Novembre 2016
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Interrogazioni parlamentari sul carcere dal 26 settembre all'1 ottobre 2011.


Polizia Penitenziaria - Interrogazioni parlamentari sul carcere dal 26 settembre all'1 ottobre 2011.

Notizia del 05/10/2011

in Dal Parlamento.

(Letto 2092 volte)

Scritto da: Damiano Bellucci

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ATTO SENATO


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02408


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 611 del 28/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: MAGISTRELLI MARINA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 28/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 28/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02408


 

presentata da


 

MARINA MAGISTRELLI
mercoledì 28 settembre 2011, seduta n.611


 

MAGISTRELLI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:


 

tra la notte di giovedì 22 e venerdì 23 settembre 2011 presso la casa circondariale di Montacuto di Ancona è avvenuto il decesso causato, a quanto sembra, da una crisi cardiaca, del detenuto Eugenio Riccio di 50 anni, trovato morto in cella 10 ore dopo essere stato dimesso dall'ospedale;


 

Eugenio Riccio era uno dei detenuti che nel corso delle settimane passate aveva aderito allo sciopero della fame assieme a diversi altri detenuti, per protestare per le condizioni assurde in cui si vive all'interno del carcere anconetano;


 

il continuo susseguirsi di suicidi, dei tentati suicidi e degli atti di autolesionismo da parte dei detenuti ripropone prepotentemente il dramma in cui versano i nostri istituti penitenziari: la carenza di personale di polizia penitenziaria e il pauroso sovraffollamento presente ormai in tutti gli istituti (si pensi solamente che il carcere di Montacuto potrebbe contenere massimo 178 detenuti e, ad oggi, la struttura ne ospita 440) accentua drasticamente le criticità della situazione sociosanitaria nelle realtà carcerarie; secondo le stime circa il 70 per cento dei ricoveri in ospedale dei detenuti avviene per urgenze gravi malori, problemi accusati per lo stile di vita interno,


 

si chiede di sapere:


 

se il Governo abbia adottato o abbia intenzione di adottare misure tempestive ed urgenti per far fronte all'emergenza del sovraffollamento degli istituti di pena, e, in particolare, per il potenziamento del sistema sanitario all'interno delle carceri;


 

ad oggi quali siano stati gli interventi effettivi e le risorse messe a disposizione dal "piano carceri" predisposti dal Governo, per dare risposte concrete al problema più urgente, e cioè, quello del sovraffollamento, che rende sempre più difficile, per non dire drammatica, la vita sia dei detenuti che dello scarsissimo personale di custodia.


 

(3-02408)


 

ATTO SENATO


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/05973


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 613 del 29/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BAIO EMANUELA
Gruppo: PER IL TERZO POLO
Data firma: 29/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PER IL TERZO POLO

29/09/2011


IL POPOLO DELLA LIBERTA'

29/09/2011


UNIONE DI CENTRO,SVP E AUTONOMIE (UNION VALDOTAINE, MAIE, VERSO NORD, MOVIMENTO REPUBBLICANI EUROPEI, PARTITO LIBERALE ITALIANO)

29/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/09/2011


ITALIA DEI VALORI

29/09/2011


IL POPOLO DELLA LIBERTA'

29/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

29/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 29/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-05973


 

presentata da


 

EMANUELA BAIO
giovedì 29 settembre 2011, seduta n.613


 

BAIO, RUTELLI, ZANOLETTI, THALER AUSSERHOFER, GARAVAGLIA Mariapia, CARLINO, TOMASSINI, ARMATO, BASSOLI, BIONDELLI, CECCANTI, DEL VECCHIO, FERRANTE, MONGIELLO, PERDUCA, PORETTI, RUSCONI, SCANU, VIMERCATI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:


 

la situazione delle carceri italiane si presenta drammatica a causa di sovraffollamento, insufficienza delle strutture carcerarie e della loro manutenzione, per carenza di Forze di polizia penitenziaria e per mancanza di personale educativo;


 

agli interroganti risulta che a seguito delle forti perturbazioni piovose verificatesi il 17 settembre 2011. l'istituto penitenziario di Monza versi in grave situazione di inagibilità a causa delle consistenti infiltrazioni, e conseguenti allagamenti, dovute ad importanti lesioni del tetto;


 

attualmente, a causa delle infiltrazioni, nell'ala sinistra dell'edificio risultano inagibili otto camere detentive, sono altresì limitate le attività previste presso la cappella e la palestra, risulta parzialmente compromessa la sezione femminile, così come si sarebbero verificati gravi disagi negli alloggi del personale;


 

la struttura vive di conseguenza una fase di aggravata difficoltà anche in considerazione dell'insostenibile sovraffollamento: alla data odierna il penitenziario di Monza ha una popolazione detenuta di 834 ristretti, di cui 741 uomini e 93 donne contro una capienza tollerabile di 730 unità ed una capienza regolamentare di 409 unità;


 

il personale di Polizia penitenziaria deve sopperire alle problematiche quotidiane, nonché all'emergenza derivante dai parziali allagamenti, avvalendosi di unità di personale appartenente ai vari ruoli del Corpo di polizia penitenziaria composta di 406 unità, di cui 51 risultano essere distaccate presso altri istituti;


 

considerato che:


 

già in data 4 novembre 2008, tramite l'atto 3-00371, la prima firmataria della presente interrogazione aveva chiesto al Ministro in indirizzo se non riteneva doveroso stanziare i fondi necessari ed intervenire con la massima tempestività provvedendo al rifacimento del tetto della struttura penitenziaria della casa circondariale di Monza;


 

la situazione verificatasi presso l'istituto penitenziario di Monza crea conseguentemente grave disagio anche alla popolazione carceraria che, oltre a patire l'ulteriore sovraffollamento delle camere detentive, si vede preclusa anche la possibilità di usufruire della cappella e della palestra;


 

relativamente al rifacimento del tetto sono già stati effettuati dei sopralluoghi da parte dalla locale competente Asl che ha fatto l'ultima visita il 17 giugno 2011, e sono stati ufficialmente avvertiti gli uffici superiori con l'ultima nota del 5 settembre 2011,


 

si chiede di sapere:


 

se il Ministro in indirizzo non consideri di dover intervenire con urgenza stanziando i fondi necessari, anche a seguito del sopralluogo già effettuato, al fine di ripristinare definitivamente il tetto dell'istituto penitenziario di Monza che risulta essere danneggiato da anni;


 

quali interventi urgenti intenda intraprendere al fine di consentire in tempi brevi la totale agibilità dell'istituto carcerario di Monza che, a seguito della perturbazione verificatasi in data 17 settembre 2011, vede la struttura parzialmente inagibile, anche tenendo conto dell'imminente stagione invernale.


 

(4-05973)


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13352


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 526 del 28/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: MURER DELIA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 28/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 28/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13352


 

presentata da


 

DELIA MURER
mercoledì 28 settembre 2011, seduta n.526


 


MURER. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

l'articolo 3 della legge n. 193 del 22 giugno 2000, recante «Norme per favorire l'attività lavorativa dei detenuti», prevede la concessione di sgravi fiscali per le imprese che assumono lavoratori detenuti o che svolgono attività di formazione nei confronti dei carcerati;

modalità ed entità degli sgravi fiscali, secondo l'articolo 4 della legge n. 193 del 2000, «sono determinate annualmente (...) con apposito decreto del Ministro della giustizia da emanare (...) entro il 31 maggio di ogni anno»;

come denunciano i presidenti delle cooperative sociali «Il Cerchio» di Venezia e «Altra Città» di Padova in un comunicato pubblicato da «Ristretti orizzonti» - rivista e sito Internet promossi dall'associazione «Granello di Senape» il 5 settembre 2011, le cooperative sociali del Triveneto che danno lavoro ai detenuti hanno ricevuto un'e-mail firmata dal provveditore dell'amministrazione penitenziaria per il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia e il Trentino-Alto Adige;

nell'e-mail veniva reso noto che per non superare il budget annuo assegnato dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria al provveditorato regionale per il Triveneto, ogni cooperativa potrà richiedere per il periodo agosto-dicembre, per sgravi fiscali, un importo complessivo non superiore a una cifra determinata e indicata per ciascuna impresa sociale;

per le cooperative che offrono lavoro ai carcerati al fine di un loro reinserimento sociale, gli sgravi fiscali previsti dalla legge n. 193 del 2000 rappresentano un'importante boccata di ossigeno;

secondo il comunicato pubblicato da «Ristretti orizzonti», le cooperative si vedranno presto costrette a licenziare un'importante quota di lavoratori detenuti dato che, con il credito indicato nell'e-mail del 5 settembre dal provveditorato del Triveneto, le «imprese sociali» potranno operare al massimo fino a ottobre;

il comunicato afferma inoltre che a gennaio 2011 le direzioni degli istituti penitenziari avevano assicurato alle cooperative sociali che non ci sarebbero state contrazioni del credito;

l'e-mail del provveditorato dell'amministrazione penitenziaria per il Triveneto, quindi, oltre ad avere un'azione retroattiva - visto che il periodo cui fa riferimento riguarda anche il mese di agosto - smentirebbe le affermazioni delle direzioni degli istituti penitenziari;

le carceri italiane e venete stanno vivendo periodi bui e drammatici: le condizioni di vita sono estreme per il sovraffollamento e per le condizioni igienico-sanitarie e i suicidi sono all'ordine del giorno;

per i detenuti gli unici agganci con il mondo esterno sono rappresentati proprio dalle cooperative sociali che insegnano loro un'occupazione e li inseriscono gradualmente nella realtà lavorativa, accompagnandoli anche nei mesi successivi alla cessazione dello stato di detenzione;

tagliare risorse a questo settore proprio in un periodo così difficile per gli istituti penitenziari denota a giudizio degli interroganti totale cecità, mancanza di sensibilità e di lungimiranza -:

se il Ministro interrogato sia conoscenza dei fatti segnalati;

se intenda verificare la reale situazione relativa agli sgravi fiscali rivolti alle imprese e alle cooperative sociali che offrono lavoro e formazione ai detenuti;

se intenda adoperarsi al fine di ristabilire sgravi fiscali tali da permettere alle imprese e alle cooperative sociali di portare a compimento i progetti di formazione e di inserimento lavorativo senza essere costrette a licenziare lavoratori detenuti. (4-13352)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13346


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 525 del 27/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 27/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

27/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

27/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

·         MINISTERO DELLA SALUTE


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 27/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13346


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
martedì 27 settembre 2011, seduta n.525


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.


 

- Per sapere, premesso che:


Domenica 25 settembre il quotidiano irpino Ottopagine ha pubblicato un reportage sul carcere di Bellizzi Irpino in cui è scritto: «Provate a vivere in pochi metri quadri. Non da soli, ma in nove. Con un bagno proprio lì, nel centro della stanza. Niente acqua calda. Carta igienica razionata. Così come il sapone, il disinfettante, il detersivo e il dentifricio. E immaginate tutto questo in piena estate. Caldo torrido. Aria irrespirabile. E non potete uscire da li. Mai, o meglio: un'ora al giorno. Un'ora d'aria, a passeggio in un recinto di trenta metri quadrati. Ebbene, se avete messo fuoco quest'incubo, non pensiate di dover andare lontano per osservarlo. Migliaia di avellinesi lo vedono ogni giorno, mentre percorrono la variante. È il carcere di Bellizzi. Dall'esterno non sembra così minaccioso. Dentro è l'inferno. Proprio come altre case circondariali. (...) Già oggi è molto, molto al di là del sopportabile. Fino al punto di poter affermare che le carceri italiane sono illegali. Nel vero senso: non rispettano la legge, non rispettano i diritti umani. «Siamo allo stremo - racconta Cristina Mallardo, coraggiosa, è il caso di dirlo, direttrice del penitenziario avellinese. Ospitiamo oggi 535 detenuti. Ma il massimo previsto è di 350 unità. Andiamo avanti così da diversi mesi, in un clima che è sempre più difficile e inevitabilmente teso. Al sovraffollamento si aggiunge la carenza di fondi. Nel giro di qualche anno sono stati ridotti del sessanta, settanta per cento. Stiamo razionando tutto. A partire dai generi di pulizia personale. Anche la carta igienica. Sembra assurdo, ma non possiamo fare altrimenti»;


«Le celle del carcere di Bellizzi - si legge ancora nell'articolo - sono piccole. Tra otto e dodici metri quadrati. Lì dentro sono stipati otto, nove detenuti. Se camminano i reclusi rischiano di pestarsi i piedi. «Con il caldo torrido di questa estate - continua la direttrice -, certe situazioni sono inevitabilmente peggiorate. Così come le condizioni igieniche. Si può parlare di allarme sanitario. Ma in quella assurda promiscuità anche un mal di testa diventa insopportabile. I controlli medici sono sempre più frequenti». Se quello che abbiamo descritto non vi sembra ancora simile all'inferno, è forse perché il pregiudizio per chi ha sbagliato ed è stato condannato ad una pena è più forte di un sentimento di umana solidarietà, beh allora sappiate che c'è di peggio. Perché questo dramma riguarda anche i bambini, quelli al di sotto dei tre anni. Reclusi anche loro, insieme alle mamme. Molti lo sanno, qualcuno ancora lo ignora: ma il carcere di Bellizzi ospita anche donne e bambini. In questo momento, trentatré mamme e sette piccoli, molti di loro neonati. In pochi metri quadri, due mamme e i bambini. Tutti insieme. Pochi servizi igienici. E quel caldo che molti di voi - nonostante l'aria condizionata - hanno mal sopportato in questi mesi d'estate. C'è anche un asilo, ma non pensate all'asilo dei vostri figli. Gli agenti di polizia penitenziaria fanno quello che possono per renderlo accogliente. Forse anche di più. Ma è difficile non pensare che si tratti di un carcere per bambini. Nonostante i giocattoli. Una mamma detenuta una volta ci ha raccontato: sono stata reclusa con il mio primo figlio. È stato due anni con me. Ora è fuori e piange ogni volta che sbatte una porta o sente il rumore delle chiavi. È il suono delle celle. Lo accompagnerà forse per tutta la vita. Ma la vita dietro le sbarre non è dura solo per i detenuti. C'è anche chi è recluso senza nessuna condanna. Sono gli agenti di polizia penitenziaria. «A loro devo solo dire grazie - dichiara convinta la direttrice Mallardo -. Siamo sotto organico. Mancano cento unità. In tanti sono andati in pensione in questi anni. C'è stata la possibilità e lo hanno fatto, il lavoro era diventato insostenibile. Chi è rimasto si sobbarca turni doppi, notti ripetute ed è costretto ad operare in condizioni difficili. Cerchiamo di svolgere al meglio il nostro lavoro, di rendere il meno dura possibile l'esistenza dei detenuti. Anche a costo di sacrifici enormi. Ma a volte anche i sacrifici non bastano»;


nel carcere di Bellizzi Irpino, si legge ancora nell'inchiesta «Le condizioni di vita dei reclusi hanno amplificato i disagi psicologici e psichiatrici già connessi alla detenzione. "Un paio di volte alla settimana un medico specializzato è presente nel penitenziario. Ma non basta. Non è sufficiente. Ci sono spesso casi di autolesionismo, di proteste estreme. In questo periodo ci preoccupa molto un detenuto straniero. Vive nel nord, ma è stato trasferito qui, lontano dalla sua famiglia. Siamo costretti a intervenire di continuo. E francamente comprendo la sua frustrazione: che senso ha tenerlo lontano dai suoi affetti. Ma ci sono anche altre storie al limite - continua la Mallardo -. Come la ragazza costretta su una sedia a rotelle dopo un incidente stradale e che attende da tempo di essere sottoposta a intervento chirurgico. Di lei si prende cura la detenuta con la quale divide la cella. Non avevamo una soluzione diversa". E poi ci sono i paradossi. È stato da tempo realizzato un nuovo padiglione nel penitenziario. Potrebbe ospitare un centinaio di detenuti. Ma mancano alcuni lavori e il ministero non dispone di fondi sufficienti per completarlo. "Sì, è così. Ma al momento non saremmo in grado di gestirlo - commenta amara la direttrice -. Non c'è personale sufficiente per l'attuale struttura, figurarsi per un altro padiglione. E poi..." Non completa la frase, ma la immaginiamo: e poi, in pochi mesi sarebbe sovraffollato anche l'altro padiglione. Risultato: la moltiplicazione dei problemi. Non c'è via d'uscita. Servirebbe un intervento parlamentare. Le tanto sbandierate misure alternative al carcere per i reati minori. La detenzione extramuraria. Ma si parla, si parla. E non si fa nulla. Occuparsi dell'inferno dietro le sbarre non crea consensi. Poco importa che le nostre prigioni violano tutte le leggi europee in materia (e anche quelle italiane). Che i più elementari diritti umani siano quotidianamente calpestati. Che il carcere dovrebbe rieducare e non solo punire. Ora lo sapete. E se in auto mentre percorrete la variante il vostro sguardo incrocia quel carcere, pensate a quello che accade li dentro. Magari provando solidarietà per le persone costrette a viverci. Per i detenuti, certo. Ma anche per gli agenti di polizia penitenziaria» -:


se siano a conoscenza di quanto riportato dal quotidiano Ottopagine in merito alle condizioni del carcere di Bellizzi Irpino;

cosa intenda fare il Ministro della giustizia per riportare il numero complessivo dei detenuti a quanto previsto dalla normativa;


cosa intenda fare il Ministro della giustizia per rendere legali le condizioni di detenzione, per fornire gli strumenti necessari a mantenere l'igiene delle celle e quella personale di ciascun detenuto, per eliminare i wc a vista che tolgono ogni dignità all'essere umano, per assicurare la fornitura di acqua calda indispensabile per l'igiene personale;


cosa intenda fare il Ministro della giustizia per assicurare la prevista territorializzazione della pena e per l'assistenza psicologica alla popolazione detenuta;


cosa intendano fare i Ministri interrogati per garantire la dovuta assistenza sanitaria a tutta la popolazione detenuta e, in particolare, ai casi segnalati nell'inchiesta;


se non si intendano effettuare per quanto di competenza le opportune verifiche in merito all'allarme sanitario lanciato dalla direttrice d'Istituto di Bellizzi Irpino;


cosa intenda fare il Ministro della giustizia per coprire la gravissima carenza di agenti di polizia penitenziaria;


che notizie intenda fornire in merito all'apertura del nuovo padiglione realizzato da tempo che potrebbe ospitare cento detenuti, previa assegnazione del personale necessario;

se non ritenga contraddittoria la prevista costruzione di 20 nuovi padiglioni e 11 nuovi istituti in tutta Italia, quando per mancanza di fondi e di personale non si riescono ad aprire le strutture nuove, già pronte.(4-13346)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13315


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 524 del 26/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 26/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

·         MINISTERO DELLA SALUTE


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 26/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13315


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
lunedì 26 settembre 2011, seduta n.524


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.


 

- Per sapere - premesso che:

in un articolo apparso su La Gazzetta del Sud del 23 settembre 2011, intitolato: «In cella sto perdendo la vista e non vengo curato in maniera adeguata», è dato leggere quanto segue: «La fine del mio calvario non è più lontanissima posto che nei primi mesi del nuovo anno avrò terminato di espiare la pena, ma tanti, troppi altri si trovano nella medesima tragica situazione (in più casi anche peggiori) e sono destinati a restarci per lungo tempo». Si conclude così la lettera del detenuto 46enne Sebastiano Destro, il quale sta scontando nel carcere di Gazzi una condanna definitiva ad 8 anni per traffico di sostanze stupefacenti. Una lettera che lancia ancora una volta l'allarme sulla gravissima situazione che si vive all'interno della struttura penitenziaria: «Scrivo la presente al fine di esporre la situazione di assoluta invivibilità che permane ormai da troppo tempo all'interno del carcere. La mia vicenda - scrive Destro -, è pari al quella di moltissimi altri detenuti che, sottoposti al massimo regime detentivo, chiedono soltanto di poter espiare la pena nel rispetto dei principali diritti e soprattutto senza pregiudizio alla salute e con trattamenti non contrari al senso di umanità». Destro, che in questa vicenda è assistito dall'avvocato Nunzio Rosso, racconta che soffre di una grave patologia agli occhi «con sensibile e repentina riduzione della vista (6/10 all'occhio destro; 1/20 all'occhio sinistro)» e con «andamento cronico evolutivo, con possibili repentini peggioramenti», motivo per cui ha «la assoluta necessità di continuo, programmato e puntuale monitoraggio, oltre la somministrazione, parimenti continua e puntuale di terapia altamente specialistica». Fino al passaggio in giudicato della sentenza è rimasto ai domiciliari a Catania e dal 23 gennaio di quest'anno è tornano in carcere, ma a Messina;

in cella «le condizioni di salute risultano incompatibili con la detenzione e non si rivelano idonei i trattamenti disponibili e le terapie curative, come dimostrato anche dal peggioramento delle condizioni di salute dal momento del ripristino della detenzione carceraria». In carcere «trascorrono mesi per poter tentare di fruire di visite specialistiche esterne... e addirittura da ultimo non è mai stato eseguito il ricovero presso il Policlinico richiesto parecchio tempo addietro dagli stessi sanitari del carcere "per mancato riscontro delle strutture"»;

l'illegalità delle condizioni di detenzione nel carcere di Gazzi/Messina sono state oggetto di due interrogazioni parlamentari presentate a seguito di due visite ispettive della prima firmataria del presente atto -:

se quanto contenuto nella citata lettera corrisponda a verità;

in caso affermativo quali provvedimenti si intendano adottare e sollecitare perché all'autore della lettera sia assicurato e garantito l'elementare diritto alla salute e in particolare affinché allo stesso sia data la possibilità di curarsi la vista;

cosa intenda fare il Ministro della giustizia per far rientrare nella legalità costituzionale e ordinamentale il carcere di Messina Gazzi.(4-13315)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13314


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 524 del 26/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 26/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 26/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13314


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
lunedì 26 settembre 2011, seduta n.524


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

il 22 settembre 2011, sul sito della polizia penitenziaria, e apparso un articolo a firma «Il Conte di Montecristo» nel quale è dato leggere che nella sede del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, all'interno di un locale grande circa 40 metri quadri, è stata innalzata una cappella con pregiate lastre di marmo e dotata di mobili;

secondo l'estensore dell'articolo l'opera sarebbe costata al dipartimento dell'amministrazione penitenziaria circa 100 mila euro;

a giudizio della prima firmataria del presente atto non si comprende come l'Amministrazione possa aver deciso di destinare una somma così elevata per la costruzione di un'opera non certo indispensabile, per di più in un periodo in cui le risorse per i nostri istituti di pena sono gravemente deficitarie e in cui mancano i fondi perfino per provvedere alla manutenzione ordinaria delle carceri e al pagamento degli stipendi e degli straordinari degli appartenenti al corpo della polizia penitenziaria -:

se quanto esposto in premessa corrisponda al vero;

a quanto ammonti il costo della realizzazione della cappella all'interno della sede del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.(4-13314)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13313


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 524 del 26/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 26/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

·         MINISTERO DELLA SALUTE


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 26/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13313


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
lunedì 26 settembre 2011, seduta n.524


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dal quotidiano La Sicilia del 22 settembre 2011 Antonino Santapaola, fratello del capomafia ergastolano Benedetto detto «Nitto», detenuto da oltre 11 anni e da qualche anno anche in regime di 41-bis, è «affetto da una grave sindrome psico-organica ingravescente, con manifestazioni cliniche di demenza e disturbi correlati del comportamento», e per questo quattro processi in cui è imputato sono stati sospesi;

secondo i medici «Antonino Santapaola non può essere considerato come persona socialmente pericolosa e le sue condizioni di salute non possono essere considerate compatibili con un regime carcerario duro e nemmeno con un regime carcerario ordinario» -:

quali iniziative di competenza intendano assumere, negli ambiti di rispettiva competenza, al fine di garantire il diritto alla salute di Antonino Santapaola;

se, alla luce della perizia medico-legale, il Ministro competente non intenda revocare il 41-bis nei confronti del detenuto Antonino Santapaola per motivi di salute. (4-13313)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13312


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 524 del 26/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 26/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

·         MINISTERO DELLA SALUTE


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 26/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13312


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
lunedì 26 settembre 2011, seduta n.524


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa AGI, un detenuto del carcere di Montacuto di Ancona, Eugenio Riccio, 46enne e di origini campane, in cella per scontare una pena per reati associativi, è morto in carcere nella tarda notte di venerdì 23 settembre 2011 dopo aver accusato un malore la mattina del giorno stesso;

l'uomo, cardiopatico, da 11 giorni faceva lo sciopero della fame. Soccorso dagli uomini della polizia penitenziaria che hanno subito avvisato il 118, Riccio è accompagnato in ambulanza al pronto soccorso dell'ospedale regionale di Torrette per le visite e gli accertamenti del caso a seguito dei quali è stato dimesso poche ore più tardi. Nella notte, il detenuto ha però accusato ancora un malore che, questa volta, gli è stato fatale. Ad uccidere l'uomo è stato probabilmente un infarto; le condizioni di salute di Eugenio Riccio erano precarie e lo sciopero della fame lo aveva ulteriormente debilitato, tanto è vero che anche nei giorni scorsi l'uomo era dovuto ricorrere alle cure mediche del personale di Torrette, sempre per problemi di natura cardiaca. Per questo motivo il pubblico ministero Rosario Lioniello non ha disposto l'autopsia essendo considerata la morte di Riccio come di origine naturale;

secondo il dossier «morire di carcere» di Ristretti Orizzonti nel carcere di Ancona Montacuto il 25 marzo 2011 è morto per malattia Giacomo Fabiani di 31 anni, il 22 ottobre 2010 si è suicidato Alberto Grande di 22 anni e il 25 settembre 2010 si è suicidato Ajoub Ghaz di 26 anni;

sulle drammatiche condizioni detentive del carcere di Montacuto, verificate anche in occasione della visita effettuata con il leader radicale Marco Pannella il 20 giugno 2011, la prima firmataria del presente atto ha presentato diverse interrogazioni che non hanno ricevuto risposta;

in occasione della visita del 20 giugno con l'onorevole Marco Pannella diversi detenuti hanno rappresentato all'interrogante lo stato di disagio nei rapporti con l'amministrazione dell'istituto per aver aderito allo sciopero della fame promosso dai radicali -:

se nel carcere di Montacuto di Ancona siano garantiti i livelli essenziali di assistenza sanitaria;

se sia noto quali fossero le cause della malattia del detenuto e a quali terapie il detenuto fosse sottoposto e per quali motivi il detenuto sia stato dimesso dall'ospedale regionale di Torrette;

se i Ministri interrogati non ritengano necessario avviare ispezioni e verifiche in merito alle cause che hanno provocato il decesso di Eugenio Riccio e se non intendano avviare una indagine amministrativa interna al fine di verificare l'esistenza di eventuale profili di responsabilità disciplinare in capo al personale;

se si intenda verificare la sussistenza di eventuali comportamenti di ostilità dell'amministrazione del carcere di Ancona nei confronti dei detenuti che intraprendono l'iniziativa nonviolenta di sciopero della fame per denunciare le drammatiche condizioni di detenzione. (4-13312)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13311


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 524 del 26/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 26/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 26/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13311


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
lunedì 26 settembre 2011, seduta n.524


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

da notizie stampa si apprende del suicidio per impiccagione avvenuto nel carcere di Como il 22 settembre scorso del quarantaquattrenne cittadino serbo Vitomir Bajic;

che si tratti di suicidio non è convinto il suo avvocato difensore Borivoje Borovic che sulla Gazzetta di Como del 24 settembre dichiara: «Denunceremo le autorità italiane. Il mio cliente non aveva alcun motivo per togliersi la vita. Semmai qualcuno dovrà spiegarci come fosse possibile che si trovasse in cella con un membro della stessa organizzazione»;

sempre sulla Gazzetta di Como del 24 settembre si legge: «Arrestato proprio in Montenegro dall'Interpol lo scorso mese di marzo in quanto sospetto membro di una organizzazione internazionale che importava cocaina dal Sud America all'Europa, Bajic avrebbe dovuto presentarsi, mercoledì prossimo, ai magistrati della Dda di Milano, che indagavano, e indagano, sull'attività del suo giro. L'avvocato sostiene che mai il suo cliente si sarebbe tolto la vita: «Era tranquillo, sicuro che mercoledì lo avrebbero rimesso in libertà. Non aveva problemi economici né di altro tipo». Sempre secondo il suo legale, però, era stato chiuso in cella con un coindagato, tale Srpko Klisura, circostanza che a detta dell'avvocato meriterebbe di essere approfondita. Borovic era stato trovato morto attorno alle 11 del mattino: aveva atteso che i suoi compagni di cella uscissero per l'ora d'aria poi si era impiccato con la cintura di un accappatoio. Questo, almeno, è quello che risulta agli atti della Procura. Il PM Giuseppe Rose ha disposto un esame autoptico, per sgomberare il campo dai sospetti. La cella era in ordine, senza segni di violenza o di colluttazione. Ma avvocato e familiari insistono: "Non c'era motivo per cui dovesse togliersi la vita. Siamo convinti che dietro ci sia dell'altro. Denunceremo le autorità italiane". È probabile che nei prossimi giorni vengano sentiti anche i suoi compagni di cella»;

che Bajic non fosse un «pesce piccolo» lo si apprende dall'osservatorio permanente delle morti in carcere (Radicali Italiani, Associazione «Il detenuto ignoto», Associazione «Antigone», Associazione A buon diritto, redazione «Radiocarcere», redazione «Ristretti Orizzonti») che il 24 settembre riprendeva una notizia del giornale online Etleboro del 20 novembre 2010 in cui si leggeva che Vitomir Bajic era stato nelle forze speciali della polizia serba e dopo la caduta di Milosevic sarebbe diventato guardia del corpo di Darko Saric, a capo con il fratello Dusko di un «cartello» di narcotrafficanti capace di trasferire ingenti carichi di droga dal Sud America al Montenegro (dell'ottobre 2009 il sequestro di 20 quintali di cocaina in partenza da un porto uruguaiano);

sempre l'Osservatorio permanente delle morti in carcere, riprende dall'Agenzia Balcani 2011 gli estremi dell'arresto: Bajic fu arrestato a Budva (Montenegro) nel novembre 2010, sulla base del mandato d'arresto Interpol emesso dall'Italia, e successivamente estradato nel nostro Paese a marzo 2011 -:

se sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

se corrisponda al vero che Vitomir Bajic si trovasse in cella nel carcere di Como con altro (o altri) coindagati e, se vero, quali ne siano state le ragioni;

nel caso in cui i coindagati fossero stati messi appositamente nella stessa cella per disposizione dei magistrati al fine di eseguire intercettazioni ambientali utili alle indagini, se tali intercettazioni siano state messe al sicuro e consegnate all'autorità giudiziaria;

nel rispetto e indipendentemente dalla inchiesta avviata dalla magistratura quali siano gli intendimenti del Governo e quali siano gli esiti, allo stato, dell'inchiesta avviata nell'ambito dell'amministrazione penitenziaria al fine di accertare modalità ed eventuali responsabilità in ordine al suicidio di Vitomir Bajic.
(4-13311)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13310


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 524 del 26/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 26/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 26/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13310


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
lunedì 26 settembre 2011, seduta n.524


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dal quotidiano l'Unione Sarda del 13 settembre 2011 da un anno agli agenti penitenziari del carcere Buoncammino di Cagliari non vengono pagate le missioni mentre il contratto di categoria stabilisce che il pagamento debba avvenire entro i 30 giorni successivi l'espletamento della missione. Sul problema ha preso posizione la segreteria provinciale della Uil-pa penitenziari annunciando ricorsi all'autorità giudiziaria;

secondo quanto riferito da Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione Socialismo Diritti Riforme, «le somme destinate alle missioni degli ultimi mesi per Buoncammino sono state quasi interamente utilizzate per il pagamento degli anticipi al personale del Provveditorato in servizio di scorta e tutela alle autorità del Dipartimento venute in vacanza in Sardegna»;

a giudizio della prima firmataria del presente atto, in un momento di così grave crisi economica è indispensabile garantire il dovuto a chi lavora. Il mancato riconoscimento delle missioni è un aspetto che agisce negativamente sul personale peraltro molto provato dal sovraffollamento e dalla pesantezza dei turni di servizio in un istituto dove mancano non meno di 70 agenti -:

se sia vero quanto esposto in premessa, in particolare se corrisponda al vero il fatto che le somme destinate alle missioni degli ultimi mesi per Buoncammino siano state quasi interamente utilizzate per il pagamento degli anticipi al personale del provveditorato in servizio di scorta e tutela alle autorità del dipartimento venute in vacanza in Sardegna;

quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di garantire il tempestivo e puntuale pagamento delle missioni agli agenti penitenziari del carcere di Buoncammino. (4-13310)


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13309


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 524 del 26/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 26/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 26/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13309


 

presentata da


 

RITA BERNARDINI
lunedì 26 settembre 2011, seduta n.524


 


BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

su Ristretti Orizzonti del 23 settembre 2011, Maria Grazia Caligaris, presidente dell'associazione «Socialismo Diritti Riforme», ha richiamato il testo dell'ordinanza inviata dal tribunale di sorveglianza di Perugia al responsabile della direzione generale detenuti e trattamento del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria nella quale si invita quest'ultimo «ad adottare ogni provvedimento amministrativo necessario a tutelare l'esigenza di regolare svolgimento di colloqui con i propri familiari rappresentata da Mario Trudu»;

Mario Trudu, ergastolano di Arzana, in carcere dal 1987, nello scorso mese di maggio aveva infatti presentato una domanda per ottenere un breve permesso per fare visita alla sorella, residente in Sardegna che non vede dal 2004 in quanto la donna, per motivi di salute, non è in condizione di affrontare un così lungo viaggio. Il magistrato di sorveglianza di Spoleto aveva però rigettato la domanda in quanto la possibilità di fruire dei cosiddetti permessi di necessità è riservata a «eventi familiari di particolare gravità»;

l'uomo, che da anni lotta per il riconoscimento dei diritti, non si è perso d'animo e ha presentato reclamo contro la decisione del magistrato di sorveglianza. Il Tribunale, riunito in camera di consiglio, non accogliendo la richiesta ha tuttavia sottolineato quanto segue: «L'ordinamento prescrive in tema di trasferimenti di detenuti che si debba favorire il criterio di destinare le persone in espiazione di pena in Istituti prossimi alla residenza delle rispettive famiglie», in sostanza affermando che la territorialità della pena è un principio che deve essere sempre tenuto in considerazione e che qualora non possa essere rispettato deve essere consentito alla persona privata della libertà di disporre di periodi di avvicinamento alla famiglia per poter effettuare i colloqui con i parenti;

sulla vicenda Maria Grazia Caligaris ha dichiarato: «In tempi nei quali i diritti dei cittadini detenuti sono scarsamente rispettati questa ordinanza, che segnala al Dap la situazione di Trudu affinché adotti conseguenti provvedimenti amministrativi, riapre uno spiraglio di giustizia verso chi sconta una pena in penitenziari distanti dagli affetti familiari. Un ulteriore chiarimento sul significato di norme esistenti e una rinnovata opportunità per tanti sardi che, spesso impossibilitati a raggiungere i parenti reclusi anche per motivi economici, hanno comunque il diritto di riabbracciarli»;

la territorialità della pena sancita dalla legge sull'ordinamento penitenziario è un principio inderogabile. Vige per tutelare il diritto del cittadino privato della libertà di mantenere i rapporti affettivi con i familiari. Se esistono ragioni per le quali non è possibile rispettarla pienamente deve tuttavia essere consentito al detenuto di fruire di trasferimenti temporanei per rinsaldare i legami con i parenti -:

quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di rendere effettivo per il detenuto in questione il rispetto del principio della territorialità della pena in modo da poter garantire allo stesso il diritto di poter svolgere regolari colloqui con i propri familiari;

se ed in che modo intenda dare piena attuazione all'ordinanza emessa dal tribunale di sorveglianza di Perugia citata in premessa. (4-13309)


 

 


 

 


 

ATTO CAMERA


 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13298


 

Dati di presentazione dell'atto


 

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 524 del 26/09/2011


 

Firmatari


 

Primo firmatario: ZAMPA SANDRA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 26/09/2011


 


Elenco dei co-firmatari dell'atto

Nominativo co-firmatario

Gruppo

Data firma


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


PARTITO DEMOCRATICO

26/09/2011


 

Destinatari


 

Ministero destinatario:


 

·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA


 

Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 26/09/2011


 

Stato iter:


 

IN CORSO


 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13298


 

presentata da


 

SANDRA ZAMPA
lunedì 26 settembre 2011, seduta n.524


 


ZAMPA, LENZI, VASSALLO e BENAMATI. -


 

Al Ministro della giustizia.


 

- Per sapere - premesso che:

con riferimento a quanto pubblicato da alcuni quotidiani nella cronaca della città di Bologna, è stata disposta la rimozione della dottoressa Paola Ziccone dalla direzione dell'istituto penale minorile del Pratello, stante l'esito positivo delle ispezioni predisposte sia prima del 2008 che nelle successive dalla direzione generale del dipartimento giustizia minorile e stante l'assenza di conclusioni negative derivanti da eventuali ispezioni;

a tal riguardo si segnala al contrario il giudizio positivo dell'opinione pubblica che ha sempre considerato il Pratello come un fiore all'occhiello del dipartimento stesso, nonostante le oggettive difficoltà dell'istituto afflitto da carenza di personale (più volte denunciato dai parlamentari bolognesi con interrogazione al Ministero della giustizia) e il protrarsi dell'apertura di un cantiere per i lavori edili richiesti da interventi di ristrutturazione dello stabile sito nel centro di Bologna;

il direttore del centro di giustizia minorile dell'Emilia Romagna, Giuseppe Centomani, il quale, riferendosi alla relazione che nel 2008 aveva valutato positivamente l'operato della dottoressa Ziccone, ha sostenuto che il suo contenuto era stato «messo in discussione dal successivo capo di Dipartimento sia nella forma che nel contenuto» e che la stessa relazione è invece risultata, ad una nuova analisi, «ampiamente destituita di fondamento» rappresentando il prodotto di una «attività ostile alla direzione dei centri fatta da parte del vecchio capo di Dipartimento in accordo con ambienti collegati politicamente alla vecchia direzione dell'Istituto»;

secondo quanto diffuso dall'agenzia di stampa Dire nell'aprile 2011, cioè nel periodo di tempo che ha preceduto la decisione di trasferire ad altro incarico la dottoressa Ziccone, si registravano in Istituto «contrasti e incompatibilità ambientali» tra i dirigenti, la stessa Ziccone e Centomani -:

se sia noto e se corrisponda al vero quanto riportato in premessa;

quali siano le ragioni che hanno determinato la rimozione della dottoressa Ziccone dalla direzione dell'istituto penale minorile di Pratello. (4-13298)


 

 

Scritto da: Damiano Bellucci
(Leggi tutti gli articoli di Damiano Bellucci)






 

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