Novembre 2016
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Lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di un agente di Polizia Penitenziaria


Polizia Penitenziaria - Lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di un agente di Polizia Penitenziaria

Notizia del 13/06/2016

in Le Opinioni

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Esimio Presidente Mattarella,

appartengo al Corpo di Polizia Penitenziaria da non tantissimi anni e, per la mia posizione, sarei, secondo la libretta, davvero l’ultimo a poterLe rivolgere delle righe come queste.

Si infrange, dunque, nuovamente il protocollo, quello che vedrebbe più appropriata una missiva di scuse, scrittaLe in forma solenne dall’Onorevole Ministro della Giustizia e condivisa dal Signor Capo del Dipartimento.

Eppure, qualcosa mi spinge a questa nuova infrazione: sarcasticamente oserei dire “che vuoLe che sia! Con noi, Lei ha visto di peggio ... ricorda quella Bandiera che esce dallo schieramento in un momento solenne nonostante la Sua presenza?!” .

Sarcasmo ed ironia a parte, però, sento il dovere di scriverLe perché Lei sa capire, e proprio dal basso della mia posizione vorrei raccontarLe gli umori di questi giorni, quelli che pervadono tutti noi dopo l’imbarazzante gaffe, fatta in occasione dell’Annuale del Corpo tenutosi presso la Scuola di Formazione di Roma, e che nessuno Le racconterà mai, son certo.

Errore di portata storica, non v’è alcun dubbio, del quale ognuno si rammarica tanto soprattutto perché molta della buona immagine del Corpo di Polizia Penitenziaria, che quotidianamente inseguiamo, va a farsi benedire in un sol secondo: come dire il contrario? In fondo la “forma è metà della sostanza!”.

Non v’è un modo, nemmeno remoto, per riparare. E se Lei, al di là dell’offesa al dettato istituzionale, ne fosse anche emotivamente rimasto deluso … beh ... non troverebbe un solo uomo in grado di darLe torto.

In fondo le parate e le cerimonie solenni, sebbene richiedano sforzi e sacrifici, devono essere eseguite alla perfezione e sono belle proprio per questo! Non è ammessa eccezione alcuna.

Sento in questi giorni mille considerazioni in merito; prima fra tutte “è colpa dello stress da cerimonia” … quasi fosse un virus che colpisce all’improvviso gli ignari componenti di uno schieramento costringendoli ad errori di grande portata.

Non condivido affatto: con la scusa dello stress si camuffa, invece, una realtà ancora più amara, che parte da lontano.

La verità, Signor Presidente, è che in questo momento storico, più che in altri, questo Corpo dello Stato vive in un totale abbandono, tanto nella forma quanto nella sostanza. La superficialità ha preso il sopravvento in ogni dove.

In primis, la qualità della formazione che ogni appartenente al Corpo riceve, fa ridere; i piani formativi, ad esempio, sono creati da personale civile, da professionisti della gestione delle risorse umane o della pedagogia, che nulla hanno a che fare con il mestiere del poliziotto penitenziario! Non conoscono il freddo delle chiavi d’ottone, non hanno mai indossato un’uniforme, perché spesso obiettori di coscienza, non hanno mai sentito il cattivo odore delle galere, non hanno mai incontrato il disagio che traspare negli occhi di chi è disperatamente recluso … eppure qualcosa conferisce loro il compito di formare il poliziotto penitenziario (… è un po’ come se i migliori Farmacisti stilassero i programmi formativi per i futuri Ingegneri!).  Ecco dunque, che le ore trascorse sui banchi sanno molto di psicologia; poco di operatività del ruolo o polizia giudiziaria; nulla, o poco più, di forma, cerimoniale e comando. La docenza poi, nel novanta per cento dei casi è affidata a dirigenti, avvocati, professori. Nessuno pensa di riempiere quelle cattedre con la vera esperienza di chi sta sul campo, di chi fa pratica quotidiana con il ruolo che ricopre!

Se Lei interrogasse ciascuno di noi, son sicuro, non troverebbe molti in grado di interpretare correttamente quell’ingiustificabile uscita del Vessillo dallo schieramento! La stragrande maggioranza pensa che possa trattarsi di un semplice errore, una banale dimenticanza all’interno di una sequenza di movimenti da imparare a memoria e senza un particolare significato! Che sarà mai? Ecco la nostra colpa: manca quell’essere formati come poliziotti, quella cultura dei simboli e delle prescrizioni che sono anche buona parte della nostra sostanza, in quanto forma! Non c’è più un solo corso di formazione nel quale si spieghi fino alla nausea, ad esempio, il perché dei colori della Bandiera, del come la si piega, del come la si custodisce o saluta. Questo induce all’indecisione e a quell’improvvisazione delle quali Lei ha toccato, con mano, i nefasti risultati!

Ecco perché poi nelle solenni cerimonie c’è chi fa il saluto militare e chi no.

Ecco perché un funzionario del Corpo può fare un errore così grossolano. Se oltre all’addestramento dei giorni precedenti, quel funzionario avesse posseduto una cultura di fondo sui simboli e sui significati di certi momenti, beh … sono sicuro che per nulla al mondo si sarebbe mosso dal suo posto prima di Lei.

Purtroppo, invece di un bel mea culpa, ora si fa la caccia alle streghe, si cercano incauti colpevoli, si minacciano provvedimenti punitivi esemplari.

Nessuno però riflette su quanto sia stato opportuno smembrare, come fatto nell’ultimo anno, l’Ufficio del Cerimoniale per esigenze di contenimento della spesa. Nessuno riesce ad ammettere che per questioni legate all’essere un Corpo di Polizia è necessario che tutti parlino la stessa lingua, che vestano cioè la stessa uniforme.

Come può il migliore dei Dirigenti sapere cosa sia lo spirito di Corpo? E come fa ad organizzare bene la Festa di uno dei cinque Corpi di Polizia dello Stato se non sente addosso i suoi simboli, le sofferenze, la mission, se non ha mai mangiato a mensa o dormito in caserma con gli altri colleghi?. In questo contesto l’Annuale del Corpo, se non è occasione per sbandierare ai quattro venti gli errori di un reparto schierato, diventa senz’altro momento per parlare dei diritti dei detenuti o per sfoggiare la migliore auto blu dirigenziale.

La nostra, d’altro canto, è una struttura monca, come Lei certamente saprà!

Ogni altra Forza di Polizia, ogni altro Corpo armato dello Stato ha vertici provenienti dalle sue stesse fila. Il Corpo di Polizia Penitenziaria ha ai suoi vertici numerosi magistrati, fra i migliori in campo ovviamente … ma molto avulsi dal contesto carcerario, quello vero, quotidiano, privo di scrivanie su cui trafficare in astruse teorie migliorative.

Ecco Signor Presidente, la Polizia Penitenziaria, che tanto Le ha mancato di rispetto con quel Vessillo, è figlia di questo contesto e nonostante tutto continua ad esserci: ogni giorno, nel più totale degli abbandoni, nonostante le delusioni, le difficoltà strutturali, gli Uomini e le Donne della Polizia Penitenziaria fanno del loro meglio, lavorano fianco a fianco con il disagio più vero, salvano vite e qualche disgraziata volta perdono la loro con inspiegabili suicidi. Ecco, questo è l’altro lato della medaglia, Signor Presidente, quello che non fa notizia, né nei telegiornali né nelle piazze, ma che ritengo sia giusto rappresentarLe e che forse andrebbe considerato quale contropartita ad un errore di cerimoniale! Siamo molto più di un Corpo poco formale, siamo spesso quell’ultimo baluardo di dedizione laddove sarebbe giusto mollare tutto e lasciare che il sistema vada a rotoli.

Signor Presidente, eccoci qui, tutti e 37.000 mila schierati, con la nostra abnegazione al servizio del Paese nonostante Le siamo potuti sembrare cerimonialmente maldestri!

Osiamo chiederLe di dimenticare questa spiacevole giornata e di tornare a trovarci in occasione della prossima ricorrenza, nel 2017, per festeggiare il nostro bicentenario.

La nostra grande capacità di risoluzione la sorprenderà, Le dimostreremo di poter far meglio dei migliori dei migliori!

 

Io Agente di Polizia Penitenziaria

 


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Commenti Commenti dei lettori

n. 17


color=#0000FF solo un modo come un'altro per parlare di noi /color Scriviamo in Blu!

Di  anonimo  (inviato il 15/06/2016 @ 14:47:26)


n. 16


infatti

Di  anonimo  (inviato il 15/06/2016 @ 14:40:35)


n. 15


non credo leggerà mai

Di  anonimo  (inviato il 15/06/2016 @ 14:37:45)


n. 14


Fate leggere questo al Sig. Presidente della Repubblica, mio conterraneo.

Vietato il colloquio in carcere tra i due Riina: vietata anche la trasferta in Sicilia per la presentazione del libro dei figlio.
[ u ]Era ora che qualcuno vietasse[ /u ]


Di  anonimo  (inviato il 15/06/2016 @ 13:02:27)


n. 13


R.I.P.
P.P.
AMEN

Di  anonimo  (inviato il 14/06/2016 @ 20:05:52)


n. 12


In questa lettera ci si rispecchiano la maggioranza dei Poliziotti Penitenziari, perché ha toccato in pieno la realtà dei fatti ! Questo D.A.P. (Dipartimento Accomodamenti Personali) è entrato in coma irreversibile, i suoi vertici praticamente inermi, incapaci e sopratutto inappropriati nella gestione del Corpo di Polizia Penitenziaria "Corpo Armato dello Stato", fossilizzati sempre più ancorati alle loro poltrone grazie ad una legge compiacente la c.d. legge Meduri,voluta è forgiata ad arte per i Dirigenti del D.A.P. , da una Classe politico-Sindacale di parte, che di fatto ne ha decretato sistematicamente lo smantellamento del Corpo e il suo contestuale scioglimento !! È la fine di tutto.....!!!

Di  l'Ultimo degli Agenti  (inviato il 14/06/2016 @ 15:16:49)


n. 11


Bella lettera! Anche se il PRESIDENTE della nostra REPUBBLICA non la leggerà, spero vivamente che la leggano i nostri vertici...tutti civili del DAP, al solo fine di fare un grande mea culpa e di non entrare più nel merito di organizzare sia i programmi dei corsi di formazione che il cerimoniale delle NOSTRE FESTE , perché, sino a prova contraria, la Polizia Penitenziaria rimane un CORPO MILITARMENTE ORGANIZZATO e come tale dovrebbe essere considerato in primis da chi ha sia il dovere che l'obbligo, per LEGGE, di Comandarlo!
Non ci sono per caso i Commissari?
Ancora una volta, SAPPE, salvaci da questi super dirigenti e/o scienziati della nostra Amministrazione che fanno di tutto per denigrare la nostra BELLA DIVISA; poi però pretendono la scorta proprio da quelli che denigrano giornalmente! Per la scorta andiamo bene, ma poi rispetto...zero! Basti pensare che ad ogni festa alla quale ho partecipato tali figuri(in presenza di varie autorità sia Militari che di altre Forze di Polizia) parlano di reinserimento, trattamento (mai del settore sicurezza), si parla di detenuti...chiamati...utenti (di cosa?) per non poverini offenderli..ma poi ci chiamano, sempre nel trafiletto finale del discorso...Agenti di Custodia o ancora Guardie Carcerarie, facendo passare tale fraseggio, per giunta di un discorso già preparato, come un lapsus...o una banale dimenticanza!
SAPPE per favore SALVACI!

Di  claudia  (inviato il 14/06/2016 @ 11:25:08)


n. 10


Mi riconosco letteralmente a quanto rappresentato dal collega nella lettera, è pura e sacrosanta verità.Mi auguro che il Sig. Presidente ne prenda atto e tiiri le proprie conclusioni !

Di  Bruno  (inviato il 14/06/2016 @ 05:30:22)


n. 9


Complimenti alla lettera scritta e al grandissimo coraggio di far emergere il malessere che ormai da anni serpeggia tra gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, che presumibilmente qualcuno finge di non sentire o vedere. Penso che ormai siamo giunti come un enorme barcone che si sta arenando, e qualcuno osa gridare “Si salvi chi può….!!!!!”. Abbiamo urgente bisogno che qualcuno “coraggioso” prenda in mano questo timone e riesca a far cambiare rotta a questa barca, evitando che areni e affondi. Condivido pienamente che la lettera e anche questi post, siano trasmessi al Capo dello Stato, in primis per porgere le scuse formali per il gravissimo fatto accaduto, nonché il grido d’aiuto di tutti noi. Siamo in totale abbandono con persone che ogni giorno si arrogano il diritto di fare della Polizia Penitenziaria, ciò che si vuole. Resistiamo giornalmente nella speranza che avvenga il miracolo, quello di un cambiamento radicale dove la Polizia Penitenziaria deve essere comandata solo ed esclusivamente da chi indossa la stessa uniforme.

Di  Anonimo (Toscana)  (inviato il 13/06/2016 @ 21:29:03)


n. 8


Grande collega, hai riassunto lo stato d'animo di moltissimi di noi.Quello che hai scritto sono sante verità che nessuno può negare. L'unico sentimento che prevale è lo scoramento.
Saluti a tutti.

Di  L. Rosto  (inviato il 13/06/2016 @ 18:06:02)


n. 7


Complimenti collega... Ed oserei dire... Che tristezza infinita!!!

Di  Anonimo  (inviato il 13/06/2016 @ 16:43:13)


n. 6


Signori miei. ..condivido appieno la lettera e speriamo veramente che il Presidente la legga con molta attenzione ..perché questa più che una lettera di scuse è un grido di aiuto.
D'altro canto però non posso esimermi dall'esprimere totale disappunto sull'errore grossolano che ha fatto il gruppo bandiera.
Il protocollo va studiato. Lo sanno tutti che la bandiera riceve gli onori dal Presidente quindi non bisogna portare la bandiera solo per fare passerella e dire io c'ero, bisogna sapere come funziona il cerimoniale e non mettersi li a scortare la bandiera e basta. Solo così si può veramente prendere coscienza di cosa si sta portando in mano e cioè l'onore di tutto il Corpo ed il ricordo di tutti i nostri caduti.
Per quanto riguarda la fascia al contrario del commissario e dei saluti al presidente non effettuati. ....beh no comment. ...questi sono i nostri funzionari. ......menomale che non sono tutti uguali, altrimenti oltre allo sfascio a cui ci stanno portando i direttori dovremmo anche difenderci da questi funzionari che nulla hanno a che fare con lo spirito di Corpo.

Di  Mario oddo  (inviato il 13/06/2016 @ 14:24:45)


n. 5


Il mio semplice pensiero invece è che si deve lottare sempre e dire ciò che si pensa, con garbo come dice il nostro Comandante. Purtroppo se a molti hanno fatto passare la voglia, compreso me è perchè alcuni ti bastonano ogni giorno, mortificandoti senza pietà, ostinandosi a fare come meglio credono, sbattendosene platealmente senza alcun ritegno, di coloro che indossano questa bellissima uniforme e che cercano di dare il meglio nel proprio lavoro.
Riguardati capo.

Di  Gianni  (inviato il 13/06/2016 @ 14:15:28)


n. 4


Onore a Te che l'hai scritta. Ora, però, non lasciamola nel cassetto di questo sito. Qualcuno la stampi e la mandi al Presidente. Si convincerà anche lui che siamo comandati da incapaci ..... da persone lontane anni luce da quello che dovrebbe essere un Corpo di Polizia. Diamogli del filo da torcere, allora.....forse ci aiuterà anche il Presidente!!!!!

Di  Luciano  (inviato il 13/06/2016 @ 13:33:09)


n. 3


Commovente davvero.
Soprattutto questo passaggio: "...in questo momento storico, più che in altri, questo Corpo dello Stato vive in un totale abbandono, tanto nella forma quanto nella sostanza.
La superficialità ha preso il sopravvento in ogni dove."

Dare la vita per questo Corpo, oramai è cosa di altri tempi.
Una volta per questo tessuto azzurro/blu, per queste mostrine si era disposti anche a morire.
Oggi tutt'alpiù si ha la sensazione che si darebbe la vita per un bell'ufficio ben arredato, con tanto di climatizzatore, connessione internet ed una schiera di personale che lavora al posto tuo h24.
Un tempo ci si metteva la faccia, il cuore ed anche l'anima per questo sporco, duro lavoro.
Stiamo solo perdendo tempo a lagnarci con chicchessia, occorre solo rimboccarsi le maniche come ci hanno insegnato i vecchi e fare volentieri a meno di chi ha ben pensato di "sguazzare", (purtroppo facendolo ancora oggi), nel nostro Amato Corpo.
A chi non conviene, è pregato di andarsene o cambiare mestiere.
A chi pensa di continuare a starsene rintanato in ufficio, dico semplicemente che non ha capito dove è capitato.
Questo è, o forse a causa loro, sarebbe meglio dire ERA un grande Corpo.
Si sono rotti i freni, la discesa è già intrapresa.
E' finito tutto.
Solo il mio pensiero.
Buon Lunedì


Di  anonimo  (inviato il 13/06/2016 @ 11:24:44)


n. 2


Mi associo al commento nr. 1, c'è possibilità che il Presidente legga veramente questa lettera?

Di  Utopia  (inviato il 13/06/2016 @ 11:11:15)


n. 1


Condivido parola per parola. Bellissime parole.

Di  Ispettore Capo  (inviato il 13/06/2016 @ 09:26:42)




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