Febbraio 2017
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Interrogazioni parlamentari sul carcere 25 - 29 ottobre 2010.


Polizia Penitenziaria - Interrogazioni parlamentari sul carcere 25 - 29 ottobre 2010.

Notizia del 30/10/2010

in Dal Parlamento.

(Letto 2434 volte)

Scritto da: Damiano Bellucci

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ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03927
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 445 del 26/10/2010
Firmatari
Primo firmatario: MAGISTRELLI MARINA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 26/10/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
UNIONE DI CENTRO, SVP E AUTONOMIE (UNION VALDOTAINE, MAIE, IO SUD, MOVIMENTO REPUBBLICANI EUROPEI)
26/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
26/10/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 26/10/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03927
presentata da
MARINA MAGISTRELLI
martedì 26 ottobre 2010, seduta n.445
MAGISTRELLI, SBARBATI, AMATI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
in data 22 ottobre 2010 nel carcere di Ancona Montacuto nella sua cella è stato ritrovato morto Alberto Grande, di 22 anni;
si tratta della terza vittima deceduta nell'istituto di pena anconetano dall'inizio dell'anno: tre detenuti "giovani" e non affetti da particolari patologie, le cui morti appaiono quantomeno "sospette";
infatti, a maggio è stato ritrovato senza vita sul pavimento della propria cella un giovane proveniente dal Marocco di 27 anni, la cui morte è stata classificata dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria come "morte per cause naturali";
il 25 settembre un tunisino, si chiamava Ajoub Ghaz, di 26 anni veniva ritrovato morto nella sua cella. Dai primi rilievi sembrava che avesse ingerito un mix letale di farmaci;
per Alberto Grande, trovato morto dal compagno di cella il 22 ottobre, gli inquirenti e le autorità carcerarie hanno escluso che si sia trattato di un gesto volontario;
la cosa certa al momento è che sul corpo del giovane non sono stati trovati segni di morte violenta, e che l'autopsia, disposta dalla procura, sembra evidenziare che si tratti di intossicazione da assunzione di un mix letale farmaci o da sostanze stupefacenti;
sono state avviate indagini sia dalla Procura della Repubblica di Ancona sia un'indagine interna per chiarire l'accaduto, da cui si attende la ricostruzione esatta dell'episodio per prendere gli eventuali provvedimenti;
rimane il fatto che un ragazzo di 22 anni, entrato sano in carcere nel mese di luglio 2010, è morto in carcere ;
è, comunque, necessario vista la drammatica situazione fare chiarezza, da parte del Ministro, sulla reale capacità della struttura carceraria di tutelare la salute dei detenuti;
anche l'Osservatorio permanente sulle morti in carcere parla di "terza morte misteriosa" nel carcere dorico;
quello di Ancona si sta rivelando un carcere da terzo mondo per sovraffollamento e la situazione veramente critica;
le interroganti avevano già richiamato l'attenzione del Ministro in indirizzo sulla drammatica situazione di sovraffollamento del carcere di Ancona con l'interrogazione 4-03243 del 27 maggio 2010;
è nuovamente necessario rilevare, alla luce dei drammatici episodi riportati, come la situazione nel carcere di Ancona è sempre più insostenibile;
ciò determina la violazione della dignità dei detenuti imputabile in misura significativa al grado di sovraffollamento che si registra con incremento preoccupante come in tutti gli istituti di pena italiani;
degrado, sovraffollamento, scarsità di fondi per opere di manutenzione delle strutture e per acquistare beni anche di prima necessità, carenza di personale sia tra gli agenti di Polizia penitenziaria che tra educatori, psicologi e personale sanitario sono stati segnalati in diverse occasioni dagli operatori del settore, ad Ancona come in molte realtà italiane, e sono stati oggetto di numerose interrogazioni parlamentari;
ad oggi, su tali problematiche non vi è stata ancora nessuna risposta da parte del Ministro, pur persistendo la gravissima situazione del carcere di Ancona, evidenziata ancor più dalle morti dei tre giovani detenuti,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo ritenga opportuno riferire sui tre decessi avvenuti nel carcere di Ancona e sulle precise cause che li hanno provocati;
se sia a conoscenza delle problematiche del carcere di Montacuto di Ancona, relativamente alla difficile situazione sanitaria, alla carenza di personale e al suo grave sovraffollamento, aspetti che pongono in forse il pieno rispetto della tutela della salute e della dignità dei detenuti;
quali urgenti iniziative ed interventi abbia programmato ed intenda assumere per risolvere nello specifico tale complesso di problematiche.
(4-03927)
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09157
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 388 del 26/10/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 25/10/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 25/10/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09157
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 26 ottobre 2010, seduta n.388

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ANSA del 20 ottobre 2010, un detenuto maghrebino con seri problemi di equilibrio mentale ha appiccato il fuoco nella sua cella del carcere di Taranto per togliersi la vita;

l'episodio si è verificato nel reparto isolamento del carcere e a darne notizie è stato il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria che ha parlato di «tragedia sfiorata, evitata grazie all'intervento degli agenti»;

il detenuto, con un accendino, ha dato fuoco al materasso e alle suppellettili, dopodiché un fumo intenso ha avvolto subito l'intera sezione isolamento ove erano rinchiusi altri detenuti, che hanno cominciato a chiedere aiuto;

sulla vicenda, Federico Pilagatti, segretario del sindacato SAPPE, ha detto che «il comandante e alcuni poliziotti penitenziari, a rischio della loro incolumità, senza maschere e con un panno imbevuto d'acqua sul viso per difendersi, si sono gettati nella colonna di fumo per aprire le celle dei detenuti e portarli in salvo all'esterno. Nel frattempo sono arrivati gli altri rinforzi con le maschere antigas ed estintori, riportando la situazione sotto controllo. Anche il detenuto magrebino è stato salvato ed allocato in altro posto. Questo episodio non è che l'iceberg di una situazione di disagio e malessere che viene vissuta nel carcere di Taranto a causa dell'ormai non più accettabile sovraffollamento di detenuti: oltre 600 a fronte di 260 posti, il che scatena comportamenti sempre più drammatici dei detenuti. Chiediamo pertanto al sindaco di Taranto di emettere un provvedimento in cui decreti la chiusura di alcune sezioni detentive, qualora l'Amministrazione penitenziaria non si impegni a riportare la situazione igienico sanitaria all'interno del penitenziario, nel rispetto delle legge e della costituzione» -:

di quali informazioni disponga circa i fatti esposti in premessa;

se il detenuto maghrebino che ha tentato di togliersi la vita fosse seguito da uno psicologo;

quali misure di supporto e di sostegno psicologico siano state adottate nei confronti del detenuto dopo questo episodio;

quali provvedimenti intenda adottare al fine di riportare a norma la situazione igienico-sanitaria all'interno del carcere di Taranto;

se non intenda disporre l'immediata chiusura delle sezioni detentive che presentano i maggiori problemi dal punto di vista igienico-sanitario;

quali provvedimenti più in generale intenda adottare al fine di porre rimedio al grave sovraffollamento della struttura penitenziaria tarantina. (4-09157)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09158
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 388 del 26/10/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 25/10/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 25/10/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09158
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 26 ottobre 2010, seduta n.388

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

sul quotidiano Il Gazzettino del 21 ottobre 2010 è apparso il seguente articolo intitolato «Rovigo: la Polizia Penitenziaria è senza uomini. In attesa del nuovo carcere per 210 detenuti»;

l'articolo dà conto della seguente situazione: «Il segretario regionale Fp Cgil Alessandro Biasioli e quello provinciale Gianpietro Pegoraro vogliono richiamare l'attenzione dei vertici nazionali per denunciare le gravi carenze di organico all'istituto penitenziario, che si acuiscono ulteriormente nei casi di distacchi in altri enti o per scorta dei detenuti. I numeri parlano chiaro: 118 i carcerati per una capienza tollerabile tra uomini e donne di 79, il personale previsto dal Dipartimento è di 66 agenti ma ne vengono impiegati solo 60 di cui 5 in distacco, 1 in maternità e 2 in congedo permanente. Otto agenti sono esonerati dal servizio notturno, tre per la legge 104/92 (sulla disabilità o disagio sociale), cinque compongono il nucleo traduzioni. Quindi il personale maschile che si turna è di 20 agenti, »Una situazione che comporta - spiega Pegoraro - un aumento di notti mensili che supera abbondantemente quello stabilito a livello locale, una diminuzione di riposi festivi, la mancanza del rispetto della persona e della sicurezza. Nella sezione detentiva femminile, con tre turni anziché quattro, sono impiegate solo 8 agenti, uno solo per tutto il servizio notturno e talvolta uno per due turni in un giorno«. I due segretari della Cgil sottolineano poi che non vengono rispettati nemmeno gli accordi locali e per questo chiedono una convocazione urgente di un tavolo di confronto prima di arrivare alle vie legali per il rispetto del diritto al riposo settimanale, alle ferie e ad un minor numero di turni notturni. Il 28 ottobre anche una delegazione di Rovigo parteciperà alla manifestazione di Roma della polizia penitenziaria contro il disagio subito a causa del sovraffollamento generalizzato delle carceri italiane e della carenza di organico» -:

quali provvedimenti immediati intenda adottare al fine di porre termine alla grave carenza di organico del personale della polizia penitenziaria assegnato presso il carcere di Rovigo;

entro che termini saranno ultimati i lavori di costruzione del nuovo istituto di pena di Rovigo. (4-09158)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09156
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 388 del 26/10/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 25/10/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 25/10/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09156
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 26 ottobre 2010, seduta n.388

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dal quotidiano Il Tirreno del 22 ottobre 2010, gli avvocati penalisti appartenenti alla Camera penale di Pistoia hanno deciso che «alla luce dell'ultimo, drammatico evento, che ha visto la morte di un giovane di 28 anni in custodia cautelare, occorre rinnovare la denuncia della inaccettabile situazione carceraria della nostra città»;

già lo scorso 18 giugno gli avvocati penalisti avevano segnalato le condizioni chiaramente contrarie ai presupposti di legge in cui versa il carcere di Pistoia con un esposto alla locale procura della Repubblica e al tribunale di sorveglianza di Firenze;

in quell'occasione, di concerto ed in concomitanza con tutte le altre camere penali italiane, si segnalava il preoccupante e drammatico sovraffollamento del carcere di Pistoia dove, a fronte di una capienza massima tollerabile di 101 persone, alla data di presentazione dell'esposto si trovavano ristrette 154 persone;

vittime indirette di questa situazione sono anche gli stessi operatori penitenziali, che quotidianamente vivono accanto ai detenuti i disagi creati da una realtà insostenibile -:

di quali informazioni disponga in ordine ai fatti riferiti in premessa;

se non intenda disporre un'ispezione presso il carcere di Pistoia;

quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di riportare l'istituto di pena in questione entro i parametri fissati dalle leggi, costituzionali ed ordinarie, e dai regolamenti amministrativi. (4-09156)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09155
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 388 del 26/10/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 25/10/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 25/10/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09155
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 26 ottobre 2010, seduta n.388

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato da Il Corriere delle Alpi del 6 ottobre 2010, S.D., detenuto nel carcere di Baldenich, è stato ricoverato d'urgenza nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Belluno per un'overdose causata da sostanze oppiacee;

sulla vicenda la madre del ragazzo ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Mio figlio mi ha raccontato di aver preso un mix di diverse sostanze. Davanti alle guardie che lo piantonano parla poco e malvolentieri, così non sono ancora riuscita a capire che cosa ha assunto e perché. Ho intenzione, in ogni caso, di andare fino in fondo a questa vicenda: se i soccorsi fossero arrivati poco tempo dopo mio figlio ora non sarebbe vivo. Non credo sia normale che all'interno di un carcere possano succedere cose di questo tipo. Andrò a parlare con la direttrice del penitenziario: mi aspetto delle spiegazioni chiare»;

la direttrice del carcere di Belluno, dottoressa Immacolata Mannarella, nega possa essersi verificato un passaggio di sostanze stupefacenti all'interno del penitenziario: «Non mi risulta che nel mio carcere circolino cose proibite. Se qualcosa fosse sfuggito ai controlli saremmo i primi ad essere arrabbiati e rammaricati, ma prima di ipotizzare scenari di questo tipo sarebbe bene aspettare i risultati delle analisi fatte sul detenuto»;

il detenuto è stato dichiarato fuori pericolo di vita dai medici. Resterà ancora per qualche giorno ricoverato in rianimazione, dove viene monitorato anche un possibile principio di polmonite. Il primario del reparto, Giovanni Gouigoux, pare non aver dubbi sul fatto che il giovane abbia assunto sostanze stupefacenti: «Quando il giovane è arrivato in pronto soccorso, tutti i sintomi che abbiamo riscontrato riconducevano a un uso di sostanze oppiacee. Gli abbiamo immediatamente somministrato un antidoto e il ragazzo, poco dopo, si è risvegliato da un coma molto profondo»;

occorre dunque chiarire come sia stato possibile che tale sostanza stupefacente sia arrivata all'interno del carcere e da chi l'abbia avuta il detenuto -:

di quali informazioni disponga in ordine ai fatti riferiti in premessa e se non intenda chiarire, ricorrendo ai suoi poteri ispettivi presso il carcere, i motivi che hanno provocato il malore del detenuto S.D. -:

se nel carcere il detenuto sia stato seguito adeguatamente dal presidio medico lì presente;

se e come intenda procedere qualora siano accertate eventuali responsabilità del direttore del carcere in questione e/o del personale amministrativo circa l'ingresso della sostanza stupefacente all'interno del predetto istituto di pena. (4-09155)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09154
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 388 del 26/10/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 25/10/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
25/10/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 25/10/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-09154
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 26 ottobre 2010, seduta n.388

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'Osservatorio Permanente sulle morti in carcere composto da Radicali italiani, Il Detenuto ignoto, Antigone, A buon diritto, Ristretti orizzonti e Radiocarcere, Alberto Grande, 22 anni, è stato ritrovato morto la mattina del 22 ottobre nella sua cella del carcere di Montacuto ad Ancona. Si tratta della terza vittima rinvenuta dentro l'istituto di pena anconetano dall'inizio dell'anno: tre detenuti giovani e non affetti da particolari patologie, le cui morti appaiono quantomeno «sospette»;

il primo caso risale allo scorso mese di maggio, quando un 27enne marocchino fu ritrovato senza vita steso sul pavimento della cella. La notizia non trapelò fino ad agosto quando, in occasione dell'iniziativa «Una cella in piazza», la responsabile del provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria, Manuela Ceresani, dichiarò alla stampa: «Due soli i suicidi registrati da inizio anno (nelle carceri delle Marche - n.d.r.), uno ad Ancona (Montacuto) e il secondo a Fermo». (Il Messaggero - Cronaca di Ancona, 21 agosto 2010). Ma il Dipartimento della amministrazione penitenziaria, che ha ricevuto dal Prap delle Marche la comunicazione del decesso (suicidio?), ha classificato l'episodio come «morte per cause naturali», come risulta dalla statistica sugli «eventi critici» in carcere aggiornata al 9 agosto 2010 e diffusa a inizio settembre;

il pomeriggio del 25 settembre Ajoub Ghaz, detenuto tunisino di 26 anni, viene ritrovato morto nella sua cella. Dai primi rilievi sembra che abbia ingerito un mix letale di farmaci. La procura di Ancona dispone l'autopsia. «Non si esclude la tesi di un suicidio» (Resto del Carlino - Cronaca di Ancona, 26 settembre 2010);

il 27 settembre Eugenio Sarno, segretario generale del sindacato Uil-Pa Penitenziari, ha dichiarato all'Adnkronos: «Il suicidio del 26enne detenuto tunisino nel carcere di Ancona, che si è verificato sabato scorso, fa salire l'asticella delle autosoppressioni dietro le sbarre, nel 2010, a 50 morti»;

il 13 ottobre il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria diffonde le statistiche aggiornate riguardanti i suicidi in carcere: ad Ancona non risulta avvenuto nessun suicidio, mentre risulta quello avvenuto a Fermo (Ap), come dichiarato dalla responsabile del provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria delle Marche in agosto. Si tratta di Vincenzo Balsamo, che si è impiccato il 23 febbraio;

il 22 ottobre, per la terza volta dall'inizio dell'anno, nel carcere di Montacuto un giovane detenuto muore per cause apparentemente misteriose. Il Resto del Carlino - Cronaca di Ancona, ha scritto il giorno successivo: «Ennesimo giallo nel carcere di Montacuto. La vittima è un ragazzo di origini napoletane, Alberto Grande, e il rinvenimento del suo cadavere è avvenuto nella tarda mattinata di ieri». Quando un compagno di cella ha dato l'allarme sul posto sono accorsi medico e infermiere del carcere che hanno tentato di rianimare il giovane, purtroppo invano. Grande non si è mai ripreso e una volta constatato il decesso la salma è stata trasferita all'istituto di medicina legale dell'ospedale di Torrette. Tutte in piedi le ipotesi che hanno provocato l'arresto cardiocircolatorio del ventiduenne. Gli inquirenti e le autorità carcerarie non escludono che si sia potuto trattare di un gesto volontario, magari a seguito dell'assunzione di farmaci. La cosa certa al momento è che sul corpo del giovane non sono stati trovati segni di morte violenta, ma è chiaro che soltanto l'autopsia, disposta dalla procura, chiarirà ogni dubbio -:

di quali informazioni disponga circa i fatti riferiti in premessa;

per quali motivi i tre decessi avvenuti nel carcere di Ancona non risultino registrati tra le statistiche aggiornate sui suicidi in carcere diffuse dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria;

se non intenda disporre un'ispezione presso l'istituto di pena di Ancona.
(4-09154)
 

Damiano Bellucci


Scritto da: Damiano Bellucci
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Commenti Commenti dei lettori

n. 1


Certo che i nostri politici sono davvero eccezionali.Sono anni che governi di destra e di sinistra tagliano e se ne fregano del carcere. Bla, bla, bla , solo chiaccere senza distintivo!!!!!!

Di  antonio  (inviato il 30/10/2010 @ 20:24:44)




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