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Le grandi manovre per depotenziare la Polizia Penitenziaria: un gioco a somma zero che porterà alla sconfitta di tutti


Polizia Penitenziaria - Le grandi manovre per depotenziare la Polizia Penitenziaria: un gioco a somma zero che porterà alla sconfitta di tutti

Notizia del 10/11/2017

in Il Pulpito

(Letto 3529 volte)

Scritto da: Giovanni Battista De Blasis

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Mi è tornata alla mente una storiella raccontata in un libro letto tanto tempo fa (avevo quindici anni) basata su un giochetto di logica pura.

Il libro (che poi fu trasposto anche in un bel film) era La storia fantastica di William Goldman.

Il protagonista, Westley, era un umile garzone, innamorato di una principessa, alla disperata ricerca di un modo per coronare la sua storia d’amore.

Ad un certo punto, tra le tante prove che è costretto a superare, si trova a sfidare in un duello di astuzia uno dei tanti villain incontrati sulla sua strada.

Westley mette due coppe di vino sul tavolo affermando che in una soltanto è stato messo del veleno mortale e invita, poi, l’antagonista a scegliere da quale bere.

“Ma è molto semplice” sostiene l’avversario, “tutto ciò che devo fare è indovinare, da quello che so di te, se tu sei il tipo che metterebbe il veleno nella propria coppa o in quella del nemico. Ora, un uomo di ingegno lo metterebbe nella propria coppa, perché solo un idiota prenderebbe quella che gli è stata messa davanti, e io non sono un idiota, perciò non posso scegliere il vino che hai davanti tu. Ma tu dovevi saperlo che io non sono un idiota, ci avrai contato, e quindi non sceglierò il vino che sta davanti a me”.

Alla fine di tutto il ragionamento entrambi bevono dal proprio calice, il villain stramazza al suolo e Westley salva la principessa.

Il giochetto mortale de La storia fantastica è quello che viene definito “un gioco a somma zero”.

Nel 1944 un matematico ed un economista, Von Neumann e Morgenstern, pubblicarono il libro Teoria dei giochi e comportamento economico, in cui tentarono di descrivere matematicamente il comportamento dell’uomo in situazioni in cui ci sono interazioni tra due o più soggetti, nelle quali le decisioni dell’uno influiscono sui risultati conseguibili dal rivale secondo un meccanismo di retroazione. Decisioni ovviamente finalizzate al massimo guadagno di un soggetto rispetto all’altro.

Secondo Von Neumann e Morgenstern alla base della teoria dei giochi vi sono due principi fondamentali: tutti devono essere al corrente delle regole e ognuno deve essere consapevole delle conseguenze di ogni scelta che fa.

L’insieme delle scelte è definita strategia.

In relazione alle strategie adottate si riceve una vincita che può essere positiva, negativa o nulla.

Se alla vincita di un giocatore corrisponde la perdita in parte uguale degli altri il gioco si dice a “somma zero”.

Pochi anni dopo, il matematico canadese Albert Tucker, analizzando più a fondo alcuni aspetti della teoria dei giochi, ideò L’enigma del prigioniero.

In questo dilemma, due criminali vengono arrestati e rinchiusi in due celle diverse, impedendo loro di comunicare.

Ad ognuno di loro viene proposto di scegliere tra confessare o non confessare a queste condizioni:

• se solo uno dei due confessa, chi ha confessato evita la pena, ma l'altro viene condannato a 7 anni di carcere.

• se tutti e due confessano, vengono entrambi condannati a 6 anni.

• se nessuno dei due confessa, entrambi vengono condannati a 1 anno.

In una situazione del genere, entrambi i criminali si aspettano che l'altro confessi e, sulla base di questa aspettativa di scelta altrui, decidono di confessare.

L’equilibrio dominante così raggiunto fu definito equilibrio di Nash, dal nome del teorico matematico che elaborò questa teoria.

In realtà, la soluzione migliore, definita ottimo paretiano, è quella in cui entrambi i criminali non confessano.

Tenuto conto, però, della mancanza di cooperatività tra i due, ogni singolo criminale, anche se ha preso precedenti accordi per non farlo, tenderà a confessare confidando sul mantenimento della parola data dall’altro e lo stesso atteggiamento sarà, ovviamente, tenuto anche dal secondo criminale. Alla fine, entrambi i criminali sconteranno una pena di sei anni ciascuno.

Tuttavia, sia nel caso di una confessione spontanea di entrambi, sia in quello di una confessione che vìola un accordo precedentemente preso, il risultato porta maggior danno che non la possibile scelta alternativa, che entrambi hanno, del non confessare affatto.

Proviamo ora a considerare, per analogia, che le professionalità presenti al Dap (Dirigenti Penitenziari, Magistrati, Polizia Penitenziaria) siano giocatori di una partita e che le scelte che ognuno di loro ha fatto negli ultimi anni siano le strategie che ogni singolo giocatore mette in campo per raggiungere un proprio risultato.

Ovviamente, i principi generali della teoria dei giochi non vengono messi in discussione e tutti i protagonisti sono al corrente delle regole e sono a conoscenza delle conseguenze prodotte dalle strategie che decidono di adottare.

Prendiamo, allora, ad esempio il comportamento e le scelte prese negli ultimi mesi dalla dirigenza del Dap e dal Gabinetto del Ministro. Essi hanno agito in modo da ottimizzare il proprio risultato finale a scapito degli altri giocatori.

E, fin qui, nulla di eclatante rispetto alla teoria dei giochi.

Le strategie messe in atto, però, sono proprie di un gioco non cooperativo, cosa questa che non corrisponde affatto ai principi di buona amministrazione.

Le loro scelte si sono mosse nella direzione di quello che abbiamo definito l’equilibrio di Nash.

Assumendo, com’è ovvio e naturale che sia, che anche le altre componenti dell’amministrazione penitenziaria, seppur un po' in ritardo, adottino le stesse strategie, arriveremo inevitabilmente ad una mancanza di equilibrio paretiano.

La speranza e la probabilità, infatti, che il secondo criminale del dilemma del prigioniero non confessi, è pressoché pari a zero.

Ciò che oggi appare, ai dirigenti penitenziari e ai magistrati, come un vantaggio diventerà ben presto uno svantaggio per tutti.

L’equivoco non è da ricercare nella natura delle regole della teoria dei giochi, che governano spesso anche le scelte politiche, ma bensì nel macroscopico errore di confondere un gioco cooperativo con un gioco non cooperativo.

L’accordo del “non confessare”, ed il conseguente rispetto di esso da parte dei due criminali, porterebbe al rispetto dell’assioma di razionalità.

Indubbiamente, un anno di carcere garantirebbe ad entrambi un risultato migliore rispetto a sei o sette.

Invece, a partire dal famigerato DM 2 marzo 2016, si è imboccata la strada del depotenziamento della Polizia Penitenziaria ad apparente vantaggio dei dirigenti penitenziari.

E questa è una strategia messa in atto non considerando il dipartimento come un insieme di giocatori cooperanti in un’unica direzione per ottenere di volta in volta risultati a somma zero.

Ciò comporta che, tale insieme di strategie, porterà inevitabilmente ad un gioco a somma costante, con tutte le conseguenze che ciò implica.

Eppure, fin dall’antichità si è capito che un gioco a somma zero non è molto conveniente, tanto che si suggeriva ai generali di non abusare della vittoria o di fare una attenta valutazione fra guadagni e perdite.

Si pensi alla celebre vittoria di Pirro, che lo indebolì a tal punto da causare la sua rovina.

L’operazione politica che il Ministro Orlando ha fatto con l’attribuzione degli incarichi superiori ad personam, prescinde dall’efficienza, dall’efficacia e dall’economicità della buona amministrazione.

L’operazione politica che il Ministro Orlando ha studiato a tavolino, insieme a Buffa e Del Gaudio, è stata fatta sulle spalle e sulla pelle della Polizia Penitenziaria.

Dirigenti penitenziari (Pietro Buffa in testa) e Magistrati (Gabinetto e Del Gaudio in particolare) non hanno capito una cosa ... che quello che stanno facendo è un gioco a somma zero, ovverosia che quello che guadagnano loro lo perde la Polizia Penitenziaria e, alla fine, inevitabilmente, la sconfitta della Polizia Penitenziaria sarà la sconfitta di tutti.

Il DAP senza la Polizia Penitenziaria finirà per essere uno dei tanti apparati burocratici dello Stato, al pari del Catasto o della Ragioneria Centrale, e allora se le potranno sognare le scorte, la tutela e tutti gli altri benefici ottenuti con l’equivoco (e la strumentalizzazione) delle deroghe per il comparto sicurezza.

Se non altro, i magistrati potranno tornare a fare i magistrati ... ma il dirigente penitenziario tornerà ad essere quello che era prima della legge di riforma: il Policarpo Ufficiale di Scrittura di Mario Soldati.

 


Scritto da: Giovanni Battista De Blasis
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Commenti Commenti dei lettori

n. 23


Tony nulla di personale sei il passato che non passa .

Di  Pensionato  (inviato il 17/11/2017 @ 12:00:04)


n. 22


@Brigadiere Caputo
Nella riunione di ieri il Sappe ha ribadito e confermato le osservazioni inviate per iscritto, compresa quella sugli idonei non vincitori dei precedenti concorsi, auspicando uniformità con gli analoghi criteri adottati dalla Polizia di Stato.
A breve sapremo quanto condiviso dall’amministrazione.
In caso di promozione si mantiene per intero il parametro più alto.

Di  GB de Blasis  (inviato il 17/11/2017 @ 10:16:12)


n. 21



Cara Direzione caro Dr. De Blasis nella riunione di ieri 16 novembre con le organizzazioni Sindacali in merito all'assegnazione dei neo agenti e del Decreto sui Vice Sovrintendenti mi chiedo se è stato discusso e accolto l'eventuale titolo per quanto concerne gli "idonei non vincitori " in analoghi concorsi. Nel comunicato del Sappe del 16 novembre sembrerebbe di no, perchè sono menzionate solo croci e medaglie..
Poi chiedo ancora. Con l'eventuale passaggio al ruolo dei Sovrintendenti non si conserverebbe il parametro più favorevole, ma la differenza tra il vecchio ed il nuovo parametro. Una via intermedia. Un assegno ad personam per poi avere un rialineamento raggiunta la qualifica di Sovrintendente. Mi confermate ?
Ecco la vostra nota integrativa in merito al possibile correttivo.
Facendo seguito alla nota n. 530_2017/er in data 26 ottobre u.s. e ad integrazione della stessa,
si ritiene proporre quale ulteriore elemento di valutazione per titoli l’essere risultato idoneo non vincitore
in precedenti concorsi per la stessa qualifica sostenuti precedentemente.
A tal riguardo, preme evidenziare che questo stesso criterio è stato inserito nell’analogo
decreto del Capo della Polizia per quanto attiene il concorso per vice sovrintendente bandito per il
personale della Polizia di Stato.
Ciò posto, per evidenti quanto necessari principi di equiordinazione, appare indispensabile
stabilire criteri quanto più possibile omologhi a quelli indicati dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza per
il personale della Polizia di Stato.
Si ringrazia

Di  Brigadiere Caputo  (inviato il 17/11/2017 @ 10:08:49)


n. 20


@AC
Lo smantellamento del Corpo di Polizia Penitenziaria è in atto da anni e la notevole riduzione degli organici degli Istituti Penitenziari ne è la macroscopica prova. Quello che ho inteso sottolineare nei miei interventi non è la differenziazione di importanza o di forza tra chi svolge servizio in carcere e coloro che lavorano nelle sedi extra moenia, ma solamente che interpellanze politiche e alzate di scudo delle OO.SS. coincidono (guarda caso) con la proposta di ridurre gli organici di P.P. del D.A.P.. Ritengo che il centro dell'interesse delle OO.SS. non possa non essere il Poliziotto Penitenziario che svolge servizio in carcere, perché questa è la nostra 'ragione sociale', questa è la nostra prima linea, questa è la sede ove siamo più numerosi in termini assoluti. Caro AC, lo spirito di corpo si basa su una comunione di intenti, su un'idea identitaria, su obiettivi condivisi; ebbene, per creare tali presupposti bisogna crederci, lavorare quotidianamente gomito a gomito, sacrificarsi gli uni per gli altri.....non credo che sposare una sigla in modo acritico e con atteggiamento da tifoso sia il modo migliore per riuscirci.

Di  Tony  (inviato il 14/11/2017 @ 12:55:47)


n. 19


“Chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi”
La stessa cosa si potrebbe dire di voi, le vostre idee dove ci hanno portato?
Sempre che ce n’è siano state.
Lo spirito di corpo lo avete fatto perdere.
Non immaginate quanti “Tony” vi sommergeranno.

Di  je suis "Tony"  (inviato il 14/11/2017 @ 12:32:40)


n. 18


caro Tony, intendevo proprio quello che hai scritto, le critiche, siano esse ideologiche o demagogiche hanno senso (secondo me) solamente se portano a qualcosa di utile per la collettività e si concludono almeno con un idea, un progetto o una speranza da perseguire, altrimenti sono chiacchiere al vento e sinceramente ne siamo già stati sommersi da tempo.
Oggi stiamo vivendo lo smantellamento del corpo e assistiamo immobili alla fine della polizia penitenziaria e ritengo che sia assolutamente egoistico e riduttivo non proporsi con spirito di corpo e tentare quantomeno di provare ad essere uniti senza disquisire se è meglio e più dotato chi lavora in istituto o fuori. Pare chiaro a tutti che il progetto di smantellamento già in fase di esecuzione da diversi mesi gioca soprattutto sulle divisioni interne e taluni non curanti dell'interesse collettivo favoriscono in prima persona, diventando esecutori inconsapevoli.
Ringrazio il sindacato per quello che ha fatto e sta facendo e contemporaneamente lo esorto a tirar fuori ulteriormente lo spirito combattivo che lo ha sempre caratterizzato e me lo ha fatto scegliere.
W W il Corpo di Polizia Penitenziaria.

Di  AC  (inviato il 14/11/2017 @ 09:25:02)


n. 17


@ AC
Francamente non capisco cosa ci sia di demagogico e di ideologico in quello che ho scritto, ti invito a rileggerlo. Se i miei interventi danno tanto fastidio, forse è perché non essendo per natura uno yes-man, provo ad osservare quello che succede e, conseguentemente, a ragionare con il mio cervello. Se gli amministratori di questo sito hanno deciso di ricevere commenti, cosa che fa loro onore, devono aver messo in conto di essere oggetto di critiche.
P.S.: complimenti per la classe!

Di  Tony  (inviato il 13/11/2017 @ 18:34:43)


n. 16


Vogliamo parlare di queste fantomatiche nuove piante organiche definite senza coinvolgere i sindacati? Mi sembra di ricordare che ci sia da qualche parte una norma che prevede il comportamento antisindacale...

Di  Anonimo  (inviato il 13/11/2017 @ 12:15:05)


n. 15


Sinceramente, anche io ne ho le palle piene della demagogia e dei discorsi ideologici di questi personaggi che nonostante vengono rappresentati anche a mie spese dal sindacato che io pago ogni mese (non dimentichiamoci che l'amministrazione non contratta con i vari "anonimo" ecc.., ma contratta e convocata i SINDACATI),puntualmente con supponenza e arroganza si intrufolano in discussioni prettamente sindacali disseminando odio e zizzania tra colleghi che come me leggono questo Blog per seguire e conoscere le dinamiche dipartimentali.
avete rotto le palle!!! iscrivetevi oppure costituitevelo un sindacato e anziché criticare e criticare quello che fanno gli altri (come fanno gli altri cespuglietti pseudo sindacati)FATE qualcosa, risolveteli voi i problemi del Corpo.

Di  AC  (inviato il 13/11/2017 @ 09:22:39)


n. 14


Sapesse il sindacato delle grandi manovre che fanno sulla programmazione mensile di Dicembre 2017 ci sono tanti di quei timonieri .


Di   (inviato il 12/11/2017 @ 12:36:14)


n. 13


Sono d'accordo con De Blasis, purtroppo interlocutori come tony diventano noiosi ed effimeri tipico di una frustazione pregressa mal curata cordiali saluti

Di  Gaio mario  (inviato il 11/11/2017 @ 22:19:55)


n. 12


Tony in effetti sono d'accordo con GB DE Blasis .

Di  Cremona  (inviato il 11/11/2017 @ 18:38:25)


n. 11


@Tony
niente di personale … sono solo considerazioni per chi legge.
Io ho fatto le mie, tu le tue …
Il mio auspicio è solo quello che tu possa comprendere che scrivere commenti su internet non è come lanciare palle a un bersaglio al luna park

Di  GB de Blasis  (inviato il 11/11/2017 @ 18:08:47)


n. 10


@GB De Blasis
Visto che sono stato chiamato in causa, ci tengo a fare alcune precisazioni. Non ho mai ritenuto che il centro dell'universo sia casa mia, tra l'altro non capisco il nesso con le mie osservazioni. Penso che "quattro commenti postati" possano rappresentare il sentire di coloro che la pensano diversamente e, in questa circostanza, non mi sembra che ce ne siano molti a sostenere le tesi dell'articolo. Io non ho vaticinato un bel niente, men che meno riguardo al SAPPE e la sfido a dimostrare il contrario, ho solo affermato che vi è una riduzione delle adesioni alle OO.SS. Ma andiamo pure avanti: che pertinenza ha quello che ho scritto con la sede dove lavoro? Un'altra domanda: quando mai ho appoggiato le idee e le iniziative di Orlando? Io chiedo solo chiarimenti che, puntualmente, non mi sembra ci siano nelle sue repliche. Chiudo dicendo che le lasciò fare serenamente il suo lavoro, anche perché io ho il mio, quello di Poliziotto Penitenziario. Tra noi due non so chi sia il vero frustrato, visto il tono del suo intervento...

Di  Tony  (inviato il 11/11/2017 @ 15:46:36)


n. 9


@Tony
mi dispiace dover intervenire in questo modo, ma sono costretto a farlo per rispetto dei nostri lettori, che hanno diritto a conoscere le diverse opinioni e, soprattutto, le motivazioni di certe prese di posizione.
Caro Tony, presumo che se dovessero scoprire l’esatta posizione del centro dell’universo tu saresti molto deluso di scoprire che non è casa tua …
Sono davvero deluso dover costatare che la superficialità con la quale arrivi a certe conclusioni è davvero infantile.
Ma veramente sei convinto che quattro commenti postati a margine di un articolo testimoniano il sostegno ad una iniziativa?
Se non ricordo male sei sempre tu che hai vaticinato un disastro epocale per le organizzazioni sindacali, ed in particolare per il Sappe, testimoniato da una valanga di disdette. E hai evocato questa catastrofe biblica a sostegno delle tue tesi.
Ebbene, mi spiace doverti informare che questo non è successo.
Le tue opinioni, probabilmente radicate in un istituto con meno di cento colleghi, non rispecchiamo in alcun modo quelle della maggioranza dei polizotti penitenziari.
La nostra battaglia contro il Ministro Orlando, a prescindere dal tuo livore contro chi svolge compiti diversi dai tuoi, ha il sostegno della maggioranza dei colleghi (o comunque della maggioranza dei nostri iscritti) che hanno le palle piene della demagogia e dei discorsi ideologici come i tuoi.
Caro collega, lasciaci lavorare … ad ognuno il suo mestiere.
Piuttosto, cerca di controllare le tue frustrazioni … ne va della tua salute.



Di  GB de Blasis  (inviato il 11/11/2017 @ 14:28:23)


n. 8


Scusate se disturbo .
E possibile sapere del rinnovo contrattuale e riordino circa le nuove tabelle i nuovi importi e tutto il resto sui nuovi importi .

Di  Anonimo  (inviato il 11/11/2017 @ 13:25:59)


n. 7


Bene, visti i commenti a questo articolo e quelli a corredo dell'interrogazione parlamentare di Gasparri, direi che il fuoco di fila messo in campo per salvaguardare gli esuberi di Polizia Penitenziaria al D.A.P. non raccoglie molte adesioni, anzi direi proprio il contrario. Quindi la domanda sorge spontanea: se, come sostiene un illustre personaggio, "i dirigenti sindacali devono solo rappresentare le istanze degli iscritti, niente di più e niente di meno" quali interessi ci sono a sostegno di tale iniziativa? Insomma, cui prodest? La trasparenza é la prima dote che devono avere le OO.SS., la seconda é l'onestà intellettuale.

Di  Tony  (inviato il 11/11/2017 @ 10:59:31)


n. 6


Bene molto bene finalmente qualcuno al Dap che ragiona bene W il ministro Orlando.

Di  Anonimo  (inviato il 10/11/2017 @ 20:45:12)


n. 5


Personalmente sono d'accordo con il Ministro Andrea Orlando quando in miniera c'è crisi e giusto prendere unità dappertutto banda musicale gom eccetera eccetera .

Di  Anonimo  (inviato il 10/11/2017 @ 20:39:18)


n. 4


Chiedo venia.
Non pensate che tutte queste “metafore” e “similitudini” guastano la notizia è fanno perdere il senso della cognizione per chi legge? Certo, chi scrive, in genere, non si rende conto che forse è meglio limitare la narrazione è pensare più alla notizia! Quando questa vuole essere tale. Visto il tema, si possono perdere gli elementi essenziali della questione.
A mio avviso chi non è al corrente, o meglio chi non ha studiato la teoria dei giochi, non credo che possa cogliere a pieno la natura della narrazione. Visto che in economia politica la “teoria dei giochi” è “una strategia dominante è la scelta ottima che permette a un giocatore di ottenere sempre il payoff maggiore qualunque sia la scelta dell'altro giocatore”.
A tutto questo il lettore si può confondere è non capire a pieno chi sono i giocatori!
Si possono perdere le capacità di sintesi, nel cogliere gli elementi essenziali di una questione, di una realtà.

Di  Gianmarco  (inviato il 10/11/2017 @ 17:07:01)


n. 3


Bene, riassumiamo: dopo una dotta quanto lunga introduzione (che mi ricorda molto Manzoni ed il suo “Azzeccagarbugli”), arriviamo alla conclusione che tutto il problema è il ridimensionamento numerico della presenza della Polizia Penitenziaria al D.A.P.
Quello che manca in questo articolo, così come nell’interrogazione parlamentare del (dis)Onorevole Gasparri, è che nella stragrande maggioranza degli Istituti Penitenziari gli organici sono ridotti all’osso e che, a parte la solita stucchevole dichiarazione dei vertici delle varie OO.SS. quando si verificano eventi particolarmente gravi, nessuno sembra essersene veramente preoccupato. Cari signori sindacalisti che girate in giacca e cravatta tutti i giorni portando in tasca il tesserino e la placca della Polizia Penitenziaria, sappiate che all’interno dei carceri italiani il personale in uniforme è spesso costretto a lavorare in condizioni di estremo disagio: mezzi fatiscenti per le traduzioni, turni spesso nel oltre le otto ore, postazioni di servizio indegne, notti anche per gli ultracinquantenni, ecc. ecc.
Nonostante ciò, non mi sembra che per il resto della categoria ci si spenda come si sta facendo per coloro che lavorano al D.A.P.; ma forse in quella sede ci sono i ‘protetti’ che vanno difesi con ogni mezzo ed in ogni modo, anche scomodando il personaggio politico ‘pronto uso’ a caccia di consensi per le prossime elezioni.
Direi che più passa il tempo, più la situazione assume contorni chiari; parafrasando il Marchese del Grillo ‘Loro sono loro, e noi non siamo un ….’
Sono sempre più convinto che l'accorpamento ad un'altra forza di polizia sia l'unico modo per emanciparci da questi incastri sindacali

Di  Tony  (inviato il 10/11/2017 @ 14:21:49)


n. 2


103 × euro 3.125,00 stipendio mensile lordo =
Costo mensile banda musicale euro 321.875.00
Costo annuale compreso di tredicesima milioni di ero 4.184.375

Di  Anonimo  (inviato il 10/11/2017 @ 09:32:34)




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