Novembre 2016
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La "riforma" di Tamburino&Pagano, bloccata dall'ultimo degli Agenti di Polizia Penitenziaria


Polizia Penitenziaria - La

Notizia del 14/05/2014

in Consoliamoci con l'ironia.

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Scritto da: Il Giullare di Corte

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Oggi comiche! O per meglio dire tragi-comiche.

In un recente incontro tra i vertici del DAP e alcune Associazioni di Volontariato, svoltosi per attenuare la figurccia dei dati "censurati" dal DAP sulla capienza reale dei detenuti nelle carceri italiane, il Vice Capo del DAP Lugi Pagano si è lanciato in dichiarazioni al limite del ridicolo.

Tra le sue esternazioni vi segnaliamo questi brevi passaggi che abbiamo cercato di descrivere meglio con alcuni spezzoni tratti da film celebri della commedia italiana.

 


Luigi Pagano: la riforma_bloccata dall'ultimo dei nostri Agenti

 


Scritto da: Il Giullare di Corte
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n. 6


La mobilita' sui funzionari come procede? Dovrei fare il vice comandante in un carcere della Puglia. COsa bisogna aspettare anciora le calende greche? La nota del Sappe è stata presa in considerazione circa la mobilita' dei commissari? Cosa significa ridotta? Credo che se un commissario e' primo per Bari e' giusto anzi e' doveroso, credo almeno spero, che venga assegnato ... Non so e non capisco, cosa possa significare mobilita' ridotta " non credo che si riferisca a chi ha piu' raccomandazione". Un appello e' di dar corso alla mobilita' che credo anziche' farla ridotta erano i tempi dimezzati e\o ridotti?, come giustamente scrive Capece nella nota. Quindi se sono primo in funzione di v. comandante spero che per fine luglio o al max per il 1 ottobre possi amo raggiungere le ns. " plurale majestatis" ambite sedi. Credo che si possa recuperare ancora---

Di  ale73@alice.it  (inviato il 26/05/2014 @ 10:18:55)


n. 5


scusate il casino sulle caserme non lo avete visto? Torino. Milano, Napoli non ha ritenuto la direzione di renderle ad uso esclusivo o a carattere oneroso e quindi non pagano. Ma siamo a striscia la notizia? Com'e' possibile ad esempio che a Ancona Barcaglione che tra l'altro sono molto piu' belle,non pagano e a Montacuto che fanno schifo pagano?Non parliamo dei materassi e l'arredo e addirittura si richiede un arretrato di un anno? Ma siamo pazzi per davvero ... Il problema se c'e' e' in tutta Italia, oppure ogni carcere e'un Ministero, come si suol dire. Mettiamo mani a queste ingiustizie, la regola e' o pagano tutti o nessuno?

Attendiamo un risocntro urgente dal grande Donato capece, intervenga che non ci siano disparita' di trattamento... Il principio e'uno o si paga a Milano e a Torino e di certo non paghiamo solo noi ad Ancona???
Credo che non e'cosi' difficle da capire o far capire questo discorso---

Di  enzo77  (inviato il 24/05/2014 @ 12:49:56)


n. 4


In considerazione della gestione in qualche modo fallimentare del D.A.P.
potrebbe essere una soluzione commissariare completamente l'Amministrazione Penitenziaria e riproporre da parte de Parlamento una nuova legge, per la sostituzione degli attuali Dirigenti del D.A.P sul modello sottostante :


Art. 1.

1. Sono istituiti il ruolo dei funzionari direttivi ed il ruolo dei dirigenti del Corpo di polizia penitenziaria, secondo le dotazioni organiche e con le modalità previste della presente legge.
2. Il comma 3 dell'articolo 6 della legge 15 dicembre 1990, n. 395 è sostituito dal seguente:

"3. Il personale del Corpo di polizia penitenziaria è suddiviso nei seguenti ruoli, secondo l'ordine gerarchico:

a) dirigenti di polizia penitenziaria;

b) ruolo di funzionari direttivi;

c) ruolo degli ispettori;

d) ruolo dei sovrintendenti;

e) ruolo degli agenti e degli assistenti".

3. L'articolo 9 della legge 15 dicembre 1990, n. 395 è sostituto dal seguente:

"Art. 9 - (Doveri di subordinazione) - 1. Gli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria hanno doveri di subordinazione gerarchica nei confronti:

a) del Ministro della giustizia;

b) dei sottosegretari di Stato della giustizia quando esercitano, per delega del Ministro, attribuzioni in materia penitenziaria;

c) del direttore generale dell'Amministrazione penitenziaria capo della polizia penitenziaria;

d) dei superiori gerarchici".

4. I funzionari direttivi ed i dirigenti di polizia penitenziaria, presso il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, presso i provveditorati regionali dell'amministrazione penitenziaria e presso gli istituti penitenziari per adulti in base alla qualifica posseduta esercitano i poteri di direzione, di organizzazione e di coordinamento relativi ai compiti istituzionali di cui all'articolo 5 della legge 15 dicembre 1990, n. 395, nonché di direzione dei centri di reclutamento, delle scuole ed istituti di istruzione, dei magazzini per il vestiario, per l'armamento e per il casermaggio di cui all'articolo 3, comma 1, della legge 15 dicembre 1990, n. 395, con l'autonomia corrispondente al profilo professionale posseduto.
5. I funzionari direttivi ed i dirigenti di polizia penitenziaria assumono le qualifiche di ufficiale di polizia giudiziaria e di ufficiale di pubblica sicurezza.


Art. 2.

1. Le dotazioni organiche dell'amministrazione penitenziaria sono aumentate nel numero complessivo di 360 unità con le seguenti modalità in base ai profili professionali di cui alla tabella G allegata alla legge 15 dicembre 1990, n. 395:

a) nel numero di 200 unità in aumento per la settima qualifica funzionale nel profilo professionale di vice direttore di polizia penitenziaria;

b) nel numero di 150 unità per l'ottava qualifica funzionale nel profilo professionale di direttore di polizia penitenziaria, di cui 90 unità in sostituzione di un pari numero di unità del profilo professionale di direttore di istituto penitenziario nell'organico previsto con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 giugno 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 31 luglio 1993;

c) nel numero di 100 unità per la nona qualifica funzionale nel profilo professionale di direttore coordinatore di polizia penitenziaria, di cui 80 unità in sostituzione di un pari numero di unità del profilo professionale di direttore coordinatore di istituto penitenziario nell'organico previsto con il citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 giugno 1993;

d) nel numero di 60 unità in aumento per il ruolo dirigenziale nel profilo di primo dirigente ad integrazione dell'organico e delle funzioni stabiliti con decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 445;

e) nel numero di 19 unità in aumento per il ruolo dirigenziale nel profilo di dirigente superiore ad integrazione dell'organico e delle funzioni stabiliti con decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 445;

f) nel numero di 1 unità in aumento per il ruolo dirigenziale nel profilo di dirigente generale ad integrazione dell'organico e delle funzioni stabiliti con decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 445.


Art. 3.

1. Ai funzionari direttivi e ai dirigenti di polizia penitenziaria si applicano le norme di avanzamento, per il trattamento economico, per il collocamento a riposo e per il trattamento di quiescenza del personale delle corrispondenti qualifiche della polizia di Stato, con riferimento all'anzianità di servizio posseduta alla data di entrata in vigore della presente legge.
2. Ai funzionari direttivi ed ai dirigenti di polizia penitenziaria si applicano, inoltre, in quanto compatibili, le norme penali previste per i ruoli e per le qualifiche corrispondenti degli appartenenti alla polizia di Stato.
3. Ai dirigenti di polizia penitenziaria si applicano le disposizioni degli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 445.
4. I funzionari direttivi e i dirigenti della polizia penitenziaria, in servizio presso i provveditorati regionali, sono preposti ai servizi ispettoriali, alla direzione e al coordinamento di tutte le attività istituzionali della polizia penitenziaria.
5. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Governo è delegato ad emanare un decreto legislativo che preveda, ad integrazione ed a parziale sostituzione di quanto previsto dal decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 449, che i funzionari del ruolo direttivo della polizia penitenziaria ed i dirigenti della polizia penitenziaria sostituiscano i funzionari ed i dirigenti dell'amministrazione penitenziaria quali organi competenti per la contestazione delle infrazioni, per lo svolgimento delle inchieste disciplinari, per l'inflizione delle sanzioni della censura, della pena pecuniaria e della deplorazione.
6. Per le sanzioni disciplinari da applicare nei confronti dei dirigenti della polizia penitenziaria si applica il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 30 giugno 1972, n. 748, e successive modificazioni.
7. Per la disciplina transitoria dei provvedimenti in corso si applicano le disposizioni vigenti.


Art. 4.

1. Con decreto del Ministro della giustizia, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le sedi di servizio dei funzionari direttivi e dei dirigenti di polizia penitenziaria, tra l'altro, riguardanti:

a) l'assegnazione di almeno un appartenente alla ottava qualifica funzionale presso gli istituti penitenziari per adulti che prevedano una dotazione organica del Corpo di polizia penitenziaria non superiore alle 200 unità;

b) l'assegnazione di almeno un appartenente alla nona qualifica funzionale presso gli istituti penitenziari per adulti che prevedano una dotazione organica del Corpo di polizia penitenziaria da 200 a 500 unità;

c) l'assegnazione di almeno un appartenente al ruolo dirigenziale nel profilo di primo dirigente presso gli istituti penitenziari per adulti che prevedano una dotazione organica del Corpo di polizia penitenziaria oltre le 500 unità, presso i provveditorati regionali nonché presso i centri di reclutamento, le scuole e gli istituti di istruzione, i magazzini per il vestiario, l'armamento e il casermaggio di cui all'articolo 3 della legge 15 dicembre 1990, n. 395;

d) l'assegnazione di un appartenente al ruolo dirigenziale nel profilo di dirigente superiore presso l'istituto superiore di studi penitenziari, presso i provveditorati regionali nella cui giurisdizione rientrino istituti con dotazioni organiche di polizia penitenziaria superiori alle 500 unità o destinati a detenuti ad alto indice di sicurezza.


Art. 5.

1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Governo è delegato ad emanare uno o più decreti legislativi riguardanti:

a) la previsione che il 30 per cento dei posti disponibili nelle qualifiche di cui all'articolo 2, comma 1, lettere a), b), c), d) ed e) sia riservato ai direttori ed ai dirigenti dell'amministrazione penitenziaria di pari qualifica o in possesso delle prescritte anzianità di servizio, che ne facciano richiesta;

b) la previsione che il 30 per cento dei posti disponibili nelle qualifiche di cui all'articolo 2, comma 1, lettere a), b), c), d) ed e) sia riservata agli ufficiali del ruolo ad esaurimento di cui all'articolo 25 della legge 15 dicembre 1990, n. 395 di grado equiparato, compreso il grado di sottotenente, o in possesso delle prescritte anzianità di servizio, che ne facciano richiesta;

c) la previsione che il 40 per cento dei posti disponibili nella qualifica di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a) sia riservato agli ispettori capo ed agli ispettori superiori del Corpo di polizia penitenziaria in possesso del diploma di scuola media superiore che ne facciano richiesta, previo superamento di apposito concorso interno e successivo corso di perfezionamento di durata non inferiore a sei mesi;

d) la previsione che gli inquadramenti di cui alle lettere a) e b) del presente comma abbia luogo in base ad apposite graduatorie che a parità di requisiti tengano conto dell'anzianità di servizio complessiva, nella qualifica o nel grado e delle categorie di titoli di servizio ammessi a valutazione;

e) la previsione che l'inquadramento di cui alla lettera c) del presente comma abbia luogo tenuto conto del titolo di studio, dell'anzianità di servizio complessiva e nella qualifica, delle categorie di titoli di servizio ammessi a valutazione;

f) la previsione che al personale di cui alle lettere a) e b) del presente comma nonché agli ispettori superiori del Corpo di polizia penitenziaria, a parità di qualifica o grado posseduti alla data di entrata in vigore della presente legge con le qualifiche previste nei ruoli dei direttori e dei dirigenti di polizia penitenziaria, purché la successiva permanenza nel ruolo non sia inferiore a tre anni, è attribuito sia ai fini dell'avanzamento in carriera, sia ai fini della liquidazione della pensione e dell'indennità di buonuscita un aumento di servizio di due anni;

g) la previsione che il personale inquadrato ai sensi delle lettere a) e b) del presente comma, per le qualifiche di cui all'articolo 2, comma 1, lettere a), b) e c), sia ammesso a frequentare un apposito corso di aggiornamento, di durata non inferiore a quattro mesi, presso l'Istituto superiore di studi penitenziari di cui all'articolo 17 della legge 15 dicembre 1990, n. 395;

h) la disciplina dello stato giuridico del personale ed in particolare del comando presso altre amministrazioni, dell'aspettativa, del collocamento a disposizione, delle incompatibilità, dei rapporti informativi e dei congedi, secondo criteri che tengano conto delle specifiche esigenze di sicurezza e che tengano presenti le disposizioni vigenti per il personale del Corpo di polizia penitenziaria e per il personale delle equivalenti qualifiche e profili della Polizia di Stato;

i) la previsione che per la copertura del 20 per cento dei posti disponibili e in eventuale aumento dei posti vacanti successivi agli inquadramenti, nella qualifica di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a) si provveda mediante concorso pubblico, consistente in quattro prove scritte di diritto e procedura penale, di diritto costituzionale, di diritto amministrativo e di diritto penitenziario e in un colloquio vertente, oltre che sulle materie oggetto delle prove scritte, sul diritto civile, sul diritto del lavoro, sulla contabilità di Stato con particolare riferimento alla contabilità penitenziaria, e sul diritto sindacale. Al concorso possono partecipare i cittadini italiani di ambo i sessi in possesso dei requisiti di cui all'articolo 55 della legge 1^ aprile 1981, n. 121, e successive modificazioni.
2. I vincitori dei concorsi pubblici per la nomina a vice direttore di polizia penitenziaria frequentano presso l'Istituto superiore di studi penitenziari un corso di formazione iniziale di durata non inferiore a nove mesi.


Art. 6.

1. Gli effetti giuridici ed economici derivanti dall'applicazione della presente legge decorrono dalla data della sua entrata in vigore.
2. Sono fatti salvi, ai fini degli inquadramenti e degli avanzamenti, le procedure e gli effetti già in corso per le qualifiche funzionali e di polizia penitenziaria e per i gradi degli ufficiali di cui all'articolo 25 della legge 15 dicembre 1990, n. 395.


Art. 7.

1. Nell'ambito del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria è istituita la Direzione centrale del personale del Corpo di polizia penitenziaria a cui sono demandati l'organizzazione, il coordinamento operativo e amministrativo, la formazione del personale, nonché la gestione delle risorse organiche e dei mezzi materiali e strumentali della polizia penitenziaria.
2. A capo della Direzione centrale dei servizi della polizia penitenziaria è preposto un dirigente generale del Corpo di polizia penitenziaria, nominato con decreto del Ministro della giustizia, su proposta del direttore generale del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria.
3. Con decreto del Ministro della giustizia, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, saranno determinate le funzioni e le competenze dell'ufficio centrale di cui al comma 1, secondo un modello che assicuri omogeneità di attribuzioni adeguata alla specifica area di intervento e autonomia organizzativa rispetto agli organi centrali dell'amministrazione penitenziaria, in base a quanto stabilito dall'articolo 30, comma 4, della legge 15 dicembre 1990, n. 395.



Di  L'Ultimo degli Agenti Penitenziari  (inviato il 24/05/2014 @ 00:36:08)


n. 3


Ma non è vero che gli ultimi bloccano le riforme , guardate bene la circolare sugli alloggi e sulle caserme , li sono riusciti a farla , e che circolare ....

http://www.sappe.it/file_pubblici/14%2005%2014%20caserme.pdf

Speriamo non debbano pagare quelli che devono arrangiarsi giornalmente ...

Di  Toscano  (inviato il 14/05/2014 @ 23:14:36)


n. 2


non so quanto guadagna pagano, ma sentire da un dirigente generale che l'ultimo degli agenti blocca una riforma!!!!!!!!!!. Ragazzi, mi sono cadute le braccia. Forse dottor pagano non ha saputo o voluto farle le riforme. Ma noooo, credo volesse dire che l'ultimo degli agenti avrebbe fatto meglio di loro. Una persona normale avrebbe avvertito il peso del fallimento.

Di  Anonimo  (inviato il 14/05/2014 @ 21:35:41)


n. 1


Certo l ultimo Agente blocca le riforme , in quanto queste non sono riforme , ma solo il tiro a campare di una istituzione fallita .

L istituzione che dovrebbe misurare la civiltà di un popolo , e invece misura solo grandi fallimenti , ingiustizie , prevaricazioni , abbandono di un corpo di Polizia dello Stato .

Non dico che la colpa e ' solo dei vertici attuale , ma almeno loro depongano le cariche e si facciano da parte .

La periferia e ' al collasso , ci si augura che almeno i Prap regionali , facciano la propria partte , in Toscana ad esempio il prap di Firenze si occupi un po' di più delle piccole realtà .



Di  Toscano  (inviato il 14/05/2014 @ 00:27:46)




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