Gennaio 2018
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Lotta alle mafie: le parole di chi non ha omesso il carcere e la Polizia Penitenziaria


Polizia Penitenziaria - Lotta alle mafie: le parole di chi non ha omesso il carcere e la Polizia Penitenziaria

Notizia del 17/01/2018

in Houston abbiamo un problema

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Scritto da: Federico Olivo

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Carcere e Polizia Penitenziaria sono stati i convitati di pietra degli stati generali della lotta alle mafie convocati dal ministro Orlando che si sono conclusi il mese scorso dopo un anno di lavori.

Tuttavia, tra gli invitati a parlare nelle due giornate conclusive di Milano, non tutti hanno fatto finta di non sapere che molti dei risultati di quella lotta alle mafie, sono in carcere, gestiti dalla Polizia Penitenziaria e, per quanto riguarda i boss più pericolosi, dal Gruppo Operativo Mobile.

Ognuno di noi ha la propria personalissima opinione e forse conosce anche vicende non proprio edificanti (che avvengono in ogni ambiente di lavoro), ciò non toglie però che istituzionalmente parlando, il GOM rappresenta una delle poche punte di diamante di cui dispone lo Stato nella lotta alle mafie, insieme al 416bis, il 4bis, il 41bis: tutti argomenti da sempre al centro degli interessi proprio delle mafie e dei loro sodali politici.

A questa sorta di rimozione, si sono sottratti in vario modo alcuni degli intervenuti alle due giornate conclusive.

Lo ha fatto il Presidente del Senato Pietro Grasso che è stato giudice a latere della Corte di Assise di Palermo del primo maxiprocesso contro la mafia (istruito da Falcone e Borsellino, insieme ad altri magistrati del pool coordinato da Antonino Caponnetto) che ha ricordato il trentennale di quella sentenza che fu scandita dal Presidente Alfonso Giordano nell’aula bunker di Palermo: quel processo che poi è stato confermato in Cassazione il 30 gennaio 1992 e che ha inaugurato il periodo degli omicidi eccellenti (effettuati e promessi) e delle stragi contro i Giudici Falcone e Borsellino qualche mese dopo e quelle del 1993.

Lo ha ricordato la Fondazione Caponnetto che ha sottolineato la necessita di difendere il “fine pena mai” e il 41-bis per i motivi che sono emersi anche dalle intercettazioni.

Si è espressa Emanuela Piantadosi, presidente dell’Associazione Vittime del Dovere che rappresenta oltre 500 famiglie di Poliziotti e Militari feriti e caduti per mano mafiosa e terroristica che ha fatto la richiesta di aprire un dibattito sulle ultime novità in tema di 41-bis: circolare DAP, boss mafiosi in lista d’attesa per essere ristretti nel circuito, segnali di attenuazione anche nel circuito alta sicurezza delle carceri.

E’ intervenuto il Professore di Storia del Cristianesimo Alberto Melloni che ha evidenziato il cambio di atteggiamento della Chiesa: nel 1963 la relazione di Mons. Ruffini, incaricato da Papa Paolo VI di prendere posizione sulla mafia dopo la strage di Ciaculli come avevano fatto i Valdesi, minimizzò il fenomeno come manifestazioni di “giovinastri disoccupati che cercano di far fortuna con  furti e ricatti”.

Nel 1989 invece, il Cardinale Pappalardo evidenziò che l’assassinio di Don Pino Puglisi fu “un attacco allo Stato stesso da parte di poteri occulti”.

Nel 1993, Papa Giovanni Paolo II scomunicò i mafiosi e lo scorso anno, Papa Francesco, ha confermato la scomunica aggiungendo l’apostasia idolatrica che ogni adesione alla mafia porta in sé.

Lo ha ricordato anche il magistrato Francesco Cascini, già Vice Capo DAP e poi Capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, che ha detto come, in ambito minorile, la reclusione è considerata un attestato di professionalità da esibire ai propri coetanei in libertà e, soprattutto, ai capi delle organizzazioni criminali.

Sono stati tutti interventi che non hanno omesso né il carcere, né Polizia Penitenziaria (chi più e chi meno) e che, semmai, andrebbero approfonditi nei prossimi mesi soprattutto in virtù della cosiddetta riforma penitenziaria, via decreto, che il Ministro Orlando sta presentando al Parlamento proprio in questi giorni.

 

 


Scritto da: Federico Olivo
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Commenti Commenti dei lettori

n. 1


Il Nuovo Ordinamento Penitenziario sta per uscire in piena campagna elettorale! Ennesimo bel gesto delle Politiche di sinistra, per accaparrarsi i voti sporchi delle mafie! Complimenti a tutti coloro che hanno partecipato alla redazione del Nuovo Ordinamento, che da indiscrezioni trapelate, porterà soltanto benefici ai detenuti!!
Complimenti davvero!!!!
W Salvini!!!

Di  Anonimo  (inviato il 17/01/2018 @ 17:49:01)




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