Febbraio 2017
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Intervista di Consolo a Il Foglio: Un piano per dare dignità e speranza a ciascun detenuto


Polizia Penitenziaria - Intervista di Consolo a Il Foglio: Un piano per dare dignità e speranza a ciascun detenuto

Notizia del 20/09/2016

in Ma mi faccia il piacere ...

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Scritto da: Uomo Qualunque

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Ho appena finito di leggere un articolo apparso sabato diciassette settembre su Il Foglio e ancora non riesco a riprendermi da un forte senso di disorentiamento. Si tratta di un lungo articolo che descrive le tante cose già fatte (!!?!?) dal Capo del DAP Santi Consolo che, tra l'altro, preannuncia di avere "un piano per dare dignità e speranza a ciascun detenuto”.

Leggi l'articolo completo: IL CARCERE UTILE

Consolo non usa mezze parole e illustra il suo piano: 

“C’è un detenuto che ha delle abilità? Lo utilizzo nel lavoro detentivo. Piastrellista, idraulico, fabbro, etc ... in tanti si possono occupare della manutenzione ordinaria.” 

E poi aggiunge:

“Se non ha abilità, una volta libero l’unico sbocco sarà tornare a delinquere”.

La prima cosa che mi è venuta in mente leggendo queste amenità è che, allora, sarebbe necessario chiedere alla magistratura e alle altre forze dell’ordine di accertarsi se la persona che stanno per arrestare abbia o meno delle abilità, altrimenti come facciamo noi in carcere ad utilizzarlo? Se ha abilità gli facciamo fare il piastrellista (è noto che in Italia c’è una fortissima richiesta di piastrellisti, un lavoro altamente risocializzante) se non le ha ... è chiaro che poi tornerà a delinquere.

Poi il giornalista, e Consolo, proseguono.

“Il Capo del DAP snocciola nuovi esempi. Stiamo ragionando sull’autoproduzione del vitto. Possiamo produrre uova, carne, cibo sano e biologico, facendo lavorare i detenuti anziché rivolgerci a ditte esterne.”

E poi ci sono le scarpe prodotte a Pescara, gli ortaggi e le borse di Venezia Giudecca, le autofficine a Milano e Avellino.

“Fin qui il ragionamento è lineare. Si può condividere o meno, ma l’obiettivo è chiaro a tutti”,  sentenzia il giornalista.

Io invece continuo a non capire. Piuttosto, avrei chiesto a Consolo di spiegare i dati sul lavoro in carcere.

Le statistiche ufficiali del DAP dichiarano che solo il 2,4% delle persone detenute è impiegato in lavori in cui si ha modo di imparare davvero qualcosa. Della rimanente popolazione detenuta, il 22,6% fa lo scopino e il porta-vivande (altri due lavori altamente risocializzanti) e l’altro 75% non fa niente tutto il giorno.

Ma mi rendo anche conto che, probabilmente, sarebbe inutile chiederglielo ... 

Il problema, infatti, non è il Consolo di turno, che ha soltanto la “colpa” di essere l’ultimo Capo DAP in ordine di tempo ... sono decenni che il DAP produce solo recidiva e di "piani" non se ne sono mai visti e non se ne vedono.

Il DAP vive, e ha sempre vissuto, di emergenza: si affronta solo il quotidiano senza uno straccio di progettazione a media o a lunga scadenza. Del resto come dimenticare la parole di Tamburino: Il lavoro in carcere serve solo per passare il tempo e guadagnare quattro spiccioli!

Purtroppo, nel frattempo si susseguono generazioni di dirigenti sempre peggiori di quelle precedenti ... ed è tutto dire.

Sulla stampa, sulle televisioni, su internet si continuano a leggere soltanto le solite dichiarazioni costruite su casi parziali, parzialissimi, “snocciolate” dai soliti giornalisti poco informati, forse anche un po’ amici. Per anni in Italia, stando a quel che hanno scritto o riportato i giornalisti, abbiamo avuto due o tre carceri: Milano Bollate con i cavalli risocializzanti, Roma Rebibbia con un progetto all’anno e il carcere di Volterra con il teatro e  il ristorantino.

Oggi, forse, se ne sono aggiunti altri tre o quattro, ma delle carceri reali, quelle vere, ancora nessuno parla.

Eppure Consolo ci dice spesso che i giornalisti in carcere ci debbono entrare ... e ci entrano! Centinaia di giornalisti l’anno che l’Ufficio Stampa e Relazioni Esterne autorizza all'ingresso …

Noi ci siamo quasi stancati di cercare di far comprendere a Consolo e al suo Ufficio Stampa che per curare le relazioni pubbliche e per far conoscere all'opinione pubblica la realtà delle carceri non è sufficiente autorizzare la stampa ad accedere nei penitenziari!

Alla fine, ho smesso di leggere l’articolo dopo una pagina e mezza e non riesco proprio ad andare oltre. Davvero non riesco a continuare a leggere. Magari Consolo avrà proseguito spiegando sul serio il suo piano e magari avrei constatato che è un piano che funziona davvero ... ma ho la fondata sensazione che era assolutamente inutile andare avanti.

Sarei felice di sapere, almeno, che Consolo in cuor suo sa bene di dire tante banalità, che sta soltanto facendo un pò di public relation personali, che in fondo sta solamente facendo il suo lavoro di Capo DAP ... quello di cercare di meritarsi i tanti soldi della retribuzione, dicendo a tutti che il DAP ha "un piano".

Tanto dopo potrà sempre dire che "il piano" non glielo hanno fatto realizzare.

E pur tuttavia, alla fine, un dubbio mi assale: ... e se Santi Consolo a certe cose che dice ci credesse veramente?

 

 

Leggi l'articolo completo: IL CARCERE UTILE di Riccardo Lo Verso - Il Foglio, 17 settembre 2016

Il lavoro in carcere serve solo per passare il tempo e guadagnare quattro spiccioli: parola di Tamburino

 

 


Scritto da: Uomo Qualunque
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Commenti Commenti dei lettori

n. 15


Il nostro Corpo è morto. Penso che mi darò alle pompe funebri, con tutti questi Corpi disciolti o accorpati, hai voglia a lavorare! ih ih ih ih ih

Di  Becchino  (inviato il 28/09/2016 @ 12:53:11)


n. 14


Dott. Consolo la prego rifletta un attimo. Se è come dice il Procuratore Ardita, la invito a riflettere molto.
Un rubagalline non cambia, figurarsi un mafioso affiliato con un rito ben preciso (dentro e fuori dal carcere). Affiliazione dalla quale non si può uscire se non con la morte.
Un siciliano queste cose le sa



Di  Mario  (inviato il 27/09/2016 @ 18:26:35)


n. 13


Grande magistrato Sebastiano Ardita.
Lavoriamo in tanti all'alta sicurezza da molti anni e non possiamo dargli torto.
Magari sarà un modo per aggirare molti ostacoli "ostativi".


Di  Salvo  (inviato il 27/09/2016 @ 18:09:19)


n. 12


Egregio dott. Ardita,
se ne faccia una ragione, andrà come deve andare. Niente e nessuno cambierà il corso di questa rivoluzione. Più chiaro di così si muore.

Concordo pienamente con Lei in tutti i passaggi dell’intervista, ma ciò non basterà a stoppare ciò che è già stato deciso da menti raffinatissime e competentissime, molto più raffinate e competenti delle nostre (....capissi ammìa dutturi!).

Intanto che si divertono a sperimentare, prendiamo timpulate, sputazzate a gratìs e qualche volta pure cauci ‘ndò cul....a livello nazionale (quasi guinness record).

Il DRIBBLING è iniziato con la scusa della sperimentazione (banale, molto banale devo dire). Infatti molti pur accorgendosi di ciò che sta accadendo negli istituti, magari si lamentano ed anche scandalizzano, ma nulla più (chisti semu…surdi, muti e orbi!).
Intanto sono stati superati, aggirati, molti che come Lei avevano proposte lodevoli di essere prese in seria considerazione, non ultimo il dott. Gratteri, messo fuori gioco con un cartellino rosso grande quanto la casa di mio nonno Tindaro. Con un movimento sinuoso e scattante sono pure riusciti a non commettere falli (fino ad ora!). Minc….chi sunnu bravi!!!

Le confesso che la sua intervista rappresenta un buon motivo per tutti noi nel continuare a lavorare e magari sperare che le cose prendano una strada diversa….ma la vedo dura!
Da Siciliano doc, francamente penso che "vossìa canciau culuri CON QUESTE PROSPETTIVE".
Ammìa mi rizzaru i canni!
Faranno più danni dò “vintottu Dicembri”...., giusto per ricordare il terremoto dell'8

p.s. Quasi dimenticavo, AUGURI dal profondo del mio cuore dott. Ardita per tutto.
Con profonda ed immutata stima.

Di  Tindaro  (inviato il 27/09/2016 @ 18:02:37)


n. 11


avete letto l'intervista al dott. Ardita??
con la nuova riforma del genio sig. Ministro, non solo si ufficializza la circolare di consolo sulla vigilanza dinamica ma la si estenderà anche agli A.S.!!!



Di  Antonio  (inviato il 27/09/2016 @ 14:17:01)


n. 10


E' assurdo che in un Paese che si autoproclama "civile e democratico", si provveda in men che non si dica ad istituire la figura giuridica del "garante nazionale dei detenuti", oltre i vari "garanti regionali" (ci sarebbe da capire con quali e QUANTI soldi sono pagati), e non si istituisca tale figura anche a garanzia di tutti gli operatori di polizia...

Sostenere che il sistema vada riscritto da zero è il minimo, ed è per questo e tanti altri motivi che è necessaria ora più che mai una forte azione di protesta di tutto il personale di polizia penitenziaria.

Di  Pasquino  (inviato il 26/09/2016 @ 15:12:54)


n. 9


vabbè.
più parlo con poliziotti, comandanti, direttori ed educatori, più mi convinco che la vigilanza dinamica è materialmente impossibile da effettuare con gli organici attuali di polizia, soprattutto, e di educatori.
Antonio

Di  Antonio  (inviato il 22/09/2016 @ 16:05:42)


n. 8


ho appreso che i direttori tra poco saranno valutati sulla base di un calcolo numerico. Più detenuti metteranno fuori (art.lo 21 ) più punti prenderanno. In sintesi coloro che la pensano più o meno come noi saranno irrimediabilmente TROMBATI. Questo è un regime. Il regime dello stato di IPOCRILANDIA.

Di  Anonimo  (inviato il 21/09/2016 @ 20:26:31)


n. 7


scusatemi, ho trovato altre info utili.
estratto da circolare Consolo 355603 del 23/10/2015:

"Nei reparti aperti e nei luoghi dedicati alle attività trattamentali il personale in servizio potrà
attestarsi all'ESTERNO delle sezioni e saranno attivate modalità e procedure di controllo indirette e variabili, SENZA la necessilà di presidi stabili nei reparti e nei luoghi di pertinenza.

Come noto tale modalità configura la vigilanza dinamica termine che ben rappresenta la scelta
di non presidiare costantemente gruppi di persone adeguatamente selezionati. L'apprezzata
responsabilità ed affidabilità e l'occupazione in attività svolte con altri operatori sia
penitenziari che di altri enti pubblici e privati oltre che di volontari, consente di meglio
utilizzare il personale di polizia coadiuvato da strumenti di controllo remoto.

La progettazione che viene richiesta in tali casi dovrà prendere in esame la possibilità di
sostituire i tradizionali presidi fissi che verranno mantenuti in quei posti di servizio strategici
in quanto considerati snodi di comunicazione e di controllo ineliminabili. o in fasce orarie più
delicate, con PATTUGLIE ITINERANTI con il compito di svolgere le perquisizioni, l'immissione ai
passeggi, le operazioni di conta, le ispezioni.

Si ribadisce pertanto quanto già disposto in ordine alla necessità di attivare una commissione
interprofessionale, coordinata dal Direttore delristituto e composta dal Funzionario
responsabile dell'Area educativa e dal Comandante del Reparto. che, sulla base delle presenti
direttive, configuri i vari presidi di sicurezza ritenuti necessari.

Si sottolinea inoltre l'importanza di trasporre tale progetto in disposizioni di servizio e tabelle
di consegna aggiomate e coerenti con il nuovo disegno operativo per le evidenti responsabilità
che ne discendono ma ancor p1ima per renderne perfettamente a conoscenza il personale
penitenziario e rendere chiari gli obiettivi della presente lettera circolare".

Di  Antonio  (inviato il 21/09/2016 @ 10:05:11)


n. 6


ciao Off. sono un civile, ma chiedo per mia utilità.

leggo nella circolare di Tamburino "E' necessario che, con questa diversa organizzazione, gli agenti non rimangano più da soli a svolgere complicate, e a volte rischiose, operazioni né assumano responsabilità eccedenti rispetto ai compiti loro affidati, come sarà in seguito chiarito".

quindi, chiedo a chi conosce le altre ulteriori eventuali circolari: in rfegime aperto, occorre prevedere comunque una postazione agenti all'interno di ogni sezione anche con TVCC e automazione cancelli?
non basta una sola presidiata con più poliziotti alla rotonda o al nodo?

Di  Antonio  (inviato il 21/09/2016 @ 09:49:38)


n. 5


Egregio dott. Consolo se Lei volesse davvero far parlare di se e colpire l'opinione pubblica ancor più positivamente, iniziasse a parlare anche di noi, della nostra storia e della nostra immensa esperienza che oggi purtroppo molti velatamente rinnegano.
Mi sarei seduto volentieri ad uno di quei 15 tavoli, per cercare di spiegare bene chi siamo e cosa abbiamo imparato a fare in tutti questi anni di lunga carriera, sostituendoci spesso ad (educatori, psicologi, infermieri, medici, direttori, ragionieri, cappellani ecc).
Ricordo un periodo della mia carriera dall'88 in poi. Andavamo in traduzione con i Carabinieri. Alcuni anni dopo furono affidate definitivamente a noi. Fu la rivoluzione, l'apocalisse, una guerra a livello nazionale! Erano abituati ad essere gestiti in altro modo i nostri utenti, ma con noi purtroppo non se la passarono bene. Ancora oggi è così. NESSUNO VUOLE PARLARNE?
In tutti questi anni mai nulla mi è andato storto, sarò stato fortunato. Può essere.
Mai un fascicolo smarrito, mai oggetti di valore o soldi contanti persi, mai fatto sconti a nessuno (soprattutto a quei detenuti che tentavano di sottomettere la scorta con comportamenti tipici del mafioso di razza).
Ma questo è solo uno dei 974561456101510850 dei tanti ricordi!

Molti colleghi che non operano in carcere dovrebbero mettersi bene in testa che la loro esistenza in taluni uffici, annessi quelli che definiscono magici è il frutto di ciò che parte ed accade nelle galere (anche sui mezzi blindati o nelle aule di giustizia).
Lo dico solo per ricordare a quanti non lavorano in istituto che bisogna avere massimo rispetto anche in occasione di interviste pubbliche o dichiarazioni alla stampa, per evitare risentimenti o peggio indifferenza e crescente distacco per la Istituzione servita.
Se Dio vuole il meritato riposo, conto i mesi. Per ora smaltiamo il congedo.
Sentiti abbracci a tutti.

p.s. Per Antonio commento N.3 concordo pienamente con te. Il lavoro in carcere è necessario, ma con una adeguata vigilanza, prediligendo l'elemento umano (che ascolta ed annusa) e non della sola telecamera. Quest'ultima semmai la lascerei come supporto aggiuntivo al collega, non si sa mai.

Di  ▬▬▬Off  (inviato il 20/09/2016 @ 19:35:39)


n. 4


Conosco dirigenti che fanno a gara per farsi belli con il provveditore. Soprattutto coloro i quali sono stati trombati in passato da altri loro stessi colleghi direttori e provveditori. Sarebbero capaci di tutto pur di fare carriera e monetizzare con gli obiettivi di gestione, annesso con un piano delle performance che faccia parlare la regione o se volete la nazione.
Purtroppo a farne le spese siamo noi, occorre dirlo.

Parola d'ordine dunque è fare stare bene i detenuti con il NUOVISSIMO CONCETTO di detenzione che si è riempito di contenuti (dicono loro), con collaborazioni esterne che giungono da tutto il mondooo! Macchè!!!
Io penso che l'unica cosa che abbiamo riempito sono i corridoi dei reparti detentivi, le salette della socialità, dove spesso succedono eventi critici CHE NOI E SOLO NOI gestiamo, con le risorse presenti in quel momento. E mai un grazie.
Allora diciamo che coniugare ECONOMIA e NUOVA CONCEZIONE DELLA DETENZIONE, a volte a qualcuno riesce, altre volte invece sono solo chiacchiere e nulla più. Tutto è fatto sulle nostre spallucce e sulla scorta della nostra buona volontà.
Ricordo quanta fatica dovetti fare in quel periodo in cui si stra-parlava di BENESSERE ORAGANIZZATIVO.
Qualcuno ne ha più sentito parlare?
Io no, e nessuno me lo venga a chiedere nuovamente.
Quanto tempo ho sottratto alla mia cara bambina in quel periodo.......

Di  Becchino  (inviato il 20/09/2016 @ 18:01:28)


n. 3


far lavorare i detenuti è essenziale per scongiurare recidive ma ritengo a tal fine adeguate le attività routinarie e pianificabili come quelle agricole e manifatturiere; assolutamente antieconomiche, invece, le attività saltuarie e diversificate.

quindi ok a pomodori, pane e scarpe, no a riparazioni di tetti ed impianti.

Di  Antonio  (inviato il 20/09/2016 @ 16:43:26)


n. 2


Infatti, è inutile commentare questa notizia, si commenta da sola.

Di  Buddàciu  (inviato il 20/09/2016 @ 16:17:23)


n. 1


prima bisogna dare dignità alla polizia penitenziari , siamo arrivati alla frutta , e basta con qusta ipocrisia .

Di  dex2  (inviato il 20/09/2016 @ 13:55:12)




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