Novembre 2016
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Interrogazioni parlamentari sul carcere. 28 giugno - 2 luglio.


Polizia Penitenziaria - Interrogazioni parlamentari sul carcere. 28 giugno - 2 luglio.

Notizia del 02/07/2010

in Dal Parlamento.

(Letto 2600 volte)

Scritto da: Damiano Bellucci

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ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01387
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 399 del 29/06/2010
Firmatari
Primo firmatario: SOLIANI ALBERTINA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 29/06/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 29/06/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01387
presentata da
ALBERTINA SOLIANI
martedì 29 giugno 2010, seduta n.399
SOLIANI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
nei giorni scorsi le cronache giornalistiche hanno riportato la notizia del secondo tentativo di suicidio nel mese di giugno all'interno del l'istituto penitenziario di Parma, facendo salire a dodici il numero di detenuti che nel nostro Paese, dall'inizio del mese in corso, hanno compiuto un atto di disperazione analogo;
il sovraffollamento della struttura, la cronica carenza di personale addetto alla custodia, nonché di educatori, di psicologi e di assistenti sociali, sono indubbiamente le principali cause che hanno determinato un grave e profondo disagio all'interno di tale istituto e reso la vita penitenziaria dei detenuti e del personale ivi impiegato disumana e non più sostenibile;
le gravi disfunzioni e carenze che affliggono tale istituto e, in generale, la drammatica situazione in cui versa l'intero sistema carcerario nel nostro Paese, sebbene più volte rappresentate al Governo attraverso continui e ripetuti appelli da parte del Parlamento, della stampa e dell'opinione pubblica, non solo non hanno ricevuto alcuna risposta, ma, al contrario, sono state aggravate dai pesanti tagli che nell'ultimo anno il Governo ha operato nei confronti ditale settore;
in particolare, nel carcere di Parma il sovraffollamento e la carenza del personale, che a vario titolo opera all'interno della struttura, stanno creando seri problemi, limitando di fatto quelle attività di recupero e risocializzazione che dovrebbero contribuire alla funzione riabilitativa della pena detentiva;
la carenza in organico di circa 170 unità tra personale di polizia penitenziaria, educatori, psicologi ed assistenti sociali sta determinando gravi pregiudizi alla salute e alla dignità dei reclusi,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della drammatica vicenda riportata in premessa che ha visto coinvolti in un tentativo di suicidio due detenuti del carcere di Parma e quali siano le sue considerazioni in merito;
se e quali ulteriori informazioni abbia acquisito o intenda acquisire su tale vicenda, disponendo, ove ricorrano le condizioni necessarie, anche un'ispezione ministeriale;
se non ritenga quanto mai urgente ed improcrastinabile adottare misure volte a rimuovere le disfunzioni segnalate e le carenze presenti nell'istituto di pena in esame, anche attraverso la dotazione del personale necessario, per garantire ai detenuti del carcere di Parma il rispetto delle condizioni minime di vivibilità della struttura, il rispetto pieno degli standard di sicurezza, il diritto alla salute e alla dignità che si deve sempre e comunque a tutti gli uomini e le donne.
(3-01387)
ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03389
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 399 del 29/06/2010
Firmatari
Primo firmatario: FASANO VINCENZO
Gruppo: IL POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 29/06/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 29/06/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03389
presentata da
VINCENZO FASANO
martedì 29 giugno 2010, seduta n.399
FASANO - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
il signor Zullo Zaccaria, residente in Salerno, padre di Giovanni, detenuto presso la casa circondariale di Enna, viste le condizioni economiche modeste e le sue precarie condizioni di salute, ha richiesto all'Amministrazione penitenziaria il trasferimento del figlio ad un carcere più vicino alla propria città di residenza;
le citate condizioni economiche modeste e le precarie condizioni di salute, in uno con le dolorose vicende della perdita della giovane figlia e della moglie, rendono particolarmente oneroso il lungo viaggio del signor Zaccaria per visitare il figlio presso il carcere di Enna;
sarebbe ad avviso dell'interrogante opportuno che venissero assunte ulteriori informazioni in merito al richiesto trasferimento dalla casa circondariale di Enna ad analoga casa circondariale più vicina a Salerno al fine di verificarne la legittimità ed evitare che la pena detentiva del signor Giovanni Zullo si trasformi in violazione del legittimo diritto di incontrare il padre,
si chiede di sapere quali iniziative di propria competenza il Ministro in indirizzo intenda provvedere con riferimento alla vicenda richiamata in premessa.
(4-03389)
ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03373
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 399 del 29/06/2010
Firmatari
Primo firmatario: MARITATI ALBERTO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 29/06/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 29/06/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03373
presentata da
ALBERTO MARITATI
martedì 29 giugno 2010, seduta n.399
MARITATI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
attualmente nel carcere di Lecce sono rinchiusi circa 1.400 detenuti, a fronte di una capienza massima della struttura di 600 presenze;
tale situazione di sovraffollamento, in celle di nove metri quadrati, determina gravi disagi e condizioni inumane nella vita quotidiana all'interno dell'istituto, sia per le persone ristrette sia per il personale di custodia;
il sovraffollamento del carcere produce condizioni di pericolosa promiscuità tra i detenuti, limitando di fatto quelle attività di recupero e risocializzazione, che dovrebbero contribuire alla funzione riabilitativa della pena, prevista dalia Costituzione;
nelle ultime due settimane ci sono stati nel carcere di Lecce due suicidi che vanno ad aggiungersi ai suicidi avvenuti nella stessa struttura negli ultimi mesi;
è ormai insostenibile la carenza di personale addetto alla custodia, dopo che negli ultimi due anni sono venute meno cento unità effettive di Polizia penitenziaria senza che siano state in alcun modo rimpiazzate; carenze del resto che si evidenziano anche tra il personale amministrativo anch'esso ormai stabilmente sotto organico;
a fronte di 1.400 presenze nel carcere di Lecce vi sono solo sei educatori. Un numero talmente esiguo che determina una seria limitazione alla possibilità di attuare quei percorsi rieducativi indispensabili per il reinserimento sociale dei detenuti una volta scontata la pena;
la grave carenza di personale e di risorse finanziarie ha negli ultimi tempi determinato la contrazione o in alcuni casi il progressivo annullamento delle attività di sostegno, di cura, di lavoro, di studio, nonché delle attività scolastiche, artistiche e sportive indispensabili per il recupero e la risocializzazione dei detenuti,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del grave deficit di organico in cui versa la Polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Lecce, della carenza di fondi e del grave sovraffollamento della struttura, che pongono in forse il pieno rispetto della dignità dei detenuti e l'esplicarsi della funzione rieducativa che il carcere dovrebbe avere;
se non ritenga doveroso operare affinché sia disposta un'adeguata integrazione dell'organico del personale di custodia in servizio nel carcere di Lecce e un ulteriore stanziamento per il finanziamento dei posti di lavoro interni alla struttura e per fondi dedicati ad attività ricreative e risocializzanti all'interno dell'istituto.
(4-03373)
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07844
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 346 del 01/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: MONAI CARLO
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 01/07/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 01/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07844
presentata da
CARLO MONAI
giovedì 1 luglio 2010, seduta n.346

MONAI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha proceduto tramite procedure interne a bandire diversi corsi-concorsi definiti dal contratto collettivo nazionale integrativo comparto ministeri 2000, e pubblicati sul Bollettino Ufficiale del Ministero della giustizia n. 12 del 30 giugno 2003, tra cui quello per n. 103 direttori penitenziari, posizione economica ex C1, a copertura delle vacanze di organico previste dalla pianta organica, PCD n. 11 marzo 2004, nonché dal decreto legislativo n. 146 del 2001;

i vincitori per l'accesso alla nuova qualifica sono stati selezionati in funzioni dei titoli posseduti quali: laurea, specializzazioni post-laurea; avviati a decorrere dal marzo 2005, per sette mesi, alla relativa attività formativa consistente in diritto penitenziario, penale, procedura penale, amministrativo, del lavoro, sindacale, gestione del personale, e altro;

nel contempo è stata approvata la legge delega sulla dirigenza penitenziaria del 27 luglio 2005, n. 154, e successivamente il decreto legislativo 15 febbraio 2006, n. 63;

la I Commissione affari costituzionali della Camera in data 24 gennaio 2006, in sede di definizione del decreto legislativo n. 63 del 2006, aveva posto il problema esprimendosi positivamente per un inserimento dei vincitori direttori penitenziari nella nuova qualifica;

i direttori venivano assunti in data 11 febbraio del 2008 ma, ad avviso dell'interrogante, incomprensibilmente, l'amministrazione non ha voluto dare una chiara definizione delle mansioni già previste dalla normativa vigente, lasciando inattuata una previsione contrattuale e legislativa;

il TAR del Lazio, sezione quater, con sentenza n. 2786 del 2008 ha ribadito che la legge sulla dirigenza penitenziaria non ha abrogato il ruolo direttivo del direttore;

in data 15 dicembre 2009 è stato sottoscritto il contratto collettivo nazionale integrativo giustizia, soltanto da due sigle sindacali rappresentative solo del 33 per cento dei dipendenti, che inspiegabilmente ha indistintamente accorpato nell'area dell'organizzazione e delle relazioni i direttori, insieme a collaboratori, bibliotecari esperti linguistici, statistici, cancellando il profilo di direttore penitenziario;

in questo momento di grave situazione per l'istituzione carceraria, l'impiego di personale giovane e motivato in compiti attinenti alla gestione degli istituti penitenziari risulta essenziale, anche perché attualmente sussistono circa 80 vacanze di organico nel ruolo dei direttori penitenziari -:

se il Ministro non ritenga di dover mantenere il ruolo direttivo dei direttori penitenziari promuovendo una modifica al contratto collettivo nazionale integrativo, assumendo iniziative normative volte a «riaprire» la delega legislativa sulla dirigenza e prevedendo l'avanzamento nel ruolo dirigenziale dei funzionari, con conferimento degli incarichi vacanti ai citati direttori. (4-07844)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07837
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 346 del 01/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: PALADINI GIOVANNI
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 01/07/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 01/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07837
presentata da
GIOVANNI PALADINI
giovedì 1 luglio 2010, seduta n.346

PALADINI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il sindacato autonomo polizia penitenziaria SAPPE ha segnalato come la Casa Circondariale di Sanremo, alla data del 31 maggio 2010, ospitava 366 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di posti letto pari a numero 209; dei presenti, 162 in attesa di giudizio e 203 con pendenza di condanna. La percentuale di stranieri detenuti è del 52 per cento dei presenti. Il reparto di polizia penitenziaria, invece delle 253 unità previste in organico, ha in forza 170 appartenenti al Corpo (ben 83 in meno rispetto al previsto), 25 dei quali distaccati in altre sedi penitenziarie a vario titolo, ed è quindi ovvio come tutto ciò vada a incidere inevitabilmente sui livelli di sicurezza della struttura e sull'organizzazione complessiva dei servizi;

il SAPPE ha da tempo proposto il trasferimento della sezione detentiva per collaboratori, attualmente gestita dal Personale di Polizia Penitenziaria dell'istituto (con ciò accentuando ulteriormente le già critiche condizioni operative del reparto sanremese) e non da quello istituzionalmente previsto, appartenente al gruppo operativo mobile;

in luogo della citata sezione per collaboratori, a parere dell'interrogante, a Sanremo sarebbe invece opportuno aprire una sezione detentiva femminile, come peraltro era nel progetto originario, considerato che le persone private della libertà personale nella provincia di Imperia vengono inevitabilmente trasferite presso la casa circondariale di Genova Pontedecimo, unica realtà penitenziaria regionale con sezioni detentive femminili, con ciò provocando disagi anche ai familiari ed, in particolare, ai figli delle donne sottoposte alla detenzione;

a Sanremo risulterebbero essere estremamente carenti i piatti, le lenzuola, gli sgabelli, i tavoli e tutto il materiale consegnato agli arrestati al momento dell'ingresso in carcere e tutto ciò contrasta anche con le nuove linee guida nell'ambito di un modello organizzativo che riguarda le procedure di accoglienza, finalizzate ad attenuare gli effetti traumatici della privazione della libertà e a predisporre gli interventi a tutela della incolumità fisica e psichica conseguenti all'ingresso in istituto, contenute nella nota dipartimentale del 6 giugno 2007 in materia di regola d'accoglienza dei detenuti provenienti dalla libertà;

il SAPPE ha evidenziato ancora come nel corso dell'anno 2009 presso la Casa Circondariale di Sanremo si sono verificati diversi eventi critici anche gravi - segnatamente i 2 tentativi di suicidio, 5 casi di autolesionismo, 13 scioperi della fame ed 8 rifiuti di vitto dell'Amministrazione e di terapie mediche - che non hanno avuto ulteriori peggiori conseguenze solo grazie alla professionalità del personale di polizia penitenziaria, pur in grave carenza di organico;

risultano liberi e non occupati alcuni degli alloggi di servizio della polizia penitenziaria presenti nella palazzina adiacente la struttura penitenziaria e sarebbe invece opportuno definire con urgenza le modalità di assegnazione dei citati locali -:

quali urgenti iniziative il Ministro intenda assumere rispetto alle citate problematiche e come il Governo intenda intervenire per sanare le gravi carenze organico del reparto di polizia penitenziaria di Sanremo. (4-07837)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07836
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 346 del 01/07/2010
Firmatari
Primo firmatario: PALADINI GIOVANNI
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 01/07/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 01/07/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07836
presentata da
GIOVANNI PALADINI
giovedì 1 luglio 2010, seduta n.346

PALADINI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il Sindacato autonomo polizia penitenziaria SAPPE ha segnalato come la casa circondariale di Imperia, alla data del 31 maggio 2010, ospitava 121 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di posti letto pari a numero 78; dei presenti, 48 sono i detenuti in attesa di giudizio e 73 con pendenza di condanna. La percentuale di stranieri detenuti è del 65 per cento dei presenti. Il reparto di polizia penitenziaria, invece delle 78 unità previste in organico, ha in forza 55 appartenenti al Corpo (23 in meno rispetto al previsto), 9 dei quali distaccati in altre sedi penitenziarie a vario titolo, ed è quindi ovvio come tutto ciò vada a incidere inevitabilmente sui livelli di sicurezza della struttura e sull'organizzazione complessiva dei servizi, tanto che spesso i poliziotti penitenziari devono occupare più posti di servizio contemporaneamente svolgendo turni talvolta della durata continuativa di dieci ore;

il SAPPE ha segnalato come nel 2010, nel carcere imperiese di via Agnesi, si è ricorsi ad un diffuso e generalizzato abbassamento della classifica di fine anno del personale di polizia (in qualche caso addirittura di 6 punti in meno rispetto a quella dell'anno precedente) con motivazioni estremamente sintetiche e non conformi alle indicazioni al riguardo fornite dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, specie laddove si prevede espressamente di rendere percepibile l'iter logico seguito nell'attribuzione del punteggio, quantomeno mediante taluni elementi che concorrano a integrare e chiarire la valenza del punteggio;

ad aggravare ulteriormente una situazione di per sé già critica vi è anche la decisione dell'autorità dirigente (spesso assente perché dirigente anche della casa circondariale di Savona) di dare corso ad una serie di positive iniziative per le persone sottoposte a privazione della libertà personale (corso di calcio, di pittura e di yoga) che, da un lato, rispettano le esigenze rieducative e di benessere, ma, dall'altro, vanno a incidere pesantemente sui carichi di lavoro dei poliziotti penitenziari in servizio nel periodo estivo e, complessivamente, sui livelli di sicurezza della struttura;

nel corso dell'anno 2009 si sono verificati diversi eventi critici, anche gravi, che hanno interessato parte della popolazione sottoposta a detenzione, ma alcuni dei quali - 11 casi di autolesionismo; 4 tentativi di suicidio; 18 ferimenti; uno sciopero della fame - non hanno avuto ulteriori peggiori conseguenze solo grazie alla professionalità del personale di polizia penitenziaria -:

quali urgenti iniziative il Ministro intenda assumere rispetto alle citate problematiche e come il Governo intenda intervenire per sanare le gravi carenze organico del reparto di polizia penitenziaria di Imperia. (4-07836)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07820
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 345 del 30/06/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 30/06/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
30/06/2010
PARTITO DEMOCRATICO
30/06/2010
PARTITO DEMOCRATICO
30/06/2010
PARTITO DEMOCRATICO
30/06/2010
PARTITO DEMOCRATICO
30/06/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 30/06/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07820
presentata da
RITA BERNARDINI
mercoledì 30 giugno 2010, seduta n.345

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

il Comitato nazionale di bioetica si è recentemente occupato della problematica dei suicidi in carcere con un parere di cui si trova traccia in un comunicato stampa pubblicato sul sito internet ufficiale del Governo e di cui si riporta integralmente il testo: «nella seduta del 25 giugno 2010 il Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB) ha approvato il parere dal titolo »Il suicidio in carcere Orientamenti bioetici«, nato da un gruppo di lavoro coordinato dalla professoressa Grazia Zuffa. Il CNB ritiene che l'alto tasso di suicidi della popolazione carceraria, di gran lunga superiore a quello della popolazione generale, sia un problema di considerevole rilevanza etica e sociale, aggravato dalle presenti condizioni di marcato sovraffollamento degli istituti e di elevato ricorso alla incarcerazione. La recrudescenza di questo tragico fenomeno nel corso del 2009 e nei primi mesi del 2010 rende ancora più urgente richiamare su di esso l'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica. Anche se l'atto di togliersi la vita contiene una irriducibile componente di responsabilità individuale, la responsabilità collettiva è chiamata in causa per rimuovere tutte quelle situazioni legate alla detenzione che, al di là del disagio insopprimibile della perdita della libertà, possano favorire o far precipitare la decisione di togliersi la vita. Il richiamo alla responsabilità sociale è rafforzato dalla considerazione della particolare vulnerabilità bio-psico-sociale della popolazione carceraria rispetto a quella generale (i detenuti sono più giovani, più affetti da malattie, più poveri, meno integrati socialmente e culturalmente). Ne deriva il preciso dovere morale a »garantire un ambiente carcerario che rispetti le persone e lasci aperta una prospettiva di speranza e un orizzonte di sviluppo della soggettività in un percorso di reintegrazione sociale"; ma prima ancora a riconsiderare criticamente le politiche penali che siano di per sé causa di sovraffollamento, poiché così facendo si pongono direttamente in contrasto col principio di umanità delle pene. Il Comitato si è chiesto se il carcere, per come è oggi, rispetti il principio secondo cui la detenzione possa sospendere unicamente il diritto alla libertà, senza annullare gli altri diritti fondamentali (come quello alla salute, alla risocializzazione e a scontare una pena che non mortifichi la dignità umana): rilevando che in molti casi esiste una contraddizione fra l'esercizio di questi diritti e una pratica di detenzione che costringe le persone alla regressione, all'assenza di scopo, in certi casi perfino a subire violenza. Il CNB raccomanda alle autorità competenti di predisporre un piano d'azione nazionale per la prevenzione dei suicidi in carcere, secondo le linee indicate dagli organismi europei. Il piano dovrebbe prevedere indirizzi:

per lo sviluppo di un sistema delle pene più aderente ai princìpi costituzionali (nuove normative per l'introduzione di pene principali non detentive e l'applicazione piena delle norme già esistenti che permettono alternative al carcere, come quelle per i tossicodipendenti);

per una maggiore trasparenza delle regole interne al carcere e per una maggiore personalizzazione del trattamento, contrastando le pratiche «deresponsabilizzanti» e «infantilizzanti» che riducono all'impotenza e umiliano le persone detenute;

per una prevenzione specifica non tanto rivolta alla selezione dei soggetti a rischio suicidiario, quanto alla tempestiva individuazione e intervento sulle situazioni a rischio in grado di travalicare la «soglia di resistenza» delle persone (quali l'impatto psicologico dell'arresto, il trauma dell'incarcerazione eccetera);

per lo sviluppo del monitoraggio e della ricerca intorno al fenomeno e per la formazione specifica degli operatori a partire dall'esame dei singoli casi di suicidio.";

scopo istituzionale del Comitato Nazionale di Bioetica è quello di svolgere «sia funzioni di consulenza presso il Governo, il Parlamento e le altre istituzioni, sia funzioni di informazione nei confronti dell'opinione pubblica sui problemi etici emergenti con il progredire delle ricerche e con le nuove applicazioni tecnologiche nell'ambito delle scienze della vita e della cura della salute.»;

il 29 giugno 2010 nel carcere di Giarre (Catania) si è tolto la vita un detenuto di 37 anni impiccandosi alle sbarre della finestra del bagno della cella. È il trentaduesimo suicidio verificatosi nei penitenziari italiani dall'inizio dell'anno;

il 12 gennaio 2010 la Camera dei deputati ha parzialmente approvato, su espresso parere favorevole del Governo, la mozione sulle carceri presentata dalla prima firmataria del presente atto e sottoscritta da 93 deputati appartenenti a quasi tutte le forze politiche presenti in Parlamento; la citata mozione contiene pressoché tutte le principali raccomandazioni con le quali il Comitato nazionale di bioetica ha sollecitato le autorità competenti a predisporre un piano d'azione nazionale per la prevenzione dei suicidi in carcere -:

se non ritenga di intervenire urgentemente dando seguito alle raccomandazioni provenienti dal Comitato nazionale di bioetica e ai contenuti della mozione sulle carceri approvata dalla Camera dei deputati il 12 gennaio 2010, ciò anche attraverso auspicati provvedimenti d'urgenza stante il fatto che il crescente sovraffollamento degli istituti di pena, unitamente all'arrivo della stagione estiva, rischia di rendere la situazione all'interno degli istituti di pena ancora più drammatica. (4-07820)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07769
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 343 del 28/06/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 28/06/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
28/06/2010
PARTITO DEMOCRATICO
28/06/2010
PARTITO DEMOCRATICO
28/06/2010
PARTITO DEMOCRATICO
28/06/2010
PARTITO DEMOCRATICO
28/06/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 28/06/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07769
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 28 giugno 2010, seduta n.343

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ASCA del 25 giugno 2010, tra qualche settimana nel carcere di Avellino sarà disponibile un nuovo padiglione di circa 200 posti ma manca il personale che dovrà attivarlo;

sulla vicenda il Segretario della Uil Penitenziari, Eugenio Sarno, ha dichiarato: «Si costruiscono nuove carceri, ma non si assume il personale per gestirle. Ciò connota di improvvisazione e superficialità l'azione dei responsabili politici ed amministrativi. A meno che non si vogliano costruire cattedrali nel deserto è bene che si proceda a nuove assunzioni. D'altro canto in Finanziaria erano previste 1.700 per il recupero del turn-over e il Ministro Alfano ha ripetutamente annunciato assunzioni straordinarie per altre 2.000 unità. L'orizzonte, purtroppo, continua ad essere una linea retta. Nessuna unità, infatti, si profila nell'immediato, al netto dei proclami e degli annunci. E per gestire i nuovi edifici e i nuovi padiglioni, con circa 10 mila nuovi posti detentivi, occorreranno non meno di 5.000 unità, senza tener conto delle centinaia di unità che nel frattempo si saranno pensionate» -:

se il Ministro interrogato possa dare delle indicazioni, anche di massima, in merito ai tempi previsti per il bando e l'adempimento dei concorsi relativi ai nuovi annunciati 2.000 posti di agente di polizia penitenziaria. (4-07769)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07767
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 343 del 28/06/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 28/06/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
28/06/2010
PARTITO DEMOCRATICO
28/06/2010
PARTITO DEMOCRATICO
28/06/2010
PARTITO DEMOCRATICO
28/06/2010
PARTITO DEMOCRATICO
28/06/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 28/06/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07767
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 28 giugno 2010, seduta n.343

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dal sito online Savona News del 25 giugno 2010, i soldi per costruire il nuovo carcere di savonese non ci sono più, al che si è cercato di rimediare prevedendo investimenti per un restyling dell'attuale struttura penitenziaria;

secondo quanto dichiarato dal direttore del carcere di Sant'Agostino, dottor Nicolò Mangraviti, «sembra che le risorse per la realizzazione del nuovo carcere previsto in località Passeggi non ci siano. Ad oggi i piani dell'amministrazione penitenziaria, di concerto con il ministero competente per le opere pubbliche, prevedono un finanziamento per ammodernare e ristrutturare sotto il profilo edilizio e urbanistico l'attuale struttura, con l'obiettivo di migliorare le attuali condizioni di detenzione»;

tra i progetti previsti nell'area del carcere savonese vi è anche la costruzione di una nuova area verde all'esterno nella quale i detenuti potranno svolgere il tradizionale colloquio con i parenti; la zona interessata dai lavori presenta però alcune problematiche legate alla sua morfologia, essendo un'area collinare, per questo al momento sono presenti ancora alcuni intoppi burocratici che impediscono una programmazione dei lavori nel breve periodo -:

se corrisponda al vero la notizia relativa alla mancanza di fondi per la costruzione del nuovo carcere di Savona;

quando si preveda avranno inizio i lavori di ammodernamento e ristrutturazione dell'istituto penitenziario savonese ed entro che tempi si preveda che gli stessi potranno essere completati;

cosa intenda fare, nell'ambito delle proprie competenze, per risolvere gli ostacoli burocratici che attualmente impediscono la costruzione di un'area verde esterna al carcere. (4-07767)
 

Scritto da: Damiano Bellucci
(Leggi tutti gli articoli di Damiano Bellucci)






 

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