Novembre 2016
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Interrogazioni parlamentari sul carcere 27 giugno - 2 luglio 2011.


Polizia Penitenziaria - Interrogazioni parlamentari sul carcere 27 giugno - 2 luglio 2011.

Notizia del 08/07/2011

in Dal Parlamento.

(Letto 2156 volte)

Scritto da: Damiano Bellucci

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ATTO SENATO


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05494


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 575 del 29/06/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: DI GIOVAN PAOLO ROBERTO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 29/06/2011


 














































































Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

29/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/06/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

·         MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI


 

·         MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 29/06/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05494


 

presentata da


 

ROBERTO DI GIOVAN PAOLO
mercoledì 29 giugno 2011, seduta n.575


 

DI GIOVAN PAOLO, PINOTTI, CARLONI, PASSONI, DE SENA, SOLIANI, MARINO Ignazio, ANTEZZA, CECCANTI, PERDUCA, PORETTI, CAROFIGLIO, MAGISTRELLI, TOMASELLI, FERRANTE, VITA, ADAMO, MAZZUCONI - Ai Ministri della giustizia, del lavoro e delle politiche sociali e dell'economia e delle finanze - Premesso che:


 

la Direzione della casa di reclusione di Roma Rebibbia rivela ai datori di lavoro dei detenuti, con una comunicazione del 18 giugno 2011, l'esaurimento del budget destinato agli sgravi fiscali e contributivi per l'anno 2011 previsti dalla legge n. 193 del 2000 (cosiddetta legge Smuraglia) per l'assunzione dei detenuti;


 

il dettato normativo e costituzionale considera il lavoro carcerario uno degli elementi fondamentali del trattamento rieducativo;


 

la legge Smuraglia è uno degli strumenti per rompere l'isolamento del mondo penitenziario e ha finora favorito e agevolato molti datori di lavoro intenzionati ad assumere ed occupare i detenuti;


 

vi è una viva preoccupazione delle cooperative sociali che nei mesi e negli anni passati hanno ideato e realizzato specifici progetti per l'inserimento lavorativo di detenuti e che in buona parte, con la mancanza del finanziamento della normativa in questione, non sarebbero più realizzabili;


 

la mancanza di tali fondi vanifica il percorso lungo e tortuoso che da anni, dall'applicazione della riforma Gozzini (di cui alla legge n. 663 del 1986), ha portato al recupero sociale civile e professionale di moltissimi detenuti che altrimenti sarebbero stati con facilità riassorbiti dal circuito criminale e delinquenziale;


 

come ha più volte sottolineato il primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo con precedenti interrogazioni, nelle carceri italiane le condizioni detentive sono incompatibili con il rispetto della dignità umana a causa della drammatica e insostenibile condizione di sovraffollamento, e la mancanza di fondi che promuovono il reinserimento sociale va ad aggravare una situazione al limite del sopportabile,


 

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della gravità di tale situazione e se intendano intervenire, per quanto di competenza, anche in via normativa, per far sì che venga ripristinato il finanziamento previsto dalla legge n. 193 del 2000.


 

(4-05494)


 

ATTO SENATO


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05508


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 577 del 30/06/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: POLI BORTONE ADRIANA
Gruppo: COESIONE NAZIONALE - IO SUD
Data firma: 30/06/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 30/06/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05508


 

presentata da


 

ADRIANA POLI BORTONE
giovedì 30 giugno 2011, seduta n.577


 

POLI BORTONE - Al Ministro della giustizia - Premesso che:


 

nei giorni scorsi un detenuto di 38 anni nel carcere di Lecce è stato protagonista di un atto di autolesionismo: ha ingerito due lamette da barba ed è stato trasportato in ospedale;


 

il gesto è stato determinato dalle precarie condizioni del giovane costretto su una sedia a rotelle a causa di un episodio violento;


 

in un primo momento il detenuto era stato assegnato agli arresti domiciliari, poi revocati;


 

occorrerebbe ricoverare il detenuto in una eventuale struttura sanitaria adeguata alle sue condizioni precarie di salute;


 

nonostante l'impegno e la buona volontà dei dirigenti e del personale, le condizioni del carcere di Lecce (ma, si potrebbe dire, delle tante carceri più in generale) non sono tali da consentire che siano rispettati pienamente i diritti umani;


 

da 100 giorni l'on. Pannella ha iniziato uno sciopero della fame per sottoporre all'attenzione del Parlamento un problema della massima gravità, quale quello del sovrappopolamento delle carceri,


 

si chiede di sapere quali iniziative immediate il Ministro in indirizzo intenda assumere per affrontare un problema così grave, sia per il caso specifico del carcere di Lecce, sia per le condizioni più generali delle carceri italiane.


 

(4-05508)


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12542


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 494 del 30/06/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: ZACCHERA MARCO
Gruppo: POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 30/06/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 30/06/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12542


 

presentata da


 

MARCO ZACCHERA
giovedì 30 giugno 2011, seduta n.494


 


ZACCHERA. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

polemiche giornalistiche dei giorni scorsi accennano all'affitto a Bergamo di un vasto immobile a cura del Ministero della giustizia per ospitarvi una sede per i corsi di formazione e specializzazione dei magistrati;

a Verbania, sul lago Maggiore, il Ministero dispone di una scuola per la polizia penitenziaria di recente costruzione ma del tutto sottoutilizzata, e recentemente completata con aule, servizi scolastici, aula magna e sale minori, palestra, poligono di tiro ed oltre 250 posti letto tutti in camere con bagno;

la struttura è posizionata in una posizione invidiabile con una magnifica vista sul lago Maggiore ed ha tutte le caratteristiche di un centro scolastico adeguato ad ogni necessità;

nella scuola di Verbania l'attività svolta è minima, non si sono ivi concentrati corsi adeguati di allievi o di aggiornamento, ma solo attività a livello regionale;

la scuola di Verbania ha ospitato negli anni scorsi corsi di formazione professionale e riqualificazione per giudici iracheni che nella struttura hanno trovato ogni comfort -:

per quali motivi il Ministero della giustizia non utilizzi meglio questa struttura che è costata ingenti fondi pubblici e che, essendo di proprietà ministeriale, potrebbe essere destinata senza ulteriori costi ad ospitare i corsi di formazione e qualificazione dei magistrati italiani.
(4-12542)


 

 


 

ATTO CAMERA



 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12516


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 493 del 29/06/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: MELIS GUIDO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 29/06/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 29/06/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12516


 

presentata da


 

GUIDO MELIS
mercoledì 29 giugno 2011, seduta n.493


 


MELIS. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

nella legge 26 luglio 1975, n. 354, sull'ordinamento penitenziario, all'articolo 80 per lo svolgimento delle attività di osservazione e di trattamento dei detenuti, l'amministrazione penitenziaria è stata autorizzata ad avvalersi di professionisti esperti in psicologia, servizio sociale, pedagogia, psichiatria e criminologia clinica;

in seguito alle successive integrazioni e modificazioni di tale legge e alle successive circolari del dipartimento per l'amministrazione penitenziaria tale figura ha assunto via via caratteristiche peculiari, precisandosi sempre meglio come quella di un esperto preposto all'osservazione scientifica della personalità del detenuto, al sostegno psicologico, alla prevenzione del rischio autolesivo e di suicidio, che partecipa altresì in modo determinante alla équipe multidisciplinare cui è affidata la relazione finale al termine del periodo di osservazione;

in particolare, è affidato agli esperti, oltre al colloquio di osservazione e trattamento della personalità, anche il colloquio volto a valutare i casi di applicazione della sorveglianza particolare (ex articolo 14-bis), i motivi disciplinari, la presenza di rischi di autolesionismo e anticonservativi, la presenza di aggressività etero diretta, i casi di isolamento diurno, la valutazione delle difficoltà eventualmente rilevate da altri operatori penitenziari circa il comportamento del detenuto, i disagi legati alla riduzione di trattamento intramurario nei detenuti sottoposti a regime del 14-bis o all'isolamento, il sostegno psicologico, l'osservazione secondo il 4-bis («pacchetto sicurezza» 2009) di un anno dei cosiddetti sex-offender, l'osservazione scientifica della personalità come strumento di valutazione per fornire al magistrato di sorveglianza indicazioni sulla revisione critica del reato e/o assenza di pericolosità sociale in vista dell'applicazione dei benefici premiali o delle misure alternative di detenzione;

pur incaricata di tali delicate funzioni, la figura dell'esperto ex articolo 80 (circa 400 persone in tutti Italia) versa tuttora in una posizione di incertezza e instabilità lavorativa, essendo la sua presenza soggetta ad un monte ore che sulla carta può arrivare alle 64 ore mensili ma che nella pratica corrente non supera le 20 (e in certi istituti si riduce sino al limite delle 3 ore al mese);

in questo modo la stessa ratio legislativa che presiedette alla istituzione di questa figura professionale viene di fatto vanificata, esponendo i detenuti a rischi gravissimi sul piano dell'incolumità personale, come del resto documentabile anche dalle sole statistiche recenti dei suicidi e degli atti di autolesionismo, ciò in contrasto aperto con quanto stabilito dall'articolo 27, comma 3, della Costituzione;

40 esperti ex articolo 80, rivoltisi al magistrato del lavoro, hanno già ottenuto (esempio presso i tribunali di Milano, Nuoro, Sulmona, Vasto, Frosinone, Pesaro e altri) il riconoscimento dei propri diritti e la condanna dell'amministrazione penitenziaria al risarcimento del danno, avendo riconosciuto i giudizi la natura subordinata dell'attività lavorativa in questione;

ciononostante l'amministrazione penitenziaria, a quanto consta all'interrogante, di fatto disapplicherebbe sistematicamente le sentenze del giudice del lavoro -:

quali siano gli intendimenti del Ministro circa l'indispensabile ruolo della figura professionale dell'esperto ex articolo 80 della legge n. 354 del 1975 nell'ambito della attuale politica carceraria, con particolare riferimento ai principi affermati nella Costituzione;

quali misure concrete il Ministro intenda assumere, anche tenendo conto delle sempre più allarmanti statistiche sui suicidi nei penitenziari, per garantire il pieno ripristino della funzione garantita dagli esperti nelle carceri italiane;

se non ritenga il Ministro di intervenire presso l'amministrazione penitenziaria per assicurare il pieno rispetto delle sentenze dei giudici del lavoro sopra menzionate.(4-12516)


 

 


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12482


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 492 del 28/06/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 28/06/2011


 






























Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

28/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

28/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

28/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

28/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

28/06/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 28/06/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12482


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 28 giugno 2011, seduta n.492


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato da Agenda Parlamento del 20 giugno 2011, un detenuto del carcere di Buoncammino attende da cinque mesi che gli vengano recapitati i bagagli rimasti nell'istituto di pena di Trapani da cui è stato trasferito per motivi di salute;

nonostante i ripetuti solleciti al direttore dell'istituto siciliano, l'uomo non ha ancora ricevuto alcunché e quindi ha deciso di presentare un esposto alla procura della Repubblica;

Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione «Socialismo Diritti Riforme», ha avuto un lungo colloquio con il detenuto, 44 anni, nato a Buenos Aires, attualmente ristretto nel Centro clinico della casa circondariale di Cagliari, il quale le ha detto quanto segue: «Il 21 gennaio scorso sono stato tradotto a Buoncammino per la necessità di usufruire di una struttura penitenziaria dotata di un Centro Diagnostico Terapeutico in cui poter effettuare tempestivamente cure ed esami. All'atto del trasferimento mi consentirono di portare solo lo stretto necessario sia perché il trasferimento sarebbe avvenuto con l'aereo sia perché il soggiorno nel nuovo carcere sarebbe durato solo pochi giorni. Una volta giunto a destinazione ho appreso che la permanenza nell'Istituto sardo si sarebbe protratta a causa delle mie precarie condizioni di salute. Ho quindi scritto al direttore del carcere di Trapani informandolo della situazione e chiedendogli di farmi recapitare, come del resto mi era stato assicurato al momento del trasferimento qualora la permanenza si fosse prolungata per un periodo ragionevole, i bagagli. Non avendo avuto risposta, ho inviato un'istanza attraverso l'Istituto cagliaritano. Ancora una volta però non ho avuto riscontro. Ho quindi presentato reclamo al Magistrato di Sorveglianza di Cagliari per sollecitare il direttore di Trapani. Nessun riscontro hanno avuto neanche le richieste inviate via fax e gli interventi telefonici da parte dei miei avvocati. Del problema sono stati interessati anche il direttore e il comandante della casa circondariale di Cagliari i quali mi hanno comunicato che il direttore di Trapani non intendeva recapitare i bagagli essendo la mia assegnazione provvisoria. È evidente che il direttore del carcere di Trapani interpreta erroneamente il comma 8 dell'articolo 83 del decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000 in quanto la durata del trasferimento non può considerarsi breve essendo trascorsi 5 mesi e presumibilmente essendo necessaria una ulteriore permanenza per ragioni legate alle condizioni di salute. La chiarezza della normativa rende incomprensibile l'atteggiamento ostinato del direttore. Ho presentato un esposto alla procura della Repubblica per verificare se non possa configurarsi il reato di omissione di atti d'ufficio»;

a giudizio della prima firmataria del presente atto si tratta di un'assurda vicenda che viola il diritto del cittadino privato della libertà, danneggiandolo -:

quali urgenti iniziative intenda adottare affinché al detenuto in questione vengano recapitati immediatamente tutti i suoi bagagli con i libri in essi contenuti;

se non si intendano adottare gli opportuni provvedimenti disciplinari nei confronti del direttore e del comandante del carcere cagliaritano, i quali fino ad oggi hanno inspiegabilmente impedito al detenuto di poter esercitare il suo sacrosanto diritto allo studio interpretando, ad avviso degli interroganti, erroneamente l'articolo 83, comma 8, del decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000. (4-12482)


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12476


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 492 del 28/06/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 27/06/2011


 






























Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

·         MINISTERO DELLA SALUTE


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 27/06/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12476


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 28 giugno 2011, seduta n.492


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.


 

- Per sapere - premesso che:

domenica 19 giugno 2011 la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo ha visitato il carcere di Bologna «La Dozza» assieme a Monica Mischiatti e ad Arcangelo Macedonio dell'Associazione Radicali Bologna;

nell'istituto bolognese erano presenti 1140 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 483 posti; gli uomini detenuti sono 1076 mentre le donne sono 66; i detenuti tossicodipendenti sono in tutto 279: 266 uomini e 13 donne; i detenuti stranieri costituiscono il 63 per cento della popolazione detenuta;

per quanto riguarda il corpo degli agenti di polizia penitenziaria, l'organico previsto dal decreto ministeriale 6 settembre 2001 era di 567 unità, mentre quello attualmente amministrato è di 518 unità, ma quello effettivo al netto di distacchi, missioni, aspettative e maternità è di 370 unità; in questa situazione il monte ore assegnato di circa 71.000 ore in un anno è assolutamente insufficiente a coprire il fabbisogno; infatti, nel 2010 il corpo ha garantito:

17.494 colloqui di detenuti con i loro familiari, per un totale di circa 60.000 ingressi;

17.031 colloqui telefonici (quasi 5.000 in più rispetto al 2009);

sono state effettuate 2.948 traduzioni e sono stati messi in movimento 4.345 detenuti; i detenuti piantonati presso luoghi esterni di cura sono stati 135 rispetto ai 98 dell'anno precedente. Le visite programmate o d'urgenza sono passate da 567 a 887; vi sono stati 2.035 ingressi comprensivi di detenuti nuovi giunti ed assegnati ad altri istituti nonché 2.046 uscite comprensive di detenuti trasferiti in altri istituti o rimessi in libertà;

quanto all'aspetto sanitario, il passaggio della sanità penitenziaria al servizio sanitario nazionale presenta ancora gravi carenze: in particolare, l'assistenza odontoiatrica e l'assistenza psichiatrica sembrano problemi irrisolvibili e ciò è particolarmente grave considerati i problemi che colpiscono l'apparato stomatologico dei detenuti e il disagio psichiatrico sempre più diffuso negli istituti penitenziari; persino medicine di prima necessità devono essere acquistate all'esterno e a spese dei detenuti; a volte, piccole emergenze come un forte mal di denti non possono essere affrontate tempestivamente perché gli infermieri non possono dare al detenuto un farmaco come l'Aulin senza prescrizione medica;

la fatiscenza dell'istituto «La Dozza» diviene sempre più allarmante perché anche i fondi della manutenzione ordinaria sono da tempo ridottissimi: il cattivo odore delle fogne ha accompagnato la delegazione per tutta la visita essendo state le fognature dell'istituto costruite in previsione di una popolazione penitenziaria più che dimezzata rispetto all'attuale; anche i locali che ospitano le docce sono in rovina con le mura piene di muschio di colore verde e nero; l'acqua calda non c'è per tutti ed è più che probabile che in estate - come accaduto l'anno scorso - l'acqua sia calda che fredda verrà a mancare del tutto;

quanto alle condizioni di vita dei detenuti, queste sono letteralmente indecenti: in celle fatiscenti di 11 metri quadri costruite per ospitare un detenuto, ce ne sono ammassati tre peraltro costretti a viverci per almeno 21 ore al giorno; i carcerati, anche i più indigenti (la stragrande maggioranza) sono costretti ad acquistare persino la carta igienica e i prodotti per l'igiene personale e per la pulizia delle celle; le possibilità di lavoro per i reclusi sono pochissime: nemmeno la carente «pianta organica per il lavoro dei detenuti», secondo la quale dovrebbero lavorare circa 260 detenuti, viene rispettata perché coloro che svolgono mansioni peraltro poco qualificanti, sono circa un centinaio; molti detenuti vivono lontanissimi dai propri familiari e raramente riescono a fare colloqui persino con mogli e figli;

sulla mancanza di lavoro in carcere, l'interrogante ritiene di dover segnalare una cella del carcere bolognese dove vivono tre giovani detenuti marocchini di 20, 26 e 31 anni (Said, Raduan e Ahmed), due dei quali appellanti e uno definitivo; i tre ragazzi magrebini hanno sistemato la stanzetta che li ospita con tocco quasi artistico: alle mura sporche hanno applicato - come fosse carta da parati - lenzuola riciclate di vari colori abbinati con gusto; inoltre, sempre munendosi di colla fatta con farina e acqua, carta e stoffa, hanno costruito un bellissimo lampadario, dei porta CD, e ganci appendi-tutto; durante tutto il tempo della permanenza della delegazione nella cella, i tre giovani non hanno fatto altro che ripetere «aiutateci a fare un lavoro; siamo bravi, sappiamo fare tutto, non lasciateci marcire qui dentro per 24 ore; noi non andiamo nemmeno all'aria per paura di provocazioni durante i passeggi che potrebbero farci prendere qualche rapporto»;

secondo l'efficientissimo comandante, il dottor Roberto Di Caterino, sono esauriti i fondi di tutti i capitoli di spesa necessari per l'amministrazione dell'istituto;

la prima firmataria del presente atto ha presentato altre interrogazioni sul carcere bolognese, in particolare la n. 4-08971 relativa ad un'altra visita ispettiva effettuata nell'ottobre del 2010, rimaste senza risposta -:

se sia a conoscenza di quanto rappresentato in premessa;

quali interventi urgenti intenda mettere in atto per riportare la capienza della casa circondariale di Bologna nei numeri regolamentari;

in che modo intenda affrontare la carenza del personale di polizia penitenziaria, carenza che incide fortemente sulle già scarsissime attività trattamentali;

se il monte ore delle ore di straordinario assegnato agli agenti sia - in rapporto alla popolazione detenuta - lo stesso in tutti gli istituti italiani e se sia possibile conoscerlo istituto per istituto;

se intenda assumere urgentemente iniziative per coprire e incrementare i capitoli di spesa esauriti, in particolare le risorse destinate al funzionamento stesso dell'istituto e a quelle che consentano maggiori possibilità di lavoro e di studio per i detenuti;

quali iniziative di competenza, anche sul piano del monitoraggio, si intendano mettere in atto per agevolare e rendere definitivamente efficace il passaggio dalla sanità penitenziaria al Servizio sanitario regionale del carcere «La Dozza»;

a quando risalga l'ultima relazione della ASL e cosa vi sia scritto in merito all'agibilità e al rispetto delle norme igienico-sanitarie dell'istituto bolognese;

quali provvedimenti urgenti si intendano adottare al fine di aumentare il numero delle linee telefoniche a disposizione dei detenuti in modo da renderlo adeguato all'elevato tasso di sovraffollamento presente nell'istituto di pena bolognese. (4-12476)


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12474


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 492 del 28/06/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 27/06/2011


 






























Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 27/06/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12474


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 28 giugno 2011, seduta n.492


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Ansa del 23 giugno 2011, un assistente capo di polizia penitenziaria, in servizio presso il gruppo operativo mobile - Gom - di Milano Opera, nella tarda serata del 22 giugno 2011 ha tentato il suicidio ed è ora ricoverato in gravissime condizioni presso l'ospedale Fatebenefratelli di Milano;

sulla vicenda Donato Capece, segretario generale del Sappe, il Sindacato autonomo polizia penitenziaria, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Siamo sconcertati per l'accaduto e forte è la preoccupazione per il fenomeno dei suicidi tra gli appartenenti alle forze di polizia, ed alla Polizia penitenziaria in particolare. Bisogna capire e accertare quanto hanno eventualmente inciso l'attività lavorativa e le difficili condizioni operative del collega che ha posto in essere il tragico gesto estremo, nonché le problematiche connesse alla vita personale dello stesso. La continuità e la periodicità con cui avvengono questi tristi eventi deve fare seriamente riflettere la nostra Amministrazione, che non può non prendere atto delle manifestazioni più drammatiche e dolorose di un disagio derivante, oltre che da problematiche attribuibili alla propria sfera personale, probabilmente anche da un lavoro difficile e carico di tensioni. Nonostante il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, al fine di verificare le condizioni di disagio psico-fisico del personale, si fosse impegnato nel passato per attivare dei centri di ascolto sul disagio lavorativo e personale, di fatto riteniamo che ancora non sia stato fatto quanto basta per abbattere lo stress lavorativo all'interno degli istituti penitenziari» -:


quanti siano i suicidi e i tentati suicidi verificatisi tra gli appartenenti al Corpo della polizia penitenziaria negli ultimi 5 anni;


se non ritenga che avvenimenti tragici di questo tipo dipendano anche dalle manifestazioni più drammatiche e dolorose di un disagio derivante da condizioni di lavoro difficili e cariche di tensioni;


se non intenda avviare immediatamente adeguati centri di ascolto sul disagio lavorativo e personale degli appartenenti al Corpo della polizia penitenziaria.
(4-12474)


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12510


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 493 del 29/06/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: GRIMOLDI PAOLO
Gruppo: LEGA NORD PADANIA
Data firma: 29/06/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 29/06/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12510


 

presentata da


 

PAOLO GRIMOLDI
mercoledì 29 giugno 2011, seduta n.493


 


GRIMOLDI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

la casa circondariale di Monza soffre di una gravissima carenza di personale di polizia penitenziaria della sezione femminile;

tale carenza è stata sottolineata anche dall'organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria (OSAPP);

il disagio crescente del personale si manifesta con turnazioni sempre esposte all'emergenza, benché massima sia l'attenzione da parte della direzione alle problematiche che le vengono sottoposte;

nonostante l'impegno notevole profuso, il quadro che si delinea è a tinte fosche e necessita della giusta attenzione da parte del locale provveditorato -:

se il Ministro sia a conoscenza delle problematiche suddette e se non ritenga opportuno intervenire affinché vengano adottate misure atte a contrastare, anche in vista dell'emergenza estiva, l'esiguità del personale della sezione femminile della casa circondariale di Monza, anche con il ricorso alle procedure di interpello straordinario e della positiva valutazione di istanze di distacco che sono state presentate presso l'ufficio competente. (4-12510)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12473


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 492 del 28/06/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 27/06/2011


 






























Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 27/06/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12473


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 28 giugno 2011, seduta n.492


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:



secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ADNKRONOS del 21 giugno 2011 il provveditorato generale dell'amministrazione penitenziaria del Triveneto ha reso noto, con una nota, che tra non molto agenti di polizia penitenziaria in pensione potranno svolgere, su base volontaria ed in considerazione delle esigenze degli istituti di pena, incarichi, compiti e mansioni compatibili con il proprio status all'interno dei penitenziari;


a tal proposito, i sindacati di polizia penitenziaria Osapp, Sinappe, Cisl-Fns, Fp-Cgil, Ugl e Cnpp, hanno rilasciato il seguente comunicato: «Da oltre un anno e mezzo le organizzazioni sindacali tentano invano di mettere in guardia il ministro della Giustizia Alfano e il capo del Dap Ionta sui rischi che il protocollo di intesa stipulato con l'Anppe, un'associazione di pensionati del Corpo il cui consiglio di amministrazione è composto da dirigenti del sindacato autonomo Sappe, può comportare. Oggi, prendiamo atto del fatto che la realtà ha travalicato la più tragicomica delle previsioni: tra non molto i pensionati lavoreranno al posto degli agenti della Polizia penitenziaria. A quale titolo il ministro Alfano e soprattutto il capo del Dap Ionta continuano ad avallare le assurde pretese di un unico sindacato, per giunta minoritario, consentendo che dei pensionati sostituiscano colleghi ancora in servizio?»;


sottolineata l'incongruenza tra gli impegni assunti dal Governo in merito alle nuove assunzioni di personale della polizia penitenziaria e la scelta di avvalersi di ex appartenenti al Corpo della polizia penitenziaria oggi in pensione, la prima firmataria presente atto non può che evidenziare come il protocollo di intesa stipulato tra il Ministro della giustizia e il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, da una parte, e l'Anppe, dall'altra, oltre che inopportuno, presenti anche profili didubbia legittimità alla luce dalla vigente normativa;


la prima firmataria del presente atto aveva già presentato sulla stessa materia nel settembre del 2010 l'interrogazione n. 4/08446 rimasta senza risposta -:


se non ritenga opportuno rivedere il protocollo d'intesa stipulato con l'Associazione nazionale polizia penitenziaria (ANPPE) indicato in premessa, ciò anche alla luce delle osservazioni provenienti dagli altri sindacati degli agenti della polizia penitenziaria. (4-12473)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12472


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 492 del 28/06/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 27/06/2011


 






























Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 27/06/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12472


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 28 giugno 2011, seduta n.492


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:



secondo quanto riportato dal quotidiano Il Giorno del 24 giugno 2011, un uomo di nazionalità marocchina di 24 anni, detenuto presso il carcere di Opera, è deceduto in ospedale dopo un malore;


da quanto emerso nell'imminenza dei fatti, sembra che il detenuto stesse lavorando per poi cadere a terra perdendo i sensi davanti a tutti, ma una lettera anonima indirizzata alla direzione di Opera fa il nome di un presunto aggressore;


l'avvocato dell'uomo ha avanzato l'ipotesi che si possa trattare di una morte seguita ad un'aggressione, come confermato anche dagli accertamenti di un medico di fiducia -:


se il Ministro sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa;


se intenda avviare, per quanto di competenza, una indagine amministrativa interna al fine di appurare il modo in cui siano avvenuti i fatti e se in merito a questa vicenda non siano ravvisabili responsabilità di omessa vigilanza da parte dell'amministrazione dell'istituto.
(4-12472)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12471


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 492 del 28/06/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 27/06/2011


 






























Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 27/06/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12471


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 28 giugno 2011, seduta n.492


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:


secondo quanto riportato dal sito di informazione on line Viterbo news il 21 giugno 2011, il dottor D'Andria, direttore del carcere viterbese «Mammagialla», si è dimesso dal suo incarico avendo ottenuto un nuovo posto presso gli uffici dipartimentali di Roma;


come evidenziato dal sindacato della polizia penitenziaria Ugl, l'improvviso trasferimento del dottor D'Andria lascia il carcere viterbese senza alcuna figura dirigenziale e ciò accade in un periodo particolare, considerata la recente «protesta pacifica» fatta dai detenuti ivi ristretti, e la richiesta fatta da tutte le sigle sindacali di un incontro con il prefetto di Viterbo, per esporre le problematiche urgenti in tema di sovraffollamento e di grave carenza del personale di custodia;


peraltro il periodo estivo farà sicuramente da amplificatore delle problematiche esistenti, il che rende urgente procedere ad un rapido incarico permanente di almeno un'altra figura dirigenziale al vertice dell'istituto di pena in questione -:


se non intenda attivarsi immediatamente al fine di dotare il carcere di Viterbo di un nuovo direttore con incarico permanente, ciò anche alla luce delle gravi criticità che presenta il carcere «Mammagialla».(4-12471)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12469


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 492 del 28/06/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 27/06/2011


 






























Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 27/06/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12469


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 28 giugno 2011, seduta n.492


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:


la prima firmataria del presente atto ha ricevuto la lettera di un educatore penitenziario che ha partecipato al concorso C1 per 397 posti risultando «idoneo»;


il 12 aprile 2010 sono stati assunti gli educatori per coprire tutti i 397 posti da vincitore;


a seguito delle rinunce, il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP) ha comunicato all'educatore sopracitato e ad altri educatori che rientravano fra i 397 vincitori di scegliere la sede dove prendere servizio fra quelle disponibili; ciò accadeva nel maggio del 2010;


da allora però i «vincitori» subentrati a seguito delle rinunce - in tutto 44 - non hanno più ricevuto alcuna comunicazione e non hanno ancora preso servizio;


questa situazione appare agli interroganti «insensata» per tre ordini di motivi:

a) per l'ingiustizia che subiscono i vincitori del concorso;

b) per la necessità di queste figure professionali verificata dalla prima firmataria del presente atto nelle visite ispettive, figura necessaria per stilare le relazioni che consentono ai detenuti di accedere ai benefici previsti dalla legge;


c) perché la copertura finanziaria è già stata prevista per tutti i 397 posti -:

se quanto descritto in premessa corrisponda al vero;


se il Ministro non intenda sanare immediatamente questa ingiustizia che colpisce non solo gli educatori vincitori del concorso, ma anche i carcerati sottoposti a condizioni di vita detentiva spesso «disumane e degradanti».(4-12469)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12468


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 492 del 28/06/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 27/06/2011


 






























Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 27/06/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12468


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 28 giugno 2011, seduta n.492


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato il 12 giugno 2011 dal quotidiano online Articolo Tre, un giovane marocchino di 18 anni, Abdel Aziz Khaya, giovedì 9 giugno ha cercato di uccidersi impiccandosi nel carcere Le Vallette di Torino dove era detenuto da un mese;

il ragazzo è tra la vita e la morte ed è ricoverato in coma farmacologico all'ospedale Maria Vittoria: le sue condizioni sono molto gravi e anche nel fortunato caso in cui sopravvivesse, riporterebbe probabilmente seri danni in quanto - secondo quanto riferito dai medici - il suo cervello è rimasto senza ossigeno per parecchio tempo;

prima di tentare il suicidio il ragazzo aveva inviato una lettera allo zio presso il quale momentaneamente risiedeva in cui gli spiegava che tutti in carcere lo trattavano male e che voleva uscire. A tal proposito l'articolo citato riporta una dichiarazione della madre del ragazzo, la quale si chiede «com'è possibile che nessuno si sia accorto della sofferenza di mio figlio. Nella lettera dice che lo trattavano male e che lo odiavano. Perché nessuno lo ha aiutato?»;

Aziz, che lavorava in nero in un ristorante di Torino, era stato arrestato il 5 maggio per il possesso di 20 grammi di hashish e per resistenza a pubblico ufficiale. Era però stato anche denunciato dai familiari di due sorelle romene, di 17 e 14 anni, con le quali avrebbe avuto rapporti sessuali. La più grande era la sua ragazza e, a quanto pare, entrambe erano consenzienti. Ma per la legge sotto i 14 anni, nonostante l'assenza di denunce, si procede per violenza. L'altro ieri il tribunale della libertà ha autorizzato la scarcerazione dell'uomo, negata il 25 maggio;

il direttore del carcere Le Vallette di Torino, dottor Pietro Buffa, ha attuato da tempo un progetto di monitoraggio dei detenuti più fragili e Aziz era sottoposto ad un regime di «grande sorveglianza», compresi gli incontri periodici con lo psicologo -:

se il Ministro sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa;

se intenda avviare una indagine amministrativa intenda al fine di appurare il modo in cui siano avvenuti i fatti e se nei confronti del detenuto Abdel Aziz Khaya siano state messe in atto tutte le misure di sorveglianza previste e necessarie e quindi se non vi siano responsabilità di omessa vigilanza e cura da parte dell'amministrazione dell'istituto;

per quali motivi il detenuto, sebbene sottoposto ad un regime di «grande sorveglianza», sia riuscito a mettere in pratica i suoi istinti suicidi;

se il detenuto abbia potuto usufruire di un adeguato sostegno psicologico nel corso della sua permanenza in carcere;

quanti tentativi di suicidio siano stati messi in atto dai detenuti dall'inizio dell'anno;

se il Governo non ritenga che l'alto tasso di atti di autolesionismo e di suicidi in carcere dipenda anche dalle condizioni di sovraffollamento degli istituti di pena e dalle aspettative frustrate di migliori condizioni di vita al loro interno;

come si intenda intervenire in tempi rapidi e con quali provvedimenti per superare questa grave situazione creatasi nelle carceri italiane per arginare l'escalation dell'autolesionismo, dei tentati suicidi e dei suicidi e, soprattutto, come si intendano tutelare i soggetti meno tutelati, «i senza niente» che, per paura del dopo carcere, ricorrono sempre più frequentemente al suicidio;

se non si intenda immediatamente assumere iniziative volte a stanziare fondi per migliorare la vita degli agenti penitenziari e dei detenuti in modo che il carcere non sia solo un luogo di espiazione e di dannazione, ma diventi soprattutto un luogo, attraverso attività culturali, lavorative e sociali, in cui i detenuti possano avviare un percorso concreto per essere reinseriti a pieno titolo nella società;

quali misure si intendano attuare per limitare il sovraffollamento carcerario e per creare situazioni più consone alla salute, anche mentale, del detenuto e quali percorsi, alternativi alla detenzione, di reinserimento nel tessuto lavorativo e sociale, si intendano intraprendere, già dall'interno, per arginare tali fenomeni degenerativi e di disagio. (4-12468)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12467


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 492 del 28/06/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 27/06/2011


 






























Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/06/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

·         MINISTERO DELLA SALUTE


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 27/06/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12467


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 28 giugno 2011, seduta n.492


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dal quotidiano II Tirreno del 21 giugno 2011, un uomo, di origini nordafricane, detenuto nel carcere Porto Azzurro di Livorno, ha tentato di togliersi la vita improvvisando con alcuni lacci un cappio legato alle sbarre della propria cella;

l'uomo è stato salvato dal personale della polizia penitenziaria in quel momento in servizio, il quale è intervenuto in tempo, insieme al personale medico, scongiurando che il detenuto portasse a compimento il suo gesto estremo -:

se quanto riportato in premessa corrisponda al vero;

se intenda avviare una indagine amministrativa interna, al fine di appurare se nei confronti del detenuto che ha tentato il suicidio fossero state messe in atto tutte le misure di sorveglianza previste e necessarie;

se e quali misure precauzionali e di vigilanza siano state adottate dall'amministrazione penitenziaria nei confronti del detenuto dopo questo episodio;

se non si intenda adottare o implementare, per quanto di competenza, le opportune misure di supporto psicologico ai detenuti, al fine di ridurre sensibilmente gli episodi di suicidio, tentato suicidio e di autolesionismo;

più in particolare, quali iniziative, anche normative, si intendano assumere per rafforzare l'assistenza medico-psichiatrica ai detenuti malati, sia attraverso un'attenta valutazione preventiva che consenta di identificare le persone a rischio, sia per sostenere adeguatamente sotto il profilo psicologico le persone che tentano il suicidio, senza riuscirci la prima volta, ma spesso ben decisi a tentare ancora. (4-12467)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12461


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 492 del 28/06/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 24/06/2011


 






























Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

24/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/06/2011


PARTITO DEMOCRATICO

24/06/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

·         MINISTERO DELLA SALUTE


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 24/06/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12461


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 28 giugno 2011, seduta n.492


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.


 

- Per sapere - premesso che:

il 3 giugno 2011 l'interrogante, assieme ad Ornella Favero, Irene Testa e Maria Grazia Lucchiari, ha visitato la casa di reclusione «Due Palazzi» di Padova; la delegazione è stata accompagnata dal direttore dell'istituto, il dottor Salvatore Pirruccio;

quel giorno, nella casa di reclusione, che ha una capienza regolamentare di 439 posti, erano presenti 823 detenuti, mentre 4 erano assenti temporanei; 795 i detenuti con sentenza definitiva, 13 in attesa di primo giudizio, appellanti 6, ricorrenti 10, 2 internati definitivi e un detenuto scarcerato «senza uscita fisica»;

il corpo degli agenti di polizia penitenziaria risulta carente di 101 unità avendo in forze 330 agenti a fronte di una pianta organica che ne prevede 431;

la delegazione si è incontrata con lo staff medico (dottor Basta, dottor Montalto, dottor Guerrieri, psichiatra dottor Berto) e non ha potuto non rilevare gravi carenze di organizzazione che si ripercuotono sullo stato di salute dei detenuti, l'80 per cento dei quali è costretto a passare il tempo in cella nell'inattività e nella desolazione più completa;

la sanità nel carcere, come ha sottolineato lo stesso direttore dottor Pirruccio, è ancora priva del medico referente della Asl che coordini il servizio sia per la casa di reclusione sia per la casa circondariale;

non esiste la carta dei servizi sanitari prevista dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1o aprile 2008, recante modalità e criteri per il trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria;

i detenuti a seguito della visita medica - se ne fanno circa 90 al giorno - non hanno in mano alcun referto; le visite esterne prenotate spesso saltano per carenze del nucleo traduzioni;

la Asl non fornisce i farmaci da banco (quelli per la cura delle emorroidi e i farmaci flebotrofici di fascia C, per esempio, non sono disponibili); c'è un solo dentista per 823 detenuti; né le dentiere né gli occhiali sono compresi nei LEA e non vengono forniti ai detenuti, nemmeno a quelli più indigenti;

il dottor Marino Berto, psichiatra dell'istituto, riferisce dell'elevato numero di casi psichiatrici e di malati psichici; significativa è stata la sua considerazione quando la conversazione si è incentrata sui suicidi «se capitasse a me di finire in prigione, in queste condizioni, non resisterei più di due giorni»; sostiene che in carcere vi sia un commercio clandestino di farmaci da parte dei detenuti tossicodipendenti che spesso divengono vittime di overdose di farmaci, una sorta di «abuso alternativo»;

successivamente alla visita, durante un incontro con redazione e collaboratori della testata giornalistica di «Ristretti orizzonti» che ha sede presso la struttura, una psicologa dell'istituto, dottoressa Giovanna Donzella, riferisce che non si ha tempo sufficiente per i colloqui psicologici con i detenuti, potendo dedicare a ciascuno di loro solo pochi minuti;

gli psicologi assunti ex articolo 80, con partita iva, ricevono un trattamento lavorativo assolutamente insufficiente e demotivante per le stesse professionalità, con una retribuzione lorda di 17 euro l'ora per non più di 27 ore lavorative mensili (459 euro lordi mensili);

l'assistenza psicologica di prevenzione agli istinti suicidi non può che essere estremamente carente; non esiste un nucleo di osservazione per i soggetti a rischio; non è effettuata alcuna valutazione psichiatrica preventiva all'ingresso in carcere;

non è previsto alcun lavoro per i pazienti psichiatrici;

non esiste un reparto ospedaliero funzionante nella struttura e ottenere ricoveri nelle strutture esterne risulta difficile;

si lamenta una insufficienza di risorse generale che va a ricadere su diversi settori - dai presidi medici e farmaceutici, ai prodotti e alle dotazioni per l'igiene personale e degli ambienti, alle telefonate per i nullatenenti non previste, al vitto (4 euro comprensivi di tre pasti al giorno a detenuto) - che rende la permanenza in carcere, specie per chi è nullatenente e non ha aiuti dall'esterno, sempre meno sopportabile, degna e umana -:

se i Ministri siano a conoscenza delle situazioni esposte in premessa;

se i Ministri intendano adottare le iniziative di competenza, quali e con quale urgenza, per:

a) riportare la popolazione detenuta presso il carcere «Due Palazzi» di Padova entro i limiti di capienza legale previsti per l'istituto;

b) integrare il personale di polizia penitenziaria al numero previsto dalla pianta organica in forze all'istituto;

c) ottenere per quanto di competenza che tutti gli adempimenti relativi al passaggio della sanità penitenziaria dal Ministero di giustizia all'Asl di competenza - l'individuazione di un medico referente per la struttura e l'elaborazione della carta dei servizi sanitari ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1o aprile 2008 - siano completati;

d) dotare la struttura di un reparto ospedaliero;

e) ottenere un'adeguata copertura medica, farmaceutica, psichiatrica e di supporto psicologico e attuare dei programmi di prevenzione dei suicidi e delle patologie psichiatriche;

se i Ministri intendano operare affinché si faccia fronte al più presto alle necessità economiche indispensabili a una detenzione dignitosa e accettabile, e per aumentare le opportunità occupazionali, secondo quanto stabilito dall'articolo 27 della Costituzione, per ogni detenuto.
(4-12461)


 

 

Scritto da: Damiano Bellucci
(Leggi tutti gli articoli di Damiano Bellucci)






 

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