Novembre 2016
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Novembre 2016  
  Archivio riviste    
La rabbia cieca figlia dello sfascio: caccia agli psicologi che lavorano nelle carceri


Polizia Penitenziaria - La rabbia cieca figlia dello sfascio: caccia agli psicologi che lavorano nelle carceri

Notizia del 02/12/2013

in Anche le Formiche nel loro piccolo si incazzano

(Letto 3282 volte)

Scritto da: Giuseppe Baiocco

 Stampa questo articolo


 

Dilania l’Italia, la corrode palmo a palmo, l’infesta, la sgarra, la invade di ferite purulente pronte al contagio esponenziale eppure sono lì, loro, i derelitti ficcati dal 1975 nelle carceri scrostate a fare da avamposto del nulla. La lotta per bande, che da decenni azzanna un paese allo sbando, ha deciso che servono vittime sacrificali da immolare alla creazione di nuovi “posti di lavoro”. Perché vengono ritenuti posti di lavoro i miseri contratti a tempo determinato che permettono, a chi fuma poco, di mantenere il proprio vizio con parsimonia e attento ad arrivare fino al filtro giallo da aspirare a pieni polmoni. Poi, a fine anno o meglio ancora ad anno iniziato, arrivano le consuete sentenze. Il servizio viene prorogato con un taglio lineare del 5, 10 per cento.

E via, per lo psicologo penitenziario, a moltiplicare il pane e i pesci, a essere costretto ad esprimere pareri su detenuti dei quali a malapena si ricorda il viso, perché con le due o ventidue ore mensili di lavoro poco più si riesce a fare. Ma le varie amministrazioni succedutesi al Ministero, che ora si chiama della Giustizia perché significativamente è stata abolita la Grazia, mai hanno deciso di sopprimere il servizio, è il caso di dirlo, degli esperti in psicologia ex articolo 80 (una qualifica che non esiste, ma che è stata inventata per evitare che lo psicologo si consideri tale, rivendicando poi chissà che). Nel consueto scaricabarile, è importante che ci siano a disposizione derelitti con qualifica a fare da parafulmine per deviare eventuali responsabilità.

Per poter dire che si è moderni e al passo con i tempi, anche se gli psicologi penitenziari mai hanno uno studio, ma che dico, un ufficio in carcere da poter utilizzare con buon frutto. Sempre vengono gettati in piccoli buchi da condividere con assistenti sociali ed educatori, facendo i turni per poter parlare con i loro colleghi (derelitti) reclusi, nel tentativo di far arrivare a chi sconta una pena, quel minimo di solidarietà e appoggio psicologico che una società civile dovrebbe salvaguardare.

Si sostiene, a ragione, che le pareti delle carceri sono permeabili al mondo esterno e questo è sacrosanto anche riguardo al trattamento che viene riservato ai detenuti, nonostante il crescente atteggiamento democratico della Polizia Penitenziaria, più preparata e sensibile verso l’essere umano che ha sbagliato e che si trova in carcere per punizione e non ne abbisogna di altre aggiuntive. E sono permeabili, le pareti, anche nell’atteggiamento di caccia contro i “privilegiati” psicologi penitenziari, che vengono chiamati dottori e vengono trattati come gli ultimi degli infingardi. Forse perché sono coloro che, in fondo, sono in grado di sostenere i disagi altrui, come quelli propri, con olimpica sopportazione.

La rabbia cieca di potere a detrimento dei più (detenuti da abbandonare al loro chiuso destino) e dei meno (psicologi penitenziari), apre una caccia che è quindi facile, nella riserva delle riserve della politica, cancellando promesse mai mantenute per fingere, loro, i veri infingardi, di riassestare il paese che hanno massacrato a scapito di qualcuno debole, che non si conosce, e quindi più comodo da affondare.

Alcune regioni, perciò, hanno indetto nuovi concorsi concedendo discreti punteggi per attività formative che solo i neo laureati hanno potuto svolgere, favorendoli, tralasciando di considerare le decennali esperienze di canuti professionisti  che, pur trattati come cani in chiesa, hanno riempito un buco che l’Italia allo sfascio, plurisanzionata dalla comunità europea, non si sogna di coprire. L’anzianità, l’esperienza di servizio non conta nulla, discriminando, così, chi ne ha, dando corso a un sistema che probabilmente è fuori legge.

E visto che in genere i cacciatori sono particolarmente superstiziosi auguriamo loro, di cuore… buona caccia.


Scritto da: Giuseppe Baiocco
(Leggi tutti gli articoli di Giuseppe Baiocco)






 

Ultime Notizie Le ultime foto pubblicate
Agente Penitenziario si spara in bocca con pistola d''ordinanza mentre era in sala di attesa dell''ospedale. E'' in coma
Santi Consolo: senza la Magistratura di Sorveglianza potremmo spostare tutte le madri detenute in pochi giorni
Indagini nel carcere di Padova per capire chi ne ha disposto il declassamento da detenuti alta sicurezza a detenuti comuni
La nuova Legge che obbliga i Poliziotti a riferire ai propri superiori le indagini giudiziarie
In arrivo un bando di gara per la fornitura di circa diecimila braccialetti elettronici
Dal carcere di Padova detenuto gestiva traffico di droga in Sicilia con computer e pizzini
Comune di Catanzaro denuncia il DAP per 242 mila euro di risarcimento
Intimidazione ad Agente penitenziario: incendiata la sua auto a Rosolini


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 Foto della Polizia Penitenziaria Inviaci le tue!

Più di 1.300 ricevute in un anno!

 


Commenti Commenti dei lettori
Nessun commento trovato.



Scrivi un commento Scrivi un commento

Testo (max 1000 caratteri)

Nome

Link (Visibile a tutti)


Email (Visibile solo dall'amministratore)


Salva i miei dati per futuri commenti

Ricevi in email la notifica di nuovi commenti

I commenti sono moderati. Il tuo commento sarà visibile solo quando approvato.
Il seguente campo NON deve essere compilato.



Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.

54.161.130.145


Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Le tristi notti del poliziotto penitenziario cinquantenne

2 In ricordo di Roberto Pelati, ex atleta del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre colpito da una grave malattia e scomparso prematuramente

3 Un lutto improvviso: ci lascia Andrea Accettone, collega, segretario, come un fratello

4 Tre buoni motivi per cui la Polizia Penitenziaria non può essere sciolta come la Forestale

5 I veri nemici della Polizia Penitenziaria

6 Poliziotti penitenziari che lavorano negli uffici: pochi, troppi o adeguati?

7 Come mi mancano gli Agenti di Custodia … allora non c’erano suicidi tra di noi … perché?

8 La protesta dei poliziotti di Rebibbia e gli starnuti del RE

9 Razionalizzazione del personale: pure quello informatico però

10 La sanzione disciplinare nei confronti del poliziotto penitenziario





Tutti gli Articoli
1 Agente Penitenziario si spara in bocca con pistola d''ordinanza mentre era in sala di attesa dell''ospedale. E'' in coma

2 Assunzioni in Polizia Penitenziaria e scorrimento graduatorie: Governo rifiuta gli emendamenti Ferraresi (M5S)

3 Quindici colpi di pistola contro il Poliziotto penitenziario: le prime indagini dei Carabinieri

4 Informativa DAP: ai mujaheddin kosovari è arrivato ordine di attaccare l''Italia

5 Polizia Penitenziaria e Carabinieri arrestano due persone pronti a sparare e con targhe contraffatte

6 La nuova Legge che obbliga i Poliziotti a riferire ai propri superiori le indagini giudiziarie

7 Morì sotto il furgone della Polizia Penitenziaria: per la Procura responsabili autista e gli operai del cantiere

8 Detenuto in permesso premio sequestra, rapina e violenta una ragazza in un ufficio pubblico

9 Sparatoria tra Poliziotto penitenziario e macedone: lite scoppiata per motivi sentimentali

10 Dal carcere di Padova detenuto gestiva traffico di droga in Sicilia con computer e pizzini


  Cerca per Regione