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Lasciate ogni speranza o voi che entrate


Polizia Penitenziaria - Lasciate ogni speranza o voi che entrate

Notizia del 31/08/2011

in Houston abbiamo un problema

(Letto 9027 volte)

Scritto da: Il Conte di Montecristo

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L’articolo 7 del DPR 254/1999 stabilisce che “l'Amministrazione, valutate le esigenze di servizio, può concedere al personale che ne abbia fatto domanda, per gravissimi motivi di carattere familiare o personale adeguatamente documentati, l’assegnazione anche in sovrannumero all'organico in altra sede di servizio per un periodo non superiore a sessanta giorni, rinnovabile”. E’ una disposizione che consente al personale di essere provvisoriamente assegnato in una sede diversa dalla propria per fronteggiare particolari situazioni, per “gravissimi motivi di carattere familiare o personale”. Ma cos’è che rende tale norma inapplicabile per molti ma favorevolmente interpretabile per pochi fortunati? Sicuramente l’eccessiva discrezionalità affidata all’amministrazione grazie alle seguenti parole inserite nella norma: “valutate le esigenze di servizio”, “adeguatamente documentati” e “non superiore a sessanta giorni rinnovabile”. Vorrei analizzare i tre concetti:

1) "Valutate le esigenze di servizio". Con tale espressione qualsiasi situazione, anche banale, potrebbe essere considerata un’esigenza di servizio. Il legislatore, infatti, non ha posto limiti all’attività discrezionale affidando ampia possibilità di scelta. Il DAP non ha problemi ad individuare le c.d. “esigenze di servizio” e pertanto, ogni esigenza è buona per rigettare il distacco.

2) "Adeguatamente documentati". L’adeguatezza viene affidata alla buonafede o malafede. Molte istanze vengono rigettate o non prese in considerazione per una supposta inadeguatezza documentale. Ad esempio, il certificato rilasciato dal medico di base non sembra avere la stessa prova legale di un certificato rilasciato dall’Asl. La malafede fa perdere di vista il fatto che nel “traffico giuridico” il certificato del medico di base ha una pubblica considerazione di misura uguale del certificato rilasciato dall’Asl. Non si vede, allora, il motivo per il quale il certificato del medico di base non debba possedere lo stesso valore giuridico formale del certificato dell’Asl. Ma non finisce qui perché la malafede va oltre. Il certificato deve essere rilasciato dall’Asl e non da cliniche private. Quindi, andate all’Asl perché ciò che attesta il vostro medico di fiducia potrebbe non essere considerato. Che assurdita!

3) "Non superiore a sessanta giorni, rinnovabile". Il legislatore ha posto un limite temporale di sessanta giorni all’assegnazione, consentendo però di rinnovarla senza alcun limite. Infatti, non c’è scritto “rinnovabile per ulteriori sessanta giorni”. In sostanza si lascia ampia discrezionalità e quindi, un’assegnazione temporanea può durare un mese ma anche oltre dieci anni. Ci sono tantissimi casi di assegnazioni che hanno perso da molto tempo il requisito della “temporaneità”. E’ forse un privilegio oppure è stato dimenticato il fascicolo nei cassetti?

Tutto questo succede al piano terra del DAP (primo corridoio a destra dall’ingresso) dove pare il diritto al c.d. “distacco” spesso si trasforma in una “concessione” e dove all’ingresso del corridoio bisognerebbe costruire una lastra con su scritto: “lasciate ogni speranza o voi che entrate”.


Scritto da: Il Conte di Montecristo
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n. 2


Ragazzi siete degli illusi. Questi privileggi, li hanno solamente i raccomadati .Se conosci qualcuno che bazzica nella sala dei bottoni allora tutto ti sarà concesso.

Di  Poseidone  (inviato il 09/09/2011 @ 20:27:44)


n. 1


Finalmente qualcuno ha denunciato questa assurdità. Vorrei però sottolineare che non c'è soltanto il problema del "distacco" ma anche quello dei trasferimenti 104. L'Amministrazione non tiene conto della legge n. 183 del 4.11.2010 che ha eliminato il requisito della continuità e della esclusività dell'assistenza al parente portatore di handicap. Mi chiedo chi sono questi "giuristi" del DAP (ma forse di quel corridoio) che continuano a dare un interpretazione non sistematica della norma. Costoro dovrebbero sapere che nel diritto positivo italiano, l'interpretazione giuridica è regolata dall'articolo 12 delle preleggi, il quale stabilisce che: "nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore". Tuttavia, la vedo difficile.

Di  Marco Rossi  (inviato il 01/09/2011 @ 00:29:17)




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