Marzo 2017
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Luigi Pagano scrive a Capece sugli attacchi mediatici all'immagine del Corpo: "non sono d'accordo a controbattere colpo su colpo"


Polizia Penitenziaria - Luigi Pagano scrive a Capece sugli attacchi mediatici all'immagine del Corpo:

Notizia del 10/09/2012

in Houston abbiamo un problema

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Egregio Segretario, 

mi vedo, mio malgrado, oggetto di una polemica di cui, in verità, mi sfuggono i contorni e che mi descrive come “affossatore” dell’immagine pubblica della Polizia Penitenziaria.

Non sto qui a sottilizzare che sono il responsabile della comunicazione presso il Dap da appena due mesi o a sbandierare quanto io, ritengo, aver fatto nel passato per la valorizzazione del lavoro dei nostri agenti ( una per tutte, l’attribuzione a tutto il personale di stanza a Milano della Cittadinanza Onoraria, sottolineando che in precedenza erano stati omaggiati solo un Capo di Stato Estero e un tale che faceva di mestiere il Segretario dell’ONU). Giustamente, dico, le persone devono essere giudicate per quelle che fanno, non vivono di rendita per ciò che hanno fatto e il ruolo che ricopro non mi deve consentire né alibi né difese d’ufficio.

Bene, permetterà, però, anche a me di dire qualcosa, accettando le critiche e utilizzarle come spunto per una riflessione che, spero, vorrà rendere pubblica così come le altre opinioni.

Orbene, l’accusa che mi si fa è quella di non aver preso posizione contro un comunicato di un tale che preannunciava una fiction televisiva in cui si palesava una rappresentazione degli agenti penitenziari quali persecutori per denunciare, sembra, le storture del sistema carcerario. In verità l’annuncio era così confuso e sgangherato (si parlava addirittura e dichiaratamente di “manipolazione”, quindi, alterazione della realtà) che ritenevo, e ritengo, si commentasse negativamente da sé e ogni intervento a smentire (cosa?) trasformarsi ad essere utilizzato quale indiretta pubblicità (e forse è ciò che cercavano gli autori).

Ho, invece, inoltrato alla Rai le nostre doglianze, contando sul fatto che gli Uffici Legali, in genere, sono più attenti ai profili di responsabilità piuttosto che al sensazionalismo da rotocalco. E seguiremo la vicenda, ne sia sicuro.

Lei ritiene, all’inverso, mi sembra di capire, che bisogna, sempre, controbattere colpo su colpo.

Questa è la Sua, rispettabile ci mancherebbe, opinione che, però, sinceramente, non mi trova d’accordo. Per inciso, al di là di qualche caso isolato, non mi sembra neppure che la Polizia Penitenziaria abbia quella cattiva stampa a cui Lei si riferisce, anzi riscuote stima per il lavoro che svolge e per la sua professionalità oramai da tutti riconosciuta e apprezzata.

E, la mia opinione, sarebbe quella di evitare di sentirci sempre attaccati e sempre sulla difensiva quasi che dovessimo essere noi a giustificare questo carcere, il sovraffollamento o risorse mancanti, e non già la società, in tutte le sue componenti, a spiegare cosa intende fare, insieme a noi, per cambiare le cose.

Poiché, quell’indagine, a cui Lei si riferisce, sulla percezione che l’opinione pubblica ha della Polizia Penitenziaria, a ben vedere, non è di certo legata alla loro attività, ma segue di riflesso la percezione che la gente ha del carcere, o meglio della percezione che la gente “vuole” avere del carcere. 

Un processo di rimozione atto a dimenticare che il carcere è un servizio pubblico, che la sicurezza, la vera sicurezza, sta non solo nel porre l’autore del reato in condizione di non nuocere, ma di lavorare affinché al termine della pena non delinqua più. Questo è quello che significa il c.d. trattamento rieducativo: evitare la recidiva.

Ma non possiamo farlo da soli, neppure se non ci fosse il sovraffollamento o se avessimo risorse umane e materiali adeguate perché l’impegno delle altre istituzioni e della società libera è essenziale, nella sanità, come nella istruzione, nella formazione professionale, nella libera imprenditoria.

Il nostro compito è quello di creare le condizioni affinché questa interrelazione avvenga, rifarci all’Ordinamento Penitenziario, applicarlo, lavorare perché il carcere cambi pur sottolineando, ognuno nella sua competenza, e nei modi che gli sono dati, quanto ciò possa essere complicato.

Spero che non mi dirà cosa centri questo con l’immagine della Polizia Penitenziaria, perché, non vorrei ricordare male, proprio nel ventennale della nascita del Suo Sindacato, 2011, Ella organizzo a Milano un Convegno che intitolò, significativamente, “Trattamento è Sicurezza” e in cui si dibatteva di trattamento, di circuiti differenziati, di sorveglianza dinamica e di quanto fosse pronta la Polizia Penitenziaria, ne erano tutti convinti, a essere protagonista di questa trasformazione: E proprio a Milano, con un patto che impegnò tutte le sigle, è nata una delle prime sperimentazioni che tutti citano a modello, ovvero il carcere di Bollate.

Ma potrei citare decine e decine di altre esperienze che qualificano la nostra Amministrazione, e di riflesso il personale che vi si impegna, e a cui dovremmo rifarci un po’ più spesso smettendola noi stessi di accusarci per le (rare) seppure drammatiche sconfitte (che sono dell’Istituzione e non del singolo operatore) e celebrare di più quanto facciamo e cogliamo fare nel futuro.

E’ nei fatti, e in queste realizzazioni la migliore pubblicità del lavoro della Polizia Penitenziaria, del nostro lavoro, prova provata che, laddove si lavora uniti come Amministrazione, in una visione integrata delle professionalità, mostriamo il valore assoluto del nostro operato.

Ed è quello che abbiamo inteso riversare nelle tanto osteggiate Linee Programmatiche a firma del Presidente Tamburino, su cui sono perfettamente d’accordo e non solo per dovere di lealtà, dove abbiamo pensato non solo a quello che è il nostro, comune, obiettivo, ma anche alla tutela del personale in quest’oggi così confuso.

Per dirla in termini figurati abbiamo pensato e vogliamo tutelare, l’agente di “miniera”, quello che fa il turno 0/8 in sezione che deve sentire non il peso, ma l’essere partecipe di un’organizzazione specie nei momenti critici. E’ un lavoro difficile quello della Polizia Penitenziaria, ne sono ben convinto (io l’ho fatta la miniera e non c’è mai nulla che ho chiesto al personale che non mi vedesse al suo fianco), molte difficoltà sono connaturate al ruolo e non sono eliminabili, ma evitare che possa rispondere di responsabilità non sue chi opera lealmente è un impegno che abbiamo pubblicamente dichiarato, ci siamo presi e vogliamo portarlo sino in fondo.

Una delle prime proposte, peraltro, avanzate al Governo da parte del Presidente Tamburino, dopo la redazione della famosa circolare, è stata quella di chiedere una revisione se non abolizione dell’art. 387 cp sulla colpa del custode.

Solo parole ? Mi permetta di pregarLa di fare un salto in Lombardia e chiedere quanti e quali agenti siano stati incriminati e/o incolpati a seguito di eventi critici. Non è un vanto, me ne guarderei bene, perché non ho agito per bontà, ma come rappresentante di un’Amministrazione che mi consentiva di farlo accettando le mie tesi, magari riconoscendomi quella onestà professionale che, mi scusi se lo dico con orgoglio a tutti, non ho mai mercanteggiato per nessuna poltrona.

“Diamo vita a un confronto dal quale auspichiamo che si comprenda come la diversità di opinione non sia un limite per la soluzione dei problemi ma, al contrario, offra una gamma più completa di rimedi, che se puntualmente colta dal Dap, migliorerebbe il clima operativo e agevolerebbe il processo di risoluzione di criticità”.

L’affermazione è Sua, sempre in margine a quel convegno, e mi trova pienamente concorde, un’ Amministrazione non può rinunciare al confronto sulle idee, men che meno a proposte concrete; discutiamone pure, allora, ma nessun confronto potrà mai essere proficuo e leale se non si abbandonano, da ambo le parti, malintesi e pregiudizi.

Cordialmente.
 
Luigi Pagano
 
 
 
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n. 18


Poveri commissari, hanno una carriera ad imbuto, e come il famoso film highlander, soltanto pochi c'è la faranno. Infatti qualcuno già dice che fanno parte di un esercito di - capitani - in quanto la maggior parte di loro si fermeranno alla qualifica di commissario.....salvo, poi, una riforma che sanerebbe la sperequazione. Penso che se la dovranno sudare perchè i nostri dirigenti non saranno tanto magnanimi a cedere il potere. In compenso, però, dopo 12 anni nel ruolo di commissario, percepiranno lo stipendio da dirigente: COME DIRE TI DO I SOLDI MA IL POTERE LASCIATELO A NOI CHE LO SAPPIAMO GESTIRE MEGLIO.
Cosa voglio dire con questo? semplicemente che come al solito ci hanno turlipanato un'altra volta; Loro si sono fatti la "meduri" e a noi del Corpo ci hanno lasciato la possibilità futura che qualcuno diventerà dirigente. Chi lo diventerà, cosa farà, quale incarico potrebbe ricoprire sarà una sorpresa e comunque, nel frattempo è un bell'aspettare. Ricordo all'inizio della nostra riforma (395/90), litigavo con tutti, erano tutti euforici e non aspettavano altro di sentirsi chiamare ispettore,sovrintendente etc.etc.etc. A quel tempo urlavo già allo scandalo e non ci voleva molto a capirlo considerato che il massimo grado era ispettore capo e non avevamo la testa, cioè funzionari e dirigenti del Corpo come l'avevano la polizia di stato. Mha!! Tutti felici e pronti a sindacalizzare il Corpo.
Dieci anni più tardi, nel 2000, finalmente, pare si siano accorti che ci mancavano i funzionari e i dirigenti e quindi ci hanno fatto godere con la 146. Perdonatemi, non potevano farlo prima, con la 395/90??? Non so voi ma io mi sento preso per il c...lo e continuano a farlo???? Abbiamo il regolamento del Corpo 82/99 che non è stato mai aggiornato, si va avanti con le circolari e i trucchi che il nostro diritto amministrativo permette. Il servizio traduzione, anzichè essere un'appendice al regolamento, è una circolare del capo del dap che oggi è così, domani mattina la cambio. Un regolamento non lo puoi cambiare dalla sera alla mattina perchè ha un iter diverso e viene promulgato dal DPR.Noi siamo questi, noi siamo sempre quelli che hanno dato una vita di lavoro, di sacrifici, di abnegazione. Per cosa?? Per essere trattati così.Perchè e così che ti fanno sentire, stupidi.
Caro Massimo e Claudio io purtroppo sono agli sgoccioli e vi dico che mi dispiace soltanto di una cosa: che non farò in tempo a vedere questo nostro Corpo veramente operare come tutti noi vogliamo.
Non ho rimpianti per questa amministrazione perchè essa stessa non mi ha mai amato, non mi ha fatto mai sentire parte integrante del sistema anzi, mi ha fatto sempre sentire un estraneo, dal primo giorno che ho messo piede in un carcere ad oggi che continuo ad essere nel carcere.
Alla prossima.

Di  Pasquale  (inviato il 17/09/2012 @ 21:08:45)


n. 17


carissimi questa la dialettica sana di interscambio che grazie a questo forum possiamo fare.....senza sviolinare troppo! Claudio anche la GDF (con il Ministro dell'economia), la PS (con il capo della PS e dicasi Ministro dell'interno) e i Carabinieri, checche se ne dica, checche appaia (con i loro Comandanti Genenrali) seguono la politica, in maniera direttamente proporzionale all'azione di Governo, lotta all'evasione più o meno intensa e più o meno diretta verso chi e che cosa, lotta alla criminalità verso chi e che cosa......basti pensare all'azione territoriale dei Prefetti che indirizzano seppur in maniera ufficiosa l'azione verso il contrasto alla guida in stato di ebrezza piuttosto al conttrasto del narco traffico piuttosto all'evasione in spiaggia....insomma dipendendono anche loro dai flussi politico-sociali-governativi e popolari se vogliamo. e anche loro a seconda dei Governi cambiano. così per noi. poi ovviamente se il Capo del DAP non sa dare il riposo certo un nostro Comandante Genenrale sarebbe auspicabile e doveroso nella gestione autonoma (garanzie e doveri alla mano) del personale. ma chi fare? l'attuale ruolo apicale non credo arrivi alla dirigenza genenrale. uno senza titoli? e non mi riferisco certo all'anzaintià di servizioo o alla permanenza sul campo che pur sono da ricomprendersi, ma anche titoli legittimanti quali una laurea (DEGNA DI QUESTO NOME!!!), master, o altro. basti vedere, per carità del tutto in maniera legittima, che nessun Commissario, con tanto di firma, commenta se del caso questo post. cordialmente.

Di  isp. rico massimo  (inviato il 17/09/2012 @ 13:11:27)


n. 16


isp rico, isp pasquale, vorrei aggiungere qualcos'altro al mio punto di vista e cioè a parte la convinzione che se oggi non facciamo notevoli passi avanti e perche siamo un Corpo ibrido dove chi comanda( la testa) appartiene ad un'altra scuola di pensiero ed ad un'altra formazione, a ciò si aggiunge che noi come corpo seguiamo troppo l'andamento politico percui in base al governo del momento abbiamo un capo dipartimento proveniente o dalla magistratura inquirente o dalla magistratura di sorveglianza. e conseguenziale che vista la loro estrazione dirigono con una visione diversa. questo negli altri corpi non succede i loro massimi esponenti (a parte tutti gli altri) provengono intra corpo, percui conoscono la loro realta a mena dito. Noi prima che il capo cominci a capirne qualcosa passano anni (magari (S)consigliato da chi siede inelle poltrone del DAP da decenni) dopo quando cominciano a capire vengono sostituiti e la storia si ripete. Un piccolo aneddoto : il capo DAP a partecipato ad una manifestazione nella mia citta ; quando a preso la parola i due plotoni di agenti si sono messi sugli attenti (come da cerimoniale) e questi a cominciato a parlare , se non fosse stato per l'adetto al cerimoniale che gli ha suggerito di dare il riposo ancora i colleghi starebbero sugli attenti.voglio dire che fino a quando saremo diretti da gente che non capisce e non si sente appartenente non caveremo un ragno dal buco, fino a quando ogni struttura verra gestita come un "feudo" dove puntualmente il feudatario ignora le disposizioni del superiore "feudo" non potremo dedicarci alle grandi questioni perche il tempo e l'attenzione (nostra e dei sindacati) viene assorbito dal rivendicare cose già stabilite (strategia questa pianificata?) Ass.te capo Claudio Cancilla

Di  claudio  (inviato il 17/09/2012 @ 10:38:24)


n. 15


pasquale sono perfettamente d'accordo con il tuo ultimo post. tuttavia se non si comincia...non ci si professionalizza. certo ci deve essere una selezione del personale....e qui la vedo veramente dura, senza togliere niente a nessuno, mi riferisco solamente alla selezione come metodo naturale! ma forse stiamo uscnedo, nostro malgrado, dal post iniziale, anche se l'argomento dovrebbe essere oggetto di profonde e magari non esaustive riflessioni. è vero i nostri dirigenti non indossano una divisa (mi pare ne hanno avuto la possibilità, l'hanno rifiuttata-almeno sula carta-si sono poi pentiti mi pare -magari non tutti-, ma se devo avere un Comandante Generale della Polizia Penitenziaria-come vorrei- indicato dalle sigle sindacali che lottano tra tessere, rappresentatività, raccomandazioni, anzianità di servizio, comunicati (solamente di facciata) contro quello o quell'altro, ecc., ecc., beh allora preferisco non essere nelle sezioni di pg.......anche se mi rattrista. la P.P. non deve stare nelle sezioni di pg o espletare compiti di ps solo per partito preso, ma lo deve fare in maniera professionale, perchè ha tutte le persone, dal primo Agente, all'ultimo Commissario, per farlo. io continuo a non ritenere ne giusto ne opportuno che chi è sulla strada-peraltro da anni- debba continuare da un lato a chiudere gli occhi, dall'altro sentirsi deriso, senza con questo pretendere, come ho più volte detto, di fare i CHIPS. se poi vogliamo continuare a farci del male, complici i nostri dirigenti (magarai non tutti), beh, facciamolo pure.

Di  isp. rico massimo  (inviato il 16/09/2012 @ 22:00:01)


n. 14


Caro collega so che sei un bravo ragazzo e un buon ispettore......io ti conosco...abbiamo fatto servizio insieme. Tuttavia consentimi di dissentire dal tuo pensiero perchè vedi espletare al meglio un servizio di polizia stradale non è uno scherzo....a meno che non vogliamo soffermarci, come fa la stragrande maggioranza di chi è preposto a tale servizio, alla multa per la cintura di sicurezza etc.etc.
Il personale diella polstradale, se non sbaglio, fanno un corso che dura ben 18 mesi, è una vera e propria specializzazione. Ma dove pensiamo di andare se gli stessi uomini che sono stati predisposti agli nn.tt.pp. con le modalità che conosciamo bene, oggi si ritrovano di colpo ad essere responsabili anche di un servizio di polizia stradale!!!! Ti prego dai non fare come fanno tanti nostri colleghi che si vantano e si mettono sullo stesso piano dei nostri cugini poliziotti, carabinieri, gdf etc.etc. Ti starai chiedendo se questo è autolesionismo?? No!!! Assolutamente, è semplicemente il guardare in faccia la realtà. Ti faccio due piccoli esempi:
- vicino casa mia c'è un carabiniere della mia età (un appuntato), bravissima persona che non ha mai fatto un servizio operativo, si occupa da una vita della mensa dove fa servizio ma per la società lui è sempre un carabiniere; io occupo la qualifica più alta del ruolo ispettori, per la società sono sempre un guardia-carceri;
- Ti sei mai chiesto perchè nelle sezioni di p.g. presso le procure noi siamo gli unici a non essere presenti?? Ti spieghi perchè in un posto gestito dal ministero della giustizia, che chiameremo nostra madre, noi figli naturali non ci siamo; Pensa che ogni anno "nostra madre" emette le vacanze di organico su tutte le sezioni d'italia indirizzate soltanto ai figliastri: cc-ps-gdf e adesso anche la forestale.
In tutto questo dove sono i nostri dirigenti??? Se non ci sono, forse e perchè non si sentono poliziotti......di fatto non lo sono.
Ciao

Di  Pasquale  (inviato il 15/09/2012 @ 12:44:50)


n. 13


no Pasquale non siamo affatto un Corpo di b o c, a volte ho il dubbio che qualcuno lo voglia essere. bada bene gli altri colleghi delle altre ff.pp. non sono ne geni ne scienziati, anzi.....negli anni ho visto cose scritte e non, da far drizzare i capelli e pensare che sono......quelli che sono! un piccolo esempio stupido per ricondurmi in un certo qual modo al servizio di ps: sai quanti verbali vengono annullati dai vari GDP ai nostri colleghi? tanti! se la cosa succedesse a noi?......nessuno si stupirebbe, tranne solamente al nostro interno per le solite squallide e radicate metodologie di sistema.......ho già detto questa cosa su questo servizio e mi scuso per la ripetizione: mesi fa parlai con una scorta che stava facendo questo servizio, alcuni colleghi per non dire tutti venivano in un certo qual modo dissuasi dal fare questi rilievi nel senso che rientrati magari da una traduzione o altro servizio erano "costretti" ad espletare le pratiche connesse prima di smontare dal servizio....quando per contro vi è tutto il tempo necessario, settimane per dirla tutta e parlo per esperienza! i colleghi ovviamente, non certo per colpa loro, bensì di chi stava loro sopra (e parlo di colleghi in divisa, lasciamo stare la qualifica) si sono, nel loro piccolo, stancati. a buon intenditore poche parole! è verissimo e sono d'accordo con te sul fatto che se uno non indossa una divisa e per un certo lasso di tempo credo sia fisiologico non capire o non pensare a certe cose. tuttavia i nostri Funzionari (non in divisa) che non sono stupidi, almeno quelli più professionali, sanno bene con chi hanno a che fare......anche se non sembra, sindacati e/o sindacalisti compresi, credimi. cordialmente.

Di  isp. rico massimo  (inviato il 14/09/2012 @ 21:18:13)


n. 12


Leggo il punto di vista di Claudio e Rico e con il vostro permesso, se posso, vorrei esternare anche il mio. Secondo me non si tratta di dire se quel Dirigente sia bravo oppure no, se si è interessato o meno delle questioni della Polpen, se si è dedicato o meno alle problematiche del Corpo; E' un civile e magari non ha fatto neppure il militare, non ha nessun percorso formativo relativo al comando di una forza di polizia.......non sa neanche cosa significa indossare una divisa, di conseguenza non può capirmi.......Il restante, poi, rimane comunque una figura anomala di per se la quale non ha nessun parametro di comparazione con le altre FF.PP.
Guardiamo in faccia la realtà e non prendiamoci in giro, lo dico contro i miei stessi interessi, anche se ci fa male ma non possiamo non ammettere che siamo di serie "C" girone "A"......magari fosse soltanto di serie "B".
Col tempo ho imparato a disintossicarmi "dall'illusione" che mi hanno propinato e che ci siamo propinati da soli facendo bene attenzione a rimanere con i piedi per terra: guardo la realtà del mio Corpo e dell'amministrazione che lo gestisce, dei loro vertici e non vedo, mi dispiace, quella competenza, volontà, capacità,responsabilità, passione,.....per questo nostro Corpo che ha imparato a metabolizzare l'abuso, la stanchezza,la sofferenza e sopratutto la rassegnazione. Ma vi sembra normale che per ogni piccola cosa dobbiamo sempre lottare?? Basta!!!! Ho lottato per 30 anni e vi posso garantire che non mi sono ritrovato assolutamente niente.
Pasquale

Di  Pasquale  (inviato il 14/09/2012 @ 19:25:42)


n. 11


caro Claudio, ci sono Funzionari e Funzionari (non in divisa), come ci sono Funzionari e Funzionari (in divisa), come ci sono ispettori e ispettori e via dicendo, insomma ci sono persone e persone. poi sul fatto che un Provveditore piuttosto che un Dirigente (non in divisa) facciano quello che lei dice, su peculiarità, compiti e funzioni del Corpo di Polizia Penitenziaria (ad es. sui compiti di polizia stradale da lei citati), credo che stia proprio a quei Funzionari (in divisa) "battersi" per il contrario e nell'ambito della legge. ma siamo sicuri che tutti i Funzionari (in divisa) lo vogliano? perchè un Funzionario (in divisa) non può...(o non vuole....?) ad es. scrivere una bella nota al Prefetto? cordialmente.

Di  isp. rico massimo  (inviato il 14/09/2012 @ 11:29:44)


n. 10


risposta commento n°8. Egregio isp., premetto che i funzionari a cui facevo cenno non sono quelli in divisa, le altre "piccole cose"che descrivo appressso (che era un esempio) sono tutte quelle azioni che fino ad adesso non ci hanno permesso di crescere; e cosa potrebbero fare i nostri subordinati funzionari(in divisa)quando trovi un dirigente (senza divisa) che ostacola ogni cosa, seppur giusta, solo per il gusto di ostacolarla.cosa ci possiamo aspettare in termini di crescita professionale quando ad esempio viene proposta (dal DAP)una bozza di D.M. sul direttore di area penitenziaria che è un insulto all'intelligenza umana; come si fà a farla passare come un' innovazione sull'autonomia del Comandante, quando in realta era la riproposizione del vecchio (con termini nuovi ) Quando un Provveditore mette "sotto chiave" la modulistica per rilevare le infrazioni al C.della S., non sono sfaccettature ma la volonta a tarparci le ali, e cosa puo fare la nostra buona volonta a siffatto oscurantismo del Corpo?Come lei, ritengo che nel nostro Corpo ci sono uomini capaci a cui può essere affidato qualsiasi compito, il problema è che ce lo devono affidare il compito; ma cosa possiamo fare se per far uscire una NOSTRA auto fuori ci vuole l'ordine del direttore. non voglio ulteriolmente tediarla, ma se lei davvero è un isp. del Corpo di P.P. (ho qualche dubbio) queste cose dovrebbe saperle; chiudo con una massima : un figlio cresce più forte e più paffuto proporzionalmente a quanto la madre lo nutre e lo cura. Claudio Cancilla Ass.te capo

Di  claudio  (inviato il 13/09/2012 @ 17:51:59)


n. 9


Almeno si è degnato di rispondere e questo non è poco considerato con chi abbiamo a che fare. Probabilmente essendo stato interessato direttamente nella vita vera del carcere, capisce da persona intelligente quale evidentemente è, i problemi della periferia. Non lo conosco personalmente, ne ho sentito parlare bene, speriamo che sia il primo dei dirigenti che si interessa alla polizia penitenziaria e che non venga risucchiato in quel vortice vizioso a cui siamo abituati da sempre. Per ciò che concerne la critica di Capece niente da obbiettare, la sua è stata una mossa preventiva condivisibilissima da chi è abituato purtroppo a sperimentare sulla propria pelle le denigrazioni e insulti vari. Del resto chi è stato scottato dall'acqua bollente poi ha paura anche di quella fredda.

Di  cairo74°  (inviato il 12/09/2012 @ 12:55:26)


n. 8


l'intervento n. 05 di Claudio testimonia da un lato l'autorevolezza e la correttezza Istituzionale del Dott. Pagano, ovvio come tutti noi, ripeto, come tutti noi, nessuno escluso, è una persona prim'ancora che un Funzionario. Dall'altro caro Claudio queste piccole cose che descrivi, mi pare con rammarico, sono sfaccettature che con poca buona volontà si potrebbero sanare ancora prima che nascano e soprattutto da parte dei Funzionari del Corpo (e di questo se permetti mi rammarico io), senza con questo fare di tutt'un erba un fascio. il nostro Corpo è pieno di personale professionale cui affidare questo (in senso lato) piuttosto che quell'altro incarico.

Di  isp. rico massimo  (inviato il 12/09/2012 @ 11:42:03)


n. 7


Che per decenni l’immagine della Polizia Penitenziaria non sia stata degnamente tutelata. questo dott. Pagano lo deve ammettere, sarebbe troppo semplice licenziare la questione come “ incidenti di percorso trascurabili” invitandoci a non curarcene troppo.
Non siamo in preda ad una sorta di isterismo persecutorio, in troppe occasioni la Polizia penitenziaria è stata descritta nel peggiore dei modi, films e media ne sono la conferma. Chi non riconosce tutto ciò è scollegato dalla realtà.
La richiesta di abolizione dell’art. 387 cp, ben venga era anche ora, ma ad essere “maligni”, credo serva più ai comandanti ed ai direttori che all’agente in sezione.
Diteci un solo agente quanti detenuti secondo voi può controllare, come dovrebbe essere il posto di lavoro di un agente in sezione, per quanto anni ancora dovremmo sopportare turni di servizio di otto ore ( aboliti da anni nelle altre forze di polizia ), solo dopo potremmo parlare di partecipazione, presa di coscienza, collaborazione, ma soprattutto di risultati raggiunti.
Per troppi anni, anche a sproposito e per delinquenti della peggiore specie, si è parlato di rieducazione, come se la presunzione di un ravvedimento possa essere esteso a tutti.
Troppo poco d’altro canto si è discusso delle condizioni lavorative dell’agente in sezione, di quanto questo lavoro possa diventare alienante; dove sono i dirigenti.
Inoltre, scusandomi per la disarticolazione di questo mio scritto, vi suggerirei di stracciare la lettera circolare sull’uso legittimo delle armi a firma del dott. De Pascalis ( se ricordo bene ) e di chiedere al legislatore di prevedere una scriminante specifica sull’uso delle armi in caso di evasione, come previsto prima dell’entrata in vigore del nuovo regolamento di servizio.
Per concludere, quando i dirigenti del D.A.P. prenderanno coscienza che parte dei mali di questa amministrazione è colpa loro, potremmo cominciare a parlare di cambiamento.
Buon lavoro Dott. Pagano, a me auguri pure buona fortuna.

Di  antonio  (inviato il 11/09/2012 @ 22:56:41)


n. 6


Ho conosciuto Dr. Pagano che per brevi periodi sostituiva il Provveditore titolare a Cagliari.
Da appartenente al Corpo, ma anche da delegato sindacale del S.A.P.Pe, posso tranquillamente affermare di aver conosciuto un alto dirigente, preparato e con alte doti comunicative, grande senso di appartenenza sia all'Amministrazione ma anche al Corpo al quale appartengo. Una persona veramente speciale al di fuori dall'ordinario e con doti che non tutti gli alti dirigenti posseggono, anche se qualcuno a volte ci fa credere di possedere.... ma solo a parole.
Un Saluto a Dr. pagano con un invito: dimostri a chi ha avuto dubbi su di Lei che si è semplicemente sbagliato.
Paolo Spano - V. Segretario Provinciale S.A.P.Pe Cagliari

Di  Paolo  (inviato il 11/09/2012 @ 20:12:50)


n. 5


non conosco i Dott. Pagano ed il suo operato,posso solo testimoniare che è stato l'unico (da provveditore)ad intervenire(scrivendo alla redazione) quando in un servizio mdelle iene siamo stati apostrofati con il termine secondini; ma la cosa che mi ha maggirmente colpito è stato il fatto che avendolo ringraziato (con una mail) a nome di tutto il personale ove presto servizio questi mi ha rispoto sinteticamente che lo ha fatto perche era suo dovere farlo. ma ritengo pure che il Dott. Pagano sia una goccia in un oceano fatto di disinteresse dei funzionari verso la crescita di un Corpo che sta alle loro dipendenze(purtroppo). mi sono sempre chiesto perche (ma intuisco la risposta) quando viene fatto qualcosa di buono per la P.P. (vedi compiti polizia stradale) prima che il servizio diventi operativo passano anni e laddove il servizio e partito viene bloccato non facendo operare gli operatori che si sono specializzati in tal senso. è di questi giorni la notizia secondo il quale il provveditorato dell'Umbria (regione scelta per la sperimentazione del servizio) ha messo "sotto chiave" la modulistica per rilevare le infrazioni al C.d S. E perche tutto questo? Ma perche gli altri Corpi agiscono in modo inverso e cioe quando viene fatto qualcosa per loro subito si muovono per applicarlo; forse non sarà per il fatto che lì tutti ,dal più piccolo degli Agenti al più grande dei funzionari, ne beneficiano in termini di immagine e di prestigio? aggiungo che a memoria mia solo nella fiction "squadra antimafia"gli autori ci hanno trattato bene, facendoci avere un ruolo attivo (non corrotto)e finanche ci hanno fatto morire nell'adempimento del dovere(quì non ci siamo adoperati/venduti per far uccidere qualcuno in carcere). A voi lettori ed a Lei Dott. Pagano la spiegazione a questo stato di cose; io non lo comprendo pur non essendo sempre nella difensiva . Claudio Cancilla Ass.te capo

Di  claudio  (inviato il 11/09/2012 @ 18:11:51)


n. 4


il problema e sempre lo stesso.....SIAMO AMMINISTRATI DA PERSONALE CIVILE... caro Dr. Capece... bisognerebbe affrontare il discorso con le autorità competenti onde poter essere gestiti da DIRIGENTI DELLA POLIZIA PENITENZIARIA, insistendo sulla ISTITUZIONE DELLA DIREZIONE GENERALE DELLA POLIZIA PENITENZIARIA, senza avere alcun magistrato, direttore e/o amministrativo in mezzo alle P........E. ed in nessun caso, coinvolgimenti politici.. distinti saluti..

Di  luigi  (inviato il 11/09/2012 @ 17:03:53)


n. 3


cmq onore al dott.pagano,che si è dimostrato attento, anche accettando le critiche cercando il confronto.
aleandro diego de lavegas

Di  Anonimo  (inviato il 11/09/2012 @ 10:00:43)


n. 2


...vorrà dire che il Dott. Pagano è persona capace e meritevole, ma ciò non toglie che su di un fatto specifico possa commettere degli errori di valutazione. A mio parere non è che ci sentiamo sempre attaccati come se fossimo in preda a facili isterismi. Il caso Cucchi le dice niente?

Di  ex Agente Scelto  (inviato il 10/09/2012 @ 21:45:38)


n. 1


E, la mia opinione, sarebbe quella di evitare di sentirci sempre attaccati e sempre sulla difensiva quasi che dovessimo essere noi a giustificare questo carcere, il sovraffollamento o risorse mancanti, e non già la società, in tutte le sue componenti, a spiegare cosa intende fare, insieme a noi, per cambiare le cose. Questo il passaggio più significativo e autorevole di tutto l'intervento,a mio modesto parere. ripeto come già fatto in altro post....che cmq non trovo più, sicuramente per mancanza di spazio: non ho mai conosciuto il Dott. Pagano di persona, ma in 28 anni di servizio non ho mai sentito, come dire, un pettegolezzo, una diceria, una critica anche bassa nei confronti del Dott. Pagano, anche da colleghi che hanno prestito servizio a San Vittore. Questo vorrà pur dire qualcosa.

Di  isp. rico amssimo  (inviato il 10/09/2012 @ 21:36:31)




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