Novembre 2016
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Novembre 2016  
  Archivio riviste    
Interrogazioni parlamentari sul carcere 22 - 26 novembre 2010.


Polizia Penitenziaria - Interrogazioni parlamentari sul carcere 22 - 26 novembre 2010.

Notizia del 29/11/2010

in Dal Parlamento.

(Letto 2268 volte)

Scritto da: Damiano Bellucci

 Stampa questo articolo


 

ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01339
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 400 del 23/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: MELIS GUIDO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 23/11/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
23/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
23/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
23/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
23/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
23/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
23/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
23/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
24/11/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 23/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:
APPOSIZIONE NUOVE FIRME IL 24/11/2010
Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-01339
presentata da
GUIDO MELIS
martedì 23 novembre 2010, seduta n.400

MELIS, SORO, CALVISI, FADDA, MARROCU, ARTURO MARIO LUIGI PARISI, PES, SCHIRRU e FARINA COSCIONI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:
risulta che in data 21 novembre è stato trasferito nel carcere di Badu e' Carros, Nuoro, dall'istituto di Secondigliano, il pericoloso capo del clan dei casalesi Antonio Iovine, arrestato dalle forze dell'ordine il 17 novembre a Casal di Principe;
il carcere di Badu e' Carros, per struttura e per carenze del suo personale mal si presta a custodire detenuti sottoposti al regime dell'articolo 41-bis;
in data 5 ottobre 2010 il Governo, rispondendo nella persona della sottosegretaria senatrice Maria Elisabetta Alberti Casellati a un'atto di sindacato ispettivo degli interroganti (n. 5-03527), aveva escluso perentoriamente che il nuovo braccio in costruzione nel carcere nuorese fosse destinato alla custodia di detenuti sottoposti a tale regime speciale, rassicurando quanti avevano espresso preoccupazioni circa l'invio a Nuoro di detenuti sottoposti al regime del 41-bis;
si sono manifestate in queste ore vive preoccupazioni delle istituzioni locali, a cominciare da quelle del sindaco di Nuoro, nonché dei sindacati degli agenti penitenziari e della stampa, di fronte ad un trasferimento giudicato non solo inadeguato alle condizioni del carcere ma anche sconsigliabile, tenuto conto di eventi non dimenticati risalenti a qualche anno fa, quando proprio a Nuoro la presenza di detenuti in simile stato ha generato conseguenze tragiche, sia sul piano dell'ordine interno al carcere sia su quello del «contagio» del territorio (diffusione in Sardegna di inediti reati di banda armata, terrorismo e associazione mafiosa);
la Sardegna è già oggi gravata da pesanti servitù nello specifico settore carcerario, che ne penalizzano ulteriormente lo stato di regione in crisi, con altissimi tassi di disoccupazione e presenza di un manifesto disagio sociale -:
quale sia il motivo che ha indotto il Governo a smentire così clamorosamente e a distanza di tanto poco tempo gli impegni assunti in occasione della risposta all'interrogazione n. 5-03527;
se non ritenga il Ministro di dover disporre quanto prima il trasferimento del detenuto Iovine ad altra struttura più idonea, in un contesto territoriale meno a rischio di quello della provincia di Nuoro;
se in futuro si intenda destinare al carcere di Badu e' Carros o in altre carceri sarde detenuti ad alto rischio, specificamente sottoposti al regime del 41-bis.
(3-01339)
 
ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04152
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 465 del 24/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: RIZZI FABIO
Gruppo: LEGA NORD PADANIA
Data firma: 24/11/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 24/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-04152
presentata da
FABIO RIZZI
mercoledì 24 novembre 2010, seduta n.465
RIZZI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
la scuola di formazione del Corpo di Polizia penitenziaria di Monastir (Cagliari) è considerata un vero e proprio "fiore all'occhiello" del settore, che negli anni ha provveduto egregiamente alla formazione di allievi e di sottufficiali, oltre all'organizzazione di corsi di perfezionamento;
presso questa struttura è operativo un poligono a cielo chiuso utilizzato non solamente dai militi della Polizia penitenziaria, ma anche da quelli di altri Corpi di Polizia;
attualmente questa struttura, una delle sole nove presenti su tutto il territorio nazionale, nell'ottica di una presunta razionalizzazione delle risorse prevista dalla manovra economica, pur globalmente condivisa, tuttavia parrebbe sottoporre a rischio di dismissione e di conseguente cessazione dell'attività di tale scuola di formazione;
la chiusura della scuola di Monastir non andrebbe affatto a razionalizzare e contenere la spesa, bensì la incrementerebbe notevolmente, tenuto conto delle spese che la pubblica amministrazione sarebbe obbligata a sostenere per la formazione e l'aggiornamento, che giocoforza sarebbero espletati al di fuori della Sardegna, situazione che farebbe lievitare i costi per il trasporto ed il vitto/alloggio, oltre alle spese per il rimborso delle missioni fuori sede;
la perdita della scuola andrebbe infine a depauperare una risorsa economica destinata ad incidere negativamente su un territorio già stremato dall'atavica crisi occupazionale, aggravata dal particolare momento di crisi internazionale, senza tener conto della perdita degli allievi sul territorio, importante risorsa a disposizione della Polizia penitenziaria, sempre alle prese con una costante riduzione della dotazione organica e che vi supplisce, almeno in parte, con l'affiancamento dei corsisti,
l'interrogante chiede di sapere quali siano le reali intenzioni del Ministro in indirizzo circa l'ipotesi di dismissione e di cessazione dell'attività della scuola di formazione del Corpo di Polizia penitenziaria di Monastir, con particolare riferimento alle valutazioni circa l'effettivo risparmio economico derivante da tale decisione, tenuto conto delle considerazioni, espresse in premessa, circa l'incremento delle spese determinato dalla necessità di trasferire i corsisti al di fuori della Sardegna.
(4-04152)
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09739
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 402 del 25/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: BOSSA LUISA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 25/11/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 25/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09739
presentata da
LUISA BOSSA
giovedì 25 novembre 2010, seduta n.402

BOSSA. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

la Scuola di formazione e aggiornamento del Corpo di polizia e del personale dell'amministrazione penitenziaria di Portici, in provincia di Napoli, è la più antica struttura formativa del settore penitenziario italiano, con un'attività che va avanti dal lontano 1932;

per mandato istituzionale, la Scuola organizza e svolge corsi di formazione e aggiornamento rivolti a tutto il personale dell'amministrazione penitenziaria, compresi funzionari e dirigenti, in riferimento ad alcune tipologie diversificate;

la Scuola è sede di seminari, convegni, iniziative varie dell'amministrazione penitenziaria, avvalendosi anche di moderni strumenti di videoconferenza; essa è una struttura complessa e polivalente. È organizzata in aree e servizi fra di loro interdipendenti e interagenti: area formazione, area segreteria, area amministrativo-contabile, area sicurezza con armeria e parco automezzi. È dotata di biblioteca, palestra, bar, sala tv, mensa, oltre a locali preposti alla residenzialità e alle attività didattiche;

la Scuola occupa un antico edificio di Portici, dall'elegante facciata neoclassica, denominato Palazzo Valle, che prende il nome dalla famiglia che ne era proprietaria e che rappresenta una delle sedi più prestigiose della città di Portici;

Palazzo Valle fu trasformato da re Ferdinando IV di Borbone, nel 1787, in caserma di cavalleria per ospitare il reggimento delle guardie reali del corpo, il cosiddetto «Quartiere delle Reali guardie del corpo»; all'inizio del secolo si accasermarono le regie guardie di pubblica sicurezza. Nel 1909 fu trasformato in carcere giudiziario. Non appena fu terminata la costruzione del carcere di Poggioreale, dove furono poi trasferiti tutti i detenuti, l'edificio fu adattato, nel 1932, a Scuola allievi agenti di custodia e fu intitolato a «Gaetano Semmola». Dopo l'entrata in vigore della legge n. 395 del 1990 la Scuola ha assunto l'attuale denominazione;

esiste la preoccupazione tra il personale della Scuola e nelle forze economiche e sociali della città di Portici che l'importante insediamento formativo di Palazzo Valle possa essere a breve chiuso in ragioni di scelte strategiche dell'amministrazione penitenziaria;

tale eventuale chiusura sarebbe un danno per la città che ha nella Scuola un punto di riferimento, per il corpo della polizia penitenziaria, che ha nella Scuola di Portici un simbolo, per il personale stesso della Scuola, che in tantissimi anni di esperienza sul campo, gestisce uno spazio polivalente che è un centro promotore di conoscenza e cultura che va al di là dello specifico settore formativo e allarga la sua influenza sul contesto -:

se siano fondate le notizie sulla prossima chiusura della Scuola di formazione e aggiornamento del corpo di polizia penitenziaria di Portici;

in caso affermativa, quali siano le ragioni che hanno indotto ad assumere tale decisione, penalizzando una sede storica e prestigiosa, e se non ritenga il Ministro di intervenire per salvaguardare un presidio storico di cultura e formazione che ha un valore oggettivo anche per il territorio. (4-09739)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09732
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 402 del 25/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: FERRANTI DONATELLA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 25/11/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 25/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09732
presentata da
DONATELLA FERRANTI
giovedì 25 novembre 2010, seduta n.402

FERRANTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

dal 2 al 5 dicembre 2010 si svolgerà a Rimini, presso la sede di Riminifiere, il secondo salone della giustizia, di cui dà ampio risalto il sito www.salonedellagiustizia.it;

tra i partecipanti spiccano, oltre al Ministro interrogato, i Ministri dell'interno, della difesa, dell'istruzione, della sanità e delle infrastrutture, oltre a molti altri esponenti del Governo e della maggioranza che lo sostiene, mentre è isolata la presenza di esponenti dell'opposizione;

ad avviso dell'interrogante la manifestazione si presta in tal modo ad essere considerata come una iniziativa di propaganda politica, tra l'altro con un programma ricco di tavole rotonde, incontri e dibattiti aventi ad oggetto i temi più disparati, come la salute, la droga, i palazzi storici della giustizia;

tra le varie sigle che sponsorizzano o patrocinano la manifestazione, in un mix di pubblico e privato, compare anche il logo del Ministero della giustizia -:

a quale titolo venga usato il logo istituzionale del Ministero e se siano stati stanziati fondi per l'organizzazione dell'evento in questione da parte del Ministero stesso e, in caso affermativo, quale sia il loro ammontare e la relativa voce di bilancio. (4-09732)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09695
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 401 del 24/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: LO MORO DORIS
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 24/11/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELL'INTERNO
·         MINISTERO DELLA DIFESA
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'INTERNO delegato in data 24/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09695
presentata da
DORIS LO MORO
martedì 23 novembre 2010, seduta n.401

LO MORO. -
Al Ministro dell'interno, al Ministro della difesa, al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

nella mattinata del 23 novembre 2010 è stata diffusa la notizia di 24 arresti eseguiti dai Carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria nell'ambito dell'operazione «All Inside2» contro la cosca Pelle di Rosarno (RC);

dall'operazione, che assesta un colpo serio ad una cosca fortemente radicata sul quel territorio, va dato merito ai Carabinieri e ai magistrati della direzione distrettuale antimafia reggina che, nell'ambito di un'indagine in corso da tempo, hanno, tra l'altro, trovato i necessari riscontri alle dichiarazioni di una pentita, Giuseppina Pesce, figlia del boss;

alcuni elementi di questa brillante operazione richiedono una particolare attenzione e un supplemento di riflessione;

secondo le notizie diffuse dalle agenzie di stampa, tra gli arrestati ci sono due 2 carabinieri, già in servizio presso la caserma di Rosarno, accusati di concorso esterno in associazioni mafiosa (avrebbero avuto stretti contatti con la cosca Pelle, ed in particolare con Francesco Pesce, uno dei capi del gruppo criminale), e un agente di polizia penitenziaria, già in servizio presso il carcere di Palmi (avrebbe favorito lo scambio di messaggi e comunicazioni tra il boss Salvatore Pesce, che era detenuto a Palmi, e i suoi familiari; avrebbe favorito anche l'introduzione nel carcere di beni e oggetti non consentiti: in cambio avrebbe ottenuto la promessa dell'assunzione della moglie nella casa di cura Villa Elisa di Cinquefrondi). Un altro carabiniere è inoltre indagato per corruzione (avrebbe fatto da tramite tra uno degli affiliati e il boss Francesco Pesce);

teatro di questa vicenda è Rosarno, comune di 14.803 abitanti, caratterizzato tra l'altro dalla presenza di migliaia di extracomunitari stagionali, il cui consiglio comunale è stato sciolto per ben due volte per infiltrazioni mafiose e che attualmente è ancora commissariato;

le elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale e l'elezione del nuovo sindaco sono fissate per il 28 e 29 novembre 2010;

l'operazione di polizia sopra richiamata, che sarà ovviamente sottoposta a verifica giudiziaria, evidenzia che la collusione con la 'ndrangheta, che ha già prodotto lo scioglimento per mafia di tanti comuni, compreso quello di Rosarno, oltre a riguardare il livello politico, può coinvolgere l'intera società, senza risparmiare pezzi importanti dello Stato, cui i cittadini avrebbero diritto di guardare con piena fiducia -:

se siano a conoscenza degli arresti effettuati nella giornata odierna dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria nell'ambito dell'Operazione «All Inside2»;

se siano a conoscenza in particolare dell'arresto di due carabinieri e di una guardia di polizia penitenziaria e del coinvolgimento, a piede libero, di un terzo carabiniere;

quali provvedimenti di propria competenza intendano emettere in merito;

se ritengano di avviare un'indagine interna sull'operato dei militari coinvolti nell'attività criminale e verificare cosa non ha funzionato nel contesto ambientale e di lavoro in cui gli stessi erano inseriti;

come ritengano di intensificare i controlli sul territorio per garantire il corretto svolgimento delle imminenti elezioni comunali. (4-09695)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09629
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 399 del 22/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 22/11/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 22/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09629
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 22 novembre 2010, seduta n.399

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il segretario generale della UIL Penitenziari Eugenio Sarno, il 15 novembre 2010, ha visitato - assieme ad una delegazione di quadri sindacali provinciali e locali - la casa circondariale di Ancona «Montacuto»;

dalla visita è scaturita una dettagliata relazione sulle condizioni dell'istituto che è stata inviata, fra gli altri, al capo del Dap Franco Ionta;

nella relazione sono descritte le criticità che si riportano di seguito;

l'istituto penitenziario è ubicato in zona periferica, in aperta campagna, della città di Ancona. I dipendenti, i visitatori ed i familiari dei detenuti non possono disporre di idoneo parcheggio. L'area predisposta dall'amministrazione comunale, infatti, non solo è sconnessa quanto insufficiente alla bisogna. Ciò determina il parcheggio delle autovetture a fronte strada, elevando pericolosamente i rischi di incidenti (già molto concreti causa l'assoluta mancanza di persuasori, limitatori, abbattitori di velocità). L'uscita, quindi l'accesso, dall'istituto dà direttamente sulla strada, che è piuttosto frequentata e percorsa a velocità sostenute. Considerati gli ampi spazi interni e perimetrali di cui può disporre l'istituto, si potrebbe consentire il parcheggio, in tali aree, delle autovetture dei dipendenti ovviando al parcheggio a fronte strada;

Il block house è costituito da una struttura in alluminio anodizzato e vetri che non garantiscono protezione antiproiettile. L'unica unità addetta a tale posto di servizio (preposta solo nel turno mattinale di 7.40 - 15.40) deve gestire le entrate e le uscite degli accessi nonché provvedere alla tenuta ed alle annotazioni manuali di circa una decina di registri (ingresso personale, ingresso visitatori, ingresso medici ed infermieri, ingresso automezzi, ingresso ditte, tenuta vaglia, manutenzione depuratore, ingresso familiari colloqui);

negli orari pomeridiani e notturni l'ingresso in istituto avviene attraverso un cancello carraio comandato dalla (unica) unità in servizio alla portineria centrale, che non può nemmeno giovarsi dell'ausilio di tele-sorveglianza in quanto tale accesso è sprovvisto di telecamere. Analogamente non può avvalersi di un video citofono, installato solo al block house;

nelle immediate vicinanze dell'ingresso si staglia la palazzina della direzione, al cui piano terra è collocata una ipertecnologica sala-regia i cui costi di realizzazione, ci è stato riferito, sono stati piuttosto ingenti. Purtroppo, nonostante l'impegno di spesa, tale posto di servizio è pressoché costantemente privo di personale preposto. Anche nella data della visita, infatti, in orario antimeridiano non vi era alcuna unità di servizio. A questo punto è lecito chiedersi se non sia il caso , visto lo scarso impiego, di smantellare la sala regia a Montacuto per destinarla in altro istituto dove, certamente, troverebbe maggior, e più utile, utilizzazione;

le autovetture e gli automezzi del Corpo sono parcheggiati in aree esterne, non essendovi disponibile alcun garage o riparo. Ciò in una zona particolarmente umida e fredda non può che favorirne il deperimento;

la portineria centrale funge anche da porta carraia (non potendo garantire il presidio della vera carraia, dalla quale transitano solo mezzi pesanti). Non si è riscontrato alcun impianto di estrazione dei fumi o di aerazione. L'unità (unica) in servizio nei vari turni deve gestire anche il centralino;

nei locali della portineria sono presenti anche il posto di scarico per le armi individuali e di reparto, le casseforti con le armi di reparto e gli alveari per il deposito delle armi individuali. Particolare da sottolineare: i locali dove si custodiscono le armi hanno le porte (in alluminio) la cui automazione è guasta e pertanto sono sempre aperte, benché si trovino sul percorso pedonale che i visitatori ed i familiari che accedono ai colloqui debbono attraversare;

per quanto riguarda i colloqui, si è potuto rilevare come i pacchi non siano sottoposti ad alcun controllo preventivo se non solo all'arrivo nei locali del rilascio e della perquisizione. Ciò determina che i pacchi attraversino aree sensibili (block house, portineria centrale e locali rilascio colloqui) senza alcun controllo. Tra l'altro lo scanner adibito al controllo elettromagnetico è guasto e le ispezioni debbono effettuarsi in forma manuale. Le sale colloqui presentano ancora il muretto divisorio, ma senza vetro. Il posto di controllo della polizia penitenziaria non dispone di vetri a specchio e non garantisce una virale sufficientemente completa degli ambienti. Di contro la scrivania colà posta è dotata di due monitor assolutamente obsoleti e non funzionanti;

attraversata la portineria centrale si accede alle aree interne dell'istituto, da cui si fa ingresso ai reparti detentivi. Si è potuto rilevare la presenza di un fabbricato completamente autonomo che in tempi trascorsi era destinato a sezione femminile. Ora destinato ad archivio cartaceo del PRAP;

i reparti detentivi maschili sono ubicati in una struttura ad «L» a tre piani. Le sezioni sono sei: due destinate agli AS, una di reclusione, tre circondariali. Nelle vicinanze del corridoio-uffici al piano terra della predetta palazzina è attiva anche una sezione protetta dove sono, promiscuamente, ospitati detenuti particolari (sex offender, appartenenti al circuito Z e persino un AS1 protetto). L'unità addetta alla sorveglianza è anche preposta al controllo dei passeggi. In questa sezione (come in tutte le altre) il personale non può disporre di alcun box office e deve accontentarsi (sic!) di un tavolino e di una sediola collocati nel bel mezzo del corridoio. Cosi come, causa il sovrappopolamento, la sezione isolamento (circa 12 posti) è stata destinata a sezione ordinaria. Nonostante ciò in più di una occasione è stato impossibile garantire una adeguata sistemazione a tutti i detenuti, costretti (in qualche occasione) anche a dormire con i materassi a terra;

la conformazione strutturale dei reparti detentivi presupporrebbe come minino la predisposizione di una unità ad ogni «rotonda» su ciascun piano e almeno una unità per reparto. Invece, quando va bene, le unità sono solo due (una per reparto). Le cosiddette «rotonde» (in cui sono collocati i comandi remoti dei cancelli) altro non sono che strutture in alluminio, molto più prossime a verande condominiali che ad adeguati e dignitosi posti di servizio destinati a personale di un Corpo di polizia;

descrivere le condizioni strutturali generali dell'istituto è già di per se impresa improba; descrivere lo stato delle sezioni detentive è opera titanica. Le infiltrazioni, le muffe, le alghe, le pareti, scrostate, il degrado, l'incuria e l'abbandono sono i tratti caratteristici di Ancona Montacuto. La sintesi dell'inciviltà e della decadenza generale trovano il punto apicale alla sezione. Il soffitto di tale sezione è simile ad una groviera, tanti sono i buchi determinatisi dalla caduta di pezzi di intonaci e dei mattoni causati dalle infiltrazioni. È talmente malmesso che la stessa stabilità del solaio potrebbe essere compromessa. Tutte le sezioni presentano solo 4 piatti docce, assolutamente insufficienti a soddisfare le esigenze complessive di igiene personale (ogni sezione ha circa 70 detenuti). Non sono solo insufficienti ma anche palesemente insalubri;

i passeggi sono garantiti mediante l'accesso a cinque cortili non propriamente adeguati. In ognuno di tali cortili vi è un bagno con tazza alla turca il cui divisorio è costituito da un'esile muretto. Essendo tutti i cortili collimanti vengono, di fatto, meno le prescrizioni cautelari imposte nei confronti dei detenuti ad alta sicurezza. Nell'atrio di acceso ai passeggi è stato predisposto un locale adibito a moschea;

l'unica unità di polizia penitenziaria preposta alla vigilanza dei cinque cortili non ha riparo dagli agenti atmosferici, se non sotto il cornicione del solaio da cui, però, spesso cadono pezzi di intonaci e calcinacci vari. Il campo sportivo costituisce praticamente il sesto cortile passeggio. L'accesso è a rotazione quotidiana tra i vari reparti detentivi. Come per i cortili passeggi anche al campo sportivo l'unità di polizia penitenziaria preposta alla sorveglianza non può disporre di alcun riparo;

al degrado e all'insalubrità non sfugge nemmeno la cucina detenuti. A parte la singolarità per cui si è pensato di ricavare in uno dei locali l'archivio cartaceo della direzione, si è potuto constatare la presenza di muffe, di pareti sudice e scrostate, i pavimenti non sono antiscivolo, e l'attrezzatura non pare adeguata ancor più in ragione della triplicazione delle utenze;

la lavanderia (controllata dalla stessa unità della cucina detenuti) ha due sole lavatrici (ma una sola è pienamente funzionante) ed un solo asciugatoio. Nei locali in cui sono stoccate lenzuola e coperte non risulta installato alcun impianto antincendio o di rilevazione fumi;

per la scolarizzazione della popolazione detenuta sono state costituite classi di scuola media nonché corsi professionali di pizzeria, rilegatoria ed informatica;

alla data della visita erano presenti 397 detenuti, a fronte di una capienza massima regolamentare determinata in 172. I detenuti di nazionalità italiana erano 209, 188 gli stranieri; 98 i detenuti classificati ad alta sicurezza; 136 i detenuti con condanna definitiva, 261 quelli senza condanne definitive (di cui 111 in attesa di 1o giudizio). Ne consegue che nelle celle originariamente destinate aduso singolo trovano allocazione non meno di tre detenuti con letti a castello multipiano (anche nelle sezioni alta sicurezza) e nelle celle doppie trovano sistemazione non meno di cinque detenuti;

dal 1o gennaio al 15 novembre si sono verificati 4 tentati suicidi, 42 atti di autolesionismo e 34 atti di aggressione (alcuni dei quali anche in danno di personale della polizia penitenziaria);

i locali della mensa ordinaria di servizio sono squallidamente disadorni ed il locale spaccio non riesce a garantire un piena funzionalità del servizio, dovendo gli addetti sopperire e surrogare in altri compiti e servizi;

il contingente di polizia penitenziaria previsto dal relativo decreto ministeriale è indicato in 201 unità. Al 15 novembre 2010 risultavano amministrate 184 unità, di cui solo 131 effettivamente presenti presso la casa circondariale. I distacchi out disposti dal PRAP assommavano a 44 di cui 14 a Barcaglione e 9 allo stesso PRAP), i distacchi in a 2. I distacchi out disposti dal DAP assommavano a 19 mentre 4 sono i distacchi in. Delle 131 unità presenti 18 sono preposte al locale nucleo traduzioni e piantonamenti, circa 60 a servizi vari (istituzionali o amministrativo contabili) e circa 50 ai servizi propriamente a turno. All'accertata esiguità del contingente effettivamente disponibile (- 70 unità rispetto alla dotazione prevista) si coniuga un impiego ed una utilizzazione delle risorse umane non propriamente in linea con i principi di efficienza, efficacia ed economia. Sei unità di polizia penitenziaria addette all'area conti correnti-sopravitto, tre unità di polizia penitenziaria addette ad uffici contabili, tre unità di polizia penitenziaria addette all'area segreteria, due unità preposte a compiti di autista direzione appalesano una necessità di concertare, urgentemente, una organizzazione del lavoro più improntata a privilegiare l'operatività e la garanzia di poter concedere a tutto il personale i diritti elementari. Una qualche ragione dovrà pur esserci se le giornate di congedo ordinario non goduto nel triennio 2008/2010 assommano a ben 8.100 e sono circa 80 i risosi settimanali non concessi nei tempi previsti. D'altro canto anche le sole sei (al massimo sette) unità di polizia penitenziaria che, quotidianamente, sono preposte ai servizi notturni in un istituto che conta circa 400 detenuti (di cui 100 alta sicurezza) è un fattore che amplia i già evidenti vulnus di sicurezza riscontrati e rappresentati. Lo stesso accordo quadro nazionale non trova puntuale applicazione per quanto concerne l'equità dei turni festivi, dei carichi di lavoro e delle pari opportunità. È desumibile che la presenza di un Comandante in missione (da circa tre anni) non realizzi quelle necessarie condizioni di stabilità e continuità utili a definire un impianto organizzativo funzionale e rispondente alle necessità. Pur disponendo nell'organico di tre funzionari, infatti, al reparto di polizia penitenziaria della casa circondariale di Ancona Montacuto è preposto un ispettore superiore S.C. proveniente dalla casa circondariale di Pesaro. Le funzioni di Vice Comandante sono assolte da un Ispettore anche se nell'organico effettivo sono presenti tre ispettori capo e due ispettori superiori. Ad aggravare le già oggettive condizioni penalizzanti dell'esiguità dell'organico, concorre anche la mole di lavoro cui è sottoposto il nucleo traduzioni e piantonamenti. Dal 1o gennaio al 15 novembre 2010, il predetto nucleo traduzione e piantonamenti ha svolto 1021 servizi di traduzione per un totale di 1.854 detenuti movimentati (1.522 comuni, 8 internati, 315 alta sicurezza, 3 detenuti sottoposti al 41-bis, 2 congiunti di collaboratori e 4 collaboratori di giustizia). 383 le visite ambulatoriali e 15 i piantonamenti effettuati presso luoghi esterni di cura. A dimostrazione dell'insufficienza delle risorse assegnate al NTP e quanto incida il servizio traduzioni e piantonamenti nell'economia operativa complessiva basti pensare che per i servizi summenzionati sono state impiegate 3962 unità: 2410 del nucleo (60 per cento, 986 del quadro permanente (24 per cento e 566 provenienti da altri istituti (16 per cento). Per i 15 piantonamenti sono state impiegate 363 unità di cui: 181 del Nucleo (49,8 per cento) e 182 del quadro permanente (50,2 per cento). Per quanto sopra appare evidente che la casa circondariale di Ancona Montacuto non solo è inadeguata ad ospitare detenuti diversi da quelli comuni a medio indice di pericolosità quanto dovrebbe essere interessata da importanti interventi di manutenzione straordinaria atti a ripristinare salubrità e condizioni di sicurezza per i lavoratori e gli stessi detenuti;

la relazione così si conclude: «in relazione all'organizzazione del lavoro e della mancata osservanza dell'accordo quadro nazionale la presente, per la direzione e il provveditore regionale, costituisce formale richiesta di convocazione delle rappresentanze sindacali per i necessari confronti concertativi e di contrattazione decentrata. Come al solito questa nota sarà inviata, per doverosa notizia e quanto di competenza, al sindaco, al prefetto, al D.G. dell'A.S.U.R. ed al signor procuratore capo della Repubblica e costituirà fonte di notizia per la stampa»;

nell'atto di sindacato ispettivo n. 4/09154 la delegazione radicale nel gruppo parlamentare del PD sottolineava il fatto che, dall'inizio dell'anno, tre detenuti giovani e non affetti da particolari patologie fossero morti nel carcere anconetano -:

cosa intenda fare per affrontare le gravi carenze del carcere di Ancona denunciate dal Segretario della UIL penitenziari Eugenio Sarno e, in particolare, i problemi riguardanti la sicurezza, la fatiscenza delle strutture, la sovrappopolazione detentiva, la gravissima carenza del personale della polizia penitenziaria che si confronta con i tanti distacchi effettuati dal DAP. (4-09629)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09625
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 399 del 22/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 22/11/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 22/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09625
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 22 novembre 2010, seduta n.399

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dal sito internet «Eco di Sicilia», dalla RadioTelevisione «Tele90», dal sito internet Newz.it, dal settimanale indipendente La Gazzetta Jonica, dal quotidiano online Mediterraneoline.it e altri in data 18 novembre 2010, il signor Eliseo Mainardi, 77enne, pensionato, è stato arrestato il 17 novembre 2010 perché accusato dei reati di cui agli articoli 495 (falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri) e 99 (recidiva) del codice penale;

il signor Mainardi è stato ricoverato nel 2007 per ictus cerebrale e diabete mellito di tipo 2; nel 2008 è stato ricoverato per un altro ictus cerebrale ischemico con una lieve forma di emiparesi e nuovamente per una forma di diabete mellito di tipo 2; a febbraio 2010 è stato nuovamente ricoverato per un nuovo ictus collegato ad un'ulcera duodenale e di nuovo diabete mellito di tipo 2. Il signor Mainardi ha difficoltà nella deambulazione il che, insieme alle malattie legate anche ai suoi 77 anni ed ai frequenti ictus, lo costringe ad assumere farmaci con cadenza giornaliera regolare;

presentandosi presso l'abitazione del signor Mainardi, stando a quanto riportano i quotidiani, i carabinieri della stazione di Taormina lo hanno arrestato in esecuzione di un provvedimento emesso dall'autorità giudiziaria di Messina, recludendolo nella casa circondariale di Messina Gazzi;

nonostante l'età avanzata ed il precario stato di salute, il signor Mainardi è stato incarcerato con una pena di tre mesi in un carcere che, come già documentato nell'atto di sindacato ispettivo 4-08158 presentato dalla prima firmataria del presente atto e pubblicato lunedì 26 luglio 2010 in occasione della seduta della Camera dei deputati n. 358, soffre di gravi carenze dal punto di vista strutturale, funzionale, igienico e sanitario;

il carcere di Messina Gazzi, stando al suddetto atto di sindacato ispettivo, sconta un sott'organico di ben 149 agenti di polizia penitenziaria; soffre di grave sovraffollamento al punto che i singoli detenuti non godono dei 7 metri quadrati di spazio stabiliti dal Consiglio d'Europa e, in molti casi, nemmeno di 3 metri quadrati; le celle sono sprovviste di doccia (nei 12 metri quadrati in cui sono stanziati anche sei detenuti) ed hanno la porta blindata piena per metà e il retino della finestra particolarmente spesso: la circolazione dell'aria e l'illuminazione sono assai limitate e alcuni detenuti riferiscono di aver avuto un netto abbassamento della vista; l'acqua è fredda anche in inverno; a causa dell'umidità e della muffa i muri sono scrostati e il tetto cade a pezzi; tutto è marcio, un ambiente talmente insalubre è difficilmente immaginabile; impressionano il degrado, la sporcizia e l'assenza delle più elementari norme igieniche; il wc è a vista con evidente lesione della privacy; la permanenza in cella arriva anche a 22 ore al giorno; tutti i detenuti lamentano la carenza di assistenza sanitaria; il medico del S.E.R.T., riferiscono i detenuti, si reca nel reparto solo una volta ogni tre mesi -:

di quali informazioni dispongano in Ministri interrogati in merito alla vicenda descritta in premessa;

se attualmente, nell'ambito della casa circondariale di Messina Gazzi, venga assicurato al detenuto un adeguato supporto medico e farmaceutico;

quali iniziative di rispettiva competenza intendano adottare affinché al signor Mainardi venga garantito il rispetto dei diritti inviolabili, considerata la gravità delle sue condizioni di salute. (4-09625)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09624
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 399 del 22/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 22/11/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 22/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09624
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 22 novembre 2010, seduta n.399

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'Osservatorio permanente sulle morti in carcere composto da Radicali italiani, Antigone, Il Detenuto Ignoto, A Buon diritto, Radiocarcere e Ristretti orizzonti, Raffaele Ferrantino, 41 anni, si è impiccato la notte tra il 18 e il 19 novembre nella sua cella utilizzando un rudimentale cappio fabbricato con i pantaloni che indossava; l'uomo, che manifestava da tempo un serio disagio psichico, già il giorno prima aveva tentato di uccidersi incendiando la cella che lo ospitava. Il pronto intervento della polizia penitenziaria aveva evitato conseguenze più gravi, mettendo il detenuto al riparo e spostandolo in un'altra cella priva di qualunque suppellettile o altro, proprio al fine di evitare che potesse farsi male;

Ferrantino era stato arrestato lunedì scorso dai Carabinieri di Foggia, mentre stava colpendo con calci e pugni la porta d'ingresso dell'abitazione di un parente. I militari avevano ricevuto una chiamata da una persona residente in corso Roma, che lamentava che un uomo stava distruggendo la porta d'ingresso del suo appartamento. Una volta giunta sul posto la pattuglia ha trovato Ferrantino che stava prendendo a calci e pugni la porta. Alla vista degli uomini in divisa l'uomo, in evidente stato di alterazione, si è diretto contro i carabinieri tentando di colpire i militari;

con quest'ultimo caso salgono a 6 i detenuti suicidi nelle carceri pugliesi nel 2010 (2 a Foggia, 2 a Lecce, 1 a Brindisi e 1 ad Altamura), mentre a livello nazionale da inizio anno 59 detenuti si sono tolti la vita: 49 si sono impiccati, 6 asfissiati con il gas della bomboletta da camping, 3 avvelenati da mix di farmaci e 1 dissanguato dopo essersi tagliato la gola -:

se nel carcere di Foggia sia presente e attivo il servizio nuovi giunti e, in particolare, se il signor Ferrantino all'atto del suo ingresso in carcere, abbia avuto un colloquio con lo psicologo;

per quali motivi l'uomo, con evidenti problemi psichici e con un tentato suicidio alle spalle, non fosse controllato a vista dal personale penitenziario;

se non intenda adottare iniziative ispettive con riguardo alla vicenda descritta in premessa, ai fini dell'esercizio di tutti i poteri di sua competenza;

più in generale, quali urgenti iniziative, anche normative, di competenza il Ministro intenda adottare al fine di assegnare i detenuti affetti da gravi patologie psichiatriche a strutture - diverse da quelle carcerarie ordinarie - in grado non solo di contenerli ma anche di predisporre nei loro confronti un adeguato trattamento terapeutico, cosi come previsto dalle norme sull'ordinamento penitenziario. (4-09624)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09623
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 399 del 22/11/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 22/11/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010
PARTITO DEMOCRATICO
22/11/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 22/11/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09623
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 22 novembre 2010, seduta n.399

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

Antonio Gaetano, 46 anni, si è impiccato il 19 novembre 2010 alle sbarre della finestra coi lacci delle scarpe. L'uomo si trovava in isolamento nel carcere di Palmi in seguito ad un diverbio con un altro detenuto;

Antonio Gaetano si trovava in stato di detenzione dal maggio 2010 quando gli era stata notificata una ordinanza di custodia cautelare con l'accusa di associazione mafiosa;

sulla vicenda il vicesegretario regionale del sindacato Osapp, Organizzazione sindacale autonoma della polizia penitenziaria, Maurizio Policaro ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Il carcere di Palmi continua ad essere abbandonato a sé stesso. Più volte questa O.S. ha chiesto interventi da parte del Provveditore Regionale che continua ad ignorare quanto denunciatogli; in primis la nota carenza di personale. Più volte è stata richiesta l'attenzione dell'Amministrazione Centrale e Regionale, ma il Dap ha ben pensato che con l'ultima mobilità nazionale, con la quale verranno effettuati 517 trasferimenti degli appartenenti al ruolo Agenti-Assistenti, nessuna unità di Polizia Penitenziaria debba essere assegnata a quell'Istituto che continua a »soffrire« sacrifici dai propri operatori costretti a svolgere ininterrottamente doppi turni di servizio, continuando ad accantonare ore di straordinario che non vengono retribuite e che vanno ad aggiungersi a quel »dimenticatoio« relativo alle ferie da fruire dall'anno 2006 ad oggi»;

con quest'ultimo caso salgono a 60 i detenuti che si sono tolti la vita dall'inizio dell'anno: 50 si sono impiccati, 6 asfissiati con il gas della bomboletta da camping, 3 avvelenati da mix di farmaci e 1 dissanguato dopo essersi tagliato la gola -:

di quali informazioni disponga circa i fatti riferiti in premessa;

se con riferimento al suicidio di Antonio Gaetano non intenda adottare le opportune iniziative ispettive ai fini dell'esercizio di tutti i poteri di sua competenza;

quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di risolvere le gravi criticità che incombono sul carcere di Palmi, anche alla luce di quanto denunciato dagli esponenti regionali dell'Organizzazione sindacale autonoma della polizia penitenziaria. (4-09623)
 

Damiano Bellucci


Scritto da: Damiano Bellucci
(Leggi tutti gli articoli di Damiano Bellucci)






 

Ultime Notizie Le ultime foto pubblicate
Poliziotto penitenziario assolto definitivamente: era accusato di associazione mafiosa ad una cosca di Lamezia Terme
Detenuto si libera dal controllo della Polizia Penitenziaria e muore gettandosi dal quinto piano durante un sopralluogo fuori dal carcere
Attentato in Vaticano sventato dalla Polizia Penitenziaria: detenuto marocchino voleva fare una strage
Detenuto in alta sicurezza aggredisce Poliziotto penitenziario dopo colloquio con i familiari nel carcere di Siracusa
Rivolta nel carcere di Velletri: Polizia Penitenziaria sul limite di usare la forza
Il carcere di Sala Consilina rimarrà chiuso: il Consiglio di Stato ha accolto provvisoriamente il ricorso del Ministero contro il TAR
Condannato per aver aggredito Poliziotti penitenziari nel carcere di Sanremo. Arrestato e riportato in carcere
Quattro detenuti evadono dal carcere minorile di Monteroni di Lecce: allarme dato in mattinata


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 Foto della Polizia Penitenziaria Inviaci le tue!

Più di 1.300 ricevute in un anno!

 


Commenti Commenti dei lettori
Nessun commento trovato.



Scrivi un commento Scrivi un commento

Testo (max 1000 caratteri)

Nome

Link (Visibile a tutti)


Email (Visibile solo dall'amministratore)


Salva i miei dati per futuri commenti

Ricevi in email la notifica di nuovi commenti

I commenti sono moderati. Il tuo commento sarà visibile solo quando approvato.
Il seguente campo NON deve essere compilato.



Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.

54.167.149.128


Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 La vecchia Zimarra di Regina Coeli a cena intorno al proprio Comandante Francesco Ventura

2 Commozione per la morte di due detenuti, ma la stampa omette di dire che uno aveva stuprato una bambina disabile e l''altro ucciso i genitori adottivi

3 Tre buoni motivi per cui la Polizia Penitenziaria non può essere sciolta come la Forestale

4 Come mi mancano gli Agenti di Custodia … allora non c’erano suicidi tra di noi … perché?

5 Bologna: poliziotto penitenziario di 44 anni lotta tra la vita e la morte dopo essersi sparato un colpo di pistola alla testa

6 Rosario Di Bella, Sovrintendente Capo della Polizia Penitenziaria è deceduto. Lavorava nel carcere di Imperia

7 Focus su: batteri, virus e malattie infettive nella carceri. Poliziotti e detenuti a rischio contagio

8 La sanzione disciplinare nei confronti del poliziotto penitenziario

9 Statistiche delle carceri in Italia: i polli di Trilussa e i polli del DAP

10 Qualcuno ci aiuti a fermare la strage!





Tutti gli Articoli
1 Agente Penitenziario si spara in bocca con pistola d''ordinanza mentre era in sala di attesa dell''ospedale. E'' in coma

2 Attentato in Vaticano sventato dalla Polizia Penitenziaria: detenuto marocchino voleva fare una strage

3 Rivolta nel carcere di Velletri: Polizia Penitenziaria sul limite di usare la forza

4 Detenuto si libera dal controllo della Polizia Penitenziaria e muore gettandosi dal quinto piano durante un sopralluogo fuori dal carcere

5 Informativa DAP: ai mujaheddin kosovari è arrivato ordine di attaccare l''Italia

6 La nuova Legge che obbliga i Poliziotti a riferire ai propri superiori le indagini giudiziarie

7 Morì sotto il furgone della Polizia Penitenziaria: per la Procura responsabili autista e gli operai del cantiere

8 Quattro detenuti evadono dal carcere minorile di Monteroni di Lecce: allarme dato in mattinata

9 Dal carcere di Padova detenuto gestiva traffico di droga in Sicilia con computer e pizzini

10 Santi Consolo: senza la Magistratura di Sorveglianza potremmo spostare tutte le madri detenute in pochi giorni


  Cerca per Regione