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Lo Spirito di Corpo che non c'è più: i commenti


Polizia Penitenziaria - Lo Spirito di Corpo che non c'è più: i commenti

Notizia del 20/07/2015

in Commenti

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Scritto da: Redazione

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A margine dell'articolo " Lo spirito di corpo che non c'è più" pubblicato qulache giorno fa, sono stati postati decine e decine di commenti.

A titolo orientativo, ne pubblichiamo alcuni raccolti sul blog e/o su facebook.

 

 

 

Mauro - Se per spirito di corpo si intende il brigadiere che viene a sentire se la sedia è calda....ringrazio di non everlo vissuto...

Giuseppe - dal 1990 che non esiste piu .........

Valentino - Arruolato nel 1969. Servizio effettuato a San Vittore, Poggioreale, Livorno, Prato ecc.ecc. Lo spirito di Corpo c'era eccome. I Comandanti al 90 per cento erano in possesso della quinta elementare ( bastava e avanzava ), sempre in prima linea insieme a...Altro...

Antonio - Io ho vissuto il tempo della sedia e altro,,,,tempi tristi e tanti sacrifici,,,ma anche io penso che oggi è molto peggio di allora....Lo spirito di Corpo è finito..

Marco - io l'ho rimpianto..e questo è uno.dei motivi per cui me ne sono andato....anni 80 il collega ti patata il culo. .il comandante era severo ma sempre tra i primi ad intervenire quando c'erano problemi. .gli anziani dell'epoca che avevano ...Altro...

Maurizio - questo ultimo periodo (5/6 anni) il peggiore della storia di questo Corpo ...e lo affermo dopo 30 anni di servizio , troppa gente senza esperienza che vive di chiacchiere ma con i fatti stanno a zero !!

Laura - parlo da moglie di un vostro collega, che di riflesso ha vissuto sia il tempo in cui c'era, sia il presente. bene, le differenze le vedo eccome, quando prima i colleghi di qualsiasi grado fossero erano pronti a dare una mano, a coprirsi.. ora esattamen...Altro...

Carlo - poniamoci una domanda: se un agente appena arruolato va trasferito a casa propia grazie a conoscenze, o nei G:O:M: grazie al benvolere di qualcuno a Roma o distaccato a scuola o messo in ufficio senza inerpello, io dopo tanti anni di sezione a combattere ancora in prima linea, dove lo trovo lo spirito di corpo?

Paco - dal 2001 che appartengo alla Polizia Penitenziaria non l'ho mai visto....

Nicola - L'articolo é una etnografica del nostro lavoro. Ma lo spirito di corpo é allo Stato e non alka singola istituzione.

Giuseppe - Visti i commenti ,mi ritengo molto fortunato io l'ho visto vissuto e lo rimpiango e penso Marco che anche tu fino a che sei stato con noi conoscendoti l'hai rimpianto

Giuseppe - Comandanti ci si diventa per acclamazione e forse poi per nomina, ol comandante sa essere la bilancia dell'istituto, il comandante deve essere un punto di riferimento il comandante deve essere quello che quando succede qualcosa non delega é lui il primo davanti. E' ancora così ? Ditemelo voi

Mauro - Purtroppo anche il lavoro non e' certo dei più belli.....gratificazioni pari a zero.......

Luigi - Sono in quiescenza e non l'ho mai visto,arruolato nel 1982...

Andrea - Non esistee

Marco - 1984 si......per non molti anni...ma l'ho visto...

Vincenzo - Egoismo e menefreghismo a go go quello si tutti i giorni

Vincenzo - Inesistente

Michele - Dal 93 mai visto

Augusto - Parole sagge

Egidio - Ricordo nel 92 appena giunto in istituto. Erano le 11:20 circa. Espletata la odiosa procedura dell'assegnazione della camera (odiosa perché anche gli agenti scelti si sentivano già anziani). Alle ore 16.00 presi regolarmente servizio senza aver pranzato, ne conosciuto comand. e direttore. Il collega smontante mi disse: tutto apposto! 134 piezz!
Iniziò così la mia carriera.
Giurai a me stesso che se avessi un giorno comandato degli uomini non avrei mai permesso tutto ciò. 
Il destino e le mie capacità hanno permesso di realizzare un sogno, inseguito con immensi sacrifici senza mai avere ricevuto regali da questa Amministrazione. 
Oggi faccio i conti con me stesso , penso e ripenso a quanto ho dato in termini di tempo, sudore ed anche sangue, sacrificando la mia famiglia SEMPRE. Non lo rifarei MAI PIÙ. Sei il numero uno fino a che un giorno, un ragazzino impertinente prende il tuo posto dell'oggi al domani....
Oggi so di essere stato un testa di caxxo e non mi do pace per tutti i sacrifici fatti e le mille imprese superate brillantemente. 
Non vedo alternativa, se non sperare che passino in fretta alcuni anni che mi portino alla pensione integro, tanto da potermi godere appieno questa vita, fuori da questo bieco contesto,
Buon lavoro a tutti

Poliziotto Penitenziario - Ogni qualvolta succede qualcosa si scrivono fiumi di parole, come quando uno di noi decide di farla finita. Parole, parole e lettere, poi tutto torna come prima. I nuovi funzionari non hanno portato nulla di buono, anzi in molti istituti sono i primi ad essere i nemici dei poliziotti. 
E' da anni che leggo e basta, ogni volta che un collega ha messo fine alla sua esistenza ho solo visto qualche intervento del SAPPe, gli altri zitti e mosca.
Mai ho visto una vera manifestazione di tutti i sindacati contro questo dipartimento che non è mai intervenuto seriamente su questo, solo parole, parole e parole.
Caro De Blasis, mi spiace dirlo ma avrai ancora molto da scrivere su questo argomento, purtroppo il nostro è tutto un problema di vertici, dove tutti pensano alla loro carriera e della vita degli altri non gli frega una mazza.
Altro che vogliamo rifletterci, io al posto tuo avrei scritto vogliamo incazzarci una volta per tutte?

Pasquino - Se, Comandanti e Direttori, si preoccupassero meno di nuovi giunti ed investissero di più sulla professionalità, propria e dei loro uomini, forse, ci sarebbe già parte della soluzione che stiamo cercando.
Ma, dato che la morte di un poliziotto o lo stress psichico di un poliziotto fa meno odience di analoghi problemi ad un detenuto, il problema non si pone.
Al riguardo, consiglierei alcune letture istruttive, ci sono ad esempio, testi dedicati al "teamwork" ed al "solving management" editi dal Sole 24 ore, facilmente accessibili.
Per avere idea di cosa parlo, una semplice ricerca su google, potrebbe illuminare i pensieri dei tecnosauri del DAP...
Provate a cercare: "la differenza tra capo e leader"
Purtroppo, i "tecnosauri" politici e tecnici il problema non se lo pongono minimamente.

 

Lo Spirito di Corpo che non c’è più

 

 


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n. 7


@FUNZIONARIO

“Un capo da la colpa, un leader corregge gli errori” scrive uno scrittore americano, R.H. Ewing.
Quali sono i dieci fattori che distinguono un capo da un leader?
Il sito americano di business Inc.com. da alcune spiegazioni

1. Un capo pensa di conoscere tutto. Un leader ha sempre voglia di imparare.

2. Un capo fa domande. Un leader cerca le soluzioni.

3. Un capo parla per primo e poi ascolta. Un leader ascolta prima e poi parla.

4. Un capo dirige. Un leader insegna.

5. Un capo critica. Un leader incoraggia.

6. Un capo individua le debolezze dei suoi dipendenti. Un leader ne scopre le qualità.

7. Un capo dice “io”. Un leader dice “noi”.

8. Un capo attribuisce le colpe. Un leader distribuisce le responsabilità.

9. Un capo nasconde le sue debolezze. Un leader le mostra.

10. Un capo pretende risultati. Un leader chiede impegno.

Insomma, ogni team ha un capo, ma pochi hanno un leader.
Che sa fare la differenza.

Basterebbe iniziare a "FIRMARSI".....

Di  Daniele Papi  (inviato il 22/07/2015 @ 09:43:04)


n. 6


Si rasenta il ridicolo!
...vecchia mentalità, old style!
Ma di cosa!
Si parla di provincialismo, innovazione, luoghi comuni...parole, parole, parole
Eccoci qui!
Subito pronti a crogiolarsi con le solite scuse...ma cosa cercavate? Forse la gloria? Qui ci vogliono i fatti!!! I FATTI. FATTI CONCRETI.
Si assiste ad un immoderato desiderio di manifestare la propria superiorità.
Il coraggio è vero, negli ultimi anni è divenuto cosa assai rara nei nostri ranghi.
▲ Un tempo se il Comandante si incazzava per un serio motivo, (tremavano i muri).
E siccome (questi hanno anche orecchie), dal tempo dei tempi, TUTTO L'ISTITUTO si allineava nel giro di qualche minuto, annessi i Sigg. direttori. Si anche loro in taluni casi.
Bastava guardare negli occhi quell'uomo dai capelli bianchi per sentirti al sicuro oppure avere seriamente paura, perchè ti poteva fare un cul...così
Quell'uomo saggio di esperienza e CORAGGIO, partiva spedito per le sezioni senza voltarsi mai indietro.Affiancato da tutti, in ogni situazione. Assistere alle decisioni ed altro era goduria allo stato puro.
▼ Oggi?
Lassamm stare che è megl!!!!!!!

Di  Antonio a mutand  (inviato il 21/07/2015 @ 19:55:13)


n. 5


Grazie redazione, gli unici veri grandi sostenitori del nostro Corpo.
Buon lavoro ragazzi

Di  Appuntato innamorato Pol.Pen.  (inviato il 21/07/2015 @ 13:40:21)


n. 4


È quindi? Sono o no i rischi del mestiere?Anche rapporti e denunce se è il caso.. Se non altro servono a crescere e soprattutto a farti incazzare in maniera sana e dopo per avere il meritato RISPETTO da TUTTI!!!!!!!!!!
Coraggio, più coraggio ragazzi.
Racchiuso forse in questo semplice e micidiale sostantivo e nome comune di cosa, che non ti rende comune per niente ma al contrario SPECIALE E VALOROSO.
CORAGGIO soprattutto per vincere l'egoismo di molti che non hanno mai assaporato la vera SOFFERENZA.
Saluti affettuosi Sig. Commissario

Di  PrisonCop  (inviato il 21/07/2015 @ 10:48:37)


n. 3


Certo per fortuna non tutti sono male male.
Ma alcuni sono dstintivo e tante chiacchiere fatte nei corridoi e negli uffici della direzione. Certo così è una f**ata! Poi non prendetevela se il personale potrebbe essere distante ed avere poca stima. Quello si che è grave...se ciò accadesse e spero tanto di no, sarebbe il caso di porsi alcune serie riflessioni.
Un consiglio spassionato...fate meno chiacchiere e cercate invece di toccare con mano la giornata lavorativa di noi disgraziati dei reparti detentivi e non solo quando un detenuto chiede di avere una udienza! La cosa che più mi fa irritare è sentire di un problema e ci viene detto....ma questo chi è? Ma come chi è! ...è quello che che tu stesso hai messo a grande sorveglianza ieri!!!
La verità è che un tempo si diceva...comandare è meglio che...
Oggi forse è più conveniente la seconda possibilità perché almeno ti da più soddisfazione!
Caro funzionario, con tutto il rispetto, il carcere o si ama o si odia. E se ti sta stretto prisma o poi ci impazzisci dietro senza che vi sia via uscita. QUINDI PRIMA DI TUTTO GLI UOMINI, ((che piacciano o meno che siano belli o brutti o un po mascalzoni, importante è che non siano corrotti e disonesti)). Poi viene il turno degli utenti, rapporti con la direzione e tutto il resto a seguire. La carriera vien da se...mi creda..
Il capo, si diceva una volta è sempre solo...Sacrosanta verità...ma tanto tempo fa.
Oggi il capo è solo per sua scelta e grande comodità, conformato, adattato perfettamente all'aria che tira, soprattutto rinchiuso nella sua gabbia dorata con l'aria condizionata.

Buen verano a todos nuestros colegas, y que S. Basilide estar con nosostros para siempre.
p.s. adoro il traduttore....eheheheheh!!!!!!!

Di  Appuntato innamorato della Pol.Pen.  (inviato il 21/07/2015 @ 10:22:22)


n. 2


@ Funzionario
A parte alcune evidenti contraddizioni nel ragionamento, mi sembra che siamo giunti – più o meno – alle stesse conclusioni.
La metafora della famiglia, del capofamiglia e dei fratelli maggiori rende perfettamente il senso dello “Spirito di Corpo”.
E’ ovvio che chiunque può commettere errori e che questi fanno parte dell’indole umana, ma qui stiamo parlando di leadership.
E un leader (il padre di famiglia) si riconosce (e si segue) perché va oltre i propri errori.
“L’eroe non è colui che non cade mai, ma chi si rialza dopo essere caduto.”
Quello di cui ha bisogno davvero il nostro Corpo, quello di cui hanno bisogno davvero i nostri uomini è qualcuno in cui riconoscersi … qualcuno che indossi la stessa divisa e che viva e lavori in mezzo a loro.
Qualcuno che gli dia una pacca sulla spalla, che gli chieda come vanno le cose a casa e che sia disposto ad ascoltarli.
Insomma, noi non abbiamo bisogno di supereroi o di condottieri ma soltanto di qualcuno che quando deve optare se stare in direzione insieme al dirigente penitenziario o scendere in sezione, scelga di stare in mezzo ai suoi uomini.
Tutto il resto sono soltanto chiacchiere e distintivo!


Di  GB de Blasis  (inviato il 20/07/2015 @ 18:02:49)


n. 1


Sono un Funzionario, uno di quelli senza nessuna esperienza, senza "gavetta", uno di quelli che, come dice qualcuno, pensa più ai detenuti che ai poliziotti, uno di quelli da cui il Corpo si aspettava chissà cosa e chissà come (magari con una rivoluzione?) beh dopo aver letto alcune considerazioni posso dire che se questo Corpo, questa Forza di polizia non sarà mai un vero Corpo, non sarà mai una vera Forza, non avrà mai lo SPIRITO" la colpa non potrà essere data ai "Funzionari/Comandanti" che profondono impegno e passione e che per un certo tempo (parere Personale) ci hanno creduto, hanno creduto di poter essere alla giuda di un Corpo che forse mi sbaglierò non ha mai creduto di poter aver una guida. Occorre abbandonare quelle logiche spicciole, secondo le quali per fare il Comandante è necessario fare lunghi anni di gavetta, lunghi anni di sezione, beh francamente è mentalità contorta e priva di innovazione e piuttosto antiquata(certo i Funzionari della Polizia di Stato o gli Ufficiali dell'Arma Carabinieri prima di diventare Funzionari o Ufficiali hanno effettuato lunghi anni di servizio come piantone o sulle volanti o magari di ramazza). I Funzionari secondo molti avrebbero dovuto rappresentare l'innovazione, il salto di qualità, bene, in che modo? se l'istituzione del ruolo è rimasta lettera morta, se a questa non è seguita nessuna spinta normativa? o pensate "tutti" che il Funzionario/Comandante debba prendersi rapporti disciplinari e denunce per dare l svolta ad un Corpo inerme? Lo spirito di Corpo laddove scomparso, laddove sopito, si ravviva, ma è necessario cancellare prima di tutto concezioni e luoghi comuni spiccioli e provinciali, considerare e convincersi che si presta servizio in nome del Popolo Italiano e che il Reparto a cui si viene assegnati è una grande o in alcuni casi immensa famiglia con un capofamiglia (che commette, come tutti, errori)e tanti fratelli maggiori. Iniziate da qui e la vecchia mentalità old style che vi viene tramandata lasciatela andare in pensione. Ad maiora.

Di  Funzionario  (inviato il 20/07/2015 @ 16:46:51)




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