Marzo 2018
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Marco Travaglio sconfessa la riforma Orlando: basata sui dati della recidiva di nessun valore scientifico


Polizia Penitenziaria - Marco Travaglio sconfessa la riforma Orlando: basata sui dati della recidiva di nessun valore scientifico

Notizia del 18/03/2018

in Houston abbiamo un problema

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Scritto da: Redazione

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A chi volesse capire perché Pd e FI hanno perso le elezioni, oltreché per le politiche antisociali che hanno impoverito i poveri e arricchito i ricchi, penalizzato gli onesti e premiato evasori e tangentari, suggeriamo due letture.

La prima è una telefonata intercettata dalla Procura di Bergamo fra due albanesi che concordano rapine nelle stazioni di servizio: “Vieni in Italia a rubare, tanto qui non ti succede niente: se proprio ti va male, ti fai una notte in carcere e poi esci”. Il procuratore Walter Mapelli conferma: “All’estero sono ben informati sul nostro quadro normativo e vengono a delinquere in Italia. Se un ladro è sorpreso a rubare in un appartamento e non riesce a fare il colpo, l’arresto in flagranza per il tentato furto è obbligatorio, ma la custodia in carcere non è prevista. Dunque viene arrestato e subito scarcerato. E, se anche viene condannato in via definitiva, avrà la pena ridotta fino ai due terzi, cioè sotto i 4 anni, e non la sconterà in carcere”.

Per scoprire il perché, ecco la seconda lettura: il decreto attuativo della “riforma penitenziaria” Orlando, appena varato dal fu governo Gentiloni, degno coronamento di 40 anni di decarcerazione, che si spera verrà stoppato dal nuovo Parlamento e riscritto dal nuovo governo. Oltre ad alcune buone norme sulla salute e l’affettività, a nuovi spazi per gay e madri detenute, la sostanza è micidiale: sarà ancor più difficile mettere o tenere dentro i delinquenti (cioè i condannati definitivi). Un gentile omaggio pure per mafiosi e terroristi.

Il ministro Orlando nega: “Non ci sono automatismi, i benefìci saranno concessi dai giudici di sorveglianza caso per caso” (come se lo scarso personale di polizia e magistratura potesse esaminare le condotte dei singoli detenuti). Dunque “non uscirà nessuno” (e allora, se non cambia nulla, perché allargare un’altra volta le maglie?). In realtà questa è la quarta legge svuotacarceri in 7 anni, dopo quelle dei governi B., Monti e Letta. Queste, per superare la solita emergenza del sovraffollamento, alzarono provvisoriamente da 3 a 4 anni il tetto di pena sotto cui si va ai domiciliari o ai servizi sociali anziché in galera o, se si è già lì per condanne superiori, si esce per scontare il resto a casa. Così scarcerarono migliaia di detenuti e ne lasciarono a spasso altrettanti. Ma i competentissimi legislatori non adeguarono il resto delle normative, creando un vuoto che ora la Consulta ha riempito, imponendo di sospendere l’ordine di carcerazione per tutti i condannati a pene totali o residue fino a 4 anni. E ora il governo ormai defunto, con un consenso intorno al 21 per cento, che fa?

Invece di tornare almeno al limite dei 3 anni (già abnorme: le condanne sopra i 3 anni, con tutte le attenuanti e gli sconti dei nostri codici-colabrodo, sono rarissime), decide definitivamente che chiunque sia condannato a meno di 4 anni resta libero e fa domanda per i domiciliari (o, sotto i 2, per i servizi sociali). Che poi sono puramente teorici: se uno evade per commettere altri delitti (o resta a casa e di lì spaccia droga, molesta la figlia, picchia la moglie, incassa mazzette, organizza truffe o estorsioni, fa stalking telefonico), di solito non se ne accorge nessuno: ci vorrebbero decine di migliaia di agenti per controllare tutti i detenuti a domicilio. La norma si ispira a una teoria demenziale, dunque molto diffusa nella pseudocultura di sinistra: e cioè che, siccome il carcere è diseducativo perché trasforma i microcriminali in macrocriminali, sono molto più dissuasive le pene alternative. Si sbandierano statistiche sui tassi di recidiva di nessun valore scientifico, per dimostrare che chi sconta la pena in carcere torna a delinquere più spesso di chi sta a casa o ai servizi sociali: come se si potesse prevedere come si comporterebbero tutti i delinquenti liberi se fossero stati incarcerati; e come se le statistiche registrassero gli autori di tutti i reati, che invece restano per l’80-90% senza colpevoli. Per combattere la recidiva e la diseducatività delle carceri, basterebbe costruirne di nuove per separare i piccoli dai grandi, garantire ai detenuti una vita decorosa di studio e lavoro. Non lasciarli o metterli fuori perché dentro è peggio.

 

Oltre all’impunità per i condannati fino a 4 anni, la “riforma” estende poi questa incredibile franchigia a terroristi e ai mafiosi, finora esclusi: basterà attendere che abbiano scontato la parte di pena per i reati di terrorismo e di mafia, e poi dal restante “cumulo” per i reati comuni (acquisto di armi, occultamento di cadaveri ecc.) potranno detrarre i fatidici 4 anni e uscire prima. Come i detenuti comuni. Non solo: i mafiosi con figli fino a 10 anni potranno uscire negli ultimi 4 anni di pena, anche se relativa a reati di mafia. E le Procure antimafia non potranno più trasmettere ai Tribunali di Sorveglianza le notizie sui legami dei detenuti aspiranti ai benefici con i clan, privando di notizie fondamentali sulla loro perdurante pericolosità i giudici che devono decidere se metterli fuori o meno. A questo punto non si vede perché buttare miliardi per indagare, arrestare e processare 3 milioni di persone all’anno, se già si sa che 9 su 10 verranno condannati a meno di 4 anni e non faranno un giorno di galera, ma resteranno a piede libero. Tanto vale, una volta presi, rilasciargli un foglietto con scritto: “Vai e casa e non farlo più”.

Resta, è vero, un piccolo dettaglio: le vittime. Ma di quelle i politici si ricordano solo quando una brigatista in menopausa va in tv a delirare su via Fani. Perché la vittima, per i politici, è solo quella dei rarissimi reati che subiscono loro. Invece quelle dei delitti che commettono loro non sono vittime: sono pecore da tosare per cinque anni e poi da insultare (“giustizialisti!”, “populisti!”, “forcaioli!”) quando non li votano più.

di Marco Travaglio: "Celle (e urne) vuote", 18 marzo 2018

 

Orlando onora la memoria delle vittime di Via Fani con l''approvazione della cosiddetta riforma penitenziaria

 


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Commenti Commenti dei lettori

n. 19


Quasi nessun detenuto viene più punito. Sembra quasi che ci sia stato un ordine dall'alto per non far perdere la liberazione anticipata ai det. Siccome è una cosa sistematica mi son convinto che i dati che fornisce il dap ai giornalisti si rifanno anche a questo argomento.
Ipocrisia senza fine. E tutti giù ad essere buoni o finti buoni con i direttori e comandanti che nulla possono. Gli unici che stanno veramente bene sono gli educatori che si sono presi il posto di chiunque con la mitica storiella della rieducation. Forse sono solo loro che comandano questa baracca sgangherata. Faccino pure..tanto ormai non c'è rimasto quasi nulla da rosicchiare vi siete mangiati anche quel poco che di buono era rimasto del nostro corpo e cioè la disciplina.
Provo tanta pena per noi anche a vedere che i detenuti hanno capito come vanno le cose in sezione e come si aggiustano poi col consiglio di disciplina sempre che si faccia.

Di  Anywere  (inviato il 21/03/2018 @ 20:29:51)


n. 18


Cambiano persino i governi . Ma non sia mai che cambino i sindacati dai nazionali ai regionali sono sempre i stessi .
Però se un direttore un comandante sbaglia ne chiedere rimozione. Ma se sbaglia il sindacalista non succede nulla e niente .
Nella la vita per i sindacalisti

Di  Anonimo  (inviato il 21/03/2018 @ 16:12:21)


n. 17


Vogliamo parlare delle classifiche che affligge tutti i turnisti che lavorano nella miniera.
Come mai le cariche fisse godono di classifiche da 30 e più

Di  Anonimo  (inviato il 21/03/2018 @ 16:04:57)


n. 16


Caro Frederick, mi dispiace che hai interpretato un suggerimento come una provocazione. Il tono arrogante delle risposte sono un po lo specchio di quello che non va: persone che pensano di sapere tutto e di credersi migliori degli altri.
Giusto per dirtelo: i miei (quasi) trenta anni di servizio me li sono fatti tutti in galera, con la mia divisa sempre indossata con rispetto ed orgoglio. E non comodamente seduto su calde sedie di qualche ufficio. Un consiglio: il tuo atteggiamento nuoce a tutti, sindacato compreso. A saluto alle tante persone serie e preparate del vostro sindacato che ancora ci rappresentano, usando il cervello e non lo stomaco.

Di  Edmond  (inviato il 20/03/2018 @ 20:24:35)


n. 15


La riforma penitenziaria e giusta , quindi rispettare regole e leggi vostro dovere.
Avete il diritto e dovere di osservare e rispettare le leggi dello stato .
Attenersi senza critiche punto stop.

Di  Anonimo  (inviato il 20/03/2018 @ 18:50:37)


n. 14


Notizie...

Maglie (Lecce), 20 marzo 2018 - C'é anche l'ex portiere del Lecce fino alla stagione 2014-2015, Davide Petrachi, tra le 37 persone arrestate nell'ambito dell'operazione 'Orione' dei carabinieri di Lecce contro il traffico di droga legato alla mafia pugliese. Davide Petrachi, 32 anni, leccese, è stato raggiunto da un provvedimento restrittivo ai domiciliari. È stato uno dei portieri della rosa del Lecce calcio per 7 stagioni, militando anche in serie A, fino alla stagione 2014-2015 per poi giocare nella Virtus Lanciano, Martina Franca e Nardò calcio in serie D. Petrachi veniva chiamato dal sodalizio 'calcio' o 'portiere'.

Tra gli arrestati ci sono anche presunti appartenenti alla Sacra Corona Unita. I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Lecce Vincenzo Brancato su richiesta dei pm Antimafia Guglielmo Cataldi e Maria Vallefuoco nei confronti di altrettante persone indagate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e associazione di tipo mafioso. Tra i reati contestati, anche detenzione abusiva di armi e di materiale esplosivo, estorsione, porto abusivo di armi, sequestro di persona e violenza privata. L'indagine, avviata nel 2015, ha portato il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Maglie a sgominare tre associazioni per delinquere, una delle quali era strutturata secondo uno schema verticistico e composta da soggetti che farebbero parte della Sacra Corona Unita. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati quantitativi di hashish, cocaina, eroina, quattro detonatori, 2 ordigni esplosivi artigianali, 1 AK-47 Kalashnikov, 5 pistole e relativo munizionamento.

Di  Anto  (inviato il 20/03/2018 @ 16:50:38)


n. 13


Ah Edmond, fai il favore, se dopo 30 di carcere ci vuoi convincere che se il detenuto può fare come vuole senza nemmeno più subire rapporti disciplinari, questo è un vantaggio per i Poliziotti perché il detenuto "scarica le tensioni", forse hai sbagliato sito web... Ci infervoriamo perché qui c'è gente (i Poliziotti Penitenziari) che sputano sangue ogni giorno e non solo in senso figurato. Continua a fare l'educatore e ringrazia la Polizia Penitenziaria che ti guarda le spalle fino a quando ce lo consentiranno. Poi vedrai che fine farete pure voi se passa questa riforma.

Di  Frederick  (inviato il 20/03/2018 @ 14:47:59)


n. 12


Per fortuna c'è "Edmond Dantès"

Di  PASQUINO  (inviato il 20/03/2018 @ 11:44:03)


n. 11


Voi? Plurale maiestatis? Io parlo (o meglio, scrivo) per me stesso. E dopo 30 anni in carcere penso di poterlo fare senza fare " disinformazione".
Non ho detto che è un'ottima riforma. È comunque un passo in avanti e dovreste spiegarlo meglio, visto che nessuno la conosce bene. Si poteva fare meglio, non vi è dubbio ma per chi lavora in carcere migliorare le condizioni di vita del detenuto serve anche a scaricare le tensioni e a vivere più civilmente. Cosi come alcuni interventi su questioni come il 148 c.p.
Invece di infervorarvi come opinionisti da salotto televisivo, lo ripeto, informate correttamente. Come, d'altronde, spesso fate con gli interventi di De Blasis.
Buon lavoro.

Di  Edmond  (inviato il 20/03/2018 @ 06:01:04)


n. 10


Caro Edmond, se qui c'è qualcuno che la cosiddetta "riforma" penitenziaria la conosce benissimo quelli siamo proprio noi Agenti di Polizia Penitenziaria e non certo Glauco Giostra o chi per lui. La cosiddetta "riforma" è basata sulla fake-news che la recidiva si abbassa quando si accede alle misure alternative. Del resto, basta ascoltare come balbetta Andrea Orlando nel video di questo articolo
Piuttosto smettetela voi di fare disinformazione!

Di  Frederick  (inviato il 19/03/2018 @ 21:17:58)


n. 9


Ovviamente non siete tenuti, come sindacato, a fare corretta informazione. Però così non fate un buon servizio per la Polizia Penitenziaria che di voi si fida. Pubblicate un intero intervento di Travaglio (rispettabile giornalista, per carità, ma scarso giurista) mentre ignorate decine di altri interventi ben più competenti. Ad esempio l'intervista di Glauco Giostra di oggi o l'articolo del Corriere del Trentino di ieri. Il 99% della Polizia penitenziaria la riforma non l'ha mai letta ma è contraria senza sapere neanche il perché. Informate con correttezza è un dovere. Altrimenti si rischia di fomentare senza fare il bene di nessuno.

Di  Edmond  (inviato il 19/03/2018 @ 20:59:34)


n. 8


Marco Travaglio mi sta antipatico

Di  Anonimo  (inviato il 19/03/2018 @ 19:43:43)


n. 7


Evidentemente il risultato delle urne non è stato ben compreso
Gente che andrebbe indagata per attentato alla sicurezza dello Stato e alla pubblica incolumità, invece gli concediamo di esercitare il mandato politico di ministro della giustizia....

Di  PASQUINO  (inviato il 19/03/2018 @ 01:16:04)


n. 6


La frase "una brigatista in menopausa" è imperdonabile: inficia tutto l'articolo, che sarebbe anche stato interessante, e getta una luce certo non positiva sulla sua (di Marco Travaglio) persona.

Di  Valentina Chiarini  (inviato il 18/03/2018 @ 20:17:23)


n. 5


Orlando a casa, ha mortificato la pol pen e consegnato le carceri ai prigionieri che fanno da padroni. VATTENE

Di  Emidio  (inviato il 18/03/2018 @ 19:33:21)


n. 4


Potessi farlo parlerei in una trasmissione nazionale, in fondo dopo 29 anni basterebbe per dirla finalmente tutta.
Purtroppo mi mancano alcuni anni alla pensione e credo che mi tromberebbero fino alla fine dei miei giorni.
Caro Travaglio il carcere è un grande AFFARE, da qualche anno è un GRANDE AFFARE, l'affare che nessuno vuol farsi sfuggire di mano.

Di  Sant.  (inviato il 18/03/2018 @ 19:04:55)


n. 3


il principio del favor rei oggi è spropozionato e scellerato , abbiamo reso la sanzioni penali alla stregua di una porta girevole. Tante attenzione e comprensione nei confronti dei criminali e scarsissima attenzione nei confroni delle vittime del reato. Quando si parla di reo si parla , di recupero,riabilitazione,trattamento,reinserimento ,ripristino di legami affettivi fino a spingersi a garantire anche i bisogni sessuali . Quando parla di vittima del reato mi dite voi quali sono i diritti e le garanzie ad essi riconusciute?

Di  gio  (inviato il 18/03/2018 @ 18:13:47)


n. 2


Non si tratta di una questione di "sinistra" contro la "destra". E' una questione di "criminali" contro le persone "oneste". E i criminali si sono infiltrati dappertutto. Da sempre. Si tratta solo di stanarli.

Di  Anonimo  (inviato il 18/03/2018 @ 14:59:57)


n. 1


Sinistra schifosa sempre dalla parte di chi delinque e contro i servitori dello Stato. Riforma approvata quando gli italiani si erano già espressi con il voto mandandoli a casa tutti. Ora il nuovo esecutivo che si insedierà dovrebbe cancellare tutte le porcate di questa sinistra radicale schifosa che ha portato il comparto sicurezza alla paralisi piu' totale.

Di  Poliziotto Penitenziario  (inviato il 18/03/2018 @ 14:46:05)




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