Novembre 2016
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Novembre 2016  
  Archivio riviste    
Isola dell''Asinara: il campo di prigionia per i militari austro-ungarici della prima Guerra Mondiale


Polizia Penitenziaria - Isola dell''Asinara: il campo di prigionia per i militari austro-ungarici della prima Guerra Mondiale

Notizia del 03/01/2016

in Memoria del Corpo

(Letto 269 volte)

Scritto da: Redazione

 Stampa questo articolo


Oggi è un paradiso per turisti dalla natura selvaggia ed incontaminata, giustamente eletto a Parco Nazionale e Area Marina Protetta. Ma già all’arrivo nel piccolo approdo di Cala Reale si comprende che, per secoli, questa piccola isola ad un tiro di schioppo da Stintino è stato un inferno.

La riscoperta dell’album intitolato “I prigionieri di guerra austriaci all’Asinara. 18 dicembre 1915-24 luglio 1916”,conservato all’Archivio centrale dello Stato e pubblicato a cura di Assunta Trova e Giuseppe Zichi, con analisi delle immagini di Salvatore Ligios, lo conferma e contribuisce a ricostruire un episodio buio e prontamente rimosso dalle cronache della Grande Guerra, passato alla storia come  “I dannati dell’Asinara”. 

Libro: I dannati dell’Asinara. L’odissea dei prigionieri austro-ungarici nella prima guerra mondiale

 

L’album, pubblicato da EDES Editrice Democratica Sarda col titolo “Asinara, isola piccola Grande Storia – Prigionieri e Profughi della Prima Guerra Mondiale” (in distribuzione a breve) si compone di 51 fotografie, 11 fra piantine, mappe e cartine, grafici e disegni. Il materiale originale è in mostra a Sassari, dal 27 ottobre, presso i locali del dipartimento di Scienze Politiche dell’Università in viale Mancini.

Nota soprattutto per le vicende recenti del Supercarcere in realtà “ Fin dal 1885 — scrivono gli autori — l’Asinara venne considerata alla stregua di un luogo nel quale lo Stato poteva esercitare ogni sorta di diritto. Cacciata l’intera popolazione (qualche centinaio di individui), vi venne così creata una stazione internazionale di quarantena marittima, destinata ad evitare la diffusione di malattie contagiose, e contemporaneamente una colonia penale agricola all’aperto. Per gli abitanti dell’isola non ci furono le contropartite attese”. Un’abitudine, quella delle servitù e dell’uso spregiudicato, da parte dei militari, del nostro territorio che ha radici antiche.

L’episodio, che i documenti ritrovati aiutano a descrivere, fa parte della storia della prima guerra mondiale. Le vicende belliche portarono alla cattura, da parte dei serbi, di circa 60.000 prigionieri austro-ungarici. Un numero impressionante ingestibile nei campi di prigionia di quello stato. Questo costituiva un grosso problema da risolvere in fretta. L’Italia, che mirava ad assicurarsi un ruolo guida nei Balcani, riuscì a farsi assegnare la gestione dell’emergenza, salvo poi dimostrarsi del tutto impreparata ad amministrare in maniera adeguata il problema.

Infatti ad ondate successive e in sole otto settimane 24.000 prigionieri raggiunsero la piccola isola dell’Asinara.Altri sbarcarono nelle settimane successive. Più di 1.500 uomini morirono durante il viaggio, molti altri arrivarono stremati e già segnati dalle malattie. Era l’anno1916 e in sole due settimane morirono più di 1.300 prigionieri per arrivare a 7.000 decessi nei primi tre mesi di prigionia.

Carcere Asinara: prima Guerra Mondiale, campo di prigionia per militari austro-ungarici Carcere Asinara: prima Guerra Mondiale, campo di prigionia per militari austro-ungarici
Carcere Asinara: prima Guerra Mondiale, campo di prigionia per militari austro-ungarici Carcere Asinara: prima Guerra Mondiale, campo di prigionia per militari austro-ungarici

Le testimonianze storiche raccontano di un’isola con strutture largamente insufficienti ad accogliere una così imponente popolazione, sferzata dal gelido maestrale e con una cronica penuria d’acqua potabile. Questi disperati, già provati dalla guerra, dalla fame e dalle malattie vennero ammassati dentro rifugi di fortuna, in precarie condizioni igieniche, facilitando in tal modo il diffondersi dell’epidemia di tifo e di colera che non risparmiò nemmeno i loro carcerieri.

Le foto ritrovate, che sembrano degli “Autochrome” (tecnica che si andava diffondendo in quegli anni) o, come ipotizza Salvatore Ligios, originali in bianco e nero acquerellati a mano lasciano solo vagamente intuire il dramma che si svolse nella piccola isola. “La messa in posa – si chiede Ligios nella sua analisi delle immagini – era una libera scelta del fotografo oppure l’esecuzione di un ordine del superiore militare o del responsabile sanitario? Il fotografo era un libero professionista o un militare addetto alla documentazione ufficiale? Che fine hanno fatto gli scatti che non sono entrati nella selezione?”.

Condivido con lui il sospetto che quelle immagini registrassero solo la realtà presentabile, controllate com’erano dalla censura militare che, già dalla guerra in Crimea, aveva messo a punto le strategie di comunicazione. E’ infatti emblematica la storia del fotografo Roger Fenton, inviato dal governo britannico nella carneficina dell’assedio di Sebastopoli. Fenton, considerato il primo vero fotografo di guerra, ebbe dai militari pochi e chiari ordini: non fotografare i morti, i mutilati e gli ammalati. Possibilmente ritoccare le foto perché rappresentassero una realtà di comodo. Così — scrisse Susan Sontag — “Fenton si limitò a rappresentare la guerra come una dignitosa scampagnata per soli uomini”.

Anche le foto dell’album paiono non sfuggire alla regola della messa in posa studiata per rappresentare un’apparente e rassicurante normalità. Solo l’elenco dei morti, scrupolosamente compilato, dà conto dell’orrore della vicenda. Ma se non ci limitiamo a guardare quelle immagini dal delicato stile pittorico, se le osserviamo con occhio critico e con il conforto della storia, vedremo che, anche cercando di tenete distante la morte e la sofferenza con inquadrature in campo lungo, il fotografo riprende particolari rivelatori, come le tendopoli dove, in pieno inverno, erano stipati i prigionieri.

di Enrico Pinna - sardiniapost.it

 


Scritto da: Redazione
(Leggi tutti gli articoli di Redazione)






 

Ultime Notizie Le ultime foto pubblicate
La nuova Legge che obbliga i Poliziotti a riferire ai propri superiori le indagini giudiziarie
In arrivo un bando di gara per la fornitura di circa diecimila braccialetti elettronici
Dal carcere di Padova detenuto gestiva traffico di droga in Sicilia con computer e pizzini
Comune di Catanzaro denuncia il DAP per 242 mila euro di risarcimento
Intimidazione ad Agente penitenziario: incendiata la sua auto a Rosolini
Andrea Orlando: il carcere di Sassari migliore della media nazionale, un carcere di qualità
Tre detenuti devastano una cella di Orvieto e feriscono un Poliziotto penitenziario
Porta hashish al figlio nel carcere di Viterbo ma viene scoperta dai cinofili della Polizia Penitenziaria


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 Foto della Polizia Penitenziaria Inviaci le tue!

Più di 1.300 ricevute in un anno!

 


Commenti Commenti dei lettori
Nessun commento trovato.



Scrivi un commento Scrivi un commento

Testo (max 1000 caratteri)

Nome

Link (Visibile a tutti)


Email (Visibile solo dall'amministratore)


Salva i miei dati per futuri commenti

Ricevi in email la notifica di nuovi commenti

I commenti sono moderati. Il tuo commento sarà visibile solo quando approvato.
Il seguente campo NON deve essere compilato.



Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.

54.205.43.70


Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Le tristi notti del poliziotto penitenziario cinquantenne

2 In ricordo di Roberto Pelati, ex atleta del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre colpito da una grave malattia e scomparso prematuramente

3 Un lutto improvviso: ci lascia Andrea Accettone, collega, segretario, come un fratello

4 I veri nemici della Polizia Penitenziaria

5 Poliziotti penitenziari che lavorano negli uffici: pochi, troppi o adeguati?

6 Come mi mancano gli Agenti di Custodia … allora non c’erano suicidi tra di noi … perché?

7 Tre buoni motivi per cui la Polizia Penitenziaria non può essere sciolta come la Forestale

8 La protesta dei poliziotti di Rebibbia e gli starnuti del RE

9 La protesta di Rebibbia: il Dap preannuncia trattativa sugli organici intra ed extra moenia

10 Razionalizzazione del personale: pure quello informatico però





Tutti gli Articoli
1 Assunzioni in Polizia Penitenziaria e scorrimento graduatorie: Governo rifiuta gli emendamenti Ferraresi (M5S)

2 I NAS dei Carabinieri chiudono la mensa del carcere di Terni

3 Quindici colpi di pistola contro il Poliziotto penitenziario: le prime indagini dei Carabinieri

4 Informativa DAP: ai mujaheddin kosovari è arrivato ordine di attaccare l''Italia

5 Polizia Penitenziaria e Carabinieri arrestano due persone pronti a sparare e con targhe contraffatte

6 Morì sotto il furgone della Polizia Penitenziaria: per la Procura responsabili autista e gli operai del cantiere

7 Detenuto in permesso premio sequestra, rapina e violenta una ragazza in un ufficio pubblico

8 La nuova Legge che obbliga i Poliziotti a riferire ai propri superiori le indagini giudiziarie

9 Sparatoria tra Poliziotto penitenziario e macedone: lite scoppiata per motivi sentimentali

10 Dal carcere di Padova detenuto gestiva traffico di droga in Sicilia con computer e pizzini


  Cerca per Regione