Novembre 2016
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Interrogazioni parlamentari sul carcere 4 - 8 ottobre 2010.


Polizia Penitenziaria - Interrogazioni parlamentari sul carcere 4 - 8 ottobre 2010.

Notizia del 11/10/2010

in Dal Parlamento.

(Letto 2282 volte)

Scritto da: Damiano Bellucci

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ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08949
 
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 380 del 07/10/2010
Firmatari
Primo firmatario: SANI LUCA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 07/10/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
07/10/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 07/10/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08949
presentata da
LUCA SANI
giovedì 7 ottobre 2010, seduta n.380

SANI e ANDREA ORLANDO. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

nel comune di Massa Marittima, in provincia di Grosseto, l'amministrazione comunale, ai sensi dell'articolo 19, della legge n. 119 del 1981, ha realizzato, in qualità di stazione appaltante, un carcere mandamentale, successivamente trasformato in casa circondariale, attualmente in funzione;

l'opera è stata acquisita al patrimonio dello Stato con decreto del Ministero della giustizia in data 9 marzo 2000;

durante la realizzazione la direzione dei lavori ha provveduto a redigere varianti in corso d'opera a causa di riscontrata difformità geologica e a seguito di comunicazione prot. 659623/422-3 del 13 agosto 1990 del Ministero della giustizia, circa il venir meno dell'interesse dell'amministrazione penitenziaria alla costruzione degli istituti mandamentali, chiedendo la realizzazione di lavori compatibili anche con un utilizzo diverso dal penitenziario e confermando la possibilità di acquisizione della struttura al patrimonio statale;

ad una precedente comunicazione del 12 giugno 1990 prot. 657934/6.c del Ministero della giustizia, nella quale si ipotizza a un provvedimento normativo di soppressione delle case mandamentali, il comune di Massa Marittima, con lettera del 28 giugno 1990 prot. 9188, a firma del sindaco pro tempore, ha comunicato l'avvenuto avvio dei lavori e segnalato, senza produrre alcun effetto, le problematiche conseguenti alla sospensione degli stessi e al possibile cambiamento di destinazione dell'immobile, prospettando il rischio di contestazioni da parte dell'impresa esecutrice;

risulta dai verbali della direzione dei lavori che, in data 28 dicembre 1993, si è disposta una ulteriore sospensione dei lavori, allo scopo di definire una nuova variante per mutate esigenze impiantistiche, in quanto il Ministero della giustizia era tornato alla decisione originaria di destinare la struttura a carcere;

sull'insieme della varianti e relative sospensioni dei lavori, l'impresa esecutrice, Pizzarotti & C. S.p.A., ha espresso riserve e, successivamente, promosso un contenzioso, affrontato in sede arbitrale e poi in corte di appello, che si è risolto recentemente a favore dell'impresa, addebitando all'amministrazione comunale il pagamento di maggiori oneri per euro 1.159.463,68, oltre alle spese legali e processuali;

l'amministrazione comunale ha, pertanto, riconosciuto un debito fuori bilancio, ex articolo 194 del decreto legislativo n. 267 del 2000, dandone pronta comunicazione alla competente Corte dei conti;

attualmente, diversamente da quanto ipotizzato nella richiamata comunicazione prot. 659623/422-3 del 13 agosto 1990 del Ministero della giustizia, la struttura, a differenza di casi analoghi, oltre ad essere stata effettivamente acquisita al patrimonio dello Stato, è funzionante come casa circondariale;

l'articolo 19 della legge n. 119 del 1981, al terzo comma, prevede la possibilità per gli enti locali di finanziare i maggiori oneri derivanti dalla costruzione dei nuovi edifici giudiziari, mediante la contrazione di mutui con la cassa depositi e prestiti;

tale situazione sta creando grave difficoltà all'amministrazione comunale di Massa Marittima, considerando le modeste dimensioni del comune e le già ridotte capacità finanziarie circa le capacità di investimento e gestione servizi;

il sindaco di Massa Marittima ha richiesto il rimborso delle somme relative ai maggiori oneri;

ad avviso degli interroganti tale vicenda può configurarsi come indebito arricchimento dello Stato a danno dell'amministrazione comunale di Massa Marittima-:

quali iniziative intenda assumere relativamente ai maggiori oneri derivanti dalla costruzione dell'istituto penitenziario di Massa Marittima anche nello spirito dell'articolo 19 della legge n. 119 del 1981, comma 3. (4-08949)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08943
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 380 del 07/10/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 07/10/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
07/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
07/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
07/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
07/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
07/10/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 07/10/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08943
presentata da
RITA BERNARDINI
giovedì 7 ottobre 2010, seduta n.380

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il 6 ottobre il sito www.radiocarcere.it riportava un'indiscrezione intitolata «a giorni il sondaggio sulle carceri commissionato dal Dap»;

secondo «radiocarcere.it», il 13 ottobre verrà presentato alla stampa un sondaggio sulle carceri commissionato dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria. Sondaggio, curato dalla IPR Marketing di Napoli, avente per oggetto non solo la considerazione da parte degli italiani della realtà carceraria ma addirittura il livello di conoscenza e di gradimento delle attività del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria;

ad avviso dell'interrogante compito istituzionale del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria è quello di amministrare il sistema penitenziario italiano secondo quanto disposto dalle leggi vigenti e, in primo luogo, attenendosi ai princìpi costituzionali, non certo quello di spendere denaro pubblico per sondare la percezione degli italiani della peraltro degradata realtà carceraria italiana;

l'osservazione di «radiocarcere.it» coincide con quella dell'interrogante quando rileva che oggigiorno «appare più importante vendere un'immagine, a prescindere dal servizio reso. Non interessa più la validità del lavoro svolto nella pubblica amministrazione. Interessa maggiormente come quella amministrazione appare» -:

se confermi l'indiscrezione anticipata dal sito www.radiocarcere.it;

in caso affermativo, quali siano le ragioni che hanno spinto il DAP a commissionare il sondaggio, quale utilizzo se ne intenda fare e quanto denaro pubblico sia stato speso per realizzarlo. (4-08943)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08895
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 377 del 04/10/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 04/10/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 04/10/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08895
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 4 ottobre 2010, seduta n.377

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

il 29 settembre 2010 l'agenzia di stampa APCOM ha diramato la seguente notizia: «Aveva un tumore ai polmoni e alla spina dorsale, ma nonostante avesse più volte chiesto ai medici del carcere Due Palazzi di Padova, dove era detenuto, di essere sottoposto ad un esame radiologico, non è stato curato». A denunciare la vicenda, ai microfoni della rubrica Radiocarcere di Radio Radicale, è Graziano, ex detenuto del carcere padovano: «Stavo malissimo - racconta - e per un anno ho passato le mie giornate in cella tra atroci dolori. Poi finalmente, qualche giorno fa, mi hanno portato dal carcere all'ospedale di Padova dove mi è stato diagnosticato un tumore ai polmoni e alla spina dorsale. Non solo non mi facevano fare esami clinici o radiografie - continua Graziano - ma per un anno i medici del carcere Due Palazzi di Padova si sono limitati a darmi una piccola pastiglia di antidolorifici e basta». Poi le condizioni di salute sono ulteriormente peggiorate, tanto che intorno al 20 agosto l'uomo era paralizzato dalla pancia in giù e non riusciva neanche a urinare. «Ma anche vedendomi in quelle condizioni i medici del carcere non hanno fatto nulla per me, ed anzi, uno di loro mi ha detto "Eh, quella è l'età". E pensare che ho solo 48 anni». «Solo verso la fine di agosto - conclude - si sono decisi di portami in ospedale, dove appunto mi hanno diagnosticato un tumore in stato avanzato. Un tumore che se mi fosse stato diagnosticato prima sarebbe stato curabile»;

la vicenda di Graziano è stata ripresa anche dal quotidiano Il Mattino del 30 settembre 2010 (pagina 3) -:

se non intendano, negli ambiti di rispettiva competenza, raccogliere elementi informativi finalizzati all'accertamento di come si sono svolti i fatti esposti;

quanti siano, negli ultimi cinque anni i detenuti morti in carcere per malattia e quanti coloro che, usciti dal carcere in sospensione della pena per malattia, siano successivamente morti in ospedale o nelle proprie abitazioni. (4-08895)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08894
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 377 del 04/10/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 04/10/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 04/10/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08894
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 4 ottobre 2010, seduta n.377

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

nelle carceri secondo gli indici di stato di salute (Iss) sono presenti 1296 sieropositivi per Hiv. Questi numeri sono molto sottostimati in quanto si riferiscono soltanto a coloro che si sottopongono previo consenso informato alla rilevazione del test e questi sono ancora pochi perché si riferiscono appena al 30 per cento;

secondo una indagine epidemiologica condotta dall'ufficio di presidenza dell'Amapi i soggetti sieropositivi per Hiv presenti nelle carceri ammontano a circa 2.500;

allo stato non risulta che l'emergenza Aids abbia varcato le soglie degli istituti penitenziari visto che la stessa definizione di incompatibilità fra la condizione di sieropositività e quella detentiva, pur con i decisivi interventi della Corte costituzionale, tendenti a restituire più ampi margini di discrezionalità all'autorità giudiziaria in materia di concessione di misure meno restrittive ai detenuti sieropositivi o conclamati, è rimasta sostanzialmente lettera morta, superata, del resto, dal fatto che ormai la degenza ospedaliera riguarda per lo più la cura delle malattie opportunistiche, laddove si va sempre più affermando la tendenza al trattamento ambulatoriale dei pazienti affetti da Hiv;

l'infezione da Hiv nell'ambito delle strutture penitenziarie si caratterizza ormai per la sua allarmante incidenza e per il particolare, drammatico coinvolgimento che l'ambiente e i detenuti subiscono. Bisogna avvertire poi la necessità di denunciare a chiare lettere che per il detenuto malato di Aids che esce dal carcere si continua a fare veramente poco;

non esistono ancora i repartini ospedalieri prefigurati dalla legge n. 222 del 93. Continuano a mancare le strutture intermedie tra il carcere e la società per chi non ha la possibilità di contare almeno su una famiglia;

la mancanza di obbligatorietà del test impedisce l'osservazione e il controllo del fenomeno di diffusione del virus all'interno delle strutture carcerarie, rendendo impossibile l'attuazione di qualunque strategia che tenga conto del diritto alla salute dei detenuti sieropositivi, di quelli sani e di tutti coloro che operano all'interno degli istituti penitenziari -:

quanti siano i detenuti malati di Aids e in fase di pre-Aids ristretti all'interno delle carceri italiane;

se e in qual misura stiano coordinando le azioni di reciproca competenza per fronteggiare l'emergenza Aids all'interno delle strutture carcerarie;

di quali dati dispongano, nell'ambito delle proprie competenze, in ordine all'individuazione delle strutture ospedaliere presso cui inviare i detenuti e gli internati affetti da Hiv. (4-08894)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08886
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 377 del 04/10/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 04/10/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 04/10/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08886
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 4 ottobre 2010, seduta n.377

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

il primo ottobre 2010 l'agenzia di stampa AGI ha battuto la seguente notizia: «Da lunedì 4 ottobre chiuderanno i centri diagnostico-terapeutici delle carceri di Buoncammino di Cagliari e di San Sebastiano di Sassari. A partire dallo stesso giorno inoltre i detenuti sardi vedranno drasticamente ridotto il servizio medico-infermieristico-farmaceutico. È una conseguenza della nota del provveditorato regionale che ha richiesto un piano di rientro delle spese per l'assistenza sanitaria». Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione «Socialismo Diritti Riforme» in seguito alla richiesta del provveditore regionale del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Felice Bocchino inviata alle direzioni delle case circondariali della Sardegna che mette il personale sanitario nell'impossibilità di garantire l'assistenza sanitaria e farmaceutica alle persone private della libertà. «Questa grave situazione richiama le responsabilità della Regione che - sottolinea Caligaris - non ha ancora provveduto a varare la norma di attuazione relativa al passaggio della sanità penitenziaria al servizio sanitario regionale. La Regione, oltre a pagare pesanti sanzioni pecuniarie, rischia la nomina da parte del governo di un commissario ad acta se con provvedimento urgente e straordinario non garantirà le spese per l'assistenza sanitaria almeno fino all'approvazione della norma. La commissione paritetica Stato-Regione frattanto è stata convocata per il 13 ottobre prossimo per varare definitivamente, dopo le richieste di integrazione avanzate dalla commissione Autonomia del Consiglio regionale, il dispositivo che dovrà poi avere il parere dell'assemblea». «I fondi stanziati per il primo semestre dal Dap (521.000,00 euro) e quelli per il secondo semestre (515.000,00 euro) sono esauriti. La rimodulazione delle somme - sottolinea il provveditore regionale Bocchino nella comunicazione alle Direzioni con la richiesta di un piano di rientro - ha comportato un supero di spesa che non può essere reintegrato in quanto nessuna ulteriore assegnazione è stata concessa dal dipartimento e non si conosce allo stato quando il previsto passaggio alla Regione Sardegna avverrà concretamente». «La drammatica condizione dei detenuti in Sardegna - conclude la presidente di SdR - richiede un urgente provvedimento della Regione e una mobilitazione degli enti locali e delle organizzazioni professionali interessate per evitare che il diritto alla salute dei cittadini privati della libertà sia compromesso da mancate opportune scelte dei Governi regionale e nazionale». Attualmente sono ricoverati nei due centri clinici circa 40 pazienti, 30 dei quali a Cagliari. Se non ci sarà un immediato intervento saranno trasferiti in altri istituti della penisola dotati di strutture idonee. Resta l'impossibilità di garantire adeguate cure a quanti resteranno dentro gli istituti di Pena della Sardegna -:

quali iniziative e quali provvedimenti intendano adottare gli interrogati, negli ambiti di rispettiva competenza, per sanare la grave situazione sopra esposta.
(4-08886)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08883
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 377 del 04/10/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 04/10/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 04/10/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08883
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 4 ottobre 2010, seduta n.377

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

al 30 giugno 2010 il 42,5 per cento dei detenuti era in attesa di giudizio e la metà di loro è destinato ad essere assolto: circa 15.000 persone, che scontano da innocenti mesi e a volte anni di «pena anticipata» e contribuiscono a rendere gremite le celle. La media europea dei detenuti in carcerazione preventiva è del 24 per cento ma scende rispettivamente al 15,2 per cento e al 14,9 in Germania e in Inghilterra. In Polonia, addirittura il 90 per cento dei detenuti ha una sentenza definitiva;

il 12 gennaio 2010 la Camera dei deputati ha parzialmente approvato, su espresso parere favorevole del Governo, la mozione sulle carceri presentata dalla prima firmataria del presente atto e sottoscritta da 93 deputati appartenenti a quasi tutte le forze politiche presenti in Parlamento;

la mozione approvata prevede, tra l'altro, la riduzione dei tempi di custodia cautelare, perlomeno per i reati meno gravi, nonché del potere della magistratura nell'applicazione delle misure cautelari personali a casi tassativamente previsti dal legislatore, previa modifica dell'articolo 280 del codice di procedura penale -:

se e quali urgenti iniziative di carattere normativo il Governo intenda adottare al fine di ridurre i tempi di custodia cautelare, perlomeno per i reati meno gravi, ed il conseguente potere della magistratura nell'applicazione delle misure cautelari personali a casi tassativamente previsti dal legislatore, previa modifica dell'articolo 280 del codice di procedura penale, cosi come previsto dalla mozione n. 1-00288 approvata dalla Camera dei deputati il 12 gennaio 2010.
(4-08883)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08876
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 377 del 04/10/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 04/10/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 04/10/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08876
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 4 ottobre 2010, seduta n.377

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

risulta alla prima firmataria del presente atto, anche sulla base di un articolo apparso sul quotidiano Il Messaggero il 1o ottobre 2010, intitolato «Spoleto (PG): oltre 600 detenuti in una struttura che non dovrebbe ospitarne più di 450», che il carcere di Spoleto presenta problemi di gestione di assoluta gravità;

in particolare, l'istituto di pena di Spoleto è destinato a contenere 450 detenuti, ma ne ospita circa 600, e si prevede che nei prossimi mesi il numero possa salire addirittura a 750, il tutto con evidenti problemi legati al sovraffollamento, alla carenza di servizi di assistenza e di trattamenti in proporzione al numero dei detenuti;

le condizioni di sovraffollamento del carcere aggravano le condizioni di vita dei detenuti, anche in ragione della scarsità del personale dell'amministrazione penitenziaria o medico ivi presente;

in particolare risulta che, a causa della esiguità degli organici, gli agenti del penitenziario sono costretti a doppi turni senza avere accesso alle ferie;

le carenze del personale comportano anche la difficoltà ad accompagnare i detenuti nei laboratori o negli spazi di lavoro del carcere, il che rende molto problematico l'accesso dei detenuti ad eventi formativo-culturali e allo studio;

l'articolo 27, comma 3, della Costituzione, prevede che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato, processo di cui una delle componenti essenziali è rappresentata proprio dalla formazione culturale e dallo studio -:

se il Ministro sia a conoscenza delle gravi condizioni di disagio che caratterizzano la vita penitenziaria nel carcere di Spoleto;

se non ritenga opportuno disporre l'immediato incremento degli organici di polizia penitenziaria assegnati presso la struttura penitenziaria indicata in premessa;

quali provvedimenti di competenza ritenga opportuno adottare al fine di migliorare le condizioni della vita penitenziaria nel carcere di Spoleto, così da garantire il pieno rispetto dei diritti alla dignità, alla salute e allo studio dei detenuti. (4-08876)
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08873
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 377 del 04/10/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 04/10/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 04/10/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08873
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 4 ottobre 2010, seduta n.377

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

dal confronto tra il numero dei detenuti ogni 100.000 abitanti negli anni 1998 e 2010 appare evidente come alcuni Paesi europei siano riusciti a ridurre sensibilmente il tasso di carcerizzazione; poiché il numero complessivo dei reati commessi nell'Unione europea è rimasto pressoché stabile negli ultimi 10 anni, questo risultato è frutto soprattutto di un maggiore utilizzo delle pene sostitutive per sanzionare i reati «minori»;

in altri Paesi dell'Unione europea, come il nostro, il carcere invece è rimasto lo strumento primario per la repressione della devianza, anzi nel corso degli anni si è iniziato ad utilizzarlo in nuovi ambiti. Così se in Germania il tasso di carcerizzazione è diminuito da 96 a 88 (-12) e oggi in carcere ci sono 6.500 persone in meno rispetto a 12 armi fa, in Italia è aumentato da 85 a 112 (+27) e i detenuti sono quasi 20.000 in più. Diminuzioni del tasso e del numero di detenuti si sono registrate anche in Portogallo, Irlanda del Nord, Paesi Baltici, Bulgaria e Romania (che ha visto dimezzarsi il numero di detenuti);

secondo uno studio condotto dall'Osservatorio permanente sulle morti in carcere, ad oggi negli istituti di pena italiani in 100 posti branda sono ammassate 152 persone;

soltanto in Bulgaria il tasso di affollamento delle carceri è maggiore (155), mentre la media europea è di 107 detenuti ogni 100 posti -:

se non intenda assumere iniziative normative - anche urgenti - per incentivare il ricorso alle sanzioni alternative alla pena detentiva, anche alla luce dell'elevato tasso di affollamento raggiunto dai nostri istituti di pena. (4-08873)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08870
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 377 del 04/10/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 04/10/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 04/10/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08870
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 4 ottobre 2010, seduta n.377

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

risulta alla prima firmataria del presente atto, anche sulla base di un articolo apparso il 30 settembre 2010 sul quotidiano Il Mattino (pagina 3), che la casa circondariale di Padova presenta carenze strutturali e problemi di gestione di assoluta gravità;

in particolare, l'istituto di pena di Padova è destinato a contenere 96 detenuti (capienza tollerabile fissata a 140), ma ne ospita circa 270, con evidenti problemi legati al sovraffollamento, alla carenza di servizi di assistenza e di trattamenti in proporzione al numero dei detenuti;

nell'istituto penitenziario patavino, dove non c'è più un centimetro quadrato di pavimento libero per appoggiare un materasso, i letti a castello arrivano ormai fino a quattro livelli, il che espone i detenuti che dormono all'ultimo piano senza essersi legati al rischio di cadere e di riportare contusioni o fratture;

martedì 21 settembre 2010 i detenuti ristretti nel carcere di Padova hanno inscenato una protesta rifiutando il pasto e cominciando a battere sulle inferriate e sulle porte blindate che chiudono le celle. La protesta, motivata dalle insopportabili condizioni di sovraffollamento, partita dalla prima sezione e presto estesa a tutto l'istituto, è stata sospesa solo allorquando una delegazione di detenuti è stata ricevuta dalla direttrice del carcere, dal comandante e dai responsabile dell'area trattamentale;

la stessa direttrice del carcere, dottoressa Antonella Reale, ha inviato una drammatica richiesta di aiuto (lettera protocollo n. 14318 a limitata divulgazione, datata 21 settembre 2010) alla direzione generale detenuti e trattamento del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria di Roma, al provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria per il Triveneto con sede a Padova e, per conoscenza, al magistrato di sorveglianza e al prefetto, Ennio Mario Sodano;

con riferimento alla protesta del 21 settembre, la dottoressa Antonella Reale ha rilasciato alla stampa la seguente dichiarazione: «Non si è in grado di dire che cosa potrà succedere nei prossimi giorni se i numeri delle presenze non dovessero scendere drasticamente e rapidamente»;

le condizioni di sovraffollamento del carcere limitano le attività lavorative e aggravano le condizioni di vita dei detenuti, anche in ragione della scarsità del personale dell'amministrazione penitenziaria o medico ivi presente;

il trattamento penitenziario deve essere realizzato secondo modalità tali da garantire a ciascun detenuto il diritto inviolabile al rispetto della propria dignità, sancito dagli articoli 2 e 3 della Costituzione; dagli articoli 1 e 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea del 2000; dagli articoli 7 e 10 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici del 1977; dall'articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali del 1950; dagli articoli 1 e 5 della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948; nonché dagli articoli 1, 2 e 3 della raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa del 12 febbraio 1987, recante «Regole minime per il trattamento dei detenuti» e dall'articolo 1 della raccomandazione (2006) del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa dell'11 gennaio 2006, sulle norme penitenziarie in ambito europeo; tale garanzia è ribadita dall'articolo 1, commi primo e sesto, della legge 26 luglio 1975, n. 354, che prescrive che «il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e deve assicurare il rispetto della dignità della persona», dovendo altresì essere attuato «secondo un criterio di individualizzazione in rapporto alle specifiche condizioni dei soggetti»;

l'articolo 15, primo comma, della legge 26 luglio 1975, n. 354, prescrive che «il trattamento del condannato e dell'internato è svolto avvalendosi principalmente dell'istruzione, del lavoro, della religione, delle attività culturali, ricreative e sportive e agevolando opportuni contatti con il mondo esterno ed i rapporti con la famiglia»;

gli articoli da 5 a 12 della legge 26 luglio 1975, n. 354, dettano una rigorosa disciplina in ordine ai requisiti strutturali minimi degli istituti di pena, prescrivendo che le carceri siano realizzate in modo tale «da accogliere un numero non elevato di detenuti o internati»; che «i locali nei quali si svolge la vita dei detenuti e degli internati devono essere di ampiezza sufficiente»; analoga disciplina prevedono gli articoli da 8 a 13 della raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa del 12 febbraio 1987, recante «Regole minime per il trattamento dei detenuti» e gli articoli da 17.1 a 18.10 della raccomandazione (2006) del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa dell'I 1 gennaio 2006 sulle norme penitenziarie in ambito europeo;

le condizioni di sovraffollamento in cui versa la casa circondariale di Padova, l'inadeguatezza delle strutture, la carenza di personale, la scarsa assistenza sanitaria e le precarie condizioni igieniche sono già state oggetto: a) di separati atti di sindacato ispettivo poiché già rilevati nel corso delle numerose visite, effettuate dalla prima firmataria del presente atto, presso la predetta struttura penitenziaria; b) di un esposto depositato a giugno 2010 in procura dalla Camera penale di Padova;

a fronte della suddetta drammatica emergenza il Sottosegretario alla giustizia, senatrice Elisabetta Alberti Casellati, ha promesso già da diversi mesi l'arrivo di due milioni di euro da destinare al completamento del padiglione adiacente all'immobile penitenziario attualmente esistente, senza che però fino a questo momento nulla di concreto sia stato fatto in questa direzione -:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza delle gravi condizioni di disagio che caratterizzano la vita penitenziaria nella casa circondariale di Padova;

se ritenga opportuno effettuare delle ispezioni all'interno del carcere patavino;

quali provvedimenti di competenza ritenga opportuno adottare al fine di garantire il rispetto del terzo comma dell'articolo 27 della Costituzione e di migliorare le condizioni della vita penitenziaria nel carcere di Padova, cosi da garantire il pieno rispetto dei diritti alla dignità, alla salute ed allo studio dei detenuti;

se sia stato avviata ed entro quali tempi sarà completata la costruzione del padiglione adiacente all'istituto di pena in questione. (4-08870)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08868
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 377 del 04/10/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 04/10/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 04/10/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08868
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 4 ottobre 2010, seduta n.377

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

risulta alla prima firmataria del presente atto, anche sulla base di un articolo apparso il 28 settembre 2010 sul quotidiano Il Centro, che la casa circondariale di Larino (CB) presenta carenze strutturali e problemi di gestione di assoluta gravità;

in particolare, l'istituto di pena di Larino è destinato a contenere 184 detenuti, ma ne ospita circa 305, con evidenti problemi legati al sovraffollamento, alla carenza di servizi di assistenza e di trattamenti in proporzione al numero dei detenuti;

nel carcere di Larino i detenuti stranieri sono 53, il 18 per cento del totale; gli imputati 134 e i condannati 171;

le condizioni di sovraffollamento del carcere aggravano le condizioni di vita dei detenuti, anche in ragione della scarsità del personale dell'amministrazione penitenziaria o medico ivi presente;

le stesse attività lavorative sono estremamente limitate, anche per i detenuti sottoposti a regimi detentivi ordinari, e non di «sicurezza rafforzata»;

secondo Aldo Di Giacomo consigliere nazionale del sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe «gli istituti penitenziari molisani sono in difficoltà, soprattutto quello di Larino dove sono ospitati il 65 per cento di detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare. Alle enormi difficoltà dell'istituto, relative essenzialmente al sovraffollamento, si contrappongono i dati relativi al personale di polizia penitenziaria. Da uno studio risulta che i poliziotti del carcere di Larino sono i più bravi d'Italia, si sono analizzati diversi elementi tra cui le assenze dal servizio e la qualità del servizio svolto e il numero di eventi critici avuti nell'ultimo anno ecc. Altro record è che l'istituto di Larino è quello con la percentuale più alta d'Italia di detenuti che studiano oltre un terzo dell'intera popolazione detenuta»;

l'articolo 27, terzo comma, della Costituzione, prevede che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato, processo di cui una delle componenti essenziali è rappresentata proprio dalla formazione culturale e dallo studio;

il trattamento penitenziario deve essere realizzato secondo modalità tali da garantire a ciascun detenuto il diritto inviolabile al rispetto della propria dignità, sancito dagli articoli 2 e 3 della Costituzione; dagli articoli 1 e 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea del 2000; dagli articoli 7 e 10 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici del 1977; dall'articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali del 1950; dagli articoli 1 e 5 della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948; nonché dagli articoli 1, 2 e 3 della raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa del 12 febbraio 1987, recante «Regole minime per il trattamento dei detenuti» e dall'articolo 1 della raccomandazione (2006) del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa dell'11 gennaio 2006, sulle norme penitenziarie in ambito europeo; tale garanzia è ribadita dall'articolo 1, commi primo e sesto, della legge 26 luglio 1975, n. 354, che prescrive che «il trattamento penitenziario deve essere conforme ad umanità e deve assicurare il rispetto della dignità della persona», dovendo altresì essere attuato «secondo un criterio di individualizzazione in rapporto alle specifiche condizioni dei soggetti»;

l'articolo 15, primo comma, della legge 26 luglio 1975, n. 354, prescrive che «il trattamento del condannato e dell'internato è svolto avvalendosi principalmente dell'istruzione, del lavoro, della religione, delle attività culturali, ricreative e sportive e agevolando opportuni contatti con il mondo esterno ed i rapporti con la famiglia»;

gli articoli da 5 a 12 della legge 26 luglio 1975, n. 354, dettano una rigorosa disciplina in ordine ai requisiti strutturali minimi degli istituti di pena, prescrivendo che le carceri siano realizzate in modo tale «da accogliere un numero non elevato di detenuti o internati»; che «i locali nei quali si svolge la vita dei detenuti e degli internati devono essere di ampiezza sufficiente»; analoga disciplina prevedono gli articoli da 8 a 13 della raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa del 12 febbraio 1987, recante «Regole minime per il trattamento dei detenuti» e gli articoli da 17.1 a 18.10 della Raccomandazione (2006)2 del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa dell'11 gennaio 2006 sulle norme penitenziarie in ambito europeo -:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza delle gravi condizioni di disagio che caratterizzano la vita penitenziaria nel carcere di Larino;

quali provvedimenti di competenza ritenga opportuno adottare al fine di migliorare le condizioni della vita penitenziaria nel carcere di Larino, così da garantire il pieno rispetto dei diritti alla dignità, alla salute, allo studio ed alla tutela dei rapporti familiari dei detenuti. (4-08868)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/03528
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 377 del 04/10/2010
Firmatari
Primo firmatario: PALOMBA FEDERICO
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 04/10/2010
Commissione assegnataria
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 04/10/2010
Stato iter:
CONCLUSO il 06/10/2010

Partecipanti allo svolgimento/discussione
RINUNCIA ILLUSTRAZIONE
06/10/2010
ITALIA DEI VALORI
 
RISPOSTA GOVERNO
06/10/2010
SOTTOSEGRETARIO DI STATO GIUSTIZIA
 
REPLICA
06/10/2010
ITALIA DEI VALORI

Fasi iter:
DISCUSSIONE IL 06/10/2010
SVOLTO IL 06/10/2010
CONCLUSO IL 06/10/2010
Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-03528
presentata da
FEDERICO PALOMBA
lunedì 4 ottobre 2010, seduta n.377

PALOMBA. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

rispondendo all'interpellanza urgente n. 2-00391 nella seduta del 18 giugno 2009, il Ministero rispose che era in gestazione un decreto in attuazione delle disposizioni previste dall'articolo 1, comma 404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e dall'articolo 74 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito nella legge 6 agosto 2008, n. 133, nonché dal decreto legislativo 25 luglio 2006, n. 240, recante disposizioni volte ad attuare il decentramento del Ministero della giustizia. Secondo la bozza in itinere la riorganizzazione consentirebbe, però, di istituire, oltre alla già esistente direzione generale per l'attuazione dei provvedimenti giudiziari - incaricata di dare esecuzione ai provvedimenti emessi dall'autorità giudiziaria minorile - la direzione generale per la formazione e le attività internazionali, incaricata di attendere alla formazione e specializzazione del personale addetto ai servizi minorili e ai compiti di autorità centrale per le convenzioni internazionali in materia di protezione dei minori, in merito alla quale l'ordinamento individua delle peculiari funzioni anche di rilievo internazionale. In alternativa, però, alla direzione generale per la formazione e le attività internazionali sarà valutata anche la possibilità di mantenere in essere la direzione generale che si occupa della gestione del personale;




da notizie ufficiose ma attendibili si apprende che il decreto del Presidente della Repubblica sulla giustizia minorile, già annunciato nel 2008 e poi accantonato anche per le critiche ricevute da operatori del settore ed esperti, nonché dallo stesso capo del dipartimento e dai dirigenti, sarebbe attualmente in fase di ultima redazione presso gli uffici del Ministero secondo una versione che non si discosterebbe sostanzialmente dalla precedente versione, contraddicendo le assicurazioni all'epoca pubblicamente fornite dal Ministro e le aperture del sottosegretario in occasione della discussione sull'interpellanza urgente, in particolare nel punto in cui verrebbero eliminate e/o frammentate tra organi degli altri dipartimenti esistenti le funzioni della giustizia minorile, col risultato che una materia sino ad oggi organizzata e gestita unitariamente secondo criteri di assoluta e forte specificità sarebbe adesso «governata» da ben tre dipartimenti;

ciò configurerebbe se venisse confermato parrebbe a dir poco un esempio unico di irrazionalità organizzativa ed amministrativa, con inevitabili inefficienze e maggiorazioni di spesa, ben lontano dai risparmi auspicati, ostacolando in modo decisivo lo svolgimento delle specifiche funzioni della giustizia minorile già richiamate ed illustrate nell'interpellanza sopra richiamata, i cui pregi si richiamano ancora brevemente in quanto l'autonomia di quelle funzioni si radica e trova espressione nell'attuale concreta ed evidente specializzazione, a sua volta sostenuta ed avvalorata da una lunga tradizione virtuosa, esprimente una cultura carceraria veramente ispirata al principio costituzionale della rieducazione ed al principio di minima offensività della pena e del processo attraverso la sospensione del processo e messa alla prova, assistita dagli assistenti sociali altamente qualificati ed incardinati nell'USSM, che hanno favorito l'esito positivo nei tre quarti dei casi con conseguente forte abbattimento della recidiva minorile: tutto ciò nel nome della peculiarità dei soggetti (i minori entrati nel circuito penale minorile) al centro dell'attività e dell'attenzione del DGM;

l'esigenza di tale specializzazione, unanimemente riconosciuta a livello nazionale ed internazionale, ha consentito di porre in campo tecniche notevolmente efficaci di gestione trattamentale intra ed extracarceraria dei minori che costituiscono esempi significativi di innovazione in merito alla giustizia riparativa: basti pensare che l'irrilevanza del fatto è già trasfusa nell'ordinamento generale (competenza penale del giudice di pace) e che allo stesso fine si studia attentamente anche l'istituto della «messa in prova»;

pertanto, gli istituti penali previsti nell'ordinamento minorile, quali le comunità, i centri di prima accoglienza, gli uffici di servizio sociale, gli educatori e la gestione delle professioni di ausilio specialistico (psicologi, psichiatri, e altri) devono, per la loro spiccata specificità, continuare a rimanere in una linea di comando unica, facente capo esclusivamente al dipartimento della giustizia minorile;

peraltro, l'adempimento dell'obbligo di riduzione delle spese contenuto nella legge finanziaria che ha previsto le riduzioni delle strutture e degli incarichi nella pubblica amministrazione, ben può, a giudizio dell'interrogante, essere conseguito attraverso la riduzione da tre a due delle direzioni generali accorpando le funzioni, ma al tempo stesso mantenendone il radicamento nel DGM ed il decentramento oggi in atto (fermo restando l'incardinamento degli istituti decentrati nelle due direzioni generali sempre incardinate nel DGM), al quale corrispondono risparmi sicuri, essendo questo decentramento basato su uffici dirigenziali di livello non generale; questa fu la soluzione di equilibrio già da tempo prospettata dall'interrogante e da essi valutata positivamente -:

se non ritenga il Ministro, tenendo conto delle molte sollecitazioni ricevute e delle specifiche caratteristiche della materia (già apprezzate dallo stesso Ministro) la quale richiede d'essere organizzata con strutture autonome e sulla base di una forte specializzazione delle funzioni e del personale, di dover non accettare alcuna ipotesi di smembramento, neppure parziale, della giustizia minorile, semmai realizzando l'unico risparmio possibile e non funzionalmente negativo costituito dalla riduzione delle direzioni generali da tre a due con l'accorpamento in esse di tutte le funzioni minorili in atti, fermo restandone l'incardinamento nel DGM e la gestione ad esso ricollegata di tutte le strutture periferiche minorile, quale unico modo per salvaguardare i grandi risultati della giustizia minorile, eventualmente previamente procedendo alla acquisizione dei dati operativi e dei risultati elaborati dall'ufficio studi e formazione del Dipartimento nonché alle audizioni del caso, che potrebbero riguardare l'associazione dei giudici per i minori e la famiglia, le organizzazioni rappresentative degli operatori della giustizia minorile ed espressioni della cultura italiana, universitaria e professionale.(5-03528)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/03527
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 377 del 04/10/2010
Firmatari
Primo firmatario: MELIS GUIDO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 04/10/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
04/10/2010

Commissione assegnataria
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 04/10/2010
Stato iter:
CONCLUSO il 05/10/2010

Partecipanti allo svolgimento/discussione
ILLUSTRAZIONE
05/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO
 
RISPOSTA GOVERNO
05/10/2010
SOTTOSEGRETARIO DI STATO GIUSTIZIA
 
REPLICA
05/10/2010
PARTITO DEMOCRATICO

Fasi iter:
DISCUSSIONE IL 05/10/2010
SVOLTO IL 05/10/2010
CONCLUSO IL 05/10/2010
Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-03527
presentata da
GUIDO MELIS
lunedì 4 ottobre 2010, seduta n.377

MELIS, SORO, CALVISI, FADDA, MARROCU, ARTURO MARIO LUIGI PARISI, PES e SCHIRRU. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

da diverse settimane, all'interno del carcere di Badu e' Carros a Nuoro, sono in atto lavori di sbancamento per la realizzazione di un nuovo padiglione detentivo;

l'amministrazione comunale non è a conoscenza della destinazione che il Ministro della giustizia intende adottare per il nuovo padiglione. Il timore dell'amministrazione comunale, che accompagna l'avvio di questi lavori, è che il nuovo padiglione possa venire assegnato alla custodia dei detenuti in regime 41-bis, cioè in regime di sorveglianza speciale, destinato appunto ai carcerati considerati di «massima pericolosità»;

in passato proprio a Nuoro la presenza di detenuti in simile stato ha generato conseguenze tragiche, sia sul piano dell'ordine interno al carcere sia su quello del «contagio» del territorio (diffusione in Sardegna di inediti reati di banda armata, terrorismo e associazione mafiosa);

la Sardegna è già oggi gravata da pesanti servitù nello specifico settore carcerario, che ne penalizzano ulteriormente lo stato di regione in crisi, con altissimi tassi di disoccupazione e presenza di un manifesto disagio sociale;

esiste un protocollo d'intesa tra regione sarda e amministrazione penitenziaria che prevede l'applicazione del criterio della territorialità della pena, con destinazione ai carceri dell'isola di detenuti sardi (attualmente sui 2.206 sardi custoditi in Italia solo 1.165 sono nelle carceri della Sardegna); gli interroganti si augurano vivamente che il Ministro smentisca gli elementi assolti dal sindaco di Nuoro -:

se il Ministro confermi o smentisca recisamente (come gli interroganti si augurano vivamente) gli elementi assolti dal sindaco di Nuoro e se possa assicurare che non saranno destinati a Badu e' Carros, data la delicata situazione del nuorese, detenuti sottoposti al regime del 41-bis.
(5-03527)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/03543
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 379 del 06/10/2010
Firmatari
Primo firmatario: PILI MAURO
Gruppo: POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 06/10/2010
Commissione assegnataria
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 06/10/2010
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 06/10/2010
Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-03543
presentata da
MAURO PILI
mercoledì 6 ottobre 2010, seduta n.379

PILI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il Direttore del carcere di Buon Cammino di Cagliari ha annunciato un piano di emergenza sanitaria per l'istituito penitenziario;

la situazione sanitaria nel carcere cagliaritano sarebbe gravissima;

i problemi sarebbero legati alla mancata definizione delle responsabilità inerenti alle specifiche competenze sanitarie tra Stato e regione;

il Ministero della giustizia avrebbe disposto il trasferimento della competenza a curare i pazienti in cella;

la commissione competente del consiglio regionale ritiene che in assenza di risorse certe sia impossibile il trasferimento della competenza;

da domani il centro clinico del più grande carcere della Sardegna sarebbe destinato alla chiusura;

sarebbero destinate ad essere negate anche cure dentistiche, visite specialistiche e tutto ciò che riguarda la salute dei detenuti;

i fondi stanziati dal Ministero per la sanità penitenziaria sarebbero da tempo esauriti;

risulta non essere stato approvato uno stanziamento della regione necessario per lo svolgimento del servizio sanitario sino al 31 dicembre 2010;

il carcere di Buon Cammino risulta essere sovraffollato;

si registrerebbero all'intero dell'istituto penitenziario 170 malati psichiatrici, 100 tossicodipendenti e 100 alcolisti;

il piano emergenza sanità che il direttore del carcere è stato obbligato ad adottare prevede: «è sospesa l'attività specialistica ordinaria con pagamenti a prestazione. Lo specialista in odontoiatria terminerà le cure in corso. L'attività di fisioterapia viene sospesa; verranno ultimati solo i cicli già avviati dal mese di settembre. L'attività psichiatrica è ridotta a 50 ore mensili. I tecnici di radiologia svolgeranno la loro attività solo il martedì e il sabato. Il servizio infermieristico è ridotto a 92 ore giornaliere; è abrogato il turno notturno infermieristico. Il servizio integrato di assistenza sanitaria è ridotto a 24 ore giornaliere»;

il piano d'emergenza prevede la chiusura del centro medico;

i pazienti detenuti verranno trasferiti negli istituti della penisola;

anche il reparto riservato ai malati psichiatrici sarà chiuso e i ricoverati in osservazione su disposizione della magistratura dovranno essere trasferiti in ospedali giudiziari psichiatrici in altre regioni italiane;


negli anni passati sono stati effettuati importanti investimenti al fine di dotare la struttura sanitaria interna di nuove e moderne attrezzature comprese sale operatorie di nuova generazione;

il personale medico del carcere di Buon Cammino ha maturato una notevole competenza sul piano della specializzazione sulle problematiche sanitarie legate alle patologie maggiormente ricorrenti nella struttura penitenziaria;

il centro sanitario e clinico del carcere di Buon Cammino ha messo a punto un importante archivio relativo alle casistiche sanitarie dei singoli detenuti che costituisce un rilevante strumento di prevenzione e tutela sanitaria dei detenuti -:

se non ritenga di assumere le iniziative di competenza per impedire la chiusura del centro sanitario e clinico del carcere di Buon Cammino di Cagliari;

se non ritenga di dover convocare con urgenza un incontro con la regione autonoma della Sardegna per definire un piano sanitario che consenta il prosieguo e il rafforzamento della struttura sanitaria all'interno del carcere sardo;

se non ritenga di dover salvaguardare, anche alla luce della condizione insulare della Sardegna, tale centro sanitario proprio per evitare a carico della struttura penitenziaria ulteriori aggravi economici che finirebbero per pesare ancor di più sul bilancio dello Stato.
(5-03543)
 
Damiano Bellucci

Scritto da: Damiano Bellucci
(Leggi tutti gli articoli di Damiano Bellucci)






 

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3 Quindici colpi di pistola contro il Poliziotto penitenziario: le prime indagini dei Carabinieri

4 Informativa DAP: ai mujaheddin kosovari è arrivato ordine di attaccare l''Italia

5 Polizia Penitenziaria e Carabinieri arrestano due persone pronti a sparare e con targhe contraffatte

6 Morì sotto il furgone della Polizia Penitenziaria: per la Procura responsabili autista e gli operai del cantiere

7 Detenuto in permesso premio sequestra, rapina e violenta una ragazza in un ufficio pubblico

8 Sparatoria tra Poliziotto penitenziario e macedone: lite scoppiata per motivi sentimentali

9 A Rebibbia mancano i Poliziotti: sospese le attività pomeridiane dei volontari

10 Dal carcere di Padova detenuto gestiva traffico di droga in Sicilia con computer e pizzini


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