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Liberate la Polizia Penitenziaria: le assunzioni


Polizia Penitenziaria - Liberate la Polizia Penitenziaria: le assunzioni

Notizia del 20/06/2013

in Il Dibattito

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Scritto da: Daniele Papi

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Reclutamento: essendo policroma la tipologia del servizio, occorrerebbe uscire dall'equivoco del reclutamento univoco, in pratica del convogliamento indifferenziato di massa, stimando opportuna la non impossibile classificazione dell'inquadramento

La Polizia Penitenziaria dovrebbe, infatti, poter contare su personale in grado di offrire un contributo di cognizioni, prodotto di una formazione ampia e d’alto indice qualitativo, atto all'espletamento d’ogni servizio istituito, secondo rigorose caratteristiche attitudinali e tecniche

Ora, invece, si riscontra un traffico di destinazione operativa che tende a congestionarsi allorché la richiesta di sostegno è avanzata da settori che non hanno bisogno del possesso di conoscenze superiori o speciali

In concreto, tutto il personale può essere agevolmente messo in condizione di eseguire servizi di vigilanza, ma soltanto una esigua parte di esso può essere tranquillamente assegnata a servizi di livello più marcato dalla pretesa tecnica per complessità strumentale (ad esempio, quelli informatici), per cultura giuridica (ad esempio, quello matricolare) ovvero per cultura amministrativa (ad esempio, quelli d'ufficio, anche contabili)

Con l'effetto, a dispetto della ripetuta dichiarazione legislativa, che l'interscambio, in caso d’emergenza, non è per niente garantito in quanto ad automatismo, essendo, come detto, agevole il flusso in un senso e, veramente ostacolato quello inverso

E' una limitazione che, in fondo, denuncia un netto difetto d’organizzazione e di metodo

Vero è che è dato spazio a certi corsi definiti di specializzazione (peraltro, con discontinuità e con poca insistenza, segnatamente quelli su materie giuridiche ed amministrative), ma ciò, paradossalmente, tende ad aumentare la confusione e la conflittualità tra fasce, non sempre latenti, proprio a causa della carenza legislativa sulla stabilizzazione della acquisita specializzazione

I pochi specializzati ed i pochi impiegati nelle attività "da scrivania", infatti, se in qualche misura godono del privilegio della saltuarietà nella convivenza carceraria tipica (ammesso che di privilegio si possa parlare senza profanare il concetto della differenziata catena di produzione) rimanendo fluttuanti entro una dimensione giuridicamente non consolidata, pur tuttavia sono costretti sull'altalena della precarietà e della incertezza, proprio in quanto non solo non sono garantiti dalla rimozione estemporanea, di circostanza o sanzionatoria, ma nemmeno acquisiscono il diritto alla titolarità di qualità acquisite

Del resto, la realtà intollerante, che deve essere contrastata e sostenuta, secondo la presentazione, non lascia margini né all’improvvisazione né agli espedienti, tutti, magari, utili nell’occasionalità ma, alla lunga, negativi per la realizzazione di un progetto consorziale d’ampio respiro

Insomma, con crudezza, la qualità non può essere né lustrata né migliorata perché l'esigenza quotidiana non permette di distogliere chicchessia, nemmeno per l'invio presso un centro d’aggiornamento: un pretesto, ovviamente, prodotto della incapacità gestionale e programmatica

Un altro elemento di disturbo alla coesione della compagine fu rappresentato dal contingente “ausiliari”

L’arruolamento degli ausiliari, era una scelta d'epoca, operata con intendimento di provvidenza pragmatica, pretesa dall’emergenza, con relativa certezza, ma con sicuro procedere, infatti, perso il proprio carattere di corroborante per divenire cardine concorrente pressoché prioritario alla composizione concreta della pianta organica, presumibilmente a causa della rinuncia centrale al minimo calcolo critico dell'utile

Un buon serbatoio, non c'è che dire, erogatore anche di qualche divagazione clientelare…..

Benché, snaturato nella propria essenza logico-giuridica, quel serbatoio è stato creato per attingervi, secondo un’improvvisata periodicità

In seguito, prevedendo poi la “sub condicione”che, l'assunzione degli agenti di Polizia Penitenziaria avvenga esclusivamente mediante concorso pubblico, di soggetti che abbiano svolto servizio nelle Forze Armate in qualità di Volontari in Ferma Prefissata (VFP), si è di fatto deciso di comprimere ulteriormente la componente esecutiva dell’Organismo, privilegiando l’immissione a più riprese di personale appartenente ai quadri direttivi ed effettuando innumerevoli concorsi per l’accesso ai quadri intermedi, la così detta carriera di concetto, insomma, ci troviamo al cospetto di una struttura ove tutti “comandano” e pochi producono, la fotografia perfetta dell’andamento gestionale amministrativo-politico della Nazione insomma..

Sarebbe, quindi, indispensabile pensare alla reintroduzione del concorso pubblico classico al fine di evitare quelle possibili divagazioni clientelari che potrebbero produrre i concorsi aperti esclusivamente ai VFP, tanto valeva estendere questa tipicità d’arruolamento alle Forze di Polizia, per alimentare, anche provvisoriamente un ruolo che ormai è ridotto ai minimi termini.

Così posta la questione, sembrerebbe trattarsi di un’eccedenza (ruolo agenti ed assistenti), dismissibile. Invece, lungi dalla soppressione, il settore dovrebbe essere considerato seguendo un diverso indirizzo, che, poi, dovrebbe essere quello verso l'ausilio intelligente e utile. Intendendo, con ciò, una previsione legislativa chiara ed organica sull'impiego di quel personale non nei soli servizi di supporto, attualmente coperti in promiscuità, insomma certezze per questi giovani che, dopo il servizio militare volontario ed un concorso superato, trovino un ambiente professionale ad accoglierli…. (Scusate, se sfocio sovente nell’utopia pura)

In una succinta elencazione, del tutto esemplificativa, il proposito conduce ai servizi degli armaioli, dei meccanici, dell'informatica, dei magazzinieri, dei sarti, degli elettricisti, dei banchisti, dei piantoni, degli impiegati al tavolo (le specializzazioni, in parole povere)

Si tratterebbe, in pratica, di sviluppare un reclutamento di provate professionalità, senza pregiudicare la specialità riguardo all’importanza, tramite concorsi mirati in altre parole, privilegiare concorsi specifici

In sintesi, si possono indicare due soluzioni: 

Prima ipotesi: in un capovolgimento della situazione, più ruoli tecnici ed entro di essi i ruoli del personale con le relative qualifiche; 

operativi;

tecnici;

amministrativi;

logisti;

sanitari;

di supporto;

generici. 

Ciascun ruolo, deve essere competente per materia, senza necessità di specializzazione, essendo essa insita nella formazione;

L’ipotesi prospettata, avrebbe bisogno della previsione delle mansioni espletate da ogni ruolo e le relative aliquote “blindate” per ogni sede di servizio

In tal modo, si creerebbe la possibilità di una mobilità interna che risponda alle esigenze, in pratica prevedere le aliquote di quel personale “specializzato” che svolga effettivamente detti compiti

E’ assurdo che ad esempio un istruttore di tiro sia ad esempio impiegato come scritturale, o un autista decida di non “guidare”, a quel punto tale personale andrebbe “despecializzato” e, inquadrato nei “generici” impiegato quindi nello svolgimento delle attività ordinarie, ovviamente le “vacanze” devono essere coperte con altro personale “specializzato” che contrasti le esigenze

In tal modo, si eviterebbe ad esempio l’alimentazione incontrastata dell’aliquota che svolge compiti amministrativi

La seconda ipotesi: è, mantenere la situazione attuale, con qualche correttivo e previsione di un ruolo ausiliario alimentato appunto dai VFP

Tale ipotesi presupporrebbe le specializzazioni (peraltro già previste ma, mai rese operative), fatta eccezione per il ruolo ausiliario, essendo esse parte del bagaglio qualitativo.

 


Scritto da: Daniele Papi
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