Novembre 2016
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Interrogazioni parlamentari sul carcere dal 21 al 25 marzo 2011.


Polizia Penitenziaria - Interrogazioni parlamentari sul carcere dal 21 al 25 marzo 2011.

Notizia del 30/03/2011

in Dal Parlamento.

(Letto 1893 volte)

Scritto da: Damiano Bellucci

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ATTO SENATO

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04814
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 523 del 22/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: FLERES SALVO
Gruppo: IL POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 22/03/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 22/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-04814
presentata da
SALVO FLERES
martedì 22 marzo 2011, seduta n.523
FLERES - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
la casa circondariale di Augusta (Siracusa) registra un ammanco nell'organico di circa 120 poliziotti e una rilevante precarietà strutturale da sempre denunciate all'amministrazione penitenziaria e alle autorità locali e territoriali competenti;
a dette carenze corrisponde un considerevole sovraffollamento dell'utenza carceraria;
entrambi i fattori, presenti ormai da troppi anni, contribuiscono a destabilizzare il regolare andamento della predetta casa di reclusione e, similarmente, delle altre strutture penitenziarie dislocate a Siracusa e a Noto (Siracusa);
considerato che:
il 4 marzo 2011 un detenuto è evaso dal carcere di Augusta;
tale episodio non può assolutamente, ad avviso dell'interrogante, essere imputato ad imperizia del personale o della direzione del carcere medesimo;
rilevato che:
per garantire un adeguato livello di trattamento ai detenuti e per garantire, similmente, la sicurezza negli istituti penitenziari è necessario dotare ciascuna struttura di un numero consono di poliziotti oltre ad una sufficiente disponibilità di mezzi e strumenti di controllo;
presso la casa circondariale predetta dovrebbero essere assunti circa 2.000 nuovi agenti,
l'interrogante chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda procedere con maggiore celerità alle assunzioni degli agenti necessari a coprire le carenze di organico sopra riportate.
(4-04814)
ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04807
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 523 del 22/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: CAMBER GIULIO
Gruppo: IL POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 22/03/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         RAPPORTI CON IL PARLAMENTO
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 22/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-04807
presentata da
GIULIO CAMBER
martedì 22 marzo 2011, seduta n.523
CAMBER - Ai Ministri della giustizia e per i rapporti con il Parlamento - Premesso che:
in data 21 novembre 2003 è stato indetto dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria un concorso pubblico per esami (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, IV serie speciale n. 30 del 16 aprile 2004) per la copertura di 397 posti di educatore penitenziario (che recentemente ha cambiato la denominazione in quella di "funzionario giuridico-pedagogico"), che si è concluso il 13 giugno 2008;
questa professionalità è stata introdotta ufficialmente dalla legge di riforma del 1975 per promuovere un modello di giustizia riabilitativa, finalizzato alla progressiva reintegrazione sociale dei detenuti, i quali possono accedere ai benefici di legge loro applicabili da parte del Tribunale di sorveglianza grazie anche all'attività di osservazione e trattamento individualizzato da parte dell'educatore penitenziario, il quale risulta essere il punto di riferimento costante non solo del Direttore dell'istituto, ma anche delle altre figure professionali specialistiche dell'area rieducativa, quali gli psicologi, gli assistenti sociali, gli assistenti volontari, gli operatori dei SERT, i docenti dei corsi professionali, di quelli scolastici, eccetera, oltre che della magistratura di sorveglianza;
grazie al lavoro degli educatori risulta più agevole ricorrere alle misure alternative alla detenzione le quali rappresentano, probabilmente, l'unico vero strumento praticabile per consentire un effettivo, prudente e ragionato meccanismo sistematico di svuotamento delle carceri, che, come ampiamente noto, vivono una ormai cronica situazione di emergenza, tema sul quale l'interrogante è già intervenuto con diversi atti di sindacato ispettivo;
residuano in attesa di assunzione ancora 44 educatori, vincitori del concorso;
il Dipartimento, per poter procedere all'immissione in servizio dei 44 educatori, è in attesa del completamento dell'iter parlamentare del "Regolamento di organizzazione del Ministero della giustizia", quale approvato il 17 dicembre 2010 dal Consiglio dei ministri;
sullo stato di avanzamento di tale iter, peraltro, ad oggi non si ha notizia, non risultando trasmesso alle Camere;
è evidente come tale situazione sia altamente lesiva dei diritti di questi lavoratori, vincitori di un concorso bandito ben otto anni fa e terminato tre anni fa, tenuto conto che per loro il Dipartimento ha già provveduto ad individuare le sedi di assegnazione e che non esistono problemi di natura finanziaria che ostacolino il perfezionamento dell'assunzione poiché la relativa copertura economica è già stata stanziata,
si chiede di sapere in quali tempi si preveda di trasmettere lo schema del "Regolamento di organizzazione del Ministero della giustizia", quale approvato dal Consiglio dei ministri il 17 dicembre 2010, al Parlamento affinché le competenti Commissioni parlamentari possano esprimersi per l'acquisizione del prescritto parere indispensabile per l'entrata in vigore del provvedimento, e quali siano i motivi che ne hanno finora ritardato la trasmissione.
(4-04807)
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04433
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 451 del 23/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: FARINA RENATO
Gruppo: POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 23/03/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 23/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-04433
presentata da
RENATO FARINA
mercoledì 23 marzo 2011, seduta n.451

RENATO FARINA. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il detenuto Edmondo Di Biasio nato a Taranto in data 1o settembre 1935, detenuto a Biella, si trova in uno stato di salute fisico e psichico che desta serie preoccupazioni ai suoi familiari;

respinta l'istanza di arresti domiciliari il 17 novembre 2010, si trova in carcere nonostante nella perizia del dottor Ambrogio Pennati psichiatra, nella quale già lo scorso 29 settembre 2010 si affermava che «appare necessaria e improrogabile l'attivazione di un programma terapeutico atto ad evitare l'aggravamento acuti, potenzialmente letale, del quadro clinico rilevato»;

oltre alle patologie legate all'età, ha un grave deficit visivo e acustico, grave eduntulia, difficoltà di deambulazione e dall'inizio della detenzione ad oggi ha perso molto peso (circa 20 chili);

già operato nel 1994 per un tumore al colon in occasione di un episodio di emorragia intestinale non è stato portato in ospedale né visitato come sarebbe stato effettuato nei confronti di qualsiasi paziente;

presentate da tempo adeguate richieste alla direzione del carcere, è in attesa di poter eseguire una biopsia per problemi diagnosticati alla prostata, di poter ricevere - se non una dieta diversa rispetto agli altri detenuti - almeno il cibo che gli porterebbero i suoi familiari, di poter essere spostato in una cella dove ci sia acqua calda -:

se questo stato di cose corrisponda alle informazioni in possesso del Ministero;

se tutto ciò sia compatibile con gli standard minimi di condizioni vivibili di detenzione;

se e come si intenda procedere perché siano fornite al detenuto le cure adeguate nel rispetto del suo stato di salute come diritto costituzionalmente garantito. (5-04433)
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04410
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 451 del 23/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: CAVALLARO MARIO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 22/03/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 22/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-04410
presentata da
MARIO CAVALLARO
mercoledì 23 marzo 2011, seduta n.451

CAVALLARO. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

è nota da molto tempo la grave situazione in cui versano le carceri italiane sia a causa del generale sovraffollamento e quindi dell'insufficienza delle strutture a fronte di una popolazione penitenziaria in costante aumento, sia per la carenza di personale amministrativo e di polizia e di una sua non funzionale distribuzione;

la forzata convivenza in pochi metri quadrati di detenuti giovani e adulti, di imputati e condannati, di diverse razze e religioni, di soggetti sani e con problemi psichiatrici, e la compressione dei diritti fondamentali della persona sfociano spesso in episodi di forte tensione e di autolesionismo e in aggressioni verso i poliziotti, senza contare l'alto numero di suicidi, circa 31 da inizio anno, e di tentati suicidi;

per far fronte a tali emergenze il Consiglio dei ministri ha deliberato da più di un anno un piano penitenziario straordinario, finalizzato alla costruzione di nuove strutture carcerarie, mentre nella recente relazione alle Camere, il Ministro della giustizia, nell'indicare le criticità, ha annunciato un piano per 1.800 nuove assunzioni di agenti penitenziari;

tale preoccupante situazione coinvolge anche i sette istituti penitenziari marchigiani che, secondo i dati pubblicati nella relazione del Garante dei diritti dei detenuti delle Marche vedono la presenza, a dicembre 2010, di 1.166 detenuti a fronte di una capienza regolare di 747 unità e di una capienza tollerata fino a 995 unità;

il personale di polizia ivi impiegato è sottodimensionato (si parla di una carenza di circa 183 agenti) e costretto ad operare all'interno di strutture fatiscenti, dove, nel 2010, si sono registrati 4 casi di suicidi;

particolarmente difficile è la situazione in cui versa il carcere di Montacuto di Ancona dove i reclusi sono 365, contro una capienza regolamentare di 172 e una capienza massima tollerabile di 313 unità e dove negli ultimi mesi si sono registrati anche tentativi di evasione;

preoccupanti sono altresì le condizioni di vita nelle strutture carcerarie di Ascoli Piceno e di Fermo, dove più detenuti sono costretti a convivere nella stessa cella, in locali a dir poco malsani;

nelle Marche esistono due strutture altamente sottoutilizzate per carenza di organico della polizia penitenziaria e, precisamente, il carcere di Barcaglione di Ancona, con 180 celle di detenzione pronte ma di fatto inutilizzate, e la ex casa mandamentale di Macerata Feltria, che ospita mediamente 20 detenuti rispetto ad una potenzialità di circa 60;

le strutture di Barcaglione e Macerata Feltria, se dotate di adeguato organico di polizia penitenziaria, potrebbero immediatamente rispondere al drammatico fabbisogno di una maggiore ricettività del sistema carcerario della regione;

la realizzazione entro il 2013 del nuovo carcere di Camerino, inserito nel piano governativo di interventi per l'edilizia penitenziaria e che ospiterà circa 450 detenuti, seppur necessaria, sarà in grado di attenuare, ma non di risolvere completamente, e comunque non nell'immediato, la grave situazione carceraria marchigiana -:

se il Ministro interrogato, in attesa dell'effettiva realizzazione del cosiddetto «piano carceri» e dell'assunzione di nuovo personale di polizia penitenziaria, intenda assicurare una distribuzione più efficiente delle risorse umane e materiali esistenti e se, nel caso specifico delle Marche, quest'opera di razionalizzazione possa consentire l'utilizzo delle strutture carcerarie di Macerata Feltria, al fine di risolvere, almeno in parte e nell'immediato, il grave problema del sovraffollamento carcerario delle Marche. (5-04410)
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11354
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 452 del 24/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: STRIZZOLO IVANO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 24/03/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
24/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
24/03/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 24/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11354
presentata da
IVANO STRIZZOLO
giovedì 24 marzo 2011, seduta n.542

STRIZZOLO, MARAN e ROSATO. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

l'istituto penitenziario di Gorizia versa in una gravissima condizione di fatiscenza, di inadeguatezza, di insicurezza da parecchio tempo;

nel piano carceri per il 2011 non risulta esserci alcun intervento di ristrutturazione per detto istituto penitenziario né per quello di Udine che pure versa in condizioni di pesante criticità;

da notizie raccolte in sede locale goriziana, sembra esserci un orientamento per la chiusura del carcere di Gorizia che sarebbe propedeutico alla successiva soppressione anche dell'annesso tribunale -:

quali siano i programmi del Ministro interrogato circa la ristrutturazione e il risanamento del carcere di Gorizia e se risulti vera l'ipotesi di una sua chiusura;

quali siano gli intendimenti del Ministro interrogato in relazione all'eventuale realizzazione di un nuovo carcere in provincia di Gorizia e al più volte ipotizzato ripristino della sezione femminile presso il carcere di Udine.(4-11354)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11338
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 451 del 23/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 23/03/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
23/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
23/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
23/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
23/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
23/03/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 23/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11338
presentata da
RITA BERNARDINI
mercoledì 23 marzo 2011, seduta n.451

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

l'11 marzo 2011, l'interrogante ha visitato il carcere di Perugia-Capanne accompagnata da Liliana Chiaramello e Francesco Mangone ambedue dell'Associazione radicaliperugia.org; nella prima parte della visita erano presenti anche i deputati del PD Marina Sereni e Walter Verini che ben conoscono l'Istituto penitenziario umbro;

dalla visita, guidata dalla direttrice Bernardina Di Mario, è venuto fuori il seguente quadro: aperto nel 2004, il carcere di Perugia-Capanne, è in buone condizioni dal punto di vista strutturale anche se maggiori disponibilità per la manutenzione ordinaria scongiurerebbero per il futuro il degrado che necessariamente si manifesta quando poco si investe nella conservazione e cura degli edifici e sei suoi impianti;

a Capanne sono presenti 521 detenuti (441 uomini e 80 donne) a fronte di una capienza regolamentare di 352 posti letto; il 75 per cento dei detenuti sono stranieri; 138 sono i tossicodipendenti di cui 52 in terapia metadonica;

nel carcere di Perugia entrano ogni anno circa 2.000 detenuti molti dei quali vi rimangono per pochissimi giorni caricando l'Istituto di una notevole mole di lavoro soprattutto per il servizio dei nuovi giunti;

le celle, concepite per ospitare un solo detenuto, sono attualmente occupate da due e qualche volta tre detenuti i quali vi trascorrono la maggior parte della giornata visto che solo in 39 (11 donne e 28 maschi) hanno la possibilità di svolgere attività lavorative; in diverse celle il terzo posto-letto è un materasso che la notte viene buttato a terra; gli agenti sono sicuramente insufficienti: solo 237 (l'istituto non è ancora dotato della pianta organica della polizia penitenziaria): gli educatori sono solo 4 a fronte di una pianta organica che ne prevede 8; nonostante l'alta presenza di stranieri il carcere non ha un mediatore culturale e solo la ASL di riferimento ne fornisce uno assolutamente insufficiente alle esigenze;

il taglio del monte ore degli psicologi si ripercuote moltissimo sulle attività di osservazione e trattamento;

nel corso dell'ultimo semestre del 2010 si sono registrati 138 atti di autolesionismo e nel corso di questi primi mesi del 2011 c'è stato un suicidio;

per molti detenuti, soprattutto stranieri, avere rapporti con i familiari è pressoché impossibile; alcuni non vedono i figli da anni; un nigeriano non ha mai visto il figlio nato il 21 febbraio 2011 perché essendo la moglie senza permesso di soggiorno questa ha paura di portare il neonato in visita al padre;

i drastici tagli fatti dal Ministero su molti capitoli di spesa rendono veramente difficile se non addirittura impossibile alla Direzione assicurare quella pur minima assistenza finalizzata al trattamento e alla rieducazione dei detenuti: il capitolo delle mercedi, per esempio, ammonta a soli 300.000 euro all'anno a fronte dei 570.000 che l'amministrazione aveva richiesto per consentire a un numero maggiore di detenuti di poter lavorare; persino la voce «fornitura per pulizie» è stata cosi decurtata da essere prevista solo per i detenuti più indigenti;

la regione Umbria pur avendo istituito da 4 anni il garante dei detenuti, non procede ancora alla nomina -:

se sia a conoscenza di quanto riportato in premessa;

in che modo pensi di risolvere il problema dei detenuti che permangono per pochissimi giorni nel carcere di Perugia-Capanne;

quali iniziative intenda mettere in atto per riportare la popolazione detenuta nel carcere di Capanne nel limite dei posti regolamentari disponibili;

in che tempi verranno adeguati gli organici di agenti, educatori e psicologi;

in che tempi intenda intervenire per assicurare le attività trattamentali, in primo luogo il lavoro, che consentano ai detenuti e alle detenute di intraprendere un percorso riabilitativo;

se intenda ricostituire i fondi drasticamente tagliati di mercedi, manutenzione ordinaria, assistenza psicologica;

se sia in grado di fornire un quadro di quanti garanti per i diritti privati della libertà personale siano stati istituiti a livello regionale, provinciale e comunale, e, per quel che riguarda le regioni, quali, pur avendo istituito la figura del garante non abbiano proceduto alla nomina. (4-11338)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11332
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 451 del 23/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: ZAMPARUTTI ELISABETTA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 23/03/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
23/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
23/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
23/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
23/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
23/03/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 23/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11332
presentata da
ELISABETTA ZAMPARUTTI
mercoledì 23 marzo 2011, seduta n.451

ZAMPARUTTI, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e MAURIZIO TURCO. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

il signor Francesco Sparaccio, nato a Brindisi l'11 giugno 1957, è deceduto il 6 marzo 2011 presso la casa circondariale di Carinola (Caserta), per cosiddette «cause naturali», apparentemente un infarto;

detenuto dal 2003 e condannato in via definitiva alla pena dell'ergastolo, dopo un breve periodo presso la casa circondariale di Lecce, Francesco Sparaccio era stato trasferito a Carinola, dove aveva manifestato seria preoccupazione per il suo stato di salute, accusando strani malesseri allo stomaco;

nell'ultimo anno le sue condizioni di salute erano peggiorate al punto che il detenuto chiedeva espressamente di essere visitato, di effettuare dei controlli e in tutta risposta - per come lo stesso riferiva alla convivente Margherita Russo durante i colloqui - otteneva medicinali dalla posologia poco chiara che, a dire dei sanitari dell'istituto, gli avrebbero placato i dolori, medicinali che per un periodo il detenuto avrebbe acquistato anche a proprie spese;

negli ultimi mesi le condizioni di salute erano peggiorate tanto che a suo dire spesso non riusciva ad alzarsi dal letto e a compiere le ordinarie occupazioni e attività e tanto avveniva sempre nella sua cella, nella sezione in cui era ubicato e tanto alla convivente veniva ripetutamente riferito durante i colloqui anche dagli altri detenuti o dai familiari di questi;

«Erano mesi che cercava un disperato aiuto per essere curato. Sveniva, vomitava sangue, aveva un gonfiore allo stomaco che sembrava una palla, ma non c'era niente di quella flebile salute che allarmasse veramente un dottore», ha detto la convivente Margherita Russo in un'intervista pubblicata dal Quotidiano di Puglia l'8 marzo 2011. La donna ha aggiunto: «Ho visto Franco per l'ultima volta il 18 febbraio, era affaticato, irriconoscibile... Non era più lui. La settimana dopo, il 25 febbraio, mi ha chiamato a casa intorno alle 17. Diceva che aveva ancora dolori, sempre più forti, tanto da voler smettere di prendere farmaci: «Mi sto intossicando, ogni mattina vomito schiuma, peggioro sempre più, si era lamentato in quei dieci minuti di telefonata». A quanto pare, la malattia di Franco Sparaccio non era nemmeno recente. «Quattro anni fa ero andata a trovarlo per un colloquio ma gli era stato negato perché stava tanto male che non poteva alzarsi dal letto», ha detto la convivente;

nel mese di dicembre-gennaio scorsi, proprio a causa del suo malessere e degli intensi dolori, Francesco Sparaccio si era recato in infermeria e qui aveva ribadito al medico il suo malore, i mancamenti continui e i dolori insopportabili a livello addominale e, a suo dire, il medico gli avrebbe appoggiato la mano sul ventre per poi rassicurarlo consigliandogli la prosecuzione della terapia;

in questa occasione, forse a causa dell'effettivo malessere accumulato e a fronte della per lui inadeguata risposta, il detenuto aveva chiesto con forza di essere visitato con più accuratezza e/o di essere ricoverato presso un ospedale per una diagnosi più approfondita, giungendo anche a usare violenza fisica contro il medico dell'istituto che aveva ignorato la sua richiesta di aiuto, ragion per cui l'amministrazione penitenziaria, in quell'occasione, lo aveva anche punito con la sanzione disciplinare dell'isolamento per 5 giorni;

il detenuto ha anche riferito alla convivente che tra il mese di dicembre e gennaio aveva avuto due svenimenti preceduti da forti dolori al petto e all'addome e la situazione si era risolta, in un caso, con il trasporto in ospedale in cui gli sarebbe stato effettuato solo un tracciato (nessun prelievo di sangue per la ricerca di eventuali alterazioni degli enzimi sentinella di un infarto) seguito dal consiglio di assumere all'occorrenza dell'acqua mista a zucchero e, nel secondo episodio, con il trasferimento in infermeria, dove i medici dell'istituto avrebbero semplicemente provveduto a misurare i parametri della pressione arteriosa;

affinché si facesse qualcosa per diagnosticare l'origine del suo male, la convivente di Francesco Sparaccio si rivolgeva all'avvocato Daniela d'Amuri di Brindisi che, in data 25 gennaio 2011, redigeva una istanza che la stessa convivente personalmente spediva a mezzo posta al magistrato di sorveglianza del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, istanza nella quale si chiedeva di voler ordinare il ricovero del detenuto in ospedale ovvero l'ingresso in carcere di un medico specialista esterno affinché lo visitasse e prescrivesse dei controlli più accurati;

in data 6 marzo 2011, per come riferiscono alcuni compagni di detenzione e per come questi hanno dichiarato a mezzo di missive inviate alla convivente del detenuto e all'avvocato Daniela d'Amuri, sarebbe accaduto che intorno alle ore 14,00 Sparaccio Francesco unitamente ad altri detenuti lasciava la sua cella per recarsi nella zona «passeggio» dove ha accusato un lancinante dolore al petto e alla gamba;

l'agente addetto in quel momento al controllo dei detenuti «a passeggio» è intervenuto e ha accompagnato (a piedi) il detenuto sofferente presso un primo cancello della sezione dove è ubicata l'infermeria; secondo la testimonianza di un detenuto (come scritto in una delle precitate missive all'avvocato Daniela d'Amuri), questo cancello dotato di una apertura mediante scheda magnetica, in questa occasione e nonostante vari tentativi, non si sarebbe aperto immediatamente, il che sarebbe avvenuto dopo che erano trascorsi diversi minuti, al quinto tentativo;

sempre per come riferisce il detenuto testimone, all'arrivo dell'ambulanza, Francesco Sparaccio, sempre più provato, «ha dovuto fare a piedi un corridoio di ben 200 metri» e una volta giunto vicino all'ambulanza si è accasciato; cosi, in questo momento, prima ancora di salire sull'ambulanza, prima ancora di giungere all'ospedale, il detenuto è morto;

l'articolo 1 del decreto legislativo n. 230 del 1999 afferma che «I detenuti e gli internati hanno diritto, al pari dei cittadini in stato di libertà, alla erogazione delle prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, efficaci e appropriate»;

l'articolo 11 della legge n. 354 del 1975, al comma 2, recita «Ove siano necessarie cure o accertamenti diagnostici che non possono essere apprestati dai servizi sanitari degli istituti, i condannati e gli internati sono trasferiti, con provvedimento del magistrato di sorveglianza, in ospedali civili o in altri luoghi esterni di cura (...); al comma 5 "All'atto dell'ingresso nell'istituto i soggetti sono sottoposti a visita medica generale allo scopo di accertare eventuali malattie fisiche o psichiche. L'assistenza sanitaria è prestata, nel corso della permanenza nell'istituto, con periodici e frequenti riscontri, indipendentemente dalle richieste degli interessati"; al comma 6 "Il sanitario deve visitare ogni giorno gli ammalati e coloro che ne facciano richiesta; deve segnalare immediatamente la presenza di malattie che richiedono particolari indagini e cure specialistiche"»;

al di là della causa ultima, la morte di Francesco Sparaccio potrebbe essere stata determinata da uno stato di malattia preesistente le cui manifestazioni sintomatiche, come dicono la convivente e i detenuti che lo hanno conosciuto e/o vissuto la sua malattia, sarebbero state frequenti, chiare, manifeste e per le quali il detenuto avrebbe più volte chiesto aiuto ai medici del carcere sia implicitamente con gli episodi di malessere, svenimento e impossibilità ad attendere alle ordinarie occupazioni e sia con esplicite richieste di visite e controlli medici diagnostici che gli sarebbero stati negati -:

cosa risulti dalla cartella biografica carceraria e, ove possibile, da quella clinica circa le condizioni di vita e di salute di Francesco Sparaccio dalla data del suo ingresso presso il carcere di Carinola sino al suo decesso, in particolare, quali siano stati gli interventi medici, diagnostici e le cure mediche praticate al detenuto, quale siano stati i tempi e i modi dell'intervento del personale di custodia e del soccorso medico avvenuti in data 6 marzo 2011, giorno del malore mortale e nel caso in cui il decesso sia dipeso da colpa, omissione o imperizia di quanti all'interno dell'istituto di pena erano preposti alla cura, alla salvaguardia dei diritti primari alla vita e all'integrità fisica, costituzionalmente garantiti a ogni persona, anche se detenuta, quali iniziative di competenza si intendono assumere. (4-11332)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11326
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 451 del 23/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 23/03/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
23/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
23/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
23/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
23/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
23/03/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 23/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11326
presentata da
RITA BERNARDINI
mercoledì 23 marzo 2011, seduta n.451

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

il 16 marzo 2011, il quotidiano La Città di Salerno ha riportato una notizia che faceva riferimento ad una lettera inviata al giornale dai detenuti tossicodipendenti del carcere Fuorni di Salerno;

nell'articolo intitolato «Lettere: i detenuti tossicodipendenti di Salerno; qui non è garantito il diritto alla salute» si leggeva: «Il diritto alla salute è un diritto non garantito ai carcerati». È un disperato appello quello che arriva dai carcerati della seconda sezione tossicodipendenti del carcere di Salerno. «Siamo costretti in otto in una cella di pochi metri quadrati per oltre 22 ore al giorno - scrivono tre detenuti in una lettera al nostro giornale. Siamo costretti a subire intimidazioni e minacce, mentre noi vorremmo solo riuscire, con l'aiuto delle istituzioni competenti, ad uscire dal tunnel della droga ed avere una vita migliore, ma tutto questo non è possibile», I detenuti sottolineano come il carcere sia «una non risposta» delle istituzioni ai problemi sociali. Un luogo, tra l'altro, «con condizioni disumane, senza la possibilità di essere visitati e curati dai medici. Veniamo rinchiusi in una cella come si fa in un canile e spesso abbandonati a noi stessi, calpestando la nostra dignità». Ma, anche in una struttura carceraria, la salute dovrebbe essere un diritto garantito ad ogni individuo. In particolare per persone tossicodipendenti che necessitano di maggiore attenzione.»;

già nella visita ispettiva effettuata il 19 aprile del 2010, la prima firmataria del presente atto aveva rappresentato al Ministro della giustizia le difficilissime condizioni di vita all'interno del carcere salernitano e, in particolare, dello stato in cui si trovavano (e, a quanto pare, si trovano ancora) i detenuti tossicodipendenti;

nell'interrogazione del 4 maggio del 2010 n. 4-07052 (che a distanza di quasi un anno non ha ancora ricevuto risposta), l'interrogante rimarcava in particolar modo la condizione di forte sofferenza fisica e psicologica in cui si trovavano i detenuti tossicodipendenti che allora erano 91 su 501 ristretti; nell'interrogazione, si chiedeva «se e quali urgenti iniziative di carattere normativo e/o amministrativo il governo intendesse adottare al fine di creare i cosiddetti istituti di custodia attenuata per i detenuti tossicodipendenti, così come previsto dalla mozione n. 1-00288 approvata dalla Camera dei deputati il 12 gennaio del 2010» e «se non ritenesse necessario assumere iniziative normative volte a modificare il regolamento sull'ordinamento penitenziario al fine di assicurare, attraverso una maggiore personalizzazione del trattamento, una "detenzione giusta", rispettosa del diritto alla vita e degli altri diritti fondamentali degli individui, se del caso, istituendo in ogni carcere degli appositi presidi specializzati per prevenire il rischio delle morti violente e le altre emergenze legate ai disagi psicologici dei detenuti, in specie di quelli tossicodipendenti»;

purtroppo, non solo le domande rivolte al Governo non hanno avuto risposta, ma per quel che riguarda i tossicodipendenti le condizioni sembrano addirittura peggiorate se corrisponde al vero che questa tipologia di detenuti trascorre in cella ben 22 ore al giorno, che questa permanenza è in spazi angusti di pochi metri quadrati e che l'assistenza sanitaria è del tutto carente -:

se quanto riportato in premessa corrisponda al vero;

cosa intenda fare per assicurare il rispetto dei diritti umani dei detenuti tossicodipendenti nel carcere di Fuorni e, più in generale negli istituti penitenziari italiani tenuto conto degli impegni presi con la mozione n. 1-00288 approvata dalla Camera dei deputati il 12 gennaio del 2010. (4-11326)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11317
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 451 del 23/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: SCHIRRU AMALIA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 22/03/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
22/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
22/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
22/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
22/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
22/03/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 22/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11317
presentata da
AMALIA SCHIRRU
mercoledì 23 marzo 2011, seduta n.451

SCHIRRU, MELIS, PES, FADDA, CALVISI e MARROCU. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

nonostante le numerose sollecitazioni d'intervento, la situazione nelle carceri sarde non migliora: ai disagi e alla precarietà - spesso dovuta alle carenze strutturali e degli organici del personale, che deve prestare servizio per garantire correttamente le attività - si aggiunge da qualche tempo la protesta dei medici di guardia Sias (Servizio integrativo di assistenza sanitaria) e degli infermieri parcellisti che lavorano senza percepire lo stipendio. Dall'inizio dell'anno non vengono pagate le retribuzioni. Un problema che si ripropone e che puntualmente sembra avviato sulla strada della soluzione, salvo tornare nelle stesse condizioni di prima;

come si apprende dalla stampa e da alcuni incontri avuti con il personale medico, negli ultimi giorni è circolata la notizia che l'assessorato regionale alla sanità avrebbe stanziato dei fondi per la sanità penitenziaria, ma nella realtà mancano certezze su come e da chi verranno gestiti, in virtù del fatto che le competenze non sono state erogate ai medici, psicologi ed infermieri parcellisti (che poi sono quelli che garantiscono la cosiddetta «continuità assistenziale» ai detenuti che popolano gli istituti penitenziari sardi). Così i medici parcellisti che lavorano nelle carceri isolane continuano a lavorare senza stipendio e senza risposte: solo la professionalità e l'abnegazione hanno portato i medici a continuare ad assicurare un servizio fondamentale per le persone in carcere;

non si hanno notizie in Sardegna del passaggio della medicina penitenziaria al sistema sanitario nazionale, nonostante il decreto, datato 1o aprile 2008, che detta il percorso. Sardegna e Sicilia sono le uniche due regioni in Italia che ancora non hanno attuato il passaggio. Dopo il lungo e travagliato iter per la stesura in commissione paritetica e l'approvazione a maggioranza del consiglio regionale della Sardegna, conclusosi però ben oltre due mesi fa, è gravissimo il ritardo accumulato dal Consiglio dei ministri sulla norma di attuazione per il trasferimento definitivo della sanità penitenziaria dallo Stato alla regione;

la medicina penitenziaria versa in condizioni di assoluta precarietà per mancanza di mezzi e risorse e i medici, gli infermieri, e psicologi che lavorano nei 206 istituti penitenziari italiani continuano a portare avanti con difficoltà un'opera particolarmente importante e delicata a tutela della salute della popolazione detenuta, sebbene impossibilitati a provvedere al rinnovamento delle strutture e all'adeguamento del personale in sotto organico;

il 13 febbraio 2011 è andata in onda su Rai 3 la trasmissione «PresaDiretta» del giornalista Riccardo Iacona dedicata alla questione delle carceri italiane, nell'ambito della quale sono state raccolte numerose testimonianze che hanno evidenziato in particolar modo il problema del sovraffollamento nelle carceri. Inoltre, dalla suddetta trasmissione, si apprende che negli appalti milionari delle carceri in Sardegna compare il nome dell'Anemone Costruzioni e soci, tristemente nota per essere al centro dello scandalo dei lavori del G8;

la consegna dei lavori iniziati a novembre del 2006, inizialmente ipotizzata per giugno 2011, era già stata preceduta da contrasti e ricorsi amministrativi dei proprietari delle aree espropriate. Da un articolo de La Nuova Sardegna del 12 marzo 2011, risulta anche che l'apertura del nuovo carcere slitti al 2012 a causa dei ritardi del cantiere;

è stato evidenziato «un problema di spazi, modesti in rapporto alla futura popolazione carceraria e agli organici di polizia penitenziaria, agenti, funzionari, psicologi e altro personale. Celle, uffici, sale per gli agenti, laboratori e strutture dove fare sport, sale comuni e sale colloqui, tutto sembra ridotto al minimo. In più, finestre e aperture verso l'esterno sono troppo ristrette». Inoltre, sono ancora in fase di costruzione le strade di accesso al carcere e per via della discarica ubicata nei pressi, l'ambiente è malsano e insalubre e gli odori sono insopportabili, oggi per gli stessi operai del cantiere, ma un domani lo saranno per tutta la popolazione carceraria: detenuti e agenti;

non si sa nulla rispetto agli arredi interni, e non è stato preso in considerazione il problema degli organici, che dovranno essere comunque incrementati in modo che non si lavori subito in piena emergenza. Già oggi il numero degli agenti in servizio a Buoncammino è chiaramente sottodimensionato rispetto alle esigenze. Non è stato fatto neppure lo studio delle cosiddette «fasi di servizio», che mette in conto degli organici un 35 per cento in più per le necessarie ferie, i congedi e i riposi;

la necessità di risparmiare ha provocato anche questo tipo di problemi, moltiplicando quindi le proteste da parte della commissione interna degli agenti che lamentano mancanza di «dignità a chi lavora nel carcere ma anche a chi sconta la pena»;

nel progetto iniziale erano previsti 550 posti per detenuti (400 comuni, 100 ad alta sicurezza, 30 riservati alle donne e 30 ai reclusi in semilibertà). Ad aggiudicarsi la gara, inizialmente fissata su 72 milioni di euro, è stata la società Opere pubbliche. I lavori sono stati divisi in due fasi per un costo complessivo di 85 milioni di euro. Il primo gruppo da 42 milioni di euro è stato completato. Nella seconda fase da 43 milioni di euro sono realizzati aumenti di volumetrie. Il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) aveva fissato i tempi dei lavori, che dovevano essere conclusi entro marzo 2011, ma che, è noto, slitteranno di circa sei mesi;

nel nuovo istituto di pena dovrebbero essere realizzati anche gli edifici destinati agli agenti di polizia penitenziaria e al personale amministrativo. Il progetto prevede la costruzione di sei palazzine dove saranno alloggiati circa 80 poliziotti. Ancora, non si conosce con quale personale verrà gestito e se saranno realizzate le infrastrutture necessarie ad assicurare il trasporto del personale e dei parenti in visita;

in assenza ancora del nuovo provveditore regionale, parrebbe che nel nuovo carcere saranno ospitati anche i detenuti che scontano condanne di mafia e terrorismo. Per cui, dalla data di consegna al netto dei collaudi del carcere di Uta, potranno arrivare i boss di Cosa Nostra, della camorra e della 'ndrangheta nella sezione di massima sicurezza che dovrà essere predisposta allo scopo. Un problema che si aggiunge ai tanti segnalati dai sindacati e dalle tante interrogazioni parlamentari a cui non si dà risposta -:

se il Ministro sia a conoscenza di quanto sta accadendo in Sardegna e nel Paese in merito alla sanità penitenziaria e se non ritenga di promuovere apposite ed urgenti iniziative ispettive;

quali iniziative di competenza intenda intraprendere al fine di scongiurare l'ipotesi sospensione della somministrazione delle cure ai detenuti negli istituti della regione Sardegna e per dare effettiva attuazione alla riforma della medicina penitenziaria;

se il Governo sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa inerenti al carcere di Uta e quali iniziative intenda adottare per rimediare ai problemi sopra evidenziati;

quali informazioni sia in grado di fornire sul nuovo carcere di Uta, in particolare quale sarà l'organico previsto per le diverse funzioni, se si stiano realizzando le infrastrutture necessarie ad assicurare il trasporto del personale e dei parenti in visita nel piccolo comune in provincia di Cagliari e se la notizia del trasferimento dei detenuti in regime di 41-bis corrisponda al vero. (4-11317)
 
 Damiano Bellucci
 
 

Scritto da: Damiano Bellucci
(Leggi tutti gli articoli di Damiano Bellucci)






 

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