Novembre 2016
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Interrogazioni parlamentari sul carcere dal 7 al 12 febbraio 2011


Polizia Penitenziaria - Interrogazioni parlamentari sul carcere dal 7 al 12 febbraio 2011

Notizia del 15/02/2011

in Dal Parlamento.

(Letto 2879 volte)

Scritto da: Damiano Bellucci

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ATTO SENATO
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01907
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 499 del 10/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: FLERES SALVO
Gruppo: IL POPOLO DELLA LIBERTA'
Data firma: 10/02/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 10/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01907
presentata da
SALVO FLERES
giovedì 10 febbraio 2011, seduta n.499
FLERES - Al Ministro della giustizia - Premesso che, per quanto risulta all'interrogante:
il signor Mottola si trova nella posizione giuridica di internato provvisorio presso l'ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina);
il signor Mottola è sottoposto alla misura di sicurezza detentiva provvisoria del ricovero in casa di cura e custodia applicata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro;
la fine di detta misura non è stata ancora fissata in quanto l'udienza presso il predetto Tribunale è stata più volte rinviata;
la direzione dell'ospedale pischiatrico giudiziario - di Barcellona Pozzo di Gotto ha più volte segnalato all'autorità giudiziaria competente che l'internato citato non necessita di permanenza presso il predetto ospedale;
considerato che i medici di detto ospedale psichiatrico giudiziario avrebbero indicato il Sert o il Dipartimento salute mentale quali luoghi idonei ad ospitare il signor Mottola,
l'interrogante chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del caso citato e quali siano le valutazioni di merito.
(3-01907)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10784
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 432 del 09/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: DI STANISLAO AUGUSTO
Gruppo: ITALIA DEI VALORI
Data firma: 09/02/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 09/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10784
presentata da
AUGUSTO DI STANISLAO
mercoledì 9 febbraio 2011, seduta n.432

DI STANISLAO. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

negli ultimi giorni si è verificata una vera e propria mobilitazione di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative la polizia penitenziaria della Sicilia;

in questa regione al 31 dicembre erano presenti 7782 detenuti (7597 uomini, 205 donne), con una media dell'indice di sovraffollamento attestata al 44,7 per cento. Il carcere di Piazza Armerina (151,1 per cento) è la struttura più affollata della regione (la terza in ordine nazionale), seguono Castelvetrano (108,5 per cento) e Termini Imerese (102,7 per cento). Nel 2010 nei penitenziari della Sicilia si sono registrati ben otto suicidi (4 a Siracusa, 2 a Catania Bicocca, 1 a Caltanissetta e Giarre). I tentati suicidi posti in essere lo scorso anno nei penitenziari siciliani ammontano a 124 (21 i detenuti salvati in extremis dalla polizia penitenziaria). Gli atti di autolesionismo assommavano a 549 (91 nel solo Ucciardone). I detenuti che, in tale periodo, hanno fatto ricorso in segno di protesta a scioperi della fame sono risultati essere 869. Gli atti di aggressione perpetrati in danno di poliziotti penitenziari, a dimostrazione di una pericolosa deriva violenta, sono stati in totale 36 (8 al Pagliarelli; 4 all'Ucciardone e Barcellona PG; 3 a Messina; 2 a Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani; 1 a Agrigento, Augusta, Castelvetrano, Catania B., Favignana, Giarre, Modica, San Cataldo, Sciacca);

in data 29 gennaio 2011 è stata inviata una lettera al Ministro della giustizia da parte di tutte le organizzazioni sindacali della regione Sicilia avente per oggetto lo stato di agitazione della polizia penitenziaria della regione Sicilia;

nella lettera viene rimarcato l'allarme, più volte lanciato e mai ascoltato, che fotografa un quadro devastante e preoccupante sul versante dei diritti e, ancor più, sul versante della sicurezza e dell'ordine pubblico. Altresì evidenzia come il Governo in questa realtà ad altissimo indice di pericolosità delinquenziale e criminalità mafiosa sia stato totalmente assente;

per questi motivi, le organizzazioni sindacali del comparto sicurezza hanno annunciato una serie di azioni di protesta per giungere ad una manifestazione regionale che si svolgerà il 18 febbraio 2011 davanti alla prefettura di Palermo, sede del rappresentante del Governo;

la polizia penitenziaria siciliana è in stato di agitazione perché il personale è carente di 510 unità (questo comporta turni di servizio che superano abbondantemente le dodici ore continuative); perché mancano fondi pertanto il personale penitenziario è costretto a lavorare senza percepire le indennità pari al 50 per cento dello stipendio (straordinario, incentivi, missioni, indennità); perché i mezzi e le strutture in uso sono assolutamente insufficienti e obsolete; perché c'è sovraffollamento nelle carceri (aumento della popolazione detenuta che comporta: aggressioni nei confronti del personale di polizia penitenziaria, atti di autolesionismo, suicidi, risse, e altro) perché gli alloggi del personale sono fatiscenti e non idonei e le divise sono indecorose e logore in assenza di forniture;

risulta, pertanto, evidente che la situazione è diventata insostenibile ed assolutamente emergenziale -:

quale sia la posizione del Governo dinanzi a tale situazione e cosa intenda fare per risolvere le drammatiche criticità ed emergenze che affliggono il sistema penitenziario siciliano e non solo. (4-10784)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04200
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 433 del 10/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: VANNUCCI MASSIMO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 10/02/2011
Commissione assegnataria
Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 10/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Fasi iter:
MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 10/02/2011
Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-04200
presentata da
MASSIMO VANNUCCI
giovedì 10 febbraio 2011, seduta n.433

VANNUCCI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

è nota una forte carenza di ricettività nelle carceri italiane che provoca un sovraffollamento delle strutture penitenziarie;

le cause sono indicate nella insufficienza delle strutture carcerarie, ma soprattutto nella carenza di personale e nella non funzionale distribuzione territoriale degli addetti;

nella recente relazione alle Camere, il Ministro della giustizia, nell'indicare le criticità, ha annunciato un piano per 1.800 nuove assunzioni di agenti penitenziari;

è in via di predisposizione un «piano carceri» per la realizzazione di nuove strutture;

prima delle nuove realizzazioni a giudizio dell'interrogante andrebbero verificate le potenzialità di piena utilizzazione delle sedi attuali delle carceri esistenti;

nella regione Marche esistono 8 strutture carcerarie per una popolazione penitenziaria di 1.150 detenuti circa;

nelle criticità generali le Marche rispondono meglio possibile alle necessità con una corretta gestione delle risorse umane e delle strutture;

nelle Marche, esistono 2 strutture purtroppo sottoutilizzate per carenza di personale e precisamente il carcere di Barcaglione di Ancona che ospita 35 detenuti a fronte di una potenzialità di 180 detenuti e, la ex casa mandamentale di Macerata Feltria in provincia di Pesaro - Urbino che ospita mediamente 20 detenuti rispetto ad una potenzialità di circa 60 detenuti;

sarebbe auspicabile che la struttura di Macerata Feltria diventasse formalmente «sezione di reclusione e trattamento avanzato» della Casa circondariale di Pesaro come «di fatto» già è;

la struttura di Macerata Feltria che l'interrogante conosce meglio può infatti definirsi un «gioiello» dell'amministrazione penitenziaria in quanto con un bilancio in attivo permette ai detenuti di lavorare per la produzione florovivaistica, oltre che di miele, zafferano e di altri prodotti agricoli;

il carcere di Macerata Feltria è perfettamente integrato nel territorio che riceve con soddisfazione l'intera produzione;

analoghe caratteristiche ha la struttura di Barcaglione di Ancona;

le strutture di Barcaglione di Ancona e di Macerata Feltria se dotate di adeguate forze lavorative possono contribuire alla necessità di maggiore ricettività penitenziaria -:

se il Ministro intenda dare priorità alla «ottimizzazione» delle strutture esistenti e se per le Marche intenda coprire la pianta organica per utilizzare al meglio ed in maniera completa le strutture carcerarie di Macerata Feltria (PU) anche con la trasformazione in sezione e di Barcaglione (AN) (5-04200)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10768
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 431 del 08/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: ZAMPARUTTI ELISABETTA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 08/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
08/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
08/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
08/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
08/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
08/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 08/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10768
presentata da
ELISABETTA ZAMPARUTTI
martedì 8 febbraio 2011, seduta n.431

ZAMPARUTTI, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e MAURIZIO TURCO. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

nel corso di una visita ispettiva effettuata dall'interrogante il 4 febbraio 2011, nel carcere di Lecco è emersa la presenza di 67 detenuti in un carcere la cui capienza regolamentare sarebbe di 50 posti a cui però devono sottrarsi due celle da 4 posti l'una per inagibilità; le tipologie di reati riguardano la violazione della legge sugli stupefacenti, furti rapine e di recente anche a sfondo sessuale. I soggetti extracomunitari oscillano tra il 40 per cento e si registra una presenza di detenuti italiani sempre più giovani;

una parte degli italiani risiede sul territorio e proviene da tutti i contesti sociali senza distinzione alcuna, spesso sono portatori di problematiche personali, familiari e sociali complesse, che richiedono l'intervento di professionalità di cui spesso la casa circondariale non dispone;

il lavoro del personale penitenziario è reso sempre più difficile dal sovraffollamento e dalla presenza di detenuti che spesso appartengono a circuiti diversi a cui va aggiunta la grave carenza di risorse umane e strumentali;

le condizioni sono tali per cui in celle da 1 posto sono per lo più in realtà detenute 2 persone;

vi sarebbero infatti disposizioni per cui nel caso di problemi legati allo stato di manutenzione delle celle è meglio chiuderle che ripararle vista la carenza di risorse finanziarie;

ulteriore problema riscontrato nella casa circondariale di Lecco sono gli spazi ristretti per cui non trovano spazio attività lavorative e ricreative;

il carcere di Lecco è stato oggetto di ristrutturazione nel 2005 ma già da 4 anni emergono problemi che vanno dalle infiltrazioni a quelli legati al funzionamento della centrale termica ed elettrica;

la situazione economica finanziaria è tale per cui la struttura potrà disporre per il 2011 di circa 80 mila euro a fronte di debiti pregressi di circa 200 mila euro; quanto agli esiti concreti del provvedimento cosiddetto «svuota carceri» si è rilevato che solo 1 detenuto ne ha potuto usufruire e che quindi a giudizio degli interroganti il provvedimento risulta del tutto ininfluente rispetto ai problemi di sovraffollamento -:

se e come il Ministro intenda rafforzare le professionalità di cui la casa circondariale non dispone per il trattamento di soggetti problematici, a partire da quelli più giovani;

se e come si intenda affrontare e risolvere la situazione di sovraffollamento che si è venuta a creare a seguito dell'inagibilità di alcune celle;

se e come si intenda affrontare e risolvere la situazione di gestione da parte del personale di detenuti che spesso appartengono a circuiti diversi;

quale sia la ditta che ha eseguito i lavori nel 2005 e se intenda rivalersi a fronte dei problemi che da tempo emergono nella struttura carceraria;

se e di quali dati disponga il Ministero in merito agli esiti sull'intero territorio nazionale del cosiddetto decreto «svuota carceri». (4-10768)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10765
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 430 del 07/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 07/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 07/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10765
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 7 febbraio 2011, seduta n.430

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

il 4 febbraio 2011, il sito Repubblica.it ha riportato l'appello di Angelo Provenzano, 36 anni, primogenito di Bernardo Provenzano, affinché il padre malato, detenuto in 41-bis dal 2006, sia adeguatamente e tempestivamente curato;

«Chi ha perso un padre - ha detto Angelo Provenzano - credo che possa capirmi, anche se il mio dolore non è paragonabile al suo dolore, lo ho provato a immedesimarmi nei miei coetanei che hanno perso un genitore per morte violenta. Confesso di non esserci riuscito. Penso che provino un dolore immenso, che non riesco neanche a immaginare. E mi dispiace. Ognuno di noi paga un dazio, e anche io l'ho pagato solo perché esisto e perché sono figlio di un certo pezzo di storia di questo Paese. Oggi vorrei dire: anche un pluriergastolano ha diritto di essere trattato come un essere umano. Se poi l'esistenza di mio padre dà fastidio, qualcuno abbia il coraggio di chiedere la pena di morte, anche ad personam»;

sulla scorta di una perizia diagnostica disposta dalla corte d'appello a fronte della istanza di scarcerazione per motivi di salute, l'avvocato difensore Rosalba Di Gregorio afferma che tale perizia proverebbe che Provenzano sta da tempo molto male e che si sarebbero persi mesi preziosi per tentare di salvargli la vita;

gli autori della perizia, i dirigenti della medicina legale dell'università di Ferrara, Francesco Avato, della neurologia dell'università di Pavia, Giuseppe Micieli, e dell'urologia del San Raffaele di Milano, Francesco Montorsi, chiedono che venga eseguita al più presto una scintigrafia e soprattutto una terapia, «radio o chemio». Ci sarebbe infatti alcuni valori che fanno pensare al ritorno del tumore alla prostata per cui Provenzano fu operato nel 2003, a Marsiglia, ragion per cui i periti avrebbero scritto di una «prognosi non particolarmente favorevole a breve-medio termine» (circa 2-3 anni);

dalle carte depositate in corte d'appello risulterebbe che nel giugno 2009 era stata la seconda sezione del tribunale a chiedere il ricovero di Provenzano in un centro clinico, sulla base di una relazione del medico del carcere di Novara. Ma qualche giorno dopo, sarebbe arrivato un invito del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria a riconsiderare il provvedimento. «La direzione di Novara tiene sotto controllo la situazione», avrebbe scritto il direttore del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e, quando i giudici ribadirono l'ordinanza, il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria avrebbe inviato una nuova nota, assicurando cure ed esami, sicché al tribunale non restò che revocare il ricovero;

fatto sta che ora, da quanto risulta dall'ultima perizia disposta dalla corte, secondo l'avvocato Di Gregorio «l'ombra di un tumore si è fatta minacciosa e l'ultima scintigrafia è stata fatta nel 2009»;

l'articolo 1 del decreto legislativo n. 230 del 1999 afferma che «I detenuti e gli internati hanno diritto, al pari dei cittadini in stato di libertà, alla erogazione delle prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, efficaci e appropriate»;

l'articolo 11 della legge n. 354 del 1975, al comma 2, recita «Ove siano necessarie cure o accertamenti diagnostici che non possono essere apprestati dai servizi sanitari degli istituti, i condannati e gli internati sono trasferiti, con provvedimento del magistrato di sorveglianza, in ospedali civili o in altri luoghi esterni di cura (...); al comma 5 «All'atto dell'ingresso nell'istituto i soggetti sono sottoposti a visita medica generale allo scopo di accertare eventuali malattie fisiche o psichiche. L'assistenza sanitaria è prestata, nel corso della permanenza nell'istituto, con periodici e frequenti riscontri, indipendentemente dalle richieste degli interessati»; al comma 6 «Il sanitario deve visitare ogni giorno gli ammalati e coloro che ne facciano richiesta; deve segnalare immediatamente la presenza di malattie che richiedono particolari indagini e cure specialistiche»; -:

se corrisponda al vero quanto esposto in premessa circa la gravità dell'attuale stato di salute di Bernardo Provenzano;

se corrisponda al vero che, di fronte alla richiesta avanzata nel 2009 dalla seconda sezione del tribunale di ricovero di Provenzano in un centro clinico, il direttore del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria abbia invitato il tribunale a riconsiderare il provvedimento fino a ottenerne la revoca sulla base di assicurazioni che per il detenuto sarebbero stati disposti esami e cure adeguate;

se sia noto quali cure ed esami siano stati effettuati dall'ultima scintigrafia del 2009 e, cosa intenda fare ora, nell'ambito delle proprie competenze, passati due anni dalla richiesta di ricovero in un centro clinico, per evitare che si perda altro tempo per una cura adeguata del male che dall'ultima perizia disposta dalla corte risulterebbe emergere.(4-10765)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10761
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 430 del 07/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 07/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
·         MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 07/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10761
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 7 febbraio 2011, seduta n.430

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute.
- Per sapere - premesso che:

la struttura Ospedale psichiatrico giudiziario «Filippo Saporito», sito in via San Francesco, 81031, Aversa (Caserta), dislocato in aria urbana sotto la sorveglianza del tribunale di Napoli (ufficio di sorveglianza: Santa Maria Capua Vetere), costruita nel 1881, si articola attraverso vari corpi separati ed uniti da corridoi o cortili ed ha una capienza regolamentare di 150 posti anche se ospita attualmente circa 300 pazienti (tutti di sesso maschile);

la struttura risulta in un avanzato stato di abbandono, soprattutto l'area riservata ad attività ricreative all'aperto, le condizioni igieniche sono precarie, con pazienti abbandonati a loro stessi; le stanze ospitano anche più di 6 (sei) pazienti contemporaneamente, con il rischio di creare reazioni violente fra pazienti e personale della struttura;

in queste condizioni frequenti sono gli incidenti avvenuti ai pazienti; lo scorso mese di agosto, ad esempio, un paziente ha aggredito un altro paziente, il quale ha subito un trauma cranico con una sutura di svariati punti;

il 4 gennaio 2011 all'interno della predetta struttura un paziente si è suicidato impiccandosi nella sua cella (vedi interrogazione a risposta scritta 4-10288, presentata dall'interrogante e dai suoi colleghi della delegazione radicale nel gruppo parlamentare del PD e pubblicata lunedì 10 gennaio 2011, seduta n. 414);

in relazione al citato suicidio sono state iscritte nel registro degli indagati 14 persone per omicidio colposo, tra i quali il personale in servizio in reparto, medici, psichiatri e i dirigenti della struttura, in particolare Adolfo Ferraro, direttore sanitario, e Carlotta Giaquinto, direttrice penitenziaria;

lo scorso mese di novembre i carabinieri dei Nas della commissione d'inchiesta del Senato sul servizio sanitario nazionale hanno sequestrato la farmacia dell'ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa per le «gravi irregolarità riscontrate». Il predetto sequestro è avvenuto nell'ambito dell'inchiesta sulla salute mentale. L'iniziativa di polizia giudiziaria è stata presa per l'individuazione e il rischio del protrarsi di alcuni reati, segnatamente l'esercizio abusivo della professione medica e la detenzione e l'erogazione illegali di stupefacenti;

nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, sono stati notificati avvisi di garanzia all'ex commissario straordinario dell'ASL di Caserta Ferdinando Romano e alla direttrice del dipartimento di salute mentale ex ASL Caserta 2 Tiziana Celani, per omissione d'atti d'ufficio, nonché alla direttrice penitenziaria Carlotta Giaquinto e al direttore sanitario Adolfo Ferraro per omissione d'atti d'ufficio e maltrattamenti e per truffa per assenza sul posto di lavoro -:

se, con riferimento al suicidio avvenuto il 5 gennaio 2011, sia stata avviata o si intenda avviare un'indagine amministrativa interna al fine di verificare l'esistenza di eventuali responsabilità del personale in servizio presso la struttura psichiatrica giudiziaria di Aversa;

se si intenda avviare un'indagine amministrativa interna al fine di valutare eventuali profili di responsabilità disciplinare in capo ai soggetti coinvolti nell'inchiesta condotta dalla procura di Santa Maria Capua Vetere;

quali misure amministrative i rispettivi Ministri intendano assumere, per quanto di loro competenza, in tempi immediati, per affrontare le condizioni di insostenibile degrado, di repressiva segregazione, anche laddove immotivata da diagnosi psichiatrica, di abbandono civile ed etico, cui sono sottoposti gli internati nell'ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa.(4-10761)
 
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10760
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 430 del 07/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 07/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 07/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10760
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 7 febbraio 2011, seduta n.430

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:




domenica 30 gennaio 2011, la prima firmataria del presente atto ha visitato la casa circondariale di Savona assieme ad Irene Testa (segretaria dell'associazione Il detenuto ignoto), Alessandro Rosasco e Gian Piero Buscaglia (membri del comitato nazionale di Radicali italiani) e Susanna Mazzucchelli (segretaria dell'Associazione Radicali Genova); la delegazione è stata accompagnata dal comandante Andrea Zagarella;


dalla visita ispettiva è emerso il seguente quadro:


il carcere di Savona nasce come convento e risale al XIV secolo; è una struttura vecchia, umida, male illuminata e fatiscente. In tutto ci sono 11 celle, 6 al pianterreno e 5 al piano interrato; le celle sono estremamente umide e con il wc alla turca; tutti i detenuti accedono 4 volte alla settimana ad uno spazio unico per le docce; le ore d'aria si svolgono in un cortile senza riparo (ma è l'unico luogo dell'istituto che riceve luce naturale); vi è poi una piccola palestra, una biblioteca/cineforum e una cappella; nella sala colloqui, molto angusta e senza finestre per ricevere la luce naturale, non è stato ancora abbattuto il vietatissimo muretto divisorio per cui persino i colloqui dei detenuti con i minori si svolgono in una condizione pietosa; in futuro - rassicura il comandante - questo tipo di colloqui si svolgeranno nella cappella, in attesa della messa in funzione dell'area verde;

nel carcere di Savona, il giorno della visita erano presenti 80 detenuti, di cui 5 semiliberi, a fronte di una capienza regolamentare di 38 posti; 12 di loro con condanna definitiva, 34 in attesa di primo giudizio, 15 appellanti e 14 ricorrenti in cassazione; nell'istituto si registra un pesante turn over: in un anno, infatti, entrano tra i 500 e i 600 detenuti e gli «sfollamenti» che in passato l'amministrazione autorizzava quando usi raggiungeva quota 70 detenuti, oggi sono autorizzati a quota 90; con la legge 199 del 2010, ironicamente denominata «svuotacarceri», sono usciti non più di 4 detenuti;


i detenuti stranieri sono circa il 50 per cento mentre i tossicodipendenti sono 33 (41,5 per cento);

gli agenti di polizia penitenziaria sono sotto organico di almeno il 30 per cento: gli agenti sono infatti 52 di cui 47 effettivamente in servizio, mentre 5 di loro fanno parte del nucleo traduzioni; gli educatori sono 2 così come gli assistenti sociali; i volontari - a detta del comandante - sono una bella realtà che si distingue per la dedizione di «suor Cesarina» che ha messo su un gruppo di tre persone molto presenti;


quanto alla sanità, non esiste un presidio sanitario h 24, il medico di guardia incontrato non sapeva dove fosse il defibrillatore e, comunque, in caso occorresse usarlo di notte, gli agenti in servizio non sanno come si usi né sono tenuti a farlo; quanto al personale sanitario questo è così suddiviso: un medico dirigente sanitario, 3 medici convenzionati, 1 infermiere per turno, uno psichiatra per due ore alla settimana, 1 psicologo; è in funzione un'equipe del SERT composta da un medico, un assistente sociale e uno psicologo; le visite specialistiche si svolgono tutte all'esterno;


a seguito dell'ultimo taglio al capitolo di bilancio riguardante le mercedi, in tutto il carcere lavorano solo 9 detenuti; oggi, in un istituto fatiscente come quello di Savona, la direzione ha dovuto rinunciare persino agli addetti alla MOF (manutenzione ordinaria fabbricato) che in precedenza rientravano nei progetti finanziati dal provveditorato regionale;


lo stesso angusto locale viene utilizzato per i corsi di alfabetizzazione, la scuola media, il corso di ceramica, di pittura e di canto, la musicoterapia;


i familiari in visita ai detenuti non possono portare alimenti perché non c'è personale a sufficienza per fare i controlli perciò i detenuti possono acquistare alimenti solo allo spaccio interno dell'istituto che ha prezzi molto alti; l'amministrazione non è in grado di fornire ai detenuti il necessario per pulire le celle;


nella lavanderia dove presta servizio uno dei 9 detenuti che lavorano, si è appena rotta l'asciugatrice e lenzuola, federe e indumenti di coloro che non ricevono visite da parenti, ci mettono anche una settimana per asciugarsi vista l'umidità degli ambienti;

i detenuti passano sostanzialmente 20 ore chiusi in celle dove, per il sovraffollamento, è quasi impossibile muoversi; possono fare 4 telefonate al mese; nella 2a sezione, cella n. 3, sono in 8 (7 italiani e un albanese), il gabinetto alla turca, si trova in un loculo senza finestre ed è in condizioni pietose: perde acqua e la porta non si chiude; da 25 giorni non cambiano le lenzuola; nella cella n. 4, si trovano in 7 di nazionalità albanese e marocchina; c'è pochissima luce; nella cella 5 sono tutti malati; uno di loro che è rientrato in galera per un furto al supermercato, fuori era seguito dalla Caritas; un altro è visibilmente sofferente perché dice che stanno facendo morire in un canile il suo bastardino di nome Ciro e, addirittura, gli hanno chiesto il permesso di abbatterlo; un altro ragazzo aspetta da due mesi il busto per una vertebra rotta a seguito di incidente stradale;


nella 1a sezione (quella ubicata nel seminterrato) nella cella n. 1, i detenuti affermano che dal wc alla turca escono i topi e, per questo motivo, tengono coperto il buco con una bottiglia; uno di loro (G.C.), che è alla sua prima esperienza carceraria ed è in attesa di giudizio, è inorridito «sto vivendo - afferma - la più incredibile, illogica e disumana condizione di vita che si possa anche solo immaginare», «siamo in compagnia quotidiana di topi, insetti, impianti fatiscenti, mura il cui intonaco cade a pezzi per l'umidità; i letti sono irrimediabilmente sporchi ed arrugginiti; mi sono preso una dermatite seborroica e mi sono dovuto rasare completamente la testa e a mie spese mi sono dovuto comprare una lozione al cortisone; la mia corrispondenza viene violata; il cibo puzza e chi può è costretto a comprarlo allo spaccio dell'istituto;


uno dei pochissimi aspetti positivi del carcere di Savona è l'ottimo rapporto dei detenuti con gli agenti nella casa circondariale di Savona non esiste il regolamento interno previsto dal secondo comma dell'articolo 32 della legge n. 354 del 1975: «I detenuti e gli internati, all'atto del loro ingresso negli istituti e, quando sia necessario, successivamente, sono informati delle disposizioni generali e particolari attinenti ai loro diritti e doveri, alla disciplina e al trattamento». D'altra parte la conoscenza delle disposizioni da parte dei detenuti è necessaria, visto che al terzo comma dello stesso articolo 32 si stabilisce che «essi devono osservare le norme e le disposizioni che regolano la vita penitenziaria» -:


se sia a conoscenza di quanto scritto in premessa;


in che modo intenda attivarsi e in quali tempi per superare gli evidenti problemi di sovraffollamento che si aggiungono a quelli, drammatici, di fatiscenza dell'edificio, delle celle e dei luoghi destinati alla socialità, di insalubrità di tutti gli ambienti della totale mancanza di applicazione delle più elementari norme igienico-sanitarie;


in che modo intenda ripristinare il fondo per il lavoro in carcere dei detenuti, visto che nelle condizioni attuali, solo un'estrema minoranza di loro ha la possibilità di svolgere un attività, peraltro poco qualificante, all'interno dell'istituto;


in che tempi verrà ripristinato l'organico degli agenti di polizia penitenziaria la cui carenza si ripercuote sulle attività trattamentali dei detenuti oltre che a creare enorme stress sul personale penitenziario che non può seguire normali turni di lavoro, di riposi settimanali e di ferie;


quando verrà abbattuto il muretto divisorio nella sala colloqui e allestita un'area verde per gli incontri dei detenuti con i loro figli minori;


cosa si intenda fare per vigilare affinché venga garantito il diritto alla salute dei detenuti e, urgentemente, per far sì che venga assicurato un presidio sanitario h 24, oltre che la messa in sicurezza degli ambienti, a partire dalle celle e da tutti gli altri ambienti frequentati da detenuti, agenti e personale tutto;

in che tempi verrà sanata la violazione normativa riguardante l'inesistenza di un regolamento interno all'istituto.
(4-10760)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10756
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 430 del 07/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 07/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 07/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10756
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 7 febbraio 2011, seduta n.430

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:


nei giorni scorsi alcuni sindacati di polizia penitenziaria hanno lanciato l'allarme per le condizioni di assoluta invivibilità registrate nel carcere Sant'Anna di Modena, a causa dell'insostenibile sovraffollamento;


la situazione nel predetto penitenziario è diventata difficilissima sia per gli agenti, sia per i detenuti;


l'istituto può ospitare non più di 220 detenuti ed attualmente ne ospita circa 484;


in celle nate per ospitare un solo detenuto (celle di due metri per tre e anche meno) sono ristretti fino a cinque detenuti sistemati in letti a castello che arrivano sino al terzo piano;


invece dei 226 agenti di polizia penitenziaria previsti in pianta organica, ne risultano effettivamente in servizio solo 170, il che costringe il personale a rinunciare a diritti, quali riposi e congedi per «mantenere a galla» una struttura ormai al collasso -:


se non ritenga di intervenire con le più opportune iniziative per destinare: a) un numero maggiore di agenti, sì da far fronte all'alta presenza di detenuti, che continua a crescere costantemente; b) fondi per mettere in stato di sicurezza la struttura e, di conseguenza, l'incolumità degli agenti e degli stessi detenuti.
(4-10756)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10755
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 430 del 07/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 07/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 07/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10755
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 7 febbraio 2011, seduta n.430

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa AGI del 1o febbraio 2011, un 45enne, di origini napoletane, detenuto per condanne relative a reati contro il patrimonio, ha cercato di togliersi la vita all'interno del carcere Castrogno di Teramo;

l'uomo si è stretto attorno al collo un maglione, formando un vero e proprio cappio, dopodiché lo ha assicurato alle sbarre della finestrella. Un agente di polizia penitenziaria si è accorto di quanto stava accadendo ed è entrato subito all'interno della cella, chiedendo il supporto dei colleghi, che hanno liberato il detenuto e lo hanno accompagnato in infermeria per essere assistito da uno psichiatra -:

di quali informazioni disponga circa i fatti riferiti in premessa;

se l'uomo prima di compiere il gesto abbia potuto usufruire di un adeguato trattamento psicologico;

con quante persone l'aspirante suicida condividesse la cella al momento del tragico gesto;

a quanto ammonti il numero dei detenuti che dall'inizio dell'anno hanno tentato il suicidio o che hanno compiuto gesti di autolesionismo.(4-10755)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10754
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 430 del 07/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 07/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 07/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10754
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 7 febbraio 2011, seduta n.430

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
AL Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

secondo quanto riportato dalla stampa locale, continuano gli allagamenti all'interno del carcere di Enna ove alcune celle delle sezioni detentive femminile e maschile restano inagibili, con ripercussioni sull'operato degli agenti che devono farsi carico di questi disagi; il muro che costeggia il penitenziario è inagibile da diversi anni, il che rende difficile la circolazione delle auto, con serio disagio per la cittadinanza;

le mura del penitenziario ennese sono scrostate e piene di muffa, mentre i corridoi della mensa versano in analoghe condizioni. La struttura inoltre presenta in più punti evidenti segni di deterioramento, con pareti e soffitti scrostati, intonaco distaccato e muffa;

per questi motivi gli agenti di polizia penitenziaria del carcere di Enna hanno proclamato lo stato di agitazione aggiungendo che se non riceveranno risposte concrete da parte del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria non esiteranno ad intraprendere forme di protesta pacifiche - dalla protesta di piazza ad oltranza allo sciopero bianco, al rifiuto della fruizione della mensa di servizio - sino a quando le autorità interessate non interverranno e verificheranno che poco è stato fatto e tanto si deve fare;

i sindacati di polizia penitenziaria chiedono con forza la chiusura del vecchio padiglione e l'immediata apertura di quello nuovo nonché l'invio di nuovi agenti;

a ferragosto 2010, la prima firmataria del presente atto ha visitato il carcere di Enna assieme al sindaco Paolo Garofalo e i gravi problemi sopra riportati erano stati già segnalati con precisi atti di sindacato ispettivo che, ad oggi, non hanno ottenuto risposta -:

quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di risolvere i gravi problemi in cui versa la struttura penitenziaria di Enna denunciati dalle organizzazioni sindacali di categoria;

se non si ritenga opportuno disporre l'immediata chiusura del vecchio padiglione e l'apertura di quello nuovo.
(4-10754)
 
ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/10753
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 430 del 07/02/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 07/02/2011

Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatario
Gruppo
Data firma
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011
PARTITO DEMOCRATICO
07/02/2011

Destinatari
Ministero destinatario:
·         MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA delegato in data 07/02/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10753
presentata da
RITA BERNARDINI
lunedì 7 febbraio 2011, seduta n.430

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:


secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ANSA del 3 febbraio 2011, di notte il carcere di Favignana, all'interno del quale sono reclusi circa 150 detenuti, è affidato alla vigilanza di due sole unità di polizia penitenziaria;


secondo quanto dichiarato dal vicesegretario generale del sindacato di categoria Osapp, Mimmo Nicotra, non si comprende per quale motivo il direttore disponga del contingente addetto alla navale, che oggi conta 20 unità, di cui 4 nel ruolo di ispettore, e nessuna di queste venga impiegata presso la struttura. Peraltro, delle 2 motovedette in dotazione, solo una è operativa. Quindi il personale «navale» non ha momentaneamente impiego completo. «Ecco perché facciamo appello al capo del Dap e al Provveditorato della Regione: non possiamo permetterci, soprattutto in Sicilia, di non impiegare al meglio il personale della polizia penitenziaria» -:



per quali motivi nessuna unità del contingente addetto alla navale venga impiegata all'interno del carcere di Favignana;


se non intenda adottare provvedimenti urgenti al fine di aumentare l'organico degli agenti di polizia penitenziaria assegnati presso la predetta struttura penitenziaria. (4-10753)
 

Damiano Bellucci

 

 


Scritto da: Damiano Bellucci
(Leggi tutti gli articoli di Damiano Bellucci)






 

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