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La bomba anagrafica - Prima parte


Polizia Penitenziaria - La bomba anagrafica - Prima parte

Notizia del 01/07/2013

in Houston abbiamo un problema

(Letto 3379 volte)

Scritto da: Nuvola Rossa

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Cari vecchi agenti di custodia, ai vostri tempi non esisteva l’Unione Europea con le sue soffocanti direttive, non esisteva il pareggio di bilancio in Costituzione, , né lo sforamento del patto di stabilità. Potevate andare in pensione con 20 anni di servizio, anzi come ripeteva ossessivamente l’appuntato Caputo (ormai in pensione da 30 anni): Ann’ha passà sti 19 anni, 6 misi, e 1 juorno.

Oggi ci si scandalizza per aver permesso di andare in pensione tanti agenti con appena 20 anni di servizio, e comunque non oltre i 25 anni di servizio. Ma io dico: scandalizzarci per che cosa? Il lavoro dell’agente di custodia, prima dell’entrata in Europa (con tutte le sue maledette indicazioni di bilancio che stanno soffocando l’economia degli Stati che hanno perduto la loro sovranità) era considerato, in una scala di lavori usuranti, al 2° posto dopo i minatori. L’andare in pensione dopo 20 anni aveva una sua logica umana. Il servizio degli agenti di custodia, sottoposti nel tempo ad elevato stress, stando a contatto da 10 a 16 ore al giorno con i detenuti, prestando servizi in qualsiasi condizione climatica, all’addiaccio, con 8 – 9 notti al mese e senza riposi o con un riposo al mese (avete mai visto un brogliaccio degli anni ’50, non esistevano i riposi se non per il Comandante) e con pochissimi momenti liberi, riduceva l’agente dopo 20 anni di servizio, ad un sessantenne nell’aspetto, con rughe a zampa di gallina agli angoli degli occhi e con un invecchiamento precoce frutto di un mix di stress, cattiva qualità della vita e del servizio, correnti d’aria, sottoposizione continua a caldo – freddo nei turni di sentinella, disciplina esasperata, violenza…

Prima dell’invenzione Europea i nostri tanto vituperati politici della 1^ Repubblica avevano capito che il lavoro dell’agente di custodia era un lavoro che anagraficamente non si poteva più fare oltre i 42, 45 anni. Non era possibile allora, infatti, prevedere cinquantenni in servizio, e in effetti una vecchia norma prevede ancora l’esonero dei turni notturni (a contatto con i detenuti) una volta raggiunto il traguardo anagrafico dei 50 anni.

Fino ad una trentina di anni fa, era veramente difficile trovare cinquantenni in servizio. In ogni carcere se ne trovava uno, forse due che avevano raggiunto il 50° anno di età. Questi venivano immediatamente esonerati dalle notti (spesso anche prima dei 50 anni) e sembravano i padreterni in mezzo a tutti quei giovani agenti appena usciti dalla Scuola di Formazione, o ogni tre mesi dai corsi di Ausiliari.

Oggi, grazie alle riforme pensionistiche che si sono susseguite non c’è più differenza tra un lavoro usurante ed uno d’ufficio; esistono solo i problemi di bilancio, il taglio della spesa pubblica, il turn over e tanti altri artifizi finanziari che non tengono in considerazione il fattore fisico e umano del nostro lavoro.

Per andare in pensione devi avere 40 anni e qualcosa di contributi e ce ne infischiamo se a 50 anni (così come lo eri a 20) sei ancora nel Reparto detentivo con il detenuto che ti chiede se può telefonare o come mai ancora non ha il nulla osta per i colloqui con la convivente, che vuole fare la doccia ma quel giorno non spetta a quel piano, che vuol passare un piatto di pasta da una cella all’altra quando i lavoranti sono chiusi, che per una sigaretta negata rompe il lavandino della cella e si squarcia le braccia gettandoti il sangue addosso, come se gli fosse stato negato un diritto. E’ vero, oggi, rispetto al passato turni notturni ne facciamo di meno grazie agli accordi sindacali che prevedono il contributo al SAT delle c.d. cariche fisse, ma è pur vero che affrontare un turno notturno a 50 anni è impresa assai ardua.


Scritto da: Nuvola Rossa
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Commenti Commenti dei lettori

n. 12


nato scoglio tutta la mia solidarietà , il pobblema non è chi ha diritto ad usufruire i benifici specialmente in casi come il tuo e di tanti checonosco
personalmente , cosa passano in sacrifici e sofferenza ci mancherebbe altro . il vero pobblema e la carenza di personale .
spero con tutto il mio cuore che tua sorella possa guarire e che possa tornare il sorriso sia te che a tutta la tua famiglia, con vera sincerità .
uno nessuno quarantaquattromila

Di  Anonimo  (inviato il 02/07/2013 @ 22:43:59)


n. 11


mia sorella ha il cancro, prendo i tre giorni al mese. Vi posso assicurare che preferirei lavorare senza riposi per tutto il tempo che mi resta da lavorare per evitare di incrociare il suo sguardo sofferente. Fate attenzione!!! Bravo nuvola.

Di  nato scoglio  (inviato il 02/07/2013 @ 21:52:22)


n. 10


questo blog serve anche per esplicitare le carenze che nessuno magari ascolta .

Di  Anonimo  (inviato il 02/07/2013 @ 17:03:59)


n. 9


Si, hai ragione penso proprio che il senso del suo intervento fosse proprio questo.

Di  Nuvola Rossa  (inviato il 02/07/2013 @ 14:26:13)


n. 8


nuvola rossa ognuno di noi vede tutto con i propri occhi , non se la prenda sicuramente, ognuno lascia un commento anche con argomentazioni che non hanno nulla a che vedere con il suo articolo che trovo ben fatto.
ma provi a captare tutto quello che porta disagio al personale , infatti il bha sicuramente voleva dire tutte queste assenze giustificate e sancite , portano aggravio di lavoro per chi rimane in servizio poiche il lavoro si deve fare ugualmente anche essendo in numero inferiore a quello che servirebbe.

Di  Anonimo  (inviato il 01/07/2013 @ 23:29:51)


n. 7


Resto sempre sorpreso di leggere alcuni commenti che non riescono a capire il senso degli articoli. Quando si ricordano i tempi passati è proprio per far capire che dopo venti anni di servizio, in quelle condizioni, l'agente era bollito e per questo si andava in pensione giovani. Ora pur con tutte le agevolazioni permessi ecc. non significa che stare ancora in servizio a 52 anni sia cosa agevole solo perchè ci sono i permessi leggi, elettorali e altro.....BAH....fammi il piacere......

Di  Nuvola Rossa  (inviato il 01/07/2013 @ 23:04:26)


n. 6


sapete cosa fa rabbia: il prepensionamento per i marescialli dell'esercito, e delle forze armate in generale. Sono troppi, se non sbaglio 40000 esuberi. Una follia tutta italiana. Mi chiedo con quale criterio hanno assunto durante la prima repubblica. Spero di aver capito male

Di  nato scoglio  (inviato il 01/07/2013 @ 23:02:02)


n. 5


dimenticavo che sono di notte a 52 anni e 3 mesi alessandro ma è pur vero che affrontare un turno notturno a 50 anni è impresa assai ardua.
sempre per chi le fà capisce a me !! una volta un padrone terriero rimproverava i suoi operai che rendevano poco e che dovevano elimeinare anche le pause durante la giornata lavorativa fatta da 10 ore , uno di questi operai l'indomani gli disse al padrone , senta eccellenza io ho portato un forma di pane tagliato a fette e c'è ne dobbiamo mettere una ciascuno sulla pancia sotto la camicia e lui acconsenti, arrivati alla sera l'operaio disse a tutti i suoi compagni togliete il pane da sotto la camicia e tutti uscirono solo molliche poiche' lavorando il pane si stritolò tutto , poi venne il turno del padrone che usci la sua fetta di pane intera poichè tutta la giornata non aveva fatto nulla tranne che lamentarsi , ifatti l'operaio gli fece capire che il loro corpo di lavoratori si va stritolando come il poane mentre per chi non fà niente il suo corpo resta integro come la fetta di pane .
pertanto voglio solo dire chi fa le notti e lavora capisce il suo fisico che si va stritolando mentre chi comanda non riesce a concepirlo , cosa significa un turno di notte fatto a dovere come ti rende dopo che smonti dal turno notturno .
uno nessuno quarantaquattromila.

Di  Anonimo  (inviato il 01/07/2013 @ 19:56:53)


n. 4


...all'epoca si entrava con il servizio militare. Dimentichiamo i permessi parentali , le ferie che aumentano con l'anzianità di servizio, l'aspettativa retribuita anche per la "campagna elettorale" , i permessi 104 ( naturalmente per il disabile), le molteplici indennità .....potrei continuare.... la situazione è " leggermente " diversa a quella del brogliaccio degli anni 50...cerchiamo di essere onesti almeno tra noi!!

Di  bah  (inviato il 01/07/2013 @ 17:00:16)


n. 3


a venti anni ero una forza , poi con il tempo sono arrivato a 52 e mi sento per forza , a venti anni affrontavo tutto con l'incoscenza a cinquantadue l'affronto con la saggezza dei limiti dell' età,avevo venti anni adesso non li ho piu' ma c'è chi non lo sà, avevo 20 anni , già avevo 20 anni.!!!!!!

Di  Anonimo  (inviato il 01/07/2013 @ 16:31:54)


n. 2


non è tanto affrontare il turno di notte a 50 anni ma è l'usura che il tempo ha prodotto, sia per fatti connessi al servizio e sia per avvenuta età , purtroppo a 50 anni incominciano a presentarsi una lunga serie di disturbi che vuoi o non vuoi in maggioranza di persone di quella età hanno, pressione alta , fattori prostatici, la vista che ci mette il suo, le cervicali , le lombosciatalgie, rischio alto di ictus e infarto , ecc ecc.

Di  Anonimo  (inviato il 01/07/2013 @ 15:23:23)


n. 1


Tutta la verità nient'altro che tutta la verità.
Ma ormai sono altri tempi, in peggio.

Di  Alessandro  (inviato il 01/07/2013 @ 11:43:05)




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