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La discesa agli inferi


Polizia Penitenziaria - La discesa agli inferi

Notizia del 18/05/2010

in Nuvola Rossa

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Scritto da: Nuvola Rossa

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Rappresentano un esercito silenzioso. Si calcola, infatti, che siano almeno il 10% del personale di ogni istituto di pena. Si tratta di colleghi cui la vita ha costretto a fare delle scelte drastiche, vuoi per propria colpa, vuoi per circostanze sfortunate.

Separati, con moglie e figli da mantenere, con mutui onerosi da pagare, affossati da finanziarie o da altri colleghi che, che prendendo una lauta percentuale sui prestiti non esitano a trascinarli nel baratro senza fine di rate su rate, di prestiti con delega di consolidamento debiti; incalliti giocatori di cavalli o scommesse sportive e macchinette da video poker, pignorati, avvinti dal vizio ecc.
 
Hanno lo stipendio quasi interamente impegnato. Serve loro a far fronte ai numerosi debiti. Ad alcuni , dello stipendio, restano solo due o trecento euro al mese. Non possono vivere. Per tirare avanti mangiano dai genitori, o vivono di elemosine degli stessi (che gli fanno la spesa, gli pagano le bollette o le rate scadute).
 
Ad un certo punto, stanchi di questa vita, decidono di andarsene in convalescenza; o di fare qualche altro lavoro per arrotondare lo stipendio. Alcuni, spinti dalla disperazione, decidono di farla finita uccidendosi, altri escono di scena con gesti clamorosi: omicidio – suicidio.
 
Li riconosci da come sono vestiti: trasandati nella divisa e nell’aspetto. Ti chiedono sempre dei piccoli prestiti: dieci o venti euro (che non ritorneranno mai indietro); cercano di non pagare il caffè o la colazione allo spaccio, mimetizzandosi tra la folla. Sono tristi e disperati.
Alcuni (ma per fortuna pochi) scelgono la via estrema: quella di guadagnare con le attività illecite: portare droga in carcere, telefonini, macchine fotografiche per permettere a dei balordi di fare degli scoop fotografici.
 
Nessuno si cura di monitorare il numero degli agenti che si trova in queste condizioni. Un numero che sicuramente è aumentato in modo esponenziale per via della crisi che tutti stiamo vivendo. Questi agenti sono una vera e propria mina vagante all’interno degli istituti. Se sei a conoscenza della loro situazione non puoi farli montare all’interno delle sezioni, perché potrebbero divenire facile preda dei criminali; ma se non lo sai?
 
Ho parlato, di recente, con gente disperata. Persone border line, ai quali un rapporto disciplinare, o un semplice rimprovero in servizio può scatenare una reazione incontrollata, dagli effetti imprevedibili. Colleghi che solo per aver avuto abbassata la classifica (sulle doti morali) di qualche punto hanno avuto pensieri “molto cattivi” verso il comandante di reparto o gli addetti all’ufficio servizi sui quali proiettavano tutte le loro frustrazioni.
 
Non sono un moralista e non voglio fare dei moralismi sulle scelte di vita o su errori commessi che li hanno portato a vivere come barboni, ma sono miei colleghi, poliziotti penitenziari e quindi mi chiedo: E’ giusto lasciarli al proprio destino? Un destino di inevitabile degrado umano. Ed anche se è solo loro la colpa è giusto che il DAP non intervenga in qualche modo per recuperare questi desperados delle carceri, assistendo inerti fino alla fine ad una triste discesa agli inferi?
 
 

Scritto da: Nuvola Rossa
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Commenti Commenti dei lettori

n. 5


Faccio appello ar gestore..
de sto sito informatore.
Fa l'articoli mirati..
da quarcuno segnalati.
Te consijo pè sto gioco..
'na bacheca pè lo scopo.
Stai sicuro farai successo..
e io pure me diverto.
Te lo posto su più posti..
così che o sanno tutti.
Che sto sito è a difesa..
della classe più 'ndifesa.
Er mio scopo è mirato..
a da più voce ar sindacato.
Si voi esse carismatico..
nun poi esse diplomatico.
Questa è la strategia..
che t 'mpone la teoria o er concetto..
si tu voi avé l'effetto..
'n ogni tua trattativa..
che sia o meno risolutiva.
Io capisco er principio..
che ce vole sté equilibrio.
Fa 'na cosa.. gioca de fino....
da la corpa a sor PASQUINO.
Così sollevi er Sindacato..
da 'mbarazzo garantito.
Mentre all'artri stai sicuro
che je faccio rode er c... .
'N finale mica c'hai co(r)pe..
stai a da fiato alle sole bocche..
de chi lavora co l'idea..
c'ogni giorno va 'n trincea.

Di  PASQUINO  (inviato il 25/05/2010 @ 15:26:02)


n. 4


Come no!
La circolare è (quasi) pienamente applicata.
Il DAP ha addirittura aperto una casella email per permettere ai colleghi di manifestare i propri bisogni/disagi!
Manca solo da applicare il 99,9% della circolare: pazientiamo.

Di  Bruno  (inviato il 22/05/2010 @ 14:48:54)


n. 3


La lettera Circolare n 0236645 del 8-07-2008 con oggetto :Contrastare il disagio lavorativo del Personale di Polizia Penitenziaria e stimolare la professionalità, secondo voi viene applicata ? io vi invito a leggerla....

Di  aldo calì  (inviato il 22/05/2010 @ 14:41:27)


n. 2


Alcune considerazioni che nascosmo spontanee dalla lettura dell'articolo. La situazione patrimoniale ed economica di ogni singolo collega va inquadrata in senso molto più ampio nel senso che il tutto riflette le distorsioni di un sistema politico-sociale ed economico che sta mostrando tutti gli effetti negativi e nel quale le fasce più deboli ne pagano, ai vari livelli, le tristi conseguenze. I rimedi, le ricette per affrontare questo stato triste di cose spetta chiaramente alla classe politica la quale di fronte alla situazione di crisi mondiale, sta dimostrando molta confusione con strumenti poco incisivi e che non sono altro palliativi inutili e sterili al benessere generale.
Purtroppo i politici nostrani, privi di uno spazio operativo decisionale debbono per gioco forza dar conto alle disposizioni e direttive europee che oramai alla quale lo stato ha delegato ogni potere decisionale nel vero senso della parola. Dobbiamo aggiungere che noi poliziotti rappresentiamo allo stato attuale qulla classe sociale che va ad aggiungersi nella fascia medio bassa quasi al livello dei meno abbienti. In Italia come nel resto d'europa i governi liberal-democratici, a fronte di un debito pubblico interno e di una crisi economica aberrante, stanno smantellando i residui di uno stato sociale in quanto devastati dal già menzionato debito, sono condizionati nella loro azione dalla preponderanza di un sistema liberal capitalista gestito e condizionato da quei poteri sovranazionali che fanno capo alle lobby economiche mondialiste. Quando poi un collega entra in questo tunnel senza uscita dei debiti tutto lo stato d'animo ne paga le conseguenze e i comportamenti diventano inequivocabili e comuni in tutti gli istituti. C'è anche da considerare che le nostre rappresentanze sindacali per quanto possano egregiamente avanzare le dovute rivendicazioni non vengono ascoltate adeguamente in quanto rappresentiamo la "cosiddetta spesa corrente" dell'amministrazione pubblica da limitare. Per quanto concerne la situazione economica internazionale certamente noi singolarmente come poliziotti non ne abbiamo di certo responsabilità alcuna, sul fronte interno la politica se approntasse una chiara strategia di rivalutazione delle forze dell'ordine considerando la "Sicurezza", un bene costituzionale da salvaguardare molti più incentivi conseguiremmo facendo si che molte situazioni individuali abbiano un risvolto positivo. Facciamo appello ancora ai nostri sindacati in generale perchè le forze di polizia siano maggormente tutelate e incentivate con adeguati aumenti stpendiali e possa maggiormente avere maggior coscienza per l'utilità sociale che rappresentiamo.
Emiliano

Di  Emilaino Carosi  (inviato il 19/05/2010 @ 15:06:19)


n. 1


E' vero, quello che leggo è drammaticamente vero come è drammaticamente vera la miseria dei nostri stipendi. Oggi non vivi più con uno stipendio di 1500/1600 euro al mese, non ti bastano neppure per pagare le bollette e l'affitto! Ed a questo aggiungiamoci il fatto che, spesso e volentirei, siamo costretti ad anticipare soldi per il servizio, non veniamo pagati per le ore di straordinario o veniamo pagati in enorme ritardo. Chi è single o divorziato o chi ha una famiglia e un unico stipendio e non ha i genitori che gli danno una mano (magari è lui che deve provvedere anche ai genitoru anziani) cade nella disperazione più profonda e diventa facile, facilissima preda di individui senza scrupoli. Del resto uno che ha una rata del mutuo da pagare e non sa dove trovare i soldi di fronte al rischio di perdere la casa non esita a portare un cellulare ad un detenuto (è solo un esempio). Se solo gli stipendi fossero adeguati alla vita ed alle spese di oggi forse i "disperati" sarebbero molti di meno! E su questo dovrebbero riflettere tutti: sindacati, governanti, funzionari.

Di  Disilluso  (inviato il 18/05/2010 @ 15:48:00)




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