Novembre 2016
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La campagna contro il 41 bis: prossima mossa sciogliere il GOM?


Polizia Penitenziaria - La campagna contro il 41 bis: prossima mossa sciogliere il GOM?

Notizia del 15/07/2016

in Accadde al penitenziario

(Letto 10621 volte)

Scritto da: Agente Sapiens

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Ci sono delle situazioni in cui, paradossalmente, la realtà dei fatti supera ogni immaginazione, dando così la sensazione, a chi legge, che lo spauracchio del “carcere duro” per i capi mafia  sia solo un concetto residuale di una filosofia ormai superata nella sua genesi e svuotata nei suoi contenuti, rimanendo un mero atteggiamento da spot pubblicitario, se non fosse che, al pari degli altri reati, è prevista la sanzione della privazione della libertà personale.

Mi riferisco ai contenuti  dell’articolo apparso su “ Il Fatto Quotidiano” del 12 luglio 2016, dove vengono evidenziate le incongruenze tra la norma e l’effettività della sua applicazione nella gestione dei ristretti “in regime speciale 41 bis”, peraltro diversificata,  agevolata, in questo,  da un lato dalla previsione normativa rispetto alle risorse messe in campo, nei numeri e nella qualità del personale, per contrastare l’elusione della comunicazione con l’esterno al fine di recidere i collegamenti con l’attività mafiosa, dall’altra da una magistratura di sorveglianza che diversifica i pronunciamenti sugli stessi temi oggetto di ricorso, ma provenienti da soggetti diversi, a seconda della latitudine? o dell’ incidenza delle temperature climatiche? o dell’altitudine dal livello del mare ?, creando confusione e alleggerimento di un sistema di detenzione che va mantenuto per le sue finalità intrinseche e, condividendo le affermazioni  dell’ex procuratore Giancarlo Caselli, “ …il 41 bis …restituisce al mafioso in carcere lo 'status' di detenuto. Mentre prima (dell’introduzione del 41 bis) manteneva quello di boss operativo (anche sul versante delle stragi criminali). Col 41 bis (una norma intrisa del sangue e dell’intelligenza di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che fortemente l’avevano voluta da vivi) il carcere diventa una cosa seria anche per i mafiosi e la lotta alla mafia acquista un nuovo vigore che porta (in termini investigativo-giudiziari) a risultati di eccezionale rilievo”.

Crea apprensione, nell’attento lettore, il ruolo potenzialmente in  mano dagli avvocati, nella loro condizione di possibili veicolatori di informazioni. Se a ciò si aggiunge che vi sono casi di parentela con i ristretti, e che lo stesso difensore spazia da un assistito all’altro sul territorio nazionale ... a pensare male, forse, non si fa troppo peccato.

Immagino, perciò, che grande deve essere lo sforzo dell’Amministrazione nella preparazione del personale, a partire dai Direttori degli istituti e dei Comandanti specializzati per la gestione dei 41 bis, fino agli operativi in senso stretto, che, senza ombra di dubbio, sembra essere un passaggio obbligato fondamentale per garantire il rigore richiesto e la sicurezza, soprattutto in termini di prevenzione, il cui risultato non può prescindere da un personale, tutto,  qualificato e numericamente  adeguato.

 Se così non  fosse, come si possono confrontare gli attori di una stessa commedia se non hanno il medesimo testo da seguire in una rappresentazione unica e armonica e non si può recitare a canovaccio?

Ma immagino anche, da profano, che per tutte le attività che ruotano intorno a una gestione “speciale” dovrebbero essere impegnate un numero maggiore di operatori, e non solo, come riportato nell’articolo citato, le 600 unità di personale per 732 ristretti,  che sembrerebbero insufficienti anche se si considerassero le sole attività di routine” interne” alle sezioni,  senza tenere conto delle altre esigenze “esterne” di traduzioni per motivi sanitari, di giustizia, per i permessi,  tutti servizi, si legge, in crescita.

 Dunque, pur nel rispetto dei limiti alla compressione dei diritti inalienabili dei ristretti in regime speciale, peraltro presidiati e monitorati costantemente dalla Consulta e dalla Magistratura di Sorveglianza, una eventuale modifica del 41 bis, anche sotto l’aspetto amministrativo, non potrebbe che essere nel senso del suo sostanziale svuotamento.

Ma è questo l’indirizzo? E forse sarà per questo che di tanto in tanto circola voce della soppressione del Gruppo Operativo Mobile? O forse non c’è più il fenomeno mafioso in Italia e noi comuni mortali non ce ne siamo accorti? O forse il sangue di Falcone e Borsellino è stato raccolto in una ampolla e si fa sgorgare all’occorrenza come quello di San Gennaro?

 

 


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Commenti Commenti dei lettori

n. 13


Se re giorgio, e non solo lui, ha cercato di tenere lontano GRATTERI da certi incarichi un motivo ci sarà.

Di  Utopia  (inviato il 18/07/2016 @ 19:07:01)


n. 12


Gratteri
http://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2015/11/04/news/nicola-gratteri-il-41-bis-misura-indispensabile-1.237311

Caselli e, non solo lui addirittura nel 1998 ne chiedevano un ulteriore inasprimento
http://www.repubblica.it/online/fatti/mafia/41bis/41bis.html

Mi fermo ma di dichiarazioni in merito ne esistono tantissime, la cosa rilevante è il dato inequivocabile che la revisione verso una ammorbidimento è una esclusiva richiesta di rappresentanti politici, questo dovrebbe chiarire molto sulla famosa trattativa Stato/mafia...

Di  PASQUINO  (inviato il 18/07/2016 @ 10:26:59)


n. 11


Se sciogliamo il GOM restituiamo ai mafiosi la gestione delle cosche

Di  'o saccio  (inviato il 17/07/2016 @ 15:39:26)


n. 10


@ realista
hai perfettamente ragione.
Chi blatera tanto contro il 41 bis e l'introduzione del reato di tortura non ha mai avuto a che fare con crimini piccoli o grandi che siano ...
Non voglio augurare niente di male a nessuno ... ma su queste questioni sarebbe meglio dare voce e parola a chi ha subìto stupri, rapine, femminicidi o altre tragedie ...

Di  un cittadino  (inviato il 17/07/2016 @ 15:36:40)


n. 9


non vorrei sembrare il solito catastrofico … ma mi sembra tanto che chi spinge tanto per la soppressione del 41 bis sia chi non ha mai avuto a che fare con la criminalità, organizzata o non …

Di  realista  (inviato il 17/07/2016 @ 15:22:40)


n. 8


la verità è che c’è una differenza fondamentale tra un burocrate e un poliziotto …
il poliziotto è quello che vive sulla sua pelle che cosa significa avere a che fare con un mafioso.
il burocrate è quello che valuta tutto attraverso la lettura delle carte …

Di  un poliziotto  (inviato il 17/07/2016 @ 15:16:45)


n. 7


per oltre 150 anni sono esistite due importanti realtà penitenziarie l'Asinara e Pianosa che, al solo pronunciare il loro nome facevano ammutolire i più facinorosi appartenenti alle organizzazioni criminali mafiosi compresi, per l'unico regime detentivo "naturale" esistente ( il bellissimo e stupendo mare), che li tagliava fuori da ogni possibilità di collegamento, da dove si poteva uscire solo in un modo pentendosi e quindi sconfitti. La politica ne decretò la chiusura.

Di  un vecchio AA:CC  (inviato il 16/07/2016 @ 17:39:38)


n. 6


Possiamo commentare all'infinito, questo paese è incancrenito dalla corruzione e dagli affari sporchi. Prima c'era la droga che fruttava milioni di euro, ora ci sono i clandestini che fruttano molto di piu'.
Ma è ovvio che vogliono alleggerire il 41 bis, ma perche non vi siete ancora accorti chi ci sta governando?
Nelle carceri ci sono quelli in attesa di giudizio, e i condannati stanno in parlamento.
Per dirla tutta, se in questo paese non succede qualcosa di molto grave si rischia veramente molto, brutti periodi attendono anche le forze di Polizia e forze armate, sempre molto meno retribuiti, e sempre più privi di risorse e mezzi.
Stanno cancellando tutti i diritti dei lavoratori e stanno ignorando le rappresentanze sindacali, insomma piu' che un paese democratico da tempo viviamo in una dittattura e non ce ne siamo neppure accorti.
Questi sono peggio dei comunisti, questi che ci governano sono il peggio del peggio. Non ci resta che appellarci come fanno gli americani....che Dio protegga l Italia.

Di  Poliziotto Penitenziario  (inviato il 15/07/2016 @ 22:43:43)


n. 5


Il vostro è un grande Corpo di Polizia.
Con alcuni correttivi importanti nell'assetto, avreste la gloria che meritate.
Che peccato!
Che spreco!

Vi abbraccio tutti ragazzi

Di  Ðaniele  (inviato il 15/07/2016 @ 19:48:09)


n. 4


Questo è il paese dell'approssimazione, dei finti sondaggi, dei buonisti, delle cifre non verificate correttamente, dei politici con la memoria corta, dei dirigenti più pagati d'Europa, il paese con un tasso di corruzione paurosa.
Sacche di Uomini volenterosi, pragmatici, pignoli e rigorosi nella Magistratura e nelle Forze dell'Ordine. Sacche, appunto.
Era il Marzo del 1991 e il dott. Falcone veniva nominato Direttore degli Affari Penali del MdG. Ogni tanto rilasciava interviste pregevoli, a tratti divertenti, come solo la sua ironia sapeva arrivare finemente al punto.
Cosa esternerebbe a proposito di questa politica in parte corrotta fino al midollo.
Purtroppo il dott. Falcone non c’è più, e con lui molti altri.
Stiamo assistendo ad una virulenza a tutto tondo.
Questa è pura convenienza.
Sottovalutazione mista ad ignoranza.
La mafia si è egregiamente riprodotta ed ha preso le sembianze della gente per bene.
Mai sottovalutare la storia o scordarne gli effetti di certi periodi.
Nel dopoguerra, nel 56 si diceva che la mafia era sparita.
Nel 57 si diceva che i delitti erano solo la conseguenza di bande rivali.
Nel 68 che la criminalità mafiosa era in declino.
Negli anni 70 ci si interessa quasi esclusivamente alla lotta del terrorismo, tralasciando il fenomeno mafioso che invece consacra la sua ricchezza nel traffico della droga, introitando fiumi di denaro che oggi vediamo in piedi anche attraverso palazzi storici, attività commerciali d’elite, ristoranti, hotel di lusso ecc.
Gli anni 80 sono il frutto di un lavoro intenso, fino all’estremo sacrificio di molti magistrati, funzionari di polizia e politici.
Nel 2016, si sta cercando di confondere le idee al popolo, ripetendo come nelle pubblicità più costose e forsennate parole che devono entrare nel lessico quotidiano.
Forse non hanno saputo ben spiegare a questa Europa che le nostre organizzazioni criminali, si devono combattere in maniera differenziata (come la monnezza per intenderci). E per fare ciò non occorre il politichese, ma persone che ci mettono la faccia a muso duro, schierandosi apertamente contro tutto e tutti.

Fino a che un’organizzazione mafiosa saprà mantenere l’ordine sul suo territorio, e proprio per questo sarà sottostimata o sottovalutata dalla politica, la Magistratura operativa sarà ritenuta non pericolosa dalla mafia.


Di  Ðaniele  (inviato il 15/07/2016 @ 18:16:39)


n. 3


Ovvio caro Agente Sapiens che, pezzo dopo pezzo, stanno cercando lentamente di smantellare il GOM.....quello che è più grave è che lentamente ma inesorabilmente vogliono distruggerne i principi fondatori quelli per cui magistrati come Falcone Borsellino hanno dato la loro vita, il bene più prezioso che ci è stato concesso! Per cosa? Per sentir parlare del "benessere" dei detenuti "speciali"....non posso che dire.... che tristezza!!!

Di  Agente P.  (inviato il 15/07/2016 @ 13:12:25)


n. 2


Ancora qualcuno si stupisce!!!
Non vi sembra assai grave che da due anni a questa parte, nei discorsi ufficiali di quello che dovrebbe essere il nostro "Capo" non si fa altro che parlare di muratori, officine meccaniche e agronomi e quant'altro......sono forse queste le specializzazioni del Corpo della polizia penitenziaria? Aggiornatemi perchè io sapevo che l'elitè del Corpo erano il G.O.M. , l'U.S.Pe.V, il N.I.C., le Traduzioni......eppure su di loro non si spende più una sola parola....ma esistono ancora?

Di  Capo Meccanico  (inviato il 15/07/2016 @ 13:09:09)




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