Febbraio 2017
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Ministro Orlando: emergenza carcere finita. E la Polizia Penitenziaria?


Polizia Penitenziaria - Ministro Orlando: emergenza carcere finita. E la Polizia Penitenziaria?

Notizia del 21/01/2015

in Houston abbiamo un problema

(Letto 5335 volte)

Scritto da: Agente Furioso

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Ho letto la relazione al Parlamento del Ministro Orlando sullo stato della giustizia italiana e in particolare sulle carceri.

La stampa si è addirittura spinta a scrivere che il problema del sovraffollamento è stato risolto (come fa ad essere risolto se ci sono ancora 54mila detenuti per 47mila posti rimane un mistero).

Tra le righe della relazione di Orlando  traspare che l’emergenza è stata superata grazie all’abnegazione delle donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria (concetti e parole lette e rilette nei discorsi dei precedenti ministri).

A questo punto, sulla vicenda vanno fatte alcune considerazioni, alternative tra loro.

1) L’emergenza non è superata nemmeno questa volta ovvero non lo era nei precedenti discorsi di Ministri e Capi DAP, quando anche loro hanno detto la stessa cosa; 

2) Anche Andrea Orlando ci sta prendendo un po’ per il culo;

3) Andrea Orlando è sincero perché l’emergenza sovraffollamento è superata e ci ringrazia.

Voglio essere ottimista e mi spingo a credere che sia vera la terza considerazione (rimane solo il dubbio che 54 è sempre maggiore di 47…), ma, come ha detto anche Orlando: l’emergenza che abbiamo superato è quella del sovraffollamento, non quella della stanchezza e della demotivazione delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria che ne hanno permesso il superamento.

Tutto ha un prezzo, ogni medaglia ha il suo rovescio. Il prezzo del superamento del sovraffollamento è stato pagato in larghissima parte con il sudore della Polizia Penitenziaria e, se una pacca sulla spalla dal Ministro può far piacere, non bastano certo due righe su un discorso lunghissimo a recuperare quello che in tutti questi anni si è perso.

Il Ministro Orlando è “giovane” sia come Ministro che come età anagrafica e per questo non può realmente sapere da quanto tempo la Polizia Penitenziaria sta pagando il prezzo della mancanza di attenzioni concrete per chi, 24 ore su 24, 365 giorni su 365 giorni, tiene sotto controllo quell’enorme pentola a pressione delle carceri italiane.

Il timore è che i tempi più difficili per la Polizia Penitenziaria devono ancora arrivare. Gli esseri umani possono sopportare enormi sacrifici, grandi stress, ma una volta scampato il pericolo e superata l’emergenza, arriva il momento in cui il fisico e la mente presentano il conto. Il periodo più duro arriva dopo. Mentre si affronta l’emergenza la mente rimane lucida e il corpo risponde con efficacia, ma dopo?

Per questo vorremmo dire al Ministro della Giustizia di fare attenzione a cantar vittoria e, se proprio vuole dichiarare superata l’emergenza sovraffollamento, deve prestare la massima attenzione al Corpo di Polizia Penitenziaria, perché nessuno, nemmeno lui, ha veramente capito quanto il Corpo di Polizia Penitenziaria ha dato in questi anni.

Vogliamo suggerire ad Orlando, quando passa in rassegna il Suo Corpo, di guardare in faccia quei volti, di andare nelle carceri e parlare con il Suo Personale, senza la retorica dei discorsi di facciata. Parli con quei 27 mila Assistenti Capo (su 38 mila Poliziotti Penitenziari) che tengono ancora la schiena dritta e che portano avanti la baracca. Chieda il conto al Capo del DAP, si faccia dare i dati sulle assenze per malattia, e sui provvedimenti disciplinari “gentilmente distribuiti” da Direttori e Comandanti (più di ottantamila all'anno).

Se l’emergenza è davvero superata, sappia il Ministro Orlando che non ce ne potrà essere un’altra ... per molto tempo.

 

 

 


Scritto da: Agente Furioso
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n. 5


Credo che chiunque voglia interrogarsi come mai vi è molto rammarico e malcontento tra i poliziotti penitenziari di questa nazione.., io credo che il ministro debba valutare i ripetuti fallimenti che l'amministrazione penitenziaria ha collezionato fino ad oggi. dopo diversi decenni.. anche la polizia penitenziaria dovrà dire la sua.. in concreto, visto che vive giornalmente nelle sezioni detentive.
La mancata sostituzione e avvicendamento del personale, l'assenza di nuovi concorsi per l'avanzamento, la mancata ventata di novità volta a migliorare le condizione di vita di chi giornalmente deve gestire dai 80/100 detenuti per ogni reparto a creato una demotivazione tra gli operatori, poichè delusi dalle scelte dei governi che in questi anni hanno preferito depenalizzare e scarcerare delinquenti incalliti,.... quale può essere la reazione dei poliziotti?? Anche se condizioni economiche di questa nazione sono critiche, il carcere deve essere visto come una risorsa non come un peso, immaginate la forza lavoro che i 60 mila detenuti potrebbero impiegare dando un ricco contributo all'economia penitenziaria, tanto da portare innovazioni e automatismi tali da snellire la vita di chi giornalmente mette in campo professionalità e dedizione, contribuendo a rieducare persone che nessuno vuole più..

Di  cutone guido  (inviato il 27/01/2015 @ 10:57:55)


n. 4


Facile risolvere l'emergenza carceri, con la depenalizzazione di tanti reati.
E' evidente, che non siete in grado di fare una riforma strutturale, perché avete ben altri interessi, primi tra tutti, gli interessi economici.
“Sotto il vestito niente”.
Come il titolo di un vecchio film, almeno lì c'erano donnine piacevoli da guardare.
Questo modo di dire si addice oggi al nuovo modo di fare politica.
Oggi lavorate per slogan e tweet efficaci per i più ma che non incantano chi ha voglia di scavare.
E non serve neanche scavare molto.
Lei, Ministro della Giustizia – si badi bene alla denominazione del Dicastero –
ha dichiarato, facendo promozione alle norme penali emanate dal suo governo, che l’introduzione del delitto di autoriciclaggio cancellerebbe
«una delle pagine più vergognose del nostro paese, con persone condannate in via definitiva che poi si godono bellamente i proventi della propria attività illecita»
Peccato.
Lei, signor Ministro non conosce il testo del nuovo reato codificato a dicembre dal governo di cui Lei è il Ministro della Giustizia, con il contributo fondamentale proprio del suo dicastero.
Se lo avesse riletto con attenzione avrebbe scoperto che proprio quel «godere» bellamente non è reato.
Infatti, la legge 186 del 2014, al quarto capoverso del comma 3 dell’art.3 esclude il reato di autoriciclaggio proprio quando «i beni o le altre utilità vengono destinate alla mera utilizzazione o al godimento personale.».
Quindi, i condannati in via definitiva continueranno a ….godere.
E Lei Ministro?
Rimandato a settembre.
E l’emergenza carceri?
Risolta con il solito “facimmo annuina”…

Di  Daniele Papi  (inviato il 27/01/2015 @ 08:47:54)


n. 3


L’EMERGENZA CARCERE E’ FINITA
Ma quale finita.
Non ci sono parole caro Ministro, cosa pensa, che questa sua espressione dia un sospiro di sollievo?
Forse non sono sue, probabilmente, sono del suo entourage di collaboratori zerbini.
Non la incolpo direttamente, ma schiera di Dirigenti dell'Amministrazione Penitenziaria che scaldano la sedia dalla mattina alla sera con stipendi da capogiro, non sapendo o facendo finta di non conoscere quali siano ormai le condizioni di vita e la tensione che aleggia oggi nei vari istituti di cui lei dovrebbe essere informato.
Questo purtroppo è l'eredità di tanti anni di amministrazione con i paraocchi, la quale ha determinato la staticità di cui, tutti noi oggi subiamo senza risoluzione.
Grazie a questi Dirigenti strapagati,incompetenti e in qualche caso anche “accamosciati”(si faccia chiarire il termine), i quali avrebbero avuto l'obbligo di far progredire negli anniquest’Amministrazione in tutte le sue articolazioni, ci troviamo oggi a combattere un nuovo fenomeno come il terrorismo islamico, di cui tutta la Polizia Penitenziaria e ripeto tutta, non è stata sufficientemente formata e aggiornata al tempo in cui questo fenomeno era in embrione.
Pertanto, è incapace di capire una reale situazione che sposa questa forma di terrorismo, la Polizia Penitenziaria oggi è impossibilitata a contrastare e impedire e soprattutto prevedere qualsiasi forma di radicalismo islamico che può nascere in carcere.
Caro Ministro tutto ciò per dirle quanto è importante la Polizia Penitenziaria e la sua professionalità tanto emarginata e ridicolizzata dai Direttori e Dirigenti civili dell’Amministrazione Penitenziaria cui è subordinata.
A questo punto non so quanto il Corpo possa contribuire alla collettività con questi standard.
Mi permetta di esprimere un Grazie al 100% dei Dirigenti incompetenti dell’Amministrazione e un veramente grazie da tutta la cittadinanza italiana che paga le tasse.
Ultima domanda Sig. Ministro
E’ VERAMENTE FINITA ADESSO L’EMERGENZA CARCERE?


Di  ariete  (inviato il 27/01/2015 @ 08:45:07)


n. 2


Una nazione normale quando ha i penitenziari pieni di delinquenti che fa? Ne costruisce di nuovi ed assume personale. L'Italia invece, non avendo più sovranità e stretta tra assurdi vincoli di bilancio, ha scelto di risolvere (si fa per dire) il problema alzando l'asticella delle fattispecie di reato per cui è prevista la detenzione ed allargando le maglie delle misure alternative.

Di  luca sardella  (inviato il 22/01/2015 @ 10:25:16)


n. 1


--- pianeta carcere------

Parlando di pianeta carcere mi è facile ricordare dell'età copernicana come dato storico rispetto a quello attuale ...........
Parlare di pianeta carcere molte volte si evocano dinosauri e tirannosauri del passato ma che oggi sono ancora in giro e a ben vedere ci sono anche delle " copie conformi all'originale "...........
Parlare di pianeta carcere come dato di sovraffollamento , di emergenza carceri , come già decretata dal governo Berlusconi nell'anno 2010 è una retorica o meglio una vetrina per far emergere i tanti sforzi politici o del DAP ....ma non è così purtroppo Caro ministri , Paola Severino, Annamaria Cancellieri, Andrea Orlando ....... e cari Capi DAP , Ionta , Tamurrino , e adesso Santi .......;

si badi bene alla frontiera e miniera penitenziaria di quasi 38 mila poliziotti penitenziari ;
si badi bene ai tanti tentativi di suicidi evitati e gestiti da questo Corpo stremato e demotivato ogni giorno sempre di più ;
si badi bene ai tanti accorpamenti di più posti di servizio sempre ricorrenti e sistematici;
si badi bene anche ai rapporti disciplinari , di quelli che possono essere evitati;
si badi bene alle tante patologie tipiche del lavoro del poliziotto penitenziario , quasi seriali;
si badi bene alle tante aggressioni da parte di detenuti facinorosi e psichiatrici verso cui non vengono mai presi provvedimenti di natura disciplinari o di ubicazione in un determinato circuito penitenziario " di osservazione " ;
si badi bene alle tante responsabilità di funzioni non in linea con il ruolo rivestito ;
si badi bene alla carenza d'organico di circa 6000 unità;
si badi bene sempre ad una maggiore distanza tra il vertice e la truppa , così come l'articolazione centrale e regionale dalla MINIERA sempre più nera e difficile ;
si badi bene al quel senso di appartenenza e spirito di Corpo sempre più fragile ..........

si badi bene cha la Polizia Penitenziaria e tutti i suoi poliziotti ogni giorno tirano avanti l'enorme carrozzone del Pianeta Carcere , senza discorsi di facciata o passerella politica malgrado il contratto è fermo , i mezzi sono obsoleti, gli strumenti e le condizioni lavorative sono insufficienti e........................... lo stress aumenta .............

Di  assitente capo stanco e demotivato  (inviato il 21/01/2015 @ 15:12:43)




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