Maggio 2018
  Scarica il file .pdf del numero della Rivista Maggio 2018  
  Archivio riviste    
Lavoro e famiglia: problematiche workaholism


Polizia Penitenziaria - Lavoro e famiglia: problematiche workaholism

Notizia del 14/03/2018

in Mondo Penitenziario

(Letto 1271 volte)

Scritto da: Francesco Campobasso

 Stampa questo articolo     Leggi i Commenti Commenti dei lettori


Conciliare la propria attività lavorativa con la cura per la propria famiglia e i propri figli è un problema sempre più sentito in Italia, che si riversa inevitabilmente anche all’interno della nostra amata Amministrazione Penitenziaria.

Gli strumenti per migliorare la situazione sono sicuramente tanti, ma occorre più coraggio nel metterli in campo.

Diverse coppie sono sempre più preda di fattori di eccessivo stress determinato dai fatidici carichi di lavoro che, piuttosto che restare fuori dal contesto familiare, entrano a piedi uniti all’interno del nido coniugale.

Un lavoro, il nostro, irto di difficoltà, laddove la fa da padrone il nervosismo, l’amarezza, fattori emotivi che riflettono il loro percorso finale all’interno del contesto ovattato della famiglia. Il dramma che spesso attanaglia gli eventi luttuosi di tanti colleghi che decidono di mettere in scena atti insoliti e incresciosi di puro autolesionismo, pone in risalto il vero dilemma, ovverosia quello di una vita particolarmente complessa in un contesto decisamente difficile.

La percentuale delle coppie in crisi, con problematiche che trovano spesso e volentieri forti ripercussioni sui figli, risultano essere in costante ascesa.

Il dover lavorare in turnazioni massacranti, in realtà penitenziarie gravate da problematiche varie, rappresentano alcuni punti in cui intavolare la ricerca di spunti in grado di affrontare la delicata tematica.

Sarebbe ideale trovare nuove soluzioni in grado di ripristinare fenomeni in grado di aiutare il chiuso familiare, anche perché se sempre più spesso ci si portano le ansie ed i patemi all’interno del chiuso domestico, allora diventa veramente difficile arginare un così delirante problema.

Alcune persone, uomini e donne, vivono invece una vera e propria dipendenza dal lavoro.

Si parla allora di workaholism.

Si tratta di un disturbo psicologico, caratterizzato da sintomi ben precisi.

Non di rado ci imbatte in colleghi dipendenti dal lavoro che si immergono a testa bassa nel servizio istituzionale, così come quelli che non fanno mai vacanze e non staccano mai la spina.

La differenza tra una persona che ha tanto lavoro e un workaholic consiste soprattutto nel riconoscimento del sacrificio fatto. Il drogato dal lavoro si mette lui stesso sotto pressione, come se fosse la norma.

Tutto questo alimenta il cd. “rischio della dipendenza”, che in sostanza rileva che il dipendente da lavoro può incorrere in seri rischi per la salute, sia fisica che psicologica, fino a essere vittima di un vero e proprio esaurimento.

Si crea quindi una situazione paradossale: si sacrifica tutto per il lavoro ma si è meno efficienti all’interno del contesto familiare.

Il partner è spesso vittima di queste situazioni, e non è raro che la coppia vada in frantumi.

Anche senza diventare workaholic, è facile che il lavoro diventi un problema per la coppia.

Innanzitutto ci sono le nuove tecnologie, che rendono difficile separare la sfera lavorativa da quella privata.

Sono in molti ad avere accesso alla casella di posta dell’ufficio dal cellulare personale, e anche a dei documenti salvati sui sistemi cloud.

Va aggiunto anche il peso delle distanze tra casa e lavoro.

Quando si lavora molto lontano da casa, le giornate si allungano.

E, quando si lavora fino a tardi, i momenti che si passano in famiglia sono ridotti al minimo.

Quali quindi i possibili rimedi ad una situazione del genere?

Come affrontare la situazione?

Se, in una coppia, uno dei due lavora troppo, bisogna affrontare la situazione serenamente, cercando di mettere delle barriere tra vita privata e lavorativa.

Occorre in primo luogo accettare che porti del lavoro a casa, ma solo quando è veramente necessario. Perché le cose cambino davvero, non è sufficiente dire al partner "tu lavori troppo", o “sei troppo assente”, ma soprattutto che sia presente come compagno/a, genitore, amante...

Molti colleghi trovano difficoltà ad allontanarsi dal proprio contesto lavorativo, anche quando si trovano in congedo lontani dal servizio.

La costante frequentazione con i colleghi anche fuori dal servizio stesso, il trattare argomenti che hanno sempre a che fare con il mondo del proprio lavoro, non considerare che

il proprio partner non apprezzi sempre sentire questioni che si riflettono su temi che difficilmente comprende, conferma un’inclinazione tale da portare spesso le coppie ad allontanarsi inconsciamente l’uno dall’altro.

La maggior parte dei consigli che a tal riguardo vengono comunque dati prende spunto dall’invitare le parti in causa a vivere i loro contesti quanto più possibile lontano dal mondo del proprio lavoro, incentrando e suscitando una ripresa negli affetti, altrimenti troppo localizzata ad un unico e solo settore.

E alle coppie, poi, si uniscono le problematiche dei figli, che di riflesso crescono e avvertono questo disagio nell’unione dei propri genitori.

 

 


Scritto da: Francesco Campobasso
(Leggi tutti gli articoli di Francesco Campobasso)






 

Ultime Notizie Le ultime foto pubblicate
Detenuto aggredisce due agenti a Pesaro durante la perquisizione
Carcere, l’inchiesta sull’ex direttore Il dubbio: lavori gratis in casa? «Batteva cassa due volte all’anno»
Detenuto tenta fuga da ospedale, un agente si ferisce per fermarlo. Bonafede: Coraggio e senso dovere agente
Reggio Emilia, allarme in carcere: dà fuoco alla cella e inneggia all''Isis
Detenuto aggredisce poliziotti penitenziari a Viterbo. Era tra i protagonisti della rivolta di Ariano Irpino
Una pistola TASER per gli Agenti di Polizia Penitenziaria contro le aggressioni
Il Prefetto in visita al Don Bosco: "Attività della Polizia Penitenziaria insostituibile"
Carceri, il Garante: detenuti salgono a 58mila. Il ministro Bonafede: 41 bis irrinunciabile


La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!

 Foto della Polizia Penitenziaria Inviaci le tue!

Più di 1.300 ricevute in un anno!

 


Commenti Commenti dei lettori

n. 11


Ma allora di che lamentarsi delle notti

Di  Anonimo  (inviato il 18/03/2018 @ 18:06:14)


n. 10


Cari colleghi per tutto si trova rimedio basta solo volerlo. Tutti devono concorre ai festivi alle notti senza distinzioni tra cariche fisse e turnisti.
Non fate i ciechi sordo muto rappresentate e fate presente sempre tutto , piuttosto che lagnarsi addosso.
Fate intervenire il sindacato rivendicare al sindacato il rispetto dell'accordo quadro e un dovere di tutti. Segnalare chi non si attiene alle norme alle regole sulle pari opportunità e un dovere .
Piangersi addosso perché dopo 35 anni di servizio si viene comandati in turni notturni e inutile se non si fa intervenire il sindacato .
L'assistente capo che espleta mansioni superiori e una sua scelta e un piacere nonché un piacere comandare per poi lagnarsi che lavora al posto di sovrintendenti e ispettori quando in realtà gli viene proposto accettando con immenso piacere il comando .
Chi si lamenta in realtà si lamenta tanto × .
Il fallimento dei sindacati in parte e dovuto ai lamentosi che per un motivo é un altro preferisce la lamentela anziché segnalare.


Di  Anonimo  (inviato il 18/03/2018 @ 11:37:25)


n. 9


Notte 6×6= 36
36×5= euro 180,00
L'operaio della fonderia non prende il 6×6=36 , eppure all'età di 55 anni lavora in turni notturni senza lamentarsi aspettando i 65 anni per poi prendere 1400 di pensione senza scivoli dei 5 anni senza cause di servizio .

Di  Anonimo  (inviato il 17/03/2018 @ 16:30:13)


n. 8


...cmq in tanti non sanno quel che dicono, caro ja.bt. tu hai lo spiccato senso del dovere e di conseguenza la pensi esattamente come me, ed è proprio x quelli che parlano così che non andiamo mai avanti, ma solo indietro, io sono a 33 anni, saluti.

Di  Anto  (inviato il 17/03/2018 @ 15:43:55)


n. 7


egregio collega del collega n 6 17/03/2018 @ 06:43:27) ti faccio presente che io non ho bisogno di mandare foto ,ma giornalmente ci metto la mia di faccia l'ho sempre fatto e lo farò fino all'ultimo giorno di servizio .

ringrazio Anto per quanto rappresentato anche se già ero a conoscenza , cmq la richiesta già la avevo inoltrato qualche anno fà .
cordialmente
ass.c. ja.bt.

Di  Anonimo  (inviato il 17/03/2018 @ 15:09:11)


n. 6


Collega caro, è tu dopo 35 anni ti fai ancora vedere in servizio? Mandagli una bella fotografia e goditi la vita.

Di  Anonimo  (inviato il 17/03/2018 @ 06:43:27)


n. 5


Esonero dai turni notturni a 50 anni, o con 30 anni di servizio...Si è previsto, ma viene comunque concessa a domanda, e non è di diritto, fare richiesta, in Segreteria agenti! Saluti!

Di  Anto  (inviato il 16/03/2018 @ 22:56:05)


n. 4


P.S....esonero servizi notturni dopo i 50 anni
l'esenzione ai servizi esterni prevista dall'art. 12 dell'A.N.Q. , e' riconosciuta sia al personale che presta servizi esterni ( controllo del territorio), sia per tutti coloro che effettuano servizio ordinario e ne facciano richiesta.
La "conditio sine qua non" , per produrre l'istanza di esonero è : 50 anni di età o almeno 30 anni di servizio utile. Facciamo valere i diritti conquistati in anni di lotte!

Di  Anto  (inviato il 16/03/2018 @ 22:49:26)


n. 3


Risposta a 50 anni...OGGETTO
:
Art.
9
dell'Accordo
Nazionale
Quadro
d'Amministrazione,
esonero
volontario
del
personale
di
Polizia
penitenziaria
dalle
turnazioni
notturne
e
anzianità
di
servizio. il
problema relativo all’esenzione dalle notti del personale con 30 anni di servizio e/o 50 anni
di età sia lungi dall’essere risolto, in quanto ad alcuni nostri iscritti sono stati assegnati turni
notturni già nei primi giorni del mese di novembre o previsti finanche nel programmato
mensile.
La nostra richiesta si fonda sulle seguenti previsioni normative e contrattuali:
1. art. 21 co. 4 del DPR 82/99: “il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria che
abbia superato il cinquantesimo anno di età viene esentato, a sua richiesta, dai
servizi notturni di vigilanza e osservazione dei detenuti di cui all’art. 42, salvo
inderogabili e comprovate esigenze di servizio”;
2. art. 9 co. 3 lett. c dell’AQN del 24 marzo 2004: “il personale del Corpo di Polizia
Penitenziaria che abbia superato il cinquantesimo anno di età, o che abbia oltre
trenta anni di servizio, è esentato, a sua richiesta, dalle turnazioni notturne
nell’ambito dei servizi di vigilanza ed osservazione dei detenuti di cui all’art. 42 del
DPR 15 febbraio 99 n.82 e dal servizio notturno di vigilanza armata, salvo
inderogabili e comprovate esigenze di servizio”;
3. circolare nr. 125985-5.1 del 25 ottobre 2000 dell’Ufficio Centrale del Personale del
Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria;
4. nota GDAP-0143792 -2012 del 11 aprile 2012 a firma del Direttore dell’Ufficio del
Personale e della Formazione, dott. Silvio Di Gregorio: “nell’ambito di una corretta
gestione delle risorse umane ed al fine, comunque, di contemperare al meglio le
esigenze del personale con le esigenze dell’Amministrazione, l’Autorità Dirigente
dovrà effettuare una prudente ed equa valutazione nella distribuzione delle
turnazioni più disagiate che tenga conto anche dell’età anagrafica e dell’anzianità di
servizio”;
5. art. 15 co. 3 del PIR: il personale con più di 50 anni di età o con più di trenta anni di
servizio “verrà impiegato solo dopo che il restante personale è prossimo a superare
il tetto previsto dall’Accordo Quadro o, se inferiore, quanto previsto a livello locale”.
Pertanto, considerato quanto sopra e che, esaminato il programmato mensile del mese
di novembre inviato alle OO.SS., non risulta che tutto il personale assegnato, ad esempio,
all’U.O. Alta Sicurezza superi il tetto mensile delle 4 notti (15 poliziotti effettueranno 3 notti,
4 colleghi due notti, 11 poliziotti una sola notte, ben 8 neanche una notte) o anche all’U.O.
Area Esterna (5 poliziotti effettueranno 3 notti, 3 colleghi due notti, 11 poliziotti una sola
notte, ben 9 neanche una notte), si chiede di voler garantire il rispetto delle norme citate e
quindi esentare dai turni notturni del mese in corso il personale che ne abbia presentato
esplicita richiesta.
Si chiede, infine, di controllare il rispetto di quanto previsto dalle vigenti norme
contrattuali in tema di equa distribuzione dei riposi festivi, considerato che, dalla lettura del
programmato mensile del mese di novembre 2015, una parte del personale considerevole
risulta fruire di tutti i riposi festivi del mese, a partire dai poliziotti appartenenti al ruolo degli
ispettori. Saluti!

Di  Anto  (inviato il 16/03/2018 @ 22:37:19)


n. 2


dopo 35 anni di servizio , e 56 anni di età ancora debbo fare turni notturni, perchè non si prevede una norma tassativa di esclusione almeno dopo 35 anni di effettivo servizio con l'opzione della volontarietà ad effettuare tali turnazioni .
ass.c.

Di  Anonimo  (inviato il 16/03/2018 @ 18:34:21)


n. 1


che articoli....mah

Di  DINGO  (inviato il 14/03/2018 @ 15:24:07)




Scrivi un commento Scrivi un commento

Testo (max 1000 caratteri)

Nome

Link (Visibile a tutti)


Email (Visibile solo dall'amministratore)


Salva i miei dati per futuri commenti

Ricevi in email la notifica di nuovi commenti

I commenti sono moderati. Il tuo commento sarà visibile solo quando approvato.
Il seguente campo NON deve essere compilato.



Disclaimer
L'indirizzo IP del mittente viene registrato, in ogni caso si raccomanda la buona educazione.

54.159.91.117


Pagina Facebook di Polizia Penitenziaria

Email Polizia Penitenziaria. Richiedila gratis o a pagamento




Tutti gli Articoli
1 Salvate il Gruppo Operativo Mobile (e gli altri servizi della Polizia Penitenziaria)

2 Col Ministro Bonafede avrà finalmente fine il paradosso dei direttori che esercitano funzioni di polizia, tolte alla Polizia Penitenziaria?

3 Ma col Ministro Orlando c’era un progetto, a tavolino, per depotenziare la Polizia Penitenziaria?

4 Alcune considerazioni sull’esonero, per motivi sanitari, da alcuni posti di servizio

5 Il Dap si riorganizza ... ma si dimentica sempre dell''Appuntato Caputo

6 Firenze Sollicciano: bubbole, fandonie e fanfaluche

7 L’elogio funebre di Nicolò Amato a Giuseppe Falcone

8 Il pericolo radicalizzazione nelle carceri italiane

9 Aumenta la casistica dei reati perseguibili a querela

10 La favoletta dell’autoconsegna di Siracusa e le fake news di certe paginette facebook





Tutti gli Articoli
1 Supermercato in caserma, i Carabinieri ne Aprono uno per tutti i Militari di Firenze

2 Carceri:Ariano Irpino,sequestrato agente

3 Noipa: nel cedolino di giugno al via gli incrementi stipendiali. Tutte le date degli accrediti

4 Carceri, SAPPE a Bonafede: “Ecco la situazione degli agenti penitenziari

5 Disordini Ariano Irpino: Bonafede, a chi lavora in carcere il sostegno concreto dello Stato

6 Accoltellamento a Trezzano, un poliziotto penitenziario salva la vita all’anziana aggredita

7 Rivolta in carcere ad Ariano Irpino, feriti due agenti della penitenziaria

8 Grand Hotel Poggioreale, cellulari e 100mila euro: la “stanza” d’oro di Genny ‘a carogna

9 Ariano Irpino:Si sono offerti in ostaggio per salvare i loro colleghi

10 Sicurezza: Salvini, chiesto a Tria fondi assunzioni. Troppo alta età media agendina,serve piano reclutamenti


  Cerca per Regione