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La Polizia Penitenziaria e i mezzi di servizio: quando la sicurezza, dal carcere si sposta su strada


Polizia Penitenziaria - La Polizia Penitenziaria e i mezzi di servizio: quando la sicurezza, dal carcere si sposta su strada

Notizia del 22/11/2013

in Mondo Penitenziario

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Scritto da: Rita Argento

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Il servizio delle traduzioni, viene svolto dal Corpo di Polizia Penitenziaria. Un servizio, che coinvolge di fatto le attività di accompagnamento coattivo in luoghi esterni al carcere di detenuti e internati che sono sottoposti a fermo, arresto ovvero in condizione di restrizione della libertà personale disposta dall’Autorità Giudiziaria.

C’è da dire, che nel servizio di traduzione, oltre al personale di scorta, diventano fondamentali i mezzi di trasporto della Polizia Penitenziaria. Quest’ultimi, in nessun modo devono essere sottovalutati. Quando un mezzo si sposta, c’è di norma un detenuto o più di uno, nonché il personale di scorta, che escono dal carcere!

Quindi, migliorare in modo costante la “sicurezza su ruote”, è un imperativo certo che per nessun motivo deve correre il rischio di tramutarsi in un’incognita!

Oggi più che mai, la Polizia Penitenziaria si trova ad adempiere un carico di “lavoro su strada” piuttosto cospicuo e di grande responsabilità.

Basta uno sguardo quotidiano, per comprendere come realtà comune sono gli spostamenti del detenuto e internato in udienza in Tribunale, ovvero presso gli ospedali per le visite ambulatoriali programmate nella migliore delle ipotesi oppure in caso di invio immediato, quest’ultimi destano maggiore disagio perché occorre improntare la disponibilità del mezzo di supporto per scorta ambulanza all’improvviso, o soltanto del mezzo in caso di invio immediato con mezzi ordinari dell’Amministrazione Penitenziaria.

Inoltre, la sicurezza dei mezzi di servizio  non deve essere in nessun modo sottovalutata quando si prendono in considerazione gli spostamenti da istituto ad istituto per assegnazione, laddove talvolta il tragitto da percorrere risulta essere anche di parecchi kilometri.

Si può ben comprendere come diverse sono le motivazioni per le quali la Polizia Penitenziaria utilizza i mezzi di servizio a disposizione per gli adempimenti assegnati.

Infatti, il sistema traduzioni detenuti e internati anche minori è stata a suo tempo una grande conquista per il Corpo della Polizia Penitenziaria, dato che, in un primo momento questo compito veniva svolto dall’Arma dei carabinieri e dalla Polizia di Stato.

Sostenere questo importante servizio ogni giorno, diventa quindi fondamentale, al fine di garantire la sicurezza del sistema penitenziario anche “al di fuori”.

Laddove, di fatto, si incontra una realtà ancor più complessa, proprio perché “si esce dal carcere”.

 
 

Scritto da: Rita Argento
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Commenti Commenti dei lettori

n. 4


Lucii...dove so o io il servizio stradale va a gonfie vele...quando esco io ho sempre con me una valigetta creata ad hoc con tutti i verbali che potrebbero servire.. (Abbiamo già sequestrato auto senza assicurazione)...purtroppo però so che esistono realtà come le tue e me ne dispiace molto...non lo riesco a capire....su tutte quelle fatte solo pochissime accertate con cont. non immediata...

Di  claudio  (inviato il 27/11/2013 @ 14:42:50)


n. 3


Caro Claudio, fermo restante al mio commento, voglio precisare; che comunque; la 159, alfa romeo, viene utilizzata da appartenente alla polizia penitenziaria.
Altro commento che, mi piacerebbe sentire pareri di altri colleghi, riguarda il servizio di polizia stradale. Mi riferisco a come ce lo fanno fare; Divieto assoluto di avere al seguito la modulistica, bhe! pienamente, quasi, d'accordo nel non aver ciò su mezzi adibiti al trasporto detenuti. Però, in questo senso, faccio un interrogativo; se trattasi di traduzioni per assegnazione, fatto ciò, il rientro, è senza detenuti. Ciò, viene perfino negato quando si esce per notifiche o altro, senza detenuti a bordo. Io, principalmente, miro a tutto, a partire dal rinnovo contrattuale per la polizia penitenziaria, l'assegno funzionale, che, sicuramente rimarrà congelato a vita, ed altro che giovi al corpo. Ma, poichè il servizio di polizia STRADALE è, passo di crescita del corpo, ritengo, che dovrebbero mettere in grado il corpo, di poter ben agire. Non ritengo corretto proseguire l'attuale procedura che si attua, per un motivo che, ritengo ancor più gravoso nei riguardi di chi commette un'infrazione al cds, facendogli pagare ulteriormente un aggravio di spese postali. Quì, mi riferisco al fatto che quando possiamo contestarla nell'immediatezza, non lo facciamo perchè, non abbiamo la modulistica che ci viene negata di avere in seguito, costretti anche a dover dire bugia al trasgressore : al momento non abbiamo la modulistica, le arriverà per posta. Questa è una procedura ingannevole secondo me. Il giorno che accadrà quel che desidera il mitico Dott. Capece, sarà festa per il corpo: ISTITUZIONE DIPARTIMENTO DELLA POLIZIA PENITENZIARIA\ O, ALLA DIPENDENZA\ MINISTERO INTERNO. Un saluto a voi tutti lettori.

Di  lucio  (inviato il 27/11/2013 @ 13:33:43)


n. 2


Caro Lucio...mi sa' allora che e' proprio la 159 che piace....perche' anche in un carcere della Liguria esiste pari pari quello che succede a bergamo....ma e' possibile che un automezzo con colori di istituto ,sirene ,lampeggianti ecc.ecc. venga usato ESCLUSIVAMENTE da personale civile???ma se si trovassero in un emergenza???...cmq tutti i civili ci schifano ..pero' per le 159 possono fare uno strappo alla regola...

Di  claudio  (inviato il 25/11/2013 @ 22:08:55)


n. 1


Salve, pieno sostegno sul vostro comunicato inerente all' efficienza dei mezzi destinati alle traduzioni. Una piccola nota, vorrei esprimerla inerente ad un caso che riguarda un mezzo cosidetto " radiomobile " assegnato dal DAP alla cc di bergamo, la quale auto ( alfa romeo 159 ), così come ben delineato dal disposto dell'uso di mezzo in questione, la quale, viene utilizzata solo ed esclusivamente, ripeto, solo ed esclusivamente; in via principale per uso personale del direttore, poi, per i civili ecc ecc, purchè non si utilizza per i servizi assegnata. Guai a prenderla per poter fare una notifica o, un cambio piantoni ospedale, si rischia ( per modo di dire ) un provvedimento disciplinare. CHI CONTROLLA I CONTROLLORI ?. STIMATISSIMO DONATO DOTTOR CAPECE, secondo lei vale per d'avvero far battaglie con questi signori ? disse bene lei: le carceri vanno anche senza i direttori. Io, schifo quei colleghi che si prostano a modi zerbino per questi personaggi.

Di  lucio  (inviato il 25/11/2013 @ 15:37:48)




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