Gennaio 2018
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La "famiglia di caserma" e l''attesa del trasferimento vicino casa


Polizia Penitenziaria - La

Notizia del 21/06/2017

in Commenti

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Scritto da: Agente Sara

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Appena assunti nel meraviglioso Corpo di Polizia Penitenziaria, quasi sempre, si viene assegnati in sedi lontane dalla propria terra.

Ad ogni modo, poi,  maturato il tempo dell'anno di sede, si ha la possibilità di presentare domanda di mobilità presso la sede che si auspica. Grande desiderio di tutti è riuscire, prima o poi, ad essere trasferiti nell'istituto più prossimo ai propri affetti.

La "vita da pendolare" non è semplice. E pur tuttavia, talvolta, diventa una scelta obbligata anche perché, non sempre, si riesce a far avvicinare i propri cari in prossimità di dove si viene assegnati.

E, di conseguenza, ogni anno che passa si prova a fare la domanda di mobilità, in attesa del trasferimento desiderato.

Quando si lavora lontani dalla propria sede natia, tendenzialmente, si rimane a pernottare presso la caserma riservata al personale, sita in prossimità dell'istituto penitenziario dove si presta servizio: quante volte, proprio grazie ai colleghi, anch'essi lontani dai propri affetti, si crea quella "famiglia di caserma" nella quale, ogni giorno si condivide insieme, non soltanto il lavoro ma anche il tempo libero.

Ognuno di noi, ricorderà per sempre quando nel solo giorno di riposo in cui è impossibile poter raggiungere casa,  ci si organizza con qualche collega per un'uscita nelle vicinanze.

Per non parlare, poi, di quando si fa rientro in sede dal periodo di licenza trascorso con i propri cari e, inevitabilmente, si portano con sè i prodotti mangerecci della propria regione di provenienza, da condividere con la "famiglia di caserma": tavole improvvisate tra colleghi, dove i sapori ed i profumi d'Italia si confondono e nonostante la lontananza, insieme, si cerca conforto e sostegno.

La vita con "la famiglia di caserma", se pur ha i suoi preziosi momenti, non è certo semplice e non può essere per sempre. Ognuno, conosce la propria realtà familiare e, di conseguenza, ciascuno ha le proprie difficoltà.

Con il passare degli anni, si avverte sempre di più l'esigenza di vedersi riconosciuto il trasferimento presso la sede che tanto si auspica.

Nel momento in cui si è lontani dai propri affetti, si lavora cercando di mettere da parte tanti più  giorni di riposo possibili, per poter, poi, raggiungere senza esitazione i propri cari e trascorrere il periodo rigenerante tanto atteso.

Quando si ha la possibilità di lavorare  vicino la propria casa ed i propri affetti, si può parlare davvero di "fortuna"! Perché inutile a dirsi ma, quando si finisce il turno di lavoro, nonostante questo sia anche difficile, ritrovarsi tra i propri cari, rende tutto diverso e sicuramente più semplice.

E' consapevolezza di tutti, purtroppo, che la carenza nelle assunzioni nel Corpo di Polizia Penitenziaria diventa spesso la principale causa di rallentamento nella mobilità del personale, nei diversi ruoli d'appartenenza.

L'auspicio è che, nel tempo, vi possa essere sempre più una maggiore costanza nelle assunzioni di nuovo personale, per cercare di sbloccare questo periodo di forte stasi.

I numeri in un Corpo di polizia sono essenziali. Il personale attende ogni anno, il ricambio necessario.

Anche perché, più passano gli anni e maggiore diventa la necessità di trovare un equilibrio nel posto di lavoro, riuscendo, altresì, ad arrivare alla tanto desiderata sede o comunque alla più prossima. 

 


Scritto da: Agente Sara
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Commenti Commenti dei lettori

n. 27


Ogg purtroppo i buona parte dei diritti acquisiti non esistono più , si guarda sempre gli altri , se quello e più fortunato fioccano critiche , lui si mentre io no perché lui si io no ?
In verità per come lo sempre pensata mi ritengo fortunato d'avere lavorato per 35 anni in polizia penitenziaria, la mia sede di servizio Trieste il mio paese Isola di Favignana. Sono tutt'oggi qui Trieste che devo fare così è la vita , non mi lamento stiamo bene i miei figli lavorano in fabbrica si sono creati un buon avvenire sono sposati le loro mogli lavorano pure in fabbrica mia moglie lavorava in fabbrica adesso in pensione io sono in pensione dal 2016 . La mia isoletta mi manca tutt'oggi , se fossi rimasto nella mia isoletta nel mio paese quale sarebbe stato il mio avvenire dei miei figli di mia moglie francamente non saprei.
Capisco tutti quelli che si chiedono perché quello si mentre io no . Nessuno deve trovarsi il proprio diritto negato e nessuno deve venire scavalcato da altri , chiunque ritiene leso il proprio diritto può e deve presentare esposto contro chiunque non si attiene alle norme alle regole .
Non fatevi mai venir meno un solo singolo diritto



Di  Anonimo  (inviato il 13/02/2018 @ 19:06:31)


n. 26


Parlo di persone trasferite dopo due mesi lavorativi dopo due mesi di essere assegnati ad una sede....se fosse per graduatoria nn parlerei proprio.

Di  Alessia  (inviato il 13/02/2018 @ 15:17:44)


n. 25


signora alessia , non me voglia , poichè non giudico le sue parole, ma il diritto al trasferimento è vincolato da una graduatoria
ass.c.

Di  Anonimo  (inviato il 13/02/2018 @ 14:54:03)


n. 24


Ripeto nel dire che a mio marito hannp dato una sede dove lavorare e altri colleghi sono stati trasferiti anche senza 104. Me la chiama legge questa?Sono Felice dì essere un ITALIANA CHE ANCORA OGGI PARLA DÌ DIRITTI..allora perché esistono le leggi se poi nn li mettono in atto?

Di  Alessia  (inviato il 13/02/2018 @ 12:23:03)


n. 23


La legge e uguale per tutti indistintamente dal ruolo d'appartenenza , devono cambiare le regole dei concorsi fare concorsi esclusivamente regionali .
Partecipo al concorso in polizia penitenziaria per la regione Piemonte e so per certo che andrò in Piemonte e se non ci voglio andare faccio senza partecipate al concorso, aspetterò che esca il prossimo concorso per la mia regione Sicilia , ma se proprio la mia necessità e entrare e fare parte della famiglia polizia penitenziaria per garantire il sostentamento alla mia famiglia partecipò ai concorsi per qualsiasi regione dal Piemonte alla Sardegna alla Sicilia.
Partecipare ai concorsi si deve mettere in conto di lasciare il proprio paesello per un avere un futuro uno stipendio che tradotto in parole semplice si traduce in sicurezza economica benessere per la famiglia, sicurezza di chiedere un mutuo per acquistare una casa ecc.ecc.
Personalmente se restavo al mio paesello credo sarei rimasto disoccupato a tempo pieno senza avvenire .
Dio benedica tutte le persone alla ricerca del lavoro

Di  Anonimo  (inviato il 13/02/2018 @ 10:05:05)


n. 22


Ha pienamente ragione chi afferma che è giusto stare zitti poiché vi sono persone disposte a grossi sacrifici per avere un impiego. Ha altrettanto ragione chi afferma che i diritti devono essere uguali per tutti,come i doveri. Cara Collega Alessia,purtroppo quello che segnali è di difficile soluzione,mio umile e inutile parere è che per trovare un modo per risolvere il problema è solo con la chiusura dei piccoli,inutili e costosi carceri,costruirne di molto grandi,preferibilmente al Sud. Vedrai che con il nuovo istituto di Nola saranno tantissimi i Colleghi che potranno finalmente riavvicinarsi a casa

Di  nexuno  (inviato il 12/02/2018 @ 21:17:07)


n. 21


Se viene picchiato ed aggredito con violenza un Carabiniere (al quale va la nostra vicinanza), tutta la politica si indigna, senza distinzione di colore, si muovono ministri, generali e capi partito.
Noi che veniamo picchiati quasi ogni giorno NESSUNO NE PARLA...NON STIAMO IN STRADA COME GLI ALTRI e quindi si pensa che tutto vada a gonfie vele.
I fatti di Parma, Roma e Milano ipm sono solo gli ultimi episodi.
Ollando dice che non ci sono problemi.
Certo come no!
Carceri fuori controllo da Nord a Sud e NESSUNO dei nostri vertici ne parla. La nostra dignità e dignitosa vita per fortuna va oltre le mura del carcere e delle ore trascorse con esseri che nessuno vuole. Per fortuna fuori dal lavoro siamo considerate brave persone che il più delle volte sanno fare tante cose per la società e per la famiglia.
I tempi tecnici per farci sentire una volta per tutte ci sono ancora........prima che arrivi quel 4 che tanto sto aspettando!
Oggi più che mai si esige ((rispetto)) che si è perso ormai da tempo nei meandri di quei corridoi lucidi romani.
Buona serata a tutti.
Un abbraccio a Gianni D. B.

Di  Respect  (inviato il 12/02/2018 @ 20:25:05)


n. 20


Le rispondo l ultima volta...Io parlo di un diritto e che deve essere la legge uguale per tutti.... chi è che nn vorrebbe far prevalere un proprio diritto?e poi chi nn ha un lavoro la colpa nn è di chi ce l ha...ma che discorsi... se la deve prendere con qualcun altro.... ...

Di  Alessia  (inviato il 12/02/2018 @ 18:03:13)


n. 19


Questa è l ultima volta che gli rispondo... meglio ignorare chi nn capisce ....Io ho parlano di diritti e di legge uguale per tutti....ma vedo che c sono persone che nn comprendono bene l italiano... vorrei vedere chi nn vorrebbe un proprio diritto... ce gente che giudica e se la prende con il pross come se il problema del suo lavoro fosse chi un lavoro ce l ha... impariamo ad ascoltare prima di giudicare...

Di  Alessia  (inviato il 12/02/2018 @ 17:30:27)


n. 18


@ secondo me farsi i cavoli suoi...Cm io mi sono fatta i miei

Di  Anonimo  (inviato il 12/02/2018 @ 17:21:35)


n. 17


Cos'è più importante .
A) un lavoro
B) stare nella propria città

Di  Anonimo  (inviato il 12/02/2018 @ 15:49:58)


n. 16


Se nn sa nn deve parlare...io parlo di diritti...ogni poliziotto deve avere lo stesso diritto degli altri...la legge deve essere uguale per tutti...ma cosa c'entra con il suo discorso...M ha...parlo di diritti.... Allora nn dobbiamo far prevalere i nostri diritti??ma che discorsi sta facendo... ..

Di  Alessia  (inviato il 12/02/2018 @ 14:13:13)


n. 15


Di vergognoso non direi proprio, ma come si può con tutta la gente disoccupata senza prospettive lamentarsi nonostante si abbia un lavoro a tempo indeterminato .
Di vergognoso sono le persone con la pancia piena che si lamentano .
Ce gente che per avere un lavoro a tempo indeterminato sarebbe disposta andare in Piemonte e persino in Africa

Di  Anonimo  (inviato il 12/02/2018 @ 12:44:59)


n. 14


Scusate la mia ignoranza ma come funzionano i trasferimenti? Io ancora nn l ho capito... perché ogni uno dei poliziotti nn deve avere il diritto di lavorare nella propria città? Quelli del Sud sono al Nord e quelli del Nord li mettono al Sud ...Nn l hs capisco proprio questa cosa.

Di  Alessia  (inviato il 12/02/2018 @ 12:09:53)


n. 13


È vergognoso nn poter lavorare nella propria città e stare lontano dai propri cari.È vergognoso dover vedere persone che arrivano dopo mio marito ed essere trasferiti.. Bella legge!!mio marito neanche quando c era mio suocero in vita con tutti i diritti della 104 è potuto scendere. ....

Di  Alessia  (inviato il 12/02/2018 @ 11:45:46)


n. 12


Quanti bei ricordi con la cosiddetta famiglia di caserma. Ricordo bene quando ognuno al ritorno della licenza portava i prodotti tipici della Regione di provenienza. Purtroppo i tempi di attesa per la sede cui si aspira spesso richiedono tempo. Si a nuovi concorsi sempre. C'è bisogno di ricambio. Ogni corso che esce e' atteso da chi attende la mobilità. Grande Sappe e speriamo in nuove assunzioni.

Di  ciccio  (inviato il 23/06/2017 @ 20:14:32)


n. 11


Raffaele Tony hai la.mia stima e io aggiungerei anche i distacchi sindacali non retribuiti. In Itaglia si puo nominare un dirigente sindacale con zero giorni di servizio e spedirlo in una sede ove vi sono 600 aspiranti che aspettano da anni il trasferimento . Di cosa stiamo parlando??

Di  Ambrogiazzo  (inviato il 23/06/2017 @ 13:26:37)


n. 10


Raffaele Tony, hai anche tutta la mia solidarietà.

Di  Ex Minatore di lungo corso  (inviato il 22/06/2017 @ 16:46:18)


n. 9


Gentile agente Sara lei crede che basti pubblicare articoli senza poi rispondere interloquire con i vari commenti dei suoi colleghi , io credo non sia un giusto modo pubblicare e rimanere dietro le quinte senza intervenire ai commenti .
La saluto cordialmente agente sarà .

Di  Anonimo  (inviato il 22/06/2017 @ 14:08:30)


n. 8


Raffaele Tony, hai tutta la mia solidarietà e stima.

Di  ROMERO63  (inviato il 22/06/2017 @ 13:41:15)


n. 7


Io penso sia semplicemente vergognoso che i sindacati(nati per tutelare i diritti dei lavoratori)diano a taluni la possibilità di scappatoie per i trasferimenti.riguardo le 104 stendiamo un velo pietoso."colleghi"con la 104 che svolgono servizi notturni,o sono ai nuclei traduzioni o peggio ancora al GOM.vergogna!intanto io aspetto da 24 anni!vergogna!

Di  Raffaele tony  (inviato il 22/06/2017 @ 09:17:02)


n. 6


proprio stamani ero in traduzione in un istituto toscano dove la caserma Agenti è chiusa....molti sono alloggiati presso strutture dell'esercito altri un po alloggiati di fortuna.....mi chiedo dunque ..quei poveri ragazzi che arriveranno dal corso e saranno trasferiti in quella sede....che fine faranno??? poveracci non conoscono nemmeno la città e già devono trovarsi una casa....in bocca al lupo

Di  claudio  (inviato il 21/06/2017 @ 17:04:23)


n. 5


Un vero sindacato si deve occupare dei problemi del personale e fa piacere leggere queste tipologie di post. Complimenti al Sappe. Spero che gli ultimi (in graduatoria ) restino ultimi e i primi siano primi.

Di  Minatore74  (inviato il 21/06/2017 @ 16:38:04)


n. 4


Bello questo post.
Ottimo mi rispecchio in tutto ,si parla delle verità di chi per avere una lavoro accetta qualsiasi situazione.
Non ho mai condiviso il canone caserma ma solo per i giovani ,perchè è molto importante avere le caserme,al massimo si deve mettere un tetto di due anni in modo da dare il tempo a chi si trova in certe situazioni di trovare altre sistemazione.
Alcune sedi non si potranno mai raggiungere ,uno perchè chi è fortunato ad avere quella sede la lascia solo dopo essere collocato a riposo,praticamente vanno a lavorare con il bastone.
Tornando al discorso delle caserme ,per me questo è un mio pensiero il diritto alle caserme deve avere un limite ,dopo tanti anni uno la deve lasciare.
Un giovane è giustissimo che debba avere la caserma,dare la possibilità ai giovani ,sono una risorsa,una sicurezza,ma solo dopo due anni,nella mia carriera ho visto gente che sta sempre in caserma,la caserma deve spettare solo a chi non ha altra soluzione,non a chi ha più di due anni di servizio in due anni uno può trovare la soluzione.
Poi per i giovani fino a due anni senza canone per chi vuole stare oltre i due anni che paghino l'affitto come si paga fuori.
Complimenti per questo post.

Di  Anonimo  (inviato il 21/06/2017 @ 14:44:06)


n. 3


Purtroppo molti che aspirano a fare rientro nella terra di origine e che spesso si trovano nei primi posti delle graduatorie, sistematicamente vengono superati dai famosi distacchi sindacali, in barba a tutti i diritti di questi poveri ragazzi.
Ma qualcosa sta cambiando Agente Sara e spero presto avrai notizie!

Di  ROMERO63  (inviato il 21/06/2017 @ 13:48:27)


n. 2


è importantissima la riunione del 26 giugno che riguarda i nuclei di polizia penitenziaria esterna. e' importante che i sindacati siano compatti e che facciano richieste nell'interesse del corpo. in particolare non devono esserci direttori al comando nel DM... comunque i verbali poi saranno pubblici e vedremo chi ci ha tutelati. grazie sappe per gli articoli interessanti che pubblichi, sei il corriere della polizia penitenziaria e questo anche grazie a de blasis

Di  attenzione al 26  (inviato il 21/06/2017 @ 12:43:12)


n. 1


bravo sappe, interessiamoci alle tematiche di polizia penitenziaria e non al carcere

Di  g  (inviato il 21/06/2017 @ 10:21:25)




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