Gennaio 2017
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La caduta della Polizia Penitenziaria: fino a qui, tutto bene


Polizia Penitenziaria - La caduta della Polizia Penitenziaria: fino a qui, tutto bene

Notizia del 27/03/2012

in Houston abbiamo un problema

(Letto 7123 volte)

Scritto da: Enzima

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"Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all’altro, il tizio per farsi coraggio si ripete: Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene.  Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio."

Questo breve racconto è tratto da L’Odio, un film del 1995 che descrive le dinamiche tra diversi personaggi di una delle tante realtà periferiche di Parigi.

A mio avviso, però (certo per pura coincidenza), è anche un racconto che sembra descrivere appieno gli ultimi ventuno anni di storia della Polizia Penitenziaria, che corrispondono anche ai primi ventuno anni della Polizia Penitenziaria: ognuno di noi sta assistendo alla caduta della quarta Forza di Polizia dello Stato e non si riesce a capire bene qual è il limite tra l’impotenza, l’indifferenza o la complicità di quello che succede ogni giorno sotto i nostri occhi.

"Fino a qui tutto bene: lavoro in Sezione, ma non faccio le notti e mi pagano gli straordinari."

"Fino a qui tutto bene: lavoro in ufficio e non devo sentirmi addosso quella puzza di carcere."

"Fino a qui tutto bene: sono in un gruppo che è l’elite della Penitenziaria e non lavoro in carcere."

Ma a quale prezzo ognuno di noi ha barattato la dignità del Corpo di Polizia Penitenziaria per qualche piccolo privilegio per sé stesso?

Forse sto generalizzando, perchè non tutti l’hanno fatto. Sta ad ognuno di noi, in propria coscienza, saperselo riconoscere.

Per qualcuno, però,  è talmente evidente che dovrebbe nascondersi, dimostrando di possedere ancora un po’ di dignità (spero per loro stessi che prima o poi riescano a trovarla).

Fino ad ora abbiamo vissuto in un sistema di favori e di scambi. Ma credo che adesso la pacchia sia proprio finita! Le risorse economiche sono finite, gli “impicci” non si possono più fare.

Ad avvantaggiarsi di questo sistema fino ad ora sono state probabilmente le persone peggiori le quali, per un banalissimo fenomeno darwiniano di selezione naturale, hanno conquistato i centri di potere (spesso difficilmente riconoscibili) di questa amministrazione e se ne sono approfittati, gestendo il potere al riparo da ogni ritorsione legale, disciplinare, amministrativa e, finanche, fattuale.

Noi tutti dobbiamo, però, ammettere di aver delegato ad altri l’onere della verifica e del controllo della legalità. Avevamo altro da fare.

Abbiamo sbagliato.

Ora è arrivato il momento di  riprendersi questa amministrazione perché questa amministrazione ci appartiene!

La Polizia Penitenziaria è la quarta Forza di Polizia dello Stato, eppure continuiamo a farci prendere in giro da quattro usurpatori di funzioni che gestiscono i posti strategici della nostra amministrazione: il personale, la comunicazione, la formazione, l’ente assistenza, l’informatica, i rapporti con le altre Forze di Polizia, la Festa del Corpo, il Cerimoniale…

Ancora oggi l’amministrazione penitenziaria prende decisioni in deroga alle più elementari forme di diritto pubblico ed amministrativo.

Ogni giorno viene derisa l’immagine del Corpo, vengono calpestati i più elementari diritti di migliaia di persone.

E’ tempo di richiamare all’ordine anche i sindacati della Polizia Penitenziaria e controllare il loro effettivo operato.

Non è affatto produttivo per il Corpo, versare la quota sperando di ingraziarsi il potente sindacalista di turno per un prossimo futuro favore. Questo comportamento, alla lunga, non può che determinare un suicidio di massa, ma  è proprio quello che abbiamo messo in atto per tutti questi anni.

Bisogna iniziare a rallentare la caduta ed ad attrezzarsi per l'impatto e, speriamo, per il rimbalzo.

Questa dirigenza è debole, questa dirigenza è arrivata al capolinea.

Bisogna riprendere il controllo come Corpo di Polizia Penitenziaria e liberarci dei tanti incapaci che decidono, illegittimamente, per la Polizia Penitenziaria, sulle spalle della Polizia Penitenziaria e contro la Polizia Penitenziaria!


Scritto da: Enzima
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n. 7


E' iniziato l'atterraggio?

Di  Enzima  (inviato il 09/06/2016 @ 21:11:30)


n. 6


Bene, belle parole, ma quando inizieremo a fare qualcosa per cambiare questa situazione?

Di  Michele  (inviato il 29/03/2012 @ 13:49:56)


n. 5


come sempre meriti un 10 con lode..... i nostri colleghi-sindacalisti dovrebbero evitare di fronteggiarsi e creare un solo tavolo di contrattazione. l'unione fa la forza.
fruncillo enrico

Di  Anonimo  (inviato il 28/03/2012 @ 09:10:30)


n. 4


Bellissima e precisa analisi della situazione storica e attuale della Polizia Penitenziaria. Condivido appieno quanto descritto, un preciso sunto che descrive la paradossale, assurda, svilente, umiliante situazione cui vive un Corpo di polizia dello Stato (unico nel suo genere). Ahinoi, come descritto grossa parte della colpa sta anche in noi, nella nostra ipocrisia, nella subdola partigianeria egoistica del "tornaconto", nel totale assenza di spirito di Corpo e solidarietà...Debolezze nelle quali i ns furbi Dirigenti sguazzano e continuano nel loro comodo fare.

Di  Massimo Ceppi  (inviato il 27/03/2012 @ 22:12:03)


n. 3


Possiamo affermare che per noi la figura del Capo non esiste, anzi non lo abbiamo mai avuto, semmai esistono una serie di figure che ci vengono imposte come Capi, ma che di fatto non lo sono, sia precedentemente durante status Militare sia dopo la smilitarizzazione, prima i Direttori (civili) amministravano il Corpo Militare per il tramite delle stellette, successivamente mediante la 395/90, semplicemente creando un Corpo, civile, sindacalizzato e nel contempo autocontrollato dalla stessa divisione sindacale venutasi a creare con la caccia alle tessere, con evidente soddisfazione dei Direttori/Dirigenti del comparto Ministeri, a cui addiritura i leggislatori escogitavano ad arte con la legge di riforma, la parificazione a Funzionari della Polizia di Stato con apposito art. 40 della stessa legge(SIC !), pur non avendone titolo, crendo sempre per il tramite di fortissimi appoggi POLITICO/SINDACALE di allora, un Corpo con il nome si di Polizia Penitenziaria, ma di fatto acefalo è limitato nelle stesse funzioni di Polizia, senza un Capo, sempre più succubo della stessa Dirigenza Penitenziaria, ad uso di tutte le altre figure presenti all'interno dell'Amministrazione,dove tutti possono trarne vantaggio, dalle mansioni non pertinenti allo status di Poliziotto,con molti dubbi sulla reale identità di Agente di Polizia quindi di colui che realmente rappresenta lo Stato all'interno delle Carceri, un semplice bersaglio, buttato in sezione, posto a parafulmine, dove comunque tutti possano scaricare le proprie vessazioni,sia da parte dei detenuti sia da parte delle altre figure poste in posizione di superiorità all'interno dell'Amministrazione Penitenziaria, senza possibilità di progressione in carriera, comunque sottomesso al volere dell'A.D. "civile" in tutte le sedi Penitenziarie. Viene da pensare, come mai se all'atto della riforma della Pubblica Sicurezza, la famosa legge 121/81, si sono unificati tutti i ruoli dei vertici dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza (Corpo delle Guardie di P.S., Commissari di P.S. e Appartenenti alla Polizia Femminile) in un unica carriera Direttiva e Dirigenziale nella Polizia di Stato, che democraticamente senza proplemi,attraverso le varie articolazioni garantiscono ed amministrano tutti indossando la stessa Uniforme, l'ordine e la sicurezza pubblica dell'intera Nazione, senza traumi ne per i suoi appartenenti in divisa della .P.S. ne per i cittadini Italiani? mentre I legislatori di allora hanno imposto una mezza riforma al Corpo di Polizia Penitenziaria,ometendo di istituire un proprio ruolo direttivo/dirigenziale, al pari delle altre figure presenti in modo da evitare di creare un Corpo di sottomessi, senza capire a più di vent'anni dalla riforma, quali siano le reali mansioni di un poliziotto penitenziario, chi è il suo superiore gerachico, a chi deve rispondere durante lo svolgimento del servizio, a chi è realmente il Capo. Attualmente mi pare sia una sorta di cuscinetto tra i cittadini ristretti e il resto della società ,limitando notevolemte quell'autonomia propria e necessaria di un operatore di Polizia addetto alla sicurezza rispetto a quella pretamente amministrativa e trattamentale,dove i poliziotti preposti al controllo sono i controllati e i C.D. amministrativi sono diventati i controllori incaricati senza arte ne parte, anche della Sicurezza degli Istituti , oltrechè della gestione e dell'Amministrazione dei Reparti (SIC) di Polizia Penitenziaria!!

Di  Moiram64  (inviato il 27/03/2012 @ 19:57:27)


n. 2


Bravissimo Enzima .... è tempo di richiamare all’ordine non solo i sindacati ma "tutti" gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria ... non calpesteranno un Corpo di Polizia dello Stato non lo permetteremo, noi ci siamo e siamo pronti alla battaglia se e' questo cio' che vogliono !!!
W LA POLIZIA PENITENZIARIA

Di  giovanni  (inviato il 27/03/2012 @ 19:29:00)


n. 1


Condivido pienamente quanto ho appena letto, sembrava che di rileggere qualcosa che avevo scritto io di mio pugno!! Hai ragione, e nel mio piccolo potrei solo dire quello che da anni penso: perché dobbiamo essere sottomessi a dei civili??? A partire dagli Istituti, speravo che con l'avvento del ruolo commissario qualcosa cambiava, invece uguale. Leggevo l'articolo sui ruoli tecnici dove chi presenzia ala riunione sono civili. Allora penso ai politici, perché sono politici al DAP che ci comandano e non sanno nulla del Corpo e nulla dei carceri. Chiudo non mi dilungo, era uno sfogo scusate, tutte le forze di polizia hanno un capo del personale che appartiene al loro corpo che il più delle volte viene dal basso perché ha sudato l grado che ha, e noi perché il nostro capo del personale è un civile???

Di  Dalla Toscana  (inviato il 27/03/2012 @ 10:01:19)




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