Novembre 2016
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Interrogazioni parlamentari sul carcere dal 28 febbraio al 5 marzo 2011.


Polizia Penitenziaria - Interrogazioni parlamentari sul carcere dal 28 febbraio al 5 marzo 2011.

Notizia del 19/03/2011

in Dal Parlamento.

(Letto 1551 volte)

Scritto da: Damiano Bellucci

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ATTO SENATO

INTERPELLANZA CON PROCEDIMENTO ABBREVIATO 2/00314
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 515 del 03/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: PINOTTI ROBERTA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 03/03/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011
PARTITO DEMOCRATICO
03/03/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 03/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interpellanza 2-00314
presentata da
ROBERTA PINOTTI
giovedì 3 marzo 2011, seduta n.515
PINOTTI, CASSON, ADAMO, AMATI, ARMATO, BASSOLI, BIONDELLI, BLAZINA, BOSONE, BUBBICO, CARLONI, CECCANTI, CHITI, DE LUCA, DEL VECCHIO, DELLA MONICA, DI GIOVAN PAOLO, FERRANTE, FIORONI, FONTANA, GASBARRI, INCOSTANTE, LUSI, MAGISTRELLI, MARCENARO, MARCUCCI, MARITATI, PASSONI, PERDUCA, PORETTI, PROCACCI, SCANU, SOLIANI, STRADIOTTO, VITA - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
il giovane Fernando Paniccia, detenuto nel carcere sanremese di Valle Armea, è deceduto il 26 dicembre 2010 nella sua cella;
il ragazzo era originario di Frosinone ed era arrivato dal carcere di Viterbo solo pochi giorni prima: il 21 dicembre. Era stato condannato a 6 anni, poi ridotti a 4, per traffico di stupefacenti e avrebbe dovuto finire di scontare la pena il 31 dicembre 2011;
nel 2003, a 19 anni, aveva avuto la sua prima condanna per il furto di tre palloni da calcio e da allora era stato più volte arrestato per piccoli reati;
già dal primo episodio la famiglia aveva protestato per la detenzione in presenza di una gravissima invalidità fisica e di un deficit mentale, sostenendo la totale incapacità del giovane di comprendere la gravità dei suoi stessi gesti. La madre lo descrive come invalido al 100 per cento, affetto da ritardo mentale tale da sembrare un bambino di tre anni, epilettico e semiparalizzato, incapace di distinguere gli stimoli fisiologici; pesava 186 chili ed era bisognoso di continua assistenza;
l'associazione malattie rare "Mauro Baschirotto" onlus sostiene che il ragazzo fosse affetto da una malattia rara nota come sindrome di Prader Willi e che nessuno se ne sia accorto o comunque che sia stata sottovalutata o non riconosciuta questa condizione;
la sindrome di Prader Willi è una malattia genetica causata dall'assenza o dall'alterazione di una regione del cromosoma 15 che induce disturbi comportamentali ed è quindi evidente che una persona che ne è affetta non possa essere punita per atti di cui non è consapevole;
la questione può essere stata sottovalutata perché purtroppo c'è una scarsa conoscenza e una conseguente incapacità di trattare le problematiche legate alla presenza delle cosiddette "malattie rare";
questa tristissima vicenda mette in evidenza i problemi legati alla presenza di persone disabili nelle carceri italiane. L'associazione "Ristretti orizzonti" rende noto che i detenuti colpiti da handicaps fisici e sensoriali presenti nelle carceri italiane sarebbero circa 500;
con la scomparsa di Fernando Paniccia sale a 171 (di cui 65 suicidi) il numero dei decessi nelle carceri italiane nel 2010;
l'art. 47-ter dell'ordinamento penitenziario, di cui alla legge n. 354 del 1975, e successive modificazioni, relativo alla detenzione domiciliare, al comma 1, lettera c), prevede che "La pena della reclusione non superiore a quattro anni, anche se costituente parte residua di maggior pena, nonché la pena dell'arresto, possono essere espiate nella propria abitazione o in altro luogo di privata dimora ovvero in luogo pubblico di cura, assistenza o accoglienza, quando trattasi di (...) persona in condizioni di salute particolarmente gravi, che richiedano costanti contatti con i presidi sanitari territoriali",
si chiede di sapere:
come sia potuto accadere che Fernando Paniccia, affetto da disabilità e con evidenti problemi di salute, sia morto in carcere senza adeguata assistenza sanitaria;
se vi sia un'attenzione e una salvaguardia nel trattamento detentivo riservato alle persone affette da malattie rare.
(2-00314 p. a.)
ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01953
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 515 del 03/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: SALTAMARTINI FILIPPO
Gruppo: IL POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 03/03/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 03/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01953
presentata da
FILIPPO SALTAMARTINI
giovedì 3 marzo 2011, seduta n.515
SALTAMARTINI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
il detenuto Renato Vallanzasca, condannato a quattro ergastoli per l'omicidio, tra gli altri, di appartenenti alla Polizia di Stato e 260 anni e un mese di reclusione, è stato trasferito nel corso del 2009 dal carcere di Milano "Opera" a quello di Milano Bollate;
dal marzo 2010 usufruisce del beneficio di cui all'art. 21 dell'ordinamento penitenziario di cui alla legge n. 354 del 1975, e successive modificazioni, che prevede per i soggetti detenuti che abbiano scontato in parte la loro pena l'ammissione al lavoro esterno;
questo tipo di beneficio prevede che venga mantenuta una specchiata condotta e che si mantengano comportamenti irreprensibili rispettando i limiti e i divieti che ad esso sono connessi quali gli orari di lavoro, le modalità di comunicazione stabilite ed altre condotte predefinite nel piano di lavoro;
i sindacati di Polizia penitenziaria hanno denunciato che nel corso di diverse e successive ispezioni sul luogo di lavoro il detenuto Vallanzasca sarebbe risultato assente mentre in altre avrebbe assunto comportamenti " altezzosi, prepotenti e insolentii" nei confronti della Polizia penitenziaria;
inoltre, in sprezzo delle disposizioni che limitavano l'utilizzo dei mezzi di comunicazione, avrebbe usato il cellulare e aperto un blog sul web, successivamente chiuso;
"la Repubblica", nella cronaca di Napoli del 20 gennaio 2011, nell'articolo «"Non mi controllate assiduamente" - I carabinieri denunciano Vallanzasca», riporta la notizia che il giorno prima Vallanzasca sarebbe stato denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale avendo insultato e offeso i militari che lo controllavano in un albergo di Mondragone dove si era recato grazie a un permesso premio;
considerato che all'interrogante risulta che Vallanzasca non ha mai mostrato segno di pentimento per gli efferati delitti compiuti nel corso della sua carriera criminale e che non abbia neppure risarcito le famiglie delle vittime,
l'interrogante chiede di sapere:
se risulti che i fatti riportati dalla stampa corrispondano a verità;
se risulti che il detenuto Vallanzasca usufruisca tuttora dei benefici di cui all'articolo 21, comma 1, dell'ordinamento penitenziario e per quali ragioni, nonostante la sua nota insensibilità etica al rispetto delle norme, dimostrata da ultimo con la denuncia per oltraggio contro le Forze di polizia, continui ad essere ammesso all'uso di telefoni cellulari ed al lavoro esterno;
se non risulti opportuno avviare un'indagine ispettiva anche a tutela e nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia di trattamento e rieducazione di pericolosi criminali come l'omicida Vallanzasca.
(3-01953)
ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01939
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 511 del 01/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: BELISARIO FELICE
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 01/03/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
ITALIA DEI VALORI
01/03/2011
ITALIA DEI VALORI
01/03/2011
ITALIA DEI VALORI
01/03/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 01/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01939
presentata da
FELICE BELISARIO
martedì 1 marzo 2011, seduta n.511
BELISARIO, CARLINO, GIAMBRONE, LI GOTTI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
in data 24 febbraio 2011 alcuni senatori del gruppo parlamentare Italia dei Valori hanno effettuato una visita alla casa circondariale femminile "Rebibbia" di Roma;
in tale struttura penitenziaria si è riscontrata un'insopportabile situazione sotto il profilo della capienza, nonché sotto quello della dotazione del personale, che incide inevitabilmente sulla qualità della permanenza in dette strutture da parte delle detenute. Si è riscontrato, infatti, a fronte di una capienza regolamentare di 274 unità, una presenza di 382 unità, oltre a 12 soggetti minori di anni 3;
il decreto del Ministro della giustizia dell'8 febbraio 2001 ha previsto, per la struttura, una dotazione organica femminile nei ruoli del personale agente di Polizia penitenziaria pari a 164 unità, nei ruoli di ispettore pari a 17 unità e nei ruoli di sovrintendente pari a 17 unità;
sotto il profilo della dotazione organica risulta segnatamente agli interroganti che:
rispetto ai 164 agenti, 49 risultano distaccate in altre sedi di servizio, una unità è sospesa dal servizio e 6 sono in entrata. La forza operante è pari a 117 unità: di queste 7 sono a disposizione della commissione medica ospedaliera di Roma, 6 sono assenti per maternità e 2 in cumulo sindacale. Delle restanti 102 unità: 28 sono ultracinquantenni (per le stesse non sono previsti turni notturni), 13 sono monoaffidatarie (per le stesse non sono previsti turni notturni) e 16 unità fruiscono della legge n. 104 del 1992 (sempre con esenzione del turno notturno). In definitiva soltanto 45 agenti-assistenti prestano servizio integrale a turno di 6 e 8 ore;
in riferimento ai 17 ispettori, 14 unità risultano in pianta organica, di cui 4 distaccate in altre sedi di servizio ed una in attività sindacale. Risultano, pertanto, operanti soltanto 9 unità di cui: 7 ultracinquantenni (per le stesse non sono previsti turni notturni) e 2 fruiscono della legge n. 104 del 1992 (per le stesse non sono previsti turni notturni);
in riferimento, invece, ai 17 sovrintendenti: risultano 15 in pianta organica, di cui 7 distaccate in altre sedi di servizio e 2 provenienti da altre sedi distaccate presso l'istituto. Le unità operanti risultano 10, di cui 4 unità sono a disposizione della commissione medica ospedaliera di Roma e 2 unità sono ultracinquantenni;
valutato, pertanto, che la situazione appare, in tutta evidenza, caratterizzata da gravissima carenza organica operativa (attestabile intorno al 70 per cento), tale da compromettere assai significativamente le attività intra moenia dei soggetti reclusi, con particolare riferimento al profilo della sicurezza interna ed esterna; la possibile fruizione dei vari servizi all'interno di detta struttura; il fine rieducativo della pena detentiva;
considerato che l'articolo 27, terzo comma, della Costituzione sancisce solennemente che "le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato". A tal proposito, la Corte costituzionale con la sentenza n. 313 del 1990 ha individuato nel fine rieducativo della pena il principio che deve informare di sé i diversi momenti che siglano il processo ontologico di previsione, applicazione, esecuzione della sanzione penale. La Corte ha affermato che "in uno stato evoluto, la finalità rieducativa non può essere ritenuta estranea alla legittimazione e alla funzione stessa della pena". Ed ancora che "la necessità costituzionale che la pena debba tendere a rieducare, lungi dal rappresentare una mera generica tendenza riferita al solo trattamento, indica invece proprio una delle qualità essenziali e generali che caratterizzano la pena nel suo contenuto ontologico e l'accompagnano da quando nasce, nell'astratta previsione normativa, fino a quando in concreto si estingue". Inoltre, nella sentenza n. 343 del 1987 la Corte ha osservato come "sul legislatore incombe l'obbligo di tenere non solo presenti le finalità rieducative della pena, ma anche di predisporre tutti i mezzi idonei a realizzarle e le forme atte a garantirle",
si chiede di sapere:
se il Governo non valuti opportuno colmare, con somma urgenza, le dotazioni organiche serventi la casa circondariale femminile "Rebibbia" di Roma, anche in considerazione del corso di formazione per allievi agenti di Polizia penitenziaria in via di espletamento, cui parteciperanno 57 soggetti femminili;
quali iniziative abbia posto in essere per lo stanziamento di fondi necessari per completare l'organico degli operatori penitenziari, compresi psicologi ed educatori, previsti dalla pianta organica attualmente vigente presso il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria;
se non consideri opportuna, dopo ben 27 anni, la regolarizzazione della posizione lavorativa delle puericultrici, anche in considerazione della loro peculiare esperienza maturata in detto istituto;
se non sia necessario disporre opportune verifiche all'interno dell'istituto penitenziario al fine di accertare che le condizioni strutturali e le risorse economiche, umane e strumentali disponibili assicurino che non sia posta in essere alcuna violazione del diritto a non subire trattamenti degradanti o vessatori di natura fisica o psicologica;
quali iniziative si intendano porre in essere al fine di assicurare, con adeguati provvedimenti organizzativi e di finanziamento, l'attuazione del diritto al lavoro in carcere, sotto il profilo educativo e, più in generale, sotto quello economico, anche attraverso l'utilizzo di cooperative esterne, sulla base di positive esperienze già registrate in altri Paesi dell'Unione europea;
se non valuti opportuno convocare i sindacati di Polizia penitenziaria e le rappresentanze di tutto il personale penitenziario al fine di un confronto concreto e costruttivo sulle problematiche della casa circondariale femminile di Roma Rebibbia;
se non reputi necessario, sotto il profilo generale, stanziare risorse finanziarie per salvaguardare i livelli retribuitivi degli operatori della giustizia e del settore carcerario, nonché per l'edilizia penitenziaria, prevedendo, nel rispetto della normativa vigente, la realizzazione di nuove strutture, solo ove necessario, e, con priorità, l'ampliamento e l'ammodernamento di quelle esistenti che siano adattabili, assicurando anche l'attuazione dei piani e dei programmi a tal fine previsti da precedenti leggi finanziarie, in luogo del ricorso a procedure straordinarie in deroga alla normativa sugli appalti di lavori pubblici.
(3-01939)
ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04662
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 513 del 02/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: RIZZI FABIO
Gruppo: LEGA NORD PADANIA
Data firma: 02/03/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 02/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-04662
presentata da
FABIO RIZZI
mercoledì 2 marzo 2011, seduta n.513
RIZZI - Al Ministro della giustizia - Premesso che:
le scuole di formazione ed aggiornamento della Polizia penitenziaria hanno sempre svolto un ruolo fondamentale nella preparazione e nel mantenimento di una elevata professionalità di un settore particolarmente critico e complesso;
è del 1° marzo 2011 la trasmissione al Ministro in indirizzo per la relativa sottoscrizione, da parte del Capo Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, della relazione finalizzata alla decretazione di soppressione delle Scuole di formazione ed aggiornamento della Polizia penitenziaria di Monastir, Verbania e Portici;
nella sovramenzionata relazione si ipotizza la riconversione della sola Scuola di Verbania e la chiusura definitiva delle altre due, sostanzialmente per motivazioni legate alla razionalizzazione delle risorse e del conseguente risparmio economico;
pur condividendo profondamente i principi di razionalizzazione della spesa pubblica, non appare giustificabile ad avviso dell'interrogante la soppressione della Scuola di Monastir, allocata in Sardegna, il cui mantenimento determinerebbe un notevole risparmio in termini di spese di missione per i corsi per Allievi e per quelli di perfezionamento del personale, in tal modo costretti a frequentare gli stessi corsi nelle residue scuole sul resto della Penisola;
la Scuola di formazione ed aggiornamento della Polizia penitenziaria di Monastir, infine, dispone di un moderno ed efficiente poligono di tiro, realizzato con ingenti stanziamenti di denaro pubblico, che rischia di essere abbandonato e divenire una delle tante cattedrali nel deserto sparse sul territorio nazionale,
l'interrogante chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo intenda proseguire nella direzione della soppressione delle tre Scuole di formazione ed aggiornamento della Polizia penitenziaria di Monastir, Verbania e Portici, con particolare riferimento a quella di Monastir, evidentemente estremamente particolare rispetto alle altre, in virtù della propria allocazione in Sardegna, con evidenti ripercussioni sulle spese di missione per formare ed aggiornare il personale nelle residue scuole del resto d'Italia, oltreché sancire il dispendio di denaro pubblico determinato dalla dismissione del poligono di tiro;
se intenda, in alternativa, programmare una riconversione, analogamente a quanto previsto per la Scuola di Verbania, anche per quella di Monastir.
(4-04662)
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11102
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 443 del 02/03/2011
Firmatari
Primo firmatario: SCHIRRU AMALIA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 02/03/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 02/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11102
presentata da
AMALIA SCHIRRU
mercoledì 2 marzo 2011, seduta n.443

SCHIRRU. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:




nel corso del Consiglio dei ministri n. 119 del 17 dicembre del 2010, su proposta del Ministro interrogato, veniva approvato il nuovo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il «Regolamento di organizzazione del Ministero della Giustizia»; il testo avrebbe dovuto essere trasmesso al Consiglio di Stato ed alle Commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato per i prescritti pareri necessari affinché il su- indicato provvedimento potesse perfezionarsi ed entrare in vigore;



attualmente, nulla si sa sullo stato di avanzamento del procedimento riguardante il suddetto provvedimento. L'unico punto certo è che il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria senza tale provvedimento non può procedere alle assunzioni dei vincitori e degli idonei dei concorsi relativi ai profili di educatore penitenziario, collaboratore amministrativo e contabile;


infatti, proprio dall'entrata in vigore di tale provvedimento dipende, purtroppo, l'immissione in ruolo degli ultimi 44 vincitori del concorso a 397 posti di educatore penitenziario ed altresì di tutti i vincitori dei concorsi a collaboratore amministrativo e contabile;


inoltre, senza il perfezionamento di tale provvedimento non sarà mai possibile neppure procedere all'assunzione di tutti i restanti idonei delle graduatorie dei relativi concorsi, assunzione alla quale l'attuale Governo si è impegnato sia a seguito della discussione di numerose interrogazioni parlamentari, sia con una molteplicità di mozioni «bipartisan» presentate in occasione della discussione sui problemi che affliggono il mondo penitenziario;


in particolare è utile ricordare che si tratta di concorsi banditi ormai nel lontano 2003 e che per quanto riguarda i 44 educatori in attesa di assunzione, appartenendo all'ultima trance di 397 vincitori, la copertura economica è già stanziata e per costoro il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha già proceduto anche all'assegnazione delle sedi. Appare del tutto evidente, quindi, come, da un lato, ulteriori ritardi hanno già leso e lederebbero ancora più i diritti di coloro che come i 44 educatori in attesa di assunzione vedono ritardarsi ogni giorno un diritto acquisito e legittimo e, dall'altro, si aggrava ulteriormente la già insostenibile situazione che il mondo penitenziario vive a causa del tristemente noto sovraffollamento -:



se non ritenga opportuno provvedere con urgenza alla presentazione alle camere del suddetto schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il regolamento di organizzazione del Ministero della giustizia affinché siano dati i prescritti pareri e il provvedimento possa entrare in vigore.(4-11102)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11075
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 441 del 28/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 28/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 28/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11075
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 28 febbraio 2011, seduta n.441

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:





in un articolo pubblicato il 18 febbraio del 2011, la camera penale «Sardiello» di Reggio Calabria ha sollevato la questione relativa ai box destinati ai colloqui difensore-assistito esistenti all'interno del carcere calabrese;



i penalisti lamentano che le sale colloquio «sono in numero insufficiente e finiscono per impedire gli stessi colloqui tra detenuti e difensori con grave nocumento per il diritto di difesa. Si pensi che il carcere di Palmi dispone di 12 box, mentre a Reggio Calabria ve ne sono soltanto 4, sicché i difensori, spesso, sono costretti a rinunciare a recarsi nell'istituto penitenziario ben sapendo di non riuscire a effettuare, comunque, il colloquio con l'assistito per impossibilità di espletarlo nei limiti dell'orario»;



già con la lettera inviata lo scorso autunno la camera penale aveva segnalato l'anomalia consistente nel fatto che esiste uno stanziamento di 110 mila euro per il rifacimento della sala magistrati e avvocati ma che, purtroppo, non si è ancora proceduto ad affidare l'incarico per l'esecuzione dei lavori -:




se con riferimento alla mancata esecuzione dei lavori di rifacimento della sala colloqui tra avvocati e detenuti non intenda verificare l'eventuale sussistenza di profili di responsabilità disciplinari in capo ai dirigenti del Provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria i quali, già raggiunti da diffide da parte dei penalisti calabresi, continuano a mantenere sul punto un contegno omissivo;



se non intenda adottare provvedimenti urgenti volti a consentire l'immediato rifacimento della sala colloqui nel carcere di Reggio Calabria.(4-11075)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11071
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 441 del 28/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 28/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 28/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11071
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 28 febbraio 2011, seduta n.441

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

Giuseppe Reito, detenuto nel carcere di Brucoli, ha scritto una lettera pubblicata sul quotidiano La Sicilia il 18 febbraio 2011, nella quale lamenta alcuni disagi sofferti dalla popolazione detenuta nella casa di pena di Augusta, nonché l'inefficacia delle attenzioni per le sue condizioni di salute;

nella missiva è dato leggere quanto segue: «In questo istituto ci sono molti disagi. Prima di tutto non esiste un dirigente sanitario al quale rivolgersi. Il risultato è che attendo da circa un anno il mio trasferimento in una struttura ospedaliera per l'ernia inguinale di cui soffro e che ha raggiunto una certa gravità. L'acqua calda non c'è e siamo costretti a lavarci tutti i giorni con acqua gelida. La matricola non funziona. Un esempio è che non si riescono a trovare i moduli di richiesta per alcuni servizi. È così che non riesco a frequentare nemmeno la scuola e non riesco a fare domanda di trasferimento in un altro istituto. Insomma, qui succede di tutto tranne che inserirmi nella società. Da parte mia sto scontando la pena, come è giusto che sia, ma non mi sembra altrettanto giusto che venga trattato come un animale. Sono un ragazzo solo e senza nessuno che mi aiuta. Mi rivolgo a voi che siete la mia ultima spiaggia» -:

quali provvedimenti urgenti intendano adottare, nell'ambito delle rispettive competenze, affinché il detenuto Giuseppe Reito venga trasferito in una struttura ospedaliera dove potersi curare l'ernia inguinale che lo affligge da circa un anno;

se il Ministro competente non intenda adottare i provvedimenti necessari affinché ai detenuti della casa di pena di Augusta venga data la possibilità di lavarsi con acqua calda;

per quali motivi l'ufficio matricola del predetto istituto di pena non funzioni e cosa intenda fare affinché ne sia ripristinata nel più breve tempo possibile la funzionalità a pieno regime. (4-11071)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11070
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 441 del 28/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 28/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 28/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11070
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 28 febbraio 2011, seduta n.441

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'Osservatorio permanente sulle morti in carcere composto da Radicali italiani, associazione «Il detenuto ignoto», associazione «Antigone», associazione «A buon diritto», redazione «Radiocarcere» e redazione «Ristretti orizzonti», un detenuto di 37 anni si è suicidato nella casa circondariale di Velletri il 14 febbraio 2011;

Gianluca Corsi ha tagliato le lenzuola e dopo averle annodate ne ha fatto un cappio con cui si è impiccato alle sbarre della sua cella nel carcere veliterno;

l'uomo era detenuto da oltre sette mesi in attesa di giudizio, si trovava in una cella di isolamento ed era padre di una bambina piccola;

a diffondere la notizia di quello che è il primo suicidio del 2011 nelle carceri delle regione Lazio è stato il «garante dei detenuti del Lazio», avvocato Angiolo Marroni -:

per quali motivi l'uomo si trovasse rinchiuso all'interno di una cella di isolamento;

se non intenda avviare una indagine amministrativa interna al fine di accertare l'esistenza di eventuali profili di responsabilità disciplinare nella condotta del personale penitenziario che aveva in custodia il detenuto. (4-11070)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11069
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 441 del 28/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 28/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 28/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11069
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 28 febbraio 2011, seduta n.441

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, il presidente della corte di appello di Brescia ha definito la situazione del carcere lombardo «allarmante»;

in particolare, l'enorme sovraffollamento del carcere di Brescia penalizza tanto i detenuti, esposti a gravissimi disagi, quanto gli agenti, costretti a turni di lavoro insostenibili. Inoltre, all'interno della struttura penitenziaria in questione, non sono affatto rispettate le adeguate condizioni di igiene e sicurezza e per questo il carcere necessita di urgentissimi interventi di ristrutturazione;

le carenze sopra descritte appaiono lesive della dignità e dei più elementari diritti del personale e dei detenuti del carcere di Brescia -:

cosa intenda fare per ripristinare al più presto all'interno della predetta struttura carceraria le dovute condizioni di vivibilità, nonché il rispetto delle norme igieniche e di sicurezza;

quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di dare il via agli interventi di ristrutturazione di cui il carcere necessita. (4-11069)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11068
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 441 del 28/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 28/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 28/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11068
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 28 febbraio 2011, seduta n.441

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

la mattina del 14 febbraio 2011, nel carcere di Castrovillari, Vasile Gavrilas, 48enne, in attesa di giudizio con l'accusa di «concorso in omicidio», si è impiccato alle sbarre con i lacci delle scarpe;

Vasile era in carcere dal 25 ottobre 2011, quando fu arrestato assieme ai fratelli Costel e Cristinel Habliuc, di 28 e 29 anni, anch'essi romeni, con l'accusa di avere ucciso il bracciante agricolo bulgaro Angelov Krasimir, di 33 anni;

i fratelli Habliuc, durante l'udienza di convalida tenutasi nel carcere di Castrovillari, avevano risposto alle domande, fornendo la loro versione dei fatti e confermando l'avvenuto pestaggio scoppiato per delle «avances» fatte dalla vittima a una sedicenne romena, fidanzata di uno dei tre fermati. Vasile Gravilas, invece, si era avvalso della facoltà di non rispondere;

il corpo senza vita di Angelov Krasimir, originario di Vidin (Bulgaria) e residente a Cassano Ionio (Cs), era stato rinvenuto da alcuni addetti alla vigilanza del villaggio turistico di Marina di Sibari sotto un eucalipto in un'area di parcheggio adiacente alla carreggiata e posta all'entrata del villaggio turistico -:

se con riferimento al suicidio di Vasile Gavrilas intenda aprire una indagine amministrativa interna al fine di verificare l'eventuale sussistenza di profili di responsabilità disciplinare in capo al personale penitenziario che aveva in cura e custodia il detenuto. (4-11068)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11067
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 441 del 28/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 28/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 28/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11067
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 28 febbraio 2011, seduta n.441

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'Osservatorio permanente sulle morti in carcere composto da Radicali italiani, associazione «Il detenuto ignoto», associazione «Antigone», associazione «A buon diritto», redazione «Radiocarcere» e redazione «Ristretti orizzonti», un detenuto di 27 anni è morto nella casa circondariale di Chieti, in via Janni;

l'uomo si chiamava Gaetano Busiello ed era originario di Napoli. Il giovane, detenuto a Chieti da circa 4 mesi, è presumibilmente morto tra le 23 di sabato 12 febbraio 2011 e le 4 del mattino di domenica 13. Lo hanno scoperto senza vita i compagni di cella, L'autopsia chiarirà le cause del decesso, al momento l'ipotesi è quella di «infarto»;

della morte sono stati subito informati, oltre ai familiari, anche il direttore del carcere, il comandante e il magistrato di sorveglianza. Con la morte di Busiello da inizio anno salgono a 9 i suicidi in carcere e a 15 il totale dei detenuti morti: 6 di loro avevano meno di 30 anni e altri 7 un'età compresa tra i 32 e i 39 anni -:

quali siano le cause che hanno portato al decesso di Gaetano Busiello;

con quante persone il detenuto dividesse la cella al momento del decesso;

se risulti all'amministrazione penitenziaria che l'uomo soffrisse di disturbi cardiaci o di patologie di altro tipo;

se il detenuto fosse in cura presso il centro clinico dell'istituto penitenziario;

se non intendano avviare, negli ambiti di rispettiva competenza, una indagine amministrativa interna al fine di accertare l'esistenza di eventuali profili di responsabilità e/o illiceità disciplinare nella condotta dei personale aveva in cura e custodia il detenuto. (4-11067)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11066
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 441 del 28/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 28/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
28/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 28/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11066
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 28 febbraio 2011, seduta n.441

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'Osservatorio Permanente sulle morti in carcere composto da Radicali italiani, associazione «Il detenuto ignoto», associazione «Antigone», associazione «A buon diritto», redazione «Radiocarcere» e redazione «Ristretti orizzonti», un detenuto di 38 anni si è suicidato nel carcere di Pavia il 12 febbraio 2011;

l'uomo si chiamava Jon R. ed era di origini romene. Ha aspettato che i compagni di cella uscissero per l'ora di socializzazione. Una volta rimasto solo ha inalato il gas della bomboletta che viene data ai detenuti per cucinare e si è infilato un sacchetto di plastica in testa, per aumentarne gli effetti. Il giovane detenuto è morto in pochi minuti. I compagni di cella, al ritorno, lo hanno trovato steso per terra, vicino alla branda. Ormai senza vita. I medici del 118, subito allertati, hanno fatto il possibile per salvarlo, ma per il ragazzo non c'è stato niente da fare. Inutile il trasporto in ospedale;

il detenuto era arrivato nel carcere di «Torre del Gallo» un mese fa, proveniente da un altro istituto penitenziario. Era recluso nel reparto «protetti», riservato a chi deve scontare pene per reati ritenuti «infamanti» dagli altri carcerati. Infatti, l'uomo era in carcere per violenza sessuale. Non si conoscono i motivi del gesto, ma pare che da giorni fosse in uno stato di prostrazione dovuto proprio alle accuse per cui era detenuto -:

se il detenuto morto suicida fosse sottoposto ad un trattamento psicologico;

quanti psicologi siano effettivamente in servizio presso il carcere di Pavia;

se non intenda avviare una indagine amministrativa interna al fine di accertare l'esistenza di eventuali profili di responsabilità e/o illiceità disciplinare nella condotta del personale penitenziario che aveva in custodia il detenuto;

quali provvedimenti intenda adottare al fine ridurre la piaga dei suicidi all'interno delle carceri italiane. (4-11066)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04298
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 443 del 02/03/2011
Ex numero atto
Precedente numero assegnato: 4/00993
Firmatari
Primo firmatario: CASSINELLI ROBERTO
Gruppo: POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 02/03/2011
Commissione assegnataria
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 02/03/2011
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 02/03/2011
Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-04298
presentata da
ROBERTO CASSINELLI
mercoledì 2 marzo 2011, seduta n.443

CASSINELLI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il 21 novembre 2003, il Ministero della giustizia, bandiva un concorso pubblico per la copertura di 397 posti di educatore penitenziario, nell'area C, posizione economica C1;

dopo un lunghissimo iter procedurale, tale concorso si è concluso il 13 giugno 2008;

allo stato, i vincitori di tale concorso non hanno avuto notizia circa i tempi e le modalità di assunzione -:

per quali ragioni l'iter di tale concorso pubblico si sia rivelato tanto lungo e complesso e perché, ancora oggi, i vincitori non abbiano certezze sul loro futuro. (5-04298)
 
Damiano Bellucci
 
 
 

Scritto da: Damiano Bellucci
(Leggi tutti gli articoli di Damiano Bellucci)






 

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