Novembre 2017
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La lenta e costante agonia dell’Amministrazione Penitenziaria


Polizia Penitenziaria - La lenta e costante agonia dell’Amministrazione Penitenziaria

Notizia del 08/05/2017

in L''Osservatorio Politico

(Letto 5741 volte)

Scritto da: Giovanni Battista Durante

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L’Amministrazione penitenziaria sembra ormai avviata verso una lenta agonia, di cui, forse, i suoi vertici, amministrativi e politici non sono nemmeno tanto consapevoli.

La nostra è un’amministrazione che, come diceva qualcuno, si regge su equilibri particolari; equilibri che potremmo definire precari.

L’equilibrio principale è sempre stato quello del bilanciamento tra sicurezza e trattamento, sicurezza e recupero sociale.

D’altra parte la funzione del carcere è proprio quella di garantire sicurezza da una parte e recupero sociale, attraverso il trattamento, dall’altra.

La sicurezza dovrebbe avere un ruolo di primo piano, anche rispetto alle esigenze trattamentali; d’altra parte lo dice anche la legge, laddove afferma che la sicurezza è il presupposto del trattamento.

Il concetto di sicurezza è molto ampio e ci sono diverse sfumature, soprattutto in ambito penitenziario. Molti sostengono, senza sbagliare, che il recupero sociale genera sicurezza, laddove il soggetto recuperato non torni più a delinquere.

Questo è un punto fermo sul quale non vale la pena soffermarsi, proprio per l’assoluta condivisione dello stesso.

Il concetto di sicurezza sul quale vale la pena invece di soffermarsi è proprio quello a cui fa riferimento anche la legge, e cioè il rispetto delle regole all’interno degli istituti penitenziari, quelle regole che ormai la maggior parte dei detenuti non rispettano più. In molti di loro, soprattutto quelli stranieri, si è ingenerata la convinzione che possono ottenere tutto urlando, insultando, minacciando, aggredendo e autolesionandosi.

Molti tentano il suicidio, spesso in maniera dimostrativa, quale forma estrema di protesta; il più delle volte vengono salvati (più di mille ogni anno), ma per qualcuno finisce male (dai 35 ai 60/65 ogni anno).

Tutto questo è dimostrato dal continuo aumento degli eventi critici.

Negli ultimi anni, dopo la sentenza Torreggiani, che ha condannato l’Italia per aver tenuto i detenuti in spazi troppo stretti, l’amministrazione penitenziaria, per evitare altre condanne, ha pensato di aprire le stanze, sfruttando anche gli spazi esterni, quali i corridoi, le sale ricreative ecc.

I detenuti sono liberi di girare tutto il giorno all’interno delle sezioni detentive, ma per la maggior parte di loro il tempo continua a scorrere senza che possano realmente intraprendere un percorso di recupero, fatto soprattutto di lavoro, corsi di formazione ecc.

Questa innovazione/involuzione è coincisa anche con il fatto che alla guida dell’amministrazione, a più livelli, ci siano state e ci siano dirigenti votati, per forma mentis e cultura, esclusivamente al recupero sociale del detenuto e per nulla alle esigenze di sicurezza.

Tant’è che laddove la vigilanza dinamica, così è stato definito il nuovo modello di sorveglianza dei detenuti, è stata attuata, si è molto affievolito il regime disciplinare nei confronti dei reclusi.

In alcune realtà sono state eliminate le sezioni chiuse, che dovrebbero essere destinate ai detenuti meno meritevoli, al punto che anche quelli più riottosi al rispetto delle regole continuano a rimanere nel regime aperto, a scapito della sicurezza degli altri detenuti e, soprattutto, della Polizia Penitenziaria che continua a subire aggressioni tutti i giorni.

Per questi dirigenti la sentenza Torreggiani è stata una vera manna dal cielo, perché hanno potuto finalmente tentare di realizzare quello che per anni avevano sognato e teorizzato: un carcere con sempre meno regole, dove la Polizia Penitenziaria è relegata a un ruolo marginale. 

Vorrebbero un carcere nel quale i detenuti si autogestiscano e siano liberi di muoversi e di interagire soprattutto con figure che non siano poliziotti.

Ritengono che ciò possa stimolare un processo di auto responsabilizzazione che li porti verso il pieno recupero.

È del tutto evidente che una simile teoria, perché di teoria si tratta, non trova alcuna pratica applicazione, perché la cosa fondamentale che coloro che sono in carcere devono acquisire ed interiorizzare è proprio il rispetto delle regole che sta alla base del vivere in comunità.

A questi si aggiungono coloro che vorrebbero abolire l’articolo 4 bis della legge penitenziaria, sostenendo che l’ergastolo ostativo sia incostituzionale, ovvero depotenziare, fino a svuotarlo completamente, l’articolo 41 bis della stessa legge.

Ci sono, in tal senso, e ne abbiamo già scritto in passato, iniziative parlamentari di esponenti politici che, trasversalmente, rappresentano sia la maggioranza, sia l’opposizione. Vorrebbero un carcere in cui non ci siano sistemi di sicurezza.

Durante una trasmissione televisiva, quando ho spiegato che in un istituto mancavano i sistemi di sicurezza, il garante, nella replica, ha affermato che non serve il filo spinato, dimenticando, o ignorando, che oggi esistono impianti anti intrusione e anti scavalcamento. Immaginate quali e quanti danni possano fare queste persone quando vengono addirittura chiamate a dare indirizzi sulla politica gestionale delle carceri.

A queste iniziative si sono aggiunte quelle di altri autorevoli rappresentanti delle istituzioni che avrebbero voluto sciogliere il Corpo di Polizia Penitenziaria, per creare un Corpo che non si sarebbe più occupato della gestione dei detenuti, ovvero lo avrebbe fatto marginalmente.

Tali iniziative potrebbero anche interessare molti colleghi i quali, con poca lungimiranza, non si rendono conto che una volta tolta la gestione dei detenuti alla Polizia Penitenziaria, la stessa avrebbe un ruolo anche marginale nell’ambito delle Forze di polizia e della giustizia in generale. Come abbiamo sempre sostenuto è proprio attraverso la gestione dei detenuti che possiamo avere un ruolo importante, sia dal punto di vista investigativo, in collaborazione con altre istituzioni a ciò deputate in via prioritaria e principale, sia dal punto di vista del controllo sociale.

Aver trascurato completamente la sicurezza e la Polizia Penitenziaria negli ultimi anni ha completamento depotenziato le strutture penitenziarie, molte delle quali presentano problemi strutturali gravi, mancano i sistemi di controllo come gli impianti anti intrusione e anti scavalcamento, in alcuni mancano completamente le sale regia.

Gli organici sono stati ridotti in maniera esponenziale ed a ciò si è aggiunta la gestione inadeguata delle risorse: basti pensare che in molti istituti del nord, soprattutto in quelli più grandi, mancano dall’organico presente, perché distaccati in altri istituti, dai 100 ai 150 appartenenti ai vari ruoli del Corpo.

Il più delle volte si tratta di persone distaccate non per esigenze personali, ma dell’amministrazione.

Da una recente indagine fatta in un istituto è risultato che ci sono 124 persone distaccate fuori sede, delle quali 78 per esigenze dell’Amministrazione.

Se aggiungiamo a ciò che una parte del muro di cinta era crollato da tempo non ci si deve meravigliare più di tanto se i detenuti provano ad evadere, riuscendoci sempre più spesso, fermo restando, evidentemente, ogni utile e opportuno accertamento, sia amministrativo, sia giudiziario, per verificare eventuali responsabilità di singole persone.

 


Scritto da: Giovanni Battista Durante
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Commenti Commenti dei lettori

n. 41


Per libero pensatore - studente  

E' normale che ci siano posizioni discordanti in merito all' accorpamento ed è logico e lapalissiano che i sindacalisti optino per il NO!
Resta comunque il fatto che la cosa più giusta sia quella di far scegliere ai propri iscritti ed ai poliziotti penitenziari in genere il proprio futuro, per quell' insopprimibile condizione di DEMOCRAZIA che ancora oggi, per fortuna, vige!

Di  POLIZIA PENITENZIARIA nella POLIZIA DI STATO  (inviato il 13/05/2017 @ 22:08:45)


n. 40


Avevamo deciso di non pubblicare gli ulteriori commenti che sarebbero arrivati, soprattutto se non attinenti agli argomenti trattati, ma frutto solo del livore di qualcuno nei nostri o miei confronti. L’obiettivo del blog e degli articoli che scriviamo è quello di stimolare un dibattito serio e costruttivo, per sfogare le frustrazioni e seguire una terapia adeguata, invece, ci sono gli psicologi, ai quali ognuno può rivolgersi liberamente, raggiungendo anche risultati migliori di quelli che può ottenere attraverso il nostro blog. Abbiamo deciso di pubblicare gli ultimi scritti del Sig Assurdo, e non solo, dopo di che chiuderemo il dibattito, anche per far capire quanta frustrazione c’è in giro, ma soprattutto quanta ignoranza.
Aver scritto che mi ritengo uno studente del diritto non vuol dire che io non abbia conseguito una laurea, d’altra parte 25/26 esami sono più che sufficienti. Se per Assurdo, caro Assurdo, avessi letto con più attenzione il mio scritto l’avresti capito. Ma non sei l’unico a non averlo capito. Per tua conoscenza ho fatto anche gli esami di diritto dell’unione europea, al terzo anno sì, qualcosa di giusto riesci anche a scriverla, e di diritto sindacale. Se ti può interessare, in questa materia potresti approfondire gli aspetti riguardanti le Forze di polizia, sul mio manuale – di cui sono coautore con Damiano Bellucci, altro funzionario del ruolo speciale – il cui titolo è “Le assenze dal servizio nel comparto sicurezza … e il sistema delle relazioni sindacali.” E’ edito dalla Giuffré, la più prestigiosa casa editrice italiana in campo giuridico. Il prestigio è importante, al di là di cosa dica l’articolo 3 della Costituzione; noi trattiamo solo con i numeri uno. Ha avuto un buon successo, sai, tant’è che è stato molto diffuso tra tutte le Forze di polizia e non solo. Adesso devi chiederlo su ordinazione, perché sono passati un po’ di anni, se vuoi io posso acquistartelo anche con lo sconto, in quanto autore, questo vale per qualsiasi libro della Giuffrè, nel caso dovessi avere bisogno per colmare le tue lacune. Poi ti consiglio anche di leggere molto, io ho letto qualche centinaio di libri: narrativa, filosofia, storia, per questo scrivo così bene. Per dirla con Nietszche, “Sono così bravo perché non ho mai riflettuto su problemi che non fossero tali.” Sai, la cultura serve. Ah, volevo dirti che ho fatto anche l’esame di diritto costituzionale, proprio al primo anno, come dici tu, ed ho preso 30, però non ricordo di aver studiato che l’articolo 3 si occupa del prestigio delle università. Ricordo che il comma 1 tratta dell’uguaglianza formale e il comma due di quella sostanziale, spero tu sappia di cosa si tratta. Spero che a Pavullo, dove hai studiato, te lo abbiano insegnato. Il prestigio e l’uguaglianza sono due cose distinte, hanno significati profondamente diversi, ecco perché ti ho consigliato di leggere molto, oltre a studiare. Sarebbe opportuno che tu potessi comprendere il senso delle parole, anche attraverso la loro connessione logica; questo ti potrebbe anche aiutare nella comprensione del diritto, quando devi interpretare le disposizioni normative, per ricavarne una norma, non so se a Pavullo ti hanno insegnato la differenza tra disposizione normativa e norma (lex e interpretatio), a Bologna lo insegnano sempre al primo anno, quando studi diritto costituzionale. A volte è meglio conoscere qualche disposizione normativa in meno, ma riuscire a comprendere il senso delle cose, delle parole. Uno studente è uno che studia, indipendentemente dai titoli accademici conseguiti. Uno che dice di ritenersi uno studente vuol dire proprio questo e sono anche quelle frasi che si usano proprio per allontanare ogni parvenza di presunzione, ma tu questo non l’hai capito, perché sei presuntuoso e, quindi, ti muovi nel tuo humus, come non hai capito la finzione letteraria dello studente del primo anno di giurisprudenza, una finzione fatta per abbassare te a quel livello e dimostrare che quello studente è anche più bravo del dottor Assurdo.
Per quanto riguarda il professore di legalità ti comunico che quando posso vado anche nelle scuole, con amici e colleghi di altre Forze di polizia, a discutere di legalità. Come vedi anche restando nella polizia penitenziaria si possono fare tante cose, essere stimato ed apprezzato e non essere da meno a nessuno. Basta averne le capacità e l’autorevolezza. Se ti può interessare sono anche iscritto all’albo dei giornalisti ed ho fatto corsi di scrittura e scrittura creativa, ecco perché, ogni tanto, mi diletto ad inventare personaggi, come lo studente al primo anno di Giurisprudenza. Come vedi mi piace anche scrivere molto, purtroppo non ho tempo, altrimenti risponderei alle tue prossime sciocchezze, ma come ti ho anticipato non pubblicheremo altro. Se vuoi scrivimi nella mia mail privata, o nella chat dei funzionari, così ti rispondo di là, sempre se ho tempo e voglia e se riuscirai a scrivere qualcosa di interessante. Il tuo bagaglio culturale alla polizia di Stato proprio non serve, visto che hanno di meglio. A te e ad altri come te vi metterebbero al magazzino vestiario, altro che a contatto con i magistrati ed a fare indagini. Lì c’è gente da venti anni, con esperienze consolidate, che conosce l’amministrazione ed il lavoro. Tu e qualcun altro pensate di arrivare e di occupare i posti di dirigente della Digos, della Squadra mobile, ecc. ? Sogna ragazzo Sogna, scriveva Roberto Vecchioni. Dovevi fare un concorso diverso, hai fatto quello sbagliato. Quelli come te li manderemmo via subito, se potessimo, tanto non ci servono. Abbiamo bisogno di gente che vuole stare nella polizia penitenziaria con orgoglio e dignità, oltre che con capacità professionale. Tu non riesci neanche a dare un senso a quello che scrivi. Se scrivi che la raccomandazione è una normativa da rispettare quale significato può dargli chi legge, se non quello che gli ho dato io ? Infine, sempre per tua conoscenza, sappi che io i colleghi li ascolto in continuazione, ma soprattutto risolvo problemi quotidianamente ad agenti, sovrintendenti ed ispettori, ogni tanto anche a qualche commissario, ma solo a quelli che, con orgoglio, vogliono restare nella polizia penitenziaria e non andare a contare i bottoni delle giacche nella polizia di Stato; con loro posso confrontarmi in maniera seria e costruttiva. Sappi che quelli come te sono riusciti nell’impresa di scavalcare a sinistra, o a destra, vedi tu quale parte preferisci, alcuni dirigenti penitenziari, diventando i peggiori avversari dei colleghi nelle carceri, quei colleghi che da tanti anni aspettavano noi funzionari e futuri dirigenti, per avere un punto di riferimento. Per fortuna ci sono tanti valorosissimi colleghi, stimati ed apprezzati da tutti, ma altri, quelli come te, farebbero bene ad andarsene prima possibile.
La mia idea, abbastanza in linea con quanto scrive l’ottimo Luca Sardella, che ringrazio per le puntuali, precise e stimolanti osservazioni, è quella di vedere anche i dirigenti penitenziari nel Corpo. Noi e loro potremmo e dovremmo essere i futuri vertici dell’amministrazione, Capo Dipartimento compreso.


Di  libero pensatore - studente  (inviato il 11/05/2017 @ 12:07:12)


n. 39


Buonasera, ho inviato un messaggio che non è stato ancora pubblicato e mi farebbe piacere se venisse inserito tra i commenti, in quanto è stata usata la buona educazione come richiesto dagli amministratori del sito.
Ad ogni buon fine, mi permetto di riscriverlo, semmai ci fossero stati problemi tecnici. Grazie.

•Illustre libero pensatore, vero è che le raccomandazioni europee non sono direttamente applicabili, nè vincolanti per gli Stati membri, ma non è impossibile che vengano emanate delle direttive o dei regolamenti dallo stesso contenuto, essendo ormai chiaro il 'disegno' dell' Europa in materia penitenziaria.
•Per quanto riguarda il transito nella Polizia di Stato, che in molti auspicano tranne i sindacalisti, gli effetti positivi non si limiterebbero soltanto al controllo del muro di cinta esterno, ma, come ho avuto modo di scrivere in precedenza, si tratterebbe di un salto di qualità non quantificabile, con risvolti positivi sotto tutti i punti di vista, a cominciare da una corretta gerarchia, funzioni esclusive di polizia, insomma, si entrerebbe a far parte di un corpo di polizia senza essere distolti da altre funzioni che per logica non competerebbero, poiché, non sono solo alcuni i poliziotti penitenziari che debbono occuparsi di trattamento, così come afferma lei, ma lo sono tutti, essendo la norma che lo prevede!!!
Non ci si dovrebbe più accontentare del plauso sporadico del procuratore nazionale antimafia sbandierato da alcuni come chissà quale vittoria, ma si andrebbe a lavorare fianco a fianco con i procuratori antimafia!
•Per quanto riguarda l' ostilità che mostrano i sindacati per un eventuale passaggio nella Polizia di Stato, penso che la cosa più giusta e corretta sia quella di far scegliere senza condizionamenti tutti i propri iscritti..Scommetto che se fosse possibile scegliere, il 90% sarebbe favorevole all' accorpamento, anzi, se domani venisse fondato un comitato, avente come unico scopo il transito della Polizia Penitenziaria nella Polizia di Stato, avrebbe un numero di iscritti superiore a quello di tutti i sindacati della Polizia Penitenziaria...se l' è chiesto il perché? Facciamo decidere a chi ci lavora in carcere quale debba essere il proprio futuro e quale debba essere la linea del sindacato cui ci si iscrive, facendo in modo che non sia il sindacalista di turno a decidere di che morte debbano morire coloro i quali gli han dato mandato!

Di  POLIZIA PENITENZIARIA nella POLIZIA DI STATO  (inviato il 10/05/2017 @ 20:32:33)


n. 38


•Illustre libero pensatore, vero è che le raccomandazioni europee non sono direttamente applicabili, nè vincolanti per gli Stati membri, ma non è impossibile che vengano emanate delle direttive o dei regolamenti dallo stesso contenuto, essendo ormai chiaro il 'disegno' dell' Europa in materia penitenziaria.
•Per quanto riguarda il transito nella Polizia di Stato, che in molti auspicano tranne i sindacalisti, gli effetti positivi non si limiterebbero soltanto al controllo del muro di cinta esterno, ma, come ho avuto modo di scrivere in precedenza, si tratterebbe di un salto di qualità non quantificabile, con risvolti positivi sotto tutti i punti di vista, a cominciare da una corretta gerarchia, funzioni esclusive di polizia, insomma, si entrerebbe a far parte di un corpo di polizia senza essere distolti da altre funzioni che per logica non competerebbero, poiché, non sono solo alcuni i poliziotti penitenziari che debbono occuparsi di trattamento, così come afferma lei, ma lo sono tutti, essendo la norma che lo prevede!!!
Non ci si dovrebbe più accontentare del plauso sporadico del procuratore nazionale antimafia sbandierato da alcuni come chissà quale vittoria, ma si andrebbe a lavorare fianco a fianco con i procuratori antimafia!
•Per quanto riguarda l' ostilità che mostrano i sindacati per un eventuale passaggio nella Polizia di Stato, penso che la cosa più giusta e corretta sia quella di far scegliere senza condizionamenti tutti i propri iscritti..Scommetto che se fosse possibile scegliere, il 90% sarebbe favorevole all' accorpamento, anzi, se domani venisse fondato un comitato, avente come unico scopo il transito della Polizia Penitenziaria nella Polizia di Stato, avrebbe un numero di iscritti superiore a quello di tutti i sindacati della Polizia Penitenziaria...se l' è chiesto il perché? Facciamo decidere a chi ci lavora in carcere quale debba essere il proprio futuro e quale debba essere la linea del sindacato cui ci si iscrive, facendo in modo che non sia il sindacalista di turno a decidere di che morte debbano morire coloro i quali gli han dato mandato!

Di  Polizia Penitenziaria nella Polizia di Stato  (inviato il 10/05/2017 @ 16:35:42)


n. 37


Un plauso a tutti per gli interventi. Vorrei anche io dire qualcosa sull'argomento e quindi nel rivolgermi all'autore chiedo: non pensa che questa lunga agonia ci portera' sicuramente alla morte ? Solo chi vive tutti i giorni all'interno degli istituti puo' raccontare cosa succede e dove stiamo andando. L'ostinazione con la quale la nostra amministrazione sta demolendo le nostre funzioni ma piu' in generale il declino inesorabile di tutta la gestione penitenziaria potra' avere solo esiti nefasti. Cosi non potremo sopravvivere. Basta leggere gli articoli che compaiono su questo sito, le criticita' che ogni giorno emergono, la fatiscenza delle strutture che stanno cadendo a pezzi, ivi comprese quelle di piu' recente realizzazione, la cronica assenza di uomini (lo sanno tutti oramai, e sempre piu'relegati a fare gli educatori, gli infermieri, gli assistenti sociali) e di mezzi, la crisi d'identita' di troppi funzionari del corpo che non si sa piu' da che parte stanno (dei loro uomini in uniforme o sotto scacco dei pochi "manager direttori" che oramai sono rintanati nei loro uffici), la crescente arroganza della popolazione detenuta di ogni categoria delinquenziale che ha capito che in questo marasma ha terreno fertile, la riduzione inaccettabile di fondi......tutto cio' ci portera' alla FINE. Ed allora penso sia comprensibile sperare in qualcosa di meglio (o forse peggio, chissa') e quindi in cuor nostro vediamo magari nella PS la soluzione ai problemi. In caso contrario chiediamo a Voi di indicarci una soluzione per uscire da questo tunnel ..... inventiamoci insieme qualcosa per risollevare il Corpo, altrimenti ho paura che i compleanni che festeggeremo dai 200 in poi saranno pochi! Grazie, comunque, per il vostro quotidiano impegno.

Di  Rassegnato  (inviato il 10/05/2017 @ 08:43:59)


n. 36


•Illustre libero pensatore, vero è che le raccomandazioni europee non sono direttamente applicabili, nè vincolanti per gli Stati membri, ma non è impossibile che vengano emanate delle direttive o dei regolamenti dallo stesso contenuto, essendo ormai chiaro il 'disegno' dell' Europa in materia penitenziaria.
•Per quanto riguarda il transito nella Polizia di Stato, che in molti auspicano tranne i sindacalisti, gli effetti positivi non si limiterebbero soltanto al controllo del muro di cinta esterno, ma, come ho avuto modo di scrivere in precedenza, si tratterebbe di un salto di qualità non quantificabile, con risvolti positivi sotto tutti i punti di vista, a cominciare da una corretta gerarchia, funzioni esclusive di polizia, insomma, si entrerebbe a far parte di un corpo di polizia senza essere distolti da altre funzioni che per logica non competerebbero, poiché, non sono solo alcuni i poliziotti penitenziari che debbono occuparsi di trattamento, così come afferma lei, ma lo sono tutti, essendo la norma che lo prevede!!!
Non ci si dovrebbe più accontentare del plauso sporadico del procuratore nazionale antimafia sbandierato da alcuni come chissà quale vittoria, ma si andrebbe a lavorare fianco a fianco con i procuratori antimafia!
•Per quanto riguarda l' ostilità che mostrano i sindacati per un eventuale passaggio nella Polizia di Stato, penso che la cosa più giusta e corretta sia quella di far scegliere senza condizionamenti tutti i propri iscritti..Scommetto che se fosse possibile scegliere, il 90% sarebbe favorevole all' accorpamento, anzi, se domani venisse fondato un comitato, avente come unico scopo il transito della Polizia Penitenziaria nella Polizia di Stato, avrebbe un numero di iscritti superiore a quello di tutti i sindacati della Polizia Penitenziaria...se l' è chiesto il perché? Facciamo decidere a chi ci lavora in carcere quale debba essere il proprio futuro e quale debba essere la linea del sindacato cui ci si iscrive, facendo in modo che non sia il sindacalista di turno a decidere di che morte debbano morire coloro i quali gli han dato mandato!

Di  Polizia Penitenziaria nella Polizia di Stato  (inviato il 10/05/2017 @ 01:53:12)


n. 35


Per libero pensatore -studente di diritto commento inviato il 9/05/2017 delle ore 11.27
Visto che ti ritieni uno studente , se non ti disturbo puoi chiedere al tuo amico che studia giurisprudenza un consiglio su cosa ne pensa dei Pensionati bloccati dal contratto e che ora vogliono escluderli da prendere il loro soldi che mancano nelle loro pensioni,perchè hanno subito il blocco quando erano in servizio.
Perchè loro fanno partire il contratto dal 2017 per chi è in servizio,perchè dicono chi è in servizio,non chi era in servizio quando si è subito il blocco,pare che la norma venga interpretata in questo modo.
Che dobbiamo fare ricorso ? ricorso per un diritto levato.
Ti ringrazio,speriamo che almeno tu con questo tuo amico che studia diritto possa darci una BUONA risposta.
Ti ringrazio e buon proseguimento di studio.

Di  Anonimo  (inviato il 09/05/2017 @ 19:16:15)


n. 34


Ottimo articolo che, al di là del pessimismo del titolo, invece infonde speranza nel futuro. Concordo totalmente con quanto scritto da Giovanni Battista Durante ed aggiungo che motivi per essere fieri di quel che si fa ce ne sono davvero tanti e non penso che ci sia necessariamente molto da invidiare di altre amministrazioni.
L'amministrazione penitenziaria, è vero, soffre di tanti mali il più grave dei quali è, secondo me, il buonismo a senso unico che tende a rovesciare la realtà e rischia di far passare per "buoni" i "cattivi" e viceversa. Altro male è l'infantilizzazione dei detenuti, ossia il trattarli come bambini invece di responsabilizzarli considerandoli quel che sono: esseri umani adulti. E dell'apertura indiscriminata delle "camere di pernottamento" nel tentativo (fallito) di scampare dalle strette maglie dei metri quadrati ne vogliamo parlare?
Ce n'è abbastanza per scrivere un libro.
Se ogni giorno ci sentissimo un po' più fieri di quel che facciamo forse il risultato complessivo sarebbe migliore. E da fare ce n'è davvero tanto così come tanto è lo spazio per realizzare i nostri sogni.
Io ad esempio sogno un'amministrazione penitenziaria dove ognuno, con il proprio ruolo, sia incluso nella Polizia Penitenziaria, compresi i dirigenti penitenziari di cui faccio parte. Chissà che non possa vedere il mio sogno divenire realtà prima di andare in pensione?

Di  Luca Sardella  (inviato il 09/05/2017 @ 18:21:44)


n. 33


Addirittura hai fatto 25/26 esami Gio? è ancora non ti sei laureato... è proprio dura Bologna

Di  Anonimo  (inviato il 09/05/2017 @ 18:13:19)


n. 32


Novità sul riordino???

Di  Riordino  (inviato il 09/05/2017 @ 17:26:30)


n. 31


Nesuno si permetta anche solo di pensare di toccare il 4bis o il 41.
Il 23 Maggio del 92 ci ha lasciato e trasferito una sola cosa da fare, soprattutto ai siciliani.
Combattere la mafia ed ogni sua forma mostruosa che spesso riesce a confondersi.
Oggi più che mai ci vorrebbe tutt'altra vera e SERIA POLITCA.
Molti stanno facendo in modo che venga azzerato tanto sangue....VERGOGNATEVI.

Di  Palermo  (inviato il 09/05/2017 @ 16:54:55)


n. 30


Caro libero pensatore, ti sei contraddetto...prima dici che sei uno studente... poi scrivi che hai fatto leggere il messaggio ad uno studente...😂😂😂attenzione la polpen è attenta😂😂

Di  Daniela  (inviato il 09/05/2017 @ 16:18:40)


n. 29


Per caro libero pensatore-studente di diritto:
Volevo riscontrare il tuo post:
1) innanzitutto nessuno ha detto che la raccomandazione sia vincolante, ho solo considerato scellerata l'affermazione di un sindacalista nazionale, che prima fa il professore della legalità e poi ha appella come ignorante un atto dell'Unione europea di cui fa parte. A parte ciò, convergerai con me che la raccomandazione di un organo dell'Unione europea, è diversa dalla raccomandazione di una qualsiasi chiacchiera da bar, e forse dimentichi che in base al diritto dell'Unione europea, sono auspicabili ed incentivati i provvedimenti adottati in esecuzione di una raccomandazione europea.. da ciò ne discende inoltre che una eventuale impugnativa sulla legittimità della norma ne risulterebbe vana in quanto atto avallato dall'Unione europea ...ma queste sono questioni che studierai al terzo anno... quindi tranquillo.
2) anche se sei al primo anno ti vedo un po' presuntuoso, in quanto nula significa che l'università di Bologna sia la più Prestigiosa... anzi a volte è il contrario...e a normativa vigente non esistono discriminazioni tra università in base all'art.3 della costituzione.... qui ti rimprovero un po' in quanto il diritto costituzionale si studia al primo anno;
3) caro studente fuori ruolo... corso...speciale..ti chiedo una cosa, visto che ritieni di non aver nulla in contrario in caso di passaggio in polizia, ci illumini sui gravi pregiudizi che potremmo subire se si passasse in polizia di stato con il nostro bagaglio culturale?
Ultima cosa, tu non ti sei firmato, malgrado ciò rimproveri a me di non averlo fatto....beh... capisco il tuo risentimento per il fatto che credevi di scrivere a gente che non tiene troppo al senso delle parole, ma purtroppo la polizia penitenziaria è cambiata e purtroppo per te, anche se non siamo studentelli come te... della "prestigiosa" università di Bologna, abbiamo una nostra testa pensante... e anche molto dura... la prossima volta pensaci prima di additare il personale bistrattato che vorrebbe gli stessi riconoscimenti ed un quarto della visibilità dei cugini della polizia di stato come "sognatori"... anche perché con questo azzeccato aggettivo hai corroborato la mia tesi riguardo al sogno... adorato ...di svolgere finalmente funzioni di polizia negate malgrado la normativa vigente . Ti do un consiglio, ascolta di più il tuo personale... anziché ' dedicarti alla sicurezza nazionale, perché se vuoi fare ciò rimetti la divisa, in quanto allo stato attuale l'interesse primario dovrebbe essere la tutela del personale... ps ma forse non è colpa tua, perché il diritto sindacale è materia opzionale nel piano di studi a Bologna

Di  Assurdo  (inviato il 09/05/2017 @ 16:15:48)


n. 28


Quando si parla di diritto tutti siamo rambo da tastiera , ma quando l'argomento riguarda il dovere guarda casa i rambo tastierizzati spariscono .
Siate più presenti alle riunioni sindacali e siate meno criticoni ma siate costruttivi

Di  Anonimo  (inviato il 09/05/2017 @ 16:03:46)


n. 27


Pur ritenendomi solo uno studente e non un professionista del diritto i miei 25/26 esami di diritto li ho fatti in una delle università piu prestigiose d'Italia: Bologna. Caro Assurdo, (capisco perché ti chiami così) a proposito delle raccomandazini, ho fatto leggere ciò che hai scritto a uno studente di giurisprudenza al primo anno, il quale ti ha risposto così: "Le raccomandazioni non sono vincolanti, bensì consentono alle istituzioni europee di rendere note le loro posizioni e di suggerire linee guida, senza imporre obblighi giuridici a carico dei destinatari. Questo dovrebbe essere chiaro a chi pretende di dare lezioni di diritto, senza avere neanche la capacità di usare la giusta terminologia giuridica. È vero, le disposizioni normative si rispettano, ma una raccomandazione non è tale, proprio perché non produce diritto nè obblighi. Sono altri gli atti che producono effetti vincolanti." Se ha sbagliato lo comprenderai, è solo uno studente al primo anno, ma se corrisponde al vero, tu che sei dotto dovresti saperlo, tranne che non abbia studiato a Pavullo, un paesino dell'Appennino emiliano (si trova vicino a Zocca, il paese di Vasco Rossi, ma li s'intendono di musica), dove da Bologna mandano a studiare quelli meno dotati. Permettimi una raccomandazione nei tuoi confronti (oh, non sentirti obbligato, è solo una raccomandazione): "scrivi almeno il nome, è una questione di stile e di dignità personale."
Tralasciando ogni facile ironia e tornando alle cose serie, aggiungo che mi risulta davvero difficile comprendere chi sostiene che bisogna valorizzare le funzioni di polizia, come a volermi accusare che sto cercando di fare il contrario. Chi sostiene questo, probabilmente, non ha letto bene l'articolo che ho scritto.
Secondo me non c'è bisogno di andare nella polizia di Stato per fare la vigilanza esterna al muro di cinta, basta avere uomini, mezzi e, soprattutto, la volontà di farlo. Non mi pare che ci siano molti agenti distolti dai compiti di sicurezza per fare trattamento, piuttosto vengono distolti per altre ragioni.
Per quanto riguarda la paura del sindacato di andare nella polizia di Stato devo dire che il SAPPE non avrebbe grosse difficoltà con i suoi circa diecimila iscritti, forse il problema potrebbe porsi per altri sindacati.




Di  Libero pensatore - studente di diritto.  (inviato il 09/05/2017 @ 11:27:08)


n. 26


A me fa specie tutta questa ambiguità che viene fatta passare quasi per normalità. Siamo noi tutti compatti per una volta che dovremmo decidere cosa fare del nostro futuro e non lasciare che al solito siano altri a farlo per noi. Sempre più fermamente convinto che sicurezza e trattamento OGGI PIÙ CHE MAI non possano andare di pari passo.
Senza offesa per nessuno ma chi decide di fare il servo muto lo ritengo un fallito come uomo e come persona che indossa una uniforme.
Sono finiti i tempi della ignoranza e prepotenza vissuti pienamente negli anni 80. Qualcuno si è chiesto del perché certi radicali ed altri sguazzano nel nostro ambiente? Forse perché trovano terreno fertile a causa della nostra assenza nel contrastare certe idee e metodologie.
Penso spesso al fatto che dovremmo farci rispettare senza paure. Se così fosse....
Ma così non sarà e quindi continueranno a fare di noi quello che vorranno.
Chiedo al Sappe cosa intenda fare sul nostro futuro libero dai servi di padrone e sulla concreta possibilità di riappropriarsi di un ruolo così tanto mortificato da pochi cervelli impazziti.
Ringrazio il Sappe per la sua incessante presenza per la lotta all'uguaglianza...spero che rimanga al suo posto di guardia e che il nostro corpo abbia lunga vita nel tempo a venire privo di certa politica buonista nazionale ed Europeista e di tanti locali imbonitori, faccendieri, tutto fare, operai e capi cantiere a chiamata, falsi moralisti con la divisa. A causa loro si crede che siamo tutti uguali. Ma per fortuna non è così

Di  anonimo  (inviato il 09/05/2017 @ 09:27:37)


n. 25


L'unico che ha capito i nostri veri interessi è de blasis... non per questo è sempre con il dottor capece... basta pensare il nr di lettori dei suoi articoli rispetto agli altri compreso questo. Non me ne voglia durante... ma ormai la mentalità è cambiata ma qlcn non se n'è accorto

Di  Gianni  (inviato il 08/05/2017 @ 21:41:42)


n. 24


Se un sindacato lottasse per portarci in polizia farebbe una marea di iscritti

Di  Ghj  (inviato il 08/05/2017 @ 21:37:57)


n. 23


Fa specie sentirti dire da molti detenuti che non vogliono stare aperti per otto ore al giorno.
Fa soprattutto stupore sentirsi dire che non ci sono più regole.
Fa specie capire che i detenuti preferiscono carceri con eegole ed uomini che vi lavorano per farle rispettare sempre.
Fa specie che nessuno più possa essere trasferito quando si renda responsabile di atteggiamenti violenti.
Fa specie che stiamo ancora qui a parlare di soggetti apparentemente recuperati ma che appena liberati tornano in carcere in breve tempo.
Inutile arrabbiarsi, Durante dice bene. Bisognerebbe avere più grinta e fare in modo di non pensare a transitare da nessuna parte.

Di  Nando  (inviato il 08/05/2017 @ 20:23:27)


n. 22


Se fossi un esponente di un sindacato sarei anche io contrario all'accorpamento, non me ne voglia Dott. Durante se ma in un confronto aperto è giusto scoprire le carte.
L'accorpamento sarebbe una manna dal cielo per tutti, tuttavia posso capire i sindacati che con l'accorpamento finirebbe per essere assorbiti dai sindacati della Polizia di Stato o peggio ancora scomparire.
Ripeto non me ne voglia al Suo posto farei lo stesso ma io sono un semplice poliziotto o interessi contrapposti ai suoi

Di  gioacchino giannini  (inviato il 08/05/2017 @ 20:20:06)


n. 21


Sull'articolo del dottore Durante non c'è nulla da risentire anzi il contrario .
L'articolo del,dottor Durante rispecchia il lato strano del mondo penitenziario

Di  Cremona  (inviato il 08/05/2017 @ 19:02:52)


n. 20


Dott. Durante, non è che noi non abbiamo a cuore la sicurezza nazionale, anzi, forse l' abbiamo a cuore più di molti altri, qui si tratta di assegnare ad ognuno le proprie funzioni!
Trattamento e rieducazione sono due funzioni distinte, separate e non sovrapponibili, che dovrebbero essere svolte da differenti operatori.
Lei ce lo vede un cacciatore membro del wwf?
La stessa antinomia si verifica per il poliziotto penitenziario e l' attività trattamentale....
Anzi, le dirò di più, con l' accorpamento della Polizia Penitenziaria alla Polizia di Stato vi sarebbe un innalzamento della soglia di sicurezza nazionale e sociale che tanto sta a cuore a tutti gli italiani, poliziotti penitenziari compresi, i quali non sarebbero distolti da compiti diversi da quelli della sicurezza, come avviene tutt' ora, bensì potrebbero dedicarsi esclusivamente ai controlli ed alle funzioni prettamente di polizia, di indagini e di pubblica sicurezza, in special modo in prossimità degli istituti di pena, laddove con un Reparto avente funzioni costanti di vigilanza esterna, si sarebbero di sicuro scongiurate tante evasioni, come quelle di qualche mese fa.
A proposito del procuratore nazionale antimafia Roberti, che è persona di altissimo spessore morale e professionale e che bene ha fatto a lodare l' operato della Polizia Penitenziaria; personalmente, da poliziotto penitenziario mi sarei ritenuto più soddisfatto se avesse auspicato l' ingresso della Polizia Penitenziaria nelle sezioni di P.G. di tutte le procure nonché nelle articolazioni periferiche e sezioni operative territoriali della DIA, visto che oggigiorno, solo la Polizia Penitenziaria non ne fa parte...

Di  POLIZIA PENITENZIARIA nella POLIZIA DI STATO  (inviato il 08/05/2017 @ 18:56:04)


n. 19


Si condivide con il signor Giovanni Battista Durante , mi chiedo perché in questo corpo non esiste la specializzazione che è la base per la crescita di ogni corpo di polizia .
E vero non fanno parte di noi gli agronomi meccanici idraulici però purtroppo fanno parte di noi perché di agronomi meccanici idraulici e persino di baristi gestori spacci li abbiamo è non mancano e tra l'altro sono posti di servizio banditi con regolari interpelli interni dimenticavo abbiamo anche i contabili insomma non ci si fa mancare nulla , in compenso non viene rispettato il principio del rispetto che stabilisce la legge sull'impiego del personale di polizia penitenziaria ai soli fini dei compiti istituzionali.
Chi non vuole le specializzazioni forse crede che servano per fare il meccanico lidraulico della mof baristi contabili e chissà che altro pensa magari si crede che serva per andare al lavoro all'acciaeria di Arvedi di Cremona

Di  Cremona  (inviato il 08/05/2017 @ 18:54:50)


n. 18


Apprezzo capece e de blasis, che grazie alla sua preparazione e probabilmente al suo sentirsi la divisa vera cucita addosso, affronta le problematiche che davvero ci interessano valorizzando le nostre funzioni di polizia. Basti pensare a tutte le spiegazioni che ci hanno dato sul riordino che aspettiamo con ansia

Di  Gallo  (inviato il 08/05/2017 @ 18:54:43)


n. 17


Credo che a differenza di ciò che dice durante posso sentirmi persona per bene anche se rispetto la legge, faccio il mio dovere, ma vorrei svolgere funzioni più di polizia (che la legge già mi attribuisce), senza fare il mero cistode maltrattato dal sistema. Ma purtroppo è inutile parlare. Spero che capece non la pensi come te. Rispetto per la polizia penitenziaria!!

Di  Indignato speciale  (inviato il 08/05/2017 @ 18:38:05)


n. 16


Ci vuole coraggio per dire che una normativa, una raccomandazione europea, è ignorante. Dovresti studiare un po' di diritto per capire che in un paese di diritto le regole si rispettano per quello che sono, in quanto il diritto si rispetta a prescindere, ed in quanto oltre alla Svezia ci sono paesi come la Spagna e la Germania dove non sono tutti ladri di polli

Di  Assurdo  (inviato il 08/05/2017 @ 18:31:57)


n. 15


So bene che in Italia il buonismo la fa da padrona ed i sognatori sono tanti. D'altra parte, chi ha semplificato la frase riportata sul Palazzo della civiltà italiana ha scritto che siamo un Paese di Santi, poeti e navigatori. Per fortuna prevalgono ancora coloro che tengono i piedi ben saldi per terra e se ne fregano delle raccomdanzioni ignoranti. L'Italia non è la Svezia, la Norvegia o l'Olanda, dove le carceri chiudono per mancanza di detenuti. Da noi hanno dovuto fare le svuota carceri per abbassa il livello delle presenze ed evitare altre condanne dall'Europa, perché negli ultimi venti anni, a causa di un'immigrazione selvaggia e senza regole, i detenuti sono cresciuti in maniera esponenzialmente. In Italia abbiamo dagli otto ai novemila detenuti appartenenti alla criminalità organizzata, attraverso i quali, dal carcere, riusciamo ad apprendere notizie che portano ad importanti indagini, utili alla sicurezza nazionale. Per non parlare del terrorismo internazionale di estrazione islamica. Ci mettiamo gli ducatori a fare queste cose? Oppure i garanti dei detenuti? A me, diversamente dai molti santi, poeti e navigatori, sta molto a cuore la sicurezza nazionale e, quindi, preferisco la polizia penitenziaria a gestire le carceri. Forse, anzi, sicuramente, non la pensano come me coloro che vorrebbero cambiare l'articolo 4 bis delle legge penitenziaria e svuotare di contenuti il 41 bis della stessa legge. Quelle norme che hanno consentito di assestare duri colpi alla ciminalita organizzata. Mi è stato riferito che alcuni giorni fa, il procuraore nazionale antimafia Roberti, parlando a una conferenza a Carpi, in provincia di Modena, ha sottolineato il fondamentale lavoro della polizia penitenziaria nella lotta alla criminalità organizzata. Queste sono le nostre soddisfazioni, queste sono le soddisfazioni delle persone oneste e per bene che hanno a cuore la sicurezza nazionale. Tutto il resto è noia.

Di  Giovanni Battista Durante  (inviato il 08/05/2017 @ 18:04:49)


n. 14


Dott. Durante, mi spiace dissentire con lei, ma, come me, molti poliziotti penitenziari pensano che un eventuale accorpamento con la Polizia di Stato sia la soluzione più logica e coerente che si possa auspicare!
I vantaggi sarebbero innumerevoli, a cominciare dall' organizzazione, dalla gerarchia, dalla totale equiparazione, dalle funzioni prettamente di polizia e di controllo e tanto altro ancora!
Contestualmente, si configurerebbe quella separazione di funzioni (sicurezza e trattamento) erroneamente demandate al poliziotto penitenziario, il quale, dovrebbe invece occuparsi solo di sicurezza, in quanto, trattandosi di funzioni nettamente distinte e diverse tra loro, possono generare una sorta di "conflitto interiore" nel poliziotto stesso, che spesso si traduce e sfocia in situazioni di disagio, con conseguenze spiacevoli..
Di una tale riforma, ne gioverebbe tutto il sistema carcere e, perché no, anche gli stessi detenuti, i quali sarebbero a contatto solo ed esclusivamente con figure professionali dall' attitudine socio-educativa, salvo il momentaneo ingresso in istituto della polizia, qualora ve ne fosse l' esigenza per ristabilire l' ordine e la sicurezza.

Di  POLIZIA PENITENZIARIA nella POLIZIA DI STATO  (inviato il 08/05/2017 @ 17:42:31)


n. 13


io penso che alcune figure dovrebbero essere scorporate dalla polizia penitenziaria.....stò parlando di quelle figure come il sopravvitto....la cucina,la MOF...gli spacci... e potrei elencarne altre...MA COSA C'ENTRANO CON LA POLIZIA PENITENZIARIA... inizierei con dei concorsi per queste figure professionali...pubblici ufficiali nell'espletamento del loro servizio e piano piano a rimpiazzare con quei compiti che di "polizia"hanno ben poco a che fare. in tutta europa è cosi poi compatibilmente riprenderei sulla sicurezza perchè ormai cosi non possiamo andare avanti....tanti cervelloni del reinserimento se ne dovranno rendere conto anche solamente guardando ai centri di recupero e comunità...avete notato quanti preferiscono stare in carcere?? e fuggono dalle comunità??? li dentro c'è il trattamento ..perchè CI SONO REGOLE e DOVERI....ma tanti preferiscono non vedere.
un saluto a quello che è rimasto della polizia penitenziaria.

Di  claudio  (inviato il 08/05/2017 @ 17:32:28)


n. 12


Fino a quando resteremo in carcere saremo sempre sotto i direttori. Avremo sempre bisogno di un riallineamento visto che siamo sempre gli ultimi. Avremo bisogno di provare ai nostri conoscenti che oltre ad essere custodi abbiamo anche funzioni di pg e di ps, perché purtroppo i poteri forti hanno interesse a tenerci distanti dalla realtà della legge. Non è vero che siamo nella dia e nel casa perché svolgiamo funzioni penitenziarie, in quanto ogni corpo di polizia nazionale ne fa parte, vedi cfs. Le direttive europee non vogliono un corpo custode con funzioni di pg, quindi fortunatamente, presto saremo proiettati nel mondo all'aperto insieme ai nostri cugini grazie ai quali abbiamo ottenuto il riordino. Diversamente, non saremmo mai riusciti ad ottenere il riallineamento che rincorriamo dal 2000. I nostri agenti svolgono il ruolo più pericoloso di tutti ma non vengono gratificati ne' a livello retributivo ne' professionale. In questa situazione come fa a dire che chi vuole passare in altri corpi non è lungimirante? Io la mia idea ce l'ho... ossia il fatto che se si passa in altri corpi, il sindacato dovrà combattere anche con gli altri sindacati. Naturalmente non mi riferisco al sappe... il mio è un discorso generico... perché non fate un sondaggio? Vedrete cosa ne uscirebbe

Di  X durante  (inviato il 08/05/2017 @ 17:19:37)


n. 11


Buongiorno, cerco di rispondere a tutti con un solo commento, anche se l'articolo mi sembra molto chiaro. Io penso che il Corpo di polizia penitenziaria debba rimanere tale, con questi compiti e queste funzioni; corpi di poliza a competenza generale ce ne sono già due e, spesso, si sovrappongono tra loro. Il nostro è un Corpo a competenza specialistica che deve comunque essere autosufficiente, nel senso che tutto ciò che riguarda l'esecuzione penale e il mondo della giustizia dobbiamo essere noi a gestirlo. Di questo fa anche parte il servizio di polizia stradale per l'esercizio dei nostri compiti e delle nostre funzioni, l'attività di polizia giudiziaria e così via. Di sicuro non fanno parte gli agronomi, i meccanici, gli idraulici, compiti che non sono istituzionali e che l'amministrazione, attraverso il nuovo accordo quadro, vorrebbe far diventare specializzazioni. Le nostre specializzazioni sono ben altre. Noi come sindacato abbiamo sempre lottato per fra crescere il Corpo, attraverso le specializzazioni e conservando l'identità di polizia, cosa peraltro indigesta a tanti. Io sono fermamente convinto che all'interno delle carceri, almeno quelle italiane, ci sia bisogno di un Corpo di polizia che operi con la massima professionalità. Chi vuole lavorare nelle pattuglie sulla strada, oppure enitrare nei GIS o nei NOCS, deve fare il concorso in altri Corpi. Lo dice uno che a poco più di vent'anni ha rinunciato ad andare nella Guardia di Finanza e, molto probabilmente, nella polizia di Stato, per restare nella polizia penitenziaria. Si può fare il Poliziotto anche nel carcere, ma in maniera diversa dagli altri. Il vero problema è che si sta cercando in tutti i modi di svilire il nostro ruolo, attraverso un continuo depotenziamento di mezzi, uomini e risorse in generale, il tutto a scapito dellla sicurezza. È quello che sostanzialmente cerco di die nell'articolo. Noi, invece, abbiamo un'identità ben precisa e dobbiamo cercare di conservarla a tutti i costi. Se oggi facciamo parte della DIA, del CASA, organismi importantissimi, lo dobbiamo solo ed esclusivamente al fatto che siamo un Corpo di polizia che ancora gestisce i detenuti nelle carceri, attraverso il prezioso lavoro di tutti i colleghi e di quegli organismi specializzati come il NIC e il GOM. Chi ci vuole portare fuori dal carcere lo fa per sottrarci ogni ulteriore residuo potere di polizia. Bisogna comunque accettare il fatto che in carcere non si può fare solo un sevizio di polizia e di sicurezza, ma ci sono anche altri obiettivi istituzionali ai quali bisogna dare delle risposte. Risposte che, purtroppo, il più delle volte non ci sono. Negli ultimi tempi, in particolare dopo la sentenza Toreeggiani, si è cercato, malamente, di cambiare l'organìzzaziine del carcere. Lo si è fatto male, perché l'apertura dei detenuti non può essere generalizzata ed indiscriminata, direi senza regole. I detenuti vanno selezionati e chi si comporta male deve tornare nel regime chiuso. Oggi abbiamo realtà, o regioni, dove non esiste il regime aperto e altre dove, invece, non esiste più quello chiuso. In queste ultime regna il caos. È vero che il recupero non esiste, ma non esiste perché in carcere mancano gli elementi fondamentali del trattamento, a cominciare dal lavoro. Le iniziative politiche ed amministrative degli ultimi anni non hanno miglirato la situazione e quelle che verranno potrebbero essere ancora peggiori delle precedenti. Con l'approvazione della riforma penale la vigilanza dinamica e l'affettività in carcere (leggasi sesso in carcere) diventeranno legge, tranne che il nostro Minstro non ci ripensi, cosa piuttosto improbabile, soprattutto quando la politica dell'esecuzione penale la fanno i garanti dei detenuti.
Questo è quello che penso, anche se mi rendo conto che farebbe più effetto dire: "Andiamo tutti nella polizia di Stato".

Di  Giovanni Battista Durante  (inviato il 08/05/2017 @ 15:37:38)


n. 10


Raccomandazione R (2006)2 del Comitato dei Ministri agli Stati membri del Consiglio d'Europa sulle Regole penitenziarie europee PARTE V
"Direzione e Personale - Il servizio penitenziario come servizio
pubblico" n.71 ( "Gli Istituti Penitenziari devono essere posti sotto
la responsabilità di autorità pubbliche ed essere separati
dall'Esercito, dalla Polizia e dai servizi di indagine penale")!
Questo significa che la POLIZIA PENITENZIARIA non dovrebbe svolgere il proprio servizio all' interno degli istituti di pena, per cui, è giusto e logico che venga accorpata alla POLIZIA DI STATO e ne diventi una specialità, occupandosi di esecuzione penale extra muraria e solo ed esclusivamente di sicurezza, lasciando all' interno degli istituti di pena personale civile che si occupi di trattamento!
Ma questa, è una soluzione che molti non vogliono, per ovvi motivi di facile intuizione..

Di  POLIZIA PENITENZIARIA nella POLIZIA DI STATO  (inviato il 08/05/2017 @ 15:31:22)


n. 9


Condivido appieno l'analisi preliminare che questo articolo snocciola punto per punto. Dalle analisi però, è opportuno passare alle strategie di intervento.

Di  Federico  (inviato il 08/05/2017 @ 15:16:18)


n. 8


Raccomandazione R (2006)2 del Comitato dei Ministri agli Stati membri del Consiglio d'Europa sulle Regole penitenziarie europee PARTE V
"Direzione e Personale - Il servizio penitenziario come servizio
pubblico" n.71 ( "Gli Istituti Penitenziari devono essere posti sotto
la responsabilità di autorità pubbliche ed essere separati
dall'Esercito, dalla Polizia e dai servizi di indagine penale")!
Questo significa che la POLIZIA PENITENZIARIA non dovrebbe svolgere il proprio servizio all' interno degli istituti di pena, per cui, è giusto e logico che venga accorpata alla POLIZIA DI STATO e ne diventi una specialità, occupandosi di esecuzione penale extra muraria e solo ed esclusivamente di sicurezza, lasciando all' interno degli istituti di pena personale civile che si occupi di trattamento!
Ma questa, è una soluzione che molti non vogliono, per ovvi motivi di facile intuizione..

Di  POLIZIA PENITENZIARIA nella POLIZIA DI STATO  (inviato il 08/05/2017 @ 15:04:50)


n. 7


Per il commento 6 mah
Credo la modifica della cella in camera di pernottamento non cambi inulla per chi è ristretto e sconti la sua pena , ogni persona privata della libertà che sconti la sua pena mantiene i diritti previsti dalla costituzione e dalle leggi dello stato .
Qualsiasi persona in stato di detenzione deve rispettare le regole che disciplinano la vita interna dell'istituto .
Nessuno è maggiordomo noi siamo quelli che devono osservare e fare osservare le leggi dello stato .

Di  Cremona  (inviato il 08/05/2017 @ 13:10:29)


n. 6


X durante
78 distaccati per esigenze amministrazione c'è da chiedere quali siano le reali esigenze dell'amministrazione.

Di  Anonimo  (inviato il 08/05/2017 @ 12:42:44)


n. 5


dopo gli stati generali niente per la polizia penitenziaria...solo la modifica della cella in camera di pernottamento con maggiordomo personale... e scrivi pure ste cose...mah

Di  mah  (inviato il 08/05/2017 @ 12:39:56)


n. 4


IL CARCERE è CAMBIATO E SE NON VOGLIONO SICUREZZA NON DOBBIAMO STARE ALL'INTERNO A SACRIFICARCI!!! NOI SIAMO POLIZIA penitenziaria

Di  mino  (inviato il 08/05/2017 @ 12:36:58)


n. 3


"Tali iniziative potrebbero anche interessare molti colleghi i quali, con poca lungimiranza, non si rendono conto che una volta tolta la gestione dei detenuti alla Polizia Penitenziaria, la stessa avrebbe un ruolo anche marginale nell’ambito delle Forze di polizia e della giustizia in generale. "
Caro durante, hai capito bene, molti colleghi sarebbero interessati a ciò, ma non perchè non vogliono lavorare in carcere, ma perchè in un carcere così non facciamo più i poliziotti ma i maggiodomi. Pertanto, anche se tu non sei di questo parere, e posso intuire perchè, noi auspichiamo di riprenderci nuovamente il nostro ruolo di POLIZIA , anche fuori dal carcere

Di  x durante  (inviato il 08/05/2017 @ 12:14:47)


n. 2


Aggiungete anche l'affidamento e gestione bar spaccio alla polizia penitenziaria , vi domando e vi chiedo come possibile che si impieghi in compiti non necessari non istituzionali dei poliziotti in compiti di battista barman gestore spaccio ecc.ecc..
Abbiamo le macchinette distributrice di merende caffè e tanto altro ancora , Chiudete questi spacci bar una volta per tutte

Di  Cremona  (inviato il 08/05/2017 @ 11:53:40)


n. 1


Sicuramente "di diritto", il concetto di "rieducazione", costituzionalmente previsto, è di nobile valore, ma chi lavora nelle carceri sa che "di fatto" non esiste. Il carcere non deve avere valenza di "vendetta di stato", tuttavia deve servire da emenda. Cioè, la persona che pensa di commettere un reato, deve avere la contezza che, il relativo rischio, è quello di "andare a finire in galera", e che questa non è una sorta di albergo, dal quale (non sempre) non si può uscire, incontrare "colleghi", organizzarsi per futuri reati ecc, assistere a eventi teatrali, partecipare a pranzi organizzati da nugoli di volontari per i "poveri detenuti", mentre invece "fuori" ci sono persone oneste che per mangiare rovistano nei cassonetti dei mercati.

Di  pellicano salvatore  (inviato il 08/05/2017 @ 11:29:13)




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