Febbraio 2017
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La scena del crimine


Polizia Penitenziaria - La scena del crimine

Notizia del 12/10/2015

in Il Pulpito

(Letto 2039 volte)

Scritto da: Giovanni Battista De Blasis

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Un quarto di secolo fa, agli inizi degli anni novanta, la Direzione Generale per gli Istituti di Prevenzione e Pena, in via Silvestri 252, diventò una scena del crimine per l’omicidio del Corpo degli Agenti di Custodia.

L’arma del delitto fu una Gazzetta Ufficiale, la n. 300 del 27 dicembre 1990, caricata con la legge n. 395 dello stesso anno.

Al tempo, pur essendoci molti sospettati, non fu mai individuato un responsabile da poter dichiarare colpevole oltre ogni ragionevole dubbio.

Le cronache di allora azzardarono una verosimiglianza col romanzo Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie giacché il Corpo aveva subìto decine di colpi mortali, inferti da autori diversi, così da non poter stabilire con certezza quale fosse stato il colpo mortale e chi l’avesse assestato.

Oggi, in quel posto, c’è il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, a Largo Luigi Daga 2, ma nessuno si lasci ingannare dal cambiamento della toponomastica stradale e della denominazione dell’edificio, perché si tratta del medesimo ufficio che si occupa delle carceri italiane.

In buona sostanza: stesso luogo, stesse persone.

Esiste una concezione ciclica del tempo, iconicamente rappresentato da una ruota, secondo la quale tutti gli avvenimenti si ripetono, pedissequamente, in un circolo incessante.

Gli stoici, addirittura, sostenevano la teoria della “palingenesi”, secondo cui la storia era l’esatta riproduzione degli stessi eventi e delle stesse persone, in ogni ciclo.

Dando credito a questa teoria, sembrerebbe che, a distanza di venticinque anni, si stia per concludere un nuovo ciclo e si stiano per ripetere gli avvenimenti di allora, probabilmente con le stesse dinamiche e gli stessi protagonisti.

Abbiamo già detto del medesimo luogo, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

L’arma del delitto sarà la Gazzetta Ufficiale del  29 giugno 2015, caricata col D.P.C.M. 15 giugno 2015, n. 84.

Anche la vittima sarà la stessa, pur se con differente denominazione e diverso colore dell’uniforme, il Corpo di Polizia Penitenziaria.

E anche stavolta, pur essendoci molti sospettati, non sarà possibile individuare un responsabile da dichiarare colpevole oltre ogni ragionevole dubbio.

Le cronache azzarderanno di nuovo la verosimiglianza col romanzo Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie, prendendo atto che il Corpo subirà decine di colpi mortali, inferti da autori diversi, così da non poter stabilire con certezza quale sarà il colpo mortale e chi lo assesterà.

Cicli del tempo … Corsi e ricorsi … Palingenesi.

Un unico comun denominatore: il Corpo muore e qualcuno beneficerà della sua morte.

E tutto quanto sarà avvolto e circoscritto da una striscia di plastica con la dicitura “crime scene – do not cross”.

Si potrà accedere di nuovo all’interno del dipartimento soltanto quando tutti quanti si saranno sistemati sulle loro migliori poltrone, davanti alle più lussuose scrivanie, dentro le rinnovate stanze dirigenziali.

Qualche mese dopo, una Very Important Person darà l’annuncio della nascita di un nuovo Corpo di Polizia “al servizio del Paese” (e, soprattutto, al servizio di Lor Signori).

E avanti con un nuovo ciclo …

 

 


Scritto da: Giovanni Battista De Blasis
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Commenti Commenti dei lettori

n. 5


tutti zitti.....
I risultati sono 10 € lordi al mese, contro 35/42 € al giorno per ingrassare BUZZi&co.
Buzzi, per chi non lo ricordasse, è stato ospite in quel di Rebibbia negli anni '80, dove ha costruito la sua rete di conoscenze, tutti si preoccupavano di lui, una sorta di "Untouchable", tanto che quel "galantuomo" di Oscar Luigi Scalfaro, nel 1994 gli concesse la grazia....
Iniziamo a tirare fuori queste storie

Di  PASQUINO  (inviato il 14/10/2015 @ 10:24:36)


n. 4


E' vero caro Pasquino, siamo in guerra, ma qui la gente dorme aspettando come sempre, la manna dal cielo. Aspiett...aspiett guagliòòò!!!
Di idee quante ne vuoi, ma ciò non basterà.
E' la politica che DEVE avere il coraggio di mettere le persone giuste al posto giusto. Non smetterò mai di pensarlo e di dirlo.
L'"'affare" penitenziario, fa gola a tanti pur schifandolo inizialmente, poi pian pianino ci si accorge che è il TOP per fare amicizie, cene, convegni, corsi, docenze, ricevere premi, scorazzate blindate e capatine aeree in lungo ed il largo del paese.
Un giorno vado in Lombardia, poi in Liguria, poi faccio una visitina lampo in Sardegna passando per la Sicilia se ce la faccio ecc, ecc.
Domenica mi riposo com'è giusto che sia!
Ricordo un anno venne il Ministro di turno.
Era così poco contento di vederci ed anche di salutarci, che manco ci cagò di striscio sin dal suo ingresso in istituto. Ci eravamo fatti un cul...così per giorni, per dare il benvenuto a questo signore e con la scusa di tirare a lucido il carcere.
L'allora COMANDANTE, UOMO tutto d'un pezzo, capì tutto rimanendoci malissimo, tanto è vero che dopo il saluto all'autorità, questo signore di turno a stento gli strinse la mano.
Capirai un gesto simile ad una persona della sua età, capacità e professionalità. Per dirla in breve "un'omme chè pall!"
In un attimo capimmo che dovevamo rimanere tutti al proprio posto di servizio.
Dopo alcuni minuti, sembrò una giornata normale. E scusate se è poco, anche il direttore si uniformò.
Per dirla in breve Pasquì "accà nisciune è fess!"
Ma quelli erano i tempi in cui ci si capiva con gli occhi ed i colleghi avevano e stavano attraversando un momento bruttissimo nelle carceri.
Oggi questo spazio viene il più delle volte utilizzato per LEGGERE e pochissimo per commentare, anche con toni aspri.
Ciò inequivocabilmente significa che moltissimi colleghi hanno e subiscono il timore riverenziale dei dirigenti, i quali non sono altro che Uomini come noi ed a volte anche loro come noi fanne e cazzat

Di  Giulio G.M.  (inviato il 13/10/2015 @ 21:32:44)


n. 3


Credo sia ovvio che si tratta di una provocazione forte, ma non da scartare a priori.
“La strategia si fonda sull’astuzia; è messa in moto dalla prospettiva di un guadagno; è analitica o sintetica, a seconda delle trasformazioni del nemico.”
Sun Tzu (L'artre della guerra)

Di  PASQUINO  (inviato il 12/10/2015 @ 17:10:26)


n. 2


Una volta, una sola, non credo sia chiedere troppo, sarà possibile per le O.S. fare fronte comune?
Almeno gli autonomi...
Che ne so, magari si partorisce qualcosa di buono.
Il concetto dividi et impera, tanto caro ai vertici del Ministero della Giustizia, potrà essere scardinato almeno per una volta?
Mi permetto, di fare una proposta, avete pensato mai di coinvolgere pessantemente l'opinione pubblica, tramite i social, una campagna di sensibilizzazione forte, che faccia comprendere che se stiamo male noi, figuriamoci quanto si preoccupino della situazione dei detenuti.
In effetti, dei detenuti se ne preoccupano solo quando messi alle strette e con soluzioni esclusivamente di facciata, vacue nella sostanza.
Sfruttare i problemi della popolazione detenuta, per girarli a nostro favore, essere cinici ed arrivisti come fanno i nostri dirigenti.
Pensiamoci, magari gli diamo una spallata che non si aspettano.
Rifletiamo in termini "politici" come fanno loro, insomma, essere un po disonesti per perseguire un riultato giusto, magari per una volta ci riusciamo, con una fava prendiamo due piccioni.

Di  PASQUINO  (inviato il 12/10/2015 @ 16:58:47)


n. 1


A chi (tanti), i quali cercano di affossarti, soprattutto delegittimarti e magari farti sparire come recita questo favoloso articolo di Giovanni Battista, facendosi scudo con i" lecchini di turno", occorre reagire con fermezza e rigore morale.
Ma per fare ciò cari ragazzi, occorre essere "puri nell'animo e nelle proprie azioni", certi delle proprie capacità e scevri da qualsivoglia appartenenza...soprattutto lontani dalla demagogia che avvolge alcuni capoccioni onnipotenti.
Non ho mai leccato il sedere di nessuno ed è proprio per questo che talvolta vengo attaccato duramente e messo all'angolo come fossi la "pecora nera", dalla quale stare lontani perchè ci si potrebbe infettare di coraggio! e poi sarebbero caxxi amari!
Tacciato di avere un atteggiamento che non si uniforma a NESSUNO.
Attenzione, pur rispettando a pieno i regolamenti, le leggi e la gerarchia.
Peccato solo per coloro che hanno perennemente paura di affrontare lo strapotere, che pena!
Purtroppo coloro che normalmente abbassano la testa, faranno definitivamente sparire questo Corpo. Mi spiace tanto pensarlo, ma non riesco a cambiare proprio idea.
in questi 30 anni, ho capito che siamo gli unici ai quali si può fare quasi di tutto e più ci penso e più non vedo l'ora di lasciare la nave, per potere riposare finalmente il mio fisico e la mia mente da tutto questo ripetersi, da questa ciclicità che uccide pian piano anche i più temerari.
La pensione mi salverà?
Ma cerrrto che mi salverà! L'unica mezza certezza che ci rimane
Bell'articolo davvero
Baci



Di  Giulio G.M.  (inviato il 12/10/2015 @ 15:46:30)




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