Novembre 2016
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L’accanimento di Linea Gialla verso la Polizia Penitenziaria


Polizia Penitenziaria - L’accanimento di Linea Gialla verso la Polizia Penitenziaria

Notizia del 18/12/2013

in Anche le Formiche nel loro piccolo si incazzano

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Scritto da: Agente Furioso

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Quando si parla di carcere è sempre molto forte la tentazione di sviluppare ragionamenti ispirati a singoli eventi o a specifiche questioni, che occasionalmente ed improvvisamente fanno diventare interessante il dibattito sul mondo penitenziario. Non bisogna, però, correre il rischio di discutere di questi temi sull’onda dell’emozione e senza tener conto della complessità del carcere e della necessaria  sistematicità che dovrebbe caratterizzare eventuali interventi.

Purtroppo, nella trasmissione “Linea gialla”, andata in onda ieri sera, ci sembra sia stato commesso proprio tale errore, tanto che si è assistito alla consacrazione dello stereotipo del secondino aguzzino, il cui radicamento nella società determina, nell’ambito del settore penitenziario, un sovvertimento del principio di innocenza, poiché il poliziotto penitenziario è ritenuto colpevole fino a prova contraria, con evidente inversione  dell’onere probatorio. Infatti, nell’ambito della più ampia tematica riguardante la difesa dei più deboli, il conduttore Salvo Sottile è tornato a parlare delle carceri e del caso Perna, questa volta però senza il necessario contraddittorio: forse perché, remore della precedente puntata, gli interlocutori del DAP e del SAPPe sono risultati scomodi alla trasmissione? Si badi bene anche noi stiamo usando la forma interrogativa, come è stato evidenziato dal conduttore che incalzato dal Vice Capo Vicario del DAP sul titolo della precedente puntata “Federico ucciso in carcere dalle guardie? faceva appunto notare che non vi era alcuna accusa nei confronti della Polizia Penitenziaria, stante l’uso della forma interrogativa.

Nel rammentare che in carcere lavora la Polizia Penitenziaria e non penitenziale né tanto meno secondini, si ritiene utile ed opportuno riportare la Carta dei doveri dei giornalisti,siglata l’8 luglio 1993 dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana, le cui disposizioni sono divenute poi “norme di legge” con l’emanazione del codice di deontologia del 1998, perché in esso trasfuse, affinché i lettori valutino se i principi in essa espressi  siano stati o meno rispettati nella puntata  di Linea gialla andata in onda ieri.   

Perché per una volta in questo Paese non si attendono gli esiti dell’indagini delle magistratura e dell’indagine interna del DAP, nonché i risultati della autopsia?

 

Carta dei Doveri

Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti

Federazione Nazionale della Stampa Italiana

CARTA DEI DOVERI DEL GIORNALISTA


Premessa

Il lavoro del giornalista si ispira ai principi della libertà d'informazione e di opinione, sanciti dalla Costituzione italiana, ed è regolato dall'articolo 2 della legge n. 69 del 3 febbraio 1963:
«E' diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d'informazione e di critica, limitata dall'osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e della buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori. Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori».
Il rapporto di fiducia tra gli organi d'informazione e i cittadini è la base del lavoro di ogni giornalista. Per promuovere e rendere più saldo tale rapporto i giornalisti italiani sottoscrivono la seguente Carta dei doveri.

 

Principi

Il giornalista deve rispettare, coltivare e difendere il diritto all'informazione di tutti i cittadini; per questo ricerca e diffonde ogni notizia o informazione che ritenga di pubblico interesse, nel rispetto della verità e con la maggiore accuratezza possibile.

Il giornalista ricerca e diffonde le notizie di pubblico interesse nonostante gli ostacoli che possono essere frapposti al suo lavoro e compie ogni sforzo per garantire al cittadino la conoscenza ed il controllo degli atti pubblici.

La responsabilità del giornalista verso i cittadini prevale sempre nei confronti di qualsiasi altra. Il giornalista non può mai subordinarla ad interessi di altri e particolarmente a quelli dell'editore, del governo o di altri organismi dello Stato.

Il giornalista ha il dovere fondamentale di rispettare la persona, la sua dignità e il suo diritto alla riservatezza e non discrimina mai nessuno per la sua razza, religione, sesso, condizioni fisiche o mentali, opinioni politiche.

Il giornalista corregge tempestivamente e accuratamente i suoi errori o le inesattezze, in conformità con il dovere di rettifica nei modi stabiliti dalla legge, e favorisce la possibilità di replica.
Il giornalista rispetta sempre e comunque il diritto alla presunzione d'innocenza.
Il giornalista è tenuto ad osservare il segreto professionale, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario delle sue fonti. In qualsiasi altro caso il giornalista deve dare la massima trasparenza alle fonti.

Il giornalista non può aderire ad associazioni segrete o comunque in contrasto con l'articolo 18 della Costituzione.
Il giornalista non può accettare privilegi, favori o incarichi che possano condizionare la sua autonomia e la sua credibilità professionale.

Il giornalista non deve omettere fatti o dettagli essenziali alla completa ricostruzione dell'avvenimento. I titoli, i sommari, le fotografie e le didascalie non devono travisare, né forzare il contenuto degli articoli o delle notizie.

Non deve inoltre pubblicare immagini o fotografie particolarmente raccapriccianti di soggetti coinvolti in fatti di cronaca, o comunque lesive della dignità della persona; né deve soffermarsi sui dettagli di violenza o di brutalità, a meno che non prevalgano preminenti motivi di interesse sociale. Non deve intervenire sulla realtà per creare immagini artificiose.

Il commento e l'opinione appartengono al diritto di parola e di critica e pertanto devono essere assolutamente liberi da qualsiasi vincolo, che non sia quello posto dalla legge per l'offesa e la diffamazione delle persone.

 

Doveri.  Responsabilità del giornalista

Il giornalista è responsabile del proprio lavoro verso i cittadini e deve favorire il loro dialogo con gli organi d'informazione. E si impegna a creare strumenti idonei (garanti dei lettori, pagine per i lettori, spazi per repliche, ecc.) e dando la massima diffusione alla loro attività.
Il giornalista accetta indicazioni e direttive soltanto dalle gerarchie redazionali della sua testata, purché le disposizioni non siano contrarie alla legge professionale, al Contratto nazionale di lavoro e alla Carta dei doveri.

Il giornalista non può discriminare nessuno per la sua razza, religione, sesso, condizioni fisiche o mentali, opinioni politiche. Il riferimento non discriminatorio, ingiurioso o denigratorio a queste caratteristiche della sfera privata delle persone è ammesso solo quando sia di rilevante interesse pubblico.
Il giornalista rispetta il diritto alla riservatezza di ogni cittadino e non può pubblicare notizie sulla sua vita privata se non quando siano di chiaro e rilevante interesse pubblico e rende, comunque, sempre note la propria identità e professione quando raccoglie tali notizie.
I nomi dei congiunti di persone coinvolte in casi di cronaca non vanno pubblicati a meno che ciò sia di rilevante interesse pubblico; non vanno comunque resi pubblici nel caso in cui ciò metta a rischio l'incolumità delle persone, né si possono pubblicare altri elementi che rendano possibile una identificazione (fotografie, immagini, ecc.).

I nomi delle vittime di violenze sessuali non vanno pubblicati né si possono fornire particolari che possano condurre alla loro identificazione a meno che ciò sia richiesto dalle stesse vittime per motivi di rilevante interesse generale.

Il giornalista presta sempre grande cautela nel rendere pubblici i nomi o comunque elementi che possano condurre all'identificazione dei collaboratori dell'autorità giudiziaria o delle forze di pubblica sicurezza, quando ciò possa mettere a rischio l'incolumità loro e delle famiglie.

 

Rettifica e replica

Il giornalista rispetta il diritto inviolabile del cittadino alla rettifica delle notizie inesatte o ritenute ingiustamente lesive.

Rettifica quindi con tempestività e appropriato rilievo, anche in assenza di specifica richiesta, le informazioni che dopo la loro diffusione si siano rivelate inesatte o errate, soprattutto quando l'errore possa ledere o danneggiare singole persone, enti, categorie, associazioni o comunità.
Il giornalista non deve dare notizia di accuse che possano danneggiare la reputazione e la dignità di una persona senza garantire opportunità di replica all'accusato. Nel caso in cui ciò sia impossibile (perché il diretto interessato risulta irreperibile o non intende replicare), ne informa il pubblico. In ogni caso prima di pubblicare la notizia di un avviso di garanzia deve attivarsi per controllare se sia a conoscenza dell'interessato.

 
Presunzione d'innocenza

In tutti i casi di indagini o processi, il giornalista deve sempre ricordare che ogni persona accusata di un reato è innocente fino alla condanna definitiva e non deve costruire le notizie in modo da presentare come colpevoli le persone che non siano state giudicate tali in un processo.
Il giornalista non deve pubblicare immagini che presentino intenzionalmente o artificiosamente come colpevoli persone che non siano state giudicate tali in un processo.
In caso di assoluzione o proscioglimento di un imputato o di un inquisito, il giornalista deve sempre dare un appropriato rilievo giornalistico alla notizia, anche facendo riferimento alle notizie ed agli articoli pubblicati precedentemente.

Il giornalista deve osservare la massima cautela nel diffondere nome e immagini di persone incriminate per reati minori o di condannati a pene lievissime, salvo i casi di particolare rilevanza sociale.

Le fonti

Il giornalista deve sempre verificare le informazioni ottenute dalle sue fonti, per accertarne l'attendibilità e per controllare l'origine di quanto viene diffuso all'opinione pubblica, salvaguardando sempre la verità sostanziale dei fatti.

Nel caso in cui le fonti chiedano di rimanere riservate, il giornalista deve rispettare il segreto professionale e avrà cura di informare il lettore di tale circostanza.

In qualunque altro caso il giornalista deve sempre rispettare il principio della massima trasparenza delle fonti d'informazione, indicandole ai lettori o agli spettatori con la massima precisione possibile. L'obbligo alla citazione della fonte vale anche quando si usino materiali delle agenzie o di altri mezzi d'informazione, a meno che la notizia non venga corretta o ampliata con mezzi propri, o non se ne modifichi il senso e il contenuto.

In nessun caso il giornalista accetta condizionamenti dalle fonti per la pubblicazione o la soppressione di una informazione.

 

Informazione e pubblicità

I cittadini hanno il diritto di ricevere un'informazione corretta, sempre distinta dal messaggio pubblicitario e non lesiva degli interessi dei singoli.

I messaggi pubblicitari devono essere sempre e comunque distinguibili dai testi giornalistici attraverso chiare indicazioni.

Il giornalista è tenuto all'osservanza dei principi fissati dal Protocollo d'intesa sulla trasparenza dell'informazione e dal Contratto nazionale di lavoro giornalistico; deve sempre rendere riconoscibile l'informazione pubblicitaria e deve comunque porre il pubblico in grado di riconoscere il lavoro giornalistico dal messaggio promozionale.

 

Incompatibilità

Il giornalista non può subordinare in alcun caso al profitto personale o di terzi le informazioni economiche o finanziarie di cui sia venuto comunque a conoscenza, non può turbare inoltre l'andamento del mercato diffondendo fatti e circostanze riferibili al proprio tornaconto.
Il giornalista non può scrivere articoli o notizie relativi ad azioni sul cui andamento borsistico abbia direttamente o indirettamente un interesse finanziario, né può vendere o acquistare azioni delle quali si stia occupando professionalmente o debba occuparsi a breve termine.
Il giornalista rifiuta pagamenti, rimborsi spese, elargizioni, vacanze gratuite, trasferte, inviti a viaggi, regali, facilitazioni o prebende, da privati o da enti pubblici, che possano condizionare il suo lavoro e l'attività redazionale o ledere la sua credibilità e dignità professionale.
Il giornalista non assume incarichi e responsabilità in contrasto con l'esercizio autonomo della professione, né può prestare il nome, la voce, l'immagine per iniziative pubblicitarie incompatibili con la tutela dell'autonomia professionale.

Sono consentite invece, a titolo gratuito, analoghe prestazioni per iniziative pubblicitarie volte a fini sociali, umanitari, culturali, religiosi, artistici, sindacali o comunque prive di carattere speculativo.

Minori e soggetti deboli

Il giornalista rispetta i principi sanciti dalla Convenzione ONU del 1989 sui diritti del bambino e le regole sottoscritte con la Carta di Treviso per la tutela della personalità del minore, sia come protagonista attivo sia come vittima di un reato. In particolare:
a) non pubblica il nome o qualsiasi elemento che possa condurre all'identificazione dei minori coinvolti in casi di cronaca;

b) evita possibili strumentalizzazioni da parte degli adulti portati a rappresentare e a far prevalere esclusivamente il proprio interesse;

c) valuta, comunque, se la diffusione della notizia relativa al minore giovi effettivamente all'interesse del minore stesso.

Il giornalista tutela i diritti e la dignità delle persone disabili siano esse portatrici di handicap fisico o mentale, in analogia con quanto già sancito dalla Carta di Treviso per i minori.
Il giornalista tutela i diritti dei malati, evitando nella pubblicazione di notizie su argomenti medici un sensazionalismo che potrebbe far sorgere timori o speranze infondate. In particolare:
a) non diffonde notizie sanitarie che non possano essere controllate con autorevoli fonti scientifiche;
b) non cita il nome commerciale di farmaci e di prodotti in un contesto che possa favorire il consumo del prodotto;

c) fornisce tempestivamente il nome commerciale dei prodotti farmaceutici ritirati o sospesi perché nocivi alla salute.

Il giornalista si impegna comunque ad usare il massimo rispetto nei confronti dei soggetti di cronaca che per ragioni sociali, economiche o culturali hanno minori strumenti di autotutela.
La violazione di queste regole integranti lo spirito dell'art. 2 della legge 3.2.1963 n. 69 comporta l'applicazione delle norme contenute nel Titolo III della citata legge.

Roma, 8 luglio 1993

 


Scritto da: Agente Furioso
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Commenti Commenti dei lettori

n. 20


Io ho ambiato canale e mi sono visto "chi l'ha visto" ero curioso di sapere se qualcuno aveva intravisto il capo del personale ora mi sfugge il nome spero che un giorno possa tornare in ufficio ciao a tutti

Di  caio mario  (inviato il 21/12/2013 @ 22:18:59)


n. 19


Il Dott. "Sottile", visti gli ascolti della puntata da egli condotta nella serata del 17/12/2013, dovrebbe trarre le sue conclusioni e chiudere bottega. Praticamente si è visto da solo e, qualche familiare, annoiato, che per non deluderlo gli ha dato aiuto.
Dati Auditel del 18/12/2013 per gli ascolti del 17: Linea Gialla il 2,95% di share, spettatori 581.000 .... praticamente se l'e suonata, cantata e ballata da solo .. resta però il fatto delle gravi dichiarazioni fatte nella trasmissione che, come Ufficiale di Polizia Giudiziaria, mi appresto a denunciare presso la Procura della Repubblica competente. Siamo o non siamo Ufficiali ed agenti di PG? Inondiamo la Procura di Roma di denunce, alla fine lo dovranno aprire un fascicolo .....
Visto che ufficialmente dal DAP nulla si muove, il SAPPE sta denunziando il fatto? E dai "muoveteve" .... il tempo sta per scadere .... il fiume sta per tracimare .... Consegna nelle caserme, applicazione dei regolamenti alla lettera, blocco delle traduzione se i mezzi sono insicuri e se si viaggia sotto scorta, chiusura delle carceri a mezzanotte come da regolamento, blocco dei riposi-licenze e venire a lavorare anche malati, blocco della consumazione dei pasti della MOS, perquisizioni capillari e continue nelle sezioni .... che altro? Aiutatemi ... Sarebbe la rinascita del Corpo ... vedere i colleghi Francesi 3 o 4 anni fa ......
BUON NATALE A TUTTI.

Di  Divide et Impera  (inviato il 20/12/2013 @ 11:43:23)


n. 18


Il Dott. Sottile, di nome e di fatto,.
Vi spiego anche perché:
Prima un piccolo inciso, qualora accertati eventuali reati, pagherebbero i responsabili.
È ignobile criminalizzare onesti lavoratori solo per il lavoro che svolgono.
Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi.
Ingiusto, da codardo professionista e dilettantesco giornalaro criminalizzare un Organismo militarmente organizzato dello Stato.
Come se dopo i fatti della UNO BIANCA si fosse criminalizzata tutta la Polizia di Stato.
Vengo al nocciolo della questione.
Queste trasmissioni, sono pilotate ad hoc in questo momento per distrarre l'opinione pubblica da un dato inqiuetante.
75 gg di pena abbonati ogni semestre, conti alla mano 5 mesi ogni anno.
Nessuno di questi solerti dilettanti, spiega che:
La norma è retroattiva dal 2010, e che molti dei beneficiari potranno così accedere anche alle misure alternative.
Ciò significa che in libertà saranno molti di più dei 3000 sbandierati a destra e a manca da addetti e, presunti addetti ai lavori.
Detto questo, sarei grato al dott. Sottile, se si facesse promotore di analogo sistema di per il calcolo dei requisiti pensionistici per gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria che in in quei lager che lui tanto enfatizza, ci devono lavorare almeno 35 anni.

Di  Daniele Papi  (inviato il 19/12/2013 @ 22:07:41)


n. 17


Gianni non me ne volere ,ma non sono d'accordo,noi non meritiamo queste cose !!!!! a noi l'unica cose che è mancata è solamente il fatto di essere comandati dalla divisa ,non dai civili,i civili che facciano altro.
Ultimamente ci sono dei contrasti derivati dal fatto che giustamente un Commissario deve comandare non essere comandato ,il nostro punto di riferimento deve assolutamente essere la divisa.
L'impegno c'è sempre stato,ma l'ostacolo maggiore è sempre stato il dirigente,i dirigenti devono stare negli uffici non all'interno degli istituti.
La nostra esistenza c'è sempre stata ,il problema è di chi ha cercato di screditarci “ i dirigenti ”...

Di  KRONOS 13  (inviato il 19/12/2013 @ 21:26:39)


n. 16


Ma non scherziamo, noi siamo quello che meritiamo,e lo dico a malincuore ma purtroppo un corpo senza testa e senza coda non puo che sopperire ad ogni attacco.se ci vogliamo salvare da tutto questo fango cerchiamo di impegnarci tutti premendo sui sindacati per staccarci dal nostro amato ministero ,forse un giorno qualcuno cosi si accorgera della nostra esistenza

Di  gianni  (inviato il 19/12/2013 @ 15:25:10)


n. 15


Che brutte cose !!! la trasmissione Linea Gialla ha definito noi la legge dei carnefici, della gente senza cuore. Come sempre siamo stati privati di diritto di replica. Dottor Capece lei che ci rappresenta ,che ci ha sempre rappresentato ,noi che crediamo come abbiamo sempre fatto in lei da sempre, faccia in modo che ciò non accada più... Scrivo a lei, perchè nessuno si è degnato di intervenire da parte della nostra amministrazione ????? Dove sono i nostri capi, dove sono le persone che ci rappresentano, e chi sono ???? Ora mi sorge un dubbio, ma esiste qualcuno oppure come tutte le volte c'è sempre e solo il Sappe con il Nostro Capece? (meno male che c'è).
Tutte le volte veniamo denigrati, ( non sanno neppure che apparteniamo ad un corpo di polizia a tutti gli effetti, ci chiamano secondini,guardie giurate ,agenti di custodia guardie carcerarie) lo fanno con disprezzo, quando sento quel termine mi sento di un male..ma dico io perchè ancora la nostra Amministrazione non interviene ,la riforma c'è stata nel 90 nessuno parla di noi nel bene ,nessuno parla del nostro corpo, si parla solo di detenuti, di carcere,ma di noi nessuno parla..???????
Perchè non si aprono le porte ma nel senso buono, perchè nessuno ci autorizza ad andare oppure a rilasciare interviste senza autorizzazione, perchè tale impedimento, quando uno non fa altro che difendere la sua divisa e la sua bandiera? Perchè ???? Non possiamo difenderci, visto che nessuno lo fa.
Qua non si tratta di attaccare nessuno qua si tratta di difendere il nostro onore,la nostra divisa il nostro corpo. la nostra bandiera
Dopotutto facciamo vedere il nostro valore, non solo brutte notizie di cronaca. Si parla di noi solo per la cronaca,non per evidenziare chi siamo ,cosa siamo capaci di fare,cosa valiamo e le nostre qualità.
Il personale ha bisogno di presenza e per presenza si intende dialogo, rispetto, ascolto; ciò per noi non esiste...
Ora l'opinione pubblica e la politica è interessata solo ed esclusivamente ai problemi dei detenuti. Nessuno ma mai nessuno si permette compreso me di negarglieli, non siamo noi a decidere sulle loro vicende, ma sono i giudici che giudicano, noi dobbiamo solo tenerli a loro disposizione I nostri problemi ?????? A chi interessano ???? ….Non conta solo lo stipendio conta anche essere rispettati per quello che rivestiamo e che siamo .
Lavoriamo in uno stato pietoso, senza soldi, senza contratto, senza divise, spendiamo di sartoria un occhio della testa, ci adattiamo a tutto ,(Con automezzi obsoleti) i nostri colleghi alcune volte che si recano in missione anziché guadagnarci ci vanno a rimettere ,tutto ciò accade perchè abbiamo un grosso e grande senso del dovere... ( come si suol dire Non si abbandona la nave.)
Manca l'organizzazione,si cerca solo di punire, sminuire, creare attriti e chi deve usare il buon senso non lo fa . Non si ascolta mai il personale non si ascoltano i problemi del personale e di chi è più debole avendo bisogno di sostegno ed altro.. se si sbaglia deve essere punito, questo è il risultato di un distacco da parte di chi avrebbe dovuto usare altro.(I Dirigenti)..
Allora credo che si debba riorganizzare tutto ,ma con gente competente,non incompetenti ,servono persone che ci sanno fare,che usino le stesse misure, che sappiano lavorare,ma non solo per penalizzare le persone, ma le persone devono avere le loro motivazioni, non credo serva tanto, leggiamo tante cose ,ma è possibile che quando il personale si lamenta nessuno verifica il perchè ????? tutto passa in cavalleria,tutto tace,invece quando c'è da colpire oppure rapportare non si tralascia nessun particolare...strano vero ???? certo chi sbaglia deve pagare, ma ci deve essere una valutazione dei fatti; accade spesso e volentieri che alcuni fatti gravi vengano insabbiati, mentre le cavolate vengono evidenziate,questa è una di quelle cose che io ho voluto elencare poi ci sarebbe una marea di cose,non credo che si debba andare oltre, basta leggere il malumore del personale, personale che denuncia, scrive e nessuno legge.
Questo non è interesse,sono questi i problemi che chi deve verificare non verifica,ma tralascia,poi accadono degli episodi che certo se nessuno si degna di fare i dovuti accertamenti e verifiche alla fine non si ci deve lamentare se accadano certe cose se poi nessuno verifica e prende dei provvedimenti in merito;se ci sono continue parzialità di tutti i tipi,se in alcuni posti di lavoro esiste la classe a e classe b, oppure alcuni possono ed altri no! Per non dire certe persone che svolgono il proprio lavoro trovano difficoltà nel farlo perchè danno fastidio,si rendono antipatici agli occhi di chi dovrebbe essere fiero di avere persone valide al suo fianco.
Si deve creare anche qualche figura in nostra difesa,oppure un organo di controllo immediato alle lamentele del personale,io non parlo del singolo ma in generale.
Per finire credo che tutti dobbiamo riflettere ,tutti ci dobbiamo mettere del nostro per continuare il nostro lavoro,bene,usando la nostra professionalità, il senso del dovere, come abbiamo sempre fatto In prima persona mi sento di dire alla nostra Amministrazione di ESSERE PRESENTE chiediamo di essere ascoltati,di leggere attentamente ciò che si scrive,perchè ciò che si scrive è la nostra voce,se si vuole cambiare l'inizio sarebbe la rimozione degli incompetenti delle persone incapaci , farci Comandare dalle persone in divisa non dai “civili”,come gli altri corpi di Polizia.
Per chiudere onore al MIO nostro sindacato “SAPPE” sindacato non solo per le tessere,ma che difende i nostri diritti,ci tutela nei nostri diritti,ci aiuta,ci ascolta,ci consente di continuare il nostro lavoro sapendo di non essere soli,ma di avere un sindacato pulito, “IMPARZIALE”anche se antipatico ad alcuni dirigenti. ( W W W IL SAPPE....)

Di  KRONOS 13  (inviato il 19/12/2013 @ 14:12:33)


n. 14


Mi piacerebbe leggere qualche commento di quelli che adulavano il Dott. Pagano quando da queste pagine ci siamo "permessi" di criticare la sua scarsa incisività (in qualità di Responsabile della comunicazione del DAP) nella tutela dell'immagine della Polizia Penitenziaria...

Di  Enzima  (inviato il 19/12/2013 @ 11:38:34)


n. 13


Mi sento lesa, umiliata, denigrata e come me tutti i Colleghi che hanno dovuto subire questo inutile accanimento.
Ogni giorno dobbiamo combattere con una Casta dirigenziale composta per la maggiore da personaggi incompetenti ed incapaci, per far valere i nostri diritti con trasparenza uguaglianza ed equità e questi di fronte ad una pubblica diffamazione perchè non alzano quella famosa cornetta che ogni giorno utilizzano per coprirsi vicendevolmente delle loro malefatte? Perchè non ci tutelano, quando siamo NOI a fare andare avanti il carcere ogni giorno? E' facile infangare la Polizia Penitenziaria figlia di un Dio minore.
Onore al sappe sempre, l'unico Sindacato che ci tutela.

Di  Vipera  (inviato il 19/12/2013 @ 11:11:07)


n. 12


Tutti pronti a giudicare ciò che non conoscono affatto, tutti innocenti e vittime di uno Stato crudele,tutti poveretti abbandonati a se stessi e noi i soliti aguzzini.
La nostra amministrazione é indegna di averci, basti vedere lo scempio che creano certi direttori incompetenti, per non dire altro.
Denunciateli.

Di  volpe nera  (inviato il 19/12/2013 @ 09:45:45)


n. 11


Lo schifo più grosso pagare l'abbonamento per sentire parlare un giornalista ed un ex collega contro il nostro corpo.
Il nostro corpo va rispettato intervenga la nostra amministrazione anche per denunciare questo ex collega !!! che ci ha totalmente denigrato ….

Di  Fonzie ...  (inviato il 18/12/2013 @ 23:17:21)


n. 10


Linea Gialla !!! '???? io non ho parole....fare giornalismo è giusto ??? ma non disprezzare la Polizia Penitenziaria..noi non siamo come ci avete descritto,noi vorremmo capire il perchè nessuno della nostra amministrazione non sia intervenuto a questo scempio di trasmissione.... queste cose fanno male...Noi che abbiamo dato il sangue per lo stato Italiano ,noi che veniamo screditati da coloro che non capiscono ,ma che credono di fare notizia con una trasmissione tv.cara Line Gialla se vuoi fare bella figura chiama uno di noi alla tua trasmissione..troppo facile chiamare ex colleghi non si capisce per quale fine..Noi siamo gente onesta,gente che ci tiene alla divisa...noi non siamo ciò che tu hai voluto dimostrare .Sono deluso,perchè l'informazione deve essere limpida,ma non di parte.
Io non ho nessun problema a partecipare alla tua trasmissione..Cerchiamo di far sapere all'opinione pubblica che la Polizia Penitenziaria non è un corpo di aguzzini come ha voluto dimostrare la trasmissione del 17/12/2013..Linea Gialla...occorre ...trasparenza ma non denigrazione verso il nostro corpo.....anche perchè meritiamo molto rispetto,visto il momento particolare,in quanto siamo abbandonati da tutti.....La legalità si ottiene quando tutto il sistema viene rispettato non solo una parte. Linea Gialla ti saluto...Noi ricordati siamo persone con un cuore....perciò non come ci avete voluto descrivere voi. Quando si fa una trasmissione devono esserci tutte le parti !!! ...che delusione....

Di  KRONOS...13  (inviato il 18/12/2013 @ 23:03:17)


n. 9


CARISSIMI COLLEGHI, PER NESSUN MOTIVO DICO NESSUN MOTIVO DOVETE SCENDERE COSI IN BASSO, E UNA TRASMMISSIONE CHE NON CONTA NIENTE, GUARDATEVI INTORNO ASCOLTATE LA GENTE I VICINI DI CASA E DOPO CAPITE,IL PRESENTATORE E GLI OSPITI CI VOGLIONO STIMOLARE A PARLARE, DOPO VEDIAMO EX COLLEGHI( E GIUSTO CHE NON SONO PIU NEL CORPO)CHE SI SBIZZARRISCONO A RACCONTARE LA LORO STORIA, SEMBRANO DI SAPERE TUTTO, MA IN REALTA NON SANNO NIENTE, RICORDATEVI QUELLO CHE SUCCEDE DENTRO DEVE RIMANE DENTRO LE QUATTRO MURA, FUORI E UN'ALTRA STORIA.

Di  GABRIELE  (inviato il 18/12/2013 @ 21:56:13)


n. 8


salvo sottile non è nessuno,e solo una marionetta ,che ha bisogno di soldi per potersi campare, vorrei solo ricordarle chi sono i suoi ospiti che in varie occasioni quando vogliono fare audience, dicono
'PER CERTE PERSONE BISOGNA CHIUDERLI IN UNA CELLA E BUTTARE LA CHIAVE. La Polizia Penitenziaria e il fiore all'occhiello delle istituzioni. SPAZZATURA FA SPAZZATURA.
LUIGI 63

Di  LUIGI  (inviato il 18/12/2013 @ 21:46:42)


n. 7


Signor Salvo Sottile ,io sono un ex appartenente della polizia penitenziaria, adesso in pensione, nella sua trasmissione mi sembra che si sta facendo un processo a tutti gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, sembra che si siano invertiti i ruoli che noi siamo i delinquenti e i veri delinquenti siano tutti delle brave persone nella sua trasmissione ci hanno definiti degli assassini una cosa proprio inammissibile e non si può offendere chi tutti giorni con grande sacrificio svolge un lavoro così delicato.

Di  antonio  (inviato il 18/12/2013 @ 20:44:42)


n. 6


e se in trasmissione portassimo le decine di colleghi che ogni giorno vengono picchiati sputati e derisi dai detenuti?????finche' si fanno queste trasmissioni strumentalizzate e senza contraddittorio, solo per avere audience,,, non si va' da nessuna parte e si danno solo notizie distorte alla opinione pubblica,, .

Di  Rocco c.c. "Miilano"  (inviato il 18/12/2013 @ 18:06:40)


n. 5


Siamo in attesa di scaricare l'intera puntata di Linea Gialla del 17 dicembre 2013 e abbiamo già allertato il nostro Ufficio Legale per intraprendere eventuali azioni legali. Abbiamo comunque contattato la Redazione di Linea Gialla chiedendo il diritto di replica alle accuse rivolte al Corpo di Polizia Penitenziaria e chi hanno assicurato che saremo di nuovo ospiti della trasmissione.
La Segreteria Generale SAPPE

Di  Segreteria Generale SAPPE  (inviato il 18/12/2013 @ 17:53:18)


n. 4


buongiorno, vorrei sapere il motivo per il quale, il sappe ( il piu grande sindacato di categoria ) non si fa carico , visto che c'è un Dipartimento latente, di querelare tutti quelle persone intervistate nel programma in questione che hanno gettano fango sulla polizia penitenziaria. come ad esempio ex collega di Asti , i parenti dei detenuto livornese morto di infarto, la madre del detenuto Perna (pur capendo e rispettando il loro dolore) ecc. per molto meno un sindacato d polizia di stato ha denunciato per violenza carnale ed altro, una manifestante che ha baciato il casco di un poliziotto. puo essere stato da parte del sindacato un gesto sproporzionato e provocatorio ma intanto al paese ha lanciato un messaggio . ho notato che oggi accusare la polizia penitenziaria di crimini e di luoghi comuni puo essere più facile di sparare alla croce rossa o di rubare la caramelo ad un bambino. sappe se ci sei batti un colpo

Di  marco.p  (inviato il 18/12/2013 @ 15:47:43)


n. 3


il giornalista non fa più il giornalista fa il lecchino di turno

Di  mario valguarnera  (inviato il 18/12/2013 @ 15:23:53)


n. 2


Ditelo a Facci che diceva che" noi guardie" nn avevamo paura , quindi siamo la a menare ogni giorno, la stupidita' e ignoranza nn ha fine, gli vorrei dire che Io ho paura ogni santissimo giorno ringrazio Dio x avermela scampata da: aggressioni autolesioni , mezzi vetusti , amministrazione nemica e quant'altro , Io lo dico sempre a tutti venite a fare una settimana di quello che faccio io e i miei colleghi e' facile parlare questo sistema nn l'abbiamo voluto noi . Un grosso augurio di buon Natale a "tutti " i miei colleghi , forza ragazzi questo nn lo meritiamo

Di  Marcoarianese  (inviato il 18/12/2013 @ 15:04:30)


n. 1


E'assurdo questo accanimento immotivato del giornalista e conduttore di Linea Gialla Salvo Sottile, condivido che fa piu' eco parlare senza contradditorio che confrontarsi, come l'altra volta dove Capece con garbo fece emergere la non vicinanza della madre di Perna come si addice al ruolo di una madre?
Non ando' a collquio da circa 6 mesi ed il figlio era affidato alla nonna?
Forse alla madre gli interessa l'aspetto economico, alla pari della Ilaria Cucchi?
A presto e forza la Polizia Penitenziaria, che e'un corpo sano che con sacrificio e con un misero stipendio, vedasi il caso di Torino( SOTTILE AVREBBE PURE POTUTO SPENDERE UNA PAROLA SULLO STRESS DA LAVORO DEL PERSONALE) di far comprendere alla societa'civile il ns. ingrato e non riconosciuto compito.

Di  LUIGI  (inviato il 18/12/2013 @ 14:46:34)




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