Novembre 2016
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Interrogazioni parlamentari sul carcere 31 gen - 5 feb 2011.


Polizia Penitenziaria - Interrogazioni parlamentari sul carcere 31 gen - 5 feb 2011.

Notizia del 12/02/2011

in Dal Parlamento.

(Letto 2156 volte)

Scritto da: Damiano Bellucci

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ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10714
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 429 del 03/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: EVANGELISTI FABIO
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 03/02/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E INNOVAZIONE
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E INNOVAZIONE delegato in data 03/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10714
presentata da
FABIO EVANGELISTI
giovedì 3 febbraio 2011, seduta n.429

EVANGELISTI. -
Al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:


il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione Brunetta si è impegnato affinché la normativa vigente per il pubblico impiego venisse conformata allo spirito della sua riforma; il contratto collettivo nazionale di lavoro (Ceni), comparto ministeri, regolamentava le progressioni di carriere e i relativi sviluppi economici disciplinando in modo chiaro i criteri di selezione, i quali potevano solo eventualmente essere integrati con gli accordi in sede di contratto collettivo nazionale integrativo (Ceni), sulla base dell'esperienza professionale maturata e dei titoli coerenti con la posizione da ricoprire (articolo 12, comma 2, e 17, comma 3);


suddetto contratto recita che i passaggi alle fasce retributive successive a quella iniziale avvengono sulla base di criteri di meritocrazia (articolo 18, comma 6), escludendo l'utilizzo di titoli legati a percorsi formativi interni laddove essi non fossero garantiti a tutto il personale interessato; il Ceni relativo al personale non dirigenziale del Ministero della giustizia, in particolare quello per il personale dell'amministrazione penitenziaria, ha modificato in modo significativo quei criteri attribuendo punteggi per esperienza professionale (e non per titoli culturali) a percorsi formativi interni, peraltro non garantiti a tutti gli interessati; attribuendo punteggi per «iscrizioni all'albo», per la progressione di profili professionali che non richiedono alcun albo professionale (come, per esempio, per la professionalità informatica); eliminando ogni riferimento all'anzianità del ruolo ricoperto dal personale: il solo buon senso è sufficiente per capire che è significativa, ai fini della valutazione dell'esperienza professionale, non la mera anzianità di servizio complessiva in un ente, bensì l'anzianità nel ruolo specifico, quello appunto per il quale si chiede la progressione economica;


questi passaggi economici stanno avvenendo, per l'ennesima volta, senza un reale aggiornamento delle piante organiche dell'amministrazione penitenziaria, che stabilisca il fabbisogno di risorse umane, in quantità qualità, per ogni singolo ufficio, per cui non sempre c'è corrispondenza tra fascia economica e responsabilità effettiva esercitata nel posto di lavoro;


l'utilizzo del Fondo unico di amministrazione non è stato suddiviso equamente e proporzionalmente su tutti i profili professionali;

i provvedimenti della direzione generale che ne sono derivati danno l'impressione di voler avvantaggiare coloro che in passato hanno beneficiato di riqualificazioni interne, basate sul vecchio concetto per il quale nella pubblica amministrazione si assicura carriera sulla base della mera anzianità, piuttosto che, come tutti vorremmo, sulla base della professionalità e del merito, ma soprattutto in base alle reali necessità delle amministrazioni;


ad avviso dell'interrogante, occorre evitare che si crei un contenzioso legale (costoso per tutte le parti coinvolte) derivante da ricorsi amministrativi di dipendenti che potrebbero ritenersi danneggiati -:


quali iniziative intendano assumere, nell'ambito delle rispettive competenze, per vigilare sull'operato dell'alta dirigenza nell'amministrazione penitenziaria, affinché gli sviluppi economici siano realizzati salvaguardando il pieno rispetto della coerenza e dello spirito della riforma della pubblica amministrazione;


se intendano provvedere, nell'ambito delle rispettive competenze, affinché vengano ritirati i provvedimenti citati in premessa, in quanto non coerenti né con la riforma né con il Contratto collettivo nazionale del lavoro attualmente in vigore. (4-10714)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10675
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 428 del 02/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 02/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
02/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
02/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
02/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
02/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
02/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
·         PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E INNOVAZIONE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 02/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10675
presentata da
RITA BERNARDINI
mercoledì 2 febbraio 2011, seduta n.428

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione.
- Per sapere - premesso che:

in relazione alla grave situazione di sovraffollamento delle carceri, il Consiglio dei ministri del 13 gennaio 2010 ha deliberato un piano straordinario penitenziario dichiarando lo stato di emergenza nazionale fino al 31 dicembre 2010 (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 13 gennaio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 23 del 29 gennaio 2010); termine poi prorogato con decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri in data 12 gennaio 2011;

il 19 marzo 2010 è stata emanata l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri che ha dettato nuove disposizioni urgenti di protezione civile dirette a fronteggiare la situazione di emergenza conseguente al sovraffollamento penitenziario. Il provvedimento prevede, in particolare, che il capo del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, nominato commissario delegato per «l'emergenza carceri», debba predisporre entro 30 giorni un apposito piano di interventi, indicandone i tempi e le modalità di attuazione. L'ordinanza istituisce un comitato di indirizzo e controllo presieduto dal Ministro della giustizia, cui spetta l'approvazione del piano nonché la vigilanza sull'azione del commissario delegato;

la citata ordinanza prevede: a) all'articolo 1, comma 3, che per la realizzazione degli interventi di sua diretta competenza, il commissario delegato si avvale del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia e richiede ogni necessaria collaborazione alle amministrazioni periferiche dello Stato ed agli enti pubblici locali territoriali e non territoriali; b) all'articolo 1, comma 4, che il commissario delegato nomina uno o più soggetti attuatori per essere coadiuvato nell'attuazione delle disposizioni dirette alla realizzazione del piano straordinario penitenziario, affidando ai medesimi specifici settori di intervento; c) all'articolo 1, comma 5, che il commissario delegato, sentito il capo del dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, determina con proprio provvedimento il compenso da riconoscere ai soggetti attuatori di cui al comma 4, con oneri a carico delle risorse di cui al successivo articolo 3 dell'ordinanza, ciò in relazione al profilo professionale ed alle mansioni che gli vengono attribuite; d) all'articolo 1, comma 6, che la vigilanza sull'azione del commissario delegato spetta ad un comitato di indirizzo e controllo presieduto dal Ministro della giustizia (o da un suo delegato) e composto dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti (o da un suo delegato) e dal capo del dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri (o da un suo delegato); e) all'articolo 1, comma 7, che il commissario delegato, per il necessario supporto nelle attività di sua diretta competenza, è autorizzato a stipulare fino ad un massimo di venti contratti a tempo determinato ovvero a collaborazione a progetto, sulla base di criteri di scelta di carattere fiduciario; f) all'articolo 1, comma 8, che il commissario delegato determina, con provvedimento, i compensi da riconoscere ai soggetti di cui all'articolo 1, comma 7;

l'articolo 21, comma 1, della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante «Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile», ha previsto l'obbligo delle amministrazioni di pubblicare sui propri siti Internet, in attuazione dei principi di trasparenza e di buona amministrazione, i curricula vitae, i dati relativi alle retribuzioni e i recapiti istituzionali dei dirigenti (nonché le informazioni inerenti i tassi di assenza e di presenza del personale di ciascun ufficio dirigenziale) -:

chi siano i soggetti attuatori nominati dal commissario delegato per l'emergenza carceri sulla base dell'articolo 1, comma 4, dell'ordinanza 19 marzo 2010 del Presidente del Consiglio dei ministri;

a quanto ammonti il compenso dei soggetti attuatori nominati dal commissario delegato per l'emergenza carceri sulla base del citato articolo 1, comma 4, e quali siano i profili professionali e le mansioni svolte da ciascuno di essi;

quanti contratti a tempo determinato e/o a progetto abbia stipulato il commissario delegato per l'emergenza carceri sulla base dell'articolo 1, comma 7, della citata ordinanza;

a quanto ammonti, con riferimento ai predetti contratti a tempo determinato e/o a progetto, il compenso determinato per ciascun soggetto dal commissario delegato per l'emergenza carceri sulla base dell'articolo 1, comma 8, della citata ordinanza;

se non intenda inserire sul sito ufficiale del Ministero della giustizia, sulla base dei principi di trasparenza e di buona amministrazione di cui alla legge n. 69 del 2009, i dati curriculari e quelli relativi alla retribuzione dei soggetti attuatori nominati dal commissario delegato per l'emergenza carceri sulla base dell'articolo 1, comma 4, di cui all'ordinanza 19 marzo 2010 del Presidente del Consiglio dei ministri;

se non intenda inserire sul sito ufficiale del Ministero della giustizia, sulla base dei principi di trasparenza e di buona amministrazione sanciti dalla legge n. 69 del 2009, i dati curriculari e quelli relativi alla retribuzione dei soggetti con i quali il commissario delegato per l'emergenza carceri ha stipulato contratti a tempo determinato ovvero di collaborazione a progetto (ex articolo 1, comma 7, di cui all'ordinanza 19 marzo 2010 del Presidente del Consiglio dei ministri). (4-10675)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10662
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 427 del 01/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 01/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
01/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
01/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
01/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
01/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
01/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 01/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10662
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 1 febbraio 2011, seduta n.427

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

in data 24 gennaio 2011, sul quotidiano La Gazzetta del Sud, è apparso il seguente articolo: «L'agente deve fare la scorta, la sala colloqui rimane chiusa»;

l'articolo disegna un quadro drammatico della situazione in cui si trova il carcere di Reggio Calabria e per questo motivo la prima firmataria del presente atto decide di riportarne integralmente il contenuto: «Quanto sia importante la presenza dell'agente di polizia penitenziaria …omissis….. all'interno del carcere di via San Pietro lo stanno sperimentando i detenuti e i penalisti che li assistono. Da quando, per carenza di personale, l'agente addetto alla chiamata viene spesso e volentieri impiegato all'esterno nel servizio scorte, infatti, la sala colloqui rimane chiusa. Incredibile, ma vero, non c'è nessuno che lo sostituisca. Avvocati e detenuti, di conseguenza, devono rinunciare alla possibilità parlare con i loro assistiti. Magari sono costretti a rinviare uno scambio di vedute su questioni importanti come la firma di un atto, la scelta di un rito. E quando ci sono di mezzo termini di scadenza il rinvio di un colloquio può diventare un ostacolo insormontabile. Una situazione paradossale che, secondo i penalisti reggini, lede il diritto di difesa. Il problema si è palesato in tutta la sua gravità nell'ultimo periodo quando sono cresciute in modo esponenziale le scorte assicurate dal corpo di Polizia penitenziaria. Situazione critica per l'alto numero di processi con imputati detenuti che hanno il sacrosanto diritto di essere presenti in udienza e che devono, quindi, essere accompagnati nelle varie sedi giudiziarie della Corte d'appello. Per assicurare il servizio scorte ci vuole un numero adeguato di agenti. Cosi, vengono lasciati sforniti di personale alcuni uffici, in particolare l'ufficio colloqui avvocati. Tra i destinati a infoltire le file per assicurare il servizio scorte c'è anche l'agente …omissis….., addetto a stare all'interno della sala e chiamare i detenuti dopo aver controllato la regolarità delle nomine. Quando è utilizzato all'esterno, l'agente chiude a chiave la sala e buonanotte ai colloqui. I penalisti si rivolgono alla direttrice Carmela Longo che può solo manifestare il suo rammarico. Lei ha fatto presente il problema nelle sedi opportune ma non ha ricevuto risposte adeguate. Di un'altra questione legata ai colloqui si era di recente occupata anche la camera penale: ci sono solo 4 salette e sono poche per il numero dei detenuti nel carcere di Reggio. Capita di frequente che qualche avvocato veda trascorrere l'orario dei colloqui, dalle 9 alle 14.30, senza possibilità di incontrare il proprio assistito. Mercoledì i penalisti hanno trovato la sala chiusa: "Mi è stato detto - racconta l'avvocato Giacomo Iaria - che non era possibile procedere al colloquio perché la saletta non poteva essere aperta mancando l'agente …omissis….. impegnato a fare servizio di scorta in Tribunale". Iaria ci ha riprovato venerdì insieme con i colleghi Antonino Priolo e Gregorio Cacciola giunto da Palmi: !Alle 11 - spiega - sono stato invitato a uscire perché …omissis…..  doveva andare a fare servizio scorta. Crediamo che siamo in presenza di una lesione del diritto di difesa. Il colloquio con il detenuto, oltre a rivestire importanza di natura psicologica, diviene necessario nel momento della formazione della strategia difensiva. Io avevo necessità di far firmare degli atti di conferimento di procura speciale per accedere a un rito alternativo. Avevo necessità di illustrare le ragioni di questa scelta processuale al mio assistito. Ciò mi è stato impedito» -:

se i fatti esposti in premessa corrispondano al vero;

quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di aumentare il numero degli agenti di polizia penitenziaria assegnati presso la casa circondariale di Reggio Calabria;

se non ritenga opportuno provvedere all'immediato ampliamento della sala colloqui del carcere di Reggio Calabria in modo da garantire la corretta e puntuale fruizione dei colloqui tra difensori e detenuti. (4-10662)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10661
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 427 del 01/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 01/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
01/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
01/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
01/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
01/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
01/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 01/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10661
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 1 febbraio 2011, seduta n.427

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ANSA del 24 gennaio 2011, undici detenuti del carcere di Piacenza avrebbero fatto ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo per le condizioni in cui sono costretti a vivere in carcere;

gli 11 detenuti dicono di essere sottoposti a trattamento inumano perché rinchiusi in celle in cui hanno a disposizione meno di 3 metri quadrati ciascuno e che sono mal illuminate a causa delle sbarre alle finestre. Inoltre, nel ricorso scrivono che l'accesso alle docce è limitato dal fatto che manca l'acqua calda. Due di loro, non fumatori, si dolgono inoltre di dover condividere la cella con dei fumatori e di essere quindi esposti ai rischi del fumo passivo durante tutta la giornata;

a seguito del predetto ricorso, la corte di Strasburgo ha chiesto al Governo italiano di fornire tutti i dati sulla reale situazione del carcere di Piacenza e di indicare quali misure sono state prese dopo che il giudice di sorveglianza di Reggio Emilia ha dato ragione a tre dei detenuti che gli avevano già presentato un ricorso simile;

l'Italia è già stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo nel luglio del 2009 per aver tenuto per 2 mesi e mezzo un detenuto nel carcere romano di Rebibbia in una cella dove aveva a disposizione meno di 3 metri quadrati. In quel caso la Corte accordò al ricorrente mille euro per danni morali. Secondo il comitato per la prevenzione alla tortura lo spazio minimo in cella a disposizione del detenuto deve essere di circa 7 metri quadrati -:

se quanto riportato in premessa corrisponda al vero;

quali siano i dati sulla reale situazione del carcere di Piacenza che il Governo italiano ha inviato alla Corte europea dei diritti dell'uomo;

quali misure siano state adottate dal Governo dopo che il giudice di sorveglianza aveva accolto il ricorso di tre detenuti che si erano lamentati del fatto di non avere sufficiente spazio all'interno delle celle ubicate nel carcere di Piacenza;

di quanti metri quadrati dispongano i detenuti rinchiusi nel carcere di Piacenza; se le celle siano sufficientemente illuminate e se le docce abbiano l'acqua calda. (4-10661)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10658
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 427 del 01/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 01/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
01/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
01/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
01/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
01/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
01/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 01/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10658
presentata da
RITA BERNARDINI
martedì 1 febbraio 2011, seduta n.427

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, Antonio Leandri, in carcere a Perugia per aver ucciso e fatto a pezzi il padre Olindo, ha tentato di tagliarsi le vene nella sua cella la mattina del 23 gennaio 2011;

Leandri si è procurato una quindicina di tagli superficiali agli avambracci con la lametta da barba usa e getta in dotazione a tutti i detenuti. L'uomo è stato immediatamente soccorso nella medicheria del carcere perugino di Capanne ed attualmente è tenuto sotto osservazione e non gli è concesso di avere alcun potenziale oggetto pericoloso in cella -:

se ed in quante occasioni il detenuto Leandri sia riuscito ad avere colloqui con gli psicologi del carcere prima del tentato suicidio;

se il detenuto Leandri, al momento del fatto, fosse sottoposto ad un trattamento psicologico;

se sia noto di quale tipo di cura e di assistenza sanitaria usufruisca attualmente il detenuto in questione. (4-10658)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10635
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 426 del 31/01/2011
Ex numero atto
Pecedente numero assegnato: 3/01215
Firmatari
Primo firmatario: FORMISANO ANNA TERESA
Gruppo: UNIONE DI CENTRO
Data firma: 28/01/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 28/01/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10635
presentata da
ANNA TERESA FORMISANO
lunedì 31 gennaio 2011, seduta n.426

ANNA TERESA FORMISANO. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
- Per sapere - premesso che:

si apprende che per l'anno scolastico 2010-2011 non è stato istituito presso la casa circondariale di Cassino (Frosinone) il corso di «tecnico della ristorazione giunto alla V edizione in collaborazione con l'istituto professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione» di Cassino;

in virtù della valenza e del successo riscosso nelle edizioni precedenti, già ben 17 detenuti avevano presentato domanda di iscrizione e si stavano valutando molte richieste giunte da altri istituti penitenziari;

all'origine della soppressione del citato corso, nonostante i buoni risultati ottenuti in questi anni, vi sarebbe la mancanza di risorse, non più garantite dal Ministero della pubblica istruzione -:

quali iniziative urgenti intendano adottare al fine di reperire le risorse necessarie all'avvio del nuovo corso che ha rappresentato e rappresenta un valido strumento volto al reinserimento dei detenuti nel mercato del lavoro e nella società. (4-10635)
 
 

Damiano Bellucci

 

 


Scritto da: Damiano Bellucci
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