nel denunciare lo stato di «disagio, paura e ribrezzo», sottolinea «la persistente inerzia dell'amministrazione penitenziaria» e invoca l'intervento dell'Asl, «affinché si scongiurino conseguenze ben più gravi» -:

alla luce di tali considerazioni, quali iniziative si intendano adottare, negli ambiti di competenza affinché nella casa circondariale di Pistoia venga finalmente debellata una volta per tutte la presenza dei roditori.(4-10122)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10121
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 411 del 21/12/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 20/12/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 20/12/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10121
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 21 dicembre 2010, seduta n.411

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:


secondo quanto riportato dall'agenzia ANSA del 16 dicembre 2010, gli agenti di polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Messina hanno incrociato le braccia per una intera mattinata a causa delle proibitive condizioni di lavoro in cui sono costretti ad operare;


i baschi azzurri lamentano turni di lavoro massacranti e un organico ridotto all'osso. Al momento gli agenti in servizio nel carcere di Messina sono 295, ovvero 305 unità in meno rispetto a quanto previsto dalla pianta organica. E tutto questo avviene in una struttura sovraffollata con più di 400 detenuti, quasi il doppio della capienza consentita;


sulla vicenda Giuseppe Conte, segretario provinciale del Sappe, uno dei sindacati di polizia penitenziaria ha dichiarato: «Siamo stanchi di lavorare in queste condizioni; con un organico del genere il servizio offerto non può essere che scadente, nonostante il nostro impegno. Non dimentichiamo che siamo chiamati anche ad accompagnare i detenuti nelle udienze in tribunale e a fare i piantonamenti in ospedale. E tutto questo avviene nell'arco di tre turni lavorativi mentre la legge ne prevede quattro. Il risultato è semplice: oltre a mettere a repentaglio l'incolumità nostra e dei detenuti abbiamo anche una qualità della vita molto bassa» -:


quali dati aggiornati siano a disposizione del Governo in relazione alla situazione riscontrata presso il carcere di Messina, con particolare riguardo al numero di detenuti effettivamente presenti nella struttura e al tasso di sovraffollamento in essa riscontrato;


quali urgenti iniziative intenda assumere per garantire normali condizioni di vita ai detenuti ed agli operatori della casa circondariale messinese; in particolare, entro quali tempi preveda che l'istituto possa rientrare nella dimensione regolamentare dei posti previsti;


se non ritenga opportuno procedere all'immediato aumento del personale di polizia penitenziaria attualmente dislocato presso il carcere di Messina;


quali provvedimenti intenda adottare, sollecitare e/o promuovere al fine di risolvere le criticità denunciate dai sindacati della polizia penitenziaria operanti all'interno della struttura siciliana.(4-10121)
 
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10125
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 411 del 21/12/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 20/12/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010
PARTITO DEMOCRATICO
20/12/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 20/12/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10125
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 21 dicembre 2010, seduta n.411

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere:

secondo quanto riportato da un lancio dell'agenzia ANSA del 17 dicembre 2010, il penitenziario di Foggia sarebbe al collasso in quanto al suo interno si troverebbero 750 reclusi a fronte di una capienza regolamentare di 371 detenuti;

gli agenti di polizia penitenziaria sarebbero 300 rispetto a una esigenza in organico di 420 unità;

il vice segretario generale nazionale dell'Osapp, dottor Domenico Mastrulli, ha annunciato per il mese di dicembre una ispezione nell'istituto foggiano per visitare tutti i luoghi di lavoro dei poliziotti. Al termine dell'ispezione l'Osapp terrà una assemblea sindacale e, subito dopo, una conferenza stampa;

secondo quanto riferito dal sindacato degli agenti penitenziari, la gestione del carcere foggiano rischia di farsi esplosiva, tanto che è stato chiesto ai vertici regionali e centrali di valutare l'assegnazione urgente di un direttore titolare di provata esperienza professionale nel campo penitenziario al fine di affrontare, con solerzia e costruttiva partecipazione, le situazioni di estremo disagio e tendenzialmente al limite della sicurezza -:

se non intenda disporre un'ispezione presso il carcere foggiano;

quanti detenuti dovrebbe ospitare e quanti in effetti ne ospita il carcere di Foggia;

quanti siano, nell'istituto di pena in questione, gli agenti di polizia penitenziaria e quanti, invece dovrebbero essercene secondo le leggi e le disposizioni vigenti, ciò anche in relazione alla possibilità di rendere disponibili, proprio perché sorvegliati, spazi di socializzazione e di lavoro, di formazione e di impegno del tempo in attività formative;

quante siano le unità dell'equipe psico-pedagogica e se e come possano coprire o coprano le esigenze dei detenuti del carcere pugliese;

se il Ministro non intenda intervenire, in questo come in altre carceri, perché siano garantite a chi sconta una pena tutte le condizioni previste dalla legge perché la pena sia tale e non un aggravamento derivato da condizioni strutturali e ambientali del carcere stesso.
(4-10125)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/03988
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 411 del 21/12/2010
Firmatari
Primo firmatario: FIANO EMANUELE
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 20/12/2010
Commissione assegnataria
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 20/12/2010
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 21/12/2010
Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-03988
presentata da
EMANUELE FIANO
martedì 21 dicembre 2010, seduta n.411

FIANO. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

nella notte tra il 15 e 16 dicembre 2010 un detenuto di 35 anni di origine magrebina si è tolto la vita in una cella del carcere di Firenze Sollicciano;

il suicidio sarebbe avvenuto per inalazione di gas;

questo risulterebbe essere il 63esimo suicidio in cella dall'inizio del 2010;

il venerdì precedente un assistente capo della polizia penitenziaria di 42 anni, in servizio presso il provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria di Firenze si è suicidato mediante impiccagione -:


quale sia la ricostruzione dei fatti inerenti al suicidio del detenuto 35enne;

quale sia la situazione dell'organico del Corpo della polizia penitenziaria del carcere di Firenze Sollicciano rispetto al fabbisogno operativo. (5-03988)
 

 

Damiano Bellucci

 

 

 


Scritto da: Damiano Bellucci
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