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Lettera di una volontaria: Polizia Penitenziaria, gli invisibili delle carceri


Polizia Penitenziaria - Lettera di una volontaria: Polizia Penitenziaria, gli invisibili delle carceri

Notizia del 12/11/2011

in Mondo Penitenziario

(Letto 3918 volte)

Scritto da: Redazione

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Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di un'assistente volontaria che lavora da cinque anni nelle carceri.

Sento spesso in tv, sui giornali, vari mass media che si parla delle condizioni disumane dei detenuti nelle carceri, ma molto poco delle condizioni in cui è costretta a operare la Polizia Penitenziaria.

Sono da 5 anni assistente volontaria nelle carceri; fino a 5 anni fa non conoscevo bene la Polizia Penitenziaria e le sue mansioni, ma oggi posso dire di conoscere bene questo Corpo. Ho incontrato gran brave persone; brave prima come uomini poi come poliziotti perché prima della divisa viene la persona.
 
Negli ultimi periodi ho potuto costatare che i poliziotti penitenziari si trovano davvero a lavorare in situazioni stressanti, di disagio. Da assistente volontaria avrei dovuto "difendere", parlare dei detenuti ma sia i detenuti che gli agenti di Polizia Penitenziaria sono delle persone e credo che in entrambe le parti i diritti vanno tutelati.
 
Vedo uomini che lavorano nelle carceri con professionalità, grande umanità; uomini che fanno questo lavoro con passione. Si capisce subito se una persona è spinta da passione e di questi ne ho incontrati tanti. Non dimenticherò mai questa scena: un agente di sezione stava mangiando un panino che alla fine ha diviso con un detenuto. Credo che gesto più umano di questo non possa esserci. L’agente diventa "detenuto", col detenuto e divide e vive con lui la carcerazione e i vari eventi che vi susseguono.
 
L'educatore,  l’assistente sociale, l’assistente volontaria, le varie figure che gravitano negli istituti sono importanti ma solo l’agente di Polizia Penitenziaria può affermare di conoscere il detenuto veramente. Per questo dovrebbe esservi una maggiore collaborazione tra educatori e Polizia Penitenziaria.
 
La vita di un carcere è la Polizia Penitenziaria. Se le condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria continuano a essere cosi misere le carceri sono costrette  a morire.

Lettera firmata.


Scritto da: Redazione
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n. 5


"...L’agente diventa "detenuto", col detenuto e divide e vive con lui la carcerazione e i vari eventi che vi susseguono." ..dal commento ho estrapolato questa frase e credo che chi ha scritto la lettera, se è vero che è una assistente volontaria, abbia capito ben poco dell'Agente di polizia penitenziaria e delle sue funzioni. Se questa è la figura del Poliziotto penitenziario, e io non credo che sia così, che svolge le sue funzioni dentro gli Istituti di pena.... vi conviene cambiare mestiere passione o no!! L'Agente di polizia penitenziaria, sinceramente e doverosamente, pone tanta umanità nel trattamento del detenuto e ne condivide i momenti di crisi più gravi (un lutto, una disgrazia, una separazione, la solitudine, ecc.) che abbiamo a verificarsi durante la carcerazione come accadrebbe a chiunque al cospetto di una sofferenza . Dire invece, ponendo l'agente nello stesso piano, che diventa "detenuto", seppur virgolettato, con il detenuto e divide e vive con lui la carcerazione...è demenziale se non offensivo. Non ci siamo!! Anche il solo accostare l'alto valore del servizio di custodia e di redenzione svolto con umanità ad una interpretazione che sfocia nell'immedesimarsi con il detenuto, è sintomo di una errata valutazione dell'impostazione del proprio ruolo. Solitamente questo tipo di interpretazioni riguardano proprio le persone, estranee al Corpo di Polizia Penitenziaria, poco professionali e permeabili ad ogni sciocchezza viene loro raccontata dal detenuto. Potrei fare un lungo elenco di persone bruciate dall'eccessiva familiarità con cui vengono manipolate dal detenuto e si ergono a salvatrici del mondo. Il Personale di polizia penitenziaria rispetta il ruolo di tutti, anche delle assistenti volontarie, ma nessuno provi a mischiare il grano con la gramigna, perché è un'operazione stupida oltreche inopportuna. A questa pseudo assistente volontaria, voglio ricordare che il suo compito non è " difendere", ma assistere e la inviterei a chiarirsi bene le idee perché, purtroppo, dopo 5 anni ancora non ha capito qual'è il suo servizio e le consiglierei di stare lontano da facili coinvolgimenti emotivi. La Polizia Penitenziaria conosce perfettamente il suo compito e lo svolge, da sempre, con umanità e attenzione alle sofferenze di chi è chiamato a custodire e a restituire alla società, possibilmente, migliore di prima. Respingo alla mittente tutta questa finta commiserazione, che reputo offensiva e non riconoscente dell'alto valore del servizio che i poliziotti svolgono con dignità, umanità e fermezza per le Istituzioni e per la csd "Società Civile". le rammento inoltre che la maggiore collaborazione tra educatori, di cui lei non fa parte come assistente volontaria, è da sempre una questione che la Polizia penitenziaria ha auspicato.. ma per varie ragioni mai si è verificata e non certo per colpa dei poliziotti. @ Sapone ...una preghiera! ... puoi evitare di paragonare la polizia penitenziaria ai minatori, semplicemente perché sono realtà molto lontane.

Di  Guido  (inviato il 14/11/2011 @ 15:21:15)


n. 4


questa è una persona che ha capito il mondo in cui lavora GRAZIE, ma se tutto questo va ha rotoli bisogna ringraziare SOPRATUTTO provveditori direttori e comandanti che per far vedere che tutto va bene che sono bravi ha gestire la situazione con poco personale e pochi fondi non prendono provvedimenti, BRAVI BRAVISSIMI tutto cio accade sopra la spalle di quel personale che tutti i giorni si sacrifica senza riposi ferie tagliate MA I BRAVI SONO LORO A GESTIRE CHE AL PRIMO PROBLEMA INCOLPANO GLI ALTRI O SCHIAFFANO 30 GIORNI

Di  Anonimo  (inviato il 14/11/2011 @ 14:49:20)


n. 3


ok, finalmente qualcuno si accorge del nostro apporto educativo, specialmente noi che facciamo parte del reparto minori quindi con una qualifica speciale per il trattamento dei minori detenuti, che tanti non sanno, siamo molto aperti a queste piccole ma significative esperienze educative, dividere un panino con una persona prima che un detenuto come dice la volontaria, la dice lunga di come gli uomini della polizia penitenziaria siano molto umani, non come descritti da tanti che non sanno neanche cosa significa e come si articola il lavoro della polizia penitenziaria....prima di parlare bisogna documentarsi...un sal.to a tutti

Di  gionnid  (inviato il 14/11/2011 @ 14:29:24)


n. 2


Finalmente una persona come si deve che dice le cose come realmente sono......e non si fa influenzare dalle fesserie che fanno vedere in tv certi sceneggiati televisivi.....dove l'Agente di Polizia Penitenziaria è il solito corrotto, che introduce sostanze stupefacent e telefoni cellulari all'interno dell'istituto e compie reati come i detenuti!
Grazie per il contributo di questa valevole persona! : - )

Di  Ispol  (inviato il 13/11/2011 @ 19:15:47)


n. 1


La vita di un carcere è la Polizia Penitenziaria. Se le condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria continuano a essere cosi misere le carceri sono costrette a morire....

Molto significativa questa doppia frase , e' vero la Polizia Penitenziaria e' il baluardo dell'istituzione carcere , riesce anche senza mezzi , senza uomini , e senza fondi , a portare avanti la "BARACCA" carcere.

Non so quanto riuscira' a durare tutto cio' , se non si prendono seriamente provvedimenti in merito , speriamo che il capo dei minatori , lo Stato , il nostro ministro , E SPECIALMODO ALCUNI DIRETTORI E COMMISSARI , diano un segnale forte che dia fiducia e motivazione , anche nella sostanza sintende , ad un corpo di Polizia dello Stato al totale abbandono.

Di  sappone  (inviato il 12/11/2011 @ 08:55:53)




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