Novembre 2016
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Interrogazioni parlamentari sul carcere 20 - 25 giugno 2011.


Polizia Penitenziaria - Interrogazioni parlamentari sul carcere 20 - 25 giugno 2011.

Notizia del 02/07/2011

in Dal Parlamento.

(Letto 2358 volte)

Scritto da: Damiano Bellucci

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ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12402
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 489 del 21/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 21/06/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 21/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12402
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 21 giugno 2011, seduta n.489

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto denunciato dal Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria) il 14 giugno 2011 nel carcere di Bari si trovano attualmente ristretti ben 530 detenuti, circa il 300 per cento in più rispetto ai posti disponibili, il che, secondo il sindacato degli agenti di polizia penitenziaria, fa slittare l'istituto di pena barese al primo posto della classifica delle «prigioni-lager» in Italia;

nel celle del carcere di Bari, dove al massimo dovrebbero essere ospitati 6 detenuti, ve ne sono addirittura 20; alcuni reclusi dormono ad un palmo dal soffitto (quasi a 5 metri dal pavimento) e le loro condizioni sanitarie sono ridotte al minimo, con «rischio concreto di epidemie»;

per risolvere il problema del sovraffollamento del carcere barese, secondo il Sappe, basterebbe far decollare il progetto delle sezioni detentive modulari da allocare entro i muri di cinta delle carceri -:

se corrisponda al vero la su descritta situazione nel carcere di Bari e, nel caso, quali iniziative si intendano adottare per impedire che a persone già private della libertà sia inflitta la pena supplementare del degrado di luoghi e condizioni di detenzione che offendono la dignità umana;

quali iniziative intenda assumere il Governo per intervenire tempestivamente rispetto alle più drammatiche urgenze di sovraffollamento, edilizie e igienico-sanitarie della casa circondariale di Bari;

quali iniziative, più in generale, intenda assumere il Governo in relazione al complessivo fenomeno di sovraffollamento delle carceri italiane; in particolare, quale sia l'orientamento del Governo in merito al progetto volto alla creazione di sezioni detentive modulari da allocare entro i muri di cinta delle carceri;

quali siano gli orientamenti del Governo in relazione all'ipotesi già prospettata di un provvedimento di clemenza (amnistia e/o indulto), che contribuisca a riportare il trattamento penitenziario a quel «senso di umanità» e a quella «rieducazione del condannato», previsti dall'articolo 27, terzo comma, della Costituzione. (4-12402)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12447
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 491 del 23/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: DI PIETRO ANTONIO
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 23/06/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 23/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12447
presentata da
ANTONIO DI PIETRO
giovedì 23 giugno 2011, seduta n.491

DI PIETRO. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

risulta all'interrogante che le organizzazioni sindacali di polizia penitenziaria della casa di reclusione di Rossano (Cosenza) abbiano indetto lo stato di agitazione di tutto il personale operante nel suddetto istituto;

esse lamentano, oltre alle significative carenze di personale penitenziario ed amministrativo, anche e soprattutto l'indifferenza verso i problemi esistenti da parte del provveditorato regionale per la Calabria e dello stesso dipartimento dell'amministrazione penitenziaria;

lo stato di agitazione è dettato dal fatto che, con l'organico in servizio presso la casa di reclusione di Rossano (Cosenza), non è possibile garantire un adeguato livello dei servizi ed un piano di sicurezza idoneo a salvaguardare l'ordine all'interno della struttura;

inoltre, si evidenzia che il perdurare di siffatta gestione del penitenziario comporta un elevato e continuo stress psicofisico dei lavoratori dovuto alla mancanza di risorse umane e strumentali che sono da tempo costretti a sopperire espletando, contestualmente, più e diversificati mansioni nell'arco del medesimo orario di servizio;

la suddetta carenza di personale fa si che sia impossibile persino la predisposizione del previsto piano ferie estivo per i poliziotti, che, pertanto, rischiano di vedere compromesso l'accesso ad un diritto costituzionalmente garantito;

queste criticità sono ormai diventate un fatto costante ed ordinario che non può essere assolutamente affrontato con provvedimenti tampone ma con l'assunzione di determinazioni di più ampio respiro oltre che strutturali;

nonostante questa situazione, tutto il personale di polizia penitenziaria continua a svolgere il proprio servizio con dedizione, attaccamento professionale e rispetto della legge e delle norme vigenti nel settore;

lo stato di agitazione di questo personale è legato alla richiesta di un incontro urgente con i vertici del Ministero di giustizia e dell'amministrazione penitenziaria in cui dovrebbero essere affrontate le problematiche relative agli organici, al nucleo traduzione e piantonamento, alla dotazione dei mezzi di trasporto per il personale, e dei mezzi di trasporto per detenuti, al ripristino dell'orario ordinario di servizio, alla ridefinizione del livello di istituto di Rossano -:

quali iniziative il Ministro interrogato intenda porre in essere per risolvere il problema emerso, in ordine soprattutto alla fissazione dell'incontro che servirebbe ad affrontare le questioni evidenziate in maniera sistematica e definitiva ed a far rientrare lo stato di agitazione di questo personale.(4-12447)
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12419
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 490 del 22/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: DIMA GIOVANNI
Gruppo: POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 22/06/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 22/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12419
presentata da
GIOVANNI DIMA
mercoledì 22 giugno 2011, seduta n.490

DIMA. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

le organizzazioni sindacali di polizia penitenziaria della casa di reclusione di Rossano (Cosenza) hanno indetto lo stato di agitazione di tutto il personale operante nel suddetto istituto;

le stesse lamentano, oltre alle già più volte evidenziate carenze di personale penitenziario ed amministrativo, anche e soprattutto l'indifferenza verso i problemi esistenti da parte del provveditorato regionale per la Calabria e dello stesso dipartimento dell'amministrazione penitenziaria;

nello specifico, lo stato di agitazione è dettato dal fatto che con l'organico in servizio presso la casa di reclusione di Rossano (Cosenza) non è possibile garantire un adeguato livello dei servizi ed un piano di sicurezza idoneo a salvaguardare l'ordine all'interno della struttura ed evidenziano un elevato e continuo stress psicofisico che si riflette sulla gestione dei detenuti, una difficoltà nell'approntare il piano di ferie estive, evidenti rischi per la salute degli stessi lavoratori;

queste criticità sono ormai diventate un fatto costante ed ordinario che non possono essere assolutamente affrontate con provvedimenti tampone ma con l'assunzione di determinazioni di più ampio respiro oltre che strutturali;

nonostante questa situazione, tutto il personale di polizia penitenziaria continua a svolgere il proprio servizio con dedizione, attaccamento professionale e rispetto della legge e delle norme vigenti nel settore;

lo stato di agitazione di questo personale è legato alla richiesta di un incontro urgente con i vertici del Ministero di giustizia e dell'amministrazione penitenziaria in cui dovrebbero essere affrontate le problematiche relative agli organici, al nucleo traduzione e piantonamento, alla dotazione del mezzi di trasporto personale, dei mezzi di trasporto detenuti, al ripristino orario ordinario di servizio, alla ridefinizione del livello di istituto di Rossano -:

quali iniziative, il Ministro interrogato, intenda porre in essere per risolvere il problema emerso in ordine soprattutto alla fissazione dell'incontro che servirebbe ad affrontare le questioni evidenziate in maniera sistematica e definitiva ed a far rientrare lo stato di agitazione di questo personale. (4-12419)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12401
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 489 del 21/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 21/06/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 21/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12401
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 21 giugno 2011, seduta n.489

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il 15 giugno 2011 il SI.DI.PE (sindacato direttori penitenziari) ha diramato un duro comunicato denunciando che i direttori delle carceri e degli uffici di esecuzione penale esterna (UEPE) sono ostaggi nelle mani dell'amministrazione penitenziaria;

nel documento si accusa la parte pubblica: a) di disattendere le norme penitenziarie e quelle strumentali ed organizzative (in particolare la cosiddetta legge Meduri e il decreto legislativo n. 63 del 2006) rivolte ai dirigenti d'istituto e di UEPE; b) di non bandire concorsi per dirigenti penitenziari e/o per altre figure professionali penitenziarie; c) di non coprire i vuoti di organici causato dal pensionamento di molti dirigenti penitenziari d'istituto e di UEPE; d) di non attivarsi in alcun modo per aumentare gli organici degli educatori, degli assistenti sociali dei contabili e degli psicologi; e) di non aver avviato alcun tavolo negoziale per il primo contratto di lavoro dei dirigenti penitenziari nonostante siano decorsi sei anni di totale vuoto normativo; f) di negare sistematicamente i diritti sindacali non dando alcun riconoscimento al SI.DI.PE, storico sindacato dei direttori penitenziari; g) di non dare puntuale applicazione all'articolo 28 del decreto legislativo n. 63 del 2006; h) di disporre un numero eccessivo di distacchi presso il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e/o presso i provveditorati o altre amministrazioni di tanti dirigenti penitenziari che vengono così sottratti al loro lavoro presso gli istituti di pena; i) di non attivarsi per contrastare le deficienze di organico e la mancanza di risorse;

a tal proposito il SI.DI.PE, insieme alle altre sigle rappresentative dei dirigenti penitenziari, sta organizzando una grande manifestazione unitaria che molto probabilmente si svolgerà a Roma -:

se non intenda dare immediato avvio ad un tavolo negoziale insieme ai rappresentanti del SI.DI.PE e delle altre sigle rappresentative dei dirigenti penitenziari al fine di trovare una soluzione ragionevole in merito ai tanti problemi sollevati nel documento richiamato in premessa. (4-12401)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12399
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 489 del 21/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 21/06/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 21/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12399
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 21 giugno 2011, seduta n.489

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

in un comunicato diramato dal Sindacato autonomo di polizia penitenziaria del 15 giugno 2011 legge che «tutto il personale di polizia penitenziaria in servizio al nucleo traduzioni e piantonamenti del carcere di Reggio Emilia, compreso l'ispettore coordinatore del nucleo medesimo, ha rassegnato le dimissioni ed ha chiesto di essere impiegato in altri servizi»;

il motivo che ha indotto gli agenti ad assumere questa iniziativa estrema è il timore per la propria incolumità personale e professionale, a causa delle gravi difficoltà in cui sono costretti ad operare, atteso che il reparto è carente di sette agenti, gli automezzi sono assolutamente insufficienti e le traduzioni vengono effettuate con autovetture prese a noleggio o con automontate prive di séparé (che dovrebbe separare la zona detentiva, in cui si trovano i detenuti, dall'abitacolo destinato agli agenti di scorta), il tutto a causa della mancanza di fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria;

a tal proposito il Sappe aveva chiesto all'amministrazione penitenziaria l'assegnazione di due furgoni ordinari e due blindati, per gli istituti di Reggio Emilia (casa circondariale e ospedale psichiatrico giudiziario), senza però ottenere risposte adeguate -:

se corrisponda al vero quanto illustrato in premessa;

quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di aumentare l'organico degli agenti di polizia penitenziaria assegnati presso il nucleo traduzioni e piantonamenti del carcere di Reggio Emilia;

se, alla luce della situazione di estremo disagio in cui sono costretti a operare gli agenti di polizia penitenziaria al nucleo traduzioni e piantonamenti del carcere di Reggio Emilia, non intenda mettere subito a disposizione della casa circondariale e dell'ospedale psichiatrico giudiziario del capoluogo emiliano due furgoni ordinari e due blindati cosi come richiesto dai rappresentanti del Sappe. (4-12399)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12398
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 489 del 21/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 21/06/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 21/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12398
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 21 giugno 2011, seduta n.489

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato in un articolo pubblicato da La Gazzetta del Sud del 15 giugno 2011, un detenuto di 24 anni, F.G., in carcere per rapina nel penitenziario di Taranto, si è suicidato inalando il gas di una bomboletta che aveva in cella per la preparazione dei pasti;

il ragazzo, che dopo l'arresto aveva collaborato con la giustizia facendo arrestare i propri complici, sembra che si sia tolto la vita a causa di problemi legati a motivi familiari;

la situazione di sovraffollamento di detenuti continua a farsi sempre più tragica nelle carceri pugliesi in particolare, con quasi 4.400 detenuti a fronte di 2.300 posti disponibili nella regione e con il carcere di Taranto che ha quasi raggiunto i 650 detenuti a fronte di una capienza massima di circa 315 posti;

secondo i rappresentanti dei sindacati di categoria: «la Polizia penitenziaria non ce la fa più, a causa della grave carenza degli organici ad evitare il ripetersi di fatti tragici, nonostante le centinaia di interventi messi in campo per salvare i detenuti che hanno deciso di farla finita» -:

in che modo fosse seguito il detenuto suicidatosi in particolare, a quando risalga l'ultimo incontro che il medesimo ha avuto con lo psicologo, con l'educatore e/o con gli assistenti sociali;

se, in particolare, l'uomo fosse stato visitato dallo psichiatra del carcere e se quest'ultimo avesse segnalato un rischio suicidario nel paziente;

se, anche con riferimento al suicidio indicato in premessa, non intenda avviare una ispezione amministrativa presso il carcere di Taranto;

quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di contrastare il grave sovraffollamento degli istituti di pena pugliesi. (4-12398)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12396
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 489 del 21/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 21/06/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 21/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12396
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 21 giugno 2011, seduta n.489

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il 15 giugno 2011 nel carcere di Torino, S.H., un egiziano di 29 anni in carcere da alcuni giorni per spaccio di droga, ha cercato di togliersi la vita impiccandosi con un lenzuolo nella sua cella della nona sezione al padiglione B;

il giovane è stato trasportato all'ospedale Maria Vittoria di Torino da dove, dopo i controlli, è stato dimesso con cinque giorni di prognosi. È il quinto tentativo di suicidio, di cui tre portati a termine, che si verifica nel carcere torinese dall'inizio dell'anno -:

come si intenda intervenire in tempi rapidi e con quali provvedimenti per superare questa grave situazione creatasi nelle carceri italiane per arginare l'escalation dell'autolesionismo, dei tentati suicidi e dei suicidi e, soprattutto, come si intendano tutelare i soggetti meno tutelati, «i senza niente» che, per paura del dopo carcere, ricorrono sempre più frequentemente al suicidio;

quali misure si intendano attuare per limitare il sovraffollamento carcerario e affinché si creino situazioni più consone alla salute, anche mentale, del detenuto e quali percorsi, alternativi alla detenzione, di reinserimento nel tessuto lavorativo e sociale si intendano intraprendere, già dall'interno, per arginare tali fenomeni degenerativi e di disagio. (4-12396)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12395
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 489 del 21/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 21/06/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 21/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12395
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 21 giugno 2011, seduta n.489

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato da un lancio dell'agenzia di stampa ANSA del 16 giugno 2011, la casa circondariale di piazza Manno a Oristano sarebbe infestata dai topi;

qualche giorno fa nella guardiola del carcere è stato catturato un ratto lungo 18 centimetri, ma tanti altri, provenienti dalle fogne cittadine, circolano liberamente tra celle, uffici e reparti con grave pregiudizio per la salute dei 97 detenuti, di 109 tra ufficiali e agenti della Polizia penitenziaria e dei venti impiegati del servizio amministrativo. Già negli anni Ottanta il carcere di piazza Manno era stato evacuato per motivi igienico-sanitari -:

in che modo si pensi di poter risolvere - nella situazione igienico-sanitaria sopra descritta del carcere di Oristano e, in particolare, nell'attuale periodo estivo - la presenza dei topi all'interno della struttura penitenziaria ed il conseguente rischio di diffusione di malattie infettive;

in particolare, quali iniziative immediate si intendano mettere in atto per stanziare i fondi necessari almeno per la manutenzione ordinaria delle celle, delle docce e dello spazio wc. (4-12395)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12375
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 488 del 20/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 20/06/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
20/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
20/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
20/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
20/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
20/06/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 20/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12375
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 20 giugno 2011, seduta n.488

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

l'8 giugno 2011 è deceduto nel carcere di Poggioreale a Napoli Domenico Piscopo, 52 anni;

nel carcere di Poggioreale sono presenti circa 2.700 detenuti a fronte di una capienza di 1.400 posti;

secondo quanto riferito dalla stampa e dall'associazione Antigone, l'uomo con gravi problemi di salute, avrebbe cominciato ad avvertire forti dolori al braccio diverse ore prima del tragico evento;

l'interrogante ritiene sia importante che si svolgano indagini approfondite per ricostruire la dinamica dell'accaduto e la verifica dell'efficacia dei soccorsi, anche a garanzia degli stessi operatori penitenziari -:

quale sia stata la dinamica degli eventi e la tempistica del soccorsi;

quali fossero le figure professionali sanitarie in servizio nel reparto al momento dell'emergenza;

quale modello organizzativo sia dato all'interno della struttura penitenziaria per fronteggiare i casi di emergenza sanitaria;

se e con quale personale all'interno della predetta struttura siano garantiti livelli essenziali di assistenza sanitaria. (4-12375)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04982
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 491 del 23/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: MATTESINI DONELLA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 23/06/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
23/06/2011

Commissione assegnataria
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 23/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 23/06/2011
Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-04982
presentata da
DONELLA MATTESINI
giovedì 23 giugno 2011, seduta n.491

MATTESINI e NANNICINI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

la casa circondariale di Arezzo è interessata da lavori di ristrutturazione dal mese di luglio 2010, di cui è prevista la fine della prima fase per la data 11 novembre 2011;

l'istituto è rimasto aperto con una piccola sezione denominata «accettazione», di 10 detenuti predisposta per l'accoglienza delle persone arrestate nel territorio della provincia di Arezzo, che a convalida avvenuta venivano rimessi in libertà o trasferiti in altro istituto;

il personale è stato impiegato nei servizi di vigilanza dell'istituto e soprattutto presso il nucleo traduzioni in regione Toscana che giornalmente presta supporto agli altri istituti, con impegno che ha raggiunto le 10 ore giornaliere continuative;

in data 4 aprile 2011 è stata disposta la temporanea sospensione di tutte le attività amministrative e penitenziarie da parte del Capo del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria;

la motivazione della suddetta sospensione è indicata nella esigenza di ristrutturare non solo la cinta muraria, ma anche i locali interni;

non risultano atti che indichino con chiarezza i progetti, i relativi finanziamenti, le gare di appalto per la ristrutturazione delle celle;

tale atto ha prodotto sgomento e preoccupazione fra il personale, con la preoccupazione di distacco in altre parti del territorio toscano con tempi di permanenza non ipotizzabili, vista assenza di qualunque informazione certa sia dei lavori, che del loro termine;

a fronte della sospensione per ristrutturazione degli interni, si precisa che le celle che si trovano ubicate nella sezione femminile, che è indipendente ed autonoma rispetto al corpo detentivo maschile sono dichiarate agibili;

la chiusura dell'Istituto porta con sé disagi ed aumento di costi; infatti con l'istituto aperto, sia la polizia, i carabinieri e la guardia di finanza della città, sono costretti a portare gli arrestati a Firenze o nelle carceri delle città limitrofe, garantendo nel contempo maggior tempo al controllo sul territorio con le loro pattuglie. La provincia di Arezzo è una delle più vaste di Italia e tra le più popolose della Toscana la chiusura dell'istituto comporta disagio, sia alla città che alle altre zone della Provincia;

la chiusura di Arezzo aumenta il sovraffollamento di Firenze Sollicciano tristemente noto alle cronache per il grande numero di detenuti ospitati oltre il numero consentito;

la chiusura della casa circondariale di Arezzo comporta un serio disagio di molti nonché spese aggiuntive da sostenere da parte della procura, del tribunale, degli organi di polizia giudiziaria per il trasporto degli arrestati a Firenze -:

quale sia il piano di lavoro che ha portato il dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria alla sospensione dell'attività; quali siano i costi e quali siano i tempi di inizio e fine lavori:

se sia stata valutata la possibilità di mantenere la chiusura parziale dell'istituto di garantire l'ingresso degli arrestati, ottimizzando risorse umane ed economiche e di chiudere l'Istituto solo al momento che il progetto di ristrutturazione sia esecutivo e sia certa la data dell'assegnazione dei lavori e la data di fine lavori.(5-04982)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12407
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 489 del 21/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 21/06/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 21/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12407
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 21 giugno 2011, seduta n.489

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

il 10 e 13 giugno i rappresentanti di Antigone Marche hanno visitato gli istituti penitenziari di Ascoli Piceno e di Pesaro raccogliendo i dati relativi all'attuale situazione che si vive all'interno delle mura di cinta dei predetti istituti di pena;

nella relazione elaborata da Antigone con riferimento alla situazione che si vive all'interno del carcere di Ascoli Piceno è dato leggere quanto segue: «Il carcere ascolano ha due sezioni. La prima, denominata "Marino", ospita 44 detenuti (di cui 29 definitivi, 5 ricorrenti, 5 appellanti, 5 giudicabili) sottoposti al regime del 41-bis, il cosiddetto "carcere duro", previsto per persone incarcerate per reati di criminalità organizzata, terrorismo ed eversione, che impone misure più rigide per chi vi è sottoposto, come la censura della corrispondenza, la limitazione dei colloqui e di tutte le relazioni familiari (ad esempio le telefonate) o della permanenza all'aperto (l'ora d'aria). La seconda, che è la parte circondariale dell'istituto, ospita 68 detenuti (di cui 12 protetti, tra cui 4 sex offender e 8 tra collaboratori e appartenenti alle forze dell'ordine, 25 definitivi, 5 ricorrenti, 7 appellanti e 31 giudicabili). Tra questi vi sono un detenuto semi-libero e uno in articolo 21, cioè detenuti che possono passare parte della giornata fuori dell'istituto. La semilibertà è una misura alternativa al carcere e permette al condannato di trascorrere parte del giorno fuori dell'istituto per attività lavorative, istruttive o utili al suo reinserimento nella società. Viene concessa dal tribunale di sorveglianza cui spetta il compito di valutare che il condannato definitivo abbia i requisiti soggettivi e oggettivi per ottenerla. L'articolo 21, invece, è una modalità del trattamento penitenziario che prevede, per la persona detenuta, l'uscita dall'istituto di pena per parte della giornata esclusivamente per motivi di lavoro. Per questo, viene disposto dalla direzione dell'istituto di pena su autorizzazione del magistrato di sorveglianza per i definitivi e della competente autorità giudiziaria per gli imputati. I problemi maggiori sono legati al sovraffollamento. La capienza regolamentare della sezione circondariale è di 36 detenuti, ma alla data del 13 giugno 2011 ce n'erano 68. Inoltre 4 celle erano chiuse per ristrutturazione, mentre nella cella 10 vi erano ben nove detenuti in meno di 29 metri quadri (vano bagno incluso) e nella cella numero 3, della superficie di meno di 20 metri quadri (vano bagno incluso), stavano 5 reclusi. A causa del sovraffollamento, poi, viene utilizzata la sala della socialità per alloggiare i detenuti: mettendo i materassi a terra. Al momento della visita, infatti, erano appena stati sfollati 6 detenuti fino al giorno prima alloggiati in questo modo. I posti di lavoro disponibili sono diminuiti sia nel numero che negli orari. Alla data della visita, erano 16 i lavoranti nel giudiziario e 4 nella sezione 41-bis. Ma a parte i tre aiuto cuoco che hanno un contratto di 6 ore al giorno, tutti gli altri hanno avuto tagli drastici negli orari: il barbiere lavora un'ora e mezzo per due volte a settimana; l'addetto alla lavanderia 2 ore al giorno; lo scopino 4 ore. Tutto il personale, sia quello di polizia che quello amministrativo, è sotto organico. In particolare, delle 182 unità di polizia penitenziaria assegnate all'istituto ascolano, al momento 141 sono quelle amministrate, ma solo 131 presenti. A queste forze, vanno aggiunte le 25 unità del GOM (Gruppo operativo mobile). Delle 21 unità previste di personale amministrativo, ce ne erano soltanto 12, più la direttrice. Non è previsto alcun trattamento per i sex offenders (i detenuti per reati sessuali) e il Dap (Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria) ha ridotto le ore dello psicologo, previsto per sole 130 ore annue. A questo taglio, però, la regione sta cercando di rispondere aggiungendo altre 130 ore con un progetto ad hoc che riguarda tutti gli istituti di pena marchigiani. Al momento, per protestare contro la mancata fornitura di saponi, sia per l'igiene personale che per quella delle celle, i detenuti stanno facendo ogni giorno, a staffetta, uno per cella, lo sciopero della fame. Il problema della mancanza di carta igienica sembra, per ora, risolto. Un elemento preoccupante è che non c'è alcuna separazione tra detenuti e semi-liberi. La sezione dei semi-liberi, infatti, è chiusa da anni e sia i detenuti in articolo 21 che i semi-liberi dormono insieme agli altri detenuti»;

con riferimento al carcere di Pesaro l'associazione Antigone Marche ha rilevato quanto segue: «Il carcere di Pesaro ha una capienza regolamentare totale di 152 persone, mentre quella tollerabile totale è di 252. Alla data di venerdì 10 giugno, però, vi erano 334 detenuti, di cui 27 donne. La quasi totalità delle celle sono di 9 metri quadri e molte ospitano tre detenuti, in particolare nella sezione femminile le celle da 3 sono 6. I bagni, in cui ci sono le docce, sono in ogni cella, in un vano separato. Si dovrebbero risistemare gli impianti, ma c'è sia acqua calda che fredda. A Pesaro non si registrano diminuzioni nella quantità di vitto, ma nelle ore di lavoro e nelle mansioni dei detenuti. Infatti, alcuni compiti sono stati accorpati ad altri, diminuendo perciò l'impiego delle persone recluse. Ad esempio, non c'è più il servizio della distribuzione del cibo perché sono gli stessi lavoranti della cucina a dovere anche portare i pasti agli altri. Per quanto riguarda il personale, dei sei educatori assegnati, ce ne sono in servizio cinque. C'è un solo psicologo che svolge un servizio di 70 ore annue a convezione. Mentre della pianta organica di 169 agenti di polizia, quelli assegnati sono 129, ma 120 sono in servizio. Da lunedì scorso, sono arrivati anche un commissario e un vice. Il personale amministrativo conta, invece, di 5 persone in segreteria e 7 in ragioneria» -:

quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di contrastare il pesante e grave sovraffollamento che si registra all'interno degli istituti di pena di Ascoli Piceno e di Pesaro;

se non intenda attivarsi immediatamente al fine di aumentare l'organico degli educatori, degli psicologi, del personale amministrativo e degli agenti di polizia penitenziaria assegnati presso le strutture penitenziarie indicate in premessa;

per quali motivi si sia registrata una diminuzione delle ore di lavoro e delle mansioni dei detenuti-lavoranti ristretti nel carcere di Pesaro e come intenda porvi rimedio;

cosa si intenda fare affinché ai detenuti sex-offenders del carcere di Ascoli Piceno venga garantito il trattamento psico-terapeutico previsto dall'ordinamento penitenziario;

se non intenda attivarsi per fornire ai detenuti del carcere di Ascoli Piceno i prodotti per l'igiene sia personale che per le celle;

per quale motivo la sezione dei semi-liberi del carcere di Ascoli Piceno sia chiusa e se non intenda attivarsi per la sua immediata riapertura in modo da evitare che detenuti e semi-liberi dormano insieme;

se non ritenga opportuno provvedere a risistemare gli impianti dei bagni presenti nelle celle del carcere di Pesaro. (4-12407)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01709
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 491 del 23/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: ALLASIA STEFANO
Gruppo: LEGA NORD PADANIA
Data firma: 23/06/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 23/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-01709
presentata da
STEFANO ALLASIA
giovedì 23 giugno 2011, seduta n.491

ALLASIA. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

va riconosciuto come, nonostante i «tagli» determinati a livello globale dalla contingente crisi economica sui bilanci di ciascuna amministrazione pubblica, questo Governo si stia adoperando per la organizzazione dei servizi e il potenziamento del sistema carcerario;

sono da considerare obiettivi fondamentali del Governo la realizzazione dei nuovi istituti penitenziari, attraverso il cosiddetto piano carceri, e, l'assunzione di nuovo personale di polizia penitenziaria, avviato con la legge n. 199 del 2010 che ha autorizzato l'assunzione di circa 1.800 unità di polizia penitenziaria;

ciò nonostante, permane il sovrafollamento delle carceri italiane, dato che in ogni istituto sono state ampiamente superate le soglie di tollerabilità e le condizioni di vivibilità sono inaccettabili poiché, a fronte di una capienza regolamentare di poco più di 44.000 unità, i detenuti risultano essere oltre 68.000;

il personale penitenziario, perennemente sotto organico, è sottoposto a carichi di lavoro insostenibili;

i dati che si registrano sull'aumento dei suicidi nelle carceri italiane, parallelamente al numero crescente di aggressioni da parte dei detenuti nei confronti degli agenti, testimoniano la condizione difficoltosa del sistema penitenziario;

in questo contesto si inseriscono il tentativo di suicidio avvenuto a Torino nella casa circondariale delle Vallette, sventato grazie al tempestivo intervento degli agenti, e l'aggressione di un detenuto scortato al tribunale di Torino a danno di tre agenti -:

come intenda scongiurare i rischi derivanti dal sovraffollamento nelle carceri e migliorare le condizioni di vita dei ristretti;

come il Ministro intenda attivarsi per reperire le risorse finanziarie utili ad incrementare la dotazione organica del personale di polizia penitenziaria, così da renderne meno gravosa l'attività lavorativa. (3-01709)
 
ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05437
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 570 del 21/06/2011
Firmatari
Primo firmatario: PORETTI DONATELLA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 21/06/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
21/06/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 21/06/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05437
presentata da
DONATELLA PORETTI
martedì 21 giugno 2011, seduta n.570
PORETTI, PERDUCA - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
il carcere San Benedetto di Arezzo dal mese di luglio 2010 è interessato da lavori di ristrutturazione del muro di cinta e della sorveglianza esterna (2 milioni e mezzo di euro assegnati dal 2009) con termine previsto per l'11 novembre 2011;
l'istituto avrebbe altresì necessità di importanti lavori interni, con stime che vanno da 2 a 4 milioni di euro, ma per cui non sono stati ancora previsti né un bando di gara, né tantomeno stanziamenti o previsioni di finanziamenti;
dall'inizio dei lavori fino ai primi di giugno, l'istituto sarebbe rimasto in funzione solamente per la sezione denominata "accettazione", con una capienza di 10 detenuti (tollerata fino a 19), dove venivano custodite temporaneamente le persone arrestate nel territorio della provincia di Arezzo fino a convalida e successivo trasferimento o remissione in libertà, oltre a 4 detenuti definitivi lavoranti all'interno dell'istituto e un semilibero;
il personale fino a tale data sarebbe pertanto stato impiegato nei servizi di vigilanza dell'istituto e soprattutto presso il nucleo traduzioni della Toscana, con un impegno anche di 10 ore di lavoro giornaliere consecutive;
domenica 12 giugno il personale senza alcun preavviso si è trovato con un carcere completamento vuoto, poiché i detenuti erano stati trasferiti a Firenze;
inspiegabilmente, infatti, sarebbe stata disposta dal Provveditore regionale la temporanea sospensione di tutte le attività amministrative e penitenziarie motivata con l'esigenza di ristrutturazione dei locali interni, mentre non si è a conoscenza di progetti di ulteriori ristrutturazioni finanziati né tantomeno appaltati;
tale atto di sospensione comporterebbe che le persone arrestate nella provincia di Arezzo debbano essere portate in custodia presso l'istituto di Firenze, o di Siena o di Perugia, dalle Forze dell'ordine che eseguono gli arresti. In una condizione già drammatica di sovraffollamento per la Toscana che vede 4.358 detenuti a fronte di una ricettività massima pari a 3.186 (numeri riferiti all'8 giugno secondo la Uil Penitenziari), 1.200 in più. L'indice di sovraffollamento di Sollicciano è del 95,4 per cento (971 reclusi mentre al massimo ce ne potrebbero stare 497) e di Siena del 62 per cento. Ne consegue che: 1) gli agenti delle Forze dell'ordine impegnati nel trasporto degli arrestati fuori provincia (Carabinieri, Polizia, Guardia di finanza) potranno dedicare minor tempo e risorse all'azione di prevenzione e controllo sul territorio di Arezzo; 2) il magistrato dovrà spostarsi o far spostare l'arrestato per la convalida o meno del provvedimento, esattamente come i familiari e i legali di chi viene arrestato nel territorio della provincia di Arezzo e detenuto temporaneamente fuori provincia sono obbligati anch'essi a trasferte per l'assistenza e i colloqui, con relativi oneri di tempo e spese; 3) il personale amministrativo e di vigilanza dell'istituto, le cui mansioni risultano temporaneamente sospese, teme che la situazione, della quale non si comprende peraltro la ragione per via del fatto che nessun lavoro di ristrutturazione risulterebbe previsto né sarebbe in atto nei locali interni dell'istituto, divenga duratura e porti al distaccamento presso altri istituti del territorio toscano, con i conseguenti disagi dovuti al possibile trasferimento;
esisterebbe la possibilità di utilizzare ai fini detentivi, presso l'istituto di pena di Arezzo, i locali e le celle ubicate presso la sezione femminile, dichiarata agibile, indipendente e autonoma rispetto al corpo detentivo maschile, ma non utilizzata, e altre celle situate presso il reparto infermeria, per un totale di circa 30-35 posti;
considerato inoltre che:
il sovraffollamento delle strutture carcerarie, in tutta la penisola e anche in Toscana, si configura quale grave situazione di disagio e illegalità tale da comportare delle condizioni spesso considerabili inumane e degradanti per i detenuti, le quali sono sanzionabili, come già avvenuto, dagli organi di giustizia europea e internazionali; realizzano di fatto un aggravio di pena rispetto a quanto comminato dai giudici; rendono impossibile ogni ipotesi di rieducazione del detenuto prevista dall'art. 27 della Costituzione;
a ciò si unisce una grave carenza di personale addetto alla custodia, alla vigilanza, alla rieducazione e ad altri aspetti essenziali connessi con la detenzione. In Toscana, tra l'altro, risultano mancanti ben nove figure di direttore di istituto di pena da assegnare ad altrettanti istituti, la qual cosa costringe i direttori in servizio a gestire più istituti,
si chiede di sapere:
se al Ministro in indirizzo risulti che i fatti segnalati siano corrispondenti alla realtà e quali siano le cause della sospensione delle attività nel carcere di Arezzo;
se esistano ulteriori progetti di ristrutturazione finanziati e/o già appaltati che interesseranno l'istituto e entro quale data dovranno iniziare i lavori;
se e entro quale data sia previsto il ripristino delle attività di detenzione presso l'istituto;
se non ritenga auspicabile, in considerazione dell'alto tasso di sovraffollamento che interessa in generale gli istituti di pena italiani, che il carcere di Arezzo possa al più presto riprendere l'ordinaria attività e ne sia sfruttata appieno la capienza;
se abbia adottato dei provvedimenti perché ciò avvenga.
(4-05437)
 

Damiano Bellucci


Scritto da: Damiano Bellucci
(Leggi tutti gli articoli di Damiano Bellucci)






 

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