Dicembre 2016
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Interrogazioni parlamentari sul carcere


Polizia Penitenziaria - Interrogazioni parlamentari sul carcere

Notizia del 21/05/2010

in Dal Parlamento.

(Letto 3177 volte)

Scritto da: Damiano Bellucci

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ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03176
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 382 del 19/05/2010
Firmatari
Primo firmatario: FLERES SALVO
Gruppo: IL POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 19/05/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 19/05/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03176
presentata da
SALVO FLERES
mercoledì 19 maggio 2010, seduta n.382
FLERES - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
molti soggetti ristretti in carcere soffrono di diabete mellito e necessitano di cure particolari e di vitto adeguato;
il diabete è una sindrome metabolica caratterizzata da un difetto di secrezione c/o di azione dell'insulina, dalla presenza di iperglicemia e dalla comparsa, a lungo termine, di complicanze croniche a livello di vari organi, in particolare occhi, reni, nervi, cuore e vasi sanguigni;
una dieta appropriata che risponda alle linee guida vigenti in materia rappresenta uno dei cardini nella terapia del diabete mellito;
il ruolo dell'alimentazione nella cura della malattia è così importante che a tal proposito la medicina preferisce parlare non di dieta ma di vera e propria "terapia nutrizionale medica per il diabete" (dietoterapia);
chi soffre di diabete dovrebbe dunque sforzarsi di rispettare scrupolosamente le poche regole per un adeguato controllo glicemico;
tali raccomandazioni, viste in ottica preventiva, ricalcano esattamente quelle indicate nella popolazione sana per diminuire il rischio di sviluppare il diabete e molte altre patologie come quelle cardiovascolari;
contrariamente a quanto molti credono, l'alimentazione ideale del diabetico non è affatto complessa o restrittiva, per la maggior parte delle persone la dieta va infatti semplicemente adattata alla malattia, di certo non stravolta;
sebbene alcuni alimenti vadano consumati con moderazione esiste comunque un'ampia gamma di alternative salutari tra le quali il diabetico può scegliere;
gli obiettivi principali della dieta per la terapia del diabete mellito sono: il controllo glicemico, il controllo del peso corporeo, il controllo della lipidemia, la prevenzione ed il trattamento dei fattori di rischio o complicanze legate alla nutrizione;
pare che le tabelle ministeriali contenenti l'elenco del cibo da somministrare ai detenuti affetti da tale malattia preveda anche insaccati, carne di maiale, eccetera, o comunque alimenti che dovrebbero essere proibiti, perché nocivi,
l'interrogante chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto sopra esposto e se non intenda procedere alla modifica delle tabelle alimentari esistenti al fine di garantire una dieta adeguata quale opportuna terapia per i detenuti affetti da diabete mellito, atta soprattutto alla prevenzione delle frequentissime complicanze.
(4-03176)
ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03189
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 383 del 19/05/2010
Firmatari
Primo firmatario: MERCATALI VIDMER
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 19/05/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 19/05/2010
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03189
presentata da
VIDMER MERCATALI
mercoledì 19 maggio 2010, seduta n.383
MERCATALI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
un cittadino straniero di nazionalità moldava, Sergiu Frunza, residente a Ravenna e regolarmente soggiornante in Italia, si trova attualmente in regime di custodia cautelare presso la Casa circondariale di Ravenna, essendo indagato per il reato di furto aggravato in abitazione, a far data dal 1° marzo 2010;
il giovane, ventinovenne e incensurato, alla sua prima esperienza carceraria, ha da subito collaborato con gli inquirenti, fornendo ai medesimi i dettagli dei fatti, indicando con precisione le circostanze di tempo e di luogo e soprattutto fornendo la descrizione dei tre cittadini albanesi che hanno compiuto il furto, favorendo di fatto la loro cattura;
venerdì 30 aprile 2010 alle ore 10-10.30 circa il giovane detenuto si trovava insieme agli altri detenuti nel cortile della Casa circondariale di Ravenna, via Port'Aurea, dove veniva avvicinato da un cittadino albanese, anch'egli ivi detenuto e indagato nel medesimo procedimento penale il quale gli mostrava l'ordinanza di custodia cautelare e lo incolpava di avere collaborato con gli inquirenti favorendone la cattura, passando a proferire rabbiose minacce di morte;
il giovane Frunza veniva poi circondato da altri 3 o 4 detenuti albanesi che lo aggredivano colpendolo violentemente con calci e pugni e procurandogli lesioni alla testa con copiosa perdita di sangue;
solo grazie all'intervento di alcuni detenuti italiani l'aggressione veniva bloccata senza essere portata a conseguenze più gravi e dopo alcuni minuti intervenivano anche le guardie carcerarie;
il giovane veniva portato in infermeria dove veniva registrato il suo ingresso alle ore 10.25 e dove gli veniva applicato un cerotto con i punti di sutura sulla ferita;
osservato che:
nessuno dal carcere ha informato il legale (avvocato Andrea Maestri del foro di Ravenna) dell'accaduto, tanto che il difensore è stato allertato dalla madre del giovane (che era andata a trovarlo) nel pomeriggio di giovedì 6 maggio ed ha potuto incontrare il proprio assistito solo durante la mattina del 7 maggio;
dunque, solo il 7 maggio il legale del giovane ha potuto apprendere i fatti ed assumere le iniziative di tutela del caso, tra cui il deposito immediato presso la cancelleria del giudice per le indagini preliminari di un'istanza di sostituzione della misura cautelare con gli arresti domiciliari e la presentazione in Procura di una denuncia-querela,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo ritenga necessario attivarsi al fine di fare piena luce sui fatti e di informare il Parlamento su quali iniziative l'Amministrazione penitenziaria intenda intraprendere per assicurare condizioni di sicurezza dei detenuti presso la Casa circondariale di Ravenna, adottando le misure necessarie a garantire che l'espiazione della pena in carcere e la stessa custodia cautelare prima del giudizio avvengano nel pieno rispetto dell'art. 27 della Costituzione.
(4-03189)
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07255
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 324 del 19/05/2010
Firmatari
Primo firmatario: BOSI FRANCESCO
Gruppo: UNIONE DI CENTRO
Data firma: 19/05/2010
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07255
presentata da
FRANCESCO BOSI
mercoledì 19 maggio 2010, seduta n.324

BOSI. -
Al Ministro della giustizia.
-Per sapere - premesso che:

lo stato di agitazione degli agenti della polizia penitenziaria del carcere di Porto Azzurro, in atto già da settimane, è sfociato in una protesta di piazza di fronte al comune di Porto Azzurro che ha richiamato, sul caso, l'attenzione dei «media nazionali» e la solidarietà dell'amministrazione comunale;

la protesta, formalmente provocata dal sequestro da parte di un gruppo di detenuti di due agenti della polizia penitenziaria, ha origini più profonde e riguarda anche il grave sottorganico, che costringe a turni massacranti, nonché il mancato pagamento delle ore di straordinario effettuate per garantire la sorveglianza ed il regolare andamento del servizio;

nel carcere di Porto Azzurro, durante i turni di notte, sono in servizio soltanto nove agenti per controllare circa 300 detenuti;

tale situazione rischia di costituire minaccia alla salute ed al morale degli agenti, già logori dal servizio quotidiano aggravato dalle continue emergenze in atto;

la protesta rischia di estendersi rapidamente agli altri penitenziari, quasi tutti afflitti da problematiche analoghe -:

quali misure intenda adottare per risolvere, in maniera rapida ed esaustiva, la grave situazione di disagio in cui versano gli agenti della polizia penitenziaria di Porto Azzurro;

quali iniziative intenda intraprendere per risolvere, in maniera rapida ed esaustiva, la situazione di disagio in cui versano tutti gli agenti della polizia penitenziaria nelle carceri italiane e per evitare l'estendersi della protesta. (4-07255)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07241
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 322 del 17/05/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 17/05/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
17/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
17/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
17/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
17/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
17/05/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07241
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 17 maggio 2010, seduta n.322

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:


secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa APCOM del 13 maggio 2010, un ragazzo di 37 anni, Antonino Caruso, detenuto nel carcere di Messina e affetto da «gravissime ed altamente invalidanti patologie da molto tempo», rischia di morire se non sarà trasferito in un ospedale e sottoposto «quanto prima possibile ad intervento chirurgico specialistico»;


a rendere nota la vicenda è stato il legale del detenuto, Giuseppe Lipera, che ha immediatamente presentato un'istanza per il ricovero urgente del giovane in ospedale;


Antonino Caruso, originario di Belpasso, nel catanese, avrebbe già segnalato più volte, tramite il suo legale, sia al carcere che alla magistratura competente, la sua drammatica situazione clinica, che nell'ultimo periodo è andata vieppiù peggiorando, al punto che il 10 maggio 2010 è stata redatta una consulenza chirurgica da uno specialista in chirurgia generale e vascolare nella quale viene suggerito «il ricovero urgente del detenuto presso una struttura ospedaliera dove si pratica chirurgia laparoscopica avanzata, in modo che lo stesso possa essere sottoposto quanto prima ad intervento chirurgico specialistico»;


il legale dell'uomo ha chiesto quindi l'immediato ricovero del suo assistito spiegando che una sua ulteriore permanenza in carcere «porterebbe con sé una paventata responsabilità morale, giuridica e soprattutto umana degli organi competenti» -:


di quali informazioni i Ministri interrogati dispongano in ordine ai fatti esposti in premessa;


se i Ministri interrogati non intendano avviare, negli ambiti di rispettiva competenza, una indagine amministrativa interna al fine di appurare se nel caso di specie siano state (e siano tuttora) garantite al detenuto - in modo tempestivo ed adeguato - le cure e l'assistenza che il suo stato di salute richiede e quindi se non vi siano responsabilità di omessa vigilanza e cura da parte del personale medico e/o amministrativo;


quali urgenti iniziative di competenza intendano intraprendere affinché al detenuto in questione venga garantito il diritto alla salute e più in generale, quali provvedimenti urgenti il Governo intenda adottare al fine di garantire ai detenuti i livelli essenziali di assistenza sanitaria all'interno degli istituti di pena;


se ed in che misura sia stato completato il trasferimento delle risorse, del personale e delle strutture sanitarie dal Ministero della giustizia al servizio sanitario nazionale e, quindi, alle regioni, così come previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1o aprile 2008. (4-07241)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07240
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 322 del 17/05/2010
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 17/05/2010

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
17/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
17/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
17/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
17/05/2010
PARTITO DEMOCRATICO
17/05/2010

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-07240
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 17 maggio 2010, seduta n.322

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:


secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa APCOM del 14 maggio 2010, sarebbero divenute critiche le condizioni di salute di Angela Strangio, 30 anni, sorella del boss della 'ndrangheta Giovanni Strangio, considerato autore della strage di Ferragosto avvenuta a Duisburg, in Germania;


Angela Strangio sta portando avanti dal 13 febbraio 2010 lo sciopero della fame e, da sabato 15 maggio, anche quello della sete, e poiché recentemente il suo quadro clinico si è notevolmente deteriorato, è stata trasferita dalla sezione di alta sicurezza del carcere di Latina all'ospedale Goretti;


secondo il Garante dei detenuti della regione Lazio, Angela Strangio è ancora lucida, ma la sua decisione di proseguire lo sciopero della fame e della sete sta esponendo a rischio concreto di danni irreparabili i suoi organi vitali. In tre mesi la donna ha già perso 13 chili, eppure fin quando la detenuta sarà considerata capace di intendere e di volere, non sarà possibile, per i medici, praticare un trattamento sanitario obbligatorio con l'alimentazione forzata -:


se il Governo disponga di elementi circa le modalità con le quali, dal momento in cui ha intrapreso lo sciopero della fame, Angela Strangio sia stata seguita dal punto di vista fisico e psicologico;


se, con l'aggravarsi delle condizioni fisiche, risulti che sia stato prestato alla detenuta il soccorso necessario e adeguato alla gravità del quadro clinico. (4-07240)
 
 

Scritto da: Damiano Bellucci
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